16 dicembre 2007
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16/12/07 11:14
NUOVO TRATTATO EUROPEO RICONOSCE GLI ANIMALI COME ESSERI SENZIENTI
13 dic 07
fonte:www.animalieanimali.it
Il nuovo Trattato firmato oggi a Lisbona dai 27 Paesi dell’Unione Europea, pur con alcuni limiti, rappresenta un importante e concreto passo in avanti per l’affermazione e la tutela dei diritti degli animali, finalmente li si riconosce giuridicamente come esseri senzienti e gli Stati nazionali dovranno tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere.
La LAV esprime soddisfazione per questo nuovo passo in avanti per la considerazione giuridica degli animali, in vigore dal 1° gennaio 2009: una presa d’atto di quanto già avviene per la stragrande maggioranza della popolazione. Un risultato al quale si è arrivati grazie ad una campagna che la stessa associazione ha condotto per anni fino alla firma della bozza datata 2003, con il determinante apporto del Vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini, allora Ministro degli Esteri.
Il nuovo articolo 13 della parte II del Trattato, quello delle disposizioni di applicazione generale, interessa i settori della ricerca, dell’agricoltura, della pesca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio, sostituisce così il meno impegnativo e non vincolante Protocollo sulla protezione e il benessere degli animali in vigore dal 1997 con il Trattato firmato ad Amsterdam. Non solo, la LAV esprime apprezzamento anche per i maggiori poteri decisionali che saranno assegnati al Parlamento Europeo, l’organo legislativo che in questi anni si è dimostrato più sensibile e aperto rispetto ai Ministeri nazionali in materia di tutela degli animali.
Prendendo atto del passo in avanti a livello europeo, la LAV chiede al nostro Parlamento di riprendere l’esame avvenuto nella scorsa Legislatura, per l’integrazione dell’articolo 9 della nostra Costituzione per la tutela dell’ambiente e il rispetto degli animali: un impegno che fa parte del programma della Coalizione di Governo e che ha riscontrato apprezzamento anche in ampi settori dell’opposizione.
13 dic 07
fonte:www.animalieanimali.it
Il nuovo Trattato firmato oggi a Lisbona dai 27 Paesi dell’Unione Europea, pur con alcuni limiti, rappresenta un importante e concreto passo in avanti per l’affermazione e la tutela dei diritti degli animali, finalmente li si riconosce giuridicamente come esseri senzienti e gli Stati nazionali dovranno tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere.
La LAV esprime soddisfazione per questo nuovo passo in avanti per la considerazione giuridica degli animali, in vigore dal 1° gennaio 2009: una presa d’atto di quanto già avviene per la stragrande maggioranza della popolazione. Un risultato al quale si è arrivati grazie ad una campagna che la stessa associazione ha condotto per anni fino alla firma della bozza datata 2003, con il determinante apporto del Vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini, allora Ministro degli Esteri.
Il nuovo articolo 13 della parte II del Trattato, quello delle disposizioni di applicazione generale, interessa i settori della ricerca, dell’agricoltura, della pesca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio, sostituisce così il meno impegnativo e non vincolante Protocollo sulla protezione e il benessere degli animali in vigore dal 1997 con il Trattato firmato ad Amsterdam. Non solo, la LAV esprime apprezzamento anche per i maggiori poteri decisionali che saranno assegnati al Parlamento Europeo, l’organo legislativo che in questi anni si è dimostrato più sensibile e aperto rispetto ai Ministeri nazionali in materia di tutela degli animali.
Prendendo atto del passo in avanti a livello europeo, la LAV chiede al nostro Parlamento di riprendere l’esame avvenuto nella scorsa Legislatura, per l’integrazione dell’articolo 9 della nostra Costituzione per la tutela dell’ambiente e il rispetto degli animali: un impegno che fa parte del programma della Coalizione di Governo e che ha riscontrato apprezzamento anche in ampi settori dell’opposizione.
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16/12/07 11:10
NON ELIMINO' RANDAGI DA STRADA, PROCESSO A CAPO CANILE COMUNALE
14 dicembre 2007 - Non avere tolto dalla starada i cani randagi costa un processo con l'accusa di omissione di atti d'ufficio per Renato La Bella, responsabile del canile municipale di Palermo. Il dibattimento e' in corso davanti alla terza sezione del Tribunale, presieduta da Raimondo Loforti.
Secondo la ricostruzone dell'accusa, nel 2004 alcuni abitanti di via Malaspina chiamarono il canile per chiedere l'intervento di una pattuglia che fosse in condizione di portare via alcuni cani randagiconsiderati pericolosi dai residenti. Tra una motivazione e l'altra, si arrivo' a un considerevole ritardo e gli animali non furono mai portati via. Questa mattina sono stati ascoltati due dei cittadini che avevano presentato l'esposto e un agente di polizia municipale che intervenne dopo il mancato arrivo degli operai del canile. L'investigatore ha descritto una situazione molto particolare, legata a una serie di disservizi cronici causati dalla mancanza, tra le altre cose, di un furgone con il quale potessero esser trasportati gli animali. "Ce n'era uno solo - ha detto il teste - e quando era impegnato non si poteva far nulla".
(AGI)
14 dicembre 2007 - Non avere tolto dalla starada i cani randagi costa un processo con l'accusa di omissione di atti d'ufficio per Renato La Bella, responsabile del canile municipale di Palermo. Il dibattimento e' in corso davanti alla terza sezione del Tribunale, presieduta da Raimondo Loforti.
Secondo la ricostruzone dell'accusa, nel 2004 alcuni abitanti di via Malaspina chiamarono il canile per chiedere l'intervento di una pattuglia che fosse in condizione di portare via alcuni cani randagiconsiderati pericolosi dai residenti. Tra una motivazione e l'altra, si arrivo' a un considerevole ritardo e gli animali non furono mai portati via. Questa mattina sono stati ascoltati due dei cittadini che avevano presentato l'esposto e un agente di polizia municipale che intervenne dopo il mancato arrivo degli operai del canile. L'investigatore ha descritto una situazione molto particolare, legata a una serie di disservizi cronici causati dalla mancanza, tra le altre cose, di un furgone con il quale potessero esser trasportati gli animali. "Ce n'era uno solo - ha detto il teste - e quando era impegnato non si poteva far nulla".
(AGI)