07 ottobre 2007
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10/10/07 13:34
Collari elettrici: condannato addestratore
fonte:www.infolav.org
Il giudice del 2a Sezione penale del Tribunale di Bologna, dott. Gobbi, ha condannato E.M., originario di Bari ma residente a Bologna, a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla LAV in qualità parte civile, per aver usato collari elettrici nell’addestramento di cani, violando l’art. 544 ter del Codice Penale.
L’art. 544 ter c.p. dispone che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro (…)”
La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da “Striscia la notizia” (Canale 5), che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici. Le immagini mostravano chiaramente la sofferenza dei cani che, ad ogni scossa ricevuta, guaivano intensamente.
“Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della LAV, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna - commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale LAV e firmatario della denuncia - La LAV ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E.M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani, strumenti da vietare in ogni caso, a prescindere dalla quantità di dolore inferto all’animale”.
fonte:www.infolav.org
Il giudice del 2a Sezione penale del Tribunale di Bologna, dott. Gobbi, ha condannato E.M., originario di Bari ma residente a Bologna, a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla LAV in qualità parte civile, per aver usato collari elettrici nell’addestramento di cani, violando l’art. 544 ter del Codice Penale.
L’art. 544 ter c.p. dispone che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro (…)”
La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da “Striscia la notizia” (Canale 5), che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici. Le immagini mostravano chiaramente la sofferenza dei cani che, ad ogni scossa ricevuta, guaivano intensamente.
“Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della LAV, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna - commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale LAV e firmatario della denuncia - La LAV ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E.M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani, strumenti da vietare in ogni caso, a prescindere dalla quantità di dolore inferto all’animale”.