ago 2006

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L’ACA SICILIA ha chiesto formalmente al Prefetto di Catania di emettere un’ordinanza di divieto di organizzazioni di palii sui tutta la Provincia di Catania ed ovviamente di negare la propria autorizzazione a richieste di palii da parte di Sindaci della Provincia. E’ da anni che l’ACA SICILIA chiede al Prefetto pro tempore di respingere le richieste di alcuni Sindaci della Provincia ma con pochi risultati se non quello di imporre regole più severe che ovviamente non risolvono i problemi di illegalità e di salvaguardia del benessere dei cavalli partecipanti. Ma aggiungiamo anche il benessere degli stessi fantini, più volte sbalzati a terra e finiti in ospedale e degli stessi spettatori ignari dei pericoli, alcuni dei quali negli anni scorso finiti in ospedale con traumi anche severi. Ma tutto ciò non ha indotto le autorità locali a prendere decisioni più drastiche come quella che chiediamo da quasi quindici anni. Da tre anni in provincia di Catania non si tengono più palii, ma ovviamente solo corse clandestine più volte denunciate dall’ACA SICILIA con intervento delle forse dell’ordine. Mai nessuno ha applicato a tali corse il reato di organizzazione a delinquere di stampo mafioso dunque nessuno di costoro è stato condannato a pene detentive, ma solo a pene pecuniarie. Ma purtroppo dopo tre anni di silenzio il Sindaco di Belpasso, senza alcun motivo plausibile e con i soldi dei contribuenti vorrebbe riorganizzare nel suo territorio un palio e per tali motivi ha chiesto l’autorizzazione al Prefetto e agli altri organi preposti, Questura e AUSL. Evidentemente al Sindaco di Belpasso interessa poco che il Prefetto di Palermo e di Siracusa, qualche settimana addietro, abbiano emesso un’ordinanza che vieta sul loro territorio ogni tipo di palio per rischi connessi a infiltrazioni mafiose, in quanto più vote riscontrati durante tali incivili iniziative. Non importa neppure il benessere degli animali utilizzati e i sei cavalli morti durante i palii degli anni 90 e primi anni del 2000 organizzati dallo stesso Comune di Belpasso e da quello di Palagonia, o, ancora, i gravissimi incidenti occorsi a spettatori o cittadini di passaggio e fantini. Importa solo che il palio si faccia a tutto vantaggio di coloro che partecipano e di quegli spettatori fanatici molti dei quali si ritrovano, guarda caso, così come alcuni fantini, anche tra gli spettatori delle corse clandestine.
Per tali motivi e affinchè anche il Prefetto di Catania non autorizzi più alcun palio anche in Provincia di Catania chiediamo a tutti i lettori di questa email di inviare una lettera o una email di protesta per quanto è successo e per quello che potrebbe accadere se si continuano a organizzare palii, al Prefetto di Catania, dott. Cancellieri, chiedendogli di respingere al mittente ogni richiesta di organizzazione di palii e di emettere una specifica ordinanza (così come fu fatto nel 1978 dal Prefetto pro tempre sempre per motivi riguardanti le infiltrazioni mafiose) un’ordinanza di divieto di organizzazione di palii su tutta la Provincia.

Comunichiamo gli indirizzi del Prefetto di Catania: Via Prefettura 95100 Catania;
La stessa cosa possiamo fare anche nei riguardi del Sindaco di Belpasso a cui l’ACA ha inviato una diffida con cui lo avrebbe considerato responsabile diretto di ogni maltrattamento verso gli animali ed eventuali danni a fantini e spettatori oltre che della stessa legalità.
Indirizzo del Sindaco di Belpasso pIAZZAA.C.A. SICILIA
Ass.ne Eco-Animalista siciliana
Sede Regionale
Via Landolina, 41 c/o
arci
349 4500650
95128 Catania

L’Aca vi invita a mandare con urgenza email al prefetto di Catania e al sindaco di Belpasso

Il sindaco di Belpasso richiede l’autorizzazione al palio. l’Aca chiede al prefetto di non autorizzarlo e di emettere un’ordinanza specifica

L’ACA SICILIA ha chiesto formalmente al Prefetto di Catania di emettere un’ordinanza di divieto di organizzazioni di palii sui tutta la Provincia di Catania ed ovviamente di negare la propria autorizzazione a richieste di palii da parte di Sindaci della Provincia. E’ da anni che l’ACA SICILIA chiede al Prefetto pro tempore di respingere le richieste di alcuni Sindaci della Provincia ma con pochi risultati se non quello di imporre regole più severe che ovviamente non risolvono i problemi di illegalità e di salvaguardia del benessere dei cavalli partecipanti. Ma aggiungiamo anche il benessere degli stessi fantini, più volte sbalzati a terra e finiti in ospedale e degli stessi spettatori ignari dei pericoli, alcuni dei quali negli anni scorso finiti in ospedale con traumi anche severi. Ma tutto ciò non ha indotto le autorità locali a prendere decisioni più drastiche come quella che chiediamo da quasi quindici anni. Da tre anni in provincia di Catania non si tengono più palii, ma ovviamente solo corse clandestine più volte denunciate dall’ACA SICILIA con intervento delle forse dell’ordine. Mai nessuno ha applicato a tali corse il reato di organizzazione a delinquere di stampo mafioso dunque nessuno di costoro è stato condannato a pene detentive, ma solo a pene pecuniarie. Ma purtroppo dopo tre anni di silenzio il Sindaco di Belpasso, senza alcun motivo plausibile e con i soldi dei contribuenti vorrebbe riorganizzare nel suo territorio un palio e per tali motivi h chiesto l’autorizzazione al Prefetto e agli altri organi preposti, Questura e AUSL. Evidentemente al Sindaco di Belpasso interessa poco che il Prefetto di Palermo e di Siracusa, qualche settimana addietro, abbiano emesso un’ordinanza che vieta sul loro territorio ogni tipo di palio per rischi connessi a infiltrazioni mafiose, in quanto più vote riscontrati durante tali incivili iniziative. Non importa neppure il benessere degli animali utilizzati e i sei cavalli morti durante i palii degli anni 90 e primi anni del 2000 organizzati dallo stesso Comune di Belpasso e da quello di Palagonia, o, ancora, i gravissimi incidenti occorsi a spettatori o cittadini di passaggio e fantini. Importa solo che il palio si faccia a tutto vantaggio di coloro che partecipano e di quegli spettatori fanatici molti dei quali si ritrovano, guarda caso, così come alcuni fantini, anche tra gli spettatori delle corse clandestine.
Per tali motivi e affinchè anche il Prefetto di Catania non autorizzi più alcun palio anche in Provincia di Catania chiediamo a tutti i lettori di questa email di inviare una lettera o una email di protesta per quanto è successo e per quello che potrebbe accadere se si continuano a organizzare palii, al Prefetto di Catania, dott. Cancellieri, chiedendogli di respingere al mittente ogni richiesta di organizzazione di palii e di emettere una specifica ordinanza (così come fu fatto nel 1978 dal Prefetto pro tempre sempre per motivi riguardanti le infiltrazioni mafiose)un’ordinanza di divieto di organizzazione di palii su tutta la Provincia.

Comunichiamo gli indirizzi del Prefetto di Catania: Via Prefettura, 1 95100 Catania; email
pref.prefcatania@interbusiness.it
La stessa cosa possiamo fare anche nei riguardi del Sindaco di Belpasso, Alfio Papale, a cui l’ACA ha inviato una diffida con cui lo avrebbe considerato responsabile diretto di ogni maltrattamento verso gli animali ed eventuali danni a fantini e spettatori oltre che della stessa legalità.
Indirizzo del Sindaco di Belpasso è piazza Municipio, Belpasso CT oppure scrivere al Sindaco collegandovi al sito del Comune, pagina contatti: WWW.COMUNE.BELPASSO.
CT-EGOV.IT/CONTATTI/; telefono 095 7051210

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Ecco on-line le tragiche foto del giorno in cui è stato ritrovato Sebastiano morto, accartocciato come un cucciolo e insanguinato, dentro un bidone della Asl "veterinaria" de L'Aquila.
La nostra sarà una lunga battaglia, ma ce la metteremo tutta per chiedere giustizia...anche a nome di SEBASTIANO.
http://www.zampette.it/sebastiano/sebastiano_foto.htm
Firma la petizione

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I gruppi di lavoro animalista Randagismo.info e Cuccefelici, in seguito alla brutale uccisione del cane randagio Sebastiano, avvenuta durante la cattura da parte della Asl veterinaria di L'Aquila, hanno indetto una petizione online, poiché ritengono doveroso appoggiare le azioni che verranno portate avanti in varie sedi.
Randagismo.info e Cuccefelici metteranno a disposizione i loro spazi per diffondere in rete una petizione che avrà lo scopo di non lasciar cadere l'attenzione dei cittadini e degli enti coinvolti. Preghiamo tutti coloro che hanno a cuore non solo gli animali, ma soprattutto il rispetto della legge, di partecipare a questa iniziativa che non vuole essere una campagna contro, ma una mobilitazione per la civiltà.
La Asl veterinaria di L'Aquila non è purtroppo nuova a questi episodi: sono note, infatti, le sparizioni di alcuni cani - catturati per essere sterilizzati - misteriosamente "fuggiti" oppure l'eutanasia praticata ad una cucciolata, giustificata come mezzo per combattere il randagismo.
Siamo profondamente convinti che la battaglia contro il randagismo vada affrontata con altri metodi (come le campagne informative, la sterilizzazione, l'adozione e l'anagrafe canina), soprattutto che venga combattuta nel rispetto della legge. Dato che la notizia dell'uccisione di Sebastiano ha avuto risalto a livello nazionale, abbiamo pensato di coinvolgere le tante persone che si sono interessate alla vicenda con una petizione che possa essere firmata da qualunque parte d'Italia: una volta conclusa, le sottoscrizioni verranno inviate ai dirigenti di Comune, Provincia, Regione, ASL e Ordine dei Veterinari; il numero di firme verrà comunicato ai media.
La petizione, a cui tutti sono invitati a partecipare, si può sottoscrivere online all'indirizzo:
http://randagismo.info/petizione/

Grazie per l'attenzione,

Randagismo.info & lo Staff delle Cuccefelici
Per maggiori informazioni: randagio@randagismo.info - info@cuccefelici.com (329 9064859)

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Immagini di gattini che annusano tra le macerie e cani che corrono freneticamente per le strade.

Mentre il governo francese ha preso dei provvedimenti per l’evacuazione degli animali, i protocolli di evacuazione britannici, canadesi e americani proibiscono in modo esplicito che gli animali vengano evacuati insieme alle loro famiglie.

I proprietari di cani e di gatti sono costretti ad abbandonare i propri animali tra le macerie e la distruzione.
L’associazione HSUS - Humane Society of the United States ha sollecitato l’Amministrazione Bush ad includere gli animali domestici ed i relativi servizi nei piani di evacuazione per gli americani dal Libano. Secondo una dichiarazione emessa dal Dipartimento di Stato Americano sull'evacuazione degli Americani dal Libano: "agli animali domestici non sarà consentito viaggiare”.
"Rifiutare di consentire agli animali domestici di salire a bordo degli aerei o delle imbarcazioni che lasciano il Libano, vuol dire ostacolare gli sforzi per evacuare in modo sicuro i cittadini americani", ha detto Wayne Pacelle, Presidente e Direttore generale HSUS. "Come abbiamo visto in parecchi disastri naturali, un numero significativo di persone rifiuta di abbandonare i propri animali."

Ulteriori informazioni:
BETA - Beirut for the Ethical Treatment of Animals
http://animals.beirut.com/
sconosciuto-1



L’OIPA ha appreso dalle relazioni della stampa internazionale, che le autorità governative di Chuxiong, nella Provincia di Yunnan (Cina), hanno intrapreso una campagna di 5 giorni (25-30 luglio) al fine di uccidere tutti i cani, a seguito della morte di 3 persone del luogo a causa della rabbia.

Nella Provincia di Yunnan oltre 50.000 cani, inclusi quelli domestici, sono stati brutalmente bastonati, impiccati o fulminati a morte; in tutto ci sono oltre 500.000 cani tenuti come domestici o per guardia alle abitazioni (riportato da Xinhua News Agency). Le autorità locali di prevenzione alle epidemie hanno ordinato che tutti i cani nel raggio di 5 Km da ciascun villaggio siano uccisi. Inizialmente il Governo ha offerto ai proprietari 5rmb (62 centesimi americani!) per uccidere i propri cani, ma quando questa misura è fallita visto il rifiuto della popolazione di sterminare i propri cani, una unità operativa speciale è stata attivata per irrompere in abitazioni sospettate ed uccidere tutti i cani trovati.

In moltissimi casi i cani sono stati portati via ai loro proprietari mentre stavano camminando per le strade e poi bastonati sul luogo. Queste squadre di notte hanno fatto irruzione nei villaggi e hanno creato rumore al fine di far abbaiare i cani e localizzare ulteriori vittime.
Le autorità preposte alla tutela della salute avevano iniziato un programma di vaccinazione dei cani, ma gli ufficiali governativi hanno deciso di attuare misure più drastiche.
Circa 4.000 cani, vaccinati contro la rabbia, sono stati uccisi per paura che il vaccino non abbia effetto. Un’autorità veterinaria locale ha spiegato che solo l’85% circa delle vaccinazioni sarebbero efficaci.
L’agenzia di stampa cinese ha citato Li Haibo, portavoce per il governo della contea, il quale ha riferito: “Con lo scopo di mantenere questa orribile malattia lontana dalle persone, abbiamo deciso di uccidere tutti i cani”.
Una seconda città cinese sta pianificando un massacro di cani, sempre al fine di fermare la rabbia.
Scrivi alle autorità cinesi ed esprimi tutto il tuo disappunto per la brutale campagna di sterminio dei cani in Cina.
sconosciuto





Riceviamo questo appello da Agire Ora:

”Nei boschi tra Ovada ed Acqui, in provincia di Alessandria, a partire dal 10 agosto e fino a fine gennaio del prossimo anno è stata pianificata una strage di caprioli, decisa dalla Regione Piemonte.
I cacciatori pagheranno, per potersi divertire ad ammazzare questi animali indifesi, 40 euro per ogni cucciolo e 110 per ogni adulto. I maschi saranno abbattuti tra il 10 ed il 26 agosto, e le femmine e i cuccioli tra la fine di dicembre 2006 e la fine di gennaio 2007 (come se i cacciatori distinguessero tra maschi, femmine e cuccioli: loro sparano e basta quando vedono muoversi qualcosa...).
La solita scusa è che fanno danni alle coltivazioni, ma questi danni dovrebbero essere pagati dai cacciatori stessi, visto che questi animali sono quelli fuoriusciti dalle loro "riserve di caccia"; invece i cacciatori vengono ricompensati con tante belle settimane di divertimento sanguinario.
I caprioli sono però fortunati a non essere cinghiali, perché stavolta la decisione non è passata sotto silenzio, e se ne stanno occupando i giornali, i TG nazionali e ci sono molte persone, anche non animaliste, che sono rimaste "scandalizzate" da questa violenza senza senso.
Anche se da un punto di vista formale sembra ormai troppo tardi per fare ricorso, secondo un'agenzia ANSA vi sono vari politici di vari schieramenti (a vari livelli) che hanno preso posizione a favore di caprioli, ed e' anche iniziata una "campagna di adozioni" per far spostare questi animali in vari posti in cui possano essere ospitati”.
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Tutti queste petizioni le trovate sul sito dell'OIPA

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Quest’anno il Parlamentare europeo svedese Carl Schlyter ha visitato in Canada la caccia alle foche e, dopo aver visto il brutale massacro, ha presentato una Dichiarazione Scritta all'Unione Europea con quattro altri Membri del Parlamento Europeo.
La caccia alle foche in Canada è il più grande massacro di mammiferi marini nel mondo
Nel corso degli ultimi quattro anni, durante la caccia annuale, oltre un milione di cuccioli di foca sono stati massacrati con bastonate e colpi di arma da fuoco.
L'anno scorso il 98,5% avevano solo due mesi di vita o anche meno. I veterinari hanno concluso che molte foche sono state probabilmente scuoiate vive.
La Dichiarazione scritta sulla messa al bando dei prodotti derivati dalle foche nell'Unione europea scade il 15 settembre 2006.
Chiedi ai Membri del Parlamento Europeo di sostenere la Dichiarazione scritta sulla messa al bando dei prodotti derivati dalle foche nell'Unione Europea.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/campagne_foche_dichiarazione.htm
Firma gli altri appelli contro la caccia alle foche in Canada alla pagina http://www.oipaitalia.com/fochecanada.html

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L’OIPA ha appreso dalle relazioni della stampa internazionale, che le autorità governative di Chuxiong, nella Provincia di Yunnan (Cina), hanno intrapreso una campagna di 5 giorni (25-30 luglio) al fine di uccidere tutti i cani, a seguito della morte di 3 persone del luogo a causa della rabbia.
Nella Provincia di Yunnan oltre 50.000 cani, inclusi quelli domestici, sono stati brutalmente bastonati, impiccati o fulminati a morte; in tutto ci sono oltre 500.000 cani tenuti come domestici o per guardia alle abitazioni. Le autorità locali di prevenzione alle epidemie hanno ordinato che tutti i cani nel raggio di 5 Km da ciascun villaggio siano uccisi. In moltissimi casi i cani sono stati portati via ai loro proprietari mentre stavano camminando per le strade e poi bastonati sul luogo. Le autorità preposte alla tutela della salute avevano iniziato un programma di vaccinazione dei cani, ma gli ufficiali governativi hanno deciso di attuare misure più drastiche.
L’agenzia di stampa cinese ha citato Li Haibo, portavoce per il governo della contea, il quale ha riferito: “Con lo scopo di mantenere questa orribile malattia lontana dalle persone, abbiamo deciso di uccidere tutti i cani”.
Una seconda città cinese sta pianificando un massacro di cani, sempre al fine di fermare la rabbia.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_cina.htm

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