set 2006

DALLA CINA BUONE NOTIZIE CONTRO LE SOPPRESSIONI

Dopo i massacri dei cani avvenuti in alcune città della Cina, l’Animals Asia Foundation loda l’amministrazione di Nanjing per le nuove misure adottate per il controllo dei cani randagi. La fondatrice di AAF, Jill Robinson, ha anche annunciato alcuni progetti per lavorare insieme alle autorità di Nanjing, incluso un invito a un workshop a Hong Kong per apprendere di più sui metodi umanitari per il controllo degli animali e le metodologie per educare l’amministrazione pubblica a prendersi cura degli animali domestici. Rappresentanti della Polizia di Nanjing la scorsa settimana hanno incontrato Jill Robinson per discutere le misure da adottare per la sterilizzazione e la registrazione dei cani.
Nel contempo l’Ufficio del Dipartimento di documentazione della proprietà intellettuale della Repubblica Popolare Cinese è entrato in contatto con l’OIPA per chiedere il nostro sostegno contro lo sterminio dei cani di Yunnan in Cina.
Nella mail ricevuta dall’OIPA viene chiesto aiuto e sostegno, al fine di fermare queste azioni crudeli ed immorali.
Nella mail si legge: “se le organizzazioni internazionali come l’OIPA, si interessano e protestano, il Governo centrale può forse essere spinto ad ordinare ai governi locali la cessazione dei massacri”.
L’Ufficio del Dipartimento spera che l'influenza e il sostegno internazionale possano fermare queste azioni e invita a protestare e a scrivere mail.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/notizie/settembre06_cina.htm

DOLORE E CRUDELTÀ IN UN RIFUGIO IN TURCHIA

L’OIPA in questi giorni è entrata in contatto con l’associazione turca per la protezione degli animali “Sahipsiz Hayvanlari Koruma Dernegi (Shkd)”, la quale ha chiesto un urgente intervento per porre fine agli abusi perpetrati in un canile ad Instanbul in Turchia.
Le immagini che si trovano sul sito http://www.shkd.org/en/AIG sono state scattate in questi giorni al rifugio Sariyer Kocatas.
Il comune, non potendo organizzare tutto da solo, ha lanciato dei bandi per gli appalti di questi rifugi. In una zona di Istanbul il lavoro è stato messo a contratto con una società di pesticidi.
La situazione è molto grave: molti cani muoiono e i cani malati sono riportati sulle strade. Sono stati rilevati casi di cani con ernie o con ossa fratturate che sono stati riportati sulle strade, senza aver ricevuto nessun tipo di cura veterinaria. L’igiene nel rifugio dove i cani vengono sterilizzati è inesistente.
Non esiste giustificazione a questa crudeltà e negligenza. In Turchia la crudeltà verso gli animali è un crimine punito ai sensi di legge.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_turchia.htm

VIOLENZA INAUDITA VERSO DUE CANI RANDAGI A COPERTINO (LE)

Il 18 settembre al TG Norba, il telegiornale di Telenorba (una TV regionale pugliese), hanno dato una notizia allucinante trattandola con ironia. Durante una processione religiosa in onore di San Giuseppe tenutasi a Copertino (LE), in cui il rigidissimo parroco aveva vietato un abbigliamento scollato, alcuni "fedeli" (definiti così dal giornalista) hanno selvaggiamente picchiato con delle sedie, davanti alle telecamere ed agli altri "fedeli", due cani colpevoli solo di essersi accoppiati nelle vicinanze della processione. Non solo la folla è rimasta indifferente, ma il tg ha commentato la notizia con ironia sorniona. La scena ripresa è stata devastante perché si è visto che uno di questi fanatici religiosi alla fine ha continuato a sbattere la sedia sempre nello stesso punto, e sotto c'era il cane.
Un tale gesto doveva essere non solo fermato, ma anche denunciato formalmente alla polizia (peraltro presente alla manifestazione).
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_copertino.htm

ENPA

Provano gioia e dolore, emozioni e sentimenti. Ma non hanno la parola per difendersi.

Se anche tu stai dalla loro parte, aiutali concretamente con un semplice gesto:


BATTI CINQUE

cifre d'amore sul tuo telefono

48585

Tim, Vodafone, Wind, 3, Telecom


CON UN EURO RIEMPI UNA CIOTOLA
Dal 15 settembre al 15 ottobre, con un sms al 48585 doni 1 euro
con una telefonata da rete fissa al 48585 doni 2 euro
(e di ciotole ne riempi due!)


Enpa: 160 sezioni, 400 guardie zoofile volontarie, 3.500 altri volontari, 20.000 animali accuditi e 30.000 animali soccorsi ogni anno. E da oggi, speriamo, con un sostenitore in più: TU.

FESTEGGIA GLI ANIMALI INSIEME A NOI!
Sabato 7 e domenica 8 ottobre
SCENDI IN PIAZZA PER LA GIORNATA DEGLI ANIMALI.
I volontari dell'Enpa ti aspettano per suggerirti i tanti modi
In cui puoi dare voce ai nostri amici con la coda.
L'elenco delle piazze sarà presto su www.enpa.it

RICHIESTA DI AIUTO PER UN TREMENDO FATTO DI CRONACA

Cari amici,
vi prego aiutatemi a far circolare questa notizia.
"Al TG Norba (il telegiornale di Telenorba, una tv regionale pugliese) hanno dato il 18 settembre una notizia allucinante trattandola con ironia. Durante una processione religiosa in onore di San Giuseppe tenutasi a Copertino, in cui il rigidissimo parroco aveva vietato un abbigliamento scollato, alcuni "fedeli" (DEFINITI COSI' DAL GIORNALISTA...) hanno selvaggiamente picchiato con delle sedie -DAVANTI ALLE TELECAMERE ED AGLI ALTRI "FEDELI"- due cani colpevoli solo di essersi accoppiati nelle vicinanze della processione. Non solo la folla è rimasta indifferente, ma il tg ha commentato la notizia con ironia sorniona. La scena ripresa è stata devastante, ve lo assicuro, era da vomitare per la violenza inaudita con cui si sono accaniti sui due cani. Credo li abbiano uccisi, perchè si è visto che uno di questi fanatici religiosi alla fine ha continuato a sbattere la sedia sempre nello stesso punto, e sotto c'era il cane. E' stato vergognoso, ed io ho già scritto lettere di protesta alla redazione di Telenorba. Ora vorrei continuare con il comune di Copertino. Un tale gesto doveva essere non solo fermato, ma anche denunciato formalmente alla polizia (peraltro presente alla manifestazione). Il filmato del tg può essere visionato sul sito di telenorba, selezionando il tg del 18 settembre delle ore 19.20.
Cosa si deve fare? Chi deve intervenire?"
G.R.

CANE CACCIA MALTRATTATO, DENUNCIATI DUE ALLEVATORI

La squadra del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo forestale dello Stato di Piacenza ha segnalato alla Procura due addestratori, uno di Vicenza e uno di Piacenza, per gravi maltrattamenti inflitti ad un cane femmina di razza Drahthaar.
A chiamare gli agenti per l'avvio delle indagini - ha reso noto la Forestale - e' stato il personale del canile comunale di Castellarquato, che aveva trovato la giovane femmina di bracco tedesco in condizioni gravissime. Al cane da caccia era stato applicato un collare che lo sottoponeva a scariche elettriche per addestrarlo alla ferma e al riporto della selvaggina. L' animale era riuscito a fuggire e aveva vagato un paio di mesi prima del ritrovamento. Il collare, del quale non poteva sbarazzarsi, gli aveva provocato profonde ferite.
Dalle indagini e' emerso che il proprietario, residente a Siena, aveva affidato l'esemplare per l'addestramento a un uomo di Vicenza che, in veste di mediatore, l'aveva a sua volta consegnato ad un addestratore di Piacenza. Il caso ha avuto un iter controverso, in quanto l'uso del collare elettrico era stato vietato da un'ordinanza del precedente Ministro della Salute contro la quale avevano fatto ricorso, vincendolo, alcune ditte produttrici dell'accessorio. Ma la gravita' delle ferite provocate dal collare tenuto troppo stretto non hanno lasciato spazio a interpretazioni legali.
La cagnolina, dopo il sequestro della Forestale, e' stata operata e affidata, su ordine della Procura di Piacenza, alla custodia e alle cure del canile comunale di Castellarquato. Le indagini del Nucleo di Polizia Forestale del piacentino proseguono nei confronti del proprietario e delle ditte produttrici del collare.
(ANSA)

TRENTO: UOMO ACCOLTELLA UN CUCCIOLO DI LABRADOR, DENUNCIATO

Un insegnante in pensione di 62 anni e' stato denunciato alla Procura di Trento, con l'accusa di porto abusivo di arma bianca, un coltello dalla lama piu' lunga di 10 cm, e per uccisione di animale. E' accaduto nel parco di Villa Waiz, a Roncegno, in provincia di Trento, dove Vesna Damjanovic, originaria della Serbia-Montenegro, a Roncegno da 11 anni, aveva portato, insieme ad un amica, la propria cucciola di Labrador, Luna, per la passeggiata serale.
Il cane si e' messo a giocare con un altro cucciolo con le pigne sparse sul terreno; nel parco e' entrato l'ex insegnante ed il cucciolo di Labrador gli si e' fatto incontro festosamente. L'uomo ha estratto un coltello e lo ha affondato nello sterno del povero animale, il quale si e' diretto guaendo verso la padrona; quindi, e' stramazzato senza vita.
L'uomo, dopo aver vibrato la coltellata, si e' allontanato tranquillamente. La padrona ha chiamato amici e carabinieri con il cellulare; poi, ha inseguito l'uomo, che ha trovato su una panchina, come se nulla fosse successo, e che, secondo quando riferito dalla donna, avrebbe investito la padrona del cane con insulti. Sul posto sono giunti i carabinieri ed anche il veterinario del luogo; ed e' seguita la denuncia.
(Waf/Pe/Adnkronos)

Cinesi con un mattatoio in casa: «Carne sospetta»

I primi ad allarmarsi sono stati i condomini. Quei lamenti notturni che improvvisamente si trasformavano in urla strazianti davano i brividi. Con il calar del sole nessuno riusciva a capire che cosa stesse accadendo dietro la porta di quell’appartamento di via Carriera Grande numero 20. Ma il sospetto si faceva sempre più forte. Animali. Le grida di dolore sembravano essere proprio di animali domestici. Ieri sera un blitz delle Guardie zoofile e degli agenti della polizia del commissariato Vicaria ha consentito di far luce sul mistero. È ancora presto per affermare con certezza che in quella casa al secondo piano della Chinatown della Ferrovia ci fosse un mattatoio gestito da orientali che sgozzavano cani e gatti; ma una cosa appare chiara: quell’appartamento era stato adibito a locale che preparava cibi destinati al mercato della ristorazione collettiva - probabilmente per le centinaia di cinesi che gestiscono i negozi della stessa via Carriera Grande - era fuorilegge. Per molti motivi. E dunque il blitz. ordinato dalla Procura della Repubblica, disposto dal sostituto procuratore Francesco Soviero, che si è mosso subito per capire se esistano estremi di legge per colpire i responsabili di questa presunta macabra, incivile mattanza. Dicevamo che un dato è certo: l’assoluta inagibilità dei locali utilizzati per cucinare il cibo. Inagibilità dichiarata ieri dai Vigili del Fuoco. Il resto lo diranno le analisi delle carni sequestrate. Il sospetto che si tratti di animali domestici macellati è forte. Chi è entrato in quell’appartamento racconta del fetore terribile, del sudiciume che imbrattava pentole, stoviglie e persino le mura. Condizioni igieniche inesistenti, comunque. E poi, sversati in bacili azzurri e immersi in un liquido nauseabondo scuro, pezzi di carne dei quali, ad occhio, è difficile stabilire la provenienza. Pezzi di carne macellati. Saranno le analisi a dire di più. La cautela è quanto mai d’obbligo. Quando le guardie zoofile e i poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento c’erano solo due cinesi. Una coppia di mezza età. Nelle stanze, due frigoriferi pieni di cibi crudi surgelati: carni e pesci. Poi coltellacci e mannaie da macelleria. E sporcizia. Tanta sporcizia ovunque. In un’altra camera, sei letti a castello, segno che nell’appartamento ci viveva molta più gente. «Ci siamo mossi in seguito ad una denuncia precisa - spiega Ciro Cortese, responsabile del Servizio nazionale tutela del patrimonio faunistico zootecnico e ambientale dello Stato (della «Lida», patrocinata dal ministero dell’Ambiente e della Salute) - presentata da due consiglieri circoscrizionali della Quarta Municipalità, Stolder e Giannuzzi. È presto per trarre conclusioni sull’origine delle carni campionate e sequestrate. Saranno i veterinari della Asl Napoli 1 a dire di più nei prossimi giorni. Quel che è certo è che lo spettacolo che abbiamo visto era terribile». E pensare che il materiale sequestrato ieri era destinato a finire in tavola. L’operazione è stata coordinata dal commissariato Vicaria, diretto dal primo dirigente Alberto Bencivenga. Sei le persone denunciate.

Giuseppe Crimaldi

CANI E GATTI RANDAGI: UN DIBATTITO SUL TEMA

Cani e gatti in cerca di una casa, di un padrone. Ce ne sono molti in giro per le nostre città e il problema risulta di particolare attualità. E’ proprio questo l’argomento del convegno organizzato dalla Provincia di Macerata, sabato 16 settembre (ore 9.30), nella sala conferenze della sede di Piediripa.
Dopo i saluti introduttivi dell’assessore provinciale all’Ambiente, Carlo Migliorelli, e del dirigente del Settore, Luca Addei, sarà un qualificato gruppo di esperti ad approfondire il tema “Prevenzione e controllo del fenomeno del randagismo canino e felino: un problema aperto”.
Interverranno – nell’ordine – Luca Grillini (responsabile del Servizio provinciale Tutela ambientale) su “Le iniziative di contrasto al randagismo messe in atto dalla Provincia”; Vanni Ariberti (cinofilo) su “Randagismo, tra utopia e pragmatismo”; Alberto Tibaldi (veterinario dell’Asur 9 di Macerata) su “Le attività istituzionali dei servizi veterinari nella lotta al randagismo”; Roberto Cola (responsabile della sezione di Camerino della Lega nazionale per la difesa del cane) su “La situazione attuale del randagismo nell’Asur 10 e strategie per combatterlo”; e, infine, Giorgio Frezzotti (presidente del consiglio regionale Enci) su “Il ruolo dell’Ente nazionale cinofilia nella lotta al randagismo”. Al termine delle relazioni seguirà un dibattito.
Il convegno fa da prologo alla 62^ Mostra mercato degli uccelli e dei cani e alla 14^ Esposizione nazionale cinofila che, organizzate da Provincia, Gruppo cinofilo maceratese ed “Enci”, si terranno come unica manifestazione domenica 24 settembre al Centro fiere di Villa Potenza.

CANILE BOLOGNA: MALTRATTAMENTI, DECISO PROCESSO PER CINQUE

Verranno processate davanti al giudice monocratico di Bologna cinque persone per gli ipotizzati maltrattamenti e uccisione di animali al canile del capoluogo emiliano, al'epoca dei fatti gestito dall'Enpa. Il Pubblico Ministero Lucia Musti, infatti, ha deciso per la citazione diretta a giudizio (nei casi dei reati ritenuti piu' lievi e' lo stesso Pm che manda a giudizio gli imputati senza il passaggio dal Giudice Unico Penale) delle cinque persone che nei mesi scorsi avevano ricevuto gli avvisi di fine indagine. L'inchiesta del Pm Musti l'11 novembre di un anno fa aveva portato al sequestro del canile municipale del capoluogo emiliano, gestito dall'Enpa, da parte dei Carabinieri del Noe e della Polizia Municipale. Le accuse al centro degli accertamenti erano state, appunto, quelle di maltrattamenti e uccisione di animali. Gli avvisi di fine indagine avevano riguardato cinque persone: il responsabile della struttura e segretario provinciale Enpa, la gestrice di fatto, il responsabile amministrativo del canile e due addetti. Secondo le accuse formulate dal Pm Musti nel canile una cagna di grossa taglia, tenuta legata con una corda priva di dispositivo antistrozzo, sarebbe stata sbranata dagli altri cani tenuti liberi nello stesso box; sarebbero state compiute sevizie su cani e gatti, consistite nel somministrare cibo scaduto e insufficiente per qualita' e quantita', a volte costituito anche da topi morti; gli animali non sarebbero stati curati quando malati e sarebbero stati tenuti in pessime condizioni igieniche. I fatti sarebbero accaduti tra il 2003 e il 2005. L'Enpa, tramite Marco Innocenti Degli, presidente dell'Ente nazionale protezione animale, all'indomani del sequestro aveva respinto le accuse: ''L'Enpa non ci sta a farsi massacrare, perche' qui qualcuno ci ha marciato'', aveva detto. L'Enpa aveva negato tutte le accuse: ''Il 9 novembre, appena due giorni prima del sequestro, c'e' stata un'ispezione del canile da parte del dipartimento di sanita' pubblica dell'Asl nella quale non e' stato segnalato alcun maltrattamento o malnutrizione di animali. Identiche ispezioni sono state fatte l'8 e il 5 novembre''. 
(ANSA)

Pellicce di cane e gatto in Europa

Le associazioni internazionali per i diritti degli animali, tra cui l’OIPA, e i membri del Parlamento Europeo, dopo un nuovo allarmante video girato in Belgio, stanno intensificando la campagna per il divieto all'importazione e il commercio di pellicce di cane e gatto nell’Unione Europea.

Alcune prove su video di pellicciai belgi, che spiegano come opera il commercio di pelli, sono state raccolte da investigatori sotto copertura che lavorano per la Humane Society International (HSI).

Uno dei pellicciai dice che i cani e i gatti randagi, vengono radunati sulle strade di Bruxelles e Ghent e portati in allevamenti dove poi vengono macellati per la loro pelliccia. Alcuni dicono che vengono scuoiati vivi per impedire che la pelliccia perda la sua condizione dopo la morte dell’animale.

Un comitato di Parlamentari Europei, guidato da Struan Stevenson, sta utilizzando il video per intensificare la campagna per il divieto all’importazione ed esportazione di pellicce di cane e gatto.

Il Belgio è diventato il quinto stato membro UE, nel 2004 a introdurre un divieto di importazione di pellicce di cane e gatto. Gli altri sono Danimarca, Italia, Francia e Grecia. Ma la vendita di tali prodotti rimane legale nel resto dell’Unione Europea.

Fonte: Expatica.com

APPELLO PER UNA LEGGE CONTRO LA MALASANITA' ANIMALE AL MINISTRO DELLA SANITA'

Fare copia e incolla del seguente testo e inviare a:


urpminsalute@sanita.it
cc: arcanimali@tiscali.it


"PER UNA LEGGE DI REGOLAMENTAZIONE DELLA PROFESSIONE VETERINARIA E PER LA TUTELA DELLA SALUTE ANIMALE"


PREMESSO CHE:

- Quella del medico veterinario è una professione che ha modificato il suo
ruolo "sociale" e se in un recente passato era semplicemente finalizzata a
garantire la sicurezza sanitaria nella produzione zootecnica, adesso è vista
sempre di più come un servizio basilare e insostituibile per milioni di
famiglie italiane che possiedono "animali d'affezione" così come sono definiti
dalla legge n.281/1991.
- Il ruolo del medico veterinario comincia a essere avvertito quasi come fosse
un "medico di famiglia" che si occupa della salute e del benessere dei
componenti animali del nucleo familiare e dal quale le famiglie aspettano la
medesima competenza e professionalità richiesta al medico.
- La competenza e professionalità deve essere garantita a livello normativo e
non essere affidate al senso di responsabilità individuale.
- I proprietari di cani,di gatti e di altri piccoli animali,dovranno poter
contare in qualunque momento su un'assistenza valida
- che attualmente non esiste alcuna legge che disponga norme per i medici
veterinari, sul rilascio dei referti e delle cartelle cliniche, sul pronto
soccorso, sulla reperibilità, sulla specializzazione post-laurea e altresì
sulla gestione delle strutture ambulatoriali
- che i casi di malasanità animale sono in continua crescita anche per le
mancanze sopra elencate

i sottoscritti chiedono la rapida presentazione di un progetto di legge per
rendere efficace la tutela dei nostri animali anche in campo sanitario

FOCHE: DOPO STOP STRASBURGO, LAV CHIEDE BANDO IN ITALIA E UE

Dopo lo stop chiesto ieri dal Parlamento Europeo all'import di prodotti di foca, la LAV chiede al Governo Prodi di varare subito una legge, peraltro gia' pronta, ed al tempo stesso sollecita l'UE a riprendere le discussioni al fine di arrivare ad una messa al bando a livello europeo. In un comunicato pubblicato oggi, la LAV plaude alla nuova Risoluzione del Parlamento Europeo che rappresenta un passo vitale verso la fine della caccia commerciale alle foche praticata in Canada.

Negli ultimi quattro anni, avevano fatto notare i deputati, piu' di un milione e mezzo di cuccioli di foca della Groenlandia sono stati macellati nell'Atlantico nord-occidentale e, secondo un'equipe di veterinari internazionali, il 42 % delle foche macellate erano probabilmente state scuoiate mentre erano ancora coscienti. LAV e IFAW, che coordina la campagna internazionale contro la caccia alla foche in Canada, hanno sostenuto il cammino parlamentare con successo, ottenendo il consenso della maggioranza dei membri: 368 i Parlamentari hanno firmato la Dichiarazione Scritta n.38, che sara' ora inviata alla Commissione europea e al Consiglio di Ministri, con la richiesta di un divieto al commercio dei prodotti di foca.
"Dopo il Parlamento europeo anche il Consiglio d'Europa si appresta, su proposta della LAV e con l'appoggio dell'On. Azzolini, ad emanare una nuova Risoluzione contro la caccia alle foche - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente LAV - Un divieto europeo aiuterebbe la fine della caccia, attraverso la riduzione della domanda dei prodotti derivati dalla caccia alle foche. Il bando europeo costituisce quindi un importante messaggio per il Governo canadese, testimoniando che l'Unione Europea non vuole nessun coinvolgimento in questa caccia".
La LAV invita, infine, il Governo Prodi a trasformare in Legge il Decreto interministeriale n. 87 del 2 marzo 2006, firmato dagli allora ministri Scajola (Attivita' Produttive) e Tremonti (Finanze), su iniziativa del vice ministro alle Attivita' Produttive con delega al Commercio estero Adolfo Urso, che di fatto pone una moratoria vincolando le importazioni - da qualsiasi paese - delle pelli di tutte le foche (anche animali adulti) al regime restrittivo dell'autorizzazione ministeriale. (AGI)

CACCIA CHIUSA IN SEI REGIONI, SENZA SE

Un appello al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano affinche' fermi il 'gravissimo conflitto istituzionale' tra Regioni e Magistratura in materia di caccia.
E' la richiesta della Lav-Lega Antivivisezione, che si rivolge direttamente al Capo dello Stato 'quale capo del Csm e garante della Costituzione'.
Gli animalisti ricordano l'ordinanza del Tar del Lazio che ha sospeso le pre-aperture della caccia in sei Regioni (Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Molise e Puglia) fino al 17 settembre, data di apertura ufficiale della caccia, e le posizioni annunciate dalle Regioni Calabria, Basilicata ed Emilia-Romagna, il cui sottosegretario alla presidenza della Giunta Alfredo Bertelli ha definito 'illegittimo' il decreto dei giudici amministrativi. La Lav inoltre apprezza le affermazioni del ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, che ha invitato i cacciatori a rispettare la legge ed attenersi alle decisioni dei giudici, mentre condanna la posizione del ministro delle Politiche Agricole De Castro che, secondo l'organizzazione animalista 'calpestando il dovere istituzionale di rispettare un altro organo dello Stato arriva addirittura a sospettare che il Tar abbia surrettiziamente utilizzato il decreto legge del governo come pretesto per bloccare le aperture anticipate decise illegittimamente dalle Regioni'.
Secondo il presidente della Lav Gianluca Felicetti 'stiamo assistendo in queste ore ad uno scontro frontale di alcune Regioni, esponenti venatori e del Ministro delle politiche agricole contro l'autonomia della Magistratura. Vengono pesantemente messi in dubbio la correttezza, l'imparzialita' ed addirittura la legittimita' di un provvedimento di un giudice solo perch‚ ha bloccato la caccia. Chiediamo al Presidente della Repubblica di intervenire subito per fermare questo gravissimo conflitto istituzionale'. La Lav comunica infine di avere allertato il Corpo Forestale, e gli altri organi di vigilanza di Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Molise e Puglia affinche' vigilino sull'applicazione della sospensione della caccia disposta dal Tar del Lazio, notificata ieri alle Regioni e 'quindi vigente': 'La caccia e' chiusa fino al 17 settembre 'senza se e senza ma' e chi spara commette reato', conclude l'associazione.
(ANSA)

RISARCIMENTO PER AFFETTO, LO DECIDE TRIBUNALE SVIZZERO SU GATTI

Un uomo che ha torturato e ucciso quattro gatti dovra' versare ai due proprietari indennizzi calcolati 'in base al valore affettivo' degli animali. La sentenza, la prima del genere in Svizzera, e' stata emessa dal tribunale distrettuale di Aarberg, nel canton Berna. In un caso il risarcimento e' stato fissato a 1.500 franchi svizzeri, pari a 950 euro, e nell'altro a mille franchi svizzeri, pari a 632 euro.

Gli avvocati di parte civile, hanno indicato che i proprietari degli animali e l'accusato hanno concordato l'entita' degli indennizzi nel corso di negoziati svoltisi a porte chiuse a margine del processo.
L'intesa e' stata approvata e convalidata dal presidente del tribunale, con un'iniziativa destinata fare giurisprudenza. La somma di 1.500 franchi svizzeri sara' versata ad una pensionata, che considerava il proprio gatto come un membro della famiglia, mentre mille franchi andranno ad un agricoltore, il cui rapporto affettivo con i felini torturati e' stato considerato meno intenso.
Secondo il giurista della Protezione degli animali Lukas Berger, si tratta di una decisione che in Svizzera non ha precedenti. Il risarcimento affettivo puo' essere fatto valere dal 2003, da quando cioe' gli animali dal profilo giuridico non sono piu' considerati 'semplici cose'.
Nel caso in esame e' stato applicato l'articolo 43 del Codice delle obbligazioni, in cui si precisa che 'in caso di ferimento o uccisione di un animale domestico il giudice puo' tener conto adeguatamente del valore affettivo che esso aveva per il suo detentore o i suoi congiunti'.
Le violenze contro i gatti erano state commesse nella regione di Berna tra il dicembre 2003 e il gennaio 2004. L'accusato era comparso una prima volta nello scorso agosto davanti a un giudice, che aveva rinviato la sentenza in attesa che il 'torturatore', reo confesso, fosse sottoposto a perizia psichiatrica.
(Psv/Pn/Adnkronos/Ats)

UCCIDE IL PROPRIO CANE A COLPI DI PISTOLA

Un uomo di 51 anni e' stato denunciato dai Carabinieri per aver ucciso a colpi di pistola il proprio cane: un cane da caccia, Breton Epagneul, una delle piu' antiche razze di cani da ferma francesi, cani dolcissimi come animali da compagnia. L'uomo, nato in Sicilia e residente a Pezze di Greco nel territorio di Fasano, e' accusato di maltrattamento di animali (reato che prevede una condanna finio a tre anni di reclusione), porto e detenzione di arma illegale, possesso illegale di munizionamento. Dell'uomo denunciato non e' stato reso noto il nome.
A quanto hanno accertato i carabinieri della stazione di pezze di Greco, il cane da alcuni mesi era tenuto in custodia da un vicino del siciliano, ma l'uomo che lo custodiva, V.G., aveva segnalato al proprietario di non poter piu' tenere l'animale perche' aveva necessita' di compiere lavori nel suo giardino. Il siciliano aveva preso tempo, ma evidentemente - secondo gli investigatori - aveva deciso di passare alle vie di fatto. La sera stessa della richiesta, infatti, V.G. ha sentito rumori nel campo di ulivi sotto casa e ha chiamato i carabinieri. I militari, intervenuti, hanno trovato vicino ad un muretto a secco impronte di animali e tracce di sangue e poi, in un pozzo di raccolta delle acque piovane dragato dai vigili del fuoco di Ostuni, la carcassa del Breton: l'animale - e' stato accertato - era stato ucciso con colpi di pistola calibro 22.
In una successiva perquisizione a casa del siciliano, i militari hanno trovato numerosi proiettili dello stesso calibro, ma non l'arma: l'uomo, ad ogni modo, ha ammesso di essere il responsabile dell'uccisione dell'animale. 
(ANSA)

IL PARLAMENTO EUROPEO VOTA PER FERMARE IL MASSACRO DELLE FOCHE

Il Parlamento Europeo con 373 firme ha approvato la dichiarazione scritta per la messa al bando dei prodotti derivati dalla foca della Groenlandia a manto bianco (Canada) e di quella a manto grigio blu, ovvero cistofora crestata (Russia).
Le proposte, come quella lanciata dal parlamentare europeo dei Verdi Caroline Lucas, raramente ottengono il supporto da parte della maggioranza dei membri del Parlamento Europeo.
“Questa è una notizia fantastica – dichiara la Lucas - che ci porta ad un punto significativo, più vicino alla conclusione del crudele ed inutile massacro annuale di centinaia di migliaia di foche in Canada ed in Russia. Mi fa piacere che la maggioranza dei parlamentari europei, di tutti i gruppi politici di tutte le nazioni, abbiano concordato che questa pratica debba finalmente cessare”.
"Un grande risultato – dichiara Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia - ottenuto anche grazie alla petizione dell’OIPA rivolta ai Parlamentari Europei per far loro pressione affinché firmassero la Dichiarazione. Annualmente centinaia di migliaia di cuccioli di foca, 300 mila solo in Canada, vengono bastonati sulla banchisa o colpiti da proiettili che partono dalle imbarcazioni mentre le foche tentano di fuggire”.
La Dichiarazione chiede alla Commissione Europea di vietare immediatamente il commercio delle pellicce di foca e dei prodotti derivati. Un divieto già adottato in Belgio, Italia, Lussemburgo, Croazia e Stati Uniti e allo studio dal Consiglio d’Europa

Leggi gli altri appelli vinti alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/vittoria.htm

OIPA

Francois Hugo, Presidente e fondatore di Seal Alert South Africa, col quale siamo costantemente in contatto, a breve consegnerà al Ministro del Turismo del Sud Africa le firme che l’OIPA ha raccolto nei mesi scorsi e inviato in Sud Africa.

Il Public Protector del Sud Africa, ha comunicato di essere riuscito, dopo il primo rifiuto e prolungato silenzio iniziale del Ministro, a predisporre l’incontro tra le parti.

La data non è stata ancora comunicata ma il Ministro ha assunto l’impegno di ricevere Francois con la petizione e discutere della questione delle armi in mare. Durante i viaggi per la pesca, ai pescatori è permesso portare con se armi ed esplosivi per difendersi da attacchi dei “pirati”. Una locuzione eufemistica per coprire il massacro giornaliero di innocenti foche accusate di “rubare” il pesce, considerato merce di esclusiva proprietà dei pescatori.
Le armi sono inoltre causa di incidenti spesso mortali: periodicamente la stampa locale riporta casi di pescatori che si sparano, a volte uccidendosi tra di loro.
L’ultimo caso si è verificato poco tempo fa, il 18 agosto, come riportato da News24 Sud Africa: “un pescatore è morto colpito da un colpo sparato dallo skipper che era a bordo dell’imbarcazione, il proiettile era diretto ad una foca ma ha colpito e ucciso all’istante il pescatore. La polizia ha aperto un’inchiesta”.
Le foche sono una specie protetta dal 1973 sotto il “Sea-bird and Seal Protection Act” (Act 46 of 1973) ma ironicamente questo atto non è stato scritto per la protezione delle foche, il suo scopo è quello di controllare chi le uccide.
L’OIPA in unione con Seal Alert SA chiede al Governo del Sud Africa che simili condotte siano giuridicamente sanzionate e che il Ministro applichi e faccia rispettare leggi a protezione delle foche, proibisca l’uso di armi utilizzate dai pescatori, applichi regolamentazioni alla pesca e sostenga il lavoro di Seal Alert South Africa, unica associazione in Sud Africa quotidianamente impegnata sul campo per difendere questa specie che lentamente sta sparendo dalle isole.
Nel corso delle ultime settimane la campagna per le foche in Sud Africa e Namibia ha visto l’adesione e il sostegno da parte di Harpseals.org, PETA e HSUS.
In supporto alla campagna contro la caccia delle foche in Namibia, prima campagna dopo anni di silenzio sulla strage, la nota giornalista namibiana Brigitte Weidlich, da sempre sostenitrice delle foche, ha dedicato un articolo in cui espone il massacro in Namibia e pone l’accento sulla petizione on line promossa da OIPA.
L’articolo è stato riportato dalle principali testate giornalistiche del Sud Africa e Namibia, tra cui: The Namibian, ANDnetwork, AllAfrica.
Dopo lunghi anni in cui il massacro avveniva nel silenzio più totale, i media hanno ripreso a raccontare quello che succede.

Paola Ghidotti, Director of OIPA - Office International Relations
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OIPA

In Cina questo dovrebbe essere l'anno del cane, un segno zodiacale di buon auspicio che ha spinto innumerevoli coppie a raggiungere l’altare e ad avere bambini nelle speranza di farli nascere sotto una buona stella. Ma in Cina, i cani non sono sempre trattati come i migliori amici dell'uomo. Secondo la tradizione cinese, i cani hanno solo tre motivi per esistere: per cacciare gli altri animali, fare la guardia alle case, essere serviti come alimento.

Il Governo cinese, in risposta alla protesta dell’opinione pubblica, recentemente ha annullato i programmi che permettevano ai cacciatori di comprare licenze per uccidere gli animali selvaggi, incluse alcune specie in via di estinzione.

Dalla Cina molte persone disperate hanno scritto all’OIPA dicendo di essere afflitte per i cani ed i gatti. Nel loro paese non possono far molto per proteggerli, ringraziano tutti noi per la petizione online perché l'opinione pubblica forse è l’unica speranza che può arrestare questo massacro di cani.
Non ci sono leggi in base alle quali i cittadini possano fermare i massacri.
Per gli assassini dei cani, è stato facile. Arrivano di notte, battono colpi su pentole e padelle, fanno esplodere petardi. La loro preda abbaia e và incontro a morte certa, bastonata sul posto con bastoni di legno.
Gli unici cani risparmiati sono stati quelli della polizia e dei militari. Per ogni animale ucciso i proprietari sono stati compensati con 60 centesimi.
“Allo scopo di mantenere questa orribile malattia lontana dalla gente, abbiamo deciso di uccidere i cani”, ha detto Li Haibo, un portavoce del Governo per la contea di Mouding, nella provincia di Yunnan, frase che è stata riportato dalla agenzia ufficiale della Cina.
L'idea dei cani come animali domestici è una novità. Gli attivisti cinesi precisano che la Cina non ha leggi per la protezione gli animali, tranne alcune specie in pericolo. E’ molto scarsa la formazione circa la prevenzione della rabbia, e le morti causate dalla rabbia sono in aumento. Il tasso di vaccinazione dei cani è circa il 3%, secondo il “Centro Cinese per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie”.
Prima che il massacro cominciasse, le autorità hanno dato ai proprietari dei cani la possibilità di fare loro stessi il “lavoro sporco”.
Molti proprietari di animali domestici si sono riuniti fuori dalla sede della televisione per tenere una veglia i memoria dei cani massacrati a Yunnan e nelle altre province. Hanno acceso candele, gettato i petali in un canale e creato una corona di fiori a forma di cuore.

Paola Ghidotti, Director of OIPA - Office International Relations
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CORSE CAVALLI: DOSSIER LAV ALLA DIA SU INFILTRAZIONI CRIMINALI

Un corposo dossier sui rischi di infiltrazioni criminali nel mondo delle corse dei cavalli e' stato presentato dalla Lav, la lega antivivisezione al Prefetto di Catania, Anna Maria Cancellieri, al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, alla Direzione distrettuale antimafia ed alla Direzione investigativa antimafia con la quale si chiede di bloccare per motivi di ordine pubblico il "Palio Citta' di Belpasso" in programma nei giorni 7, 9 e 10 settembre.
"Storicamente le organizzazioni criminali dedite alle scommesse clandestine hanno sviluppato in queste manifestazioni una sicura attività lucrativa - si legge nel documento - consolidata dal controllo del territorio venuto meno alla legalità. In particolare, le corse di cavalli organizzate in occasione delle feste paesane vedrebbero la partecipazione costante di elementi malavitosi", che spesso agiscono all'insaputa degli organizzatori.
Il dossier raccoglie precise ed autorevoli informazioni provenienti dalle attivita' investigative delle Forze dell'Ordine e dell'antimafia: "Dai rapporti del ministero dell'Interno emerge chiaramente che le corse ippiche vedono spesso il diretto coinvolgimento di organizzazioni criminali catanesi - dichiara Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Zoomafia della Lav - e sono da considerarsi fra "le attivita' criminali emergenti". Il Dipartimento della Pubblica sicurezza, inoltre, pone l'accento sul "racket degli animali che ricomprende una complessa casistica di illeciti riferibili", fra gli altri, anche alle "corse clandestine di cavalli". Proprio per questi motivi in Sicilia i Prefetti hanno ormai vietato tutte le corse di cavalli in occasione di palii paesani: il Prefetto di Palermo emano' un'ordinanza gia' nel 2000, seguito dai Prefetti di Caltanissetta (2003), Agrigento (2005) e Trapani (2005). Da ultimo il Prefetto di Siracusa ha vietato a luglio il palio di Avola (SR), in quanto il Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica ha riscontrato che tali manifestazioni sono "occasioni di incontro per soggetti che gravitano nell'ambiente della malavita comune e organizzata e incentiva (no) situazioni illegali, quali la diffusa pratica del doping e le scommesse clandestine". Proprio ieri un'operazione dei carabinieri ha bloccato una corsa clandestina di cavalli a Palagonia (Catania): due persone arrestate ed altre quaranta identificate, tra loro numerosi pregiudicati.
Gia' nello scorso luglio, un blitz dei Carabinieri aveva scoperto un'altra gara di cavalli, sempre a Palagonia, denunciando cinque persone. (AGI)

SAVONA, UNA MARATONA DI DUE GIORNI A FAVORE DEI GATTI LIBERI

Una maratona di due giorni a favore dei gatti liberi.
E' l'impegno che si sono assunti i Volontari dell'ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI di SAVONA che, da Venerdì 2 a Sabato 3 Settembre, dalle 9 alle 21, nell'atrio del complesso commerciale IL GABBIANO (angolo del Volontariato), in Corso Ricci a SAVONA, raccoglieranno cibo per i felini dei cortili e delle vie cittadine.
Gli Attivisti della PROTEZIONE ANIMALI accetteranno ogni tipo di alimenti in scatola e confezione per gatti (carne e mangime secco) e pasta e riso, purché non scaduti. Tutto il cibo raccolto sarà poi, come sempre, gratuitamente assegnato, fino ad esaurimento, agli Animalisti che gestiscono le colonie cittadine e della provincia.
Nell'ultima iniziativa, effettuata lo scorso maggio, sono stati raccolti, sia direttamente che in offerte subito trasformate in scatolette, 200 chilogrammi di cibo umido e 80 di crocchette per gatti; quasi cinquecento clienti del supermercato, in due giorni, hanno accolto l'invito, propagandato con un simpatico manifestino (allegato), acquistando, assieme alla spesa, le scatolette per i gatti di cortile e di strada.

CAPRIOLI, DA SABATO LA STRAGE A SAVONA

Inizia sabato, anche in provincia di Savona, la strage dei caprioli. L'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, l'organismo che fornisce il parere obbligatorio sugli abbattimenti, ha fissato nell'8% del totale censito la quota di animali da uccidere, risultati poco meno di 900. Le uccisioni, ingiustamente estese ai mesi di settembre ed ottobre per i maschi e dicembre e gennaio per le femmine ed i piccoli, invece che nei soli mesi di ottobre e novembre (come promesso dalla Giunta Bertolotto nel suo programma elettorale!), non influirà quindi significativamente sulla consistenza della popolazione degli animali e quindi sui danni, veri o presunti, probabilmente "gonfiati", portati a giustificazione della strage, che si rivela quindi assolutamente inutile e gratuita.
Le Guardie Zoofile dell'ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI di SAVONA svolgeranno controlli nei boschi per rilevare e denunciare eventuali violazioni alle leggi, comunque vergognosamente a favore dei cacciatori. Inoltre piccoli gruppi di cinque o sei aderenti dell'ENPA (si ha notizia anche di gruppi "spontanei") si sparpaglieranno nei boschi con trombe e tamburi, per disturbare pacificamente le fucilazioni e far fuggire gli animali lontano dalle zone di caccia; si tratta di 9 cosiddette "Unità di gestione", situate sopratutto nell'entroterra savonese (Pontinvrea-Sassello, Stella, Cadibona-Naso di Gatto) e in Valbormida (Rocchetta di Cengio, Zerboraglia di Calizzano, Marghero di Cosseria) e in due autentiche "riserve di caccia" a pagamento (denominate ora Aziende Faunistiche) situate a Mioglia e Piana Crixia.
Intanto l'ENPA savonese, di fronte a soluzioni inutili o dannose quali la liberazioni di lupi o la cattura ed il trasferimento altrove dei caprioli, continua a proporre ai MINISTERI competenti ed alla PROVINCIA l'affidamento, ad autorevoli Istituti scientifici non legati ai cacciatori, di studi di fattibilità e ricerche di incruente soluzioni alternative in grado di frenare l'incremento delle specie selvatiche in presunta crescita; anche questo impegno è scritto, ma non ancora onorato, nel programma elettorale della Giunta provinciale savonese.

LA VIOLENZA DEI CACCIATORI E IL TRAUMA SUI BAMBINI

I presidi di protesta davanti ai centri di controllo di Acqui Terme e Ovada, nell'alessandrino, proseguono, mattina e sera, per continuare a far presente alla Regione Piemonte che la gente queste stragi non le vuole. I prossimi presidi saranno domani, sabato 2 settembre, mattina (9.30-12.30) e sera (19.30-22.30) ad Ovada ed Acqui.
"La dimostrazione che anche le persone qualsiasi - non solo gli attivisti anticaccia -, adulti e bambini, questa caccia non la vogliono, si e' vista per l'ennesima volta al presidio di Ovada di ieri sera: un padre estremamente arrabbiato e' sceso in strada per gridare ai cacciatori che quel che stavano facendo e' inaccettabile, che la sua bambina ha visto dalla finestra di casa gli animali ammazzati e insanguinati nel cortile interno del centro di controllo ed e' scoppiata in lacrime disperate. E ha aggiunto che era ora di finirla con questo schifo."
"Crediamo anche noi che sia ora di finirla con questo schifo." commentano gli attivisti di AgireOra Network, organizzatori della protesta "Crediamo che sia ora che i nostri governanti locali rispettino il volere della gente e facciano il loro dovere, che e' quello di risolvere i problemi senza ricorrere alla violenza gratuita, ma soprattutto occupandosi della prevenzione. Fino a che non vieteranno ogni allevamento - con o senza scopo di ripopolamento - di animali selvatici e non attueranno controlli rigorosi nei boschi per impedire la liberazione ilegale di ungulati a scopo venatorio, questo stato di cose permarra'. I cacciatori non sono una soluzione, sono il problema: fermiamoli!".
Sabato mattina verra' proposta agli abitanti della zona, come richiesto dal padre giustamente infuriato per lo shock subito dalla bambina, una petizione in cui si chiede alla Regione Piemonte di smettere con questa mattanza che avviene sotto i loro occhi.
Occorre ribadire che queste uccisioni non si fanno per reali problemi all'agricoltura, che potrebbero essere risolti studiando soluzioni opportune, nei pochi casi in cui ci sono, ne' per problemi di sovrappopolazione, ma, coma ha candidamente ammesso l'assessore a caccia e pesca oltre che presidente della Provincia di Belluno - in cui si stanno svolgendo lo stesso tipo di abbattimenti - per i cacciatori stessi. Egli ha infatti dichiarato al Gazzettino che "Il motivo principale e' quello cercare di non alterare l'equilibrio naturale che comunque si mantiene da solo anche senza l'intervento dell'uomo. [...] Ma alla fine la funzione principale della caccia di selezione e' quella di formare ed educare culturalmente i cacciatori, perche' consente loro di agire in modo piu' rispettoso e mirato sugli animali, valutando e riconoscendo il tipo di animale, il sesso e l'eta', anziche' sparare a caso".
"Benissimo," dichiarano gli attivisti anticaccia "i cacciatori sparano a caso, e questo lo sappiamo anche dalle decine di morti e feriti umani ogni anno, ma, per 'educarli' bisogna sterminare migliaia di animali, cosi' questi gentili signori possono unire l'utile al dilettevole. Con l'aiuto di Regioni e Province, che dunque intendono rappresentare i cacciatori e non il restante 99% degli italiani".
Anche in altre citta' si stanno svolgendo presidi di protesta, e in moltissime sono partite iniziative di protesta via mail e fax per questre stragi senza senso e giustificazione. Tutti sono chiamati a partecipare. Per rimanere aggiornati, si faccia riferimento alla mailing list del sito www.agireora.org.
Concludono gli attivisti di AgireOra Network: "Continuiamo dunque con la pressione: sabato ad Acqui e Ovada, lunedi' 4 settembre alle 13 in piazza Castello a Torino angolo via Garibaldi, davanti alla sede della Giunte regionale, per una manifestazione sul tema organizzata dal 'Comitato Basta con Questa Caccia'. Facciamo capire ai nostro governanti che e' ora di dare una svolta alla situazione e iniziare a lavorare con serieta'."

AgireOra Network.
Per contatti:
www.agireora.org - info@agireora.org

FIRENZE; ENPA, + 10% ABBANDONI E 1800 AVVELENAMENTI

Sono aumentati del 10% rispetto all' anno scorso gli abbandoni di animali nella provincia di Firenze, mentre i maltrattamenti sono saliti dell'1,5%. Lo denuncia 'Il silenzio degli innocenti. Animal killer 2006' il rapporto annuale dell'Enpa dal luglio 2005 al luglio 2006 presentato questa mattina. A farne le spese sono, nel 51% dei casi, i gatti, nel 41% i cani, nell'8% altri animali. Rispetto alle altre citta' italiane Firenze si piazza al quinto posto per casi accertati, un dato migliore di Milano e Bologna, ma lievemente peggiore di Roma.

'Gli abbandoni segnalati alle nostre guardie zoofile e ai veterinari sono stati quest'anno 220, con punte nelle festivita' e nei mesi estivi - ha spiegato stamani il direttore della sezione fiorentina dell' Enpa Simone Porzio -. La novita' e' che l'abbandono avviene sempre piu' lontano da casa, addirittura fuori regione, con segnalazioni in Trentino, Sardegna e Puglia'.
L'avvelenamento, ha spiegato, rimane 'una piaga in aumento, tanto che quest' anno la polizia provinciale ha accertato 1800 casi'. A farne le spese sono le colonie feline e i cani, uccisi spesso per litigi tra i vicini, mentre gli animali selvatici come volpi, faine e istrici, sono avvelenati dai cacciatori. I piu' utilizzati sono pesticidi di uso agricolo e ratticidi, ma anche la stricnina e le spugne fritte che contengono scheggie di vetro. Solo 3 giorni fa ne sono state trovate parecchie in Viale Europa.
Le violenze sugli animali tra le mure domestiche, ha spiegato ancora, rappresentano il 90% delle 321 violazioni amministrative contestate, con multe dai 50 ai 500 euro. E' il caso del cane dimenticato dal padrone in ferie sul terrazzo senza cibo ne' anqua a Pontassive o il pastore tedesco tenuto per mesi chiuso in un piccolo box per addestrarlo a Sesto fiorentino. A Lastra a Signa e' stato denunciato un circo che teneva due tigri ed un ippopotamo in condizioni orribili.
Accanto ai dati sui maltrattamenti l'Enpa ha reso nota una storia che invece testimonia il grande amore per gli animali. Eyal Flantsreich, un olandese che vive a Firenze, ha ricevuto proprio stamattina un attestato di benemerenza dall'Ente per aver accolto nella sua casa un cane a cui manca una zampa anteriore, persa in una tagliola. (ANSA)

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