UN AIUTO A "CACCIA IL CACCIATORE"
29/10/2007 10:28
Un messaggio dalla campagna Caccia il Cacciatore:
Ciao a tutti,
una bella notizia e una richiesta di aiuto!
La bella notizia e' che grazie al lavoro dell'Associazione Vittime della
Caccia, e' appena stata ottenuta un'altra ordinanza comunale di divieto
di caccia per motivi di incolumita' pubblica. Stavolta a Cerreto d'Asti,
ed e' la nona ordinanza di questo tipo ottenuta!
La notizia brutta - ma ovviamente aspettata - e' che i cacciatori sono
gia' sul piede di guerra e hanno fatto ricorso al TAR, come fanno
spesso, e quindi di nuovo ci sara' lavoro e spese legali per difendere
l'ordinanza.
In questi ultimi due anni l'Associazione Vittime della Caccia si e'
attivata in vari modi per contrastare il mondo venatorio.
Chi ha seguito l'evolversi dei lavori sa che:
- abbiamo contribuito a bloccare le proposte di legge a favore della
caccia nella scorsa legislatura.
- abbiamo contributo all'ottenimento di varie ordinanze comunali di
divieto di caccia.
- abbiamo fornito assistenza e dato reale supporto a varie persone a cui
i cacciatori avevano sparato addosso.
- sporto varie denunce e ottenuto numerose vittorie.
E ogni giorno ci scrivono persone minacciate dai cacciatori cui diamo
consulenza e aiuto fattivo.
Ogni volta che ottenevamo un risultato innovativo, considerato dalla
nostra controparte un precedente troppo pericoloso, le federazione dei
cacciatori o gli Ambiti Territoriali di caccia hanno fatto ricorso o
hanno provato a contrastarci in ogni modo possibile. Finora abbiamo
sempre vinto dimostrando che:
- la caccia e' anche un problema di pubblica sicurezza.
- i cacciatori si oppongono anche a provvedimenti comunali nati per
tutelare la popolazione.
In tutti questo tempo ci siamo sempre autotassati per coprire tutti i
costi dei singoli progetti nonche' tutte le spese processuali.
Ora abbiamo ottenuto un divieto di caccia anche nel primo comune
dell'Umbria, si', esatto, proprio in una delle regioni piu' venatorie
d'Italia!
Ci stiamo scontrando con i cacciatori a tutti i livelli processuali e
siamo arrivati fino al Consiglio di Stato.
Ora ci giochiamo la partita piu' grossa: il Consiglio di Stato dovra'
decidere se la caccia costituisca un problema di pubblica sicurezza (al
quale ogni sindaco puo' e deve provvedere) oppure se i cacciatori
possono sparare anche in caso di provato pericolo.
Siamo a un passo fondamentale ma i costi legali ci stanno dissanguando
e, per la prima volta, siamo costretti a chiedervi un sostegno economico.
Se volete aiutarci a dimostrare che la caccia e' giuridicamente un
problema anche per gli uomini e non solo per gli animali abbiamo bisogno
di un vostro aiuto economico.
Chiediamo a tutti in questo momento di contribuire, mandando una piccola
donazione o organizzando banchetti, cene o aperitivi vegan per raccolta
fondi, ecc. Di tutto cio' in questo momento vi saremo particolarmente
grati, perche' ci serve per poter continuare a lottare contro la
protervia dei cacciatori.
Potete versare le donazioni via bollettino di conto corrente postale,
sul CCP numero 83533794 intestato ad Associazione Vittime della Caccia,
mettendo come causale "donazione per sostegno alle attivita'
dell'associazione". Sullo stesso conto si possono anche fare bonifici:
ABI: 07601; CAB: 10900
oppure potete usare il CC bancario n. 2407 sempre intestato ad
Associazione Vittime della Caccia, c/o Credito Valtellinese, CAB 51010,
ABI 5216. Sempre con la stessa causale.
Vi ringraziamo molto.
Lo staff dell'Associazione Vittime della Caccia e Campagna "Caccia il
Cacciatore".
Ciao a tutti,
una bella notizia e una richiesta di aiuto!
La bella notizia e' che grazie al lavoro dell'Associazione Vittime della
Caccia, e' appena stata ottenuta un'altra ordinanza comunale di divieto
di caccia per motivi di incolumita' pubblica. Stavolta a Cerreto d'Asti,
ed e' la nona ordinanza di questo tipo ottenuta!
La notizia brutta - ma ovviamente aspettata - e' che i cacciatori sono
gia' sul piede di guerra e hanno fatto ricorso al TAR, come fanno
spesso, e quindi di nuovo ci sara' lavoro e spese legali per difendere
l'ordinanza.
In questi ultimi due anni l'Associazione Vittime della Caccia si e'
attivata in vari modi per contrastare il mondo venatorio.
Chi ha seguito l'evolversi dei lavori sa che:
- abbiamo contribuito a bloccare le proposte di legge a favore della
caccia nella scorsa legislatura.
- abbiamo contributo all'ottenimento di varie ordinanze comunali di
divieto di caccia.
- abbiamo fornito assistenza e dato reale supporto a varie persone a cui
i cacciatori avevano sparato addosso.
- sporto varie denunce e ottenuto numerose vittorie.
E ogni giorno ci scrivono persone minacciate dai cacciatori cui diamo
consulenza e aiuto fattivo.
Ogni volta che ottenevamo un risultato innovativo, considerato dalla
nostra controparte un precedente troppo pericoloso, le federazione dei
cacciatori o gli Ambiti Territoriali di caccia hanno fatto ricorso o
hanno provato a contrastarci in ogni modo possibile. Finora abbiamo
sempre vinto dimostrando che:
- la caccia e' anche un problema di pubblica sicurezza.
- i cacciatori si oppongono anche a provvedimenti comunali nati per
tutelare la popolazione.
In tutti questo tempo ci siamo sempre autotassati per coprire tutti i
costi dei singoli progetti nonche' tutte le spese processuali.
Ora abbiamo ottenuto un divieto di caccia anche nel primo comune
dell'Umbria, si', esatto, proprio in una delle regioni piu' venatorie
d'Italia!
Ci stiamo scontrando con i cacciatori a tutti i livelli processuali e
siamo arrivati fino al Consiglio di Stato.
Ora ci giochiamo la partita piu' grossa: il Consiglio di Stato dovra'
decidere se la caccia costituisca un problema di pubblica sicurezza (al
quale ogni sindaco puo' e deve provvedere) oppure se i cacciatori
possono sparare anche in caso di provato pericolo.
Siamo a un passo fondamentale ma i costi legali ci stanno dissanguando
e, per la prima volta, siamo costretti a chiedervi un sostegno economico.
Se volete aiutarci a dimostrare che la caccia e' giuridicamente un
problema anche per gli uomini e non solo per gli animali abbiamo bisogno
di un vostro aiuto economico.
Chiediamo a tutti in questo momento di contribuire, mandando una piccola
donazione o organizzando banchetti, cene o aperitivi vegan per raccolta
fondi, ecc. Di tutto cio' in questo momento vi saremo particolarmente
grati, perche' ci serve per poter continuare a lottare contro la
protervia dei cacciatori.
Potete versare le donazioni via bollettino di conto corrente postale,
sul CCP numero 83533794 intestato ad Associazione Vittime della Caccia,
mettendo come causale "donazione per sostegno alle attivita'
dell'associazione". Sullo stesso conto si possono anche fare bonifici:
ABI: 07601; CAB: 10900
oppure potete usare il CC bancario n. 2407 sempre intestato ad
Associazione Vittime della Caccia, c/o Credito Valtellinese, CAB 51010,
ABI 5216. Sempre con la stessa causale.
Vi ringraziamo molto.
Lo staff dell'Associazione Vittime della Caccia e Campagna "Caccia il
Cacciatore".
CANE UCCISO PER “ARTE” IN COSTA RICA
28/10/2007 11:36
Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista del
Costa Rica,
in una delle sue mostre presso la Galeríam Códice ha
esposto la sua peggiore opera: un cane, pelle ed ossa,
legato con una corda e lasciato lì a morire di fame e di
sete.
Vargas aveva pagato dei bambini affinché catturassero un
cane randagio per poi utilizzarlo come “opera”. L’opera
d'arte consisteva appunto nel guardare l’agonia e la
sofferenza fino alla morte.
Alle persone presenti alla mostra era stato vietato di
portare cibo ed acqua, chiunque cercava di avvicinarsi per
accudire l’animale, veniva allontanato in malo modo con
insulti.
Il messaggio sopra il cane morente, una scritta fatta di
crocchette che riportava la frase:"Sei quello che leggi".
Vargas è stato inoltre selezionato per rappresentare il
Costa Rica alla Biennale Centro Americana del 2008.
Firmate e diffondete la petizione OIPA affinché simili
atrocità non vengano mai più commesse. La morte di un
animale non è arte bensì crudeltà.
Invia la lettera di protesta alla pagina
http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/costarica.html
in una delle sue mostre presso la Galeríam Códice ha
esposto la sua peggiore opera: un cane, pelle ed ossa,
legato con una corda e lasciato lì a morire di fame e di
sete.
Vargas aveva pagato dei bambini affinché catturassero un
cane randagio per poi utilizzarlo come “opera”. L’opera
d'arte consisteva appunto nel guardare l’agonia e la
sofferenza fino alla morte.
Alle persone presenti alla mostra era stato vietato di
portare cibo ed acqua, chiunque cercava di avvicinarsi per
accudire l’animale, veniva allontanato in malo modo con
insulti.
Il messaggio sopra il cane morente, una scritta fatta di
crocchette che riportava la frase:"Sei quello che leggi".
Vargas è stato inoltre selezionato per rappresentare il
Costa Rica alla Biennale Centro Americana del 2008.
Firmate e diffondete la petizione OIPA affinché simili
atrocità non vengano mai più commesse. La morte di un
animale non è arte bensì crudeltà.
Invia la lettera di protesta alla pagina
http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/costarica.html
SPAGNA:ANCORA INCIVILTÀ E VIOLENZA, CONTRO GLI ANIMALI E CONTRO I DIRITTI UMANI
28/10/2007 11:35
Vi raccontiamo l'impotenza, la rabbia ed il dolore
che
stanno subendo due nostri compatrioti in Spagna, Paese
rinomato per il sole, per le spiagge, e... per i canili
dove vengono sterminati innumerevoli animali.
Dobbiamo metterci nei panni di una coppia di turisti
italiani che vanno a Cadiz (Andalusia) con i loro tre cani.
Dovendo partecipare ad una fiera hanno dovuto lasciare i
loro quattrozampe in una "pensione" e, non conoscendo nulla
in città, si sono rivolti al Comune per sapere dove trovare
un servizio simile. Quale migliore istituzione, hanno
pensato probabilmente, per avere un'indicazione riguardo
dove poter lasciare i cani in buone mani ?
Il funzionario del Comune di Cadiz ha avuto la "grande"
idea di mandarli all'impresa che fa il lavoro sporco in
città, l' impresa cui missione è quella di sterminare i
cani non desiderati e abbandonati, l'impresa che si spaccia
per "Associazione di protezione animale" e che con questo
nome illude le persone che cercano una VERA Associazione di
protezione animale.
Tre giorni dopo averli lasciati in custodia e pagato la
residenza, una volta finita la fiera, la coppia di italiani
è tornata a riprendere i propri tre cani, e la macabra
sorpresa non ha tardato a rivelarsi: dei tre ne hanno
trovato solo una, Holly, conservata nel congelatore di
questo lugubre posto.
Info e petizione alla pagina
http://www.dogwelcome.it/spagna2007.html
stanno subendo due nostri compatrioti in Spagna, Paese
rinomato per il sole, per le spiagge, e... per i canili
dove vengono sterminati innumerevoli animali.
Dobbiamo metterci nei panni di una coppia di turisti
italiani che vanno a Cadiz (Andalusia) con i loro tre cani.
Dovendo partecipare ad una fiera hanno dovuto lasciare i
loro quattrozampe in una "pensione" e, non conoscendo nulla
in città, si sono rivolti al Comune per sapere dove trovare
un servizio simile. Quale migliore istituzione, hanno
pensato probabilmente, per avere un'indicazione riguardo
dove poter lasciare i cani in buone mani ?
Il funzionario del Comune di Cadiz ha avuto la "grande"
idea di mandarli all'impresa che fa il lavoro sporco in
città, l' impresa cui missione è quella di sterminare i
cani non desiderati e abbandonati, l'impresa che si spaccia
per "Associazione di protezione animale" e che con questo
nome illude le persone che cercano una VERA Associazione di
protezione animale.
Tre giorni dopo averli lasciati in custodia e pagato la
residenza, una volta finita la fiera, la coppia di italiani
è tornata a riprendere i propri tre cani, e la macabra
sorpresa non ha tardato a rivelarsi: dei tre ne hanno
trovato solo una, Holly, conservata nel congelatore di
questo lugubre posto.
Info e petizione alla pagina
http://www.dogwelcome.it/spagna2007.html
AMICI DI FIDO A RADIO LINEA NETWORK E SUI QUOTIDIANI LOCALI
24/10/2007 12:17
L'associazione Amici di Fido , partner di
www.emergenzanimali.com , con sede a Civitanova
Marche (MC) , ringrazia Radio Linea Network per lo
spazio concesso attraverso l'intervista al
Presidente Francesca Testella , questa mattina alle
9,15 , nell'ambito della quale è stata possibile
illustrare l'attività associativa , rendere nota
l'apertura della campagna tesseramento 2008/2009 e
divulgare la richiesta di adesioni di volontari .
Amici di Fido ringrazia inoltre ufficialmente i quotidiani delle province di Macerata ed Ascoli Piceno che hanno consentito la promozione della campagna tesseramento 2008/2009 e la frequente pubblicazioni di comunicati stampa del Presidente Francesca Testella.
GRAZIE A RADIO LINEA
GRAZIE A FREDDIE
GRAZIE AI QUOTIDIANI DELLE PROVINCE DI MACERATA ED ASCOLI PICENO
da AMICI DI FIDO , EMERGENZANIMALI.COM e da tutti i nostri amici animali!
GRAZIE DI CUORE A TUTTI
Amici di Fido ringrazia inoltre ufficialmente i quotidiani delle province di Macerata ed Ascoli Piceno che hanno consentito la promozione della campagna tesseramento 2008/2009 e la frequente pubblicazioni di comunicati stampa del Presidente Francesca Testella.
GRAZIE A RADIO LINEA
GRAZIE A FREDDIE
GRAZIE AI QUOTIDIANI DELLE PROVINCE DI MACERATA ED ASCOLI PICENO
da AMICI DI FIDO , EMERGENZANIMALI.COM e da tutti i nostri amici animali!
GRAZIE DI CUORE A TUTTI
APPELLO DELL'ASSOCIAZIONE ONLUS "AMICI DI FIDO"
21/10/2007 11:54
L'associazione onlus "Amici di Fido" , partner di
www.emergenzanimali.com , con sede a Civitanova
Marche (MC) in viale San Luigi Versiglia n.4 ,
attiva sul tutto il territorio della provincia di
Macerata e del distretto del fermano , ha avviato
la campagna tesseramento per l'anno 2008/2009 (5
euro a tessera) e renderà a breve disponibile ,
presso il mini sito ad esso dedicato all'interno di
www.emergenzanimali.com , il proprio c/c per poter
ricevere, da chi lo volesse , il 5 per 1000 o
eventuali altre donazioni, al fine di avere la
possibilità di continuare la propria attività di
tutela degli animali nel territorio , sia prestando
ausilio ai singoli cittadini sia proponendosi come
interlocutrice nei confronti delle pubbliche
amministrazioni per esigenze di carattere generale
.
Lancia inoltre un appello ad almeno un paio di persone motivate e con del tempo libero a disposizione affinchè possano aiutare nello svolgimento dell'intensa attività associativa .
ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI VOI!
grazie
Il Presidente
Francesca Testella
per informazioni:
Associazione Amici di Fido
Viale San Luigi Versiglia n.4
Civitanova Marche (MC)
CAP 62012
tel. 338/1198455 (reperibilità fissa lunedì 18-20 ;martedì-sabato reperibilità variabile)
fax. 0733/814739 c.a. Amici di Fido
amicidifido@emergenzanimali.com
Lancia inoltre un appello ad almeno un paio di persone motivate e con del tempo libero a disposizione affinchè possano aiutare nello svolgimento dell'intensa attività associativa .
ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI VOI!
grazie
Il Presidente
Francesca Testella
per informazioni:
Associazione Amici di Fido
Viale San Luigi Versiglia n.4
Civitanova Marche (MC)
CAP 62012
tel. 338/1198455 (reperibilità fissa lunedì 18-20 ;martedì-sabato reperibilità variabile)
fax. 0733/814739 c.a. Amici di Fido
amicidifido@emergenzanimali.com
MAXI-CATTURA 28 DELFINI, SPEDITI A DUBAI; PROTESTE
20/10/2007 18:08
(ANSA) - SYDNEY - Una spedizione di 28 delfini vivi
catturati in mare aperto e' partita giovedi' dalle
isole Salomone nel Pacifico diretta ad un villaggio
turistico di lusso a Dubai, nonostante le proteste
degli ambientalisti e dei governi australiano e
neozelandese. Due aerei hanno decollato
dall'aeroporto di Honiara con il prezioso carico
per il volo di 30 ore, e un portavoce della
compagnia esportatrice, Marine Mammal Education
Center and Exporters, ha assicurato che gli animali
saranno trattati ''con le massime cure'' durante il
tragitto. I gruppi animalisti hanno criticato
duramente i governi dei due paesi per aver
approvato l'operazione. L'attivista della Humane
Society, Nicola Beynon, ha detto che un simile
traffico non e' un metodo sostenibile di sviluppo
economico, oltre ad essere incredibilmente crudele.
''I delfini resteranno nel cargo per 30 ore fuori
del loro habitat naturale, soffriranno di uno
stress incredibile'', ha detto.
Proprio mentre gli animali venivano caricati, nei recinti sommersi in cui la compagnia tiene i delfini catturati sono stati trovati morti due degli animali. Una scoperta che secondo gli ambientalisti rappresenta ''la prova chiara'' che i delfini vengono maltrattati. Il ministro della pesca delle Salomone, Nollen Leni, ha difeso la decisione di permettere l'esportazione, accusando gli animalisti di voler bloccare un industria da molti milioni di dollari. Ha precisato che sul mercato di Dubai ogni delfino ha un prezzo di 200 mila dollari australiani (120 mila euro). I delfini sono destinati all'Atlantis Resort Hotel a Palm Jumeirah, un'isola artificiale che riproduce il profilo di una palma, al largo della costa di Dubai, in costruzione gia' da quattro anni, che e' stata ripetutamente criticata da gruppi ambientalisti di molti paesi.
Sia l'Australia che la Nuova Zelanda hanno manifestato opposizione alla vendita. Il ministro australiano dell'Ambiente Malcolm Turnbull ha detto che il suo governo e' contrario all'esportazione commerciale di delfini, mentre il suo omologo neozelandese Chris Carter ha espresso grave preoccupazione in una lettera al governo di Honiara. (ANSA).
Proprio mentre gli animali venivano caricati, nei recinti sommersi in cui la compagnia tiene i delfini catturati sono stati trovati morti due degli animali. Una scoperta che secondo gli ambientalisti rappresenta ''la prova chiara'' che i delfini vengono maltrattati. Il ministro della pesca delle Salomone, Nollen Leni, ha difeso la decisione di permettere l'esportazione, accusando gli animalisti di voler bloccare un industria da molti milioni di dollari. Ha precisato che sul mercato di Dubai ogni delfino ha un prezzo di 200 mila dollari australiani (120 mila euro). I delfini sono destinati all'Atlantis Resort Hotel a Palm Jumeirah, un'isola artificiale che riproduce il profilo di una palma, al largo della costa di Dubai, in costruzione gia' da quattro anni, che e' stata ripetutamente criticata da gruppi ambientalisti di molti paesi.
Sia l'Australia che la Nuova Zelanda hanno manifestato opposizione alla vendita. Il ministro australiano dell'Ambiente Malcolm Turnbull ha detto che il suo governo e' contrario all'esportazione commerciale di delfini, mentre il suo omologo neozelandese Chris Carter ha espresso grave preoccupazione in una lettera al governo di Honiara. (ANSA).
ACCORDO PER SALVARE LA FOCA MONACA DEL MEDITERRANEO
20/10/2007 18:08
fonte.www.greenreport.it
A margine della Cms meeting on Western African Talks on Cetaceans and their Habitats (Watch) - in corso ad Adeje (Tenerife) - Mauritania, Marocco, Portogallo e Spagna hanno firmato un nuovo memorandum d’intesa (Mou) per la salvaguardia delle popolazioni di foca monaca (Monachus monachus) nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo che è aperto all’adesione di altri Stati dell’Atlantico-Mediterraneo che ospitano (come Grecia, Croazia,Turchia, Libia, Tunisia, Marocco e probabilmente Cipro) o ospitavano (come l’Italia) gli ultimi esemplari di foca monaca.
Dal 1986 le popolazioni di foca monaca del Mediterraneo sono al centro del Mediterranean Action Plan of dell’Unep ed evitare l’estinzione dell’unico pinnipede del mar Mediterraneo è anche uno dei principali obiettivi della Convention on Migratory Species dell’Onu (Cms) per la conservazione dei mammiferi marini.
La foca monaca è uno dei simboli delle grandi specie minacciate del pianeta ed è inserita nell’Appendice 1 della lista rossa di massimo pericolo di estinzione. Ne rimangono ormai solamente circa 500 esemplari allo stato selvatico e tutte le regolamentazioni nazionali ed internazionali ne vietano la cattura ed impegnano i vari Paesi a mantenerne l’habitat, cosa sempre più difficile, visto che questi mammiferi marini prima sono stati decimati dai pescatori che li vedevano come dannosi “concorrenti” ed oggi sembrano soffrire molto per il disturbo antropico di turismo e diporto e per l’inquinamento marino.
Nell’Atlantico orientale le popolazioni di foca monaca subiscono fortemente l’impatto degli attrezzi da pesca, ma anche la caccia e la persecuzione umana che continuano come succedeva anche in Italia in anni ormai lontani, ma si sta osservando anche una sempre più acuta insofferenza all’inquinamento che si ripercuote pesantemente su animali ai vertici della catena alimentare marina. In più la distruzione dei siti di riproduzione, delle grotte costiere ormai diventate attrazione per flussi turistici e facilmente accessibili, sta ulteriormente erodendo gli habitat rimasti a questo raro pinnipede.
La specie è ormai scomparsa dalla maggior parte del suo originario areale di distribuzione, ne rimangono solo alcuni gruppi isolati, in Mediterraneo sono a volte protetti da piccole aree marine protette come in Grecia e Turchia (in Italia, salvo rarissimi avvistamenti di giovani erratici, la foca monaca sembra estinta), mentre nell’Atlantico orientale sono segnalati gruppi isolati alle isole Desertas (Madeira) e penisola di Cabo Blanco (Marocco, Mauritania). Si tratta di colonie isolate geneticamente e demograficamente che raggruppano in tutto meno di 200 individui concentrati in pochi chilometri di coste, tanto che gli esperti considerano molto critico lo status delle foche monache in Atlantico
Nel 2005, all’ottava Conferenza delle parti della Cms a Nairobi, era stato raggiunto un accordo su un Piano di azione per la conservazione della foca monaca mediterranea, l’accordo di Adeje «prevede - spiega il segretario esecutivo del Cms Robert Hepworth – una nuova attenzione per le attività di conservazione delle foche monache, individuando le modalità di impegno e gli obblighi per i vari Stati. E’ la prima volta che le azioni per la conservazione della foca monaca nella regione atlantica vengono affrontate con uno spirito di cooperazione internazionale. Questo strumento è un passo significativo verso il miglioramento dello stato di conservazione dell’habitat della foca monaca nell’Atlantico orientale, in collaborazione con i quattro Stati firmatari»
Il piano d’azione stabilisce le procedure per l’applicazione di azioni coordinate e fornisce uno strumento per mettere in contatto tra loro i programmi già esistenti di Stati, organizzazioni ambientaliste e ricercatori scientifici, per dare più efficacia agli sforzi già in atto per evitare l’estinzione delle popolazioni di foche monache esistenti, «l’obiettivo – dice l’Unep – è quello di arrestare il declino e, nel medio termine, promuovere il recupero».
Il Piano prevede misure di valutazione dello stato di conservazione delle popolazioni di foche monache e l’aumento delle minacce che devono subire. La principale azione prevista è quella della realizzazione di una rete di zone speciali di conservazione per la foca monaca (Sacms) che contribuiscano a ripristinare le popolazioni. Il tutto aumentando l’efficacia del collegamento e del coordinamento tra la Convenzione di Barcellona e il Cms per promuovere la conservazione di questa specie. La Csm ed i suoi partner puntano molto su questo nuovo accordo per impedire l’estinzione dell’unico pinnipede del Mediterraneo.
A margine della Cms meeting on Western African Talks on Cetaceans and their Habitats (Watch) - in corso ad Adeje (Tenerife) - Mauritania, Marocco, Portogallo e Spagna hanno firmato un nuovo memorandum d’intesa (Mou) per la salvaguardia delle popolazioni di foca monaca (Monachus monachus) nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo che è aperto all’adesione di altri Stati dell’Atlantico-Mediterraneo che ospitano (come Grecia, Croazia,Turchia, Libia, Tunisia, Marocco e probabilmente Cipro) o ospitavano (come l’Italia) gli ultimi esemplari di foca monaca.
Dal 1986 le popolazioni di foca monaca del Mediterraneo sono al centro del Mediterranean Action Plan of dell’Unep ed evitare l’estinzione dell’unico pinnipede del mar Mediterraneo è anche uno dei principali obiettivi della Convention on Migratory Species dell’Onu (Cms) per la conservazione dei mammiferi marini.
La foca monaca è uno dei simboli delle grandi specie minacciate del pianeta ed è inserita nell’Appendice 1 della lista rossa di massimo pericolo di estinzione. Ne rimangono ormai solamente circa 500 esemplari allo stato selvatico e tutte le regolamentazioni nazionali ed internazionali ne vietano la cattura ed impegnano i vari Paesi a mantenerne l’habitat, cosa sempre più difficile, visto che questi mammiferi marini prima sono stati decimati dai pescatori che li vedevano come dannosi “concorrenti” ed oggi sembrano soffrire molto per il disturbo antropico di turismo e diporto e per l’inquinamento marino.
Nell’Atlantico orientale le popolazioni di foca monaca subiscono fortemente l’impatto degli attrezzi da pesca, ma anche la caccia e la persecuzione umana che continuano come succedeva anche in Italia in anni ormai lontani, ma si sta osservando anche una sempre più acuta insofferenza all’inquinamento che si ripercuote pesantemente su animali ai vertici della catena alimentare marina. In più la distruzione dei siti di riproduzione, delle grotte costiere ormai diventate attrazione per flussi turistici e facilmente accessibili, sta ulteriormente erodendo gli habitat rimasti a questo raro pinnipede.
La specie è ormai scomparsa dalla maggior parte del suo originario areale di distribuzione, ne rimangono solo alcuni gruppi isolati, in Mediterraneo sono a volte protetti da piccole aree marine protette come in Grecia e Turchia (in Italia, salvo rarissimi avvistamenti di giovani erratici, la foca monaca sembra estinta), mentre nell’Atlantico orientale sono segnalati gruppi isolati alle isole Desertas (Madeira) e penisola di Cabo Blanco (Marocco, Mauritania). Si tratta di colonie isolate geneticamente e demograficamente che raggruppano in tutto meno di 200 individui concentrati in pochi chilometri di coste, tanto che gli esperti considerano molto critico lo status delle foche monache in Atlantico
Nel 2005, all’ottava Conferenza delle parti della Cms a Nairobi, era stato raggiunto un accordo su un Piano di azione per la conservazione della foca monaca mediterranea, l’accordo di Adeje «prevede - spiega il segretario esecutivo del Cms Robert Hepworth – una nuova attenzione per le attività di conservazione delle foche monache, individuando le modalità di impegno e gli obblighi per i vari Stati. E’ la prima volta che le azioni per la conservazione della foca monaca nella regione atlantica vengono affrontate con uno spirito di cooperazione internazionale. Questo strumento è un passo significativo verso il miglioramento dello stato di conservazione dell’habitat della foca monaca nell’Atlantico orientale, in collaborazione con i quattro Stati firmatari»
Il piano d’azione stabilisce le procedure per l’applicazione di azioni coordinate e fornisce uno strumento per mettere in contatto tra loro i programmi già esistenti di Stati, organizzazioni ambientaliste e ricercatori scientifici, per dare più efficacia agli sforzi già in atto per evitare l’estinzione delle popolazioni di foche monache esistenti, «l’obiettivo – dice l’Unep – è quello di arrestare il declino e, nel medio termine, promuovere il recupero».
Il Piano prevede misure di valutazione dello stato di conservazione delle popolazioni di foche monache e l’aumento delle minacce che devono subire. La principale azione prevista è quella della realizzazione di una rete di zone speciali di conservazione per la foca monaca (Sacms) che contribuiscano a ripristinare le popolazioni. Il tutto aumentando l’efficacia del collegamento e del coordinamento tra la Convenzione di Barcellona e il Cms per promuovere la conservazione di questa specie. La Csm ed i suoi partner puntano molto su questo nuovo accordo per impedire l’estinzione dell’unico pinnipede del Mediterraneo.
BOCCONI AVVELENATI,ORA TOCCA ALLE AQUILE
20/10/2007 18:08
fonte:www.greenreport.it
Continua la strage di animali causata da bocconi avvelenati, stavolta è toccato alle aquile reali, un animale simbolo della fauna mondiale e sempre più rara in Italia. «Dopo gli orsi e i lupi di appena due settimane fa, le decine di grifoni avvelenati sempre in Abruzzo così come accaduto anche in Calabria – dice sconsolata la Lega antivivisezione - questa volta in Sardegna, negli ultimi giorni sono state trovate alcune aquile reali morte per avvelenamento sui monti del Gennargentu. Un crimine da perseguire con la massima severità. Per colpa del veleno la Sardegna ha visto quasi estinguersi la sua residua popolazione di grifoni e oggi vede come vittime le aquile reali».
Per il Wwf è «ancora un´altra strage annunciata, vittime sempre della mano dell´uomo. Un crimine ambientale se consideriamo i gravissimi danni al nostro patrimonio di biodiversità, un crimine che colpisce specie rare e specialmente protette a livello europeo, con metodi barbari e illegali, oltre che non selettivi: potrebbero finirvi vittima anche dei bambini, spesso ne sono vittima animali domestici come i cani. Per colpa del veleno la Sardegna ha visto quasi estinguersi la sua residua popolazione di grifone ed oggi vede come vittima le aquile reali, la cui popolazione in Sardegna si sta riducendo sempre di più. Questi atti scellerati di attacco al nostro patrimonio di biodiversità dovranno vedere gli organi dello Stato contrastare con fermezza questa barbarie».
Il Wwf chiede il monitoraggio dell’intera filiera del commercio di sostanze potenzialmente velenose, anche con l’adozione di sistemi di registrazione che consentano la tracciabilità, e soprattutto «che si fermi del tutto la commercializzazione e l´uso di sostanze come stricnina e cianuro. Ma già oggi si potrebbe cominciare introducendo l´obbligo, nei prodotti potenzialmente velenosi in uso in agricoltura e non solo, di introdurre sostanze repellenti e non palatabili che inducano il vomito od il rifiuto per gli animali. Una azione semplice ma senza dubbio utile per cominciare a frenare il massacro della nostra sempre più rara fauna».
Continua la strage di animali causata da bocconi avvelenati, stavolta è toccato alle aquile reali, un animale simbolo della fauna mondiale e sempre più rara in Italia. «Dopo gli orsi e i lupi di appena due settimane fa, le decine di grifoni avvelenati sempre in Abruzzo così come accaduto anche in Calabria – dice sconsolata la Lega antivivisezione - questa volta in Sardegna, negli ultimi giorni sono state trovate alcune aquile reali morte per avvelenamento sui monti del Gennargentu. Un crimine da perseguire con la massima severità. Per colpa del veleno la Sardegna ha visto quasi estinguersi la sua residua popolazione di grifoni e oggi vede come vittime le aquile reali».
Per il Wwf è «ancora un´altra strage annunciata, vittime sempre della mano dell´uomo. Un crimine ambientale se consideriamo i gravissimi danni al nostro patrimonio di biodiversità, un crimine che colpisce specie rare e specialmente protette a livello europeo, con metodi barbari e illegali, oltre che non selettivi: potrebbero finirvi vittima anche dei bambini, spesso ne sono vittima animali domestici come i cani. Per colpa del veleno la Sardegna ha visto quasi estinguersi la sua residua popolazione di grifone ed oggi vede come vittima le aquile reali, la cui popolazione in Sardegna si sta riducendo sempre di più. Questi atti scellerati di attacco al nostro patrimonio di biodiversità dovranno vedere gli organi dello Stato contrastare con fermezza questa barbarie».
Il Wwf chiede il monitoraggio dell’intera filiera del commercio di sostanze potenzialmente velenose, anche con l’adozione di sistemi di registrazione che consentano la tracciabilità, e soprattutto «che si fermi del tutto la commercializzazione e l´uso di sostanze come stricnina e cianuro. Ma già oggi si potrebbe cominciare introducendo l´obbligo, nei prodotti potenzialmente velenosi in uso in agricoltura e non solo, di introdurre sostanze repellenti e non palatabili che inducano il vomito od il rifiuto per gli animali. Una azione semplice ma senza dubbio utile per cominciare a frenare il massacro della nostra sempre più rara fauna».
ANIMALI:ELEFANTI RICONOSCONO DA ODORE E VESTITI UOMINI AMICI
20/10/2007 18:08
(ANSA) - ROMA-Oltre ad avere lunga memoria, gli
elefanti hanno un'altra dote: sanno riconoscere gli
uomini amici o nemici dal profumo e colore dei
vestiti. E' quanto hanno scoperto alcuni
ricercatori dell'universita' St Andrews, in uno
studio pubblicato sulla rivista 'Current biology',
e condotto in Africa con le popolazioni Masai. Gli
studiosi hanno visto che gli elefanti reagivano
infatti con paura quando sentivano l' odore o
vedevano il colore rosso degli abiti tradizionali
Masai, che per mostrare la loro virilita' cercano
di infilzarli. Le reazioni erano piu' calme invece
con i Kamba, gente che vive di agricoltura e che
non rappresenta una grande minaccia per loro. ''Per
la prima volta abbiamo visto - dicono gli psicologi
- che l'animale classifica una singola specie di
potenziali predatori in sottoclassi sulla base di
impercettibili segnali''. I ricercatori hanno
infatti presentato agli elefanti abiti rossi puliti
e altri indossati per cinque giorni dai Masai e
Kamba. Hanno cosi' notato che i pachidermi dopo
aver odorato gli indumenti dei Masai, se ne
andavano via piu' velocemente. A stimolare una
reazione nell'animale era anche il colore rosso,
rispetto ad altri colori come il bianco. (ANSA).
Y85
ORSI UCCISI: PRONTI GLI AVVISI DI GARANZIA
20/10/2007 14:44
Sarebbero tre gli avvisi di garanzia, pronti per
essere emessi dal gip del Tribunale di Avezzano,
nei confronti di altrettanti allevatori e titolari
di aziende agricole, in merito alla vicenda del
presunto avvelenamento dei 3 orsi, 2 lupi e 19
cinghiali avvenuto nel Parco nazionale d'Abruzzo,
Lazio e Molise a partire dal 30 settembre scorso,
quando fu ritrovato morto il primo plantigrado
dotato di radio collare. Alle immediate attivita'
di investigazione, per la parte tecnico
scientifica, parteciparono guardie del Parco,
agenti della forestale ed esperti dell'Universita'
di Roma del dipartimento di 'Biologia Animale e
dell'Uomo', coordinati dal prof. Luigi Boitani.
Nelle 48 ore successive il fascicolo fu consegnato
alla Procura di Avezzano, che nomino' coadiutori di
polizia giudiziaria il Cta del Corpo forestale
dello Stato, con a capo il dott. Antonio Cavaioli e
i carabinieri della Compagnia di Avezzano,
comandati dal capitano Michele Borrelli. Gli avvisi
di garanzia permetteranno agli investigatori di
ottenere mandati di perquisizione per le stalle
degli allevatori e i rimessaggi delle aziende
agricole.
(AGI)
(AGI)
SPAGNA: CORRIDA, OPPOSIZIONE PRESENTA MANIFESTO IN PARLAMENTO
20/10/2007 14:44
Politici, scrittori, artisti, giornalisti, sportivi
ed ecologisti spagnoli hanno firmato oggi in
parlamento un manifesto per 'il riconoscimento dei
diritti degli animali e l'abolizione delle corride'
considerate 'un atto degradante e un attentato
contro la dignita' degli esseri viventi'.
Il manifesto, i cui promotori prevedono di creare un gruppo parlamentare contro la corrida ed auspicano una legge che difenda i diritti degli animali, e' stato firmato da esponenti dei Verdi iscritti nel gruppo socialista, da Ong ecologiste, dal filosofo Javier Sadaba, da scrittori come Alberto Vazquez Figueroa e Lucia Etxebarria, cineasti come Liberto Rabal, Juanma Bajo Ulloa e Adriana Davidova o sportivi quali Mayte Martinez, Manuel Carballo e Rafael Martines.
La cerimonia della firma del manifesto, che si inserisce in campagne contro la 'violenta e crudele' tauromachia, si e' svolta nel quadro della Giornata parlamentare contro il maltrattamento degli animali promossa dai Verdi.
Non e' la prima volta che gli antitaurini mettono piede in parlamento. Nel giugno scorso il partito di estrema sinistra Izquierda Unida (Iu) aveva presentato una proposta alla commissione Agricoltura per includere le corride tra le forme di tortura nei confronti degli animali, e quindi proibirle a norma di legge. La proposta venne respinta ma segno' un nuovo momento dello scontro, sempre piu' aspro, tra sostenitori e nemici della corrida. Joan Herrera portavoce di Iu ha aveva definito 'ipocrita' il progetto di legge 'che proibisce il maltrattamento degli animali in tutti i campi eccetto in quello che piu' li fa soffrire: le corride'. Ed aveva ricordato che una parte importante della societa' e' contro il maltrattamento di tori nelle arene.
Secondo un recente sondaggio oltre il 70% degli spagnoli non ama le corride che continuano pero' a trovare appoggio anche a livello ufficiale, dove l'esponente piu' visibile e' l'ex ministro della cultura Carmen Calvo, attuale vicepresidente del parlamento. Calvo ha piu' volte assicurato che la corrida 'non sparira' ne' per la via delle pressioni ne' per quelle della legge', respingendo con decisione le proteste degli animalisti.
(ANSA)
Il manifesto, i cui promotori prevedono di creare un gruppo parlamentare contro la corrida ed auspicano una legge che difenda i diritti degli animali, e' stato firmato da esponenti dei Verdi iscritti nel gruppo socialista, da Ong ecologiste, dal filosofo Javier Sadaba, da scrittori come Alberto Vazquez Figueroa e Lucia Etxebarria, cineasti come Liberto Rabal, Juanma Bajo Ulloa e Adriana Davidova o sportivi quali Mayte Martinez, Manuel Carballo e Rafael Martines.
La cerimonia della firma del manifesto, che si inserisce in campagne contro la 'violenta e crudele' tauromachia, si e' svolta nel quadro della Giornata parlamentare contro il maltrattamento degli animali promossa dai Verdi.
Non e' la prima volta che gli antitaurini mettono piede in parlamento. Nel giugno scorso il partito di estrema sinistra Izquierda Unida (Iu) aveva presentato una proposta alla commissione Agricoltura per includere le corride tra le forme di tortura nei confronti degli animali, e quindi proibirle a norma di legge. La proposta venne respinta ma segno' un nuovo momento dello scontro, sempre piu' aspro, tra sostenitori e nemici della corrida. Joan Herrera portavoce di Iu ha aveva definito 'ipocrita' il progetto di legge 'che proibisce il maltrattamento degli animali in tutti i campi eccetto in quello che piu' li fa soffrire: le corride'. Ed aveva ricordato che una parte importante della societa' e' contro il maltrattamento di tori nelle arene.
Secondo un recente sondaggio oltre il 70% degli spagnoli non ama le corride che continuano pero' a trovare appoggio anche a livello ufficiale, dove l'esponente piu' visibile e' l'ex ministro della cultura Carmen Calvo, attuale vicepresidente del parlamento. Calvo ha piu' volte assicurato che la corrida 'non sparira' ne' per la via delle pressioni ne' per quelle della legge', respingendo con decisione le proteste degli animalisti.
(ANSA)
ANIMAL SPOT: AL VIA GRAN FINALE DEL FESTIVAL DELLA PUBBLICITA' SU E CON ANIMALI
20/10/2007 14:44
fonte:www.animalieanimali.it
Al via la fase conclusiva di " Animal Spot", l'unico festival della pubblicità su e con animali, protagonisti della comunicazione umana. Oggi, alle ore 16, si terrà la tavola rotonda "La pubblicità fa male agli animali?" , presso il Centro Congressi d'Ateneo di Scienze della Comunicazione della Sapienza. Interverranno: Monica Cirinnà, Delegata del Sindaco di Roma ai Diritti degli Animali (www.udacomuneroma.it); Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione; Vincenzo Vita, Assessore alla Cultura della Provincia di Roma; Gianluca Felicetti, presidente LAV; Fulco Pratesi, presidente onorario WWF Italia, Francesco Ferrante, direttore generale Legambiente, Antonio Menconi, presidente Roma Comunicazione. Mentre venerdì 19 ottobre, ore 9.30-12.30, alla Casa del Cinema, l'attore Riccardo Rossi presenterà la premiazione degli spot prescelti dalle tre giurie etica, tecnica e popolare (quest'ultima tramite internet, con oltre 25.000 spot votati). Saranno premiati 16 spot ideati in 14 Paesi. Tra i riconoscimenti: Premi Speciali LAV, Legambiente, , WWF, Frame by Frame e "Premio Quattro Zampe", offerto dall'omonimo mensile diretto da Giovanni Morelli (www.qzlife.it), uno splendido soggiorno per due persone con pet al seguito, nel cuore delle Dolomiti, all' Hotel Emmy di Fiè ( www.hotel-emmy.com), nel Parco Naturale dello Sciliar, in provincia di Bolzano. Nato negli anni '90 da un'idea di due pubblicitari, Antonio Menconi e Tonino Risuleo, Animal Spot individua e seleziona campagne pubblicitarie locali ed internazionali con animali protagonisti diretti o indiretti.
Al via la fase conclusiva di " Animal Spot", l'unico festival della pubblicità su e con animali, protagonisti della comunicazione umana. Oggi, alle ore 16, si terrà la tavola rotonda "La pubblicità fa male agli animali?" , presso il Centro Congressi d'Ateneo di Scienze della Comunicazione della Sapienza. Interverranno: Monica Cirinnà, Delegata del Sindaco di Roma ai Diritti degli Animali (www.udacomuneroma.it); Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione; Vincenzo Vita, Assessore alla Cultura della Provincia di Roma; Gianluca Felicetti, presidente LAV; Fulco Pratesi, presidente onorario WWF Italia, Francesco Ferrante, direttore generale Legambiente, Antonio Menconi, presidente Roma Comunicazione. Mentre venerdì 19 ottobre, ore 9.30-12.30, alla Casa del Cinema, l'attore Riccardo Rossi presenterà la premiazione degli spot prescelti dalle tre giurie etica, tecnica e popolare (quest'ultima tramite internet, con oltre 25.000 spot votati). Saranno premiati 16 spot ideati in 14 Paesi. Tra i riconoscimenti: Premi Speciali LAV, Legambiente, , WWF, Frame by Frame e "Premio Quattro Zampe", offerto dall'omonimo mensile diretto da Giovanni Morelli (www.qzlife.it), uno splendido soggiorno per due persone con pet al seguito, nel cuore delle Dolomiti, all' Hotel Emmy di Fiè ( www.hotel-emmy.com), nel Parco Naturale dello Sciliar, in provincia di Bolzano. Nato negli anni '90 da un'idea di due pubblicitari, Antonio Menconi e Tonino Risuleo, Animal Spot individua e seleziona campagne pubblicitarie locali ed internazionali con animali protagonisti diretti o indiretti.
A BARI RANDAGI STERILIZZATI E MICROCIPPATI A NOME DEL COMUNE
16/10/2007 23:11
fonte:www.animalieanimali.it
Decisione del Sindaco.
Anna Dalfino, consigliera delegata all’Ufficio Diritti degli Animali, ringrazia il sindaco di Bari Michele Emiliano per aver firmato l’ordinanza con la quale dispone che gli animali randagi gestiti dalle associazioni animaliste baresi o segnalati dai cittadini (all’ufficio UDA, via Cairoli 2 tel. 0805772065-66 fax 0805772329) siano sottoposti a sterilizzazione e microchippatura a nome dello stesso Comune da parte dell’Ambulatorio del Dipartimento di Produzione Animale e presso il Dipartimento delle Emergenze e Trapianti d’Organo della Facoltà di Medicina Veterinaria. Concluso l’intervento di sterilizzazione e microchippatura, l’associazione animalista dovrà reimmettere sul territorio di provenienza il cane, purché non risulti pericoloso, provvedendo, in seguito, a gestire e controllare l’animale medesimo a proprie cure e spese.
Per il recupero e il trasporto dell’animale, inoltre, le associazioni potranno avvalersi, in caso di necessità, del Servizio Veterinario della ASL.
“A mio parere - dichiara Anna Dalfino - grazie a questa soluzione si provvederà a fermare l’indiscriminato aumento degli animali randagi sul territorio. E se a tutto questo si aggiungesse la concessione di terreni nella zona dell’ASI per la realizzazione, a carico delle associazioni animaliste, di rifugi a stabulazione libera dove ricoverare i troppi cani sparsi nella città di Bari, sarebbe una splendida notizia. In questo modo, infatti - continua Anna Dalfino - si eviterebbero rischi per la pubblica incolumità e si garantirebbero maggiore sicurezza e pulizia sul territorio, alleggerendo di fatto le associazioni animaliste (attualmente l’ACA accudisce più di 700 cani nell’hinterland barese, mentre l’ADA circa 150!) e i cittadini baresi di tutto quanto hanno fatto finora a difesa dei diritti degli animali, spesso sostituendosi alle Istituzioni”.
Decisione del Sindaco.
Anna Dalfino, consigliera delegata all’Ufficio Diritti degli Animali, ringrazia il sindaco di Bari Michele Emiliano per aver firmato l’ordinanza con la quale dispone che gli animali randagi gestiti dalle associazioni animaliste baresi o segnalati dai cittadini (all’ufficio UDA, via Cairoli 2 tel. 0805772065-66 fax 0805772329) siano sottoposti a sterilizzazione e microchippatura a nome dello stesso Comune da parte dell’Ambulatorio del Dipartimento di Produzione Animale e presso il Dipartimento delle Emergenze e Trapianti d’Organo della Facoltà di Medicina Veterinaria. Concluso l’intervento di sterilizzazione e microchippatura, l’associazione animalista dovrà reimmettere sul territorio di provenienza il cane, purché non risulti pericoloso, provvedendo, in seguito, a gestire e controllare l’animale medesimo a proprie cure e spese.
Per il recupero e il trasporto dell’animale, inoltre, le associazioni potranno avvalersi, in caso di necessità, del Servizio Veterinario della ASL.
“A mio parere - dichiara Anna Dalfino - grazie a questa soluzione si provvederà a fermare l’indiscriminato aumento degli animali randagi sul territorio. E se a tutto questo si aggiungesse la concessione di terreni nella zona dell’ASI per la realizzazione, a carico delle associazioni animaliste, di rifugi a stabulazione libera dove ricoverare i troppi cani sparsi nella città di Bari, sarebbe una splendida notizia. In questo modo, infatti - continua Anna Dalfino - si eviterebbero rischi per la pubblica incolumità e si garantirebbero maggiore sicurezza e pulizia sul territorio, alleggerendo di fatto le associazioni animaliste (attualmente l’ACA accudisce più di 700 cani nell’hinterland barese, mentre l’ADA circa 150!) e i cittadini baresi di tutto quanto hanno fatto finora a difesa dei diritti degli animali, spesso sostituendosi alle Istituzioni”.
ORSI MORTI: CONSEGNATE A MAGISTRATURA AVEZZANO ESITI PRIME PERIZIE
16/10/2007 23:10
Consegnati alla magistratura di Avezzano, che
coordina l'inchiesta sulla probabile morte per
avvelenamento nel Pnalm di tre orsi e due lupi, gli
esiti dei primi esami necroscopici, istologici e
chimico-tossicologici su alcune delle carcasse.
Gli esami sono stati eseguiti dai tecnici dell'Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana. Sulla vicenda c'e' il massimo riserbo.
Il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto, ha confermato che questi primi esami escludono lesioni interne, malattie di carattere evolutivo o infettivo, aggiungendo che l'esito degli esami tossicologici sara' 'reso pubblico dalla magistratura nel momento in cui lo decidera'' anche se, sin dall' inizio, l'ipotesi ritenuta piu' probabile e' stata quella dell'avvelenamento, almeno per parte delle carcasse trovate nell'area protetta.
A questo proposito, il direttore ha aggiunto che si stanno facendo esami anche sulle carcasse trovate successivamente, come quelle di numerosi cinghiali e 3 o 4 animali domestici.
(ANSA)
Gli esami sono stati eseguiti dai tecnici dell'Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana. Sulla vicenda c'e' il massimo riserbo.
Il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto, ha confermato che questi primi esami escludono lesioni interne, malattie di carattere evolutivo o infettivo, aggiungendo che l'esito degli esami tossicologici sara' 'reso pubblico dalla magistratura nel momento in cui lo decidera'' anche se, sin dall' inizio, l'ipotesi ritenuta piu' probabile e' stata quella dell'avvelenamento, almeno per parte delle carcasse trovate nell'area protetta.
A questo proposito, il direttore ha aggiunto che si stanno facendo esami anche sulle carcasse trovate successivamente, come quelle di numerosi cinghiali e 3 o 4 animali domestici.
(ANSA)
PORTORICO, L'ACCALAPPIACANI BUTTA CINQUANTA ANIMALI DAL PONTE
16/10/2007 17:03
Agivano su mandato delle autorità comunali, che
hanno intimato agli inquilini delle case popolari
di Barceloneta di non tenere animali nelle
abitazioni. Ma gli accalappiacani della società
privata incaricata di fare pulizia hanno provveduto
in un modo che anche il sindaco della città
portoricana non ha esitato a definire "terribile":
hanno buttato gli animali dal ponte (50 non sono
sopravvissuti) invece di portarli al canile.
Il proprietario della società che aveva avuto l'appalto nega ogni responsabilità, ma sarà l'inchiesta avviata dopo la notizia del massacro dei cani ad accertarlo. Da stabilire - è oggetto di polemiche - se davvero la legge impedisca di tenere animali nelle case popolari del Territorio statunitense: secondo Doris Gaetan, responsabile del Dipartimento per le relazioni con Portorico, il divieto vige solo se gli animali sono potenzialmente pericolosi per altri inquilini.
(Ap)
Il proprietario della società che aveva avuto l'appalto nega ogni responsabilità, ma sarà l'inchiesta avviata dopo la notizia del massacro dei cani ad accertarlo. Da stabilire - è oggetto di polemiche - se davvero la legge impedisca di tenere animali nelle case popolari del Territorio statunitense: secondo Doris Gaetan, responsabile del Dipartimento per le relazioni con Portorico, il divieto vige solo se gli animali sono potenzialmente pericolosi per altri inquilini.
(Ap)
ADELFIA: REVOCATA ORDINANZA CATTURA RANDAGI
10/10/2007 13:34
fonte:www.infolav.org
Il Sindaco di Adelfia ha deciso di revocare l’Ordinanza n.19 del 20 agosto scorso, con la quale ordinava alla ASL veterinaria la cattura “di tutti i randagi presenti sul territorio”, senza discernimento alcuno, minacciando altrimenti di provvedere “d’ufficio” e senza chiarire il significato di questa decisione. Il provvedimento, inoltre, stabiliva prescrizioni esulanti la materia del randagismo che andavano a comprimere indebitamente la libertà dei cittadini, fino all’incredibile divieto di detenzione di alcune razze di cani.
Contro tale provvedimento la LAV aveva presentato ricorso al TAR Puglia, notificando l’atto al Sindaco, il quale ha deciso di revocare l’atto prima ancora del pronunciamento del TAR.
“La revoca dell’Ordinanza pone rimedio a un atto sproporzionato e non utile ad affrontare coerentemente il fenomeno del randagismo, per il quale sollecitiamo massimo impegno e prevenzione - commenta Sara Leone della LAV di Bari – La LAV, attraverso l’Ufficio legale nazionale, prosegue comunque la sua azione affinché siano accertate le responsabilità della morte, poco dopo l’accalappiamento, di uno dei cani catturati, e vigilerà affinché il regolamento comunale di prossima attuazione, non contenga norme discriminanti e vessatorie nei confronti dei proprietari di cani”.
L’Ordinanza n.19 era stata emessa dopo la morte dell’agricoltore Nicola Iacobellis di Adelfia, attribuita all’aggressione da parte di alcuni cani randagi. La LAV aveva subito contestato il provvedimento, perché non attinente allo scopo di intervenire sul fenomeno del randagismo, andando piuttosto a colpire cani accuditi e cani di proprietà, ben diversi dal branco di cani inselvatichiti che avrebbe ucciso l’agricoltore. A seguito dell’Ordinanza, in fatti, si erano moltiplicate le segnalazioni rivolte alla LAV di accalappiamenti indiscriminati, con mezzi talvolta brutali, anche nei confronti di cani innocui e regolarmente accuditi, nonché le richieste di consigli da parte di cittadini detentori di cani delle razze “vietate” preoccupati per la sorte dei loro animali.
Il Sindaco di Adelfia ha deciso di revocare l’Ordinanza n.19 del 20 agosto scorso, con la quale ordinava alla ASL veterinaria la cattura “di tutti i randagi presenti sul territorio”, senza discernimento alcuno, minacciando altrimenti di provvedere “d’ufficio” e senza chiarire il significato di questa decisione. Il provvedimento, inoltre, stabiliva prescrizioni esulanti la materia del randagismo che andavano a comprimere indebitamente la libertà dei cittadini, fino all’incredibile divieto di detenzione di alcune razze di cani.
Contro tale provvedimento la LAV aveva presentato ricorso al TAR Puglia, notificando l’atto al Sindaco, il quale ha deciso di revocare l’atto prima ancora del pronunciamento del TAR.
“La revoca dell’Ordinanza pone rimedio a un atto sproporzionato e non utile ad affrontare coerentemente il fenomeno del randagismo, per il quale sollecitiamo massimo impegno e prevenzione - commenta Sara Leone della LAV di Bari – La LAV, attraverso l’Ufficio legale nazionale, prosegue comunque la sua azione affinché siano accertate le responsabilità della morte, poco dopo l’accalappiamento, di uno dei cani catturati, e vigilerà affinché il regolamento comunale di prossima attuazione, non contenga norme discriminanti e vessatorie nei confronti dei proprietari di cani”.
L’Ordinanza n.19 era stata emessa dopo la morte dell’agricoltore Nicola Iacobellis di Adelfia, attribuita all’aggressione da parte di alcuni cani randagi. La LAV aveva subito contestato il provvedimento, perché non attinente allo scopo di intervenire sul fenomeno del randagismo, andando piuttosto a colpire cani accuditi e cani di proprietà, ben diversi dal branco di cani inselvatichiti che avrebbe ucciso l’agricoltore. A seguito dell’Ordinanza, in fatti, si erano moltiplicate le segnalazioni rivolte alla LAV di accalappiamenti indiscriminati, con mezzi talvolta brutali, anche nei confronti di cani innocui e regolarmente accuditi, nonché le richieste di consigli da parte di cittadini detentori di cani delle razze “vietate” preoccupati per la sorte dei loro animali.
CORSO PER VOLONTARI ADDETTI AL RECUPERO DEGLI ANIMALI
08/10/2007 13:44
Roma 20-21 ottobre 2007
Corso per volontari addetti al recupero degli animali
da laboratorio. Partecipazione gratuita.
Descrizione del corso
Il corso intende presentare tutti gli aspetti legati al
protocollo di riabilitazione (trasporto, riabilitazione,
affidamento legislazione) in modo da favorire la formazione
di attivisti, volontari e professionisti in grado di
appoggiare e supportare la creazione di centri
specializzati in animali salvati alla vivisezione. Saranno
affrontate tutte le fasi del processo di riabilitazione, in
particolare:
- Come prelevare una animale da uno stabulario
- Come trasportalo minimizzandone lo stress
- Le condizioni di inizio riabilitazione
- Il protocollo di riabilitazione basato sull’aggiunta
progressiva di stimoli
- Il contatto e le informazioni necessarie per gli
adottanti
- Le fasi post adozione di monitoraggio.
Verranno inoltre presentate e discusse le possibilità
future di modifiche legislative, un prospetto sulle
validazioni in corso di metodologie sostitutive delle prove
con animali, l’organizzazione a livello nazionale ed
internazionale dei progetti di riabilitazione e le modalità
di supporto ai vari progetti da parte di attivisti e
specialisti.
Sede
Roma, canile della Muratella, via della Magliana n.856. Il
canile è facilmente raggiungibile con il treno
metropolitano Fara Sabina-Fiumicino aeroporto (fermata
"Muratella").
Durata del corso Tot ore: 10
Certificato/Titolo Attestato di partecipazione rilasciato.
Frequenza richiesta per l’attestato: 4 moduli su 4. Firme
di presenza.
Relatori Dott. Massimo Tettamanti, dott.ssa Elena
Baistrocchi.
Intervengono Linda Bartalucci, Anna Maria Gavacciuto.
Moduli
Modulo 1: Introduzione alla riabilitazione. (Dott. Massimo
Tettamanti).
Modulo 2: Riabilitazione di Conigli e Roditori. (Dott.
Massimo Tettamanti. Interviene Anna Maria Gavacciuto).
Modulo 3: Riabilitazione di Cani e Gatti. (Dott. Massimo
Tettamanti. Interviene Linda Bartalucci).
Modulo 4: Riabilitazione di Primati (Dott.ssa Elena
Baistrocchi).
Orario
Sabato 20 ottobre 2007.
ore 14.00 Modulo 1
ore 16.00 Domande e coffee breack
ore 16.30 Modulo 2
ore 18.30 Domande finali
Domenica 21 ottobre 2007.
ore 14.00 Modulo 3
ore 16.00 Domande e coffee breack
ore 16.30 Modulo 4
ore 18.30 Domande finali
Modalità di iscrizione:
Inviare una mail di conferma all'indirizzo:
fiammetta@micso.net oppure un SMS al numero: 349-5201848
(Valentina) specificando il numero di partecipanti.
Ente organizzatore:
I-Care (International Center fo Alternative in Research and
Education, 33 Atthivakam Village, Red Hills, Chennai
600052 –India). Iinfo@icare-worldwide.org
Evento abbinato al corso:
Esposizione e vendita di acquarelli dell’artista Maria
Grazia Luffarelli. Una parte del ricavato servirà per
finanziare un progetto di recupero di primati che verrà
realizzato presso il Parco Faunistico di Piano
dell’Abatino, via Capo Farfa, 50 Poggio San Lorenzo, Rieti
(Roma).
http://www.parcoabatino.org
Sono gradite libere offerte da parte dei partecipanti.
Corso per volontari addetti al recupero degli animali
da laboratorio. Partecipazione gratuita.
Descrizione del corso
Il corso intende presentare tutti gli aspetti legati al
protocollo di riabilitazione (trasporto, riabilitazione,
affidamento legislazione) in modo da favorire la formazione
di attivisti, volontari e professionisti in grado di
appoggiare e supportare la creazione di centri
specializzati in animali salvati alla vivisezione. Saranno
affrontate tutte le fasi del processo di riabilitazione, in
particolare:
- Come prelevare una animale da uno stabulario
- Come trasportalo minimizzandone lo stress
- Le condizioni di inizio riabilitazione
- Il protocollo di riabilitazione basato sull’aggiunta
progressiva di stimoli
- Il contatto e le informazioni necessarie per gli
adottanti
- Le fasi post adozione di monitoraggio.
Verranno inoltre presentate e discusse le possibilità
future di modifiche legislative, un prospetto sulle
validazioni in corso di metodologie sostitutive delle prove
con animali, l’organizzazione a livello nazionale ed
internazionale dei progetti di riabilitazione e le modalità
di supporto ai vari progetti da parte di attivisti e
specialisti.
Sede
Roma, canile della Muratella, via della Magliana n.856. Il
canile è facilmente raggiungibile con il treno
metropolitano Fara Sabina-Fiumicino aeroporto (fermata
"Muratella").
Durata del corso Tot ore: 10
Certificato/Titolo Attestato di partecipazione rilasciato.
Frequenza richiesta per l’attestato: 4 moduli su 4. Firme
di presenza.
Relatori Dott. Massimo Tettamanti, dott.ssa Elena
Baistrocchi.
Intervengono Linda Bartalucci, Anna Maria Gavacciuto.
Moduli
Modulo 1: Introduzione alla riabilitazione. (Dott. Massimo
Tettamanti).
Modulo 2: Riabilitazione di Conigli e Roditori. (Dott.
Massimo Tettamanti. Interviene Anna Maria Gavacciuto).
Modulo 3: Riabilitazione di Cani e Gatti. (Dott. Massimo
Tettamanti. Interviene Linda Bartalucci).
Modulo 4: Riabilitazione di Primati (Dott.ssa Elena
Baistrocchi).
Orario
Sabato 20 ottobre 2007.
ore 14.00 Modulo 1
ore 16.00 Domande e coffee breack
ore 16.30 Modulo 2
ore 18.30 Domande finali
Domenica 21 ottobre 2007.
ore 14.00 Modulo 3
ore 16.00 Domande e coffee breack
ore 16.30 Modulo 4
ore 18.30 Domande finali
Modalità di iscrizione:
Inviare una mail di conferma all'indirizzo:
fiammetta@micso.net oppure un SMS al numero: 349-5201848
(Valentina) specificando il numero di partecipanti.
Ente organizzatore:
I-Care (International Center fo Alternative in Research and
Education, 33 Atthivakam Village, Red Hills, Chennai
600052 –India). Iinfo@icare-worldwide.org
Evento abbinato al corso:
Esposizione e vendita di acquarelli dell’artista Maria
Grazia Luffarelli. Una parte del ricavato servirà per
finanziare un progetto di recupero di primati che verrà
realizzato presso il Parco Faunistico di Piano
dell’Abatino, via Capo Farfa, 50 Poggio San Lorenzo, Rieti
(Roma).
http://www.parcoabatino.org
Sono gradite libere offerte da parte dei partecipanti.
ORSI MORTI: DIRETTORE PARCO, CUCCIOLI UCCISI DA ORSO MASCHIO
08/10/2007 13:43
I due cuccioli di orso morti per cause naturali nei
giorni scorsi sono stati uccisi da un orso maschio
''per rendere la sua compagna disponibile per un
ulteriore accoppiamento''. Lo ha affermato il
direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e
Molise, Aldo Di Benedetto in risposta alla ipotesi
avanzata dall'associazione ambientalista ''Ambiente
e/e' Vita'', che aveva sostenuto in un comunicato
che i due cuccioli di orso erano stati abbattuti a
bastonate. ''Si tratta di una morte naturale - ha
spiegato Di Benedetto - come confermato dai due
referti sottoscritti dal veterinario del Parco e
dall'Istituto Zooprofilattico di Bologna, dove sono
state portate le carcasse degli animali. Se gli
ambientalisti hanno elementi con cui sostenere la
loro ipotesi, che si facciano avanti e ci diano
tutte le indicazioni per individuare gli eventuali
responsabili''.(ANSA)
MINACCIATI I VOLONTARI CHE NUTRONO E ACCUDISCONO GLI ANIMALI DI TRANI
08/10/2007 07:39
Corriere del Mezzogiorno
Storie di inaudita violenza sugli animali, letteralmente sterminati in barba alle leggi nazionali che li dovrebbero proteggere.
Succede alla periferia di Trani, nel quartiere Pozzo Piano, dove i gatti finiscono avvelenati o massacrati a bastonate solo per il fatto di dimorare intorno ai palazzi. E chi li difende finisce vittima di minacce. E' successo in particolare a una volontaria del Cat, il Centro animalisti tranesi, Irene Schingaro, che dopo minacce e insulti verbali da parte dei vicini si è ritrovata nella buca delle lettere la foto di un gatto ammazzato con su impresse 15 croci: tante quanti erano i felini uccisi. Un chiaro segno di avvertimento, per suggerire - si fa per dire - alla volontaria di non curarsi più dei gatti dando loro cibo, prestando cure sanitarie e facendo sterlizzare le femmine. «Ho presentato numerose denunce alla polizia per le minacce subite e poi presentato un esposto alla procura dopo che mi è stata recapitata la foto con le croci», spiega la signora, che per una ventina di giorni ha preferito allontanarsi da Trani, stanca delle minacce. «Ma pare che nessuno mi possa aiutare e il pm cui è stato assegnato il caso ha anche chiesto l'archiviazione al gip, in quanto non è possibile risalire con sicurezza agli autori del manifesto minatorio». La cosa più assurda è che la signora, insieme agli altri volontari del Cat e della Lega del cane, è anche autorizzata dal Comune di Trani a prendersi cura degli animali, cani o gatti che siano.
Esiste una delibera di giunta del 7 novembre 2005 che, in osservanza della legge quadro numero 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, prevede il «riconoscimento delle attività di volontariato svolta nella città di Trani». «I volontari - spiega Anna Farnelli, presidentessa della Lega del Cane - hanno così un tesserino dal Comune, che è anche riconosciuto dalla Asl, che li autorizza a dare cibo ai cani o ai gatti e a pulire dopo che hanno mangiato.
Molte di queste persone provvedono a curare o far sterilizzare gli animali a loro spese. In questo modo cerchiamo anche il proliferare degli animali e, naturalmente, invitiamo la gente ad adottarli. E poi si verificano questi episodi di inaudita inciviltà, che - conclude - riguardano anche altre zone di Trani».
Gatti avvelenati sono stati ritrovati spesso anche nel cortile del liceo classico De Sanctis.
Carmen Carbonara
Storie di inaudita violenza sugli animali, letteralmente sterminati in barba alle leggi nazionali che li dovrebbero proteggere.
Succede alla periferia di Trani, nel quartiere Pozzo Piano, dove i gatti finiscono avvelenati o massacrati a bastonate solo per il fatto di dimorare intorno ai palazzi. E chi li difende finisce vittima di minacce. E' successo in particolare a una volontaria del Cat, il Centro animalisti tranesi, Irene Schingaro, che dopo minacce e insulti verbali da parte dei vicini si è ritrovata nella buca delle lettere la foto di un gatto ammazzato con su impresse 15 croci: tante quanti erano i felini uccisi. Un chiaro segno di avvertimento, per suggerire - si fa per dire - alla volontaria di non curarsi più dei gatti dando loro cibo, prestando cure sanitarie e facendo sterlizzare le femmine. «Ho presentato numerose denunce alla polizia per le minacce subite e poi presentato un esposto alla procura dopo che mi è stata recapitata la foto con le croci», spiega la signora, che per una ventina di giorni ha preferito allontanarsi da Trani, stanca delle minacce. «Ma pare che nessuno mi possa aiutare e il pm cui è stato assegnato il caso ha anche chiesto l'archiviazione al gip, in quanto non è possibile risalire con sicurezza agli autori del manifesto minatorio». La cosa più assurda è che la signora, insieme agli altri volontari del Cat e della Lega del cane, è anche autorizzata dal Comune di Trani a prendersi cura degli animali, cani o gatti che siano.
Esiste una delibera di giunta del 7 novembre 2005 che, in osservanza della legge quadro numero 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, prevede il «riconoscimento delle attività di volontariato svolta nella città di Trani». «I volontari - spiega Anna Farnelli, presidentessa della Lega del Cane - hanno così un tesserino dal Comune, che è anche riconosciuto dalla Asl, che li autorizza a dare cibo ai cani o ai gatti e a pulire dopo che hanno mangiato.
Molte di queste persone provvedono a curare o far sterilizzare gli animali a loro spese. In questo modo cerchiamo anche il proliferare degli animali e, naturalmente, invitiamo la gente ad adottarli. E poi si verificano questi episodi di inaudita inciviltà, che - conclude - riguardano anche altre zone di Trani».
Gatti avvelenati sono stati ritrovati spesso anche nel cortile del liceo classico De Sanctis.
Carmen Carbonara
ANIMALI: STRAGE ORSI IN PARCO ABRUZZO; TRE MORTI AVVELENATI
04/10/2007 13:55
Tre orsi sono stati trovati morti nel Parco
nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, probabilmente
avvelenati. Le prime due vittime sono state l'orso
'Bernardo', famoso da anni per le sue 'visite'
notturne nei pollai dei centri abitati del Parco
Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), e la
sua compagna. Il ritrovamento e' avvenuto a
distanza di meno di 24 ore nel territorio montano
di Gioia dei Marsi (L'Aquila): lo ha reso noto
l'ente Parco che ha aperto un'inchiesta
sull'accaduto ''in quanto non si escludono cause di
natura dolosa''. Il ritrovamento e' stato fatto dal
personale che seguiva l'orso attraverso il
radiocollare satellitare che aveva smesso di
trasmettere il segnale: in seguito a successive
perlustrazioni attuate dal personale del Servizio
di Sorveglianza, del Cta del Corpo Forestale dello
Stato e la collaborazione dei ricercatori del
Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo
dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma, nella
stessa zona, e' stata ritrovata un'altra carcassa
di un'orsa adulta.
''E' una grave perdita - ha detto il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto - in quanto incide sul potenziale riproduttivo della popolazione dei plantigradi gia' numericamente esigua; per di piu' viene a mancare l'orso 'Bernardo' che, negli ultimi anni, tanto ha fatto parlare di se' per gli incontri ravvicinati nei centri abitati e che ha battezzato una delle tante associazioni costituitesi per la tutela della specie''. Uno degli animali era ancora in buono stato di conservazione, mentre l'altro si presentava in avanzato stato di decomposizione: e' stato ordinato l'immediato trasferimento delle carcasse presso l'Istituto Zooprofilattico per l'esame necroscopico effettuato dai veterinari del Parco, dell'Istituto Zooprofilattico e dell'Istituto nazionale della Fauna Selvatica.
La terza carcassa è stata trovata in un'area boschiva tra Pescasseroli e Gioia dei Marsi (L'Aquila), vicina a quella dove erano stati trovati gli altri due. Secondo i primi accertamenti le cause della morte del terzo orso potrebbero dipendere da bocconi avvelenati, uguali a quelli che avrebbero provocato la morte degli altri due plantigradi. Si tratterebbe di un esemplare più giovane rispetto agli altri due animali rinvenuti. Diventa sempre più probabile l'ipotesi dell'avvelenamento portata avanti dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato. Le ricerche sono condotte con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Università La Sapienza e del personale dell'Ente Parco. ''La stretta sequenzialità dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento - dichiara Livia Mattei, esperta biologa e funzionario del Corpo forestale dello Stato - anche se non è escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volontà di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico''. ''La vicenda pone in evidenza - conclude la Mattei - l' esistenza di sacche di profondo abbandono del territorio, terre di nessuno dove, per colpa di alcuni irresponsabili, si rischia di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione''. (ANSA)
''E' una grave perdita - ha detto il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto - in quanto incide sul potenziale riproduttivo della popolazione dei plantigradi gia' numericamente esigua; per di piu' viene a mancare l'orso 'Bernardo' che, negli ultimi anni, tanto ha fatto parlare di se' per gli incontri ravvicinati nei centri abitati e che ha battezzato una delle tante associazioni costituitesi per la tutela della specie''. Uno degli animali era ancora in buono stato di conservazione, mentre l'altro si presentava in avanzato stato di decomposizione: e' stato ordinato l'immediato trasferimento delle carcasse presso l'Istituto Zooprofilattico per l'esame necroscopico effettuato dai veterinari del Parco, dell'Istituto Zooprofilattico e dell'Istituto nazionale della Fauna Selvatica.
La terza carcassa è stata trovata in un'area boschiva tra Pescasseroli e Gioia dei Marsi (L'Aquila), vicina a quella dove erano stati trovati gli altri due. Secondo i primi accertamenti le cause della morte del terzo orso potrebbero dipendere da bocconi avvelenati, uguali a quelli che avrebbero provocato la morte degli altri due plantigradi. Si tratterebbe di un esemplare più giovane rispetto agli altri due animali rinvenuti. Diventa sempre più probabile l'ipotesi dell'avvelenamento portata avanti dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato. Le ricerche sono condotte con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Università La Sapienza e del personale dell'Ente Parco. ''La stretta sequenzialità dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento - dichiara Livia Mattei, esperta biologa e funzionario del Corpo forestale dello Stato - anche se non è escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volontà di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico''. ''La vicenda pone in evidenza - conclude la Mattei - l' esistenza di sacche di profondo abbandono del territorio, terre di nessuno dove, per colpa di alcuni irresponsabili, si rischia di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione''. (ANSA)
CARABINIERI AMBIENTE SEQUESTRANO CANILE PRIVATO DI CICERALE
04/10/2007 13:55
Un'area di 25 mila metri quadrati, adibita a
canile, e' stata sequestrata dai carabinieri del
Noe a Cicerale (Salerno), i quali hanno denunciato
per palesi violazioni ambientali il titolare. I
militari coadiuvati dal personale del servizio
veterinario dell'Asl hanno effettuato un controllo
a sorpresa del canile Ciceralensis - Rifugio Oasi
San Leo, che ospita alcune centinaia di cani di
diverse razze per un valore di circa 800 mila euro,
riscontrando violazioni in materia ambientale.
L'operazione rientra nell'ambito delle attivita' d'indagini di iniziativa inerenti la salvaguardia delle matrici ambientali nelle aree appositamente attrezzate per la cura e la custodia degli animali, in particolare nell'ambito dei servizi predisposti per la verifica del benessere dei cani accalappiati all'interno dei canili.
(ANSA)
L'operazione rientra nell'ambito delle attivita' d'indagini di iniziativa inerenti la salvaguardia delle matrici ambientali nelle aree appositamente attrezzate per la cura e la custodia degli animali, in particolare nell'ambito dei servizi predisposti per la verifica del benessere dei cani accalappiati all'interno dei canili.
(ANSA)
STUDIO, SPESSO 'INSOSPETTABILI' CANI CHE MORDONO BIMBI
04/10/2007 13:54
Fino al giorno prima dell'incidente erano
affettuosi e pazienti con i bimbi, poi il morso.
Dunque i cani che aggrediscono i bambini spesso lo
fanno per la prima volta, anche se tendono ad aver
avuto qualche problema di salute o di comportamento
prima dell'aggressione. Lo rivela una ricerca
condotta da Ilana Reisner del Department of
Clinical Studies della School of Veterinary
Medicine dell'University of Pennsylvania
(Filadelfia), pubblicata su 'Injury Prevention'.
I ricercatori hanno esaminato 111 aggressioni ai danni di bambini in un periodo di quattro anni. Tutti i 103 animali coinvolti erano stati portati alla stessa clinica veterinaria. L'analisi ha rivelato alcuni elementi comuni: i cani sono piu' inclini a mordere i bimbi, anche molto piccoli, se sentono che il loro cibo o i giocattoli sono minacciati, mentre nel caso di vittime piu' grandicelle spesso si tratta di una 'invasione' di territorio. Non solo. L'analisi del comportamento degli animali ha rivelato che tre quarti dei cani mostravano segni di ansia, se lasciati dai padroni o esposti a rumori forti. E il fatto di essere 'paurosi' puo' indicare, secondo gli autori dello studio, il rischio che gli animali arrivino a mordere se si sentono minacciati. Insomma, se i bimbi piccoli possono essere particolarmente noiosi e fare movimenti scomposti, questo potrebbe spaventare un cane ansioso.
Non solo, la meta' dei cani osservati ha rivelato qualche problema di salute, per lo piu' disturbi a ossa o pelle, ma anche agli occhi. Dunque il dolore potrebbe aver influito sul comportamento di questi animali. Infine uno su cinque non aveva mai morso nessuno prima, e due terzi non se l'erano mai presa con un bambino.
(Sal/Zn/Adnkronos)
I ricercatori hanno esaminato 111 aggressioni ai danni di bambini in un periodo di quattro anni. Tutti i 103 animali coinvolti erano stati portati alla stessa clinica veterinaria. L'analisi ha rivelato alcuni elementi comuni: i cani sono piu' inclini a mordere i bimbi, anche molto piccoli, se sentono che il loro cibo o i giocattoli sono minacciati, mentre nel caso di vittime piu' grandicelle spesso si tratta di una 'invasione' di territorio. Non solo. L'analisi del comportamento degli animali ha rivelato che tre quarti dei cani mostravano segni di ansia, se lasciati dai padroni o esposti a rumori forti. E il fatto di essere 'paurosi' puo' indicare, secondo gli autori dello studio, il rischio che gli animali arrivino a mordere se si sentono minacciati. Insomma, se i bimbi piccoli possono essere particolarmente noiosi e fare movimenti scomposti, questo potrebbe spaventare un cane ansioso.
Non solo, la meta' dei cani osservati ha rivelato qualche problema di salute, per lo piu' disturbi a ossa o pelle, ma anche agli occhi. Dunque il dolore potrebbe aver influito sul comportamento di questi animali. Infine uno su cinque non aveva mai morso nessuno prima, e due terzi non se l'erano mai presa con un bambino.
(Sal/Zn/Adnkronos)
ANCHE DUE LUPI E UNA CAPRETTA MORTI AVVELENATI
04/10/2007 13:54
Due lupi e una capretta sono stati trovati morti
nell'area del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e
Molise (Pnalm) nella quale erano state rinvenute le
carcasse di tre orsi, in localita' 'Acqua
ventilata', tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli.
La scoperta e' stata fatta dagli agenti della forestale e dalle Guardie del Parco. Secondo una prima ipotesi, la capretta potrebbe essere stata utilizzate come esca per i lupi.
Anche le carcasse di questi ultimi tre animali, cosi' come quelle degli orsi, sono state trasportate all'Istituto zooprofilattico Abruzzo e Molise di Teramo per verificare se si tratti di casi di avvelenamento.
Intanto, non si hanno notizie dell'orsa Gemma, una delle 'compagne' di Bernardo, mentre 'Rossella', con la sua famigliola di tre orsetti e' stata localizzata nella zona ed e' stata indirizzata, assieme ai cuccioli, in una zona piu' a monte per evitare che possano venire a contatto con bocconi avvelenati.
(ANSA)
La scoperta e' stata fatta dagli agenti della forestale e dalle Guardie del Parco. Secondo una prima ipotesi, la capretta potrebbe essere stata utilizzate come esca per i lupi.
Anche le carcasse di questi ultimi tre animali, cosi' come quelle degli orsi, sono state trasportate all'Istituto zooprofilattico Abruzzo e Molise di Teramo per verificare se si tratti di casi di avvelenamento.
Intanto, non si hanno notizie dell'orsa Gemma, una delle 'compagne' di Bernardo, mentre 'Rossella', con la sua famigliola di tre orsetti e' stata localizzata nella zona ed e' stata indirizzata, assieme ai cuccioli, in una zona piu' a monte per evitare che possano venire a contatto con bocconi avvelenati.
(ANSA)
DECISIONE DEL PARLAMENTO, SAN MARINO VIETA LA VIVISEZIONE
02/10/2007 13:38
fonte:www.animalieanimali.it
L’Associazione Sammarinese Protezione Animali, esprime grande soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio Grande e Generale della Proposta di Legge di iniziativa popolare, “Disposizioni sul divieto di sperimentazione animale nella Repubblica di San Marino”. Con l’approvazione di questa Legge,
il nostro Paese si qualifica come “Nazione cruelty-free” ossia come il primo Paese al mondo che non accetta l’impiego degli animali nella ricerca, perché il nostro Parlamento ha saputo comprendere e accogliere le ragioni dei numerosi cittadini firmatari, i quali hanno portato all’attenzione delle istituzioni tutto quanto vi sia di sbagliato e di vergognoso nella vivisezione.
Quanto cioè sia eticamente inaccettabile a causa delle atroci sofferenze cui sono sottoposti gli animali da laboratorio, considerati come “oggetti viventi”, quanto sia inutile e dannosa per l’uomo, poiché come erroneamente si crede, non è l’antitesi alla sperimentazione sull’uomo, ma l’anticamera, dal momento che ogni sostanza o farmaco sperimentato sull’animale dovrà sempre e comunque essere testato sull’uomo per poter essere commercializzato.
Inoltre, come si basi su un presupposto del tutto sbagliato, cioè quello di applicare all’uomo i risultati ottenuti sull’animale, che però assurdamente variano da specie a specie.
Per questi motivi sono sempre di più i medici e i ricercatori che cercano vie alternative alla vivisezione,caldeggiando l’utilizzo dei metodi sostitutivi, diversi dei quali già disponibili da circa un ventennio.
La bibliografia scientifica è ormai piena di pubblicazioni che criticano e invalidano la vivisezione, ritenendola “cattiva Scienza” ma nessun testo scientifico riporta testimonianze sui benefici della stessa.
Grazie a questa Legge, che punisce fra l’altro pesantemente chi fa sperimentazione sugli animali, la Repubblica di San Marino rappresenterà un polo d’attrazione per quelle industrie che utilizzeranno i metodi sostitutivi, più validi, attendibili ed anche più economici.
L’APAS ringrazia sentitamente i Consiglieri che con il loro intervento hanno contribuito all’accoglimento della Legge e naturalmente tutti coloro che l’hanno votata.
La scelta di San Marino di non accettare la vivisezione sarà di grande esempio per tutto il mondo, esempio, che si auspica venga seguito ben presto da altri paesi, affinché si possano salvare da atroci sofferenze milioni di animali e perché ci si avvii verso una ricerca al passo con i tempi e più attenta alla salute dell’uomo.
L’Associazione Sammarinese Protezione Animali, esprime grande soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio Grande e Generale della Proposta di Legge di iniziativa popolare, “Disposizioni sul divieto di sperimentazione animale nella Repubblica di San Marino”. Con l’approvazione di questa Legge,
il nostro Paese si qualifica come “Nazione cruelty-free” ossia come il primo Paese al mondo che non accetta l’impiego degli animali nella ricerca, perché il nostro Parlamento ha saputo comprendere e accogliere le ragioni dei numerosi cittadini firmatari, i quali hanno portato all’attenzione delle istituzioni tutto quanto vi sia di sbagliato e di vergognoso nella vivisezione.
Quanto cioè sia eticamente inaccettabile a causa delle atroci sofferenze cui sono sottoposti gli animali da laboratorio, considerati come “oggetti viventi”, quanto sia inutile e dannosa per l’uomo, poiché come erroneamente si crede, non è l’antitesi alla sperimentazione sull’uomo, ma l’anticamera, dal momento che ogni sostanza o farmaco sperimentato sull’animale dovrà sempre e comunque essere testato sull’uomo per poter essere commercializzato.
Inoltre, come si basi su un presupposto del tutto sbagliato, cioè quello di applicare all’uomo i risultati ottenuti sull’animale, che però assurdamente variano da specie a specie.
Per questi motivi sono sempre di più i medici e i ricercatori che cercano vie alternative alla vivisezione,caldeggiando l’utilizzo dei metodi sostitutivi, diversi dei quali già disponibili da circa un ventennio.
La bibliografia scientifica è ormai piena di pubblicazioni che criticano e invalidano la vivisezione, ritenendola “cattiva Scienza” ma nessun testo scientifico riporta testimonianze sui benefici della stessa.
Grazie a questa Legge, che punisce fra l’altro pesantemente chi fa sperimentazione sugli animali, la Repubblica di San Marino rappresenterà un polo d’attrazione per quelle industrie che utilizzeranno i metodi sostitutivi, più validi, attendibili ed anche più economici.
L’APAS ringrazia sentitamente i Consiglieri che con il loro intervento hanno contribuito all’accoglimento della Legge e naturalmente tutti coloro che l’hanno votata.
La scelta di San Marino di non accettare la vivisezione sarà di grande esempio per tutto il mondo, esempio, che si auspica venga seguito ben presto da altri paesi, affinché si possano salvare da atroci sofferenze milioni di animali e perché ci si avvii verso una ricerca al passo con i tempi e più attenta alla salute dell’uomo.
LA TV E' STATA SPENTA
02/10/2007 13:38
fonte.www.animalieanimali.it
Il caso di Briciola, come molti altri, l'avrei volentieri portato in televisione, ma l'edizione televisiva di "animalieanimali e...", in onda in diretta il venerdì mattina su rai 3, è stata cancellata.
Non avremo quindi più spazi tv per denuncie o appelli. Dovremmo accontentarci del web e del prezioso passaparola...
La prossima estate avremo un nuovo spazio quotidiano di 10 minuti, ma sarà registrato e quindi di conseguenza, sarà un'altra storia.
La cosa mi dispiace, ma non mi preoccupa più di tanto.
Certe convinzioni hanno ali forti e grandi e non vivono solo perchè lo schermo televisivo dà loro voce.
Per ora è così, domani magari le cose cambieranno di nuovo e la televisione amplificherà ancora le nostre voci.
Grazie a tutti voi di essere sempre qui con me.
Un sorriso.
licia colò
Il caso di Briciola, come molti altri, l'avrei volentieri portato in televisione, ma l'edizione televisiva di "animalieanimali e...", in onda in diretta il venerdì mattina su rai 3, è stata cancellata.
Non avremo quindi più spazi tv per denuncie o appelli. Dovremmo accontentarci del web e del prezioso passaparola...
La prossima estate avremo un nuovo spazio quotidiano di 10 minuti, ma sarà registrato e quindi di conseguenza, sarà un'altra storia.
La cosa mi dispiace, ma non mi preoccupa più di tanto.
Certe convinzioni hanno ali forti e grandi e non vivono solo perchè lo schermo televisivo dà loro voce.
Per ora è così, domani magari le cose cambieranno di nuovo e la televisione amplificherà ancora le nostre voci.
Grazie a tutti voi di essere sempre qui con me.
Un sorriso.
licia colò
MANIFESTAZIONE NAZIONALE “JURKA LIBERA"
01/10/2007 14:03
Sabato 13 Ottobre 2007 - ore 11.00
Trento - Piazza Dante
Per tutti gli amici di Jurka e degli animali, punto d’incontro ore 10:30 davanti il Palazzo della Regione, piazza Dante (di fronte alla stazione ferroviaria).
L’orsa Jurka non è soltanto un animale che soffre, ma è anche un simbolo di come l'uomo tratta gli animali: li usa, li sfrutta, e quando non servono più li getta via. Sul retro del volantino che sarà distribuito c'è infatti l'immagine di altri animali: le mucche, i maiali, le galline nelle gabbie degli allevamenti intensivi, le scimmie nelle gabbie dei laboratori di ricerca, gli elefanti negli zoo..., con la scritta "NOI TUTTI SIAMO JURKA".
Tutti a Trento insieme all’OIPA per manifestare per la liberazione di Jurka e di tutti gli animali costretti a guardare il mondo dalle sbarre di una gabbia!
Firma l’appello alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/appelli/orsa.html
Info sulla manifestazione alla pagina http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/ottobre_jurka.html
Trento - Piazza Dante
Per tutti gli amici di Jurka e degli animali, punto d’incontro ore 10:30 davanti il Palazzo della Regione, piazza Dante (di fronte alla stazione ferroviaria).
L’orsa Jurka non è soltanto un animale che soffre, ma è anche un simbolo di come l'uomo tratta gli animali: li usa, li sfrutta, e quando non servono più li getta via. Sul retro del volantino che sarà distribuito c'è infatti l'immagine di altri animali: le mucche, i maiali, le galline nelle gabbie degli allevamenti intensivi, le scimmie nelle gabbie dei laboratori di ricerca, gli elefanti negli zoo..., con la scritta "NOI TUTTI SIAMO JURKA".
Tutti a Trento insieme all’OIPA per manifestare per la liberazione di Jurka e di tutti gli animali costretti a guardare il mondo dalle sbarre di una gabbia!
Firma l’appello alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/appelli/orsa.html
Info sulla manifestazione alla pagina http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/ottobre_jurka.html
VITTORIA! AVVIATO IL PROGRAMMA DI STERILIZZAZIONE PER I RANDAGI A MOSCA
01/10/2007 14:02
L’OIPA insieme alle Leghe Membro, ha sempre
sostenuto le richieste di aiuto lanciate da
associazioni protezioniste russe e recepito gli
appelli in cui si chiedeva l’introduzione di
metodi non cruenti per risolvere il problema del
randagismo. Fino a poco tempo fa a Mosca, in
Russia, migliaia di cani erano catturati e
soppressi al fine di controllare la popolazione dei
randagi.
Dopo una lunga campagna internazionale sono giunti i primi risultati: le autorità di Mosca si stanno attivamente interessando al problema e hanno offerto la loro collaborazione alle associazioni moscovite al fine di affrontare e gestire in modo “umano” il problema del randagismo.
L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno firmato e diffuso l’appello. Una firma anche in questo caso ha segnato il confine tra la vita e la morte: dove fino a poco tempo fa regnava la morte ora vi è una possibilità in più di vita per migliaia di animali.
Leggi la notizia e guarda le foto alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/notizie/russia.html
Dopo una lunga campagna internazionale sono giunti i primi risultati: le autorità di Mosca si stanno attivamente interessando al problema e hanno offerto la loro collaborazione alle associazioni moscovite al fine di affrontare e gestire in modo “umano” il problema del randagismo.
L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno firmato e diffuso l’appello. Una firma anche in questo caso ha segnato il confine tra la vita e la morte: dove fino a poco tempo fa regnava la morte ora vi è una possibilità in più di vita per migliaia di animali.
Leggi la notizia e guarda le foto alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/notizie/russia.html
OIPA E LAV INSIEME CONTRO LA CACCIA IN SICILIA
01/10/2007 14:02
Sono numerose le chiamate giunte da tutte le
province siciliane, effettuate perlopiù da persone
che vivono nei pressi delle campagne che da una
settimana hanno visto l’invasione da parte
dei 50.000 cacciatori siciliani. Cacciatori che,
stando alle telefonate, in buona parte si lasciano
andare a violazioni anche piuttosto gravi, della
normativa vigente, sicuri di farla franca a causa
di una vigilanza di fatto virtuale.
E’ una situazione di estrema gravità, se si pensa che i cacciatori non sono cittadini “normali”, bensì persone armate, in alcuni casi protagoniste di incidenti anche mortali.
L'OIPA, da sempre vicina alla tutela dei cittadini, ha deciso di istituire un numero attivo 24 ore su 24 al quale tutti i cittadini siciliani possono rivolgersi.
Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/notizie/sicilia.html
E’ una situazione di estrema gravità, se si pensa che i cacciatori non sono cittadini “normali”, bensì persone armate, in alcuni casi protagoniste di incidenti anche mortali.
L'OIPA, da sempre vicina alla tutela dei cittadini, ha deciso di istituire un numero attivo 24 ore su 24 al quale tutti i cittadini siciliani possono rivolgersi.
Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/notizie/sicilia.html