ott 2006

CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. III, 12 ottobre 2006 (12/05/2006), Sentenza n. 34095

Maltrattamenti di animali

Ancorché non sia stato ancora emanato il decreto ministeriale che, a norma dell’art. 19 quater della l. 20 luglio 2004, n. 189, doveva individuare gli enti e le associazioni di protezione degli animali, ai quali è affidata la tutela degli interessi lesi dai delitti contro il sentimento degli animali, la Corte di Cassazione ha stabilito che un’associazione per la protezione degli animali può essere qualificata come “persona offesa” dal reato in base ai principi generali e al disposto dell’art. 90 c.p.p.. Nella specie, l’Anpa aveva denunciato un episodio di maltrattamenti di animali il cui procedimento si era poi concluso con l’archiviazione. Il difensore dell’associazione ha presentato ricorso per cassazione avverso il provvedimento di archiviazione, deducendo la violazione dell’art. 408, comma 2 c.p.p.).

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE- AIDAA

CANE E GATTO IN CITTA?”

CORSO DI EDUCAZIONE ALLA VITA IN CITTA’ CON I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

25 OTTOBRE 2006 ORE 20.30
SALA CARENZI
BIBLIOTECA CIVICA – PREGNANA MILANESE

“COME TI COMPRENDO?”
IL CANE IN CITTA’

Introduce Lorenzo Croce – presidente nazionale aidaa

Relatrice dottoressa ELEONORA MENTASCHI
Esperta in scienze comportamentali animali d’affezione

IL CORSO E’ COMPLETAMENTE GRATUITO

E’ POSSIBILE PARTECIPARE INVIANDO LA PROPRIA ISCRIZIONE VIA MAIL AGLI INDIRIZZI DI POSTA ELETTRONICA
direttivo.aidaa@libero.it
presidenza.aidaa@libero.it

oppure inviando un sms al numero 3487611439

INDICANDO IL PROPRIO NOMINATIVO ED IL NUMERO DEI PARTECIPANTI

TV: LAV, BENE CHIUSURE ANTICIPATE 'CIRCUS' E 'WILD WEST'

La Lav, Lega antivivisezione, esulta per la chiusura anticipata a ieri sera della trasmissione 'Reality Circus' di Canale 5 che segue quella recente di 'Wild West' su Raidue.
'Essere contro gli animali non paga nemmeno in termini di ascolto - afferma in una nota Gianluca Felicetti, presidente della Lav'. 'E' stata punita dagli spettatori anche la scelta di esibire tigri ed elefanti imprigionati o proporre pratiche vietate nel nostro Paese come il taglio delle orecchie dei vitelli. Gli autori e la conduttrice Barbara D'Urso, che appena un mese fa aveva definito irrinunciabile l'uso di animali nei circhi perche' i bambini se li aspettano e questa e' la tradizione, non perdano ora l'occasione di riflettere sull'infelice scelta televisiva di usare degli animali come attrazione'.
Aldila' di questi due episodi, la Lav rilancia ai ministri delle Comunicazioni Gentiloni, dei Beni culturali Rutelli e dell'Ambiente Pecoraro Scanio la proposta di 'varare un rigido codice sull'uso degli animali in tv e cinema che escluda, fra l'altro, il ricorso agli animali selvatici e detti regole sulla presenza di quelli domestici'.
(ANSA)

DAL TOPO AL MOUSE, PER SAPERE TUTTO SUI METODI ALTERNATIVI A VIVISEZIONE

Sabato 27 ottobre 2006, ore 9:30-18 Palermo

Via Lincoln 2 - Sala Domenico Lanza
Dal topo al mouse
Congresso sui metodi alternativi alla vivisezione organizzato dalla LAV, con il
patrocinio dell'Università degli Studi di Palermo

Programma
Sessione mattutina
Chair: Ing. Caterina Lo Presti
9.30: Apertura
9.45: Saluto dei Presidi delle Facoltà di Farmacia, Ingegneria, Medicina e Scienze
dell'Università di Palermo
10.00: "Sperimentazione animale: il punto di vista della LAV"
Dott.ssa R. Bartocci - Responsabile LAV Settore Vivisezione
10.45: "La sperimentazione animale: un errore metodologico metodologico"
Prof. G. Tamino - Università di Padova
11.15: Coffee break
11.45: "Un più ampio contesto per il modello delle 3 R R"
Dott.ssa F. Zucco - CNR Roma, ECVAM
12.30: "Bioreattori cellulari per la valutazione in vitro di tossicità sistemica
sistemica"
Prof. G. Catapano - Università della Calabria
13.00 - 15.00: Pausa pranzo
Sessione pomeridiana
Chair: Dott.ssa Roberta Bartocci, Ing. Caterina Lo Presti
15.00: "Sistemi artificiali adattivi nell' nell'imaging imaging e nella clinica
clinica"
Prof. M. Buscema - Direttore Centro Ricerche SEMEION, Roma
15.45: "Modelli fisici dell'int dell'intestino umano estino umano"
Prof. C. Nicolella - Università di Pisa
16.15: "Modellazione matematica e sperimentazione sperimentazione"
Prof. L. Rizzuti - Università di Palermo
16.45: "HELAN: L'esperienza di un'adesione al programma LAV Stop ai test sugli
animali animali" -
Dott.ssa M. Moncalvo - HELAN Cosmesi di laboratorio, Genova
17.15: Conclusioni
17.30: Chiusura
Info: lav.palermo@infolav.org

QuintoMondo

Sabato 21 e domenica 22 ottobre 2006 avrà luogo la IV edizione di “Derby da Cani”, un torneo di calcetto fra associazioni animaliste “…per dare un calcio all’abbandono e all’indifferenza”. L’iniziativa, organizzata dall’associazione “QuintoMondo” Animalisti Volontari Onlus, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Roma, del Municipio Roma IV, dell'Assessorato alle Politiche dell’Agricoltura e dell’Ambiente e della Protezione Civile della Provincia di Roma e del Consiglio Provinciale di Roma, si svolgerà anche quest’anno al Parco della Bolognola di Castel Giubileo (Roma) dalle 11,00 fino a tarda sera del sabato e dalle 10,00 alle 20,00 di domenica.
L’iniziativa si pone come obiettivo principe la sensibilizzazione intorno alle diverse problematiche legate al randagismo, oltre ovviamente al reperimento fondi e beni di prima necessità per la sopravvivenza dei 350 cani e 25 gatti che vivono nel rifugio “La Nuova Cuccia” di Montelibretti gestito da più di 4 anni dai volontari di QuintoMondo.
Oltre al consueto torneo di calcetto che sarà disputato nelle due giornate, saranno allestiti numerosi stand delle associazioni partecipanti (tutte rigorosamente non a scopo di lucro) che operano per la tutela dell’ambiente e dei più deboli, un ricco mercatino, uno spazio attrezzato per i bambini che potranno partecipare al torneo di calcetto Junior e alle numerose attività a loro dedicate. Quest’anno, gli animatori dell’associazione Cometa allestiranno un vero e proprio “baby garden” con giochi, animazione e intrattenimento per bambini dai 3 ai 10 anni.
Naturalmente, durante la festa, sarà possibile adottare, anche a distanza, uno dei numerosi ospiti del rifugio di Montelibretti.
Immancabile lo stand gastronomico, ricco di deliziose pietanze rigorosamente vegetariane e aperto sia sabato che domenica per pranzi e cene, ma anche per ricche merende e sfiziosi aperitivi.
Con questa iniziativa l'Associazione Quintomondo intende coinvolgere non solo gli amanti degli animali, ma un pubblico più vasto semplicemente disponibile a trascorrere una domenica all'aria aperta.
Il torneo di calcetto vedrà impegnate 8 squadre che rappresentano altrettante associazioni animaliste che si sfideranno amichevolmente “…per dare un calcio all’abbandono e all’indifferenza”.

PROGRAMMA

Sabato 21
Ore 11,00 apertura stand e spazio bimbi
Inizio torneo di calcetto Junior e Senior
Ore 13,00 Pranzo di solidarietà
Ore 15,00 Proseguimento torneo. Animazione e giochi
Ore 19,00 Aperitivo e ricco buffet

Domenica 22
Ore 10,00 apertura stand e attività per bambini
Proseguimento torneo Jr e Sr
Ore 13,00 Pranzo di beneficenza
Ore 14,00 Proseguimento torneo Jr e Sr
Animazione, giochi, dimostrazioni cinofile
Ore 18,00 Sfilata e presentazione degli ospiti del canile
Ore 19,00 Premiazione dei vincitori

QuintoMondo Animalisti Volontari – e-mail: info@nuovacuccia.org - www.nuovacuccia.org
Tel. 338.3223300 - 338.7047024 - 338.5667832 – 348.5506047 - 340.6178400
Fax: 06.8814425

Il progetto "Argorete" andrà avanti, qualunque sia l'esito di questa vicenda

I sindaci dell'unione dei comuni «Terra di Leuca» ne sono più che sicuri, intervenendo in merito al sequestro dell'ambulatorio di Ruggiano (Salve), in cui era attivo ilservizio di sterilizzazione dei randagi a cura di alcune associazioni di volontariato. Tra i primi ad intervenire Donato Martella e Giovanni Siciliano, rispettivamente sindaci di Tiggiano e Salve. Nel primo comune è aperto lo "sportello per i diritti degli animali", presso cui è attivo un numero telefonico per segnalare i ritrovamenti dei randagi, avvisare su eventuali casi di ferimenti, oppure prenotare la sterilizzazione.

Nella frazione di Salve, invece, era aperto il laboratorio, ospitato in una struttura comunale. «Il blocco delle attività di sterilizzazione - commenta Martella - comporterà il mantenimento dei randagi per le strade, poiché i canili sono ormai stracolmi. Voglio ricordare che per la costruzione di un canile intercomunale il Ministero della Sanità ha messo a disposizione 40mila euro, che rappresentano solo il 10 per cento della somma necessaria. Fermare la nostra campagna - puntualizza cittadino di Tiggiano - lede i diritti degli animali». Da qui le risposte al presidente provinciale dell'Ordine dei veterinari, Sergio Apollonio, che lamentava il mancato coinvolgimento delle professionalità del territorio. «Chiedo al presidente di presentare una sua proposta fattiva per risolvere l'emergenza - avanza Martella - finora non mi sembra che siano pervenuti segnali da parte dell'Ordine per affrontare il problema. Voglio rassicurare che l'attività dello sportello tiggianese resterà invariata - conclude - verranno recepite tutte le richieste e una volta sbloccata la situazione, la sterilizzazione verrà ripresa».

Sulla stessa linea il suo collega di Salve. «Il sequestro del laboratorio veterinario non dovrebbe durare ancora molto - dice Siciliano - i locali sono stati consegnati alla Asl con un comodato d'uso gratuito, nell'ambito di "Argorete" e penso che presto la situazione sarà chiarita. Continueremo nella sterilizzazione non appena la situazione si sbloccherà, perché ilservizio è molto importante e posso garantire che l'affido dello stabile resterà immutato». Intanto la Asl Le /2 cerca di mediare. «Nei prossimi giorni convocherò tutti i soggetti interessati - fa sapere il direttore generale Rodolfo Rollo - e ascol terò tutte le proposte che verranno presentate, sia quelle dei Comuni che quelle dell'Ordine dei veterinari e delle asso ciazioni. Solo programmando un intervento tutti insieme - conclude - potremo combattere il fenomeno randagismo».
Tuttaa la vicenda su www.antaonlus.org
Segreteria Nazionale
Loc. Stazione s.n. 09013 Carbonia
cell. 328.4798131 – 329.2913524
fax 0781.8631187 - 02.700518882
antaonlus@antaonlus.org
www.antaonlus.org

Le sterilizzazioni in Italia non sono un affare per pochi

L'Anta, l'associazione nazionale per la tutela degli animali, interviene a muso duro dopo le dichiarazione del presidente provinciale dell'Ordine dei veterinari, Sergio Apollonio, che aveva criticato la venuta nel nostro Paese di professionisti esteri, accusando di aver trascurato quelli del posto.

La polemica è nata intorno alla chiusura del centro di sterilizzazione, microcippatura e anagrafe canina sorto a Ruggiano (Salve) grazie al progetto «Argorete», avviato con un protocollo d'intesa tra l'Unione dei comuni «Terra di Leuca», la Asl Le/2, la stessa Anta e le associazioni "Veterinari in azione" e "Zampa libera".

Al secondo giorno di operatività si registrò una "visita" dei carabinieri della Compagnia di Casarano e della stazione di Salve, che avviarono i controlli sui permessi di soggiorno di un veterinario bulgaro e della sua assistente rumena, che ora rischia l'espulsione dall'Italia. «Purtroppo - com­mentano dalla segreteria nazionale dell'Anta, che ha sede in provincia di Cagliari -in questi giorni abbiamo assistito all'accanimento da parte di alcuni soggetti per cercare di fermare tale iniziativa. Riteniamo importante chiarire alcune cose anche alla luce di una serie di interventi di autorevoli esponenti dell'ordine dei veterinari, che riteniamo alquanto fuori luogo. Le associazioni non fanno demagogia - replicano i responsabili del sodalizio - ma sono la prima forza di intervento reale e consistente in Italia, invidiata in tutto il mondo, sempre impegnata gratuitamente in ogni situazione a carattere sociale».

Il progetto Argorete aveva come primo obiettivo quello di sterilizzare a costo zero circa 300 randagi, ma ora tutto è bloccato. «Le istituzioni, ed i comuni in particolare - puntualizzano i membri dell'Anta - spendono in Italia oltre un miliardo e mezzo di euro, spesa sostenuta esclusivamente per la sopravvivenza dei cani randagi, circolanti o chiusi in canili. I randagi in Italia -aggiungono - hanno superato il milione e mezzo, ma possiamo certificare che non sono nati tutti in una volta, ogni anno si riproducono per diventare randagi ben oltre 600mila cani, la maggior parte dei quali muore per varie ragioni meno che

per vecchiaia. Come mai la situazione è arrivata a questo livello - si chiedono gli animalisti -siamo sicuri che l'Ordine dei veterinari e le Asl non hanno alcuna responsabilità?». Dopo aver ricordato che in passato si sono verificati contenziosi tra Ordine dei veterinari e associazioni, conclusisi a favore di queste ultime, l'Anta fa sapere che altri professionisti sono pronti a raggiungere il Salento da tutta Italia per dare una mano. «Confermiamo che presto saranno disponibili veterinari italiani di fama internazionale - concludono - i quali si metteranno a disposizione del progetto volontariamente e a titolo gratuito».
(m.c.)
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
SUD SALENTO

Frank e Louie: il gatto che guarda il mondo da due parti

La storia di Frank e Louie è molto particolare, tanto da essere rimasta nella tastiera per un po’ di tempo, in attesa del momento giusto. In bilico tra il desiderio di divulgarla e la voglia di non ‘sbattere il mostro in prima pagina’. Il primo pensiero infatti corre allo stranissimo, riportato anche nell’articolo da cui Gattivity attinge la notizia, effetto che la vista di Frank e Louie fa alle persone che lo vedono per la prima volta. Un turbamento estetico immediato, una rivoluzione del nostro canone acquisito dell'armonia felina. Sì, gatti malconci, con qualche mancanza fisica – retaggio di lotte, maltrattamenti o malattie – ne abbiamo visti tutti. Ma questo "Elephant man" a quattro zampe colpisce in modo diverso. C’è da dire che vive tranquillo da sei anni a Worcester, una cittadina del Massachussets, amato e curato dalla signora che l'ha adottato – e salvato- dal primo giorno, quando è nato nell'ambulatorio veterinario in cui è impiegata. Il micio ha due nomi, perché ha due facce. Visto da entrambi i profili è un bel gattone classico, visto di fronte ha due nasi due bocche e quattro occhi – di cui due che vedono. Delle due bocche una prosegue con le esofago ed è la via per il nutrimento di F&L. Il giovanotto conduce una vita normale, in compagnia degli altri pet di famiglia, tra i quali un grosso cane che lo adora.
Non è una vista facile, al primo momento, ma una volta abituato lo sguardo a questo sdoppiamento che la mente accetta con un secondo di ritardo, è impossibile non innamorarsi sia di Frank che di Louie.
sconosciuto

VIVISEZIONE, NUOVA ANALISI LAV: AUMENTANO STABILIMENTI E DEROGHE

Vivisezione meno segreta: la LAV ha elaborato i dati raccolti dal Ministero della Salute relativi ai nuovi stabilimenti utilizzatori autorizzati a effettuare test su animali negli anni dal 2002-2005, all’utilizzo di cani, gatti e primati non umani, all’utilizzo di qualsiasi specie animale a fini didattici e al non ricorso all’anestesia negli anni 2003-2005.

Nel quadriennio 2002-2005, sono state rilasciate 198 autorizzazioni, la cui maggior parte sono integrazioni a precedenti autorizzazioni. I “nuovi” stabilimenti effettivi risultano essere 30, sorti nel quadriennio 2002-2005, una media di circa 8 l’anno. Salgono così a 581 in totale, in Italia, gli stabilimenti utilizzatori di animali a fini sperimentali considerando che quelli precedentemente autorizzati erano 551, per un totale circa 912.000 animali uccisi in un anno. Se si considerano invece le strutture fisiche includendo i laboratori presenti all’interno di medesime strutture, (come ad esempio i numerosi laboratori che fanno parte di uno stesso ateneo) il totale degli stabilimenti risulta essere 269 a cui vanno aggiunti i nuovi 30 autorizzati, per un totale di 299.
I “nuovi” stabilimenti autorizzati dal Ministero della Salute ad effettuare test su animali (stabilimenti ex novo e nuovi laboratori o dipartimenti di strutture già esistenti o integrazioni di autorizzazioni già ottenute) sono così distribuiti a livello regionale: 9 in Lombardia; 1 in Piemonte, Umbria, Abruzzo e Sardegna; 2 in Friuli Venezia Giulia, Campania e Puglia; 3 in Toscana; 4 in Lazio ed Emilia Romagna, in ordine decrescente.
Complessivamente, i 581 stabilimenti utilizzatori di animali a fini sperimentali sono così distribuiti: 130 si trovano in Lombardia, segue l’Emilia Romagna con 98, il Lazio con 61, la Toscana con 53, il Veneto con 39, il Piemonte, la Campania e la Sicilia rispettivamente con 27, le Marche con 23, la Sardegna con 20, l’Abruzzo e la Liguria con 17, il Friuli con 15, la Puglia con 14, l’Umbria con 5, la Calabria con 4, Basilicata 2, Molise e Trentino 1. La regione Lombardia detiene il primato in quanto a presenza di stabilimenti utilizzatori di animali a fini sperimentali, ma anche di allevamenti fornitori: il 50% è sul proprio territorio.
Peggiora il quadro della sperimentazione in deroga: sperimentazione su cani, gatti e primati non umani, utilizzo di qualsiasi specie animale a fini didattici; non ricorso ad anestesia: le autorizzazioni sono aumentate da 113 nel 2004 a 144 nel 2005, in testa Lazio (ben 125), Veneto (54) e Toscana (49).

“Per legge la sperimentazione in deroga dovrebbe costituire l’eccezione e non la regola, mentre invece rappresenta circa il 20% del totale della sperimentazione – dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV settore vivisezione - Inoltre, negli ultimi anni, la ricerca per lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale sta facendo molti passi in avanti e gli sforzi a livello internazionale stanno dando buoni frutti. In Italia, invece, il principio per il quale il metodo alternativo debba essere preferito all’impiego di animali viene del tutto ignorato sia dall’utilizzatore di animali che dalle Autorità preposte al controllo. Una situazione che va peraltro a tutto danno della ricerca biomedica italiana.”

La sperimentazione in deroga a fini didattici (addestramento chirurgico e altri usi) continua ad essere praticata - 10 nel 2003, 15 nel 2004 e 12 nel 2005 - sebbene la normativa sia particolarmente restrittiva e preveda quindi il riscorso ad essa solo in caso di inderogabile necessità e quando non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi. Inoltre, l’uso di animali a fini didattici non è richiesto obbligatoriamente dalla legge, così come non lo è tutta la ricerca di base. Questo significa che in questi ambiti il ricorso a metodi alternativi dipende esclusivamente dalla volontà degli utilizzatori di animali ed è quindi del tutto discrezionale.

“Il ricorso ad animali in ambito didattico potrebbe essere completamente evitato, eppure il Ministero della Salute e il suo braccio tecnico scientifico, l’Istituto Superiore di Sanità, ignorano del tutto la disponibilità di metodi alternativi di comprovata efficacia per ogni applicazione: dai CD rom, plastici e video per le esercitazioni pre laurea di anatomia, fisiologia e farmacologia, ai manichini e simulatori virtuali utilizzabili dagli aspiranti chirurghi. L’uso di questi metodi permetterebbe una concreta e immediata possibilità di risparmiare animali ad una inutile e anacronistica fine - continua Roberta Bartocci - L’uso principale di animali vivi in ambito didattico (se utilizzati già morti non è previsto che gli utilizzatori debbano comunicarne l’uso alle autorità, quindi è plausibile un impiego di animali in esercitazioni di anatomia, fisiologia, etc. senza però che questi risultino tra i dati ufficiali) risulta essere l’addestramento chirurgico, condotto su maiali e ratti. Eppure anche in questo ambito i metodi alternativi - manichini e simulatori - sono disponibili e di comprovata efficacia.”

Dall’analisi delle nuove autorizzazioni concesse emergono alcune informazioni verso le quali la LAV esprime la sua critica etica e scientifica fondata sul dato oggettivo e scientifico, che nessuna specie animale può essere un modello sperimentale per un’altra, mana compresa (pertanto la sperimentazione animale si basa su un errore metodologico), tanto che il 92% dei farmaci risultati innocui sugli animali vengono poi scartati durante le prove cliniche sugli esseri umani (fonte: The Scientist , 2005; Technology review, 2004).
- La ricerca su animali in ambito neuroscientifico risulta molto diffusa ma in psichiatria l’errore metodologico risulta doppio perché con gli animali non condividiamo il linguaggio, indispensabile per comprendere le dinamiche psichiche e avanzare una diagnosi.
- sono stati effettuati test di tossicità sul Nimesulide (antinfiammatorio): in letteratura vi sono numerosi studi su questo farmaco, cosa fa il Ministero della Salute per evitare la dolorosa, inutile e costosa ripetizione di esperimenti?
- L’impiego di ratti e topi da parte della Glaxo, nel 2005, per la valutazione del desiderio sessuale, oltre ad essere un esperimento discutibile sul piano scientifico ed etico, è ai limiti del grottesco.
- L’impiego di animali per la ricerca su sostanze d’abuso (alcool, mariujiana, fumo) potrebbe invece basarsi sullo studio di quella parte della popolazione umana che fa abitualmente uso di tali sostanze, con risultati più immediati e attendibili.
- Risultano stabilimenti autorizzati anche un centro del Corpo Forestale dello Stato (Pisa), autorizzato all’impiego di lepri, e il Parco Miramare di Trieste, che non specifica le specie impiegate. La LAV ha già inviato richiesta di accesso agli atti alle prefetture ed ai responsabili di competenza per fare chiarezza.
- Ricerca su xenotrapianti all’Università di Padova: le implicazioni etiche da una parte e i problemi di rigetto, anche per organi di una stessa specie, sono tali che questa ricerca oltre ad essere fantascienza, tortura di animali e spreco di denaro, illude i malati in attesa di trapianto.
- Alcuni laboratori universitari specificano specie o denominazione dei laboratori per la prima volta nonostante la prima autorizzazione risalga a molti anni prima. Un esempio è l’Università di Lecce che nel 1994, quando venne autorizzata come stabilimento utilizzatore, non aveva segnalato né laboratori né specie. Negli ultimi 12 anni come sono stati effettuati i controlli? Se non si conoscono a priori le specie impiegate come possono i veterinari preposti eseguire controlli rigorosi sul benessere degli animali impiegati?

In più di un caso si specifica che gli animali impiegati nella didattica saranno sostituiti con materiale audiovisivo, ovvero si infrange la normativa in maniera palese... perché non utilizzarlo subito? Ad esempio:
- in due casi (Università di Firenze e Ospedale Careggi, Firenze) nel 2004 e 2005 si usano suini per esercitazioni di emergenza medica. Eppure da tempo è disponibile il manichino SAM, che simula diverse condizioni di emergenza medica e già adottato in un progetto formativo per l’addestramento di 600 medici nella Regione Veneto. Perchè a Firenze non si usa il manichino SAM invece degli animali?
- Altra violazione della normativa per non utilizzo di metodi alternativi è quello della produzione di anticorpi monoclonali con metodo ascitico, un metodo che provoca dolori e sofferenza agli animali e che già da diversi anni è sostituibile con la produzione in vitro, così come raccomandato da ECVAM. Eppure la ditta PRIMM di Milano nel 2003 ha chiesto l’autorizzazione per questo tipo di procedura.
-Analogamente al caso degli anticorpi, si usano animali anche per rintracciare la presenza di biotossine algali in molluschi bivalvi e acque bagnabili: in Germania dal 1980 si ricorre per questi test all’analisi chimica, un metodo scientifico e rigoroso rispetto all’impiego di animali.

L’indagine conferma che i punti interrogativi su questa materia, dati alla mano, sono fin troppo numerosi e la discrezionalità sembra essere il denominatore comune: com’è possibile eseguire adeguati controlli se la gestione della sperimentazione animale è così confusa e lontana dall’innovazione scientifica che va inevitabilmente nella direzione dello sviluppo e dell’uso dei metodi alternativi? - conclude Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Chiediamo alle Commissioni Sanità di Camera e Senato di aprire un’indagine per fare luce sui tanti punti critici sollevati, nell’interesse del diritto alla salute dei cittadini. Chiediamo di mettere in pratica e subito l’impegno del Programma di Governo per la progressiva abolizione dei test su animali e la promozione dei metodi alternativi, e che vengano subito approvate le proposte di legge già presentate”.


Deroghe ex articolo 8 – uso specie
(Uso consentito citando la fonte: elaborazione LAV 2006 su dati Ministero Salute – www.lav.it)

CHI USA CANI:
RBM (Colleretto Giacosa, Torino)
Recordati (Milano)
Sanofi (MI)
CIT Europe (Bresso, MI) (non risulta alcuna autorizzazione ex art 12 )
Istituto Carlo Besta (Milano) (nuovo impiego)
Glaxo (Verona)
Abiogen (Pisa)
IRBM (Pomezia, RM)
RTC (Pomezia, RM)
Sigma TAU (Pomezia, RM)
Università di Bari
Ditta Wyeth Lederle (Catania)

Nota: a parte il caso Università di Bari, in cui l’impiego di cani è per studi in ambito veterinario, negli altri casi l’impiego è come modelli umani in test di tossicità su farmaci e altre sostanze chimiche.

Non risultano aver rinnovato la richiesta di utilizzo cani (confronto con dati 2000-2002)
Università di Milano, per studi su farmaci
Università di Pavia, per studi su farmaci
Ditta Biosearch (Mlano), per studi su farmaci
Università di Padova, per studi infettivologia
Ditta Novuspharma (Monza), test tossicità
Ditta Pharmacia & Upjohn, test tossicità (già, ora Nerviano Medical Sciences)
Università di Parma, neuroscienze
Istituto Superiore di Sanità, per studi infettivologia

CHI USA GATTI
Università Pisa (uso veterinario). Questo unico impiego è coerente con i dati pubblicati nel gennaio 2005 sul numero e specie di animali impiegati in Italia: 73 nel 2001, 10 nel 2002 e 13 nel 2003, un impiego quindi marginale rispetto ad altre specie.

Non risultano aver rinnovato la richiesta di utilizzo gatti (confronto con dati 2000-2002)
Università di Verona, per studi su ischemie
Ditta Fidia (Abano Terme, Padova)
Università di Tor Vergata (Roma), per studi in ambito neuroscientifico
Ditta Novartis (Varese)
Università di Parma, per studi in ambito neuroscientifico
Università di Ferrara, per studi in ambito neuroscientifico

CHI USA SCIMMIE
RBM (TO), S. Raffaele (MI), Glaxo (VR), Università di Padova (nuovo impiego), Università di Verona, Università di Bologna, Università di Ferrara, Università di Parma, Università di Modena e Reggio Emilia, Ditta Chiron (SI), Università La Sapienza (RM), ISS, ENEA Casaccia (RM) (nuovo impiego), Università Tor Vergata (nuovo impiego), CNR (RM) (nuovo impiego), Ditta IRBM (Pomezia, RM)

Non risultano aver rinnovato la richiesta di utilizzo scimmie (confronto con dati 2000-2002)
Ditta Pharmacia & Upjohn, test tossicità (già, ora Nerviano Medical Sciences)
Università di Trieste, neuroscienze

"ABBIAMO DIFESO UNO STRUZZO ED UN IPPOPOTAMO. SIAMO STATE INSULTATE"

Ieri, domenica 15 ottobre, alle ore 13.30, presso il campo sportivo di un piccolo paese in provincia di Ascoli Piceno, dove da circa una settimana è attendato il circo Bellucci Savios, tre ragazze del posto si sono avvicinate per guardare gli animali.
Tra di essi uno struzzo confinato in uno spazio limitato, diversi cagnolini legati al recinto del campo di calcio con corde di circa un metro e un piccolo ippopotamo.E' stato fatto notare ad una persona che stava lavorando vicino all'ippopotamo che la vasca dove l'animale stava facendo il bagno era troppo piccola per le dimensioni dell'animale. E' stato risposto che non era così,che gli animali nei circhi sono felici e si riproducono e che comunque il Comune ha concesso uno spazio troppo stretto . Preciso che per allungare la vasca in modo da far muovere un pò più liberamente l'ippopotamo non sarebbe stato necessario più di un altro metro in lunghezza e in larghezza e di sicuro lo spazio c'era ma era la vasca a disposizione del circo ad essere piccola per l'animale. Alla manifestazione verbale di perplessità circa il fatto che nei circhi gli animali stiano bene e al menzionare della parola "animalisti" il circense si è infervorato ed ha accusato per circa cinque volte una delle ragazze , alla presenza delle altre, di essere deficiente,poco intelligente e che se fosse stata un uomo avrebbe da lui ricevuto subito un calcio nel di dietro o sotto i denti. La ragazza è stata inoltre invitata a togliersi dai c.... e di andare al quel paese . "puoi andare , vai " . Così è stata apostrofata . La situazione dell'animale è stata segnalata al Corpo Forestale dello Stato . Mi premeva rendere noto questo fatto non solo per sottolineare che chi reagisce violentemente e con minacce a pacifiche osservazioni verbali altrettanto violentemente è probabile che si comporti con gli animali , preservandoli nei limiti ovviamente della loro funzionalità agli spettacoli , oltre al fatto che si lamentano dello spazio concesso dal Comune ospitante dopo essersi attendati per una settimana invece di rifiutarlo per garantire il benessere degli animali , ma perchè non è ammissibile che solo per il fatto di essere donne ci si possa sentire sicure solo perchè si è in gruppo e che si debbano subire insulti pesanti e minacce alla persona nei luoghi in cui abitualmente ci si reca a passeggiare da chi , incurante delle regole di legge oltre che della buona educazione , spavaldamente affermi di non temere nemmeno i controlli degli organi preposti nè querele alla pubblica autorità.
Da ultimo sarebbe anche il caso di consigliare al Comune di rivedere la disponibilità a concedere spazi a chi insulta le proprie cittadine e si lamenta dello spazio assegnato.

I CANI RANDAGI DI ARDEA NON SARANNO TRASFERITI A NOLA

I 106 cani randagi ospitati nel canile "Centro Cinofilo Casa dell'Armi" di Ardea non saranno trasferiti in un canile vicino a Napoli, come era stato prospettato alcuni mesi fa. La decisione e' stata presa durante una conferenza di servizi in Comune, alla quale hanno partecipato il sindaco Carlo Eufemi, il responsabile veterinario della Asl RmH Nicola Cerini, il presidente dell'associazione ambientalista Anta Bruno Mei Tomasi e associazioni animaliste.
'La conferenza - ha detto Mei Tomasi - si e' aperta con una accesa discussione tra le autorita' presenti e le associazioni, che erano state informate della riunione tramite lettera di convocazione. Il testo della lettera, pero', tendeva ad escluderle dalla discussione concreta, anche se di fatto le invitava ad essere presenti e cio' ha creato alcuni problemi iniziali'.
'Al termine della discussione - ha aggiunto il presidente - si e'concordato di soprassedere al trasferimento dei cani in altri canili anche in considerazione del fatto che, allo stato attuale, la struttura esistente nel Comune di Ardea garantiva i requisiti idonei per una buona tenuta dei cani. Questo pur in presenza di un abuso edilizio. Abbiamo percio' ottenuto di lasciare i cani sul posto fino a quando non verra' costruita una struttura nuova in un terreno comunale'.
(ANSA)

NUOVI CASI DI CANI AVVELENATI A CAMPOBASSO

Continuano a Campobasso i casi di avvelenamento di cani. Nelle ultime ore altri due animali sono morti dopo aver mangiato - sostengono gli animalisti - polpette di carne avvelenata con topicidi.
Questa volta, come d'altronde anche in precedenti casi, ad avere la peggio e' stato un cane padronale uscito momentaneamente dal recinto dove era custodito ed un randagio che da anni veniva accudito da una animalista.
I nuovi casi di avvelenamento si sono registrati in una zona molto centrale della citta', quella a ridosso del Mercato coperto. 'Siamo ormai in piena emergenza - hanno detto alcuni rappresentanti delle associazioni animaliste - il fenomeno sta assumendo sembianze drammatiche e non conosce piu' confini. E' impensabile - hanno concluso - che gente tanto spietata e senza scrupoli possa continuare a compiere atti del genere nella piu' completa tranquillita''. (ANSA)

DOSSIER ENPA, NEL 2006 GIA' 5630 MALTRATTAMENTI

Dall'inizio dell'anno sono stati accertati 5.630 casi di animali sottoposti a sevizie o maltrattamenti in Italia. E' l'Orca, 'Osservatorio reati contro gli animali' promosso dall'Ente Nazionale Protezione Animali, a fornire le cifre del fenomeno, aggiornate al 10 ottobre scorso. L'Orca e' una struttura che quotidianamente si occupa di monitorare il fenomeno dei maltrattamenti e dei reati contro gli animali attraverso una rete di osservatori (volontari Enpa, Guardie Zoofile Enpa), tramite un lavoro di ricerca centralizzato, di verifica dei casi e di analisi.
L'Osservatorio sui maltrattamenti dell'Ente Nazionale Protezione Animali ha pubblicato e reso disponibile on line (www.enpa.it) un voluminoso rapporto annuale sui reati contro gli animali, il dossier 'Animal killer 2005'. Con la legge 189/2004 che ha riformato il vecchio articolo 727 del Codice penale, i reati relativi ai maltrattamenti agli animali non sono piu' catalogati tra le contravvenzioni, ma tra i delitti. Cambia la gravita' del reato (ora si rischia il carcere), cambiano i tempi di prescrizione.
Il rapporto Animal Killer ha accertato, per il 2004, 1.066 reati compiuti ai danni di animali. Le vittime sono state complessivamente 72.812, tra cui 4.402 cani (6%) e 1.054 gatti (1,5%). Gli animali uccisi sono stati 40.810, la regione con il maggior numero di reati accertati e' stata la Lombardia (137 casi) seguita dall'Emilia Romagna (125) e dalla Toscana (104).
Per quanto riguarda i responsabili dei reati, sono sconosciuti nel 41,1% dei casi accertati, mentre sono i proprietari nel 26% dei casi. I reati contro gli animali avvengono in citta' (40,8% dei casi accertati), nelle aree extraurbane, campagne o boschi (37,8%) e nelle abitazioni o aree condominiali (21,4%). Il rapporto sottolinea poi che sono stati accertati 165 casi di avvelenamento e 160 abbandoni di animali.
Il rapporto 2005 sui reati contro gli animali in Italia 'e', come era prevedibile, una galleria degli orrori. Analizzato nell'insieme, il quadro che emerge e' fatto di innumerevoli dettagli in grado di fotografare la ferocia umana nei confronti degli animali.
Di tutti gli animali. Da questo rapporto -si legge nel dossier- appare evidente, ed e' il primo elemento di rilievo, che a subire la violenza umana non sono solo i cani e i gatti. Anzi. Esiste, secondo elemento di rilievo, una precisa scala gerarchica delle violenze: nella percezione dell'uomo, infatti, la violenza contro gli animali domestici appare grave; meno grave sembra invece quella contro gli altri animali, compresi i selvatici'.
I 1066 reati analizzati dall'Orca 'rappresentano l'insieme dei casi accertati di violazione di leggi a tutela degli animali, domestici e selvatici, di cui si e' avuta notizia'. L'Orca lavora monitorando l'attivita' quotidiana delle 160 Sezioni Enpa e dei Nuclei delle Guardie Zoofile dell'Enpa. A questo lavoro di monitoraggio si affiancano il supporto degli 'osservatori' dell'Orca, che sul campo raccolgono le informazioni relative a ogni singolo caso, e la catalogazione dei casi di cui si sono occupati gli organi di stampa in tutto il Paese. Questi ultimi casi vengono sempre verificati. I casi studiati dall'Orca sono solo quelli di cui si e' avuta notizia certa. 'Esiste un 'sommerso' insondabile che, secondo le stime dell'Orca, dovrebbe quadruplicare i dati contenuti in questo rapporto; questo 'sommerso' -viene spiegato- e' rappresentato dai casi non denunciati alla magistratura e nemmeno segnalati.
Esistono casi occulti, di cui non si avra' mai notizia perche' nel frattempo ogni traccia e' stata cancellata o non e' stata rilevata (e' il caso dei tanti episodi di bracconaggio, di tante violenze subite dagli animali negli allevamenti). Esistono poi casi, che hanno testimoni, che non vengono segnalati in quanto il potenziale testimone non rileva la gravita' del fatto o preferisce, per convenienze proprie, non rilevarla'.
In Italia 'non meno di quattro milioni sono gli animalisti appassionati.
Ventidue milioni, invece, gli italiani che possiedono cani o gatti ai quali vanno aggiunti circa cinque milioni di persone che hanno in casa altri animali da affezione. Almeno quaranta milioni sono gli italiani che amano gli animali. A questa sensibilita' diffusa -rileva l'Orca- non corrisponde, pero', una diffusa percezione dei diritti. Tra i ventidue milioni di italiani che hanno in casa un cane o un gatto, infatti, frequente e' la percezione secondo la quale l'animale e' un oggetto o una 'cosa' con la quale accontentare un piccolo, come se il cane fosse un giocattolo'.
La conseguenza di un approccio di questo tipo 'e' la scarsa percezione dei maltrattamenti come illegalita'. La propensione alla denuncia e' poco diffusa; diffusa e' invece l'indignazione che, tuttavia, non produce 'impegno sociale' ne' fascicoli di Procura.
'Colpa' di una legge ancora 'giovane', scarsamente percepita in tutto il suo peso: a differenza del vecchio articolo 727 del Codice penale, gli articoli 544 bis (uccisione di animali), ter (maltrattamento), quater (spettacoli e manifestazioni vietati) e quinquies (combattimenti tra animali) e la nuova formulazione dell'articolo 727 (abbandono e detenzione incompatibile) del Codice penale prevedono il carcere e i reati contro gli animali diventano reati e non piu' contravvenzioni. Chi viola questi articoli rischia il carcere e non piu' una ammenda pecuniaria'. 'La scarsa propensione alla denuncia viene confermata anche da un altro dato: quello che riguarda gli autori.
Solo il 20,3% dei casi e' stato denunciato dai testimoni. Va considerato che, in questa categoria sono classificate anche le denunce presentate dalle associazioni animaliste diverse dall'Enpa.
Dopo l'entrata in vigore della Legge 189/2004, l'Orca ha registrato 372 casi relativi a uccisioni, maltrattamento, spettacoli e manifestazioni vietati, combattimenti e abbandono di animali'.
'Di questi -si legge nel documento- ben 135 non risultano denunciati all'Autorita' giudiziaria (il 36,8%) mentre sono 237 i procedimenti penali aperti. Nella classifica dei reati, svetta l'uccisione di animali (132 ca'Nel Centro-Sud, al contrario, questi reati sono avvertiti meno pesantemente mentre sono piu' frequenti i reati connessi all'esercizio dell'attivita' venatoria o al bracconaggio, quasi sempre riscontrati dalle forze dell'ordine'. Analizzando i dati relativi alle province, in testa figura Firenze, seguita da Parma.
'Lontanissimi dallo stereotipo secondo il quale sono i cani e i gatti gli animali piu' maltrattati in assoluto, i dati raccolti -si legge- presentano invece una realta' completamente diversa'.
'Se i cani e i gatti vittime sono stati complessivamente 5.466 (4.402 i cani, 1.064 i gatti) -si fa notare- ben 67.346 animali di altre specie sono stati uccisi o maltrattati. Gli uccelli sono la classe che in assoluto subiscono piu' di tutti uccisioni e maltrattamenti in Italia: sono stati ben 43.477 gli esemplari coinvolti. Seguono i mammiferi (7.450 di cui 4.402 cani e 1.064 gatti), i pesci (5.452), i rettili (138), gli anfibi (64) e i cetacei (8). Le galline ovaiole risultano essere, in valore assoluto e non per numero di casi, gli animali piu' maltrattati nel 2004: sono state ben 16.206. Seguono i ricci di mare (5.200 esemplari), i cani (4.402), le tortore (3.779), le quaglie (2.669), i germani reali (1.533), i cardellini (1.288), i fagiani (1.214), le allodole (1.178) e i gatti (1.064)'.
'E' nei reati che vedono vittime i cani e i gatti che emerge drammaticamente la ferocia umana. A parte gli avvelenamenti e gli abbandoni -rileva il rapporto 'Animal Killer 2005'- l'Orca ha classificato centinaia di casi mostruosi. Cani uccisi a bastonate e poi gettati sui binari della ferrovia, gatti sbattuti contro un muro, cani gravemente feriti da fiocine da sub, cagnolini gettati nei fiumi con addosso la zavorra di grossi massi, fino ai cani e ai gatti abbandonati nei cassonetti o soffocati nei sacchetti di plastica o agli animali da affezione uccisi con armi da fuoco nelle citta''. 'A volte gli animali diventano vittime del simbolismo della mafia o della camorra. A Palermo, il 9 settembre 2004, un cane e' stato trovato dinanzi a un portone: l'animale e' stato trovato impiccato e con due cartucce in bocca. Cani e gatti -prosegue il dossier dell'Orca- vittime del simbolismo mafioso ma anche delle messe nere: a Licata, il 13 settembre, la Polizia ha trovato 50 gatti uccisi in una chiesa sconsacrata'.
- LE CONSEGUENZE PER GLI ANIMALI: In quarantotto casi su cento, gli animali sono morti: 512 (pari al 48%) gli episodi che hanno provocato la morte delle vittime. In 100 casi (il 9,4%) gli animali sono stati feriti gravemente: hanno cioe' riportato ferite invalidanti o mutilazioni permanenti. Centotrenta (pari al 12,2%) i casi in cui gli animali sono stati feriti lievemente mentre in 324 circostanze (il 30,4%), non c'e' stata nessuna conseguenza fisica.
Tra gli episodi accertati, si ha notizia certa dell'avvenuta presentazione della denuncia in 762 casi (il 71,5%) mentre in 68 casi non si ha la certezza della denuncia. Ben 236 i casi non denunciati. A presentare formalmente la denuncia sono le Forze dell'Ordine (262 reati denunciati pari al 34,4% dei casi di cui si e' certi dell'avvenuta presentazione della denuncia), i volontari o le Guardie Zoofile dell'Enpa (219 casi, 28,7%), i testimoni o i volontari delle altre associazioni animaliste (155 casi, 20,3%) e, infine, i proprietari degli animali (126 casi pari al 16,5%). NEMICI DEGLI ANIMALI, 'DISARMATI' O 'DEVASTATORI': L'Orca suddivide nel rapporto i nemici degli animali in due differenti filoni: 'animal killer disarmati' e 'devastatori di specie'. 'Al primo -viene rilevato- appartiene il maggior numero di nemici degli animali. L'animal killer disarmato e' un essere umano che conduce normalmente la sua vita; e' una casalinga o un professionista, un impiegato o una infermiera. Il killer disarmato spesso ritiene di amare gli animali, si arrocca sulla presunzione di essere superiore alle altre forme di vita e, senza conoscenza e spesso inconsapevolmente, provoca con i propri comportamenti dolore e sofferenza. E' il caso degli 'addestratori domestici fai da te' o di chi acquista con leggerezza un canarino o una tartaruga a una fiera'.
'Ma in questo filone -si legge nel rapporto- rientra anche chi, per proteggere i propri spazi vitali o la proprieta', procede con leggerezza a 'pulire' l'ambiente e il territorio dalla presenza ingombrante di animali. Abitano questo segmento, con piena cittadinanza, i tanti avvelenatori, gli esseri umani che per impedire l'accesso, nel proprio giardino, dei gatti liberi, spargono veleni o sistemano pezzi di vetro tagliente sui muri di recinzione o addirittura, come e' accaduto di recente a Cuneo, lamette sullo zerbino'. Si possono definire animal killer disarmati 'anche le persone che abbandonano gli animali. E non sempre si procede all'abbandono di un cane o un gatto in vista della partenza per le vacanze: ci si libera di un animale domestico perche' diventa ingombrante, perche' le sue abitudini e le sue esigenze sono (o sono diventate) incompatibili con lo stile di vita di chi, con leggerezza, qualche mese prima ha accolto in casa un cane o un gatto'.
'Ci si libera di un animale domestico anche per la sopravvenuta malattia dell'amico a quattro zampe o per l'impossibilita' di assicurare, all'animale, le necessarie cure. Sono, questi esempi, sintomi evidenti di una crisi del rapporto uomo/animale che nasce, fondamentalmente, da una scarsissima conoscenza delle forme di vita diverse da quella umana. E da una carente educazione. L'affetto di un cane o di un gatto -viene sottolineato- sembra essere subordinato alle esigenze del padrone e, da questo punto di vista, c'e' una affettivita' prevalente (quella dell'uomo) e l'approccio umano contempla innanzitutto la necessita' di sottomettere l'animale'. Deriva dalla scarsa coscienza animalista 'anche la mancata propensione alla denuncia. Proprio perche' un animale viene considerato inferiore, proprio perche' 'la sua vita vale meno', non sembra essere destinatario e titolare di diritti. Gli animal killer disarmati non hanno tuttavia meno responsabilita' dei devastatori di specie'. E' un 'devastatore di specie', sottolinea l'Orca, 'il cacciatore che uccide gli uccelli nel periodo di riproduzione; e' un devastatore di specie il bracconiere che dissemina trappole senza nemmeno prevedere il numero di capi e gli esemplari destinati a diventare vittime. E' un devastatore di specie il collezionista di animali esotici o appartenenti a specie in via d'estinzione'.
'Pesanti responsabilita' -prosegue l'Osservatorio reati contro gli animali- vanno attribuite inoltre a quegli allevatori che hanno, radicata, la visione dell'animale inteso solo come fonte di reddito e pertanto non titolare di diritti. A questi allevatori vanno agganciati - in una logica di filiera del maltrattamento - gli autotrasportatori selvaggi che non rispettano condizioni e tempi imposti dalla legge per il trasporto degli animali, nonche' i macellatori abusivi. Sono devastatori di specie gli organizzatori di combattimenti e di corse clandestine. Questo settore e' chiaramente controllato da gruppi che fanno capo a organizzazioni malavitose vere e proprie'.
Tra i numeri 'oscuri' del fenomeno, c'e' un dato del 'sommerso' che 'finora non e' mai stato rilevato: quello che riguarda il coinvolgimento di animali in atti sessuali. E' il fenomeno della zoopornografia; fenomeno che appare abbastanza diffuso ma privo di riscontri. Esiste -sottolinea l'Orca- un mercato di materiali fotografici e audio/video e la sua crescente diffusione va di pari passo con la pedofilia'.
(Mac/Zn/Adnkronos)

Circhi con animali? No grazie

Domenica 15 ottobre , alle ore 13.30, presso il campo sportivo La croce di Montegranaro (Ascoli Piceno) , dove da circa una settimana è attendato il circo Bellucci Savios , tre ragazze del posto si sono avvicinate per guardare gli animali .Tra di essi uno struzzo confinato in uno spazio limitato, diversi cagnolini legati al recinto del campo di calcio con corde di circa un metro e un piccolo ippopotamo.E' stato fatto notare ad una persona che stava lavorando vicino all'ippopotamo che la vasca dove l'animale stava facendo il bagno era troppo piccola per le dimensioni dell'animale. E' stato risposto che non era così,che gli animali nei circhi sono felici e si riproducono e che comunque il Comune ha concesso uno spazio troppo stretto . Preciso che per allungare la vasca in modo da far muovere un pò più liberamente l'ippopotamo non sarebbe stato necessario più di un altro metro in lunghezza e in larghezza e di sicuro lo spazio c'era ma era la vasca a disposizione del circo ad essere piccola per l'animale. Alla manifestazione verbale di perplessità circa il fatto che nei circhi gli animali stiano bene e al menzionare della parola "animalisti" il circense si è infervorato ed ha accusato per circa cinque volte una delle ragazze , alla presenza delle altre, di essere deficiente,poco intelligente e che se fosse stata un uomo avrebbe da lui ricevuto subito un calcio nel di dietro o sotto i denti. La ragazza è stata inoltre invitata a togliersi dai c.... e di andare al quel paese . "puoi andare , vai " . Così è stata apostrofata . La situazione dell'animale è stata segnalata al Corpo Forestale dello Stato . Mi premeva rendere noto questo fatto non solo per sottolineare che chi reagisce violentemente e con minacce a pacifiche osservazioni verbali altrettanto violentemente è probabile che si comporti con gli animali , preservandoli nei limiti ovviamente della loro funzionalità agli spettacoli, oltre al fatto che si lamentano dello spazio concesso dal Comune ospitante dopo essersi attendati per una settimana invece di rifiutarlo per garantire il benessere degli animali , ma perchè non è ammissibile che solo per il fatto di essere donne ci si possa sentire sicure solo perchè si è in gruppo e che si debbano subire insulti pesanti e minacce alla persona nei luoghi in cui abitualmente ci si reca a passeggiare da chi , incurante delle regole di legge oltre che della buona educazione , spavaldamente affermi di non temere nemmeno i controlli degli organi preposti nè querele alla pubblica autorità.
Da ultimo sarebbe anche il caso di consigliare al Comune di rivedere la disponibilità a concedere spazi a chi insulta le proprie cittadine e si lamenta dello spazio assegnato.

MORTE DEL CANE SEBASTIANO, AUTOPSIA LASCIA POCHI DUBBI

Si rende noto il parere espresso dall¹Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo sulla causa di morte di Sebastiano, cane randagio deceduto in circostanze misteriose durante la cattura da parte di veterinari e tecnici del Servizio Veterinario ASL di L¹Aquila.

Appello delle associazioni animaliste al Direttore Generale della ASL 04 L¹Aquila perché, una volta chiarita la dinamica dei fatti, siano presi immediati e gravi provvedimenti nei confronti dei responsabili dell¹accaduto.
Sono ora disponibili i risultati finali degli accertamenti diagnostici eseguiti sulla carcassa di Sebastiano, pervenuta alla Sede Centrale dell¹Istituto Zooprofilattico in data 3 agosto scorso in seguito al ritrovamento in una cella frigorifera del Canile Sanitario ASL dell¹Aquila.
Ricordiamo come il referto dell¹esame necroscopico evidenziasse la presenza di ferite contusivo-compressive all¹asse del collo, lesioni multiple di presumibile natura traumatica, vasti versamenti emorragici ed evidente protrusione del bulbo oculare.
La diagnosi sulla causa di morte di Sebastiano emessa dall¹Istituto lascia ben pochi dubbi: viene avvalorata infatti l¹ipotesi di un collasso cardiocircolatorio dovuto all¹insorgenza di una sindrome emorragica acuta (CID Coagulopatia Intravasale Disseminata), che nel caso in esame viene attribuita presumibilmente ad eventi traumatici e stressogeni immediatamente precedenti la morte, ed in particolare a due fattori concomitanti: uno shock acuto e l¹emolisi prodottasi nelle sedi dove sono stati evidenziati i traumi contusivi.
I risultati degli esami tossicologici escludono inoltre la presenza di sostanze tossiche (pesticidi, anticoagulanti) in grado di determinare uno stato di eccitabilità nervosa o tali da giustificare una eventuale reazione furiosa del cane durante la cattura. Negativo l¹esame per la ricerca del virus della rabbia.
A tal proposito non possiamo fare a meno di sottolineare come in un¹accorata nota trasmessa al Direttore Generale della ASL dal Responsabile del Dipartimento di Prevenzione, Dottor Colorizio e fatta pubblicare da molte testate proprio nei giorni in cui si stavano concludendo gli esami tossicologici, venisse data per certa una presenza di anticoagulanti dicumarolici nel sangue di Sebastiano, puntualmente smentita dal risultato delle analisi chimiche.
In tale circostanza le associazioni animaliste vennero accusate di diffondere inutile allarmismo e di causare lo sperpero di denaro pubblico con costosi accertamenti diagnostici su una carcassa di cane.
Tali dichiarazioni, rese dal Dottor Colorizio nell¹estremo tentativo di difendere l¹operato del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL dell¹Aquila, che potrebbero anche essere interpretate come un grave tentativo di interferire con lo svolgimento degli accertamenti diagnostici in corso, rivelano in realtà una profonda mancanza della serenità di giudizio necessaria in un caso di tale gravità, e meritano una profonda riflessione da parte dell¹attuale Dirigenza della ASL 04 dell¹Aquila.
Pertanto le Associazioni animaliste aquilane chiedono al Direttore Generale della ASL 04 di L¹Aquila, Dottor Marzetti, una volta presa visione del rapporto di prova completo e del parere sulla causa di morte di Sebastiano e chiarita definitivamente la dinamica dei fatti, quali urgenti provvedimenti previsti dalla legge si intenda prendere nei confronti dei tecnici e veterinari che hanno compiuto la cattura; si chiede inoltre che siano chiarite eventuali responsabilità della dirigenza del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL n.4 dell¹Aquila - Dipartimento di Prevenzione, il cui operato è già oggetto di un procedimento penale in corso per episodi analoghi; è infatti notizia degli ultimi giorni il rinvio a giudizio, con data di udienza fissata per il 18 dicembre 2006, del Dottor Imperiale e del Dottor Ponziani per l¹uccisione di otto cuccioli nell¹ottobre del In tale occasione il dottor Imperiale si giustificò affermando che i cuccioli, crescendo, avrebbero fatto branco divenendo pertanto pericolosi. Da allora si sono moltiplicate le segnalazioni di cani catturati dal Servizio Veterinario e mai giunti in canile sanitario, come in realtà previsto dai termini di legge.
Le migliaia di firme raccolte in poche settimane sulle petizioni cartacea e on-line a sostegno delle richieste espresse dalle associazioni animaliste dimostrano che la comunità ha bisogno di poter riacquistare la fiducia persa nei confronti degli Enti preposti al controllo del randagismo.
Chiediamo pertanto l¹adozione di provvedimenti urgenti quali il potenziamento dell¹organico del Servizio veterinario ASL con personale nuovo e formato, l¹apertura di un tavolo permanente di lavoro sul randagismo nonché di un censimento totale, da estendere a tutta la provincia, della popolazione canina esistente sul territorio, primo ma fondamentale passo verso il recupero di un più corretto e sereno rapporto fra uomo e animale.
INFO:
LAV Delegazione Abruzzo - 347.8776719
Lega Nazionale per la Difesa del Cane - 329.9064855
LEAL - 329.9064858
Animalisti Italiani - 347.0128040

“SAPORI E SAPERI DI KOREA”: LA LAV DIFFIDA IL COMUNE DI MALNATE

La LAV ha diffidato il Comune di Malnate (Varese) e l’Associazione per l’Amicizia Italia-Korea, a disporre l’immediata sospensione della manifestazione “Sapori e saperi di Korea”, dedicata alla cucina tradizionale coreana e in programma oggi presso la sala consiliare del Comune che ha concesso il patrocinio, ricordando preventivamente che in Italia il consumo di carne di cane - piatto tipico della Korea - in Italia è tassativamente vietato dal Dpr 320 del 1954 “Regolamento di Polizia veterinaria” così come dal Decreto Legislativo 286 del 1994 in materia di produzione ed immissione sul mercato di carni fresche.

L’Associazione invita il Sindaco, il Servizio veterinario Asl competente, i Carabinieri e la Prefettura di Varese a disporre i controlli previsti dalla legge e ad acquisire la prescritta documentazione, vigilando sul divieto assoluto di vendita e consumo di carne di cane, escludendo qualsiasi comportamento e azione contro la normativa attuale.
Premesso che la LAV ritiene etica e salutare un’alimentazione priva di ingredienti animali, in Corea come in Italia, e con il rispetto dovuto alle diverse etnie che sempre più numerose abitano la nostra Penisola, non si può trascurare il fatto che l’accresciuta sensibilità delle istituzioni e della cittadinanza italiana ed europea verso gli animali, sempre più spesso oggetto di riforme legislative tese a garantire il loro benessere, sarebbe in netto contrasto anche con la sola celebrazione di tradizioni culinarie a base di carne di cane o di altri animali, senza alcuna considerazione critica verso usi non solo vietati in Italia ma giudicati anche riprovevoli.
Inoltre, le presunte proprietà benefiche attribuite a cibi a base di carne di cane (definita salutare d’estate contro il caldo), di serpenti, di corna di cervo, di formiche rosse (definita utile contro i bruciori di stomaco) o di bachi da seta, non hanno alcun fondamento scientifico e alimentano invece un consumo che condanna a morte migliaia di animali. (Ansa)

IL DIRETTORE DI LIBERO VITTORIO FELTRI “RISCATTA” L’ASINO UGO SALVANDOLO DAL MACELLO. ORA ANDRA’ IN UNA TENUTA A CALOLZIOCORTE

E’ Vittorio Feltri, giornalista direttore del quotidiano Libero il salvatore dell’asinello Ugo. Feltri sborsando di tasca sua 300 euro ha riscattato l’asinello di Ponte Nizza in provincia di Pavia altrimenti destinato al macello.
La storia di Ugo è molto particolare, l’asinello che ha un’anno di vita era cresciuto insieme ad un gregge di capre, ed egli stesso si sentiva una capretta, questo però lo aveva portato a giocare con gli agnelli uccidendone alcuni, inoltre scoperta la bontà del latte di capra Ugo andava a berlo direttamente dalle mammelle delle caprette provocando danni notevoli e dolorosi agli animali.
I suoi padroni hanno cosi deciso di sopprimerlo. La scorsa settimana all’interno del progetto AIDAA Asinochilegge 2006 era arrivato l’sos per l’asino Ugo da Andrea Murnik che ci aveva segnalato la situazione ed il rischio che Ugo (che nel frattempo da una decina di giorni era stato rinchiuso in una stalla sempre legato per non provocare altri danni) finisse al macello.
Il presidente AIDAA Lorenzo Croce ha interessato della questione il quotidiano Libero che ha pubblicato un’appello per raccogliere i trecento euro necessari per riscattare Ugo e per trovare una nuova sistemazione all’asinello.
Diverse le offerte pervenute nei giorni scorsi ad AIDAA ed al dottor Murnik di persone pronte a versare una quota da destinare al riscatto dell’asinello o pronte ad adottarlo.
Alla fine si è fatto avanti il dottor Vittorio Feltri direttore dello stesso quotidiano Libero che ha riscattato in prima persona l’asino Ugo e che ha trovato per lui una sistemazione definitiva in una tenuta di Calolziocorte dove Ugo sarà trasferito nei prossimi giorni.
“Siamo immensamente grati a Vittorio Feltri- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- che con il suo gesto ha salvato Ugo dal macello, come ringraziamo tutte le persone che in questi giorni si sono fatte avanti per offrire denaro da destinare al riscatto o per ospitare Ugo. Il gesto di Vittorio Feltri ci ha davvero piacevolmente sorpresi. Devo ringraziare infine Andrea Murnik che con noi ha combattuto questa battaglia che ha portato fortuna a Ugo, ora decideremo con lui come destinare gli altri soldi raccolti che saranno comunque rendicontati e destinati a salvare qualche altro asinello. Voglio dire ancora grazie a Feltri e ai suoi collaboratori- conclude Croce- che sempre danno spazio al nostro lavoro di volontariato in tutela di animali ed ambiente”.

"REPULISTI DI CANI A LIPARI. IO HO FATTO DUE CONTI...."

Ieri con l'accalappiamento di tre cani da parte del personale di un canile calabrese convenzionato con il Comune, è scattata
l'operazione "prevenzione al randagismo" nel Comune di Lipari.
E' un piacere venire a conoscenza che c'è un comune in Italia che ha la possibilità di spendere tanti soldi da liberare il proprio territorio dai
randagi. Eravamo tutti molto stanchi di sentirci dire..."non ci sono i soldi!"
Si pensi che per i tre cani presi oggi verrà liquidata la cifra di € 450,00 a forfait + pernottamento e vitto per i tre accalappiatori e, da oggi in poi,
€ 7,50 al giorno finché morte non colga i famigerati 3 randagi.
Poca roba ovviamente se si fanno i conti alla fine del "lavoro" della ditta visto che solo nella zona della discarica di Lipari, a Lami, vivono in
branco circa 250 cani, affetti da malattie varie, che da anni si riproducono indisturbati.
Se la ditta si sforza un poco e prende 5 cani a visita, in cento giorni il gioco è fatto...... ed anche il conto:
€ 450,00 x 50 gg. = € 22.500,00 + € 2,50 x 250 cani x 365 gg. = € 228.125,00 totale generale € 250.625,00.
Beh, poco più a causa del pagamento del vitto ed alloggio degli addetti, ma saranno quisquiglie che, assieme al forfait ,saranno ininfluenti
sulla spesa del mantenimento annuale di € 228.125,00 se i cani liparoti saranno longevi.
Per puro campanilismo ci sarebbe piaciuto che questi soldi fossero stati spesi nella nostra bella Regione e più oculatamente, per esempio
applicando la L.R. Sicilia15/2000; per puro rispetto ed amore verso gli animali ci sarebbe piaciuto che l'AUSL avesse microchippato e controllato
i cani prima della partenza, che questi esseri viventi non fossero costretti nel camion per 6 o 7 ore di viaggio per essere chiusi in un posto
sconosciuto e senza "conoscenze"........ ma non si può avere tutto, ne siamo consapevoli.
Bravo il Dirigente, bravo il Sindaco e brava la giunta che ha approvato la delibera...... Bravi anche i cittadini, eccezionali contribuenti, che saranno finalmente contenti di non vedere in giro....................nemmeno un cane!
Laura Gulotta

CAMPAGNA DI STERILIZZAZIONI E VACCINAZIONI IN CORSO A BUCAREST

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Abbiamo bisogno del vostro aiuto per continuare  il programma visto che ci sono tante emergenza, tra le piu' urgenti il cibo e le cucce per i 300 cani di Dragomiresti e la campagna di sterilizzazione in Serbia.
 

 
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sconosciuto
 
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Prego tutti coloro che lo scorso anno hanno collaborato a distribuire i calendari realizzati a Bucarest presso i negozi di articoli per animali e veterinari a fare lo stesso con le borsine e le magliette.
Mille grazie per il vostro aiuto
 
Laura Pontini
Vicepresidente OIPA Italia Onlus
349 2886751     0432 995452
 
Lamento Rumeno cc postale 70994579
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IN SARDEGNA SENZA ANTIRABBICA. SI PUO'

Gianluca Felicetti
Non più obbligo di vaccinazione antirabbica per i cani che entrano in Sardegna. L'Ordinanza ministeriale 27 settembre 1963 e la legge regionale sarda n.29 del 1950 sono state superate dal Regolamento comunitario 998/2003 sul passaporto eueopeo per gli animali domestici.
Il chiarimento - l'Italia è indenne da rabbia dal 1995 - arriva dalla Direzione generale della Sanità animale e del Farmaco del Ministero della Salute in risposta ad un quesito posto dall'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. Su questa base l'on.Gianni Mancuso ha presentato un'interrogazione ai Ministri della Salute e dei Trasporti per solelcitarli a verificare che compagnie di navigazione ed aree non ostacolino i viaggi a quattrozampe verso l'isola se sprovvisti di certificazione antirabbica.

Allergie e animali

NEW YORK (Reuters) - Alcune persone che soffrono di allergie non tengono per questo in casa animali domestici, ma un nuovo studio sul tema sottolinea la bassa percentuale di allergie tra i possessori di animali domestici.
La ricerca, pubblicata dal Journal Allergy and Clinical Immunology, sembra sostenere la teoria secondo la quale crescere con un animale domestico abitua il sistema immunitario ad essere meno reattivo di fronte a potenziali minacce.
Una serie di studi ad esempio hanno rilevato che i bambini che vivono a contatto con un cane o un gatto hanno meno possibilità di sviluppare allergie ed asma.
Da un lato questo potrebbe indicare un effetto di protezione da parte degli animali domestici nei confronti del sistema immunitario.
Ma la spiegazione alternativa è che le famiglie con una predisposizione genetica alle allergie spesso scelgono di vivere in case senza animali domestici, rispetto a quelle meno vulnerabili alle quali piace tenere animali in casa.
Per analizzare questo problema, i ricercatori hanno raccolto dati da 9.812 cittadini europei adulti nel corso di uno studio di 9 anni sulla salute del sistema respiratorio.
Ai partecipanti sono stati chiesti particolari sui loro contatti con animali domestici nel corso della loro vita.
I ricercatori hanno riscontrato che quando le persone hanno sviluppato allergie o asma da bambini o in età prescolare, le loro famiglie concedevano loro meno facilmente di altre di tenere animali in casa.
Tuttavia, anche se gli animali esercitando una vera funzione protettiva, gli esperti non raccomandano di comprare un animaletto come forma preventiva di allergie per i bambini. Mentre se un bimbo manifesta già un'ipersensibilità agli animali, questo peggiorerà la situazione.

Animalisti Italiani

COMUNICATO STAMPA

IMPORTANTE ED INNOVATIVA L’ORDINANZA DEL SINDACO DI PESCARA PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI

Con l’ordinanza adottata dal Sindaco di Pescara, nella nostra città si apre un nuovo scenario per quanto riguarda i controlli sulle modalità di detenzione degli animali selvatici e domestici che vivono in cattività presso i circhi e le mostre viaggianti.
La legge 189/2004, che punisce chiunque maltratti gli animali anche contravvenendo alle loro caratteristiche etologiche e li tutela direttamente in quanto esseri viventi nonché il Regolamento della commissione internazionale CITES del 2000, che reca criteri per il mantenimento di animali nei circhi e nelle mostre viaggianti, hanno fornito le basi normative da cui ha preso spunto il Comune.
La nuova ordinanza dunque, assimila e coordina queste leggi tra loro divenendo esempio per altri comuni che vogliano applicare in modo corretto la normativa nazionale ed elimina la possibilità, da parte dei circhi con animali, di ottenere una sospensiva all’art. 18 (Divieto di spettacoli e intrattenimenti con l’utilizzo di animali) del regolamento Comunale per la Tutela degli Animali da parte del TAR, come spesso avvenuto.
Come Animalisti Italiani Onlus – delegazione Abruzzo, ci dichiariamo estremamente soddisfatti della scelta del Sindaco D’Alfonso che, ancora una volta, dimostra di avere un grande senso di sensibilità e rispetto verso gli altri animali, ricalcando appieno non solo le istanze della nostra associazione ma anche tenendo conto dei sentimenti della maggioranza dei cittadini pescaresi.
Pescara, lì 4 ottobre 2006

Lina Bufarale
Delegata Regionale Animalisti Italiani Onlus

Il testo integrale dell'Ordinanza n. 425 del 25 settembre 2006 è visionabile su www.zampette.it
alla pagina seguente: link

Violenze in Serbia

Smederevo, 20 settembre 2006

Ecco le immagini che mi sono pervenute: una discarica dove vengono abbandonati i cani dopo essere stati massacrati.
Non occorre aggiungere altro in quanto le foto sono piu' che eloquenti.
C'e' tanto lavoro da fare: restano 300 femmine da sterilizzare presso il rifugio dell'Associazione Epar di Subotica dove gia' ci siamo recati in agosto.
Spero di poter pianificare un'altra spedizione prima dell'arrivo dell'inverno
Ci sono gli ultimi 50 cani ancora alla catena che attendono una sistemazione migliore; occorre organizzare un ricovero post-operatorio dove poter sistemare gli animali dopo l'intervento

per qualsiasi tipo di aiuto Vi prego di contattarmi:
Laura Pontini 349 2886751

immagini serbia Le immagini sono contenute all'interno del file zip da scaricare. Le abbiamo rese disponibili in formato zip visto il loro forte impatto emotivo.

MANUFATTI ABUSIVI IN CANILE, ORDINANZA DI DEMOLIZIONE

Il Comune di Sesto Fiorentino ha emesso un'ordinanza di demolizione dei manufatti abusivi presenti all'interno del canile del Termine, posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Firenze. Lo rende noto un comunicato del Comune.
L'ordinanza, emessa il 19 settembre, prevede la demolizione di 34 abusi edilizi, per una superficie di 2.580 metri quadrati, che sono stati costruiti in assenza di permessi edilizi.
L'ordinanza diventa eseguibile entro 90 giorni dalla notifica a tutti i destinatari che, a loro volta, avranno tempo 60 giorni per un eventuale ricorso al Tar.
'Nel rispetto dell'impegno di tutti i volontari che anche in una situazione cosi' difficile provvedono alla cura degli ospiti del canile - ha dichiarato Gianni Gianassi, sindaco di Sesto Fiorentino - si e' reso necessario sanzionare quanti hanno edificato in assenza di permesso e di regolari previsioni urbanistiche. Anche se fatte magari nell'interesse degli animali non sono ammissibili violazioni alla legge'.
Il Comune di Sesto Fiorentino, conclude la nota, ha siglato un Protocollo con i Comuni della Piana (Campi Bisenzio, Calenzano e Signa) per la costruzione di un canile intercomunale dove troveranno posto i cani e gatti randagi recuperati nel territorio di Sesto Fiorentino.
'E' un nuovo atto nei confronti del canile, dei volontari che lo gestiscono e degli animali - ha commentato Stefano Lazzeri, uno dei volontari - e che mette a rischio la vita degli oltre 400 cani e 200 gatti custoditi nel canile. Sono anni, e precisamente da quando alcuni volontari si sono presentati come gruppo indipendente alle ultime amministrative, che abbiamo problemi con l'attuale giunta. Magari il canile intercomunale sara' fatto, ma guarda caso se ne parla da tanti anni e il progetto rispunta in periodi di emergenza'.
Ai volontari del canile e' giunta anche la solidarieta' dei Verdi di Firenze e Sesto Fiorentino.
(ANSA)

GB: PUROSANGUE UCCISI, MACELLATI, VENDUTI IN FRANCIA; SCANDALO

Migliaia di cavalli da corsa ai quali dovrebbe essere garantito un dignitoso ricovero alla fine di un'onorata carriera, vengono invece macellati ogni anno in Gran Bretagna e la loro carne esportata in Francia per essere venduta. La notizia, destinata a suscitare scandalo in un paese dove il rispetto per gli animali (volpi a parte) e' quasi sacro, e' il risultato di un'inchiesta 'segreta' condotta dai giornalisti del settimanale britannico 'The Observer'.
In Gran Bretagna per i cavalli troppo vecchi, troppo lenti o non piu' bravi nel saltare ostacoli, la fine e' brutale: un colpo di pistola alla tempia o una scarica elettrica al capo. A quel punto le carcasse dei poveri animali vengono caricate su camion frigoriferi e portate in Francia dove la loro carne e' molto apprezzata, denuncia il settimanale.
Quest'eliminazione di massa dei purosangue e' l'aspetto piu' inquietante e meno noto della multimiliardaria industria britannica delle corse di cavalli. Ma non e' illegale. Tuttavia le organizzazioni per la difesa degli animali da tempo chiedono lo stanziamento di maggiori fondi destinati ad assicurare un ricovero ai quadrupedi che, in media, potrebbero vivere fino a 30 anni e che, per la maggior parte, vengono invece uccisi prima del compimento del quinto anno d'eta'. Quella che il settimanale definisce 'la vergogna del mondo delle corse britannico' e' un'industria che solo per quanto riguarda le scommesse legali produce un profitto di un miliardo di sterline all'anno. Ogni anno circa 5.000 cavalli sono addestrati per diventare i protagonisti degli ippodromi e una cifra analoga viene 'ritirata' dal mondo delle corse dove gareggia una media di 20mila cavalli. Ma sono in pochi a sapere che tra i seimila e i diecimila cavalli ogni anno vengono macellati per garantire un ulteriore profitto con l'esportazione della loro carne in Francia. I due principali mattatoi, scrivono i giornalisti dell'Observer, sono nel Cheshire e nel Somerset. Lontani dalla vista della gente, sono nascosti dagli alberi, 'invisibili e difficili da raggiungere'. Nei cortili dei mattatoi stazionano camion 'anonimi' senza scritte sulle fiancate. Una vergogna da nascondere al paese.
Mantenere un cavallo in un ricovero costa 4.000 sterline all'anno ma l'enorme fatturato annuale dell'industria delle corse', scrive l'Observer, dovrebbe consentire di aumentare la somma versata ai Centri per la cura degli animali, ormai giudicati 'inutili', e che ammonta oggi a sole 250mila sterline.
(ANSA)

COMUNE DI PALERMO ORGANIZZA LA 'FESTA DEL CANE'

Al via sabato e domenica prossimi la prima edizione della 'Festa del Cane', organizzata a piazza Mondello dall'assessorato comunale alla Sanita', con la collaborazione dell'ufficio Diritti degli animali e del canile municipale.
Le due giornate sono interamente dedicate al 'migliore amico dell'uomo' con mostre canine, conferenze, stand informativi, regali per i bambini, esibizioni di gruppi cinofili e cabaret.
'Una festa inedita ed importante - ha detto l'assessore Rino Patti - che intende anche sensibilizzare le giovani generazioni alle tematiche animaliste, favorendo l'adozione di cani abbandonati o maltrattati'.
Il programma della festa prevede sabato mattina l'adozione dei cuccioli provenienti dai rifugi cittadini e dal canile municipale, oltre che dai privati. Nel pomeriggio, alle 16, si svolgera', a cura del servizio veterinario dell'Ausl 6, una conferenza sulla pet-partnership, sul tema la relazione tra uomo e animale. Subito dopo, avra' luogo la prima parte della mostra canina, riservata alle categorie 'cani addestrati' e 'cuccioli'.
Si proseguira' domenica con la seconda parte della mostra canina, riservata alle categorie 'meticci' e 'di razza'.
Dalle 16.30 alle 18, esibizioni e simulazioni dei gruppi cinofili del corpo di polizia municipale, dei vigili del fuoco e della polizia penitenziaria. Dalle 19 alle 20 ci sara' invece uno dei momenti clou della festa con il Best-show Dogs, durante il quale, a conclusione della mostra, verra' premiato il miglior cane della manifestazione.(ANSA)

COMUNE-ASL-VETERINARI, AIUTI PER LE STERILIZZAZIONI A CESENA