mar 2007

LOMBARDIA: CANI SMARRITI FINITI AL CANILE E MAI RESTITUITI AI PROPRIETARI

Depositata l’interrogazione n.1080 proposta dalla LAV all'assessore alla Sanita' della Regione e presentata dalla Consigliera Regionale Sara Valmaggi (DS).
Il problema è emerso quando alcuni volontari che operano in strutture adibite a ricovero per cani senza padrone hanno lamentato anomalie nella gestione di dette strutture, sia da parte dei titolari sia da parte dei veterinari ASL. Tali anomalie riguardano in particolare le modalità di identificazione dei cani raccolti, la ricerca del proprietario e la loro restituzione. Numerosi i casi segnalati di microchippature inutili (in quanto gli animali già avevano un loro chip), o peggio causa di mancata rintracciabilità o impossibilità nell’individuazione dei legittimi proprietari.
Molti cani rinchiusi nei canili sono riusciti a tornare a casa solo grazie all'intervento di volontari di associazioni che operano all'interno delle strutture, con numerose telefonate fatte a proprie spese.
L’allarme è partito da alcuni volontari che operano in un canile privato in provincia di Milano e che spesso si sono trovati nei box dei cani di razza, quindi molto probabilmente con un proprietario e regolarmente registrati all’anagrafe canina. Tuttavia a distanza di mesi, ai cancelli del canile non si presentava nessuno per cercarli e questo ha fatto insospettire i volontari che armati di lettore di microchip hanno identificato gli animali e dopo numerose telefonate e ricerche fatte a proprie spese sono riusciti a risalire ai proprietari e riportare a casa gli animali smarriti.
Da qui l’intervento della LAV, commenta Simone Pavesi, Coordinatore Regionale della LAV Lombardia "E’ stato sufficiente fare qualche telefonata alle associazioni che operano nei canili e parlando con i volontari è emerso che il problema è diffuso in buona parte delle strutture lombarde. Sembra che a un cane che viene accalappiato, viene passato velocemente il lettore del microchip intorno al corpo e se non risulta alcuna lettura all’animale viene inoculato un secondo microchip, oppure succede che, anche se l’animale viene identificato, se non si trova nessuno dopo una prima telefonata al massimo viene spedita una lettera, ma di fatto, nessuno si preoccupa realmente di riportare a casa l’animale. Per questo ci siamo rivolti all’assessore alla Sanità della Regione, per avere chiarimenti".
Gli stessi veterinari dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) facenti parte insieme alla LAV della Commissione Randagismo e Benessere Animale presso il Ministero della Salute, hanno più volte segnalato che, a causa della reale possibilità di migrazione del microchip inoculato sottocute, nella fase di identificazione di un animale occorre prestare molta attenzione e occorre passare il lettore del chip intorno a tutto il corpo dell’animale.
Gli stessi volontari hanno inoltre fatto delle prove sui loro cani per testare il funzionamento di alcuni microchip innestati ed è stato osservato che alcuni sono difettosi. Quindi c’è il rischio che alcuni proprietari non siano al corrente del malfunzionamento del microchip innestato al proprio cane (il lettore è in dotazione solo presso i canili) e in caso di smarrimento, anche per questo motivo, rischiano di non ritrovare il fedele amico a quattrozampe.
Un cane che si smarrisce e viene tenuto per lungo periodo in un canile e quindi privato delle attenzioni e delle cure a cui era abituato, è un animale che soffre inutilmente e che, in estrema ipotesi, qualora il fatto sia dovuto a inadempienze da parte del personale preposto, integra il reato di crudeltà verso l’animale ai sensi dell’articolo 544-ter del codice penale. Inoltre un cane tenuto in canile è una spesa che grava sulle finanze della collettività e nel solo interesse di chi gestisce queste strutture.
In Lombardia sono presenti 30 canili sanitari e 77 canili rifugio.
Con l’interrogazione presentata dalla Consigliera Valmaggi (DS) e sottoscritta anche dai colleghi Carlo Porcari e Ardemia Oriani, Mario Agostinelli (PRC), Gianfranco Concordati (Ulivo), Alberto Storti (CI), Carlo Momguzzi (Verdi), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati), Stefano Zamponi (IDV) si chiede all’assessore alla sanità:
- quali iniziative intende intraprendere in merito alle inadempienze e ai malfunzionamenti denunciate dai volontari che operano nei canili.
- se intende predisporre uno specifico piano di controllo sull’effettiva applicazione della normativa di riferimento.
- se sono state fornite o se intende fornire chiare e precise indicazioni ai veterinari di sanità pubblica affinché si adoperino nelle operazioni di identificazione degli animali rinvenuti e nel successivo rintracciamento del proprietario
- se non ritenga di stendere una circolare rivolta alle ASL veterinarie che indichi con chiarezza le modalità di intervento e i criteri che i veterinari di sanità pubblica devono seguire nello svolgere gli opportuni accertamenti in caso di rinvenimento di animali smarriti o vaganti.

Riferimenti normativi:
- La legge 20 agosto 1991, n.281 in materia di “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” all’articolo 2 comma 4 recita: “i cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, sono restituiti al proprietario o detentore”

- la legge regionale 20 luglio 2006, n.16 in materia di “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione” all’art.8 comma 4 recita: “ … l’organo che riceve la segnalazione del rinvenimento deve prontamente comunicarla all’anagrafe canina regionale…”; all’art.10 comma 1 lettera d) recita: “La competente struttura di cui all’art.5 comma 1, assicura: l’identificazione dei cani raccolti, la ricerca del proprietario e la loro restituzione”.
FONTE:animali&animali.it

VENDITORE AMBULANTE DI ANIMALI CONDANNATO PER LA MORTE DI UN CRICETO

La morte di un criceto e' finita in tribunale: imputato e' un commerciante ambulante trentino che vende piccoli animali nei mercati e nelle fiere, accusato da una coppia di animalisti di maltrattamenti nei confronti dei criceti. Il fatto risale al 4 dicembre 2004 quando al mercato di Merano due giovani, dopo aver criticato il commerciante perche' secondo loro teneva gli animali in condizioni non idonee, hanno comprato un criceto dall'aspetto sofferente, che poi e' morto.
I due si sono rivolti ad un veterinario e hanno chiesto un'autopsia sul criceto, per la precisione un 'lemming' siberiano, da cui e' emerso che l'animale era morto per una malformazione alle ossa. Di qui la denuncia alla procura di Bolzano contro il commerciante, ritenuto responsabile della cattiva custodia del criceto e il susseguente decreto penale di condanna di 2.000 euro. Decreto contro il quale il commerciante ha fatto ricorso attraverso l'avvocato Paolo Frizzi. Il quale spiega che il suo cliente e' dotato di regolare licenza e si sottopone a costanti controlli veterinari che gli hanno sempre riconosciuto piena conformita' alle norme sanitarie. I lemming sono animali che si acquistano a peso, dice il commerciante, e in una nidiata puo' sempre esserci qualche animale malato. Si tratta di animali molto prolifici: la gestazione avviene in 21 giorni e ogni nidiata va da 5 a 9 piccoli. Venerdi' scprsp in tribunale a Bolzano si doveva discutere il ricorso, ma lo sciopero degli avvocati ha rinviato tutto al 30 novembre.
(ANSA)

CANADA ANNUNCIA STRAGE DI 270.000 FOCHE PER QUEST'ANNO

Saranno ben 270.000 i piccoli di foca orribilmente uccisi per la loro pelliccia in Canada: questa è infatti la nuova quota di foche da cacciare, ufficializzata oggi dal Ministro canadese delle industrie della pesca e degli oceani (DFO). Di questa quota, solo una minima parte (4.860 foche) saranno destinate alla ‘caccia di sussistenza’ degli aborigeni, fatto che conferma gli scopi commerciali di questa attività, per soddisfare i mercati internazionali della pellicceria. Il Ministero non ha ancora comunicato, invece, la data di inizio della caccia, che solitamente si apre tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile. Tendenzialmente, inoltre, ogni anno la quota ufficiale di foche cacciabili viene superata di circa 20.000 animali, come accaduto ad esempio nel 2006.

“Con il discutibile alibi di una decisione ispirata ai ‘principi di conservazione’, il Ministero canadese della pesca e degli oceani ha autorizzano una nuova mattanza che vedrà coinvolti cuccioli di poche settimane di vita, nonostante la moria di piccoli che si sta verificando da giorni a causa dello scioglimento dei ghiacciai e che avrebbe reso necessario un responsabile fermo della caccia - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - Chiediamo all’Italia di non essere complice di questa strage e per questo rivolgiamo un nuovo appello al Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio affinché si faccia promotore di un provvedimento urgente che preveda esclusivamente il bando all’importazione e alla commercializzazione di pellicce e derivati di foca. Tale provvedimento sarebbe ampiamente condiviso non solo dall’opinione pubblica ma anche dal Parlamento, come dimostra la recente mozione approvata dal Senato della Repubblica che impegna il Governo ad attuare la Raccomandazione n.1776 del Comitato permanente del Consiglio d’Europa per il divieto di importazione e commercializzazione dei prodotti derivanti dalla caccia alle foche”.

Nel 2006 in Canada sono state orribilmente uccise 325mila foche, corrispondenti alla “quota annuale di prelievo” stabilita dal Governo, il 95% delle quali aveva meno di tre mesi di età ed erano quindi a tutti gli effetti dei “cuccioli”, dal momento che le foche possono raggiungere i 30-35 anni di vita; in molte zone, inoltre, lo scorso anno, sono state di gran lunga superate le quote autorizzate di foche da uccidere. L’associazione IFAW ha calcolato, sulla base di dichiarazioni delle autorità governative, che il numero di foche uccise in realtà avrebbe superato le 340mila unità. A queste vanno poi aggiunte le foche “ferite e disperse”, animali feriti durante la caccia che sono tuttavia riuscite a fuggire immergendosi in acqua, per le quali non esistono dati certi ma secondo alcune stime sarebbero alcune migliaia.

Il Governo Canadese afferma che soltanto le foche indipendenti e quindi adulte possano essere cacciate. In realtà, la legge canadese (Marine mammal regulations) vieta soltanto l’uccisione di foche dal manto bianco (whitecoat). Sono definibili come foche dal manto bianco solamente le foche groenlandiche entro circa 12 giorni di vita. Raggiunte queste due settimane di vita il cucciolo di foca smette di prendere il latte dalla madre e inizia il suo periodo di muta per alcune settimane durante le quali il piccolo rimane più o meno immobile sul ghiaccio, senza la madre, senza saper ancora nuotare e senza ancora aver mai mangiato un pasto solido. Durante questo periodo di tempo il piccolo non ha bisogno di mangiare perché si nutre autonomamente del grasso accumulato durante il periodo l’allattamento. Terminato l’allattamento (intorno al 12esimo giorno di vita) il piccolo di foca comincia a mutare colore progressivamente da totalmente bianco (whitecoat) ad argentato (beater) a grigio (greycoat) in quanto il pelo bianco e morbido (obiettivo della caccia commerciale) comincia progressivamente a cadere. La foca completa questa trasformazione nel periodo della sua maturità sessuale, intorno a circa i 4 anni di vita. Non è scientificamente possibile affermare che le foche di circa 2 settimane di vita siano degli animali adulti e indipendenti. Le foche groenlandiche, infatti, hanno una durata media di vita di circa 30 anni e raggiungono la loro maturità sessuale (corrispondente alla pubertà negli umani) intorno ai 4 anni di età. Secondo la legislazione canadese, dunque, le foche sono protette soltanto fino al loro 12° giorno di vita, da quel momento in poi sono considerate animali “indipendenti” e cacciabili. Obiettivo della caccia è la commercializzazione del manto di foca, che dal 12 giorno di vita in poi comincia a presentare degli spot grigi. Inoltre i cuccioli di foca rimangono inermi sul ghiaccio nel periodo della muta e sono quindi delle prede molto facili per i cacciatori. La normativa canadese mira dunque a permettere l’uccisione della foca nel momento in cui il suo manto è ancora quasi completamente bianco e dunque pregiato sui mercato europei ad asiatici.
FONTE:animali&animali.it

RANDAGI UCCISI, RECLUSIONE PER DUE VETERINARI ASL

"Un precedente importante ottenuto grazie alla legge 189 contro il maltrattamento degli animali, ancora piu' importante perche' ad essere stati condannati come mandante ed esecutore sono stati due veterinari pubblici di cui uno dirigente Asl, area che non rappresenta una zona franca per la validita' della normativa".
E' il commento della LAV, riconosciuta parte civile nel procedimento grazie all'azione del proprio Coordinamento Regionale in collaborazione con il settore Sos maltrattamenti e l'Ufficio legale, alla odierna sentenza con la quale il Tribunale dell'Aquila ha applicato l'articolo 544 bis del Codice penale "uccisione senza necessita'", due mesi di reclusione, contro il mandante e l'esecutore dell?uccisione di nove cuccioli di cani randagi trovati da un signore nel suo giardino nell?ottobre 2004.
I veterinari avevano ammesso che per presunti motivi di "ordine pubblico" avevano proceduto alla soppressione di cani di proprieta' giustificati da un articolo della legge regionale abruzzese, del tutto superata dalla riforma del Codice penale a tutela degli animali in vigore dall'agosto del 2004 e che andrebbe comunque cambiata.
Con questa sentenza si chiarisce che le uniche motivazioni valide legalmente per la soppressione di cani o gatti sono, in maniera eutanasica, la certificata incurabilita' la comprovata pericolosita'.
La LAV, alla quale e' stato riconosciuto dal Tribunale un simbolico danno morale, annuncia che chiedera' al Direttore Generale della Asl di prendere i conseguenti opportuni provvedimenti oltre che di rafforzare le iniziative di prevenzione del randagismo, mentre all?Ordine dei Medici Veterinari chiederà ¬a sospensione dei due iscritti dall?albo e quindi l?impossibilità ¡ esercitare la professione, per la chiara violazione del Codice Deontologico della professione secondo il quale l'iscritto deve operare "alla promozione del rispetto degli animali ed al loro benessere in quanto esseri senzienti". Principio-base che i due veterinari aquilani hanno non solo ignorato ma calpestato.
FONTE:animali&animali.it

CHIUSA LA PETIZIONE CONTRO IL COMMERCIO DELLA CARNE DI CANE E DI GATTO IN COREA

L’OIPA dopo aver appreso che ogni anno in Sud Corea oltre 2 milioni di cani e gatti vengono uccisi per diventare cibo, ha dato il via ad una petizione internazionale al fine di sollecitare le autorità governative coreane a mettere fine ai tentativi di legalizzazione del commercio della carne di cane/gatto e per chiedere che gli animali siano protetti.
In pochi mesi, grazie al prezioso supporto delle leghe membro OIPA Internazionale (attualmente 160 in tutto il mondo), sono state raccolte oltre 30.000 firme, persone da tutto il mondo hanno voluto dimostrare il sostegno agli animali e la più ferma opposizione a questo crudele commercio.
Le firme saranno consegnate a “International Aid for Korean Animals” – associazione fondata da Kyenan Kum con lo scopo di promuovere la protezione degli animali e l’educazione della popolazione in tutto il Sud Corea - la quale si occuperà della consegna alle autorità competenti.
Dall’International Aid for Korean Animals arriva il più sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla petizione internazionale e all’OIPA per aver recepito la richiesta di aiuto per gli animali coreani, vittime innocenti di un crudele mercato.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/campagne/corea/petizione.html

BARBARA D’URSO INSISTE NEL PRENDERSI GIOCO DEGLI ANIMALI

Il 20 marzo è iniziato il nuovo programma condotto da Barbara D’Urso “Uno Due Tre Stalla” in onda tutti i Martedì alle 21:00 su Canale 5. Dopo il fallimento del Reality Circus, chiuso in anticipo a causa del crollo degli ascolti TV, la conduttrice che con il suo splendido sorriso si prende gioco degli animali ci riprova.
Come al solito il programma si rifà ad un format ormai collaudato che è quello del reality, in cui ruotano alcuni personaggi, tanto finti quanto squallidi, che si divertono ad “usare” gli animali nelle prove a loro assegnate.
L’invito è ovviamente quello di NON guardare il programma, di boicottarlo il più possibile e di firmare il nostro appello alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/stalla.html

ALLARME GHIACCI IN CANADA: E' STRAGE FOCHE

Allarme rosso per le foche in Canada. E' strage di cuccioli e questa volta ancora prima dell'apertura ufficiale della stagione di caccia. La nuova carneficina e' colpa dei cambiamenti climatici: i ghiacci disciolti costringono le madri a partorire in acqua e i cuccioli muoiono affogati. A breve sulla testa di questi mammiferi ad alto rischio ci sara' anche il via alla caccia. L'sos foche e' stato lanciato dalla Lav che chiede di fermare i bastoni dei cacciatori nelle zone piu' a rischio e al Governo italiano di ''approvare subito la legge per il bando dell'import di prodotti di foca''. Le ultime drammatiche notizie arrivano direttamente dal Canada dove un elicottero, ha riferito il vicepresidente della Lav, Roberto Bennati, ha sorvolato alcune aree piu' frequentate da questi mammiferi. ''I risultati sono da vera emergenza - ha detto Bennati - i ghiacciai sono in condizioni peggiori addirittura del 2002 quando il 75% dei cuccioli nacquero in acqua e morirono affogati. Da un punto di vista scientifico ci sono quindi tutti i presupposti per dare uno stop alla caccia nelle zone piu' colpite dall'emergenza clima''.

In tal senso, ha reso noto il vicepresidente della Lav, il Fondo internazionale per la protezione degli animali (Ifaw) ''ha chiesto ufficialmente al Governo canadese di non aprire la caccia''. Punto caldo il Golfo di San Lorenzo: ''Dopo due ore di volo l' elicottero - ha riferito Bennati - ha avvistato appena 20 cuccioli e 30 madri mentre in questo periodo gli esemplari in quest'area dovrebbero essere a migliaia''. E la gravita' della situazione e' evidente dal fatto che ''il Governo canadese non ha ancora ufficializzato la data di inizio della caccia e le quote''. ''Un fatto gravissimo - ha rilevato Bennati - perche' tutti gli anni la data di apertura e le quote vengono pubblicate non solo tempestivamente ma con settimane di anticipo. Questo silenzio da' la misura della gravita' della situazione''. Situazione contrassegnata da un evento drammatico come lo scioglimento dei ghiacci.

''Le foche - ha spiegato Bennati - nascono sul ghiaccio stanno una settimana circa con la madre sul ghiaccio poi vengono abbandonati perche' le madri devono andare ad accoppiarsi di nuovo, visto che la gestazione e' lunga. In questo periodo di solitudine sui ghiacci i cuccioli non sono in grado di mangiare e si sostentano con il nutrimento trasmesso loro dalla madre con il latte molto grasso. Solo dopo entrano in mare. Se nascono in acqua muoiono affogati''.

Per quanto riguarda le cifre di caccia, nel 2006 sono state uccise 325 mila foche e, nel triennio precedente, un milione. Da due settimane i cuccioli hanno cominciato a nascere. I cacciatori sono in grado di raggiungere le quote di caccia fissate in 15 giorni. Due in particolare le specie nel mirino dei cacciatori, e che coprono quasi tutto il mercato, spiega Bennati: la foca arpa, detta cosi' perche' gli adulti hanno un disegno sul dorso che ricorda lo strumento musicale, e la foca dal cappuccio. E per loro, quest'anno, oltre allo spettro della mattanza, anche il clima. Due fattori di grande impatto sulla salvezza della specie. Da qui l'appello della Lav al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio: ''Chiediamo al ministro Pecoraro Scanio - ha detto Bennati - che si dia atto agli impegni stabiliti in Parlamento e si proceda all'approvazione della legge sul bando nazionale all'import di prodotti di foca''. (ANSA)

CLONATI DUE LUPI DI SPECIE RARISSIMA

Ricercatori sudcoreani hanno rivendicato la clonazione di due lupi di una specie quasi scomparsa, al fine di evitarne l'estinzione. I due animali, chiamati Snuwolf e Snuwolffy, sono nati un anno e mezzo fa. Il team guidato da Lee Byung-chung e da Shin Nam-shik, dell'Universita' Nazionale di Seul (Snu) gia' nel 2005 ha ottenuto il primo cane clonato. I due scienziati hanno annunciato che le loro ricerche saranno pubblicate sulla rivista Cloning and Stem Cells. (ANSA)

STRAGE DI BALENE: UNA AL GIORNO IN 18 ANNI

La caccia alle balene, un vero e proprio bollettino di guerra: in 18 anni gli arpioni giapponesi hanno ucciso settemila balene: una al giorno. E dall'Antartide arrivano i racconti di chi ha visto da vicino cosa significa veder morire questi giganti buoni.

"Un'agonia che può arrivare anche a 50 minuti", ha detto Caterina Nitto, la skipper milanese di 33 anni, che in Antartide guida i gommoni di Greenpeace per sfondare la linea di caccia delle baleniere e da poco rientrata in Italia. Per l'ultima campagna di caccia è tempo di bilanci.

Quest' anno, forse per la prima volta, il Giappone ha interrotto in anticipo la stagione per un grave incendio che è scoppiato a bordo della nave officina della flotta baleniera giapponese, Nisshin Maru, che ha causato un morto nell'equipaggio, un macchinista di 26 anni.

La nave è rientrata in porto a Tokyo nelle scorse ore. Il bottino parla di 508 balene (505 balenottere minori e tre balenottere comuni) contro un piano che prevedeva l'uccisione di 860 esemplari (850 balenottere minori e 10 balenottere comuni). In arrivo in Giappone direttamente dall'Antartide c'é la nave Esperanza di Greenpeace che intende lanciare proprio da Tokyo una grande campagna di informazione. Ma non ci sarà Caterina Nitto, tornata in Italia dopo aver trascorso questi ultimi mesi in Antartide per cercare di sfondare la linea di caccia delle baleniere. Caterina è alla sua seconda campagna contro la caccia alle balene e ha visto da vicino gli orrori di questa strage che per Greenpeace resta "incomprensibile" visto che "non ha dato nessuno dei risultati scientifici dietro cui è stata mascherata". "Tutte le balene uccise mi colpiscono", ha detto Caterina Nitto.

"L'arpione è carico di dinamite. Se l' arpione - ha raccontato l'attivista - viene sparato nel cervello la balena muore immediatamente ma è rarissimo che venga colpita esattamente in un punto vitale, spesso viene colpita sulla schiena o sulla coda e allora si sfoderano i fucili. Ma la balena finisce sotto la prua della nave, si ribalta e la testa va sott'acqua. E si va avanti così anche a lungo". "Più di una volta - ha detto ancora Caterina Nitto - ho visto balene completamente squartate resistere anche 40-50 minuti. E' veramente un'agonia".

Per la skipper quest'anno c'é un nuovo fatto decisivo per fermare la flotta baleniera giapponese: "L'incendio sulla Nisshin Maru - ha detto Caterina Nitto - è l'ennesima prova che non deve più andare in Antartide. Non è la prima volta che succede un incidente a bordo della nave dove vengono macellate le balene. Oltre al danno ambientale per la caccia, si è rischiato un altro grande rischio ambientale, quello dello sversamento di idrocarburi". La prossima tappa di Greenpeace la campagna di informazione: "A bordo - ha detto Nitto - avevamo attivisti giapponesi e molti non sapevano nemmeno che il Giappone caccia le balene".

Ma la carne la mangiano? "Non la mangiano più. Si mangiava nei periodi di crisi ma ora la caccia massiva non ha più senso e arricchisce solo poche persone". Ora l'obiettivo è rivolto alla riunione della Commissione baleniera internazionale (Iwc) la cui sessione plenaria si svolgerà a fine maggio ad Ancorage, in Alaska. La battaglia sarà tra l'altro proprio "la validazione del piano giapponese di caccia - ha detto Alessandro Giannì, responsabile mare di Greenpeace - stiamo facendo i conti ma molti paesi amici delle balene si sono messi in regola con i pagamenti Iwc ma l'Italia deve assumere un ruolo più attivo nel senso di fare pressione su questi Paesi amici". (ANSA)

MODENA: FINITA L'ERA DEI CANILI, ORA C'E' IL PARCO PER QUATTROZAMPE

Non chiamatelo piu' canile. Perche' si trattera' di un parco, una nuova casa per i migliori amici dell'uomo, che rispetti le loro esigenze di liberta' e di movimento e allo stesso tempo permetta la creazione di un rapporto corretto e positivo tra uomo ed animale. Questo il progetto messo a punto dall'assessorato alla Sanita' della Provincia di Modena e dal Comune di Spilamberto su delega dei Comuni dell'Unione Terre dei Castelli.
"Con questo progetto- spiega Maurizio Guaitoli, assessore provinciale alla Sanita'- il primo di tale portata in Emilia-Romagna, ed uno dei primi anche a livello nazionale, vogliamo, se e' possibile, fare un ulteriore salto di qualita' ed innovazione. Quello a Spilamberto sara' un bioparco, uno spazio aperto dove conoscere gli animali, adottarli, portarli a soggiornare per periodi... Sara' un punto di incontro con i veterinari, e un ambiente dove dare spazio alla pet therapy.
Perche' privarsi di un'esperienza formativa come questa?". Nel parco canile, prosegue l'assessore, "sara' possibile ritrovare gli animali nell'ambiente naturale ed educare bambini, adulti ed anziani a un rapporto vero e corretto con la natura e il mondo animale. Sara' un centro servizi in grado di offrire opportunita' di maggiore qualita' della vita, non meno importante, in questo senso, dell'alimentazione e di altri aspetti".(
Attualmente in provincia di Modena sono 17 i canili, quasi tutti comunali, che ospitano oltre 2000 cani.
I gattili sono cinque e in essi si trovano circa 500 gatti.
Secondo le stime del servizio veterinario dell'Ausl si ipotizza che la popolazione di animali domestici presenti nelle famiglie modenesi si aggiri tra le 50 e le 70 mila unita'.
Il parco canile ospitera' in un'unica struttura moderna e funzionale gli "inquilini" degli attuali canili esistenti nel distretto di Vignola, che in seguito verranno chiusi. L'area prescelta e' una ex cava (6,7 metri al di sotto del piano campagna), facilmente raggiungibile dalla viabilita' stradale ed e' a ridosso del Percorso natura che congiunge, sulla sponda sinistra del Panaro, Modena e Vignola. Il costo complessivo della struttura e' di 800 mila euro, con un contributo della Regione di 250 mila euro. "Il progetto e' il frutto di spunti emersi dai frequenti incontro tra i Comuni del distretto di Vignola- sottolinea il sindaco di Spilamberto, Lamandini Francesco- e di un clima di dialogo e collaborazione su qualsivoglia problematica". I lavori di costruzione inizieranno entro la fine del 2007 ed avranno termine nel 2008. Il canile avra' una capacita' pari alle 200 unita', ma e' ferma convinzione dell'amministrazione contenere il numero di ospiti, cercando di favorire un rapido sistema di affidamento.
(Mai/ Dire)

RICERCA SENZA USO DI ANIMALI: DOSSIER LAV, “UN’ALTRA RICERCA E’ POSSIBILE”

Con il nuovo, dettagliato dossier dal titolo “Un’altra ricerca è possibile. Metodi sostitutivi alla sperimentazione animale” e il nuovo video “Sperimentazione animale: un male curabile”, prodotti dalla LAV e presentati oggi nel corso di un convegno e conferenza stampa presso la sala del Refettorio della Camera dei Deputati, la trentennale Associazione antivivisezionista chiede al Presidente del Consiglio Prodi, ai Ministri Turco (Salute) e Mussi (Università e Ricerca) e alla comunità scientifica, l’impegno a garantire l’uso e lo sviluppo dei metodi sostitutivi all’impiego di animali a fini sperimentali nell’Unione Europea, in vista della modifica della direttiva UE 86/609 recepita in Italia nel 1992 con il Decreto Legislativo 116. Tali documenti, contenenti anche la proposta di “Piano Nazionale per i Metodi Alternativi”, sono stati consegnati questa mattina dalla LAV al Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta.

Sabato 24 e domenica 25 marzo i cittadini potranno sostenere la campagna della LAV per una ricerca senza uso di animali, recandosi presso i tavoli allestiti in 350 piazze d’Italia (l’elenco completo delle piazze è disponibile su www.lav.it) per firmare la petizione LAV a sostegno della proposta di “Piano Nazionale per i Metodi Alternativi” in applicazione del Programma di Governo e, peraltro, della mozione approvata la scorsa settimana dal Senato che impegna, fra l'altro, il Governo a "a farsi promotore di una nuova normativa sulla sperimentazione di farmaci e di sostanze chimiche, sia a livello europeo che nazionale, e a sollecitare la rapida validazione di nuovi metodi che non usano gli animali imponendo l'obbligo di sostituzione (…)".

Dopo più di 20 anni sta per essere modificata la direttiva UE 86/609 che disciplina la ricerca su animali: un'occasione unica per fare concreti passi in avanti verso una ricerca efficace e senza animali. Ogni anno, solo in Italia, quasi 1 milione di animali sono sottoposti a esperimenti crudeli, che non forniscono neppure dati utili alla salute umana. Le alternative già esistono (si allega documento di approfondimento) e in molti casi hanno completamente sostituito l'utilizzo degli animali. Se fossero accolte le nostre proposte, ogni anno sarebbero salvati 43.000 animali in Italia e 300.000 in tutta l'Unione Europea. Soprattutto, si getterebbero le basi per una progressiva ma totale sostituzione dell’uso di animali a fini sperimentali.

Attraverso la petizione che i cittadini potranno firmare a partire da sabato 24 e domenica 25 marzo, la LAV chiede che il Governo sostenga il bando dell’impiego:
- di qualsiasi specie animale usata per scopi didattici;
- di qualsiasi specie animale usata per esperimenti su sostanze d’abuso ed esperimenti bellici;
- di qualsiasi specie animale usata per testare prodotti per la detergenza domestica;
- di qualsiasi specie animale usata per esperimenti in xenotrapianti;

sostenga iniziative in sede europea affinché siano fissati impegni concreti per la diffusione dei metodi alternativi con l’obiettivo di una progressiva e completa sostituzione degli animali nelle sperimentazioni, attraverso finanziamenti e politiche adeguati, così come anche scritto nel Programma “Per il bene dell’Italia” a pag.153;
attui in Italia un Piano per lo sviluppo dei metodi alternativi così come proposto dalla LAV, che preveda, fra l’altro:
- l’obbligo di impiego di metodi sostitutivi validati o di comprovata efficacia;

- il varo dell’Istituto Italiano per i Metodi Alternativi, collegato ai Ministeri della Salute e della Ricerca Scientifica, che tenga e aggiorni un registro ufficiale dei metodi sostitutivi utilizzabili a livello nazionale;

- la destinazione del 30% dei finanziamenti pubblici alla ricerca biomedica alla riconversione di stabulari e laboratori che ricorrono all’uso di animali e rafforzamento dell’attività di ricerca sui metodi sostitutivi;

preveda efficaci sanzioni contro le violazioni, includendo sospensione e ritiro dell’autorizzazione alla sperimentazione;
finanzi la legge 413 (Obiezione di coscienza alla sperimentazione animale) a partire dalla legge finanziaria 2008.


I metodi sperimentali che non fanno ricorso ad animali sono scientificamente validi, quindi efficaci e sicuri, rappresentano una realtà da finanziare e sviluppare e sono già impiegati in alcuni campi:

· sul totale delle ricerche condotte a scopo biomedico in Italia, nel 30% dei casi vengono utilizzati animali, mentre per la restante parte sono utilizzati altri metodi: osservazione dei malati, studi epidemiologici, modelli matematici, ricerca su cellule e tessuti coltivati in vitro.

· Non si usano più animali per i seguenti esperimenti: test di gravidanza, test per la verifica della contaminazione batterica di farmaci, produzione di anticorpi (usati in diagnosi e ricerca), molti casi di verifiche igienico-sanitarie su alimenti (estrogeni, tossine algali), alcuni test di tossicità su sostanze chimiche (assorbimento cutaneo, mutagenesi e genotossicità, fototossicità, embriotossicità), produzione di insulina, produzione di acido ialuronico (ingrediente in formulazioni cosmetiche e farmaceutiche) e altre sostanze, crash test di automobili.

· Qualificate riviste scientifiche, come il British Medical Journal nel 2004 e Nature nel 2005, hanno dimostrato che la messa a punto di farmaci e terapie utili è possibile grazie agli studi clinici su volontari e non alla ricerca su animali.
“La sperimentazione animale è, ancora oggi ed erroneamente, considerata un male necessario: in realtà si basa sull’errore metodologico di poter estrapolare i risultati ottenuti dagli esperimenti su animali non umani agli umani, nonostante le rilevanti differenze biologiche di specie. Questo comporta, nel caso della sperimentazione dei farmaci che per legge richiede test su animali e poi test sull’uomo, che nel passaggio dagli uni agli altri, 4 molecole su 5 vengono cestinate a causa degli effetti avversi osservati sull’uomo e non rilevati sugli animali, con spreco di denaro e soprattutto di tempo utile per salvare i malati - dichiara Roberta Bartocci, responsabile nazionale LAV settore vivisezione - La Direttiva UE 86/609, ormai ventenne, non è più attuale sotto molti aspetti, così come il nostro Decreto Legislativo 116/92, non tenendo conto dei cambiamenti scientifici e tecnologici degli ultimi anni, come la regolamentazione dell’impiego di animali geneticamente modificati, oggi utilizzati di routine e che nell’attuale formulazione non sono neppure presi in considerazione. I metodi sostitutivi all’uso di animali oggi applicati in alcuni campi, garantiscono efficacia e sicurezza: le istituzioni e gli organi di ricerca hanno il dovere di utilizzarli e di garantirne lo sviluppo e non devono perdere l’occasione della revisione della direttiva 86/609 per dare il massimo sostegno a questa ricerca”.
Il 24 e 25 marzo, presso i tavoli LAV (per conoscere tutte le piazze dove trovare la LAV, www.lav.it) i cittadini potranno ricevere materiale informativo sul tema, firmare la petizione e sostenere questa campagna scegliendo l’uovo di Pasqua della LAV, in cambio di un contributo minimo di 10 euro. Per maggiori informazioni: tel. 06.4461325

LAV A GOVERNO: STOP A TEST, SALVARE 43.000 ANIMALI

Esistono metodi validi per la ricerca scientifica alternativi all'uso di test su animali: di qui l' appello di oggi della Lav rivolto a governo e scienziati con un dossier dal titolo ''Un'altra ricerca e' possibile''. Il documento, con cui si chiede chiede l'impegno a garantire l'uso e lo sviluppo dei metodi sostitutivi all'impiego di animali a fini sperimentali nell'Unione Europea, e' stato presentato oggi alla Camera dei deputati insieme ad un video. Il dossier, che contiene la proposta di un ''Piano nazionale per i metodi alternativi'', e' stato consegnato al sottosegretario alla Salute, Gianpaolo Patta. ''La battaglia della Lav e' una battaglia di civilta' - ha affermato Patta - e ne condivido l' obiettivo''. Il sottosegretario ha poi sottolineato la necessita' di fissare la data di un incontro fra rappresentanti del ministero della Salute, della Lav e della comunita' scientifica per iniziare un dibattito sulle proposte avanzate oggi e trovare punti di mediazione. Un impegno su ''metodi alternativi'' era infatti nel programma dell'Unione. Anche i cittadini potranno sostenere la proposta di un ''Piano nazionale per i metodi alternativi'' sabato 24 e domenica 25 marzo, per firmare la petizione dell'associazione ai tavoli della Lav in 350 piazze d'Italia e contribuire alla campagna scegliendo un uovo di Pasqua dell'associazione. ''Per l'Italia - spiega Gianluca Felicetti, presidente della Lav - si tratta di non perdere il treno della ricerca, ma anche di applicare metodi gia' utilizzati''. Felicetti fa un esempio concreto: ''Basta pensare ai test sulla balneazione. L'Istituto superiore di sanita' usa metodi alternativi per i test sulle biotossine microalgali, mentre le Regioni i test li fanno ancora sui topi''. Perche' e' cosi' urgente muoversi adesso su questo fronte? ''Dopo piu' di 20 anni - spiega la Lav - sta per essere modificata la direttiva Ue 86/609 che disciplina la ricerca sugli animali. Ogni anno, solo in Italia, quasi 1 milione di animali sono sottoposti a esperimenti crudeli, che non forniscono neppure dati utili alla salute umana. Se fossero accolte le nostre proposte, ogni anno sarebbero salvati 43.000 animali in Italia e 300.000 in tutta l'Unione Europea, gettando le basi per una progressiva ma totale sostituzione dell'uso di animali a fini sperimentali''. Cosa chiede la petizione? Ad esempio di sostenere il bando dell'impiego di qualsiasi specie animale usata per scopi didattici, per esperimenti su sostanze d'abuso, esperimenti bellici e per testare prodotti per la detergenza domestica. Il ''Piano per lo sviluppo dei metodi alternativi'' prevede poi l'obbligo di impiego di metodi sostitutivi validati o di comprovata efficacia e il varo dell'Istituto italiano per i metodi alternativi, ma anche la destinazione del 30% dei finanziamenti pubblici alla ricerca biomedica alla riconversione di stabulari e laboratori che ricorrono all'uso di animali, con il rafforzamento dell'attivita' di ricerca sui metodi sostitutivi. (ANSA)

HEINEKEN JAMMIN FESTIVAL AL CANILE DI SAN GIULIANO (VE)

Ancora una volta siamo ad appoggiare una protesta per tutelare gli animali di Venezia... dopo la protesta contro lo spostamento del canile, quella contro la chiusura ai volontari che sfamano e curano i gatti a Forte Marghera, vi comunichiamo che i 600 cani di San Giuliano quest'estate abbaieranno a tempo di rock!
Dal 14 al 17 giugno farà molto caldo a Mestre e non serve essere metereologi per prevederlo. In quei giorni, infatti, la città sarà presa d'assalto da centinaia di migliaia di persone per una kermesse musicale: l'Heineken Jammin Festival che da Imola, suo storico sito, sbarcherà in laguna e precisamente... al Parco di San Giuliano (VE).
Nonostante gli amministratori locali, che abbiamo visto essere insensibili quando si parla di animali e ambiente, stiano progettando lo spostamento dello stesso a Ca' Solaro, al tempo della kermesse i cani saranno ancora lì. Ospiti di una struttura ormai fatiscente, tettoie insufficienti in eternit, recinti sovraffollati, pavimentazione perlopiù in cemento e pochi alberi a portare un minimo di refrigerio dalla calura estiva, con l'aggiunta di confusione e musica sparata a palla, i poveri cani di San Giuliano saranno protagonisti, per quattro lunghe giornate, di una scena da girone dantesco, ma senza essere colpevoli.
Si invitano, pertanto, tutte le persone che amano la natura e gli animali o che quantomeno li rispettano, ad inviare la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/heineken.html

ORSETTO KNUT, UNA STAR IN PRIGIONE A BERLINO

Knut, il tenero cucciolo di orso bianco dello zoo di Berlino abbandonato dalla madre e allevato eccezionalmente dall'uomo, e' diventata una autentica star e potrebbe rubare la scena ai capi di stato e di governo della Unione europea che nel fine settimana affluiranno nella capitale tedesca per il vertice europeo straordinario per i 50 anni dei Trattati di Roma.
Venerdi' prossimo infatti, il baby-orsetto polare sara' presentato per la prima volta a visitatori e media che, si prevede, daranno l'assalto allo zoo per vedere da vicino il bianchissimo animale. Sembra che sara' possibile vedere Knut un paio di volte al giorno ad ore stabilite.
Perche' Knut - sopravvissuto ai drastici propositi omicidi di un esperto in zoologia - ha letteralmente conquistato il cuore e la simpatia dei berlinesi. Giornali, radio e tv dedicano infatti ampio spazio alla toccante vicenda del piccolo orso polare.
La Bild e il tabloid B.Z. sono usciti oggi addirittura con un enorme inserto-poster con la foto del piccolo Knut e gli slogan 'Berlin liebt Knut' (Berlino ama Knut) e 'Knut tut gut' (Knut fa bene). Il piccolo orsetto sara' perfino protagonista di una serie televisiva a puntate sul primo canale pubblico Ard.
Knut e' nato allo zoo di Berlino - citta' che ha un orso come emblema - il 5 dicembre scorso. La madre Tosca (20 anni) aveva partorito due gemelli ma non si era preso cura di loro. Cosi' uno degli orsetti era morto dopo quattro giorni, mentre Knut era invece sopravvissuto restando 44 giorni in una incubatrice.
Successivamente e' stato allevato da un veterinario, che lo ha curato con amore nutrendolo con latte dal biberon.
Questa circostanza aveva indotto alcuni esperti a suggerire l'eliminazione di Knut con una iniezione letale in quanto, a loro avviso, il contatto con gli umani in tenera eta' lascera' di certo nell'animale serie turbe comportamentali per tutta la sua vita.
'Tutte stupidaggini', aveva replicato il veterinario dello zoo di Berlino Andre' Schulte, secondo il quale il piccolo Knut, che pesava alla nascita 800 grammi, ora e' sui nove chili, sta bene, mangia con appetito e non da' segni strani di comportamento.
Sono molto rari i casi riusciti di allevamento di orsi bianchi da parte dell'uomo.
(ANSA)

RIESAME ANNULLA SEQUESTRO CANILE DI ISCHIA

La decima sezione del Riesame di Napoli, presieduta da Nicola Quatrano, ha annullato il provvedimento di sequestro, per carenza assoluta di motivazione, di un piccolo rifugio temporaneo per cani abbandonati, concesso in comodato d'uso dal Comune di Ischia ad alcune associazioni di volontari ed in particolare all'associazione 'Lega difesa del cane' di Ischia. Anche un'altra sezione del Riesame ha annullato successivi provvedimenti di sequestri di materiale documentale, pertinente all'attivita' svolta dalla Sezione di Ischia della Lega del Cane, eseguiti presso le abitazioni della Presidente e della Tesoriera dell'associazione. Per queste pronunce giurisdizionali stamattina gli animalisti hanno diffuso una nota con cui manifestano tutto il loro entusiasmo. Al riguardo e' intervenuta Arnalda Iacono nella qualita' di Presidente della lega difesa del cane di Ischia che dichiara: 'Il sequestro fu effettuato contestando all'associazione il maltrattamento di animali poiche', a detta della polizia di Stato i cani non erano tenuti in buone condizioni, a motivo delle caratteristiche stesse dei locali. La Sezione di Ischia della Lega del Cane, composta da volontari, in tantissime occasioni ha soccorso animali in difficolta' che nessun altro si e' fatto avanti per aiutare, prime fra tutte, le amministrazioni Comunali, che per legge sono tenute a farsi carico dei randagi, e che quasi sempre latitano ai loro obblighi'.
(ANSA)

ANCONA: SALVATI IN PORTO OLTRE CENTO CANI

Il sospetto della pratica barbara, senza cuore, della vivisezione è sbarcata ieri mattina al porto insieme alla nave dalla Grecia e il suo carico di cani in viaggio verso un destino infame. I carabinieri del Nas hanno avuto la soffiata giusta, e sono convinti di aver stroncato un traffico di animali da macellare per gli studi di laboratorio.
Lo scalo dorico è stato il porto del miracolo per un centinaio di Fido, che da migliori amici dell’uomo qualcuno voleva trasformare in cavie da sperimentazione. Erano stipati in scomparti all’interno di due Tir, avevano affrontato la trasferta non certo in prima classe. Diverse le razze rappresentate, uno stesso stato di prostrazione fisica dopo diverse ore di navigazione. Parecchie altre ne avrebbero dovute affrontare in strada per arrivare fino alla Germania, dove - ritengono gli inquirenti - erano diretti.
Il loro calvario è rimasto per fortuna a metà, grazie alla segnalazione arrivata ai carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni e alla loro capacità di trasformarla nella maxi operazione di sequestro che si è protratta praticamente per tutta la giornata di lunedì all’ombra del Guasco. I militari del Nas sono stati affiancati dagli esperti del servizio veterinario della Asl che insieme a loro, con professionalità e pazienza certosina, hanno verificato le condizioni sanitarie ed eseguito accertamenti sui certificati. Sono stati presi in esame uno ad uno. Controlli che hanno confermato i dubbi sull’anomalo trasporto, mentre la presenza di cavalli non è sembrata suscitare interrogativi riguardo alla regolarità. Gli autisti dei camion sono stati segnalati alla procura, e dovranno rendere ragione del viaggi che stavano conducendo e che è rimasto impigliato nella rete dei controlli in porto. Ai carabinieri i camionisti hanno abborracciato una spiegazione nient’affatto convincente. Hanno sostenuto che i cani erano stati acquistati da non meglio precisati proprietari, ma a domanda specifica non hanno saputo dire chi fossero. I cani sono stati portati in una struttura vicina alla città in grado di accoglierli. In attesa per loro di una soluzione migliore.
E.C.,
Corriere Adriatico

TORNA IL FREDDO, A FIDO BASTA UNA CUCCIA

Inizia il maltempo e l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) ricorda che il freddo potrebbe comportare seri problemi per i nostri amici domestici e selvatici. Secondo la Protezione animali, "ciascuno di noi si potra' quindi adoperare per dare una zampa a chi fa fatica a sopportare bruschi cambiamenti di temperatura oppure non trova riparo o ha difficolta' a nutrirsi sotto pioggia, vento e neve".
Per i cani domestici e' "sufficiente un pizzico di attenzione in piu', magari lasciandoli entrare in casa se fuori fa troppo freddo, o provvedendo a proteggerli con un riparo adeguato e una copertina se vivono all'aperto". Fondamentale e' "una cuccia coperta e sempre asciutta per evitare infreddature, mentre non basta una semplice tettoia, specialmente se di notte ci sono improvvisi cali di temperatura, come previsto per i prossimi giorni in tutta Italia". I piccoli volatili incontrano serie difficolta' a nutrirsi e ripararsi con il maltempo: questi giorni sono quindi un'occasione per "invitare" gli uccellini sui nostri davanzali e sui nostri tetti, dove potrebbero scegliere di restare in primavera se trovassero "un nido accogliente e qualche granaglia o pezzetti di frutta accanto a una ciotola per l'acqua fresca".
L'Enpa suggerisce ai genitori di intraprendere insieme ai propri bambini la costruzione di un riparo per gli uccelli; oltre a fare del bene agli animali, potrete approfittare "di questa occasione per educare anche i piu' piccini all'attenzione per la natura attraverso un momento di gioco e intimita' familiare". L'Enpa sottolinea come in queste piccole emergenze sia importante provvedere alle necessita' primarie dei nostri amici, fornendo l'assistenza per garantire il loro benessere. Asciugare il cane se torna bagnato dalla passeggiata, soprattutto le orecchie e le zampe, specialmente se ha giocato nella neve, e' un gesto che diventa emblematico della differenza tra un padrone attento ai bisogni del proprio quattrozampe e uno che non si cura della salute degli animali con cui vive. Prendersi cura dei propri animali domestici e rispettare la fauna selvatica, ricorda l'Enpa, non e' "una scelta opzionale, ma un dovere imposto dalla legge la cui mancata osservanza ha conseguenze gravi non solo per le vittime, ma anche per chi contravviene alle norme".
(Com/Tot/ Dire)

PETIZIONE PER KIRA

Firmate tutti la petizione per Kira.
Non si deve dimenticare, non si deve perdonare, non si deve giustificare chi ha fatto questo e potrebbe rifarlo o lo sta già facendo con altri animali.
Non solo in Sardegna ma ovunque.
Per Kira, Kiria che ha fatto la stessa fine e per tutti coloro che maltrattano, seviziano, torturano gli animali consapevoli che mai saranno presi, né mai pagheranno fino a che staranno in vita per quello che fanno.
Per fare pressione sui Carabinieri che non interrompano le indagini, sulla Magistratura che non faccia finta di non vedere.
NON SI PUO' DIMENTICARE!!!!

http://wolfmagic.altervista.org/kira.html

A MORTE 350 MILA FOCHE, PROTESTE IN 50 CITTA' MONDO

Morte annunciata per 350 mila cuccioli di foca e il mondo si mobilita. Per la giornata internazionale contro il massacro delle foche in Canada sit-in e manifestazioni in oltre 50 citta' del mondo. In Italia in campo gli Animalisti Italiani che si sono riuniti all' ambasciata canadese a Roma travestiti da foche e hanno allestito una mostra di foto scioccanti. L'associazione chiede il ''bando totale delle importazioni di prodotti derivati da foche, otarie e trichechi'' e annuncia mozioni da parte di Verdi, Radicali e Rifondazione. ''Gli Animalisti Italiani - ha detto Ilaria Ferri, Direttore Animalisti Italiani Onlus - si uniscono alla protesta internazionale contro il massacro di foche. Il Governo Canadese ha autorizzato anche quest'anno la strage di 350 mila cuccioli di foca. Tra il 2003 e il 2006 il piano di gestione della caccia alle foche ha previsto l'abbattimento di 975.000 esemplari, 325.000 solo nel 2006''.
Nel 2002, prosegue l'Associazione, 84.564 pelli non lavorate sono state esportate principalmente in Norvegia, Danimarca, Polonia, Estonia, Grecia, Giappone e Hong Kong, mentre nel 2003 in totale ne risultano esportate 64.617. Ogni pelle non trattata nel 2003 e' stata venduta sul mercato tra i 39 e i 43 dollari americani. Attualmente il prezzo e' di 74,27 euro. Dal 2 marzo del 2006 in Italia e' in vigore un decreto Ministeriale che vincola le importazioni di pelli di foca (groenlandica e dal cappuccio) provenienti dal Canada al regime restrittivo dell'autorizzazione ministeriale. (ANSA)

SOS TIGRE, RIDOTTA A 3.500 ESEMPLARI

Basta seguire la pista del denaro. Si scoprira' che la sopravvivenza della tigre asiatica e' legata a doppio filo alla perdita dell'habitat e delle prede, ma anche all'inarrestabile boom economico della Cina. Cacciati illegalmente questi animali, infatti, diventano preziosi ingredienti della medicina tradizionale ancora praticata nel Paese della Grande Muraglia, di cui i 'nuovi ricchi' vogliono fare uso. A lanciare l'allarme per salvare gli ultimi esemplari della specie 'Panthera tigris' e' Bivash Pandav, coordinatore del programma tigri e grandi felini asiatici del Wwf.

'' Le stime ufficiali, che parlano di circa 6.000 esemplari, ormai risalgono a sette anni fa e possono essere considerate ottimiste - spiega Pandav - Secondo i nostri calcoli, con la riduzione del 40% del loro habitat negli ultimi dieci anni ormai le tigri saranno circa tra i 3.000 e 3.500 individui''. Le tigri abitano fra l'India e la Cina sudorientale e tra l'estremo oriente russo fino a Sumatra. ''In Cina, dove un secolo fa viveva la maggioranza delle tigri asiatiche, oggi esistono centinaia di allevamenti di tigri in cattivita' come in Occidente faremmo con i polli, mentre allo stato selvatico non saranno rimasti piu' di 15 individui'' afferma Susan Lieberman, direttrice del programma specie internazionali del Wwf. Una tigre, che uccisa in India e nel Sud est asiatico (Malesia, Indonesia, Laos, Vietnam) all'inizio vale pochi dollari, nella rotta del traffico arriva a costare prima intorno ai 500 euro, per poi arrivare a cifre piu' elevate in Cina, passando dall'India attraverso Nepal o Bangladesh.

Qualcosa per contrastare il fenomeno si sta gia' muovendo: ''Il governo indiano ha allo studio un 'Wildlife crime bureau', cioe' un ufficio investigazione per il traffico illegale di animali selvatici - racconta Pandav - ma una prova che controlli efficaci servono alla tutela della specie e' la Siberia, dove il numero degli esemplari e' aumentato. L'importante adesso pero' e' non rimuovere il divieto al traffico di tigri da parte della Cina, sottoposta a molte pressioni interne''. Se si dovesse aprire questo varco, considerando la domanda crescente sarebbe infatti la fine per il piu' grande dei felini. Tre sottospecie intanto sono gia' estinte e altre due sono a rischio. Tra le iniziative del Wwf per salvare la tigre c'e' anche quella di dare una mano nelle azioni di mitigazione, come costruire alte recinzioni nei villaggi delle foreste dove l'habitat delle tigri si e' ristretto e risarcire le popolazioni che hanno subito danni agli allevamenti di bestiame prima che lo facciano i governi, che hanno tempi lunghi. Il passo piu' importante pero' lo devono fare le istituzioni, che troppo spesso cambiano la destinazione d'uso degli ecosistemi attirati da facili guadagni.

''Per convertire le foreste in colture la banca dello sviluppo dell'Asia fornisce prestiti - spiega Pandav - ma bisogna pensarci bene prima di ritrovarsi gravi danni agli habitat naturali''. Stilando una classifica dei Paesi dove la specie risulta piu' a rischio di estinzione ''l'area numero uno e' la Malesia, seguita da India, Nepal e poi dalle foreste della Russia''. La chiave per riportare il numero di esemplari ad una cifra accettabile e' la conservazione degli ecosistemi, ma anche l'educazione, soprattutto dei cinesi che si affidano a queste medicine illegali. ''La caccia della tigre non e' qualcosa che appartiene alle popolazioni che la praticano - conclude Pandav - ma e' il risultato della forte richiesta attuale da parte della Cina''. (ANSA)

NUOVO CODICE DEONTOLOGICO VETERINARIO: PERCHE’ E’ PEGGIORATIVO

Da “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato

”Il nuovo codice deontologico approvato il 17/12/06 dalla Federazione Ordini medici veterinari (FNOVI) a nostro avviso, presenta dei passaggi peggiorativi, rispetto al precedente, ad esempio circa Il “dovere di assistenza”, richiesto solo quando il medico veterinario è presente (art18 nuovo codice) mentre nel codice del ‘93 (art11) era previsto il dovere d’intervento del medico veterinario nei casi di urgenza anche se non invitato.
(Commento:ma se il nostro animale si sente male di notte o fuori orario ambulatorio e il veterinario non è presente, una volta chiamato telefonicamente può rifiutare l’intervento perché non è presente sul posto?)

Consegna dei documenti”(art 31 nuovo codice) :Il medico veterinario è in ogni caso tenuto a rilasciare al cliente i documenti diagnostici,copia della relazione clinica e ogni documentazione ricevuta dal cliente ogni qualvolta questo ne faccia richiesta e comunque al termine della prestazione.(commento: ma se un cliente vuole cambiare veterinario poiché non è contento del suo operato, nel corso di una prestazione, deve rifare tutte le analisi cliniche dell’animale in cura, con ulteriori spese?)

Protestiamo facendo sentire il nostro dissenso, reclamando una effettiva tutela dei nostri animali in campo sanitario, che non passa certo attraverso un simile codice deontologico, ma attraverso una serie di norme di legge che la nostra associazione reclama da tempo.



scrivere il seguente messaggio e spedire a :

info@fnovi.it
cc:arcanimali@tiscali.it


Spett.Federazione Ordine Medici Veterinari Italiani- FNOVi

abbiamo auto modo di leggere il testo del nuovo codice deontologico approvato in data 17/12/06, e troviamo che non vi sono stati i miglioramenti che auspicavamo per una maggiore tutela sanitaria degli animali d’affezione. In particolare, ci riferiamo agli articoli 18 e 31 che ci sembrano nettamente peggiorativi rispetto al precedente codice:
- Il “dovere di assistenza”, richiesto solo quando il medico veterinario è presente (art18 nuovo codice) mentre nel codice del ‘93 (art.11) era previsto il dovere d’intervento del medico veterinario nei casi di urgenza anche se non invitato.
(Commento: ma se il nostro animale si sente male di notte o fuori orario ambulatorio e il veterinario non è presente, una volta chiamato telefonicamente può rifiutare l’intervento perché non è presente sul posto?)

- Consegna dei documenti”(art 31 nuovo codice) :Il medico veterinario è in ogni caso tenuto a rilasciare al cliente i documenti diagnostici,copia della relazione clinica e ogni documentazione ricevuta dal cliente ogni qualvolta questo ne faccia richiesta e comunque al termine della prestazione.(commento: ma se un cliente vuole cambiare veterinario poiché non è contento del suo operato, nel corso di una prestazione, deve rifare tutte le analisi cliniche dell’animale in cura, con ulteriori spese?)

Ci auguriamo che possiate rivedere questi articoli, nella direzione di una seria tutela del soggetto animale che è parte importante della nostra famiglia umana e della nostra vita affettiva.


Cordiali saluti


nome e cognome
indirizzo
città

LA MAPPA DEI PROGETTI WWF DA OGGI SU GOOGLE EARTH

Dal computer di casa direttamente in Africa, Asia, Sud America: da oggi cliccando su Google Earth, il programma di mappe satellitari del famoso motore di ricerca, sara' possibile conoscere i luoghi in cui il Wwf svolge la sua attivita'. Con un semplice click del mouse si potra' partecipare virtualmente agli oltre 150 progetti di conservazione che l' associazione promuove nel mondo. ''L'accordo con Google Earth rendera' immediato l'accesso alle aree in cui abbiamo sviluppato i nostri programmi - commenta Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia - l'intera rete del Wwf internazionale e' visibile sulla mappa del mondo e cliccando sul logo del Panda si potra' entrare nel dettaglio delle location geografiche, conoscere il lavoro che si svolge nell'area, le criticita', le minacce, le strategie volte a ridurre i danni di impatti ambientali negativi e le soluzioni di volta in volta trovate''. (ANSA)

Per visualizzare il programma, scarica l'applicazione Google Earth

Se hai già Google Earth, puoi scaricare l'elenco dei Progetti

RABBIA ED INDIGNAZIONE

Negli ultimi giorni le condizioni di Kira si erano aggravate.
E’ morta stamattina alle 6.30, i suoi reni hanno ceduto, hanno ceduto per
tutte le privazioni e per la Leishmania.
Non ha sofferto, ma resta tanta rabbia, la rabbia per non aver potuto
vederla tornare ad essere un cane normale e felice, la rabbia per quella
vita serena e piena d’amore che ha solo potuto assaggiare ma di cui non ha
potuto godere a lungo, la rabbia perché in tutta questa storia non è stato
possibile sapere chi l’ha ridotta così e nessuno pagherà per questa enorme
ingiustizia.
Non è morta sola nel caso alcuni di voi se lo stessero chiedendo, era
circondata da tanto amore e siamo rimasti con lei fino all’ultimo. Non ha
vissuto un mese in una gabbia, la sua gabbia è stata sempre aperta ed era
lei che all’inizio preferiva stare dentro perché si sentiva più sicura.
Ultimamente però usciva, la portavamo anche fuori, girava per la Clinica e
stava nella nostra stanza con gli altri 2 nostri cani, mangiava dalle mani e
giocava con la pallina.
Ho fatto queste ultime precisazioni sia per quanti hanno come noi, sperato
che Kira potesse essere almeno un po’ amata e felice, sia per tutti i
malpensanti che hanno scritto sui vari forum; alcune frasi ci hanno fatto
davvero male, assicuro che abbiamo messo tutta la nostra professionalità e
soprattutto tutto il nostro cuore per aiutarla, garantisco che lo avremmo
fatto anche se non fosse diventata un caso mediatico e che avremmo pagato di
tasca tutte le sue cure, esattamente come ci capita di fare con tanti altri
cani e gatti di cui nessuno è a conoscenza (anzi, una delle persone che ha
scritto sul forum ne è perfettamente a conoscenza, dato che l’abbiamo fatto
proprio per un gatto trovato da lei..). E’ stato scritto che avremmo dovuto
mandarla a casa per i suoi ultimi giorni, ma quale casa?? Le uniche presone
che conosceva bene e l’unica casa in cui sia stata trattata con affetto ,
purtroppo, è stata la clinica e dico purtroppo perché anche noi avremmo
voluta darla in adozione al più presto e vederla vivere in una splendida
casa con tanti amici. Inoltre abbiamo tentato tutto per salvarla, fino
all’ultimo non ci siamo arresi, anche quando razionalmene non c’era più
niente da fare e da sperare noi abbiamo continuato a tentare perché le
volevamo davvero bene.
Scusate lo sfogo di prima ma alcune cose fanno davvero male e vorrei che
poteste immaginare, se voi state soffrendo per Kira per averla vista in
televisione e averne sentito la storia raccapricciante, come possiamo stare
noi che abbiamo vissuto per questo periodo insieme a lei e che, come voi, ci
siamo illusi per i suoi progressi. Siamo dei medici ma soprattutto degli
esseri umani e certe frasi feriscono, specialmente in un momento in cui
stiamo soffrendo anche noi.
Vorrei infine scusarmi personalmente per non avervi aggiornato in questi
ultimi giorni ma ho avuto e ho ancora dei problemi personali molto seri che
mi terranno per parecchio lontana dal lavoro, e in questo contesto si è
inserita anche la morte della piccola Kira.
Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento o altro.
clinicavetnemo@tiscali.it
079/212051
Al più presto daremo tutte le informazioni sui fondi raccolti per Kira, e
accetteremo i vostri suggerimenti sulle possibili destinazioni.
Grazie a tutti quanti hanno partecipato e sono stati vicini a noi e alla
piccola Kira.
Silvia

ANCHE D'INVERNO CANI VIETATI IN SPIAGGIA A LERICI E MONTEROSSO

Cani vietati in spiaggia, anche nella stagione fredda. Con una ordinanza apposita, i Comuni di Lerici e Monterosso hanno vietato l'accesso dei quattro zampe anche quando non ci sono i bagnanti: niente sgambate o zampettate in riva al mare, dunque, anche in questo avvio di primavera.
L'ordinanza ha provocato reazioni di protesta fra i proprietari di cani, soprattutto i tanti turisti. In provincia della Spezia, malgrado le direttive della legge regionale, nessun Comune ha ritagliato uno spazio di spiaggia per i cani.
'Tutti i sindaci sono inadempienti - conferma Antonietta Zarrelli, responsabile dell'ufficio tutela animali per i 32 Comuni spezzini - purtroppo i nostri inviti non hanno fin qui sortito alcun effetto. Se ai turisti non si consente di portare il cane in spiaggia, neppure d'inverno, si perde una fetta consistente di visitatori, che non rinunciano al proprio cane. O peggio ancora si invita a disfarsi dei propri cani, non graditi nella costa spezzina, fra mille divieti'.
Il fenomeno degli abbandoni nello spezzino e' elevatissimo.
Il solo canile comunale di San Venerio e' pieno, con oltre 220 animali abbandonati.
(ANSA)

TROPPI CANI IN CINA? ARRIVA LA TASSA DI POSSESSO

Da sempre e' considerato 'il migliore amico dell'uomo', ma per il piu' popolare animale domestico sembrano arrivare tempi duri in Cina.
Per disincentivare l'oramai diffusissimo possesso dei cani un legislatore cinese ha proposto una tassa apposita da applicare a tutti i possessori cinesi di Fido.
'L'imposta sui cani' contemplerebbe una cifra da pagare per le pulizie urbane necessarie 'per decoro', in seguito agli escrementi dell'animale, e per prevenire l'insorgere di malattie come la rabbia.
Secondo un rappresentante del Congresso Nazionale del Popolo, Jiang Deming, 'il possesso di cani domestici e' notevolmente aumentato in Cina, a causa del miglioramento delle condizioni di vita medie della popolazione e dello sviluppo della figura del cane come di 'uno status symbol'.
'E' necessaria pertanto una legislazione in materia - prosegue Deming - per proteggere gli interessi del resto della societa''.
Le entrate raccolte dalla 'tassa su fido' aiuteranno le citta' a mantenersi pulite, laddove ora i rifiuti e sporcizie lasciati dai cani cinesi deturpano marciapiedi e strade, comprese quelle della capitale.
Ma la tassa sembra non bastare per il legislatore che ha proposto questo disegno. Secondo il giurista dovrebbe addirittura essere bandito il possesso di cani di grande taglia ai cittadini delle aree urbane piu' popolose.
Proposte del genere raramente sono diventate legge presso il parlamento cinese, ma Pechino sembra seriamente intenzionata a combattere la dilagante proliferazione di cani, visto che solo nel 2006 sono morte oltre 2000 persone, tutte affette da rabbia.
Lo scorso anno il governo ha autorizzato a proposito un decreto che limita il possesso di cani, fissato per un esemplare a famiglia. Sorte peggiore per quelli di taglia superiore ai 35 centimetri, destinati a non poter trovare mai un padrone perche' considerati 'troppo grandi e pericolosi' e, percio', vietati.
(ASCA-AFP)(Piu'Europa)

LA BANALITÀ DEL MALE NELLO SPETTACOLO TEATRALE DI GARCIA

Far soffrire per imparare a capire la sofferenza. Questo è l’assurdo messo in scena nello spettacolo teatrale “Accidens Matar para comer” in scena da Martedì 13 marzo a Giovedì 15 marzo presso il teatro I di via G. Ferrari 11 a Milano (Tel. 02.832.31.56).
Secondo quanto dichiarato ai giornali dal regista argentino Rodrigo Garcia, durante lo spettacolo verrebbe sacrificato un astice tenuto vivo per poi essere torturato facendolo “agonizzare” il tutto come metodo d’insegnamento sul significato del dolore, della sofferenza, della tortura e della morte.
Seguendo questo ragionamento anche uccidere un bambino per far capire la sofferenza del bambino o stuprare una donna in uno spettacolo per far capire la terribile agonia fisica e psicologica della vittima, sarebbe lecito e “spettacolare”.
Lunedì 12 marzo, l’OIPA ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, ai Carabinieri del NOE, alla Polizia Locale e all’Ufficio del Garante per i diritti degli animali del Comune di Milano chiedendo un intervento urgente atto ad impedire il reato di maltrattamento sugli animali. Infatti per l’OIPA far soffrire e uccidere un astice in uno spettacolo teatrale costituisce reato secondo quanto disposto dagli artt. 544-bis e 544-ter del Codice Penale (introdotti dalla Legge 20 luglio 2004 n. 189).
In verità questa rappresentazione è solo uno squallido tentativo per far parlare di se e per riempire un teatro. Il regista argentino tra le altre stupidaggini ha dichiarato: “Il dolore è una cosa drammatica ma anche bella, dipende da come la vedi”
“Forse il dolore può essere considerato una cosa bella per un serial killer o più semplicemente per una persona totalmente insensibile, ma certamente non è una cosa bella per una società davvero civile o per la vittima che la subisce – dichiara Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia – E’ vero che questo spettacolo rappresenta quello che avviene quotidianamente nei ristoranti in cui vengono bollite vive le aragoste ma rappresentarlo sotto forma di spettacolo rappresenta una crudeltà gratuita oltre che un reato. Sarebbe sufficiente descrivere la sofferenza a parole, come fanno tutti i grandi artisti ed invitare le persone a compiere la scelta di rinunciare di cibarsi di astici e di avvicinarsi alla scelta vegetariana, una dieta sempre più riconosciuta più sana per noi e per gli animali”.
Proprio recentemente l’OIPA aveva plaudito per una sentenza esemplare di condanna, nei confronti di un ristoratore, per violazione della Legge sul maltrattamento sugli animali, per alcune aragoste tenute vive sul ghiaccio in condizioni non idonee.

IN ITALIA 1,6 MLN DI CANI NEI LAGER

Circa 1 milione e 600.000: è il popolo dei cani 'reclusi' nei canili-lager, ancora presenti in varie aree della penisola. Ad accendere i riflettori sul fenomeno, un'inchiesta dell'ultimo numero del mensile 'Quattro zampe' diretto da Enrico Morelli.
Secondo l'inchiesta, si è di fronte ad una situazione di emergenza a Mazzano Romano, in Provincia di Roma, a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto, al rifugio privato di Cicerale nel Cilento, e tra gli esempi anche il maxi-sequestro di 500 tra cani e gatti nel Friuli Venezia Giulia. Situazioni di grave abbandono a fronte delle quali gli esperti avanzano proposte costruttive, come i moderni parco-canili, e suggerimenti su come denunciare un canile-lager, in un viaggio tra esempi di degrado e parchi ecologici futuristici. (ANSA)
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CAMPAGNA DI EMERGENZANIMALI

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SCIOPERO DELLA FAME PER NON FAR 'DEPORTARE' I CANI DEL RIMINESE

I Comuni di Bellaria, Misano, Santarcangelo e Verucchio hanno intenzione di spostare 28 cani, che hanno attualmente in carico, nel canile di San Secondo Parmense poiche' la retta e' piu' bassa di quelle delle strutture della provincia di Rimini. Una decisione che ha scatenato le ire di Animal Liberation, i cui esponenti minacciano lo sciopero della fame. Un comunicato informa che "il Coordinamento regionale della associazioni animaliste dell'Emilia-Romagna e Animal Liberation denunciano" lo stress da viaggio che gli animali avrebbero patito, una presunta scarsita' di controlli, e "indicono lo sciopero della fame ad oltranza davanti alla Provincia di Rimini fino al rientro di tutti i cani deportati a Parma".
Ma perche' la struttura parmense e' cosi' detestata dagli animalisti riminesi? La nota spiega che "e' posta in aperta campagna, lontano dai luoghi di aggregazione, priva di segnaletica adeguata". Ne consegue "che nessuno se non accompagnato e' in grado di raggiungere il canile. Sull'ingresso della struttura non esiste alcun cartello che indichi esserci un canile consortile. L'unico cartello riportante gli orari e' affisso all'interno. I cani qui inviati non hanno pertanto alcuna possibilita' di essere adottati". Inoltre il canile parmense "supera il numero i 200 cani ospitati": troppi. Per questi motivi le associazioni animaliste, riservandosi anche eventuali denunce, fanno sapere che comunque intraprenderanno uno sciopero della fame davanti alla Provincia finche' "tutti i cani deportati a Parma faranno ritorno sul loro territorio d'appartenenza".
(Pag/ Dire)

UE: FRATTINI, PRESTO ILLEGALE COMMERCIO PELLI CANI E GATTI

Sara' presto illegale, nell' Unione europea, il commercio di pelli di cani e gatti, mentre resta irrisolta la regolamentazione della caccia alle foche del commercio delle loro pelli: lo ha comunicato il commissario Ue per al Commercio, Peter Mandelson, al vice presidente della Commissione Europea, Franco Frattini.
Dopo la soluzione di lunghi problemi legali - ha ricordato Mandelson - e' finalmente giunta all'attenzione e alla discussione del Consiglio europeo e al Parlamento, la proposta di vietare per legge il commercio di pelli di cani e di gatti.
Il vice presidente Frattini, da sempre sensibile alle tematiche animaliste e che, su tale questione, si era speso sin dai primi giorni del suo insediamento a Bruxelles, ha reso nota la comunicazione di Mandelson. Il quale ha aggiunto che 'rimane ancora irrisolta, purtroppo la regolamentazione della caccia alle foche e al commercio delle loro pelli'.
Il Canada, paese in cui e' assai diffuso lo sfruttamento commerciale delle pelli di foca, dopo ripetuti interventi di Frattini e di Mandelson, ha comunque chiesto alla Commissione europea di individuare un'insieme di norme internazionali condivise per regolamentarne la caccia. E in questo senso la direzione generale per l'Ambiente dell'Ue, ha intenzione di promuovere uno studio proprio sui problemi etici legati ad alcuni indiscriminati metodi di caccia e al commercio spesso privo di regole delle pelli di animali.
'Da parte di Mandelson un'ennesima prova di amicizia e di sensibilita' politica ed umana - ha commentato Frattini - il commissario mi ha infatti assicurato che lui e i suoi collaboratori continueranno a sostenere misure tese ad incoraggiare paesi terzi a migliorare il benessere degli animali'. (ANSA)

EUROPA A CINA: NO A ESTRAZIONE BILE DA CISTIFELLEA ORSI

Basta "mungere" gli orsi per estrarne la bile.
L'Unione europea, pressata dagli appelli di animalisti e cittadini, ha deciso di intervenire per contrastare una fra le piu' criticate pratiche della medicina tradizionale cinese: l'estrazione costante- tramite catetere- di bile dalla cistifellea di orsi vivi tenuti in angustissime gabbie. "Ending bear farming in China" e' diventata infatti la linea di condotta ufficiale dell'Unione europea. La Commissione inviera' nelle prossime ore una lettera ufficiale al presidente della Cina Hu Jintao, per chiedere il cambiamento nella linea di condotta sulla questione degli orsi sfruttati per la bile.
Per l'Oipa, associazione animalista affiliata all'Onu, e' l'ennesima dimostrazione del successo delle petizioni on line "che anche in quest'occasione hanno contribuito a smuovere il parlamento europeo". In Cina esistono apposite fattorie in cui gli orsi vengono tenuti perennemente in posizione supina per "mungerne" la bile, tramite appositi cateteri, dalla cistifellea, un processo- ricorda l'Oipa- "dolorosissimo" (www.animalsasia.org).
Secondo i dati delle associazioni animaliste sarebbero circa 7.000 gli orsi asiatici costretti a trascorrere le loro vite con un foro nella pancia per l'estrazione della bile. "Sono quotidianamente sottoposti ad una delle pratiche piu' disumane che si possano immaginare (purche' si abbia abbastanza immaginazione)", spiega l'Animal asia foundation. "Per ben due volte al giorno viene estratta loro la bile dalla cistifellea.
Costretti a vivere in uno stato di terrore e di violenza, molti di loro cercano il suicidio squarciandosi il ventre con le zampe, o come automi colpiscono ripetutamente la testa contro le sbarre". Non esiste giustificazione per le "immani torture patite da questi orsi: i farmaci, i vini, gli unguenti prodotti grazie alla bile possono, infatti, essere ottenuti usando altre sostanze, magari vegetali".
Questi orsi non hanno mai conosciuto la liberta', "costretti fin da cuccioli a lavorare nel circo per poi finire in una gabbia a vedere del liquido verde sgorgare dalla loro pancia. Per questo l'animals asia foundation si sta impegnando "per porre fine a questi allevamenti crudeli e liberare quanti piu' orsi sia possibile".
(Val/ Dire)

ALLARME PER RAPIMENTI DI CANI A ROMA

E' allarme rapimenti per i cani a Roma e uno strano furgone si aggira per le strade della capitale. Almeno stando a quanto afferma la consigliere delegata del sindaco ai Diritti degli Animali Monica Cirinna, secondo la quale sono spariti cani a Corcolle, piazza di Spagna, via Ripetta, Pincio e via del Corso.
'Non lasciate incustoditi i vostri cani - dice Cirinna' - quando li portate a spasso per strada, non perdeteli mai di vista, neanche quando entrare in un negozio, non lasciateli legati ai ganci esterni. Come segnalatomi da numerosi cittadini, sta accadendo uno strano fenomeno: cani di proprieta' che spariscono nel nulla, probabilmente rapiti da persone senza scrupoli: sta succedendo a Corcolle da tempo, cosi' come al centro di Roma, a piazza di Spagna e dintorni'.
'Invito quanti piu' romani - aggiunge - a prevenire un eventuale rapimento: secondo il nostro regolamento di Tutela degli Animali si puo' accedere negli esercizi commerciali con i cani, eccetto in quelli che specificano il loro divieto all'ingresso'.
Ai primi di febbraio al Pincio, racconta Cirinna', e' scomparso 'Quattro', un meticcio tipo volpino, color miele, di circa otto anni: lo conoscono tutti nel quartiere, abituato a girare per il centro, tra piazza di Spagna e via Vittoria. E proprio un mese fa dei cittadini hanno avvistato a via del Tritone, altezza Collegio del Nazareno, un furgone azzurro con su scritto 'Protezione Animali', con dentro un ragazzo e una ragazza apparentemente cordiali.
'Altra segnalazione di cittadini - continua Cirinna' - Musetta, una bretoncina di quartiere, e' stata portata via nella settimana tra il 15 e il 20 gennaio dai Giardini di Corcolle da un furgone con la scritta 'Polizia Veterinaria'. Nessuno dal canile municipale, dove tra l'altro Musetta era stata sterilizzata e microchippata come 'cane libero accudito', ha mai mandato un simile furgone in quella zona, ne' ha mai ricevuto la cagnolina, ne' conosce tale mezzo di trasporto'.
Secondo la delegata, 'negli stessi giorni sono spariti dei cuccioli, sempre dai giardini di Corcolle, da dove lo scorso 27 gennaio e' sparito anche un dobermann di tre anni, buonissimo. A via Ripetta - conclude - stavano per rubare un cane a una signora, lasciato al gancio fuori del negozio, e pochi giorni fa a una ragazza senzatetto, che spesso siede a via del Corso o a via Vittoria, e benvoluta nel quartiere, hanno rubato il cane'.
(ANSA)

CONVEGNO PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI A TRAPANI

Presso l’auditorium “Tito Marrone” dell’Università di Trapani si è tenuto un incontro con le scolaresche a cui a preso parte anche la cittadinanza di Trapani.
L’intento dell’OIPA era quello di coinvolgere i ragazzi delle scuole medie e superiori informandoli e facendoli riflettere sulle problematiche che coinvolgono gli animali: caccia, circhi, corrida, pellicce, randagismo, vivisezione, allevamenti intensivi.
Al convegno erano presenti più di 400 studenti e cittadini di Trapani e ha visto la presenza anche del Sindaco di Trapani, Girolamo Fazio