Balene battono Giappone 5 a 1
25/06/2006 19:54
Nonostante le pressioni e le manipolazioni
politiche ed economiche il Giappone non è riuscito
a far riaprire la mattanza alle balene.
Balene contro Giappone. Nelle isole S. Kids & Navy si è svolta la 58° riunione della commissione baleniera internazionale e il Giappone aveva richiesto la riapertura della caccia alle balene.
Attualmente è consentita solo la caccia per fini scientifici. Scusa con la quale il Giappone (ma in minor parte anche Norvegia e Islanda) hanno cacciato 200.000 balene in 20 anni di moratoria. Ma quest'anno il Giappone richiedeva la riapertura di una caccia libera presentando uno studio che dimostrava che la balena Minke era arrivata a una quota di 750.000 esemplari, valore che rappresenterebbe un soprannumero. Però circa quindici giorni fa degli imminenti studiosi australiani hanno presentato uno studio (pubblicato da niente po' po' di meno che l'International Journal of Zoology) dove dimostravano che la balena Minke è ridotta a 250.000 esemplari svelando il falso scientifico messo in atto dai giapponesi per poter cacciare questi stupendi e importanti mammiferi.
In questi anni il Giappone è riuscito a far entrare molti paesi amici che lo avrebbero appoggiato in questa votazione. Tra questi, molti paesi privi di interessi balenieri e alcuni addirittura privi di mare.
Tra questi paesi c'era il Guatemala. In Guatemala, però, l'opposizione è stata forte. Le piazze si sono riempite più di una volta, i giornali e le televisioni ne hanno parlato a lungo e il collettivo ecologista MadreSelva ha raccolto 8500 firme (quando ne bastano 5000). In seguito a tutto questo il Guatemala, non trovando il coraggio per votare contro, non ha partecipato alla commissione. E la sua assenza è stata fondamentale soprattutto nelle votazioni sulla caccia alla balena Minke e sulla caccia vicino alle coste che si sono risolte solo per un voto.
Queste le votazioni che erano nell'agenda:
Il Giappone chiedeva il voto segreto: vincono le balene 33 a 30; il voto è pubblico.
Il Giappone chiedeva di poter cacciare le balene vicino alle coste: vincono le balene 31 a 30, proposta bocciata per solo un voto.
Il Giappone chiedeva di poter cacciare la balena Minke: vincono le balene 31 a 30, la caccia non è riaperta per solo un voto.
Il Giappone voleva togliere dall'agenda della commissione i cetacei minori: vincono le balene 32 a 30, i cetacei minori sono ancora in agenda.
Il Giappone voleva eliminare il santuario dell'atlantico: vincono le balene 33 a 28, il santuario resta vivo, nel vero senso della parola.
Balene contro Giappone. Nelle isole S. Kids & Navy si è svolta la 58° riunione della commissione baleniera internazionale e il Giappone aveva richiesto la riapertura della caccia alle balene.
Attualmente è consentita solo la caccia per fini scientifici. Scusa con la quale il Giappone (ma in minor parte anche Norvegia e Islanda) hanno cacciato 200.000 balene in 20 anni di moratoria. Ma quest'anno il Giappone richiedeva la riapertura di una caccia libera presentando uno studio che dimostrava che la balena Minke era arrivata a una quota di 750.000 esemplari, valore che rappresenterebbe un soprannumero. Però circa quindici giorni fa degli imminenti studiosi australiani hanno presentato uno studio (pubblicato da niente po' po' di meno che l'International Journal of Zoology) dove dimostravano che la balena Minke è ridotta a 250.000 esemplari svelando il falso scientifico messo in atto dai giapponesi per poter cacciare questi stupendi e importanti mammiferi.
In questi anni il Giappone è riuscito a far entrare molti paesi amici che lo avrebbero appoggiato in questa votazione. Tra questi, molti paesi privi di interessi balenieri e alcuni addirittura privi di mare.
Tra questi paesi c'era il Guatemala. In Guatemala, però, l'opposizione è stata forte. Le piazze si sono riempite più di una volta, i giornali e le televisioni ne hanno parlato a lungo e il collettivo ecologista MadreSelva ha raccolto 8500 firme (quando ne bastano 5000). In seguito a tutto questo il Guatemala, non trovando il coraggio per votare contro, non ha partecipato alla commissione. E la sua assenza è stata fondamentale soprattutto nelle votazioni sulla caccia alla balena Minke e sulla caccia vicino alle coste che si sono risolte solo per un voto.
Queste le votazioni che erano nell'agenda:
Il Giappone chiedeva il voto segreto: vincono le balene 33 a 30; il voto è pubblico.
Il Giappone chiedeva di poter cacciare le balene vicino alle coste: vincono le balene 31 a 30, proposta bocciata per solo un voto.
Il Giappone chiedeva di poter cacciare la balena Minke: vincono le balene 31 a 30, la caccia non è riaperta per solo un voto.
Il Giappone voleva togliere dall'agenda della commissione i cetacei minori: vincono le balene 32 a 30, i cetacei minori sono ancora in agenda.
Il Giappone voleva eliminare il santuario dell'atlantico: vincono le balene 33 a 28, il santuario resta vivo, nel vero senso della parola.
16 GIUGNO ore 21 : CONFERENZA A SARONNO con Sara Turetta
18/06/2006 20:08
San Nicola L'Arena, ancora cani avvelenati
18/06/2006 20:04
Da tempo il problema randagi si è accentuato, molti
cani sono stati abbandonati dai loro padroni mentre
altri sono proliferati.
Da tempo chiedevamo agli organi competenti più attenzione verso i randagi, non chiedevamo null'altro che il rispetto della legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 30 agosto 1991. Abbiamo dato consigli e spiegato soluzioni, abbiamo anche consigliato di associare più comuni per far fronte al problema, abbiamo consigliato anche a chi potersi rivolgere per poter attuare una cosa del genere, all'inizio ascoltavano con interesse poi hanno incominciato a lamentarsi dicendo che la colpa di tutti i randagi in paese era di chi dava loro da mangiare. Rimango esterrefatta davanti a tanta ignoranza. Ieri sera l'epilogo, qualcuno infastidito e disturbato dai tanti cani che stazionano davanti ai negozi o vanno in giro in branco a spaventare le persone ha pensato bene di risolvere il problema avvelenandone 20, inoltre è certo che alcune cagnette morte stavano allattando ma non si sa dove sono i cuccioli. Poveri animali colpevoli solo di avere fame e sete, di cercare un rifugio per il freddo o per il caldo, hanno pagato fra innumerevoli sofferenze per l'inciviltà e l'indifferenza che aleggia in paese, sono morti in mezzo alla gente fra atroci spasmi.
I Carabinieri chiamati di notte per denunciare l'orrendo crimine non sono intervenuti e anche questa mattina richiamati hanno risposto che i randagi non sono competenza loro. E allora non scandalizziamoci davanti alle immagini della Romania quando a casa nostra perpetriamo le stesse sofferenze agli animali. Sono fermamente convinta che''Anche gli innocenti morti trovano giustizia nelle leggi universali del cosmo, che da ad ognuno, presto o tardi, quello che si merita. Concludo questa lettera dicendo che: grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali, Mohandas K. Gandhi.
Da tempo chiedevamo agli organi competenti più attenzione verso i randagi, non chiedevamo null'altro che il rispetto della legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 30 agosto 1991. Abbiamo dato consigli e spiegato soluzioni, abbiamo anche consigliato di associare più comuni per far fronte al problema, abbiamo consigliato anche a chi potersi rivolgere per poter attuare una cosa del genere, all'inizio ascoltavano con interesse poi hanno incominciato a lamentarsi dicendo che la colpa di tutti i randagi in paese era di chi dava loro da mangiare. Rimango esterrefatta davanti a tanta ignoranza. Ieri sera l'epilogo, qualcuno infastidito e disturbato dai tanti cani che stazionano davanti ai negozi o vanno in giro in branco a spaventare le persone ha pensato bene di risolvere il problema avvelenandone 20, inoltre è certo che alcune cagnette morte stavano allattando ma non si sa dove sono i cuccioli. Poveri animali colpevoli solo di avere fame e sete, di cercare un rifugio per il freddo o per il caldo, hanno pagato fra innumerevoli sofferenze per l'inciviltà e l'indifferenza che aleggia in paese, sono morti in mezzo alla gente fra atroci spasmi.
I Carabinieri chiamati di notte per denunciare l'orrendo crimine non sono intervenuti e anche questa mattina richiamati hanno risposto che i randagi non sono competenza loro. E allora non scandalizziamoci davanti alle immagini della Romania quando a casa nostra perpetriamo le stesse sofferenze agli animali. Sono fermamente convinta che''Anche gli innocenti morti trovano giustizia nelle leggi universali del cosmo, che da ad ognuno, presto o tardi, quello che si merita. Concludo questa lettera dicendo che: grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali, Mohandas K. Gandhi.
Canile di Putido
05/06/2006 08:24
“Giunti a questo punto, ci rivolgiamo a tutti
coloro che, per il ruolo ricoperto nella società,
possano fermare l’incomprensibile ostinazione
dell’amministrazione comunale”.
E’ un appello in piena regola quello che
l’associazione per la difesa degli animali
lancia alla cittadinanza in merito alla
problematica dei cani ospitati presso il canile di
Putido. Dopo che nei giorni scorsi più di una
quindicina di queste bestiole sono state trasferite
al canile di Ostra Vetere, domani si prevede il
trasferimento di altri cani. E allora ecco che
l’Ada, che gestisce la struttura comunale,
torna a farsi sentire.
“La comunicazione è arrivata il 25 maggio - fanno sapere gli animalisti - ossia con un anticipo di soli cinque giorni sulla data di trasferimento dei cani, nonostante avessimo sollevato grandi perplessità sull’operazione, tramite una lettere inviata agli organi competenti. La lettera è rimasta senza risposta, così com’è rimasta senza risposta la richiesta di verificare la regolarità amministrativa della pratica, avanzata il 25 maggio. Anzi, proprio in quella data il Comune ha comunicato l’ulteriore trasferimento delle bestiole”.
Di qui, alcune domande. “Perché tanta fretta? – chiede l’Ada – Perché non si vuole far controllare l’operato della giunta? Forse non merita risposta la richiesta di chiarimenti in ordine alla correttezza amministrativa delle procedure relative all’affidamento dell’appalto a trattativa privata e sulla capienza del canile di riferimento?”. Intanto, ecco delle novità.
“Appassionati ed esperti cinofili – prosegue l’Ada – attestano, tramite una dichiarazione di cui siamo in possesso, che nel canile di trasferimento i cani sono alloggiati in box angusti rispetto al loro numero, che sono stati ritrovati nei box escrementi giacenti da diversi giorni, che sono state rilevate la mancanza di acqua bevibile e la presenza di mangime tra escrementi ed urine, che la promiscuità trai cani è tale che i più deboli soggiacciono alle prepotenze dei più forti (e ciò è riscontrabile anche dalle vistose morsicature presenti, appunto, sui cani più deboli), che il canile, che ospita 150 cani, viene accudito da una sola persona, nonché saltuariamente da un volontario, che i cani non escono mai per la sgambatura, che il canile stesso, nonostante l’orario affisso, di fatto non è visitabile poiché non c’è mai nessuno”.
Ma non è tutto. “I volontari della nostra associazione – sottolineano ancora gli artefici della protesta – non paghi di notizie e di dichiarazioni assunte, si sono recati direttamente al canile di trasferimento, trovando fortunatamente il cancello aperto, perché degli operai stavano facendo dei lavori. Lo spettacolo a cui hanno potuto assistere è stato immortalato in un servizio fotografico che viene messo a disposizione di chiunque voglia consultarlo. In esso vengono confermate le dichiarazioni di cui eravamo in possesso. Eppure, era stato assicurato che i cani sarebbero andati a stare meglio e che ben due assessori comunali avevano fatto gli opportuni accertamenti, addirittura mediante un sopralluogo. Purtroppo, agli atti del Comune non esiste nessuna relazione scritta al riguardo."
“La comunicazione è arrivata il 25 maggio - fanno sapere gli animalisti - ossia con un anticipo di soli cinque giorni sulla data di trasferimento dei cani, nonostante avessimo sollevato grandi perplessità sull’operazione, tramite una lettere inviata agli organi competenti. La lettera è rimasta senza risposta, così com’è rimasta senza risposta la richiesta di verificare la regolarità amministrativa della pratica, avanzata il 25 maggio. Anzi, proprio in quella data il Comune ha comunicato l’ulteriore trasferimento delle bestiole”.
Di qui, alcune domande. “Perché tanta fretta? – chiede l’Ada – Perché non si vuole far controllare l’operato della giunta? Forse non merita risposta la richiesta di chiarimenti in ordine alla correttezza amministrativa delle procedure relative all’affidamento dell’appalto a trattativa privata e sulla capienza del canile di riferimento?”. Intanto, ecco delle novità.
“Appassionati ed esperti cinofili – prosegue l’Ada – attestano, tramite una dichiarazione di cui siamo in possesso, che nel canile di trasferimento i cani sono alloggiati in box angusti rispetto al loro numero, che sono stati ritrovati nei box escrementi giacenti da diversi giorni, che sono state rilevate la mancanza di acqua bevibile e la presenza di mangime tra escrementi ed urine, che la promiscuità trai cani è tale che i più deboli soggiacciono alle prepotenze dei più forti (e ciò è riscontrabile anche dalle vistose morsicature presenti, appunto, sui cani più deboli), che il canile, che ospita 150 cani, viene accudito da una sola persona, nonché saltuariamente da un volontario, che i cani non escono mai per la sgambatura, che il canile stesso, nonostante l’orario affisso, di fatto non è visitabile poiché non c’è mai nessuno”.
Ma non è tutto. “I volontari della nostra associazione – sottolineano ancora gli artefici della protesta – non paghi di notizie e di dichiarazioni assunte, si sono recati direttamente al canile di trasferimento, trovando fortunatamente il cancello aperto, perché degli operai stavano facendo dei lavori. Lo spettacolo a cui hanno potuto assistere è stato immortalato in un servizio fotografico che viene messo a disposizione di chiunque voglia consultarlo. In esso vengono confermate le dichiarazioni di cui eravamo in possesso. Eppure, era stato assicurato che i cani sarebbero andati a stare meglio e che ben due assessori comunali avevano fatto gli opportuni accertamenti, addirittura mediante un sopralluogo. Purtroppo, agli atti del Comune non esiste nessuna relazione scritta al riguardo."
Riepilogo situazione Cina
03/06/2006 08:45
Ciao a tutti,
vi scrivo quasi esclusivamente per sfogarmi e magari sperando che dividendo la mia pena con voi che amate gli animali come me,magari mi possa sentire un po' meglio.
Premesso che sapevo già prima di partire come venivano trattati gli animali in Cina. Premesso anche che non ci é possibile aiutare tutti gli animali del mondo e che ce ne dobbiamo fare una ragione. Premesso che ci sono tragedie sicuramente peggiori di queste, credo che oggi ho fatto una cosa di cui potrei pentirmi, se non altro perché mi fa stare molto male.
Da quando ci siamo trasferiti a ShenZhen mi era capitato prendendo il Taxi dall'hotel a dove lavoro di notare un negozio di animali, con un paio di cani fuori chiusi in gabbia. I tassisti non facevano la solita strada e prima di orizzontarmi su dove effettivamente fosse questo negozio mi ci é voluto diverso tempo,ma ogni volta che ci passavo davanti vedevo gli stessi cani sempre chiusi in gabbie molto piccole senza acqua né cibo.
Oggi mi sono fatta accompagnare da una ragazza cinese che ho conosciuto qua e che parla bene inglese e sono andata in questo negozio. Il mio scopo era solo quello di dire al proprietario se questi due cani ogni tanto li faceva uscire e come mai non avevano neanche la ciotola dell'acqua visto il caldo che fa da queste parti.
Così ci siamo andate e sono entrata dentro il negozio. Era meglio se stavo fuori. Dentro c'erano tutta una serie di gabbie, con dentro cani di tutte le taglie e razze.Gabbie tipo quelle che hanno i veterinari per mettere i cani appena operati. I cani piccoli possono muoversi, ma quelli piu' grandi non possono neanche stare in piedi. Il pavimento della gabbia é una grata per far passare le deiezioni. Mi é sembrato strano che avessero tanti cani da vendere e ho fatto chiedere alla ragazza cinese da dove venivano. La proprietaria mi ha detto che sono cani abbandonati che lei prende per la strada e porta lì.Gli dà una ripulita e da mangiare e poi li vende a chi li vuole. Li fa uscire sì e no due volte al giorno, ma non ci credo molto, e basta. Per il resto del tempo stanno sempre dentro queste gabbie assurde. Aveva anche tre gatti, chiusi anche loro dentro un trespolo per uccelli.
Non vi descrivo la pena che mi é venuta. Sono uscita perché non ce la facevo piu' a guardarli negli occhi e poi la proprietaria si stava innervosendo perché non capiva le mie domande e sperava invece che io fossi lì per comprare un cane.
Durante la strada di ritorno con le lacrime agli occhi, ho chiesto alla ragazza cinese se domani o quando puo', riesce a chiedere alla proprietaria se qualche volta, quando ho un'ora libera posso andare a prendere un cane e portarlo a fare una passeggiata. Mi ha detto che non sa se accetterà perché per loro é una cosa molto strana. Pero' ci prova. Lo so che sto solo facendomi ulteriormente del male ma voi cosa fareste al mio posto? I miei colleghi, i quali mi hanno visto con gli occhi gonfi, mi hanno chiesto cosa mi fosse successo e non vi dico i commenti. Che tanto non me li posso portare in Italia, che ce ne sono che stanno peggio, che meglio lì che a morire di fame per la strada o in qualche ristorante come arrosto misto e via discorrendo.
Non so se quella signora accetterà, magari vorrà dei soldi in cambio, ma non riesco a stare senza fare neanche questa piccola cosa per qualcuno di loro.
Ho anche pensato di rivolgermi a qualche associazione animalista cinese, perché avevo letto che ne stavano sorgendo, ma non so come fare a contattarli ammesso che possano fare qualcosa per questi poveri animali.
Non credo che qua esistano canili, forse i randagi li uccidono e quelli che sono "fortunati" vengono venduti. L'anagrafe canina non esiste e se un proprietario si stufa lo manda via. Nelle nefandezze tutto il mondo é paese, che si tratti di Cina, Italia, Romania o Stati Uniti, gli uomini sono tutti uguali.
Manuela
Ciao,
lo so che é meno di una goccia nell'oceano degli oceani ma ho appena ricevuto una bella notizia e vorrei dividerla con voi.
Riguarda quei cani chiusi nelle gabbie piccole di quel negozio di animali qua vicino.
La ragazza cinese che conosco, stamattina é andata a parlare con i proprietari che hanno accettato di farceli portare a spasso a turno, un paio di volte la settimana.
Lo so che non é una grandissima vittoria,ma credo che sia un evento unico da queste parti. E se poi questa ragazza si entusiasmasse all'idea e continuasse a farlo anche quando io saro' partita e con lei magari anche qualche sua amica, forse qualche cane potrebbe essere adottato e forse qualche cinese potrebbe seguire il nostro esempio.
Molti di voi mi prenderanno per pazza, e forse lo sono, ma pensare di poter farli uscire da quelle gabbie, almeno qualcuno di loro, qualche ora la settimana, mi fa stare meglio.
Anche quella ragazza cinese, che poi si chiama Fifi, mi ha chiamato tutta contenta di darmi questa buona notizia.
Lo so che poi sarà difficile doverli lasciare al loro destino.Magari posso far loro delle foto e mettere in giro dei volantini scritti in cinese da Fifi, per farli adottare.
Se domani non piove,dopo il lavoro, cominciamo la sgambatura.
Poi vi racconto come é andata.
Ciao
Manu
Ciao ragazzi,
guardate quanto é bello questo cane!!
Spero tanto di trovargli qualcuno che ne abbia cura, perché non é giusto che continui a stare in quel posto.
Manu
vi scrivo quasi esclusivamente per sfogarmi e magari sperando che dividendo la mia pena con voi che amate gli animali come me,magari mi possa sentire un po' meglio.
Premesso che sapevo già prima di partire come venivano trattati gli animali in Cina. Premesso anche che non ci é possibile aiutare tutti gli animali del mondo e che ce ne dobbiamo fare una ragione. Premesso che ci sono tragedie sicuramente peggiori di queste, credo che oggi ho fatto una cosa di cui potrei pentirmi, se non altro perché mi fa stare molto male.
Da quando ci siamo trasferiti a ShenZhen mi era capitato prendendo il Taxi dall'hotel a dove lavoro di notare un negozio di animali, con un paio di cani fuori chiusi in gabbia. I tassisti non facevano la solita strada e prima di orizzontarmi su dove effettivamente fosse questo negozio mi ci é voluto diverso tempo,ma ogni volta che ci passavo davanti vedevo gli stessi cani sempre chiusi in gabbie molto piccole senza acqua né cibo.
Oggi mi sono fatta accompagnare da una ragazza cinese che ho conosciuto qua e che parla bene inglese e sono andata in questo negozio. Il mio scopo era solo quello di dire al proprietario se questi due cani ogni tanto li faceva uscire e come mai non avevano neanche la ciotola dell'acqua visto il caldo che fa da queste parti.
Così ci siamo andate e sono entrata dentro il negozio. Era meglio se stavo fuori. Dentro c'erano tutta una serie di gabbie, con dentro cani di tutte le taglie e razze.Gabbie tipo quelle che hanno i veterinari per mettere i cani appena operati. I cani piccoli possono muoversi, ma quelli piu' grandi non possono neanche stare in piedi. Il pavimento della gabbia é una grata per far passare le deiezioni. Mi é sembrato strano che avessero tanti cani da vendere e ho fatto chiedere alla ragazza cinese da dove venivano. La proprietaria mi ha detto che sono cani abbandonati che lei prende per la strada e porta lì.Gli dà una ripulita e da mangiare e poi li vende a chi li vuole. Li fa uscire sì e no due volte al giorno, ma non ci credo molto, e basta. Per il resto del tempo stanno sempre dentro queste gabbie assurde. Aveva anche tre gatti, chiusi anche loro dentro un trespolo per uccelli.
Non vi descrivo la pena che mi é venuta. Sono uscita perché non ce la facevo piu' a guardarli negli occhi e poi la proprietaria si stava innervosendo perché non capiva le mie domande e sperava invece che io fossi lì per comprare un cane.
Durante la strada di ritorno con le lacrime agli occhi, ho chiesto alla ragazza cinese se domani o quando puo', riesce a chiedere alla proprietaria se qualche volta, quando ho un'ora libera posso andare a prendere un cane e portarlo a fare una passeggiata. Mi ha detto che non sa se accetterà perché per loro é una cosa molto strana. Pero' ci prova. Lo so che sto solo facendomi ulteriormente del male ma voi cosa fareste al mio posto? I miei colleghi, i quali mi hanno visto con gli occhi gonfi, mi hanno chiesto cosa mi fosse successo e non vi dico i commenti. Che tanto non me li posso portare in Italia, che ce ne sono che stanno peggio, che meglio lì che a morire di fame per la strada o in qualche ristorante come arrosto misto e via discorrendo.
Non so se quella signora accetterà, magari vorrà dei soldi in cambio, ma non riesco a stare senza fare neanche questa piccola cosa per qualcuno di loro.
Ho anche pensato di rivolgermi a qualche associazione animalista cinese, perché avevo letto che ne stavano sorgendo, ma non so come fare a contattarli ammesso che possano fare qualcosa per questi poveri animali.
Non credo che qua esistano canili, forse i randagi li uccidono e quelli che sono "fortunati" vengono venduti. L'anagrafe canina non esiste e se un proprietario si stufa lo manda via. Nelle nefandezze tutto il mondo é paese, che si tratti di Cina, Italia, Romania o Stati Uniti, gli uomini sono tutti uguali.
Manuela
Ciao,
lo so che é meno di una goccia nell'oceano degli oceani ma ho appena ricevuto una bella notizia e vorrei dividerla con voi.
Riguarda quei cani chiusi nelle gabbie piccole di quel negozio di animali qua vicino.
La ragazza cinese che conosco, stamattina é andata a parlare con i proprietari che hanno accettato di farceli portare a spasso a turno, un paio di volte la settimana.
Lo so che non é una grandissima vittoria,ma credo che sia un evento unico da queste parti. E se poi questa ragazza si entusiasmasse all'idea e continuasse a farlo anche quando io saro' partita e con lei magari anche qualche sua amica, forse qualche cane potrebbe essere adottato e forse qualche cinese potrebbe seguire il nostro esempio.
Molti di voi mi prenderanno per pazza, e forse lo sono, ma pensare di poter farli uscire da quelle gabbie, almeno qualcuno di loro, qualche ora la settimana, mi fa stare meglio.
Anche quella ragazza cinese, che poi si chiama Fifi, mi ha chiamato tutta contenta di darmi questa buona notizia.
Lo so che poi sarà difficile doverli lasciare al loro destino.Magari posso far loro delle foto e mettere in giro dei volantini scritti in cinese da Fifi, per farli adottare.
Se domani non piove,dopo il lavoro, cominciamo la sgambatura.
Poi vi racconto come é andata.
Ciao
Manu
Ciao ragazzi,
guardate quanto é bello questo cane!!
Spero tanto di trovargli qualcuno che ne abbia cura, perché non é giusto che continui a stare in quel posto.
Manu
Randagismo
03/06/2006 08:43
Carissimi tutti…
Quando si fanno circolare numeri e informazioni sul randagismo bisognerebbe essere un tantino precisi e corretti…
Le cifre che ogni tanto leggiamo da parte di autorevoli esponenti animalisti, ci spaventano e ci preoccupano: a fronte di problemi seri e veri si diffondono valori assolutamente inesistenti e si stilano classifiche di canili lager, che pur essendolo, hanno solo il limite di essere ampiamente superati da altri ben più grandi e disastrati, in molti più aspetti.
Purtroppo anche le false e scorrette informazioni minano ogni giorno il lavoro di chi sul territorio sta lavorando per risolvere i problemi; non è certo dietro una scrivania che si riesce a capire come il randagismo si espande e ancor meno chiedendo a reticenti sindaci e ASL i numeri del malessere, che può dare la giusta dimensione del fenomeno… alcuni esempi su tutti provengono proprio dalla Sicilia:
Siracusa, (Piccolo Panda 500 cani) canile costruito su un terreno in parte del Comune e in parte privato. In occasione della visita della RAI ( immagini andate in onda ad Uno Mattina) non ricordiamo, di aver visto altri con il Presidente Mei Tomasi, se non appunto i reporter della stessa RAI, visto che l’andare a Siracusa a vedere il canile è stata decisione dello stesso Presidente Tomasi qualche giorno prima, dato che la visita in Sicilia non era in programma. L’occasione, invece, è stata determinata dopo che il Presidente dell’Anta è stato a Porto Empedocle, una piccola cittadina con grossi problemi di randagismo che conta ben oltre 500 cani liberi e randagi, di cui 250 rinchiusi in una struttura fatiscente e inquinata ricavata da un vecchio stabilimento della Montedison.
Che dire poi di Messina con i suoi altrettanti 500-600 cani ( ne circolano più del doppio in città, immagini che potete vedere nel nostro sito www.antaonlus.org/video/index.asp registrate in occasione della collaborazione con la RAI). I cani stanno in una struttura ricavata da un vecchio fortino, piccolo inadeguato e impossibile da gestire se non a fronte di grandi sacrifici; senza parlare di Palermo con i suoi mille canili nascosti e abusivi che superano i 5.000 cani, e sono solo quelli chiusi in strutture più o meno accettabili, quelli ancora randagi, invece, superano quelli chiusi nei canili.
Da Palermo a Trapani con il suo canile comunale ( 150 posti ) senza un minimo di controllo sanitario e abbandonato a se stesso, a parte qualche dipendente comunale. Canile assolutamente inadeguato visto che fuori circolano oltre 2.500 cani randagi, e Catania poi, è una cosa indescrivibile, oltre ai suoi 7 canili strapieni, ha oltre 4.000 cani liberi ( censiti da poco dalla stessa ASL ), infine per arrivare a dire che ci sono anche canili di grosse dimensioni come quello in provincia di Enna con oltre 2.500 posti e tanti altri ancora… e non abbiamo citato altre situazioni assolutamente precarie come Caltanisetta, Agrigento, Marsala, Ragusa, Vittoria, Pantelleria, Lampedusa, e ci fermiamo qui altrimenti saremo costretti a nominare tutti i 390 Comuni della Sicilia comprese tutte le sue 9 Province.. che insieme fanno ben oltre 120.000 cani randagi.
Alle informazioni sopra esposte aggiungiamo che ogni Comune della Sicilia ha più di un cittadino che tiene un canile privato in casa, i cani da loro tenuti variano da poche unità a oltre 50 cani, questi randagi non sono mai censiti da nessuno, chissà perché!!!… forse perché da dietro una scrivania non si riescono a vedere!?!?!
Ci auguriamo che queste informazioni date ora, servano a far capire che i numeri dati a caso da alcuni, senza le dovute verifiche, sono pericolosi; vogliamo credere che siano tutti in buona fede per non pensare che il tutto è finalizzato al solo scopo di raccogliere fondi, per continuare a pagare gente dietro le scrivanie, sarebbe davvero un gesto deprecabile e avvilente, visto che poi sono informazioni che danno una dimensione del problema assolutamente non rispondente alla realtà.
Segreteria Nazionale
Loc. Stazione s.n. 09013 Carbonia
cell. 328.4798131 – 329.2913524
fax 0781.8631187 - 02.700518882
antaonlus@antaonlus.org
www.antaonlus.org
Quando si fanno circolare numeri e informazioni sul randagismo bisognerebbe essere un tantino precisi e corretti…
Le cifre che ogni tanto leggiamo da parte di autorevoli esponenti animalisti, ci spaventano e ci preoccupano: a fronte di problemi seri e veri si diffondono valori assolutamente inesistenti e si stilano classifiche di canili lager, che pur essendolo, hanno solo il limite di essere ampiamente superati da altri ben più grandi e disastrati, in molti più aspetti.
Purtroppo anche le false e scorrette informazioni minano ogni giorno il lavoro di chi sul territorio sta lavorando per risolvere i problemi; non è certo dietro una scrivania che si riesce a capire come il randagismo si espande e ancor meno chiedendo a reticenti sindaci e ASL i numeri del malessere, che può dare la giusta dimensione del fenomeno… alcuni esempi su tutti provengono proprio dalla Sicilia:
Siracusa, (Piccolo Panda 500 cani) canile costruito su un terreno in parte del Comune e in parte privato. In occasione della visita della RAI ( immagini andate in onda ad Uno Mattina) non ricordiamo, di aver visto altri con il Presidente Mei Tomasi, se non appunto i reporter della stessa RAI, visto che l’andare a Siracusa a vedere il canile è stata decisione dello stesso Presidente Tomasi qualche giorno prima, dato che la visita in Sicilia non era in programma. L’occasione, invece, è stata determinata dopo che il Presidente dell’Anta è stato a Porto Empedocle, una piccola cittadina con grossi problemi di randagismo che conta ben oltre 500 cani liberi e randagi, di cui 250 rinchiusi in una struttura fatiscente e inquinata ricavata da un vecchio stabilimento della Montedison.
Che dire poi di Messina con i suoi altrettanti 500-600 cani ( ne circolano più del doppio in città, immagini che potete vedere nel nostro sito www.antaonlus.org/video/index.asp registrate in occasione della collaborazione con la RAI). I cani stanno in una struttura ricavata da un vecchio fortino, piccolo inadeguato e impossibile da gestire se non a fronte di grandi sacrifici; senza parlare di Palermo con i suoi mille canili nascosti e abusivi che superano i 5.000 cani, e sono solo quelli chiusi in strutture più o meno accettabili, quelli ancora randagi, invece, superano quelli chiusi nei canili.
Da Palermo a Trapani con il suo canile comunale ( 150 posti ) senza un minimo di controllo sanitario e abbandonato a se stesso, a parte qualche dipendente comunale. Canile assolutamente inadeguato visto che fuori circolano oltre 2.500 cani randagi, e Catania poi, è una cosa indescrivibile, oltre ai suoi 7 canili strapieni, ha oltre 4.000 cani liberi ( censiti da poco dalla stessa ASL ), infine per arrivare a dire che ci sono anche canili di grosse dimensioni come quello in provincia di Enna con oltre 2.500 posti e tanti altri ancora… e non abbiamo citato altre situazioni assolutamente precarie come Caltanisetta, Agrigento, Marsala, Ragusa, Vittoria, Pantelleria, Lampedusa, e ci fermiamo qui altrimenti saremo costretti a nominare tutti i 390 Comuni della Sicilia comprese tutte le sue 9 Province.. che insieme fanno ben oltre 120.000 cani randagi.
Alle informazioni sopra esposte aggiungiamo che ogni Comune della Sicilia ha più di un cittadino che tiene un canile privato in casa, i cani da loro tenuti variano da poche unità a oltre 50 cani, questi randagi non sono mai censiti da nessuno, chissà perché!!!… forse perché da dietro una scrivania non si riescono a vedere!?!?!
Ci auguriamo che queste informazioni date ora, servano a far capire che i numeri dati a caso da alcuni, senza le dovute verifiche, sono pericolosi; vogliamo credere che siano tutti in buona fede per non pensare che il tutto è finalizzato al solo scopo di raccogliere fondi, per continuare a pagare gente dietro le scrivanie, sarebbe davvero un gesto deprecabile e avvilente, visto che poi sono informazioni che danno una dimensione del problema assolutamente non rispondente alla realtà.
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