lug 2006

Tra diritti e delitti: il giro d’affari dei randagi - di Gianluca Felicetti, presidente LAV

Randagismo? Abbandoni di cani e gatti? Non è solo una questione morale o di strutture turistiche che non accettano quattrozampe.
Secondo il ministero della Salute, in Italia ci sono 990 tra canili e rifugi e 640.000 cani randagi (di cui tra 160.000 e 213.000 nei canili) e 1.290.000 gatti randagi (stessa cifra dal 2000).
Secondo la LAV, invece, i cani vaganti in Italia sarebbero almeno un milione, e 550.000 quelli nei canili; gli abbandoni si verificano tutto l’anno con punte di oltre il 30% nel periodo di apertura della caccia, per opera dei cacciatori che “provano” i cani e si disfano di quelli “non bravi”, e il 25% in estate, per un totale di circa 100.000 cani e 50.000 gatti abbandonati in Italia nell’ultimo anno. In Animali, non bestie è illustrata la legge 189 che stabilisce tutti i delitti nei confronti degli animali che dal primo agosto 2004 sono perseguibili per legge. Anche abbandonare un animale è un reato: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro".
Il fenomeno del randagismo alimenta un giro d’affari enorme, stimato dalla LAV in circa 500 milioni di euro l’anno (stima delle sole sovvenzioni pubbliche per il mantenimento dei cani in canili e rifugi): una cifra a cui spesso – al di là di singole lodevoli eccezioni – non corrispondono strutture adeguate né a corretto mantenimento degli animali, dove non si praticano – come prescrive la normativa – sterilizzazioni e adozioni proprio al fine di procrastinare, anzi far aumentare, il business.
Ed è il fenomeno degli abbandoni che in gran parte alimenta il giro d’affari attorno alla gestione di canili privati, che hanno costruito la loro fortuna grazie a convenzioni milionarie con le amministrazioni locali, spesso stipulate con gare d’appalto al ribasso d’asta: una struttura con 1.000 cani può aggiudicarsi appalti fino a 2,5 milioni di euro l’anno per il mantenimento degli animali, cifre alle quali non corrispondono adeguate cure.
Il giro è alimentato anche da nascite incontrollate e cessioni da canili e rifugi di animali fertili (ne esce uno, rientra almeno il 50% delle cucciolate): secondo gli esperti, possiamo prevedere uno stop alla crescita e un inizio di decrescita solo quando si raggiungerà almeno l’80% di sterilizzazioni.
Recenti controlli operati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Ambiente su 283 canili in Italia hanno rivelato un tasso di illegalità del 13% tra illeciti penali e amministrativi. I più diffusi sono canili fatiscenti e sovraffollati, carenze di cibo/acqua, maltrattamenti, elevata mortalità dei cani, soppressioni eseguite dalle Asl veterinarie e mascherate da eutanasie, mancanza di adozioni, decessi non denunciati.
Per questo motivo la LAV ha lanciato una petizione con la quale chiedere un primo impegno concreto al nuovo Governo e alle Regioni: una integrazione alla legge quadro 281/91 sulla prevenzione del randagismo che preveda maggiori vincoli e controlli per coloro che gestiscono i canili (standard di qualità e tariffa minima, numero massimo di cani, presenza obbligatoria di un’associazione di volontariato, apertura al pubblico e previsione della figura del cane libero accudito), la chiusura dei canili-lager e il perseguimento dei responsabili di maltrattamenti, un’efficiente anagrafe canina e felina, un piano nazionale di repressione degli abbandoni, le necessarie sterilizzazioni, qualificazione e sostegno al volontariato che accudisce concretamente gli animali.
Alla società costa molto di più tenere un cane definitivamente in un canile che affidarlo a una famiglia rendendole più leggero il mantenimento dell’animale; una famiglia italiana su tre, infatti, vive con un animale domestico, che però costa, tra accudimento e spese veterinarie, come se si trattasse di un bene di lusso e per di più di solito viene penalizzato per l’accesso a servizi e strutture.

PROGRESSI NELLE FILIPPINE CONTRO LA CARNE DI CANE

Alla prima riunione delle varie rappresentanze sul tema del consumo della carne di cane, i rappresentanti governativi hanno ritirato il loro iniziale supporto alla legalizzazione del commercio della carne di cane ed è passata una risoluzione che dichiara “la commercializzazione della carne di cane, inclusa la macellazione, non è accettabile”. Il Segretario del Dipartimento dell'Agricoltura Domingo Panganiban ha firmato un ordine speciale per stabilire la creazione della Inter Agency Commission (con la funzione di mediazione tra le associazioni a protezione degli animali e il Governo).
PAWS, associazione filippina che si occupa della tutela degli animali, ha lavorato attivamente sulla questione della carne di cane e nel 2006 ha negoziato un accordo con il Governo della Provincia di Benguet per fermare l’uccisione e il consumo della carne di cane, dichiarando che coloro che adempiono tale attività traggono profitti da essa e violano il Animal Welfare Act.
La Provincia si è impietosita e il commercio della carne di cane è stato fermato. Questa vittoria apre le porte ad ulteriori negoziati e si spera scoraggerà altre Province dall’adempiere queste pratiche barbariche.
Le associazioni locali nelle Filippine sono cautamente ottimiste e lo definiscono un bellissimo primo passo.
Grazie a tutti coloro che hanno risposto all’appello dell’OIPA del mese di aprile 2006 in cui si chiedeva di protestare contro il consumo della carne di cane nelle Filippine.
La vostra voce è stata ascoltata!
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/notizie/luglio06_filippine.htm

CRUDELTÀ ALLA COLUMBIA UNIVERSITY DEGLI STATI UNITI D’AMERICA

Una indagine svolta dalla Peta ha rivelato gli abusi e le atrocità perpetrati sugli animali nei laboratori della Columbia University in USA, abusi che includono il sottoporre i babbuini a invasive procedure chirurgiche per poi lasciarli soffrire e morire nelle loro gabbie senza alcun sedativo.
OIPA unendosi all’appello lanciato da Peta, invita la Colombia University a concludere questi esperimenti crudeli, che non hanno alcun valore scientifico.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/vivisezione_columbia.htm

QUESTIONARIO DELLA UE SUL BENESSERE DEGLI ANIMALI UTILIZZATI A FINI SPERIMENTALI

Riteniamo importante far sentire la nostra voce contro la sperimentazione sugli animali.
Vi preghiamo pertanto di partecipare a questa importante consultazione dell’Unione Europea in previsione della modifica della Direttiva Europea sulla sperimentazione animale.
La consultazione si concluderà il 18 agosto 2006.
Occorrono circa 15 minuti di tempo per la compilazione del questionario ma questo tempo potrebbe essere importante per influenzare in maniera più antivivisezionista la Commissione Europea.
Compila il questionario alla pagina http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=experimentalanimals&lang=it
facendo attenzione alle domande che riguardano il benessere degli animali utilizzati a fini sperimentali, premendo perché vengano maggiormente tutelati
Altre info alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/vivisezione_questionarioue.htm

GUERRA IN LIBANO, APPELLO PER GLI ANIMALI

Immagini di gattini che annusano tra le macerie e cani che corrono freneticamente per le strade.
Mentre il governo francese ha preso dei provvedimenti per l’evacuazione degli animali, i protocolli di evacuazione britannici, canadesi e americani proibiscono in modo esplicito che gli animali vengano evacuati insieme alle loro famiglie.
I proprietari di cani e di gatti sono costretti ad abbandonare i propri animali tra le macerie e la distruzione.
L’associazione HSUS - Humane Society of the United States ha sollecitato l’Amministrazione Bush ad includere gli animali domestici ed i relativi servizi nei piani di evacuazione per gli americani dal Libano. Secondo una dichiarazione emessa dal Dipartimento di Stato Americano sull'evacuazione degli Americani dal Libano: "agli animali domestici non sarà consentito viaggiare”.
"Rifiutare di consentire agli animali domestici di salire a bordo degli aerei o delle imbarcazioni che lasciano il Libano, vuol dire ostacolare gli sforzi per evacuare in modo sicuro i cittadini americani", ha detto Wayne Pacelle, Presidente e Direttore generale HSUS. "Come abbiamo visto in parecchi disastri naturali, un numero significativo di persone rifiuta di abbandonare i propri animali."
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_libano.htm

Gb, uccide 10mila levrieri

I cani non erano più adatti alle corse

Li uccideva con un colpo di pistola, li depositava in un campo dietro casa per poi ricoprirli di terra con una scavatrice. Così un imprenditore edile britannico, tale David Smith, ha eliminato negli ultimi quindici anni diecimila levrieri sani, ma non più adatti a partecipare alle corse dei cani, un'attività che, grazie alle scommesse, registra ogni anno nel Regno Unito un giro d'affari di 3,6 milioni di euro.
Smith, che ha portato avanti "in segreto" lo scellerato progetto nella contea inglese di Durham, chiedeva per il "servizio" circa 10 sterline (14,50 euro circa) per cane, che spesso non aveva più di qualche anno di vita.

A far luce sulla vicenda è stato il quotidiano britannico "Times-online", che ha filmato di nascosto per due giorni consecutivi il signor Smith mentre alcuni addestratori gli
consegnavano dei cani ritenuti non più in grado di proseguire la loro "carriera" nei cinodromi. L'uomo, colto sul fatto mentre prendeva in consegna gli animali e li uccideva, avrebbe confessato a un giornalista sotto copertura di aver impiegato tre anni per riempire il campo e di aver poi ricominciato tutto daccapo: "Dopo circa un anno i corpi scompaiono", ha raccontato.

Per il mondo delle scommesse britannico lo scandalo è una doccia fredda. Le corse dei cani, pratica di lunga tradizione nel Regno Unito, vantano infatti numerosi appassionati oltre a rappresentare un business non trascurabile.

(Fonte: Tgcom)

Petizione

CONTRO L’UCCISIONE DI CANI E GATTI IN SERBIA: NUOVA PETIZIONE ALLE AMBASCIATE
La situazione in Serbia è terribile. In tutte le città ci sono servizi comunali che si occupano di catturare ed uccidere cani e gatti smarriti o randagi, in collaborazione con il servizio veterinario. Pagano questo terribile servizio fino a 50 euro per ogni corpo (ogni cane o gatto ucciso).
Questo comportamento è punibile, sotto l’articolo 269 del Codice Criminale della Serbia, con una pena fino a 3 anni di prigione.
Le associazioni per la protezione degli animali, The Society Friends of Animals (Friend) e The Society for Protect and Welfare of Animals (Arka) , hanno raccolto documenti che confermano questi crimini e li hanno consegnati alle autorità locali in Serbia.
Abbiamo esteso la petizione on line, che avevamo già predisposto, anche ad alcune ambasciete della Serbia nel mondo.
Riteniamo che questo sia un metodo efficace, in quanto ogni ambasciata è tenuta comunque a segnalare alle autorità governative del proprio paese ogni comunicazione ufficiale.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/campagne/caniserbia_uccisione.htm
L'OIPA si sta impegnando anche per il completamento di un rifugio per i cani in Serbia.
Chi vuole sostenere l'iniziativa può collegarsi alla pagina
http://www.oipaitalia.com/campagne/caniserbia_cosapuoifare.htm

Petizione

SOSTENIAMO IL RIFUGIO DI BURGOS IN SPAGNA DOVE VENGONO RUBATI I CANI PER I COMBATTIMENTI
Nel rifugio della Società Protettrice di animali di Burgos (Spagna) avvengono delle cose terribili. A lato del rifugio vive un gruppo di zingari che rubano i cani, li torturano e li utilizzano per i combattimenti.
Di seguito pubblichiamo la testimonianza di una volontaria del rifugio di Burgos:
“Comincio dicendo che i volontari al rifugio sono molto pochi, non c’è guardia notturna perché non abbiamo i soldi per pagarla. Abbiamo inoltrato varie denuncie verso questi zingari, io personalmente ho visto una dobermann adulta che stava molto debilitata, pesava molto meno di 6 chili. La polizia l’ha liberata, ma la povera cagna è morta in conseguenza della fame e del freddo [...]".
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_burgos.htm

GIGI, ABBANDONATO, HA TROVATO UNA CASA

Il maiale ''Gigi'' ha una nuova casa. Dopo l'appello lanciato dalla Lega Antivivisezione (Lav), il maiale di un anno, ritrovato mentre vagava sul litorale di Quartu Sant'Elena, sara' ospitato nella porcilaia della Comunita' di recupero per tossicodipendenti ''L'Aquilone'' di Assemini, nell'hinterland cagliaritano.
L'animale abbandonato, una volta recuperato, era stato portato dapprima all'interno di una scuola e poi nel mattatoio comunale di Quartu. Per via della mancata castrazione, pero', ''Gigi'' e' riuscito a scampare alla macellazione e per poco meno di una settimana ha condiviso la compagnia di una cavalla all'interno del mattatoio.
Lo stesso sindaco della citta', Luigi Ruggeri, aveva manifestato l'intenzione di non voler sopprimere l'animale.
Cosi', in questi giorni il maialino, assurto agli altari della cronaca cittadina, ha ricevuto la visita dei veterinari ''per evitare - come spiegano dal Comune - che un atto di generosita' si trasformi in una epidemia all'interno di una porcilaia''.
Occorrera' attendere ancora qualche giorno per avere gli esiti definitivi degli esami e poi ''Gigi'' potra' raggiungere gli altri maiali ad Assemini. Nella struttura della Comunita', pero', come conferma lo stesso responsabile ''non ci sono maiali da passeggio'' ed e' dunque possibile ipotizzare che Gigi seguira' lo stesso destino dei suoi simili.
(ANSA)

ENPA DENUNCIA: CANE BRUCIATO A BERGAMO, SI CERCANO TESTIMONI

Un cane sarebbe stato ucciso, in modo barbaro, pobabilmente bruciato a Brusaporto in provincia di Bergamo. A denunciare l'accaduto e' l'Enpa che sta cercando testimoni che abbiano assistito a un incendio doloso e chiede un urgente intervento delle forze dell'ordine per trovare i responsabili di questa ''azione vergognosa''.
''Un cane sembra essere stato ucciso in modo barbaro, proprio quando stava per essere prelevato dai volontari per trovargli una sistemazione - riferisce l'Enpa - L'animale, che si chiamava Tango, viveva in un recinto adiacente un'azienda che era stata da poco venduta; insieme alla proprieta', anche il cane era stato passato di mano in mano, ma il nuovo proprietario, poco propenso a tenerlo, aveva comunque dimostrato di occuparsi della questione, chiedendo a un'associazione animalista locale di cercare per lui un'adozione. Le motivazioni della richiesta erano molteplici: la ditta era stata ceduta nuovamente a un terzo acquirente e un abitante della zona minacciava da tempo il cane''.
''La sezione Enpa di Bergamo -aggiunge l'associazione - si e' attivata, trovando in un paio di giorni una sistemazione adeguata al quattrozampe; quando e' stato il momento di accordarsi sulla modalita' di ritirare l'animale, la persona che aveva messo in contatto l'Enpa con il proprietario si e' recata sul posto, a Brusaporto (Bergamo), trovandosi di fronte a uno spettacolo orribile.
Segni evidenti di un recente incendio dove prima si trovava la cuccia ed il recinto e in terra numerose macchie di sangue, nessuna traccia del cane''.
''I volontari dell'Enpa - continua l'associazione in una nota - stanno cercando testimoni, perche' l'incendio, che dovrebbe essere stato appiccato tra l'8 e il 9 luglio, non puo' non essere stato visto da nessuno a Brusaporto, dove si trova l'azienda. Si cerca anche il corpo dell'animale: chiunque sappia qualcosa e' invitato a contattare la sezione bergamasca della Protezione Animali. L'Enpa ha denunciato l'accaduto ai Carabinieri di Calcinate (Bergamo) che gia' erano stati informati dell'accaduto; al momento le indagini sono in corso.Tango quasi certamente e' rimasto vittima di qualcuno che lo ha ucciso proprio poco prima che si riuscisse a portarlo al sicuro; l'unica cosa che resta e' cercare di fare giustizia per lui e per scoraggiare i responsabili di un atto di tale ferocia dal ripetere in futuro analoghe crudelta' contro animali inermi''.
(Mbu/Pn/Adnkronos)

Siti da visitare

Alcuni indirizzi di siti web da visitare.

www.oscardog.it
www.novivisezione.org
www.canibucarest.it/italiano.htm
www.ilcercapadrone.it/canidellaromania.htm

Randagismo: approvata L.R. Lombardia

Oggi martedì 11 luglio 2006 il Consiglio Regionale ha approvato la Legge Regionale per contrastare il randagismo e tutelare gli animali d’affezione.
“Dall’aprile 2005, con l’inizio della VIII legislatura della Regione Lombardia, la LAV ha lavorato duramente per colmare un vuoto normativo che durava da troppi anni e che oltre ad alimentare il business del randagismo (da parte di privati senza scrupoli) ha abbandonato migliaia di animali nei box dei canili - dichiara Giacomo Ferrara responsabile della sede LAV di Milano - un lavoro mirato che ha visto la LAV protagonista sia all’interno del Consiglio Regionale sia all’esterno con una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica avviata in occasione delle scorse giornate nazionali di Pasqua e intitolata: “No lager – libertà dai canili lager”.
Sino a ieri l’unica speranza di salvezza per questi animali è stata l’opera di cittadini sensibili ma, finalmente, da oggi in Lombardia esiste una legge regionale che tutela gli animali d’affezione e che mette a disposizione più risorse per ostacolare il randagismo.

“Siamo soddisfatti per il lavoro svolto dal Consiglio Regionale della Lombardia che ha visto la LAV direttamente coinvolta in un’attività di coordinamento su più fronti per cercare di uniformare i progetti di legge dei diversi schieramenti - dichiara Simone Pavesi, Coordinatore Regionale della LAV - Il risultato è una legge regionale forse imperfetta ma insperata, dopo 15 anni di attesa: nell’articolato della legge regionale siamo riusciti ad inserire, tramite emendamenti, anche alcune proposte per le quali la LAV nel mese di aprile ha lanciato una petizione popolare, rivolta a Governo, Parlamento e Regioni, per chiedere una legge d’integrazione della legge quadro 281/91, sempre valida nei principi ma da rafforzare nella sua attuazione pratica, che preveda la creazione di una specifica area della veterinaria pubblica presso le Aziende Asl, con responsabilità d’azione specifica ed esclusiva sul benessere animale, reperibilità veterinaria per emergenze e pronto soccorso attraverso i servizi 118. E per garantire il diritto alla salute di milioni di animali, nella petizione la LAV chiede anche l’istituzione del Servizio Sanitario Mutualistico per animali domestici con il coinvolgimento e la qualificazione di veterinari pubblici e privati”.

“Significativa l’approvazione dell’ emendamento, proposto dalla LAV, che riconosce dignità agli animali in quanto esseri senzienti - conclude Simone Pavesi, Coordinatore della LAV Lombardia - Si è trattato di un lavoro che sicuramente porterà presto ad altri risultati positivi per i diritti degli animali. Ma ora concentriamoci sul regolamento di attuazione, fondamentale per l’effettiva applicazione della legge”.

Tra i punti qualificanti della legge regionale:
- divieto di accattonaggio con animali di età inferiore ai 4 mesi
- Istituzione della Consulta Regionale con il compito di monitore gli effetti della legge e programmare piani di intervento.
- Rendicontazione sugli effetti e risultati della legge a distanza di ogni 3 anni
- Previsione di corsi provinciali di qualificazione per gli operatori volontari delle associazioni.
- Controllo demografico gatti liberi in collaborazione ASL/Comuni (la strada per arrivare all’anagrafe felina vera e propria).
- Fondo speciale per le sterilizzazione di animali di privati in condizioni economiche disagiate.
- Promozione degli Uffici Tutela Animali nei Comuni.
- Divieto di impiego di animali (TUTTI) come premi o regali in giochi, lotterie, sagre ...
- Divieto di vendita ed esposizione di cani e gatti di età inferiore ai 2 mesi.

La petizione della LAV per l’integrazione della legge 281/91 in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo, è disponibile su www.lav.it oppure può essere richiesta alla LAV (tel. 06.4461325, email: lav@infolav.org ) e può essere firmata dai cittadini entro il prossimo mese di marzo. La petizione è finalizzata a sostenere numerose proposte della LAV in tema di prevenzione del randagismo, repressione degli abbandoni e chiusura di canili-lager.

News da Montegranaro (AP)

Vorrei segnalare un fatto deprorevole accaduto nel comune di Montegranaro nella zona del Fermano nelle Marche.
Domenica sera (2 luglio) intorno alla mezzanotte da una monovolume di colore blu , è sceso un uomo , mentre un altro era alla guida dell'auto , e questi dopo aver accostato l'auto di fronte al cassonetto dell'immondizia di fianco al bar della zona in località Boncore,contrada di Montegranaro nel quartiere Santa Maria ha scaraventato a terra con violenza un sacchetto ed è poi risalito in macchina ed è ripartito. Alcune persone ,che si trovavano a distanza di pochi metri ,in prossimità del bar,insospettite dal fatto che non era stato aperto il cassonetto dell'immondizia si sono avvicinati ed hanno trovato nel sacchetto due gattini di poco più di un mese quasi morti e completamente tramortiti per il violento urto.Purtroppo per soccorrere il più rapidamente possibile le povere bestiole non hanno potuto seguire l'auto (già presumibilmente comunque lontana) e non sono di conseguenza riusciti a prendere la targa .In ogni caso il motivo per cui ho necessità che venga pubblicizzato questo fatto attraverso i mezzi di comunicazione , soprattutto in prossimità delle vacanze estive,è sensibilizzare le persone in materia di abbandono e soprattutto ricordare che in base alla nuova normativa vigente in materia (L .20 luglio 2004 n.189) IL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E' UN REATO PUNITO CON LA RECLUSIONE.Questo è molto importante per evitare che simili fenomeni di inciviltà si ripetano,per ammonire sul fatto che queste cose NON SONO CONSENTITE solo per il semplice fatto che si riescono a fare e soprattutto per avvertire chi si macchi di simili reati che c'è chi si incarica di vigilare , grazie anche alla collaborazione di cittadini più civili e sensibili, sulla tutela di esseri indifesi e che oltre ad una pubblica denuncia su un quotidiano e su internet verrà sporta formale denuncia contro ignoti presso le autorità preposte.

Referente per il fermano dell'associazione animalista "AMICI DI FIDO" di Civitanova Marche (MC)

ORSO, DOSSIER CONTRO GERMANIA

3 luglio 2006 - ''Abbiamo appreso che la Commissione europea ha accolto il nostro invito a verificare se ci sono i termini per aprire una procedura di infrazione rispetto alla direttiva Habitat da parte della Germania e questo non puo' che renderci felici''. E' quanto afferma il presidente del WWF Fulco Pratesi che mercoledi' scorso aveva inoltrato a Bruxelles una richiesta di procedura di infrazione contro la Germania per violazione della direttiva Habitat sulla tutela della specie in relazione alla vicenda dell'orso 'Bruno' ucciso in Baviera nei giorni scorsi, dopo essere sconfinato dall'Italia.
''Ora - ha aggiunto - mi auguro che gli accertamenti avviati da Bruxelles portino all' apertura di una procedura d'infrazione. Noi, comunque, siamo determinati ad andare avanti ad ogni livello. Per noi l'orso e' un simbolo, e la sua tutela non e' preziosa solo per l'Italia ma anche per tutta l'Europa''.
Comunque sia, per Pratesi l'interesse dimostrato sulla vicenda dal Commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas, che avrebbe dato mandato ai suoi uffici di raccogliere tutte le informazioni necessarie a ricostruire la vicenda, ''e' un fatto positivo'' che ''ci conferma nell'idea che l'ingresso nell'Unione europea sia stato un passo importante anche per la tutela e la conservazione delle biodiversita'''.
L'apertura di un dossier per fare chiarezza sulla morte di Bruno (cosi' si chiamava l'orso ucciso) ''dimostra - ha aggiunto Isabella Pratesi, direttore del programma di conservazione del WWF Italia - che la corretta applicazione della direttiva Habitat sta a cuore anche all' Unione Europea ed e' cosi' che deve essere, visto che rappresenta l'unico strumento per la conservazione della biodiversita' in Europa.
L'abbattimento dell'orso 'Bruno' era stata definita ''inaccettabile'' anche dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che aveva inviato una lettera ai ministri federali dell'Ambiente austriaco Josef Proll e tedesco Gabriel Sigmar, nonche' al Commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas, in cui scriveva che ''il Governo italiano si attendeva un coordinamento piu' accentuato al fine di salvaguardare la vita dell'animale''.
(ANSA)
sconosciuto

Canile Osimo

Caro Socio/Simpatizzante,
siamo qui a chiederti aiuto per una questione seria ed importante. Forse non sei tra quelli che fanno regolarmente volontariato al canile di Osimo, ma se sei iscritto alla nostra Associazione o ad un'altra e se comunque ami gli animali, puoi sicuramente darci una mano.
Ti preghiamo di leggere il testo della lettera (o email, dipende se vuoi
usare la posta tradizionale o la posta elettronica tramite computer)che
abbiamo intenzione arrivi in massa al Sindaco di Osimo.
E' una protesta che vogliamo venga da ogni parte, non solo da Osimo, ma da
tutti quelli che amano gli animali e si sono stancati di vedere
continuamente calpestati i loro diritti.
In tre anni di vita della nostra Associazione abbiamo ricevuto solo promesse di cambiamento, poi sempre dimenticate e ora rischiamo di non poter piu' operare come volontari al canile di Osimo.
Se sei d'accordo con quello che leggerai nella lettera allegata, ti
preghiamo di scriverci il tuo nome,la città e firma alla fine, se la vuoi
mandare per posta tradizionale, chiudila in una busta e scrivi il seguente
indirizzo:
SPETT.LE COMUNE DI OSIMO
C.A. DEL SINDACO
AVV. DINO LATINI
P.ZZA DEL COMUNE, 1
60027 OSIMO (AN)
Se invece ti é piu' comodo fare un "copia ed incolla" la puoi mandare per
e-mail a questo indirizzo di posta elettronica:
sindaco@comune.osimo.an.it
In ogni caso, ti preghiamo di far girare questo messaggio a tutti quelli che conosci e che capisci possano darci una mano in questa impresa. Non occorre essere iscritti ad alcuna Associazione per protestare, non occorre essere di Osimo per dare una mano agli animali, non occorre essere animalisti per volere che le leggi vengano applicate.
Basta essere persone che hanno senso civico e un minimo di sensibilità.
Piu' lettere (e emails) arriveranno al Sindaco, maggiore sarà la possibilità che finalmente mantenga le promesse che ci ha sempre fatto.
Grazie per l'aiuto.
L'Associazione "Amici Animali"
Osimo (An)
Data 30/06/06
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C.A. DEL SINDACO
AVV. DINO LATINI
DI OSIMO (AN)
Gentile Sindaco,
mi chiamo........ e le scrivo da.......
Che io sia piu' o meno amante degli animali non è questo il punto, quello
che conta è che sono un cittadino che paga le tasse e ha il diritto di
protestare se conosce una situazione non corretta riguardo gli animali.
Mi rivolgo direttamente a Lei perché come primo Cittadino, è il diretto
responsabile della salute e della protezione degli animali come la Legge
Regionale del 20 gennaio 1997 n°10 impone.
Il canile privato di Osimo "Lilli e i vagabondi" non rispecchia le vigenti
leggi in materia di canili nei seguenti punti:
Canile di via Striscioni.
1) non ha un'infermeria
per infermeria si intende:"un reparto da adibire ad ambulatorio veterinario per tutti gli interventi di natura sanitaria compresa la soppressione eutanasica degli animali" L.R. n°10 del 20/01/97 Art. 3 comma 1 lettera d)
2)non ha una cucina
per cucina si intende"un reparto adebito a cucina con annesso deposito per
gli alimenti" L.R. n° 10 del 20701/97 art.3 comma 1 lettera c)
3)"il pasto, fornito quotidianamente in apposite ciotole, deve
essere,nella qualità e nella quantità adeguato alla specie,all'età ed alle condizioni fisiologiche dell'animale" in realtà i cani di Osimo mangiano da tramoge sempre a disposizione le stesse crocchette, uguali per tutti, che siano cuccioli, anziani, malati, sdentati, grassi, magrissimi, con problemi intestinali, di fegato, di cuore ecc.Nessuno di noi pretende pasti personalizzati ma se un cane é malato, anziano o una femmina ha appena partorito, si dovrebbe quantomeno prestare un minimo di attenzione alla loro salute.
Reg.Regionale n°2 del 13 nov.2001 art.1 comma 5
4)i box devono avere le seguenti misure e capacità:
"da una parte scoperta con una superficie minima per capo di almeno 8 mq per
il singolo capo più 4 mq per ogni successivo capo" quindi nella parte
dietro,dove i box misurano circa 16mq, non possono stare più di 3
capi,mentre il box 5 ne ha 4,e nella parte davanti,dove i box misurano
circa 12mq, non possono stare più di 2 capi,mentre i box 23-40-41 ne hanno
3.
R.R. n°2 del 13 nov.2001 art.3 comma1 punto 2. Questo alla data del 21
giugno 2006.
5) "il pavimento del box deve essere costruito con pendenza idonea a
consentire il deflusso delle acque di lavaggio" questo non risulta
esservi.L'acqua usata per i lavaggi ristagna specialmente durante le
stagioni piu' umide, con la conseguenza che i cani sono sempre con le zampe bagnate.Tale situazione é stata riscontrata dai volontari che frequentano il canile settimanalmente.
R.R. n°2 del 13 nov. 2001art.3 comma 1 punto 3
6)"presenza di un ampio cortile recintato comunicante con i box,per la
sgambature quotidiana degli animali" R.R. n°2 del 13 nov.2001 art.3 comma 1 lettera e). I box di dietro non sono collegati ad alcuna sgambatura. I box davanti sono tutti affacciati alla medesima area di sgambatura il che fa sì che, fatti uscire un po' alla volta, gli altri cani rimasti chiusi diventino pericolosamente nervosi vedendo i loro simili fuori e a volte avvengono risse e azzannamenti. Sarebbe quantomeno auspicabile che le aree di sgambatura non fossero davanti a tutti i box.
7) "il reparto di isolamento deve avere una capienza pari al 5% di quella
complessiva" ( tramite l'anagrafe canina,il canile di vi Striscioni ha una
capienza di 170 cani) R.R. n°2 del 13 nov. 2001 art.3 comma 2. Alla data
del 21 giugno 2006 al canile in oggetto c'è solamente un box libero, ciò
significa che in caso di cani morsicati e morsicatori non sarebbe possibile nessuna divisione degli animali.
8)il tetto del canile è in eternit (materiale composto da cemento e
amianto)materiale da tempo vietato,perché pericoloso per la salute delle
persone.
9) la strada di ingresso al canile è di proprietà privata. I volontari non
possono passare con i cani per farli sgambare a meno di sentirsi minacciati e provocati dagli abitanti della zona.
10)In entrambi i canili di Via Striscioni e di via Chiaravallese lavora
attualmente solamente una persona. Considerando in media sempre piu' o meno 140 cani (difficile avere un numero preciso perché nel canile di Via
Chiaravallese il gestore ha anche la pensione e quindi i cani vanno e
vengono continuamente, ma il trattamento riservato a quelli a pensione è lo stesso che per quelli del canile), e ammettendo che il lavorante abbia un orario di 8 ore giornaliere, risulta che per ogni cane, questa persona puo' dedicare circa 3,5 minuti a testa al giorno. Senza considerare i tempi morti e il fatto che comunque non sta sempre dentro le gabbie a pulire. In altri canili, tipo Recanati, Falconara, Ancona, le persone addette alla cura e alla pulizia del canile, in proporzione al numero di cani, sono di piu'.
Il canile di via Chiaravallese:
stessi problemi di cui ai punti 1,3,6,10. Per quanto riguarda il punto 9,
anche in questo caso la strada di accesso al canile è privata con tanto di
divieto di transito esclusi i residenti
Rimpallare la palla al Servizio Veterinario della ASUR n. 7, che ha dato
l'ok a questo canile riguardo la struttura, non La giustifica affatto. In
televisione ogni giorno assistiamo ad uno scempio riguardo a canili lager,
anche loro con autorizzazioni ASUR a non finire.
Oltre al discorso puramente strutturale, il problema principale è e rimane
la gestione del canile. I volontari dell'associazione presente ad Osimo sono tre anni che lamentano inadempienze ed incuria del gestore, poche settimane fa Lei dovrebbe aver ricevuto e spero letto un report dettagliato degli eventi principali, al quale pero' nessuno della Sua Amministrazione si è degnato di rispondere in qualche modo.
L'attuale gestore del canile di Osimo "Erbacci Lauretta" in realtà è solo un prestanome. Mentre colui che per legge dovrebbe controllare il canile per il mestiere che fa, é stato visto dai volontari e dalle persone che vengono per adottare un cane, lavorare normalmente nel suddetto canile di proprietà della Sig.ra Erbacci.
Il Suo Comune sta cercando in giro per l'Italia altri canili dove poter
trasferire i propri cani solamente in base alla disponibilità della
struttura e al prezzo piu' basso possibile da pagare al giorno a cane.
Ignorando totalmente le direttive ministeriali in materia di scelta dei
canili, proprio per evitare di portare i cani randagi in canili lager dove i gestori privati accumulano quantità indecenti di animali pur di poter
guadagnare di piu'. Mi meraviglio non poco che nonostante tutte le
segnalazioni e i discorsi fatti, ancora la Sua Amministrazione non abbia ben capito che per funzionare bene un canile ha bisogno di controlli e cure veterinarie frequenti, presenza di volontari all'interno della gestione, possibilità per le persone di adottare i cani facilmente, strutture adeguate con box a norma di legge e sgambature quotidiane.
E' assurdo che un Comune come Osimo, con una estensione territoriale
notevole, abbia come unica alternativa all'attuale gestione un altro canile in un'altra città. I cani di Osimo devono restare in Osimo in una struttura adeguata e con una gestione che rispetti le leggi e le convenzioni firmate, non solo a parole ma con i debiti controlli.
La possibilità di usufruire di fondi statali a fondo perduto per la
costruzione di un canile intercomunale, come Lei ricorderà, é stata
scartata. Inoltre, l'ultima possibilità di rilevare tramite pagamento,
l'attuale canile facendolo diventare semi-comunale in comproprietà con un
privato, é stata ugualmente bocciata.
A questo punto il tutto si riduce ad una semplice equazione: o i cani
restano dove stanno o si portano altrove magari in un canile peggiore visto che i criteri di scelta di un possibile nuovo canile non tutelano gli animali in questione.
Da Lei mi aspetto ben altro. I cani di Osimo devono poter restare in Osimo
seguiti dai volontari e tenuti secondo le leggi vigenti. Al momento l'attuale gestore ha negato l'accesso ai volontari minacciando che potrà continuare la gestione solo in assenza totale di essi. Questo non é concepibile, senza la presenza dei volontari non potranno essere garantite le adozioni e i controlli per la trasparenza della gestione privata.
Il Suo compito è quello di trovare una soluzione che rispetti il volere dei Suoi cittadini e di chiunque abbia a cuore la giustizia e il senso civico.
Saluti
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Parlamento catalano contro la corrida

Il 22 giugno 2006 il Parlamento Catalano ha effettuato una seduta per esaminare le due proposte di modifica alla legge 22/2003 sulla protezione degli animali in Catalogna. Attualmente questa legge impedisce ogni maltrattamento verso gli animali, tori compresi, ma concede un regime transitorio che permette la corrida e le “feste” con le corse dei tori La proposta della Sinistra Repubblicana della Catalogna (ERC) chiedeva la soppressione delle corride. Invece la proposta di Iniziativa per la Catalogna dei Verdi (ICV) chiedeva la soppressione delle corride e delle corse dei tori (“corre-bous”)
Il risultato del voto è stato favorevole alla proposta d' ERC (74 favorevoli su 135 parlamentari) e negativo per quella dei Verdi (39 voti favorevoli su 135 parlamentari)
Questo significa che il Parlamento Catalano dovrà convocare un'altra seduta per discutere la proposta dell' ERC e cioè la soppressione delle corride.
Una notizia positiva, anche se non è possibile fare previsioni con certezza sulla prossima votazione, visto che molto presto si avrà lo scioglimento del Parlamento Catalano con nuove elezioni.
Un’altra nota positiva riguarda la decisione del Parlamento Catalano che ha respinto la richiesta di formare una Associazione Parlamentare Taurina (sul tipo di quella esistente in Francia e quindi pro corrida) e così il partito di estrema destra (i discendenti del franchismo), che l'aveva presentata, si trova ora isolato.
Certamente una bella notizia, che ci fa ben sperare per il futuro.
L’abolizione della corrida in Spagna, impensabile fino a qualche hanno fa, sta finalmente diventando una realtà.
Grazie a tutti quelli che hanno firmato il nostro appello on line!

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