VERA EMERGENZA AL CANILE DI LANUVIO 220 CANI NON HANNO PIU' CIBO (CASTELLI ROMANI)
26/01/2008 23:05
SITUAZIONE VERAMENTE GRAVE IL CANILE DI LANUVIO è
ARRIVATO AL COLLASSO!!!!!!!!!
NON CI SONO PIU' I SOLDI PER COMPRARE DA MANGIARE AI CANI, LA SIGNORA CARLA
CHE DA ANNI COMBATTE, PER AIUTARE I CANI ABBANDONATI, CANI SEVIZIATI, RISCATTATI
DALLE PEGGIO SITUAZIONI CHE NEANCHE NOI IMMAGINIAMO, HA CHIESTO DI AIUTARLA A
FAR SOPRAVVIVERE I SUOI CANI, I SUOI ADORATI CANI, SONO ANNI CHE NON HA AIUTO DA
NESSUNO, SOLO DA POCHI VOLONTARI E COSTRETTA A SOBBARCARSI DI TUTTE LE SPESE,
NON HA PIU SOLDI LE SUE SCORTE SONO LIMITATE FINO A QUESTO VENERDI, VI PREGO CON
TUTTO IL CUORE DI FARE UN VERSAMENTO, PORTARE DA MANGIARE AL CANILE QUALSIASI COSA
purché AIUTIAMO QUESTI CANI A NON MORIRE DI FAME!!!
PER LO PIU' SONO CANI ANZIANI MALATI, QUELLI CHE NESSUNO VUOLE, E CHE SOLO LEI HA AVUTO
UN CUORE GRANDE DA AIUTARLI A VIVERE STIAMO FACENDO DEI PUNTI DI RACCOLTA, SI POSSONO
ADOTTARE ANCHE UN SOLO CANE A DISTANZA,
CONFIDO NEL VOSTRO BUON CUORE, PER INFO 335-5250692
PER INF.SULLA RACCOLTA CIBO 3408111668
email: alessia.vicini@alice.it
PER DONAZIONI
il conto corrente postale è
59579003 intestato a Gruppo Animalista Castelli Romani
Via dei Principi 39 00040 Rocca Priora
--
Serena Ruffilli
100% ANIMALISTI - SEZIONE DI FIRENZE
cell. 3355935485
firenze@centopercentoanimalisti.com
http://www.centopercentoanimalisti.com/
NON CI SONO PIU' I SOLDI PER COMPRARE DA MANGIARE AI CANI, LA SIGNORA CARLA
CHE DA ANNI COMBATTE, PER AIUTARE I CANI ABBANDONATI, CANI SEVIZIATI, RISCATTATI
DALLE PEGGIO SITUAZIONI CHE NEANCHE NOI IMMAGINIAMO, HA CHIESTO DI AIUTARLA A
FAR SOPRAVVIVERE I SUOI CANI, I SUOI ADORATI CANI, SONO ANNI CHE NON HA AIUTO DA
NESSUNO, SOLO DA POCHI VOLONTARI E COSTRETTA A SOBBARCARSI DI TUTTE LE SPESE,
NON HA PIU SOLDI LE SUE SCORTE SONO LIMITATE FINO A QUESTO VENERDI, VI PREGO CON
TUTTO IL CUORE DI FARE UN VERSAMENTO, PORTARE DA MANGIARE AL CANILE QUALSIASI COSA
purché AIUTIAMO QUESTI CANI A NON MORIRE DI FAME!!!
PER LO PIU' SONO CANI ANZIANI MALATI, QUELLI CHE NESSUNO VUOLE, E CHE SOLO LEI HA AVUTO
UN CUORE GRANDE DA AIUTARLI A VIVERE STIAMO FACENDO DEI PUNTI DI RACCOLTA, SI POSSONO
ADOTTARE ANCHE UN SOLO CANE A DISTANZA,
CONFIDO NEL VOSTRO BUON CUORE, PER INFO 335-5250692
PER INF.SULLA RACCOLTA CIBO 3408111668
email: alessia.vicini@alice.it
PER DONAZIONI
il conto corrente postale è
59579003 intestato a Gruppo Animalista Castelli Romani
Via dei Principi 39 00040 Rocca Priora
--
Serena Ruffilli
100% ANIMALISTI - SEZIONE DI FIRENZE
cell. 3355935485
firenze@centopercentoanimalisti.com
http://www.centopercentoanimalisti.com/
CACCIATORE UCCIDE CANE CACCIATORE, DENUNCIATO
26/01/2008 23:05
Ha sparato e ucciso il cane di un cacciatore
durante una battuta nei boschi vicino a Brembilla,
nel Bergamasco. L'uomo, anche lui un cacciatore, 55
anni, residente in paese, e' stato individuato e
denunciato a piede libero.
I fatti risalgono al 17 gennaio scorso: durante una battuta di caccia il 55enne, infastidito dagli animali di un altro cacciatore, ha imbracciato il fucile e ha sparato a un setter, uccidendolo. Il padrone del cane ha sporto denuncia ai carabinieri, che dopo pochi giorni sono riusciti a risalire al responsabile. L'uomo dovra' ora rispondere di uccisione di animale altrui. (ANSA)
I fatti risalgono al 17 gennaio scorso: durante una battuta di caccia il 55enne, infastidito dagli animali di un altro cacciatore, ha imbracciato il fucile e ha sparato a un setter, uccidendolo. Il padrone del cane ha sporto denuncia ai carabinieri, che dopo pochi giorni sono riusciti a risalire al responsabile. L'uomo dovra' ora rispondere di uccisione di animale altrui. (ANSA)
"MAI PIU’ CANILI INACCESSIBILI, TRASPARENZA". I COMUNI ASSOLVANO AGLI OBBLIGHI
26/01/2008 23:05
fonte:www.animalieanimali.it
La Legge Finanziaria 2008 ha accolto alcune importanti istanze in favore dei cani e gatti randagi o ospiti di canili e rifugi: come richiesto dalla LAV in una petizione popolare presentata alla Camera dei Deputati e che ha raccolto 300mila firme, con la quale si chiede una legge d’integrazione della legge quadro 281/91 per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, la Legge Finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) Art. 2, comma 371, ha finalmente istituito l’obbligo per i Comuni singoli o associati e per le Comunità montane di gestire canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile. Tale legge prevede anche la possibilità che la gestione di tali strutture sia affidata a soggetti privati, a condizione però che nel canile o gattile sia garantita la presenza di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti di cani e gatti.
“Finalmente anche quei canili, rifugi e ricoveri che per anni sono stati inaccessibili ai volontari dovranno aprire i cancelli e permettere alle associazioni di animaliste e zoofile di partecipare alla vita della struttura, nell’interesse degli animali - dichiara Elisa D’Alessio, responsabile LAV settore Cani e Gatti - Questa decisione determinerà un miglioramento delle condizioni di vita di tantissimi animali ospitati in queste strutture, molte delle quali finora sono state inaccessibili. La presenza delle associazioni è importante per il benessere psicofisico degli animali e permette loro di coltivare o recuperare il rapporto affettivo e relazionale con gli umani rendendo l’animale preparato in modo migliore all’adozione, con conseguente risparmio economico da parte dei Comuni. Inoltre, la presenza dei volontari rappresenta la migliore garanzia di una gestione trasparente degli animali e della struttura, garanzia che ogni Comune deve offrire ai cittadini e alle associazioni che si occupano di tutela degli animali, ai cittadini perché nelle strutture di accoglienza per animali si investono soldi pubblici, alle associazioni perché, quali portatrici di interessi collettivi, non deve mai essere negata loro la possibilità di tutelarli.”
Inoltre, la Legge Finanziaria 2008, Art. 2, comma 370 (Legge 24 dicembre 2007, n.244) - che ha modificato l’articolo 1 comma 829 della precedente Legge Finanziaria - ha così sostituito l'articolo 4 della Legge quadro sulla “protezione degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” (Legge n.281/91):"I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all’articolo 2 comma 1 della Legge n.281/91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse.
“Con tale modifica si vuole sollecitare i Comuni a garantire l’afflusso di risorse alla prevenzione del randagismo attraverso piani di controllo delle nascite - precisa Ilaria Innocenti, corresponsabile LAV settore Cani e Gatti - L’auspicio è che Comuni e Comunità montane possano anche occuparsi, con maggiore attenzione, del risanamento dei canili esistenti, troppo spesso fatiscenti e inadeguati ad ospitare centinaia di animali, e della costruzione dei rifugi. Naturalmente anche i singoli cittadini possono fare molto per questi animali, scegliendo di adottarli anziché acquistarli, come troppo spesso si fa favorendo un discutibile commercio di esseri viventi”.
Per favorire la tempestiva applicazione di queste norme, la LAV, attraverso le sue 90 Sedi dislocate su tutta la Penisola, ha scritto una lettera di sollecito a numerosi Comuni chiedendogli di assolvere a tali obblighi, e al Presidente dell’ANCI, Leonardo Domenica, affinché a sua volta possa sollecitare i Comuni su questa materia, dagli importanti risvolti etici ed economici.
Secondo stime messe a disposizione dal Ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni, riferite al 2006 e in alcuni casi al 2005 (le precedenti stime risalivano al 2002), i randagi ospitati nei canili italiani sarebbero complessivamente 229.444, di cui 81.253 nei canili della Campania, 61.671 nei canili della Puglia, 11.263 nei canili del Lazio, 10.377 nei canili calabresi, 9.563 in quelli siciliani. 501 i canili sanitari, 428 i canili rifugio presenti in Italia. Ma secondo la LAV tali dati sottostimano la popolazione e i cani nei canili sarebbero almeno 550 mila.
La Legge Finanziaria 2008 ha accolto alcune importanti istanze in favore dei cani e gatti randagi o ospiti di canili e rifugi: come richiesto dalla LAV in una petizione popolare presentata alla Camera dei Deputati e che ha raccolto 300mila firme, con la quale si chiede una legge d’integrazione della legge quadro 281/91 per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, la Legge Finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) Art. 2, comma 371, ha finalmente istituito l’obbligo per i Comuni singoli o associati e per le Comunità montane di gestire canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile. Tale legge prevede anche la possibilità che la gestione di tali strutture sia affidata a soggetti privati, a condizione però che nel canile o gattile sia garantita la presenza di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti di cani e gatti.
“Finalmente anche quei canili, rifugi e ricoveri che per anni sono stati inaccessibili ai volontari dovranno aprire i cancelli e permettere alle associazioni di animaliste e zoofile di partecipare alla vita della struttura, nell’interesse degli animali - dichiara Elisa D’Alessio, responsabile LAV settore Cani e Gatti - Questa decisione determinerà un miglioramento delle condizioni di vita di tantissimi animali ospitati in queste strutture, molte delle quali finora sono state inaccessibili. La presenza delle associazioni è importante per il benessere psicofisico degli animali e permette loro di coltivare o recuperare il rapporto affettivo e relazionale con gli umani rendendo l’animale preparato in modo migliore all’adozione, con conseguente risparmio economico da parte dei Comuni. Inoltre, la presenza dei volontari rappresenta la migliore garanzia di una gestione trasparente degli animali e della struttura, garanzia che ogni Comune deve offrire ai cittadini e alle associazioni che si occupano di tutela degli animali, ai cittadini perché nelle strutture di accoglienza per animali si investono soldi pubblici, alle associazioni perché, quali portatrici di interessi collettivi, non deve mai essere negata loro la possibilità di tutelarli.”
Inoltre, la Legge Finanziaria 2008, Art. 2, comma 370 (Legge 24 dicembre 2007, n.244) - che ha modificato l’articolo 1 comma 829 della precedente Legge Finanziaria - ha così sostituito l'articolo 4 della Legge quadro sulla “protezione degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” (Legge n.281/91):"I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all’articolo 2 comma 1 della Legge n.281/91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse.
“Con tale modifica si vuole sollecitare i Comuni a garantire l’afflusso di risorse alla prevenzione del randagismo attraverso piani di controllo delle nascite - precisa Ilaria Innocenti, corresponsabile LAV settore Cani e Gatti - L’auspicio è che Comuni e Comunità montane possano anche occuparsi, con maggiore attenzione, del risanamento dei canili esistenti, troppo spesso fatiscenti e inadeguati ad ospitare centinaia di animali, e della costruzione dei rifugi. Naturalmente anche i singoli cittadini possono fare molto per questi animali, scegliendo di adottarli anziché acquistarli, come troppo spesso si fa favorendo un discutibile commercio di esseri viventi”.
Per favorire la tempestiva applicazione di queste norme, la LAV, attraverso le sue 90 Sedi dislocate su tutta la Penisola, ha scritto una lettera di sollecito a numerosi Comuni chiedendogli di assolvere a tali obblighi, e al Presidente dell’ANCI, Leonardo Domenica, affinché a sua volta possa sollecitare i Comuni su questa materia, dagli importanti risvolti etici ed economici.
Secondo stime messe a disposizione dal Ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni, riferite al 2006 e in alcuni casi al 2005 (le precedenti stime risalivano al 2002), i randagi ospitati nei canili italiani sarebbero complessivamente 229.444, di cui 81.253 nei canili della Campania, 61.671 nei canili della Puglia, 11.263 nei canili del Lazio, 10.377 nei canili calabresi, 9.563 in quelli siciliani. 501 i canili sanitari, 428 i canili rifugio presenti in Italia. Ma secondo la LAV tali dati sottostimano la popolazione e i cani nei canili sarebbero almeno 550 mila.
BALENE, ATTIVISTI PRIGIONIERI, L'AUSTRALIA MEDIA CON GIAPPONE
19/01/2008 19:44
Hanno rischiato di rimanere prigionieri della nave
Yushin Maru fino alla fine della stagione di pesca,
ai primi di marzo, i due attivisti che martedi'
sera hanno abbordato la baleniera giapponese, per
chiedere che la mattanza fosse interrotta. Il blitz
degli ambientalisti e' diventato un caso di
diplomazia internazionale, dopo che la Sea Sheperd,
societa' ambientalista alla quale i due
appartengono, ha rifiutato le condizioni poste dai
giapponesi per il ritiro degli ostaggi. Oggi il
premier laburista australiano, Kevin Rudd, ha
gettato acqua sul fuoco, invitando le due parti
alla 'moderazione e completa cooperazione, per
assicurazione che i due individui siano
riconsegnati sani e salvi'. Il ministro degli
Esteri australiano, Stephen Smith, da ieri in
continuo contatto con il governo di Tokyo, sta
disperatamente cercando una soluzione. L'unica via
di uscita al momento e' quella di inviare
un'imbarcazione della Guardia costiera australiana,
ma potrebbero essere necessari giorni di
navigazione, prima di raggiungere i mari ghiacciati
dell'Antartico.
A questa soluzione si e' arrivati dopo che il battagliero comandante della Sea Shepherd, Paul Watson, non ha accettato di mandare uno zodiac per riprendere i due ostaggi, lasciando - come chiedevano i giapponesi - la nave a 10 miglia di distanza, sostenendo che un simile intervento, in mare aperto, sarebbe stato troppo rischioso. Dal canto loro i giapponesi hanno risposto che mai avrebbero permesso all'imbarcazione di Watson, ribattezzata Steve Irwin in onore del defunto conservazionista australiano, di avvicinare la baleniera. 'Temiamo altri atti di terrorismo: lasciarci affiancare sarebbe una pazzia'; ha detto oggi Glenn Inwood, portavoce dell'Autorita' giapponese per la pesca alle balene. Secca la risposta di Watson: 'Tengono prigionieri degli ostaggi e dettano condizioni: e' questo il vero atto di terrorismo'.
Intanto la polemica ha acceso discussioni anche nel parlamento australiano di Canberra, dove l'opposizione federale ha accusato il governo laburista di non aver mantenuto le promesse di inviare per tempo una nave, la Ocean Viking, per sorvegliare la pesca dei giapponesi. Ora si dovra' attendere il suo arrivo perche' i due ostaggi siano rilasciati.
L'Australiano Benjamin Potts, di 28 anni, e l'inglese Giles Lane di 35, sono da ieri rinchiusi in una cabina di una delle baleniere della flotta giapponese. La loro impresa ha fatto il giro del mondo. In Australia lodi sono arrivate da Terri Irwin, vedova del cacciatore di coccodrilli Steve, e sponsor della Sea Shepherd. Sondaggi locali hanno invece rivelato che, per la maggior parte della gente, i due hanno esagerato. Quest'anno il Giappone aveva fatto infuriare gli ambientalisti annunciando uno straordinario target di 935 balene, il piu' alto degli ultimi vent'anni. Dopo una forte protesta internazionale, Tokyo aveva rinunciato alla pesca di 40 megattere, specie dichiarata a rischio e particolarmente popolare tra i whale watchers per gli acrobatici salti.
(ANSA)
A questa soluzione si e' arrivati dopo che il battagliero comandante della Sea Shepherd, Paul Watson, non ha accettato di mandare uno zodiac per riprendere i due ostaggi, lasciando - come chiedevano i giapponesi - la nave a 10 miglia di distanza, sostenendo che un simile intervento, in mare aperto, sarebbe stato troppo rischioso. Dal canto loro i giapponesi hanno risposto che mai avrebbero permesso all'imbarcazione di Watson, ribattezzata Steve Irwin in onore del defunto conservazionista australiano, di avvicinare la baleniera. 'Temiamo altri atti di terrorismo: lasciarci affiancare sarebbe una pazzia'; ha detto oggi Glenn Inwood, portavoce dell'Autorita' giapponese per la pesca alle balene. Secca la risposta di Watson: 'Tengono prigionieri degli ostaggi e dettano condizioni: e' questo il vero atto di terrorismo'.
Intanto la polemica ha acceso discussioni anche nel parlamento australiano di Canberra, dove l'opposizione federale ha accusato il governo laburista di non aver mantenuto le promesse di inviare per tempo una nave, la Ocean Viking, per sorvegliare la pesca dei giapponesi. Ora si dovra' attendere il suo arrivo perche' i due ostaggi siano rilasciati.
L'Australiano Benjamin Potts, di 28 anni, e l'inglese Giles Lane di 35, sono da ieri rinchiusi in una cabina di una delle baleniere della flotta giapponese. La loro impresa ha fatto il giro del mondo. In Australia lodi sono arrivate da Terri Irwin, vedova del cacciatore di coccodrilli Steve, e sponsor della Sea Shepherd. Sondaggi locali hanno invece rivelato che, per la maggior parte della gente, i due hanno esagerato. Quest'anno il Giappone aveva fatto infuriare gli ambientalisti annunciando uno straordinario target di 935 balene, il piu' alto degli ultimi vent'anni. Dopo una forte protesta internazionale, Tokyo aveva rinunciato alla pesca di 40 megattere, specie dichiarata a rischio e particolarmente popolare tra i whale watchers per gli acrobatici salti.
(ANSA)
CANI IN AUTO, VETERINARI ANMVI PROPONGONO CARTELLO DI DIVIETO
19/01/2008 19:43
fonte:www.animalieanimali.it - Dopo che la Corte di
Cassazione (sentenza 175/08) ha confermato la
condanna di un proprietario che aveva lasciato il
cane in auto nell'assolato parcheggio di un
supermercato, l'ANMVI ha proposto a tutti i
principali nomi della grande distribuzione di
esporre un cartello di divieto e di divulgare
messaggi informativi per i clienti.
L'Associazione, da anni impegnata nell'iniziativa Fido Park per gli animali in viaggio nei mesi estivi, propone ora l'affissione di cartelli e locandine nei punti di sosta, di parcheggio e di ingresso ai centri commerciali. La proposta è di esortare la clientela a non lasciare i propri animali in auto e di scoraggiare questi comportamenti ricordando i rischi sanitari a cui sono esposti gli animali "parcheggiati". L'ANMVI si è anche resa disponibile fornire il testo, già predisposto, di una corretta informativa al pubblico.
La sentenza della Cassazione dimostra che è necessaria una maggiore prevenzione verso questi comportamenti, per i quali l'ANMVI riceve segnalazione soprattutto nei mesi estivi. Gli stessi medici veterinari impegnati nell'assistenza nei Fido Park sono stati testimoni di episodi analoghi.
La Legge 189/2004 ha rafforzato la tutela dell'animale nei confronti di comportamenti che si configurano come reato di maltrattamento anche quando non c'è intento deliberato a far soffrire l'animale. Basta la sussistenza di condizioni suscettibili di generare disagio, ovvero contrarie alla natura dell'animale.
La giurisprudenza è inoltre orientata a punire i casi in cui il maltrattamento non abbia prodotto conseguenze estreme, come nel caso della citata sentenza: il proprietario, la cui auto era stata aperta dai carabinieri per liberare l'animale, si era difeso sostenendo che il cane stava comunque bene. L'ANMVI si è anche resa disponibile fornire il testo, già predisposto, di una corretta informativa al pubblico.
L'iniziativa vuole anche incoraggiare gli accessi consentiti agli animali nei luoghi pubblici e, in generale, negli esercizi commerciali.
L'Associazione, da anni impegnata nell'iniziativa Fido Park per gli animali in viaggio nei mesi estivi, propone ora l'affissione di cartelli e locandine nei punti di sosta, di parcheggio e di ingresso ai centri commerciali. La proposta è di esortare la clientela a non lasciare i propri animali in auto e di scoraggiare questi comportamenti ricordando i rischi sanitari a cui sono esposti gli animali "parcheggiati". L'ANMVI si è anche resa disponibile fornire il testo, già predisposto, di una corretta informativa al pubblico.
La sentenza della Cassazione dimostra che è necessaria una maggiore prevenzione verso questi comportamenti, per i quali l'ANMVI riceve segnalazione soprattutto nei mesi estivi. Gli stessi medici veterinari impegnati nell'assistenza nei Fido Park sono stati testimoni di episodi analoghi.
La Legge 189/2004 ha rafforzato la tutela dell'animale nei confronti di comportamenti che si configurano come reato di maltrattamento anche quando non c'è intento deliberato a far soffrire l'animale. Basta la sussistenza di condizioni suscettibili di generare disagio, ovvero contrarie alla natura dell'animale.
La giurisprudenza è inoltre orientata a punire i casi in cui il maltrattamento non abbia prodotto conseguenze estreme, come nel caso della citata sentenza: il proprietario, la cui auto era stata aperta dai carabinieri per liberare l'animale, si era difeso sostenendo che il cane stava comunque bene. L'ANMVI si è anche resa disponibile fornire il testo, già predisposto, di una corretta informativa al pubblico.
L'iniziativa vuole anche incoraggiare gli accessi consentiti agli animali nei luoghi pubblici e, in generale, negli esercizi commerciali.
SPERIMENTAZIONE ANIMALE E TEST ALTERNATIVI: IN VIGORE DECRETO "REACH"
19/01/2008 19:40
fonte:www.animalieanimali.it - Entra in vigore il
Decreto Ministeriale 22 novembre 2007 pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale di ieri n.12, che contiene
le indicazioni su come applicare il complesso e
articolato Regolamento comunitario
“Reach” n.1907/2006, norma che ha
ridefinito il settore chimico europeo, fissando le
procedure di registrazione delle sostanze chimiche
con il fine di proteggere ambiente e consumatori.
In Italia, fino ad oggi, ogni anno gli animali utilizzati in test di tossicità sono circa 70.000, mentre sfiorano il milione quelli impiegati nell’Unione Europea. Se non saranno incentivati al massimo metodi di test alternativi agli animali, per testare tutte le sostanze che il Regolamento “Reach” prevede di esaminare, è stato stimato che in nuovi esperimenti occorreranno circa quattro o cinque milioni di animali, se non di più.
La LAV esprime soddisfazione per una parte dei contenuti del Decreto che, sulla base degli impegni europei e delle nostre pressioni in Italia, richiama in più punti l’impegno ad incentivare test senza utilizzo di animali, e farà di tutto affinché questi vengano davvero messi in pratica.
“Se i principi sanciti nel Decreto di attuazione del Regolamento “Reach” saranno veramente rispettati, si potranno evitare inutili e crudeli test su milioni di animali, e allo stesso tempo garantire sicurezza ai consumatori – dichiara Roberta Bartocci, responsabile del settore Vivisezione della LAV – Ci aspettiamo, quindi, misure concrete per sostituire l’uso di animali con metodi in vitro, come già è stato fatto e si sta facendo, con modelli informatici, e con tutte le altre moderne tecnologie di cui oggi disponiamo, come la tossicogenomica; tecnologie che dimostrano quanto inutile e insensato sia ricorrere ancora all’impiego di animali”.
“Il rispetto di quanto previsto nel Decreto potrà essere fatto solo se ci si avvarrà di personale esperto in materia di metodi alternativi e indipendente da interessi economici. In questo IPAM, la Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi, di cui la LAV è membro, potrà fornire un valido supporto”, continua Roberta Bartocci.
La LAV ha formulato e presentato nei mesi scorsi al Governo italiano, un “Piano Nazionale per i Metodi Alternativi”, che contiene proposte concrete per incentivare una ricerca eticamente sostenibile, anche coerentemente con quanto espresso alla pagina 153 del Programma della coalizione di Governo, in cui si prevede l’impegno per la progressiva abolizione della sperimentazione animale. La petizione a sostegno si può firmare sul sito della LAV: http://www.lav.it/lenostrecampagne/vivisezione/petizionevivisezione/index.htm
In breve, il Decreto Ministeriale 22 novembre 2007 (G.U. n.12, 15 gennaio 2008), prevede:
- di attuare gli adempimenti previsti dal Regolamento europeo “Reach”;
- che l’Autorità competente è il Ministero della Salute, che opera d'intesa con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, il Ministero dello Sviluppo economico e il Dipartimento per le Politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinandosi con le regioni e province autonome;
- che i soggetti tecnico-scientifici designati sono l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), presso il quale viene istituito il Centro nazionale delle sostanze chimiche (CSC), e l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT);
- che sarà istituito un Comitato tecnico di coordinamento per coordinare le attività dei soggetti coinvolti entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Novità in materia di promozione dei metodi alternativi:
- l’Autorità definisce proposte per la promozione di attività di ricerca finalizzate alla messa a punto di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
- l'ISS, attraverso l'istituzione del CSC e l’APAT forniscono, tra le altre cose, supporto tecnico-scientifico per le attività di ricerca finalizzate all'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'uso di animali.
In particolare, il Ministero della Salute:
- entro trenta giorni dall'entrata in vigore del Decreto organizza la sua struttura tecnica e definisce la consistenza delle risorse umane ad essa dedicate;
- istituisce entro sessanta giorni il Comitato tecnico di coordinamento;
- entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, effettua un censimento delle strutture pubbliche e private impegnate nelle attività di ricerca per l'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
- dovrà definire entro il 30 giugno 2008 un piano per promuovere le attività di ricerca volte all'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali vertebrati.
In Italia, fino ad oggi, ogni anno gli animali utilizzati in test di tossicità sono circa 70.000, mentre sfiorano il milione quelli impiegati nell’Unione Europea. Se non saranno incentivati al massimo metodi di test alternativi agli animali, per testare tutte le sostanze che il Regolamento “Reach” prevede di esaminare, è stato stimato che in nuovi esperimenti occorreranno circa quattro o cinque milioni di animali, se non di più.
La LAV esprime soddisfazione per una parte dei contenuti del Decreto che, sulla base degli impegni europei e delle nostre pressioni in Italia, richiama in più punti l’impegno ad incentivare test senza utilizzo di animali, e farà di tutto affinché questi vengano davvero messi in pratica.
“Se i principi sanciti nel Decreto di attuazione del Regolamento “Reach” saranno veramente rispettati, si potranno evitare inutili e crudeli test su milioni di animali, e allo stesso tempo garantire sicurezza ai consumatori – dichiara Roberta Bartocci, responsabile del settore Vivisezione della LAV – Ci aspettiamo, quindi, misure concrete per sostituire l’uso di animali con metodi in vitro, come già è stato fatto e si sta facendo, con modelli informatici, e con tutte le altre moderne tecnologie di cui oggi disponiamo, come la tossicogenomica; tecnologie che dimostrano quanto inutile e insensato sia ricorrere ancora all’impiego di animali”.
“Il rispetto di quanto previsto nel Decreto potrà essere fatto solo se ci si avvarrà di personale esperto in materia di metodi alternativi e indipendente da interessi economici. In questo IPAM, la Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi, di cui la LAV è membro, potrà fornire un valido supporto”, continua Roberta Bartocci.
La LAV ha formulato e presentato nei mesi scorsi al Governo italiano, un “Piano Nazionale per i Metodi Alternativi”, che contiene proposte concrete per incentivare una ricerca eticamente sostenibile, anche coerentemente con quanto espresso alla pagina 153 del Programma della coalizione di Governo, in cui si prevede l’impegno per la progressiva abolizione della sperimentazione animale. La petizione a sostegno si può firmare sul sito della LAV: http://www.lav.it/lenostrecampagne/vivisezione/petizionevivisezione/index.htm
In breve, il Decreto Ministeriale 22 novembre 2007 (G.U. n.12, 15 gennaio 2008), prevede:
- di attuare gli adempimenti previsti dal Regolamento europeo “Reach”;
- che l’Autorità competente è il Ministero della Salute, che opera d'intesa con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, il Ministero dello Sviluppo economico e il Dipartimento per le Politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinandosi con le regioni e province autonome;
- che i soggetti tecnico-scientifici designati sono l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), presso il quale viene istituito il Centro nazionale delle sostanze chimiche (CSC), e l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT);
- che sarà istituito un Comitato tecnico di coordinamento per coordinare le attività dei soggetti coinvolti entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Novità in materia di promozione dei metodi alternativi:
- l’Autorità definisce proposte per la promozione di attività di ricerca finalizzate alla messa a punto di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
- l'ISS, attraverso l'istituzione del CSC e l’APAT forniscono, tra le altre cose, supporto tecnico-scientifico per le attività di ricerca finalizzate all'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'uso di animali.
In particolare, il Ministero della Salute:
- entro trenta giorni dall'entrata in vigore del Decreto organizza la sua struttura tecnica e definisce la consistenza delle risorse umane ad essa dedicate;
- istituisce entro sessanta giorni il Comitato tecnico di coordinamento;
- entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, effettua un censimento delle strutture pubbliche e private impegnate nelle attività di ricerca per l'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
- dovrà definire entro il 30 giugno 2008 un piano per promuovere le attività di ricerca volte all'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali vertebrati.
sabato 12 e domenica 13 GENNAIO '08 MAXI - COLLETTA ALIMENTARE
11/01/2008 12:20
La colletta si terrà all'interno del centro
commerciale "Le Befane" (Rimini) di fronte
all'ingresso del supermercato E.LECLERC-Conad.
Si raccoglierà cibo per cani e per gatti.
Il cibo per cani verrà consegnato al Rifugio "del Prick e dell'Ulmo" e alla nostra sezione di Bologna che si occupa del canile di Vibo Valentia in Calabria, dove la situazione è molto difficile: periodicamente i volontari di Animal Liberation si recano a Vibo portando forniture di cibo e ritornano poi indietro con diversi cani, solitamente cuccioli, da affidare in Emilia Romagna.
Il cibo per gatti verrà distribuito alle persone che seguono le colonie feline del territorio regolarmente censite dal Comune.
Sono ben accette anche offerte in denaro, che servirà per acquistare altro cibo o farmaci.
Per qualsiasi informazione potete contattare la referente dell'iniziativa
Sonia: 348/7445497
soniaurbini@yahoo.it .
Vi ringraziamo per la partecipazione e continuate a sostenerci!
il Rifugio "del Prick e dell'Ulmo" oggi conta piu' di 100 cani, il canile di Vibo Valentia ben 170
troppi da poterli immaginare tutti quanti in un solo attimo,
troppo spesso non ci rendiamo neanche conto che nessuno di loro e' un numero,
ma singoli esseri viventi, con la propria storia, i propri sentimenti, il proprio dolore
buona parte del loro destino purtroppo dipende da ognuno di noi.
serve un aiuto
(alcuni di questi occhi purtroppo si sono gia' spenti...)
Si raccoglierà cibo per cani e per gatti.
Il cibo per cani verrà consegnato al Rifugio "del Prick e dell'Ulmo" e alla nostra sezione di Bologna che si occupa del canile di Vibo Valentia in Calabria, dove la situazione è molto difficile: periodicamente i volontari di Animal Liberation si recano a Vibo portando forniture di cibo e ritornano poi indietro con diversi cani, solitamente cuccioli, da affidare in Emilia Romagna.
Il cibo per gatti verrà distribuito alle persone che seguono le colonie feline del territorio regolarmente censite dal Comune.
Sono ben accette anche offerte in denaro, che servirà per acquistare altro cibo o farmaci.
Per qualsiasi informazione potete contattare la referente dell'iniziativa
Sonia: 348/7445497
soniaurbini@yahoo.it .
Vi ringraziamo per la partecipazione e continuate a sostenerci!
il Rifugio "del Prick e dell'Ulmo" oggi conta piu' di 100 cani, il canile di Vibo Valentia ben 170
troppi da poterli immaginare tutti quanti in un solo attimo,
troppo spesso non ci rendiamo neanche conto che nessuno di loro e' un numero,
ma singoli esseri viventi, con la propria storia, i propri sentimenti, il proprio dolore
buona parte del loro destino purtroppo dipende da ognuno di noi.
serve un aiuto
(alcuni di questi occhi purtroppo si sono gia' spenti...)
AIUTIAMO AMICI DI FIDO
07/01/2008 15:04
Da OGGI sarà possibile effettuare l'iscrizione
all'associazione "Amici di Fido"
, ( Viale San Luigi Versiglia 4 , Civitanova Marche
MC 62012 ) destinarle il 5 per mille e fare
donazioni , sul conto corrente postale aperto
dall'associazione n. 86360799 . ABI
07601 , CAB 13500 , CIN L.
Dal 1° gennaio x i bonifici postali bisogna mettere anche il codice IBAN .
x Amici di Fido é :
IT - 57 - L 07601- 13500 - 000086360799
Amici di Fido ( ma il nome è simbolico ) , è una onlus di tutela di tutti gli animali che da anni supporta EmergenzAnimali ed a cui il sito offre uno spazio web come minisito . EmergenzAnimali è solo un sito e non può ricevere donazioni perchè non ha un conto corrente ed Amici di Fido , che persegue le stesse finalità di protezione degli animali e si impegna quotidianamente in questa attività , ha molto bisogno di supporto economico e di nuove "braccia e teste" che aiutino nei vari progetti , tra cui il supporto concreto ad EmergenzAnimali . Altrimenti la onlus , nonostante la notevole attività , silenziosa ma efficace , tra cui in particolare rileva la consulenza legale gratuita , dovrà cessare .
Grazie a tutti a nome di Amici di Fido ed EmergenzAnimali .
Abbiamo davvero bisogno di voi . Siamo in emergenza .
Lo staff di EmergenzAnimali
Dal 1° gennaio x i bonifici postali bisogna mettere anche il codice IBAN .
x Amici di Fido é :
IT - 57 - L 07601- 13500 - 000086360799
Amici di Fido ( ma il nome è simbolico ) , è una onlus di tutela di tutti gli animali che da anni supporta EmergenzAnimali ed a cui il sito offre uno spazio web come minisito . EmergenzAnimali è solo un sito e non può ricevere donazioni perchè non ha un conto corrente ed Amici di Fido , che persegue le stesse finalità di protezione degli animali e si impegna quotidianamente in questa attività , ha molto bisogno di supporto economico e di nuove "braccia e teste" che aiutino nei vari progetti , tra cui il supporto concreto ad EmergenzAnimali . Altrimenti la onlus , nonostante la notevole attività , silenziosa ma efficace , tra cui in particolare rileva la consulenza legale gratuita , dovrà cessare .
Grazie a tutti a nome di Amici di Fido ed EmergenzAnimali .
Abbiamo davvero bisogno di voi . Siamo in emergenza .
Lo staff di EmergenzAnimali
BILANCIO DELLE RONDE DI SAN SILVESTRO
04/01/2008 13:06
fonte:Il Resto del Carlino
CARNE AVVELENATA COME ESCA PER CANI AD ADELFIA. INDAGINI
04/01/2008 13:00
Pezzi di carne conditi con metaldeide
(molluschicida che se assunto in dosi massicce
avvelena gli animali) sono stati trovati in una
zona frequentata da cani randagi nelle campagne di
Adelfia, nel barese. Lo denuncia in una nota la
Lega antivivisezione (Lav) di Bari.
'Si tratta - e' detto - di un atto di incivilta', di un reato penale nei confronti degli animali, di un attentato alla salute pubblica. La diffusione di sostanze velenose e' vietata e punita dall'art.146 del Testo unico delle leggi sanitarie e dall'art. 21 lett.U della legge nazionale 157/92'. Del ritrovamento sono state informate le autorita' sanitarie, l'Amministrazione e il Corpo forestale dello Stato.
'Ad Adelfia - prosegue la Lav - dopo il tragico episodio della morte di un viticoltore per una probabile aggressione da parte di randagi, si continua a non affrontare il fenomeno randagismo con gli strumenti previsti dalla legge, ma piuttosto con la demonizzazione dei cani e con pratiche criminali ed illegali'.
(ANSA)
'Si tratta - e' detto - di un atto di incivilta', di un reato penale nei confronti degli animali, di un attentato alla salute pubblica. La diffusione di sostanze velenose e' vietata e punita dall'art.146 del Testo unico delle leggi sanitarie e dall'art. 21 lett.U della legge nazionale 157/92'. Del ritrovamento sono state informate le autorita' sanitarie, l'Amministrazione e il Corpo forestale dello Stato.
'Ad Adelfia - prosegue la Lav - dopo il tragico episodio della morte di un viticoltore per una probabile aggressione da parte di randagi, si continua a non affrontare il fenomeno randagismo con gli strumenti previsti dalla legge, ma piuttosto con la demonizzazione dei cani e con pratiche criminali ed illegali'.
(ANSA)
ADDESTRATORE DI CAVALLI SOTTO PROCESSO, FISE LO RADIA
04/01/2008 13:00
fonte:www.animalieanimali.it
La LAV si costituisce parte civile nel processo che, presso il Tribunale di Venezia, vede imputato Alessandro Mulato (ex Giudice Nazionale di Performance ed ex Tecnico di Equitazione Americana di II livello) per aver causato, l’8 settembre 2006, la morte della cavalla May’s Windy, dopo atroci sofferenze. May’s Windy era una cavalla purosangue, affidata presso un centro ippico in località Fossà del Comune di San Donà di Piave (Venezia), perché fosse addestrata da Alessandra Mulato.
Mulato, quella sera verso le ore 23, dopo aver fatto “lavorare” la cavalla, la mise nel box e la legò con la testa alta, andando poi via. La mattina la cavalla venne ritrovata morta, ancora legata, da un frequentatore del circolo ippico. Venne reperito di fianco al box un secchio con acqua sporca di sangue e delle corde con un morso: pare che non solo l’avesse legata stretta ma addirittura con un morso in bocca.
In breve tempo venne accertata la dinamica dei fatti: la cavalla era morta perché probabilmente per liberarsi da questa costrizione aveva sbattuto la testa procurandosi la frattura della parete orbitale destra (perdendo l’occhio destro che non si vede più nelle foto). La stessa aveva una lacerazione in bocca di parecchi centimetri, dovuta probabilmente alle corde o al morso che aveva in bocca e che si era impigliato da qualche parte, probabilmente sul gancio ove era stata legata. Nella parte alta del box sono stati trovati residui di crine, altro segno che deve aver lottato con tutte le sue forze, presa dal panico. La frattura ha provocato una forte emorragia e la cavalla non potendo abbassare la testa deve essersi soffocata col suo sangue.
Il decreto di citazione a giudizio rileva: “la condotta criminosa posta in essere dall’imputato e ben descritta nel capo d’imputazione (reato di cui all’art. 544 bis del Codice penale) perché quale titolare del maneggio omonimo, procedeva a custodire per la notte la cavalla May’s Windy, a lui affidata, legandola ad un anello di ferro con una corda di lunghezza non superiore a sessanta centimetri e, quindi, adottando una modalità contenitiva che non consentiva la necessaria libertà di movimento all’animale medesimo, ne cagionava la morte per crudeltà o, comunque, senza necessità, dal momento che la cavalla, non potendo bere né mangiare, si agitava sino a collidere violentemente con le pareti del vano box dove era custodita o con lo stesso gancio con cui era legata procurandosi le fratture della regione orbitale destra che ne determinavano la morte”.
Nel frattempo, la Commissione di Disciplina della Federazione Italiana Sport Equestri il 27 ottobre ha radiato Mulato definitivamente, dopo un primo periodo di sospensione: “un segnale positivo e importante, perché esprime una ferma condanna per fatti così violenti e tragici, che ci auguriamo sarà preso ogni volta che si verificheranno analoghe atrocità”, dichiara Sonny Richichi, responsabile del settore Equidi della LAV
“Per l’addestramento di questa cavalla, Mulato avrebbe applicato metodi coercitivi purtroppo tipici della monta americana, portandoli all’esasperazione: tipo lavorare il cavallo durante la notte, impedirgli di bere e mangiare o legarlo con la testa alta per ore nel box – dichiara Sonny Richichi, responsabile del settore Equidi della LAV - In generale, a prescindere dalle discipline sportive e dai vari tipi di monta, troppo spesso nei maneggi prevale la cultura della sottomissione del cavallo, con tutti i conseguenti metodi punitivi. Esistono invece metodi di approccio e di relazione con gli equidi molto diversi, che puntano al rispetto delle reciproche esigenze, che tengono conto soprattutto del benessere psicofisico dell’animale e che danno risultati di gran lunga migliori, senza ricorrere a coercizioni, punizioni e maltrattamenti”.
La LAV, in collaborazione con la Fondazione Flaminia da Filicaja, ha avviato da più di un anno il progetto “Amici dei Cavalli” (www.amicideicavalli.org). Tra i tanti compiti dei volontari “Amici dei Cavalli” - per i quali vengono organizzati corsi di formazione tenuti da docenti qualificati - vi è quello di soccorrere equidi maltrattati o in difficoltà e di affiancare e consigliare le persone che vogliono migliorare il rapporto con il proprio equide.
La LAV si costituisce parte civile nel processo che, presso il Tribunale di Venezia, vede imputato Alessandro Mulato (ex Giudice Nazionale di Performance ed ex Tecnico di Equitazione Americana di II livello) per aver causato, l’8 settembre 2006, la morte della cavalla May’s Windy, dopo atroci sofferenze. May’s Windy era una cavalla purosangue, affidata presso un centro ippico in località Fossà del Comune di San Donà di Piave (Venezia), perché fosse addestrata da Alessandra Mulato.
Mulato, quella sera verso le ore 23, dopo aver fatto “lavorare” la cavalla, la mise nel box e la legò con la testa alta, andando poi via. La mattina la cavalla venne ritrovata morta, ancora legata, da un frequentatore del circolo ippico. Venne reperito di fianco al box un secchio con acqua sporca di sangue e delle corde con un morso: pare che non solo l’avesse legata stretta ma addirittura con un morso in bocca.
In breve tempo venne accertata la dinamica dei fatti: la cavalla era morta perché probabilmente per liberarsi da questa costrizione aveva sbattuto la testa procurandosi la frattura della parete orbitale destra (perdendo l’occhio destro che non si vede più nelle foto). La stessa aveva una lacerazione in bocca di parecchi centimetri, dovuta probabilmente alle corde o al morso che aveva in bocca e che si era impigliato da qualche parte, probabilmente sul gancio ove era stata legata. Nella parte alta del box sono stati trovati residui di crine, altro segno che deve aver lottato con tutte le sue forze, presa dal panico. La frattura ha provocato una forte emorragia e la cavalla non potendo abbassare la testa deve essersi soffocata col suo sangue.
Il decreto di citazione a giudizio rileva: “la condotta criminosa posta in essere dall’imputato e ben descritta nel capo d’imputazione (reato di cui all’art. 544 bis del Codice penale) perché quale titolare del maneggio omonimo, procedeva a custodire per la notte la cavalla May’s Windy, a lui affidata, legandola ad un anello di ferro con una corda di lunghezza non superiore a sessanta centimetri e, quindi, adottando una modalità contenitiva che non consentiva la necessaria libertà di movimento all’animale medesimo, ne cagionava la morte per crudeltà o, comunque, senza necessità, dal momento che la cavalla, non potendo bere né mangiare, si agitava sino a collidere violentemente con le pareti del vano box dove era custodita o con lo stesso gancio con cui era legata procurandosi le fratture della regione orbitale destra che ne determinavano la morte”.
Nel frattempo, la Commissione di Disciplina della Federazione Italiana Sport Equestri il 27 ottobre ha radiato Mulato definitivamente, dopo un primo periodo di sospensione: “un segnale positivo e importante, perché esprime una ferma condanna per fatti così violenti e tragici, che ci auguriamo sarà preso ogni volta che si verificheranno analoghe atrocità”, dichiara Sonny Richichi, responsabile del settore Equidi della LAV
“Per l’addestramento di questa cavalla, Mulato avrebbe applicato metodi coercitivi purtroppo tipici della monta americana, portandoli all’esasperazione: tipo lavorare il cavallo durante la notte, impedirgli di bere e mangiare o legarlo con la testa alta per ore nel box – dichiara Sonny Richichi, responsabile del settore Equidi della LAV - In generale, a prescindere dalle discipline sportive e dai vari tipi di monta, troppo spesso nei maneggi prevale la cultura della sottomissione del cavallo, con tutti i conseguenti metodi punitivi. Esistono invece metodi di approccio e di relazione con gli equidi molto diversi, che puntano al rispetto delle reciproche esigenze, che tengono conto soprattutto del benessere psicofisico dell’animale e che danno risultati di gran lunga migliori, senza ricorrere a coercizioni, punizioni e maltrattamenti”.
La LAV, in collaborazione con la Fondazione Flaminia da Filicaja, ha avviato da più di un anno il progetto “Amici dei Cavalli” (www.amicideicavalli.org). Tra i tanti compiti dei volontari “Amici dei Cavalli” - per i quali vengono organizzati corsi di formazione tenuti da docenti qualificati - vi è quello di soccorrere equidi maltrattati o in difficoltà e di affiancare e consigliare le persone che vogliono migliorare il rapporto con il proprio equide.