NUOVA SCOPERTA
28/02/2007 08:30
Nel 2005 esperimento analogo condotto con successo
sui topi.
Cina, guidano il volo dei piccioni con dei micro-elettrodi nel cervello.
Controllare e guidare a distanza il volo dei piccioni, grazie a dei chip impiantati nel cervello degli animali. L'esperimento - riferisce l'agenzia Xinhua - è stato realizzato nel Centro di ricerca di tecnologia robotica dell'Università di scienza e tecnologia di Shandong.
Con una serie di micro elettrodi sistemati nel cervello degli uccelli, i ricercatori affermano di averne condizionato il volo, ordinando loro di volare a destra o a sinistra, oppure di planare verso l'alto o verso il basso. "Gli impianti elettronici stimolano diverse aree del cervello dei piccioni a seconda dei segnali inviati attraverso il computer, forzando così l'animale a rispondere ai comandi", spiegano i ricercatori all'agenzia di stampa.
"E' il primo esperimento al mondo di questo tipo sui piccioni ad avere successo", ha commentato Su Xuecheng, il capo del team. Lo studioso ha inoltre sottolineato di voler lavorare all'ottimizzazione del funzionamento dei dispositivi, in modo da cercare applicazioni pratiche per il futuro. L'agenzia cinese ricorda inoltre che già nel 2005 un esperimento simile fu condotto con successo sui topi.
Cina, guidano il volo dei piccioni con dei micro-elettrodi nel cervello.
Controllare e guidare a distanza il volo dei piccioni, grazie a dei chip impiantati nel cervello degli animali. L'esperimento - riferisce l'agenzia Xinhua - è stato realizzato nel Centro di ricerca di tecnologia robotica dell'Università di scienza e tecnologia di Shandong.
Con una serie di micro elettrodi sistemati nel cervello degli uccelli, i ricercatori affermano di averne condizionato il volo, ordinando loro di volare a destra o a sinistra, oppure di planare verso l'alto o verso il basso. "Gli impianti elettronici stimolano diverse aree del cervello dei piccioni a seconda dei segnali inviati attraverso il computer, forzando così l'animale a rispondere ai comandi", spiegano i ricercatori all'agenzia di stampa.
"E' il primo esperimento al mondo di questo tipo sui piccioni ad avere successo", ha commentato Su Xuecheng, il capo del team. Lo studioso ha inoltre sottolineato di voler lavorare all'ottimizzazione del funzionamento dei dispositivi, in modo da cercare applicazioni pratiche per il futuro. L'agenzia cinese ricorda inoltre che già nel 2005 un esperimento simile fu condotto con successo sui topi.
GATTO E 3 CANI VIVEVANO IN AUTO DI UN'INFERMIERA POLICLINICO BARI
27/02/2007 15:11
Una donna di 48 anni, infermiera professionale nel
Policlinico di Bari, faceva vivere nella propria
automobile, una Fiat Panda, un gatto e tre cani:
gli animali mangiavano, dormivano e facevano i loro
bisogni sempre all'interno della Panda. Lo hanno
scoperto gli agenti della Polizia municipale di
Bari che hanno controllato oggi la vettura,
parcheggiata all'interno dell'area del Policlinico.
I vigili urbani che operano nel Policlinico si sono occupati della Panda, per una segnalazione ricevuta, nel normale giro di perlustrazione, da alcuni cittadini. Quando gli agenti si sono avvicinati alla vettura i cani, meticci, hanno cominciato ad abbaiare.
I vigili hanno cosi' cominciato accertamenti, partendo dal numero di targa, per rintracciare il proprietario della vettura e sono risaliti all'identita' dell'infermiera, che oggi era in servizio nel Policlinico.
La donna, che - a quanto e' stato reso noto - indossava un camice sporco e macchiato di escrementi, ha dichiarato che aveva raccolto i cani e il gattino un paio di mesi fa per strada e non avendo altro posto dove sistemarli, li alloggiava nella sua autovettura da allora.
Nell'abitacolo dell'auto - secondo i vigili - c'era sporcizia ovunque, escrementi e residui di cibo in una vaschetta.
Probabilmente - secondo gli agenti - i due cani piu' piccoli, due cuccioli, potrebbero essere nati nell'automobile.
Gli animali sono stati affidati ai tecnici del servizio veterinario della Ausl.
Gli agenti stanno valutando se ci siano elementi per denunciare la donna per maltrattamento di animali. (ANSA)
I vigili urbani che operano nel Policlinico si sono occupati della Panda, per una segnalazione ricevuta, nel normale giro di perlustrazione, da alcuni cittadini. Quando gli agenti si sono avvicinati alla vettura i cani, meticci, hanno cominciato ad abbaiare.
I vigili hanno cosi' cominciato accertamenti, partendo dal numero di targa, per rintracciare il proprietario della vettura e sono risaliti all'identita' dell'infermiera, che oggi era in servizio nel Policlinico.
La donna, che - a quanto e' stato reso noto - indossava un camice sporco e macchiato di escrementi, ha dichiarato che aveva raccolto i cani e il gattino un paio di mesi fa per strada e non avendo altro posto dove sistemarli, li alloggiava nella sua autovettura da allora.
Nell'abitacolo dell'auto - secondo i vigili - c'era sporcizia ovunque, escrementi e residui di cibo in una vaschetta.
Probabilmente - secondo gli agenti - i due cani piu' piccoli, due cuccioli, potrebbero essere nati nell'automobile.
Gli animali sono stati affidati ai tecnici del servizio veterinario della Ausl.
Gli agenti stanno valutando se ci siano elementi per denunciare la donna per maltrattamento di animali. (ANSA)
NUOVO STOP A INGOZZAMENTO OCHE, VISONI LIBERI
27/02/2007 15:10
Di nuovo vietato da subito l'ingozzamento forzato
di anatre e oche, pratica particolarmente crudele
che consuma letteralmente 25mila volatili l'anno
condannata dal Comitato Scientifico Veterinario
dell'Unione Europea. E di nuovo fissata al primo
gennaio prossimo la data di chiusura degli
allevamenti di animali "da pelliccia", ben 300mila
fra visoni e cincilla'.
Sono gli effetti di due nuove parti dell'articolo 8 della Legge n.17-2007 di conversione del Decreto "Milleproproghe", definitivamente approvato ieri sera dalla Camera dei Deputati, inserite su emendamento proposto dalla LAV e fatto proprio dai senatori dell'Intergruppo Parlamentare Animali, i verdi Loredana De Petris, Gianpaolo Silvestri e Anna Donati che hanno ripreso il testo del loro collega Marco Boato a Montecitorio.
"Si restituisce cosi' il maltolto che pellicciai e allevatori residuali avevano ottenuto nella scorsa Legislatura in analoghi provvedimenti, ovvero la cancellazione di questi piccoli ma significativi passi in avanti ottenuti sei anni fa e gia' praticati da altri Paesi come Inghilterra e Galles, Scozia, Austria , Olanda e Svezia per le pellicce, Svizzera, Norvegia, Germania, Danimarca, Repubblica Ceca, Israele, California, Inghilterra e Galles per la tutela dei volatili - ha detto Gianluca Felicetti, presidente della LAV - era questo il primo dei punti del nostro Piano nazionale per i diritti degli animali che decine di migliaia di cittadini avevano sostenuto nel novembre scorso con una petizione, un bell'esempio di sinergia positiva fra istanze popolari e Istituzioni".
I contravventori dei divieti di queste pratiche o altre mutilazioni in allevamenti (spiumatura e taglio delle ali di volatili vivi, taglio di code per i bovini) rischieranno una sanzione amministrativa di 3098 euro e in caso di recidiva l'aumento della meta' del pagamento e la sospensione dell'esercizio di allevamento da uno a tre mesi, non escludendo cio' l'apertura di un procedimento penale per il maltrattamento degli animali che prevede anche la reclusione.
Negli anni questo e' stato il terzo tentativo della LAV di mettere riparo alle modifiche e alle cancellazioni subite dal Decreto Legislativo 146 del 2001 a tutela degli animali, l'ultimo nella scorsa Legislatura - con firme trasversali agli schieramenti politici fra le quali ricordiamo quelle di Schmidt, Zanella, Mantini, Rocchi, Provera, Dato, Frigato e Mariani - non era stato approvato per appena tre voti ed era rimasto lettera morta un Ordine del Giorno del Senato, prima firma Malan (Fi), di impegno al precedente Governo..
Ricordiamo infine gli autori, in negativo, dei precedenti peggioramenti delle condizioni di volatili, visoni e cincilla' o della formale opposizione a questa ultima iniziativa: Zucchi e Franci (Ds); Misuraca, Boscetto, Santelli, Ventucci, Ricciuti, Carfagna, Pasinato e Falcier (Fi); Cota, Stucchi e Stiffoni (Lega Nord); Marcora (Margherita); Giovanardi, il piu' accanito a spacciare presunti impegni dei pellicciai a favore del benessere degli animali e non vincolanti raccomandazioni sul tema del Consiglio d'Europa, Forte e Pellegrino (Udc).
Sono gli effetti di due nuove parti dell'articolo 8 della Legge n.17-2007 di conversione del Decreto "Milleproproghe", definitivamente approvato ieri sera dalla Camera dei Deputati, inserite su emendamento proposto dalla LAV e fatto proprio dai senatori dell'Intergruppo Parlamentare Animali, i verdi Loredana De Petris, Gianpaolo Silvestri e Anna Donati che hanno ripreso il testo del loro collega Marco Boato a Montecitorio.
"Si restituisce cosi' il maltolto che pellicciai e allevatori residuali avevano ottenuto nella scorsa Legislatura in analoghi provvedimenti, ovvero la cancellazione di questi piccoli ma significativi passi in avanti ottenuti sei anni fa e gia' praticati da altri Paesi come Inghilterra e Galles, Scozia, Austria , Olanda e Svezia per le pellicce, Svizzera, Norvegia, Germania, Danimarca, Repubblica Ceca, Israele, California, Inghilterra e Galles per la tutela dei volatili - ha detto Gianluca Felicetti, presidente della LAV - era questo il primo dei punti del nostro Piano nazionale per i diritti degli animali che decine di migliaia di cittadini avevano sostenuto nel novembre scorso con una petizione, un bell'esempio di sinergia positiva fra istanze popolari e Istituzioni".
I contravventori dei divieti di queste pratiche o altre mutilazioni in allevamenti (spiumatura e taglio delle ali di volatili vivi, taglio di code per i bovini) rischieranno una sanzione amministrativa di 3098 euro e in caso di recidiva l'aumento della meta' del pagamento e la sospensione dell'esercizio di allevamento da uno a tre mesi, non escludendo cio' l'apertura di un procedimento penale per il maltrattamento degli animali che prevede anche la reclusione.
Negli anni questo e' stato il terzo tentativo della LAV di mettere riparo alle modifiche e alle cancellazioni subite dal Decreto Legislativo 146 del 2001 a tutela degli animali, l'ultimo nella scorsa Legislatura - con firme trasversali agli schieramenti politici fra le quali ricordiamo quelle di Schmidt, Zanella, Mantini, Rocchi, Provera, Dato, Frigato e Mariani - non era stato approvato per appena tre voti ed era rimasto lettera morta un Ordine del Giorno del Senato, prima firma Malan (Fi), di impegno al precedente Governo..
Ricordiamo infine gli autori, in negativo, dei precedenti peggioramenti delle condizioni di volatili, visoni e cincilla' o della formale opposizione a questa ultima iniziativa: Zucchi e Franci (Ds); Misuraca, Boscetto, Santelli, Ventucci, Ricciuti, Carfagna, Pasinato e Falcier (Fi); Cota, Stucchi e Stiffoni (Lega Nord); Marcora (Margherita); Giovanardi, il piu' accanito a spacciare presunti impegni dei pellicciai a favore del benessere degli animali e non vincolanti raccomandazioni sul tema del Consiglio d'Europa, Forte e Pellegrino (Udc).
POLIZIA BLOCCA SITO "BALDINA" ANTI-ANIMALI
26/02/2007 16:11
La Polizia postale ha sequestrato un sito internet
gestito da una donna residente in Lombardia
attraverso il quale era possibile vedere filmati di
scene di torture e di uccisione di piccoli animali.
La persona che gestiva il sito e' stata denunciata in stato di liberta' alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria con l'accusa di maltrattamenti ed uccisione di animali.
Secondo quanto ha riferito il Compartimento di Polizia postale e delle comunicazioni di Reggio Calabria, che ha avviato le indagini sulla base delle segnalazioni di alcune persone che avevano visto i filmati riprodotti nel sito, nelle scene di torture si vedeva una donna che, calzando scarpe con tacchi a spillo, torturava ed uccideva insetti, crostacei e piccoli mammiferi, realizzando cosi' i cosiddetto 'crush video'. I filmati venivano posti in vendita e potevano essere richiesti attraverso posta elettronica. Il sito, per sfuggire ai controlli, era stato registrato presso un provider danese.
Nei confronti della titolare del sito era stata avviata altra indagine da parte della Polizia postale di Milano alla quale la donna aveva presentato una denuncia contro ignoti per diffamazione. Indagine che aveva portato all'accertamento degli stessi reati nei confronti della donna per i quali procede la Procura di Reggio Calabria. Nell'abitazione della titolare del sito sono stati sequestrati alcuni computer e centinaia di cd rom pronti per la vendita.
(ANSA)
La persona che gestiva il sito e' stata denunciata in stato di liberta' alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria con l'accusa di maltrattamenti ed uccisione di animali.
Secondo quanto ha riferito il Compartimento di Polizia postale e delle comunicazioni di Reggio Calabria, che ha avviato le indagini sulla base delle segnalazioni di alcune persone che avevano visto i filmati riprodotti nel sito, nelle scene di torture si vedeva una donna che, calzando scarpe con tacchi a spillo, torturava ed uccideva insetti, crostacei e piccoli mammiferi, realizzando cosi' i cosiddetto 'crush video'. I filmati venivano posti in vendita e potevano essere richiesti attraverso posta elettronica. Il sito, per sfuggire ai controlli, era stato registrato presso un provider danese.
Nei confronti della titolare del sito era stata avviata altra indagine da parte della Polizia postale di Milano alla quale la donna aveva presentato una denuncia contro ignoti per diffamazione. Indagine che aveva portato all'accertamento degli stessi reati nei confronti della donna per i quali procede la Procura di Reggio Calabria. Nell'abitazione della titolare del sito sono stati sequestrati alcuni computer e centinaia di cd rom pronti per la vendita.
(ANSA)
2 CANILI-LAGER PER CACCIATORI, OTTO DENUNCIATI
23/02/2007 19:52
Un canile lager di "cani da cinghiale" e' stato
scoperto e sequestrato dal personale del Nucleo
investigativo sui reati in danno agli animali
(Nirda) del Corpo Forestale dello Stato nel comune
di Civitella d'Agliano, in provincia di Viterbo.
Otto persone sono state denunciate per
maltrattamento e detenzione di animali in
condizioni incompatibili con la loro natura.
Nel canine abusivo, privo di qualsiasi autorizzazione sanitaria, i forestali hanno trovato 44 cani adulti, utilizzati per la caccia al cinghiale, tenuti in pessime condizioni igieniche. Sequestrata anche l'area, un bosco di circa 1200 mq, occupata dal canile e tutta la documentazione sanitaria relativa ad alcuni cuccioli. Gli animali, di razza segugio, spinone francese e beagle sono stati trovati legati a cucce fatiscenti, realizzate con materiali di fortuna, e sono risultati in parte non iscritti all'anagrafe canina regionale. I cani, legati ai loro ricoveri da catene troppo corte, non avevano alcuna possibilita' di muoversi se non quando venivano utilizzati per la battuta al cinghiale. Pertanto, secondo i forestali, passavano circa 9 mesi l'anno chiusi nelle cucce.
I 44 cani sono stati affidati al sindaco del comune di Civitella d'Agliano e alla Asl di Viterbo, che dovra' vigilare sull'attuazione delle prescrizioni impartite dalla polizia giudiziaria per di garantire il loro benessere.
(ANSA)
Nel canine abusivo, privo di qualsiasi autorizzazione sanitaria, i forestali hanno trovato 44 cani adulti, utilizzati per la caccia al cinghiale, tenuti in pessime condizioni igieniche. Sequestrata anche l'area, un bosco di circa 1200 mq, occupata dal canile e tutta la documentazione sanitaria relativa ad alcuni cuccioli. Gli animali, di razza segugio, spinone francese e beagle sono stati trovati legati a cucce fatiscenti, realizzate con materiali di fortuna, e sono risultati in parte non iscritti all'anagrafe canina regionale. I cani, legati ai loro ricoveri da catene troppo corte, non avevano alcuna possibilita' di muoversi se non quando venivano utilizzati per la battuta al cinghiale. Pertanto, secondo i forestali, passavano circa 9 mesi l'anno chiusi nelle cucce.
I 44 cani sono stati affidati al sindaco del comune di Civitella d'Agliano e alla Asl di Viterbo, che dovra' vigilare sull'attuazione delle prescrizioni impartite dalla polizia giudiziaria per di garantire il loro benessere.
(ANSA)
IL VETERINARIO DI ERBA NON HA RIFIUTATO LE CURE
23/02/2007 19:52
Una forte associazione di categoria puo' agire in
giudizio per la tutela giurisdizionale dei propri
associati. Ed e' quanto ha deciso di fare l'ANMVI
nei confronti di un caso emblematico occorso a due
Colleghi, attivi nella medesima struttura, finiti
sotto accusa in Procura prima e sulla Stampa poi.
Ai primi di dicembre dell'anno scorso un cliente
nuovo si presenta all'appuntamento concordato
telefonicamente per una visita al suo cane. Il caso
necessita di approfondimenti diagnostici per
addivenire alla terapia appropriata. Il veterinario
curante, dopo una visita approfondita, realizza un
preventivo di spesa per il proseguo degli
accertamenti sull'animale e, in stretta osservanza
della deontologia professionale, informa il cliente
sul da farsi. E' a questo punto che il proprietario
rivela di non aver soldi per pagare la visita già
effettuata e di non essere intenzionato a pagare il
resto. Il rapporto contrattuale si risolve qui. Due
mesi dopo, una telefonata dei Carabinieri invita il
veterinario a presentarsi ad un colloquio nel quale
viene letto un esposto a carico del professionista.
I giornali locali riprenderanno il caso citando il
nome e il cognome del Collega denunciato per
maltrattamento, coinvolgendo anche il Collega socio
in articoli del seguente tenore: "Niente soldi,
niente cure al cane. Denunciata una clinica
veterinaria". Ora l'ANMVI ha ritenuto di
intervenire e sostenere le iniziative legali già
avviate. Il Collega e' infatti gia' assistito, fin
dall'inizio della vicenda
dall’Avvocato dell'Associazione, dopo
essersi rivolto al servizio di consulenza legale
dell'ANMVI. "Auspicando un esito favorevole del
caso particolare, l'azione dell'Associazione
dichiara l'ANMVI - assume risvolti generali ed è
finalizzata ad ottenere esiti giurisprudenziali che
possano avere valenza collettiva per la Categoria,
sia sotto il profilo del presunto maltrattamento,
sia sotto il profilo diffamatorio. Su mandato
dell'ANMVI, il legale sta valutando azioni mirate
nei confronti degli organi di stampa che hanno, a
nostro avviso, diffamato i Colleghi coinvolti e la
Categoria tutta. Pertanto assumeremo ogni
iniziativa utile agli scopi, sia nei confronti
della parte avversa che della stampa".
da Anmvi Oggi
da Anmvi Oggi
30 ANNI DI LAV, PROPOSTE LINEE-GUIDA PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI IN TV
23/02/2007 00:19
Sono disponibili da oggi sul sito del Segretariato
Sociale Rai e sul sito LAV le Linee Guida per la
tutela degli animali in tv, indirizzate agli
operatori della comunicazione sociale italiani ed
elaborate dalla LAV, in collaborazione con il
Segretariato Sociale della Rai. Le Linee Guida sono
state presentate questa mattina presso la Sala
degli Arazzi di Viale Mazzini, presenti Alfonso
Pecoraro Scanio (Ministro dell'Ambiente), Gianluca
Felicetti (presidente LAV), l'On. Maria Chiara
Acciarini (Sottosegretario alla Famiglia), la Sen.
Anna Donati (Presidente della Commissione Lavori
Pubblici e Comunicazioni del Senato), gli Onorevoli
Angelo Alessandri, Claudio Azzolini, Gianni
Mancuso, Donatella Poretti, la conduttrice
televisiva Licia Colò, Carlo Romeo (responsabile
del Segretariato Sociale RAI), nel corso di una
conferenza stampa dedicata al trentennale della LAV
(1977-2007) e alle iniziative collegate. Tra queste
è stato presentato anche il nuovo spot tv del
Canone inverso.
Le Linee guida per la tutela degli animali in tv rappresentano le prime raccomandazioni al fine di favorire la promozione del rispetto degli animali nella comunicazione.
Punti chiave delle Linee guida per la tutela degli animali in tv, sono:
-la diffusione di trasmissioni finalizzate a dare importanza alla promozione del rispetto degli animali, in quanto esseri senzienti, che diano importanza a un corretto sviluppo educativo nel rapporto bambino-animale, che promuovano il volontariato a tutela degli animali e le professioni legate agli animali come quelle dei medici-veterinari, dei biologi e dei naturalisti.
-l'esclusione di ogni utilizzo di animali a rischio di violenze o irrispettoso della loro dignità ;
-la proposta della costituzione di una Commissione per la tutela degli animali presso l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che, con la partecipazione di esperti proposti dalle associazioni animaliste, medici veterinari ed etologi, possa valutare i progetti di presenza degli animali in trasmissioni e proporre accorgimenti per la diminuzione del rischio nell'utilizzo e alternative al loro utilizzo;
-l'auspicio di una progressiva riduzione delle rappresentazioni circensi che fanno uso di animali iniziando ad escluderle dalle programmazioni dedicate ai minori fino alla totale eliminazione dalla programmazione, valorizzando nel contempo le espressioni artistiche e gli spettacoli circensi che non ricorrono all'utilizzo di animali.
Con queste Linee guida, all'avanguardia a livello mondiale - solo alcuni precetti sono stati adottati dalla Cbsc canadese o a livello statale in Inghilterra e Australia - si vogliono gettare le basi per un cambiamento anche nell'ambito televisivo dove, purtroppo, ancora recentemente vi è stato un gran uso di animali con stress o comportamenti irrispettosi della loro dignità “ dichiara Gianluca Felicetti, presidente LAV “ Questo testo nasce dalla necessità, sempre più sentita da parte dei telespettatori, e aldilà di quanto prevedono le leggi contro il maltrattamento anche negli spettacoli, di fornire delle linee-guida per favorire la diffusione di programmi tv finalizzati a dare importanza alla promozione del rispetto degli animali, e che valorizzino un corretto sviluppo educativo nel rapporto bambino-animale. L'auspicata progressiva abolizione delle rappresentazioni circensi che fanno uso di animali, a cominciare dalle programmazione dedicata ai minori, non è che l'espressione di una esigenza avanzata da una sempre più vasta e convinta opinione pubblica che non vuole più assistere a spettacoli con animali costretti a lavorare come funamboli, fino a chiedere al Parlamento una legge specifica che sostenga gli spettacoli circensi senza animali.
Le linee guida presentate oggi - ha detto Carlo Romeo, responsabile del Segretariato Sociale RAI - si inseriscono a pieno titolo fra quei documenti realizzati dal Segretariato Rai, in collaborazione con partner ed istituzioni competenti, come strumento di conoscenza e di approfondimento su argomenti di carattere sociale e legati al ruolo del servizio pubblico, a disposizione di tutti gli operatori della comunicazione sociale (giornalisti, autori, registi, sceneggiatori, etc.).
Le Linee guida per la tutela degli animali in tv sono solo una delle numerose novità che quest'anno accompagneranno i festeggiamenti per i 30 anni di campagne della LAV per i diritti degli animali (1977-2007):
Nella conferenza stampa di oggi è stato presentato in anteprima il nuovo spot televisivo istituzionale LAV del Canone inverso.
Attraverso l'utilizzo di immagini simbolo di sfruttamento degli animali, lo spot vuole far riflettere sulla violenza e sfruttamento perpetrati ogni giorno nei confronti di milioni di animali: abbandono, combattimenti clandestini, vivisezione, caccia, macellazione, maltrattamento, sono i principali temi trattati. La rappresentazione è stata trattata in chiave altamente simbolica al fine di non ferire la sensibilità dello spettatore, ma ponendosi come un invito alla riflessione su quanto avviene ogni giorno, nostro malgrado, e su quanto è possibile fare per promuovere una cultura del rispetto dei diritti degli animali non umani.
Il riconoscimento di Associazione di protezione ambientale ottenuto dalla LAV con Decreto ministeriale, è stato ufficializzato oggi dal Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
La storica rivista dell'associazione Impronte da questo mese si presenta in una veste grafica ed editoriale completamente rinnovata, per rispondere all'esigenza di informare in modo più efficace e completo.
L'annuale Rapporto Zoomafia della LAV sarà presentato il prossimo mercoledì 30 maggio dal Presidente della Commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione.
Venerdì 1 giugno con il Comune di Roma, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, saranno premiate le Amministrazioni pubbliche che hanno attuato decisioni che hanno cambiato in meglio la vita degli animali.
Il Congresso nazionale LAV per i diritti degli animali, in programma a Roma presso l'Auditorium dell'Ara Pacis sabato 2 e domenica 3 giugno si svolgerà sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con la partecipazione di personalità del mondo della cultura e della politica.
Le Linee guida per la tutela degli animali in tv rappresentano le prime raccomandazioni al fine di favorire la promozione del rispetto degli animali nella comunicazione.
Punti chiave delle Linee guida per la tutela degli animali in tv, sono:
-la diffusione di trasmissioni finalizzate a dare importanza alla promozione del rispetto degli animali, in quanto esseri senzienti, che diano importanza a un corretto sviluppo educativo nel rapporto bambino-animale, che promuovano il volontariato a tutela degli animali e le professioni legate agli animali come quelle dei medici-veterinari, dei biologi e dei naturalisti.
-l'esclusione di ogni utilizzo di animali a rischio di violenze o irrispettoso della loro dignità ;
-la proposta della costituzione di una Commissione per la tutela degli animali presso l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che, con la partecipazione di esperti proposti dalle associazioni animaliste, medici veterinari ed etologi, possa valutare i progetti di presenza degli animali in trasmissioni e proporre accorgimenti per la diminuzione del rischio nell'utilizzo e alternative al loro utilizzo;
-l'auspicio di una progressiva riduzione delle rappresentazioni circensi che fanno uso di animali iniziando ad escluderle dalle programmazioni dedicate ai minori fino alla totale eliminazione dalla programmazione, valorizzando nel contempo le espressioni artistiche e gli spettacoli circensi che non ricorrono all'utilizzo di animali.
Con queste Linee guida, all'avanguardia a livello mondiale - solo alcuni precetti sono stati adottati dalla Cbsc canadese o a livello statale in Inghilterra e Australia - si vogliono gettare le basi per un cambiamento anche nell'ambito televisivo dove, purtroppo, ancora recentemente vi è stato un gran uso di animali con stress o comportamenti irrispettosi della loro dignità “ dichiara Gianluca Felicetti, presidente LAV “ Questo testo nasce dalla necessità, sempre più sentita da parte dei telespettatori, e aldilà di quanto prevedono le leggi contro il maltrattamento anche negli spettacoli, di fornire delle linee-guida per favorire la diffusione di programmi tv finalizzati a dare importanza alla promozione del rispetto degli animali, e che valorizzino un corretto sviluppo educativo nel rapporto bambino-animale. L'auspicata progressiva abolizione delle rappresentazioni circensi che fanno uso di animali, a cominciare dalle programmazione dedicata ai minori, non è che l'espressione di una esigenza avanzata da una sempre più vasta e convinta opinione pubblica che non vuole più assistere a spettacoli con animali costretti a lavorare come funamboli, fino a chiedere al Parlamento una legge specifica che sostenga gli spettacoli circensi senza animali.
Le linee guida presentate oggi - ha detto Carlo Romeo, responsabile del Segretariato Sociale RAI - si inseriscono a pieno titolo fra quei documenti realizzati dal Segretariato Rai, in collaborazione con partner ed istituzioni competenti, come strumento di conoscenza e di approfondimento su argomenti di carattere sociale e legati al ruolo del servizio pubblico, a disposizione di tutti gli operatori della comunicazione sociale (giornalisti, autori, registi, sceneggiatori, etc.).
Le Linee guida per la tutela degli animali in tv sono solo una delle numerose novità che quest'anno accompagneranno i festeggiamenti per i 30 anni di campagne della LAV per i diritti degli animali (1977-2007):
Nella conferenza stampa di oggi è stato presentato in anteprima il nuovo spot televisivo istituzionale LAV del Canone inverso.
Attraverso l'utilizzo di immagini simbolo di sfruttamento degli animali, lo spot vuole far riflettere sulla violenza e sfruttamento perpetrati ogni giorno nei confronti di milioni di animali: abbandono, combattimenti clandestini, vivisezione, caccia, macellazione, maltrattamento, sono i principali temi trattati. La rappresentazione è stata trattata in chiave altamente simbolica al fine di non ferire la sensibilità dello spettatore, ma ponendosi come un invito alla riflessione su quanto avviene ogni giorno, nostro malgrado, e su quanto è possibile fare per promuovere una cultura del rispetto dei diritti degli animali non umani.
Il riconoscimento di Associazione di protezione ambientale ottenuto dalla LAV con Decreto ministeriale, è stato ufficializzato oggi dal Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
La storica rivista dell'associazione Impronte da questo mese si presenta in una veste grafica ed editoriale completamente rinnovata, per rispondere all'esigenza di informare in modo più efficace e completo.
L'annuale Rapporto Zoomafia della LAV sarà presentato il prossimo mercoledì 30 maggio dal Presidente della Commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione.
Venerdì 1 giugno con il Comune di Roma, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, saranno premiate le Amministrazioni pubbliche che hanno attuato decisioni che hanno cambiato in meglio la vita degli animali.
Il Congresso nazionale LAV per i diritti degli animali, in programma a Roma presso l'Auditorium dell'Ara Pacis sabato 2 e domenica 3 giugno si svolgerà sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con la partecipazione di personalità del mondo della cultura e della politica.
117 CANI MORTI IN CANILE IN 6 MESI DEL 2006
23/02/2007 00:19
Nei primi sei mesi del 2006 sono stati ben 117 i
cani deceduti nei canili di Bologna e provincia, su
una popolazione di 1.646 animali (a fine 2005 erano
1.719). Quasi 370 invece le adozioni, 320 le
restituzioni ai proprietari e 127 i casi di affido
temporaneo. Sono i dati, aggiornati al 30 giugno
dell'anno scorso, sui canili del territorio
bolognese, resi noti ieri pomeriggio dall'assessore
alla Sanita' della Provincia di Bologna, Giuliano
Barigazzi, durante il Consiglio provinciale.
Rispondendo a una domanda di attualita' di Giuseppe Sabbioni, consigliere di Forza Italia, Barigazzi ha sottolineato che e' stato rilevato "un andamento della popolazione dei canili in sostanza stabile, con un leggero miglioramento. Nonostante i numerosi solleciti- prosegue l'assessore- non ci sono ancora pervenute tutte le informazioni richieste sui dati al 31 dicembre", ma dai primi numeri si segnala una "sostanziale stabilita' dell'andamento, con un positivo incremento della restituzione dei cani ai proprietari". A fare da contraltare, invece, il dato sulle morti, ben 117 in sei mesi.
"All'interno del Comitato per la tutela degli animali d'affezione- ha poi annunciato Barigazzi- e' stato costituito un gruppo di lavoro, che confrontera' gli aspetti sanitari, di gestione e di adozione messi in atto dai diversi canili, con lo scopo di elaborare linee operative condivise". Per quanto riguarda, infine, l'educazione al rapporto fra uomo e cane, l'assessore ricorda che per marzo "il Servizio veterinario della Pianura est, in collaborazione con il Comune di S.Giorgio di Piano, ha organizzato tre serate rivolte ai cittadini sul corretto rapporto uomo-animale".
(San/ Dire)
Rispondendo a una domanda di attualita' di Giuseppe Sabbioni, consigliere di Forza Italia, Barigazzi ha sottolineato che e' stato rilevato "un andamento della popolazione dei canili in sostanza stabile, con un leggero miglioramento. Nonostante i numerosi solleciti- prosegue l'assessore- non ci sono ancora pervenute tutte le informazioni richieste sui dati al 31 dicembre", ma dai primi numeri si segnala una "sostanziale stabilita' dell'andamento, con un positivo incremento della restituzione dei cani ai proprietari". A fare da contraltare, invece, il dato sulle morti, ben 117 in sei mesi.
"All'interno del Comitato per la tutela degli animali d'affezione- ha poi annunciato Barigazzi- e' stato costituito un gruppo di lavoro, che confrontera' gli aspetti sanitari, di gestione e di adozione messi in atto dai diversi canili, con lo scopo di elaborare linee operative condivise". Per quanto riguarda, infine, l'educazione al rapporto fra uomo e cane, l'assessore ricorda che per marzo "il Servizio veterinario della Pianura est, in collaborazione con il Comune di S.Giorgio di Piano, ha organizzato tre serate rivolte ai cittadini sul corretto rapporto uomo-animale".
(San/ Dire)
CANE UCCISO A FUCILATE IN PROVINCIA DI ROMA, ASSOCIAZIONE DENUNCIA
23/02/2007 00:19
L'associazione di volontariato animalista
'Arcipelago 2000' ha presentato denuncia chiedendo
'alle forze dell'ordine e alla magistratura che
venga fatta chiarezza e giustizia' su quanto
avvenuto ad Ardea, localita' Fossignano, nel comune
di Aprilia, dove due cani sono stati aggrediti
brutalmente ed uno di loro e' stato ucciso a
fucilate.
Un membro dell'associazione ha riferito di essere stato contattato da una giovane coppia di rumeni ancora sotto shock per aver appena subito pesanti minacce da due individui armati di picconi e da un terzo armato di fucile.
I tre avevano dichiarato di aver ucciso uno dei loro sei cani e di averne ferito e azzoppato un altro, minacciandoli di ammazzare anche gli altri quattro, perche' a loro dire, i cani avevano sconfinato e aggredito una pecora. Di fatto, poco piu' tardi uno dei due cani aggrediti e' stato ritrovati morto, buttato in un fosso e poi sparito in circostanze non chiare, l'altro ferito in un lago di sangue.
(ANSA)
Un membro dell'associazione ha riferito di essere stato contattato da una giovane coppia di rumeni ancora sotto shock per aver appena subito pesanti minacce da due individui armati di picconi e da un terzo armato di fucile.
I tre avevano dichiarato di aver ucciso uno dei loro sei cani e di averne ferito e azzoppato un altro, minacciandoli di ammazzare anche gli altri quattro, perche' a loro dire, i cani avevano sconfinato e aggredito una pecora. Di fatto, poco piu' tardi uno dei due cani aggrediti e' stato ritrovati morto, buttato in un fosso e poi sparito in circostanze non chiare, l'altro ferito in un lago di sangue.
(ANSA)
25.000 FIRME CONTRO SPERIMENTAZIONE
23/02/2007 00:18
Soddisfazione per le associazioni degli animalisti,
che hanno consegnato nelle mani del sottosegretario
alla Salute, Gianpaolo Patta, 25.000 firme per il
superamento della pratica della sperimentazione
animale. ''Il ministero della Salute ha accolto le
nostre richieste, valutando la possibilita' di un
tavolo tecnico fra le direzioni competenti del
ministero e i ricercatori di cui si avvalgono le
associazioni, oltre ai rappresentanti delle
associazioni'', ha spiegato Ilaria Ferri,
presidente degli Animalisti italiani. Dopo
l'incontro con Patta, sia Ilaria Ferri sia Fabrizia
Pratesi, di Equivita, hanno ringraziato il
ministero della Salute in vista della futura
convocazione del tavolo tecnico che, secondo Ferri,
''costituisce un'apertura ai nuovi metodi
scientifici come la tossicogenomica; una visione
condivisa da numerose riviste scientifiche come
Nature che, specie nell'ultimo anno, hanno
attaccato la sperimentazione animale definendola
'cattiva scienza'. La nostra - ha sottolineato
Ferri - e' una campagna che mira alla tutela della
salute umana e del progresso della scienza
medica''.
Con la petizione consegnata oggi, alla quale hanno aderito 25.000 cittadini, e' stato richiesto al governo il finanziamento di ricerche e il perfezionamento di metodi sperimentali che non si avvalgano di animali, la sollecitazione e la vigilanza di nuovi metodi sostitutivi, la promozione e la diffusione di banche dati per evitare inutili ripetizioni degli esperimenti, la realizzazione di banche di tessuti umani e infine l'istituzione di una commissione di valutazione di protocolli sperimentali. ''L'incontro con Patta - ha rilevato la presidente degli Animalisti italiani - e' stato positivo anche per chiarire che il progetto Reach, relativo alla sperimentazione e alla valutazione tossicologica di 12.000 sostanze chimiche immesse nell'ambiente, possa essere realizzato senza l'uso di animali, a favore a tutela della salute umana''.(ANSA)
Con la petizione consegnata oggi, alla quale hanno aderito 25.000 cittadini, e' stato richiesto al governo il finanziamento di ricerche e il perfezionamento di metodi sperimentali che non si avvalgano di animali, la sollecitazione e la vigilanza di nuovi metodi sostitutivi, la promozione e la diffusione di banche dati per evitare inutili ripetizioni degli esperimenti, la realizzazione di banche di tessuti umani e infine l'istituzione di una commissione di valutazione di protocolli sperimentali. ''L'incontro con Patta - ha rilevato la presidente degli Animalisti italiani - e' stato positivo anche per chiarire che il progetto Reach, relativo alla sperimentazione e alla valutazione tossicologica di 12.000 sostanze chimiche immesse nell'ambiente, possa essere realizzato senza l'uso di animali, a favore a tutela della salute umana''.(ANSA)
MARY G
21/02/2007 23:38
Non è un 'personaggio' come il celeberrimo "cugino"
Flipper, il delfino della serie tv degli anni '60,
ma il grampo Mary G, una delle attrazioni del
delfinario di Riccione, fa sempre notizia, anche se
si ammala. E' uno strano destino quello che
accompagna questo mammifero. Da due anni, da quando
è venuto alla luce, fatti e circostanze che la
riguardano finiscono in prima pagina. Succede anche
adesso che il simpatico cetaceo si è preso una
parassitosi.
La notizia non è nell'infezione che dal 18 dicembre sta sciupando il Grampus Griseus che, peraltro, ora sembra stare meglio. Il fatto è che ci sono parassitosi e parassitosi. Quella che ha colpito Mary G è stata seguita, il 2 febbraio, da un delitto. Tamara Monti, 37 anni, una delle 10 istruttrici del Parco Oltremare di Riccione che la seguivano, è stata uccisa a coltellate da un vicino di casa perché i suoi cani "abbaiavano troppo". Qualcuno ha avuto la curiosità di vedere come stesse la cetacea e ha messo in relazione le sue condizioni con la scomparsa di Tamara. E così, Mary G è ritornata in prima pagina. Come quando nel giugno 2005 si incagliò con la madre nel porto di Ancona e fu soccorsa al delfinario riccionese. O quando perse la mamma. O quando si ammalò per essersi ritrovata orfana.
O come quando, il 20 marzo 2006, Fondazione Cetacea annunciò che non avrebbe "preso mai più la rotta verso il mare aperto" perché la morte della mamma era avvenuta quando "ancora non era svezzato e sarebbe pericoloso liberarlo". Sul suo stato si sono fatti consulti internazionali. E così accade dal 18 dicembre, quando lo staff si accorse che non stava bene. Ora, dopo l'accostamento fatto tra l'evento, per altro precedente, e il lutto, dal Parco fanno notare che Mary G è stata sempre seguita da 10 addestratori e da un curatore e che l'animale non ha potuto soffrire la scomparsa di Tamara. Ma intanto l'interesse sul suo stato è cresciuto a tal punto che, per reggere l'urto mediatico, è stato deciso di emettere tutti i giorni un bollettino medico del veterinario Lara Fichtel. "Fino al 18 dicembre 2006 - è il testo dell'ultimo referto - Mary G. era ritenuto un animale sano...", ma quel giorno "é stata vista per la prima volta bere l'acqua della vasca e rigurgitare il cibo ingerito.
Un prelievo di sangue e una gastroscopia hanno evidenziato una infezione gastrointestinale con irritazione della mucosa. Una terapia adeguata è stata immediatamente iniziata e progressivamente adattata... Mary G. nelle successive settimane ha iniziato a perdere peso nonostante l'appetito sia sempre rimasto buono. Il dimagrimento provocato dalle problematiche gastrointestinali ha debilitato l'animale aprendo così la strada a infezioni secondarie" e "tutti i problemi emersi sono simili a quelli incontrati nel corso della riabilitazione (durata circa un anno) e potrebbero essere direttamente collegati a questi. Lo stato di salute di Mary G. é stazionario e veterinari, addestratori, biologi e volontari si stanno prodigando per il miglioramento delle sue condizioni fisiche".
La notizia non è nell'infezione che dal 18 dicembre sta sciupando il Grampus Griseus che, peraltro, ora sembra stare meglio. Il fatto è che ci sono parassitosi e parassitosi. Quella che ha colpito Mary G è stata seguita, il 2 febbraio, da un delitto. Tamara Monti, 37 anni, una delle 10 istruttrici del Parco Oltremare di Riccione che la seguivano, è stata uccisa a coltellate da un vicino di casa perché i suoi cani "abbaiavano troppo". Qualcuno ha avuto la curiosità di vedere come stesse la cetacea e ha messo in relazione le sue condizioni con la scomparsa di Tamara. E così, Mary G è ritornata in prima pagina. Come quando nel giugno 2005 si incagliò con la madre nel porto di Ancona e fu soccorsa al delfinario riccionese. O quando perse la mamma. O quando si ammalò per essersi ritrovata orfana.
O come quando, il 20 marzo 2006, Fondazione Cetacea annunciò che non avrebbe "preso mai più la rotta verso il mare aperto" perché la morte della mamma era avvenuta quando "ancora non era svezzato e sarebbe pericoloso liberarlo". Sul suo stato si sono fatti consulti internazionali. E così accade dal 18 dicembre, quando lo staff si accorse che non stava bene. Ora, dopo l'accostamento fatto tra l'evento, per altro precedente, e il lutto, dal Parco fanno notare che Mary G è stata sempre seguita da 10 addestratori e da un curatore e che l'animale non ha potuto soffrire la scomparsa di Tamara. Ma intanto l'interesse sul suo stato è cresciuto a tal punto che, per reggere l'urto mediatico, è stato deciso di emettere tutti i giorni un bollettino medico del veterinario Lara Fichtel. "Fino al 18 dicembre 2006 - è il testo dell'ultimo referto - Mary G. era ritenuto un animale sano...", ma quel giorno "é stata vista per la prima volta bere l'acqua della vasca e rigurgitare il cibo ingerito.
Un prelievo di sangue e una gastroscopia hanno evidenziato una infezione gastrointestinale con irritazione della mucosa. Una terapia adeguata è stata immediatamente iniziata e progressivamente adattata... Mary G. nelle successive settimane ha iniziato a perdere peso nonostante l'appetito sia sempre rimasto buono. Il dimagrimento provocato dalle problematiche gastrointestinali ha debilitato l'animale aprendo così la strada a infezioni secondarie" e "tutti i problemi emersi sono simili a quelli incontrati nel corso della riabilitazione (durata circa un anno) e potrebbero essere direttamente collegati a questi. Lo stato di salute di Mary G. é stazionario e veterinari, addestratori, biologi e volontari si stanno prodigando per il miglioramento delle sue condizioni fisiche".
CONFERENZA PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI A TRAPANI
21/02/2007 23:38
Venerdì 2 marzo 2007 dalle ore 9:00 alle ore 12:30
presso l’auditorium “Tito
Marrone”
Università di Trapani, Lungomare Dante Alighieri
Attraverso un incontro con le scolaresche, l’OIPA intende coinvolgere i ragazzi delle scuole medie e superiori con l’intento di riuscire ad informarli e a farli riflettere sulle problematiche che coinvolgono gli animali: caccia, circhi, corrida, pellicce, randagismo, vivisezione, allevamenti intensivi, ecc.
Nostro auspicio è l’avvento di una società più civile, sana e rispettosa dei diritti inalienabili di tutti gli esseri viventi, a qualunque specie essi appartengano.
Relatori: Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia; Enrico Rizzi, Responsabile provinciale volontari OIPA; Dott. Ugo Azzaro, medico veterinario.
La conferenza è aperta al pubblico!
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/marzo_conferenza.html
Università di Trapani, Lungomare Dante Alighieri
Attraverso un incontro con le scolaresche, l’OIPA intende coinvolgere i ragazzi delle scuole medie e superiori con l’intento di riuscire ad informarli e a farli riflettere sulle problematiche che coinvolgono gli animali: caccia, circhi, corrida, pellicce, randagismo, vivisezione, allevamenti intensivi, ecc.
Nostro auspicio è l’avvento di una società più civile, sana e rispettosa dei diritti inalienabili di tutti gli esseri viventi, a qualunque specie essi appartengano.
Relatori: Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia; Enrico Rizzi, Responsabile provinciale volontari OIPA; Dott. Ugo Azzaro, medico veterinario.
La conferenza è aperta al pubblico!
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/marzo_conferenza.html
RANDAGISMO IN SERBIA: UN PRIMO PASSO
21/02/2007 23:37
In questi giorni si è chiusa la nostra petizione
on-line rivolta al Governo della Serbia a cui si
chiedono provvedimenti urgenti per porre fine alla
brutale e immorale uccisione degli animali randagi
e l’inizio di una collaborazione con le
organizzazioni per la protezione degli animali che
hanno competenza nel pianificare e sviluppare
programmi per la tutela dei randagi.
In poche settimane vi è stata una grande partecipazione, oltre 10.000 persone da tutto il mondo hanno voluto esprimere la propria solidarietà e sostegno agli animali in Serbia. A queste firme se ne aggiungeranno altrettante raccolte dall’associazione serba EPAR tramite tavoli informativi e la collaborazione di una rete di volontari che si è attivata attraverso tutta la Serbia.
Nel mese di Gennaio, al fine di coordinare al meglio il lavoro delle varie associazioni protezioniste serbe che condividono gli stessi ideali e una stretta politica “no Kill”, è nata col Patrocinio morale di OIPA una nuova e importante realtà: “Alliance for Serbian Animals”.
Grazie a una proficua collaborazione tra OIPA ed EPAR ha avuto inizio quella che ora è una campagna mondiale in difesa degli animali in Serbia.
Il silenzio è il peggior nemico degli animali, quando regna col suo manto copre ogni abuso inimmaginabile, ora gli animali in Serbia hanno una voce, unita e compatta che agisce per dar voce agli innocenti.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/campagne/serbia/petizione.html
In poche settimane vi è stata una grande partecipazione, oltre 10.000 persone da tutto il mondo hanno voluto esprimere la propria solidarietà e sostegno agli animali in Serbia. A queste firme se ne aggiungeranno altrettante raccolte dall’associazione serba EPAR tramite tavoli informativi e la collaborazione di una rete di volontari che si è attivata attraverso tutta la Serbia.
Nel mese di Gennaio, al fine di coordinare al meglio il lavoro delle varie associazioni protezioniste serbe che condividono gli stessi ideali e una stretta politica “no Kill”, è nata col Patrocinio morale di OIPA una nuova e importante realtà: “Alliance for Serbian Animals”.
Grazie a una proficua collaborazione tra OIPA ed EPAR ha avuto inizio quella che ora è una campagna mondiale in difesa degli animali in Serbia.
Il silenzio è il peggior nemico degli animali, quando regna col suo manto copre ogni abuso inimmaginabile, ora gli animali in Serbia hanno una voce, unita e compatta che agisce per dar voce agli innocenti.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/campagne/serbia/petizione.html
PRIMO SEQUESTRO PER COLLARI ELETTRICI
21/02/2007 00:06
E' stato preso dalla Procura della Repubblica di
Mantova il primo provvedimento contro i tanto
discussi collari elettrici per cani. Il pubblico
ministero Giuditta Silvestrini, infatti, ha emesso
un'ordinanza di sequestro, controfirmata dal
giudice per le indagini preliminari Dario De Luca,
su tutto il territorio nazionale, del cosiddetto
'Teletak', il collare elettronico utilizzato da
addestratori e cacciatori per abituare i cani ad
obbedire agli ordini.
Quando l'animale si rifiuta di eseguire quello che chiede il padrone, infatti, il marchingegno, dietro l'impulso di un telecomando azionato a distanza, emette scariche elettriche nel collo del cane.
Il divieto di utilizzo del collare, ma non del suo possesso, era stato introdotto dal Ministero della Salute nel luglio del 2005. Ora ne e' stato vietato anche il possesso, dopo che la Procura di Mantova aveva ricevuto numerose denunce di maltrattamenti di cani attraverso l'uso del collare elettronico e ne aveva sequestrati una ventina.
Tocca ora ai carabinieri eseguire in tutt'Italia il sequestro del collare. Il decreto, infatti, colpisce chi detiene, importa, esporta, commercializza e produce l'oggetto in questione.
(ANSA)
"Si tratta di un provvedimento molto importante e auspicato da tempo" - commenta la LAV. "Sull'utilizzo di collari elettrici per cani vi sono alcuni procedimenti penali in corso, nei quali la LAV e' parte lesa - dichiara Ciro Troiano, responsabile nazionale LAV settore SOS maltrattamenti - La diffusione di questi collari e', purtroppo, capillare in Italia: sono utilizzati non solo per l'addestramento e per la caccia, ma anche come discutibile sistema antiabbaio nonostante recenti sentenze riconoscano l'abbaiare come un diritto esistenziale del cane e i collari antiabbaio uno strumento lesivo dei diritti dell'animale".(AGI)
Quando l'animale si rifiuta di eseguire quello che chiede il padrone, infatti, il marchingegno, dietro l'impulso di un telecomando azionato a distanza, emette scariche elettriche nel collo del cane.
Il divieto di utilizzo del collare, ma non del suo possesso, era stato introdotto dal Ministero della Salute nel luglio del 2005. Ora ne e' stato vietato anche il possesso, dopo che la Procura di Mantova aveva ricevuto numerose denunce di maltrattamenti di cani attraverso l'uso del collare elettronico e ne aveva sequestrati una ventina.
Tocca ora ai carabinieri eseguire in tutt'Italia il sequestro del collare. Il decreto, infatti, colpisce chi detiene, importa, esporta, commercializza e produce l'oggetto in questione.
(ANSA)
"Si tratta di un provvedimento molto importante e auspicato da tempo" - commenta la LAV. "Sull'utilizzo di collari elettrici per cani vi sono alcuni procedimenti penali in corso, nei quali la LAV e' parte lesa - dichiara Ciro Troiano, responsabile nazionale LAV settore SOS maltrattamenti - La diffusione di questi collari e', purtroppo, capillare in Italia: sono utilizzati non solo per l'addestramento e per la caccia, ma anche come discutibile sistema antiabbaio nonostante recenti sentenze riconoscano l'abbaiare come un diritto esistenziale del cane e i collari antiabbaio uno strumento lesivo dei diritti dell'animale".(AGI)
NEWS SU KIRA
19/02/2007 13:33
Ecco Kira dopo le prime cure, sembra stare meglio
anche se ha alcune difficoltà renali. Speriamo che
tutto vada per il meglio ed auguriamo a Kira una
sempre e più veloce guarigione.
RIFIUTA CURE, DENUNCIATO VETERINARIO
18/02/2007 13:35
Se vuole che visiti il suo cane mi deve dare 200
euro o non lo guardo neppure. Una comportamento
davvero deprecabile quello di un veterinario
lecchese che ha dimostrato di aver piu' amore verso
il denaro che non gli animali. Ma questo suo
atteggiamento lo ha messo nei guai con la
giustizia: e' stato, infatti, denunciato a piede
libero dai carabinieri con l'accusa di
maltrattamento di animali. Si tratta di Franco
Turati, 39 anni di Bosisio Parini (Lecco) che,
stando a quanto riferiscono i carabinieri di Erba
il 9 dicembre scorso. Quel giorno due coniugi
erbesi si sono recati al Centro veterinario
Triangolo Lariano di Canzo (Canzo) con il loro
piccolo pechinese seriamente ammalato. Turati
avrebbe chiesto l'esosa somma per una semplice
visita veterinaria. Sentendosi rispondere che
nessuno dei due coniugi aveva con se' tanto denaro,
si rifiuto' di prestare la dovuta assistenza
all'animale. Stando alla denuncia marito e moglie
lasciarono i loro documenti per dimostrare la buona
fede offrendosi di portare i duecento euro il
giorno successivo. Nulla da fare.
Sconsolati ed amareggiati, sono saliti in auto, sono tornati a casa e hanno provveduto da soli a curare la bestiola che, tra atroci dolori, e' morto un paio d'ore dopo. Da qui la decisione di raggiungere la caserma dei carabinieri di Erba per denunciare l'accaduto. Il Luogotenente Luciano Gallorini, nei giorni successivi fu occupato nelle indagini sull'orribile massacro compiuto dai coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi. La denuncia fu accantonata. Ma ora l'ha ripresa in mano ed e' finita sui tavoli della Procura di Como.
(AGI)
Sconsolati ed amareggiati, sono saliti in auto, sono tornati a casa e hanno provveduto da soli a curare la bestiola che, tra atroci dolori, e' morto un paio d'ore dopo. Da qui la decisione di raggiungere la caserma dei carabinieri di Erba per denunciare l'accaduto. Il Luogotenente Luciano Gallorini, nei giorni successivi fu occupato nelle indagini sull'orribile massacro compiuto dai coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi. La denuncia fu accantonata. Ma ora l'ha ripresa in mano ed e' finita sui tavoli della Procura di Como.
(AGI)
Corpo Forestale fra bocconi avvelenati e bovini in allevamenti malsani
17/02/2007 13:54
Operazione della Guardia Forestale sul territorio
del Comune di Manziana. Due i blitz portati a
termini dagli agenti. Il primo ha riguardato dei
bocconi avvelenati lasciati da ignoti che avevano
causato l'avvelenamento di alcuni cani da caccia di
privati cittadini. A dare l'allarme proprio uno di
questi. Il Corpo forestale dello Stato, è
intervenuto a Monte Angiano, lungo la strada
Braccianese, dove sono avvenuti gli episodi
denunciati. I bocconi sospetti sono stati prelevati
e consegnati all'istituto zooprofilattico
sperimentale per il Lazio e la Toscana per
l'effettuazione di un esame tossicologico al fine
di individuare la presenza di sostanze tossiche.è
stata avviata un'indagine a carico di ignoti mentre
il sindaco del Comune di Monte Angiano provvederà a
segnalare il pericolo, non solo per gli animali ma
anche per i bambini, mediante un'ordinanza
comunale. L'altra operazione ha riguardato i gravi
maltrattamenti subiti da circa trecento bovini che
venivano custoditi in ambienti malsani in un
allevamento sempre nel Comune di Manziana.
Riscontrati anche illeciti di natura ambientale
collegati con lo smaltimento dei reflui provenienti
dall'allevamento stesso che venivano gettati nel
fiume Lenta affluente del Mignone. Per questi reati
è stato denunciato all'Autorità giudiziaria il
proprietario dell'azienda e la Asl intervenuta ha
disposto il blocco della movimentazione dei capi
bovini in ingresso all'azienda.
Avvocato contro i killer dei cani avvelenati
17/02/2007 13:53
I ripetuti episodi di bocconi avvelenati, di cui
sono rimaste vittime quattro cani in meno di un
anno nella piccola frazione cimbra di Giazza, ha
messo in allarme residenti e amministratori, per il
pericolo che simili scriteriate iniziative possano
sfociare in tragedia.
Il sindaco Silvano Valcasara ha chiesto espressamente l'assistenza dell'avvocato Mario Chiozzi, persona particolarmente interessata e sensibile ai problemi che riguardano gli animali e l'ambiente, sottolinea il primo cittadino. È mia intenzione, unitamente ai sindaci dei Comuni limitrofi, precisa Valcasara, fare tutto il possibile per porre fine a una siffatta barbara nefandezza e cercare ogni strada per denunciare i responsabili.
Chi distribuisce bocconi avvelenati è personaggio criminale e difficilmente identificabile, ma che provoca con il suo gesto una morte straziante degli animali, lenta e preceduta da indicibili sofferenze.
È un fenomeno inaccettabile in una società che vuol definirsi civile e che ogni anno provoca la morte di parecchie innocenti bestiole, tra cui cani domestici particolarmente esposti a queste trappole, e una grave sofferenza anche nei membri della famiglia che si è affezionata al proprio amico a quattro zampe, che considera a diritto membro della famiglia, aggiunge il sindaco.
E per non lasciare nulla di intentato nella ricerca dei responsabili di questi gesti, uno scempio che deve finire e i cui responsabili devono pagare, conclude Valcasara, che mi sono deciso a chiedere assistenza legale.
Presenteremo le opportune denunce alla Procura della Repubblica, interessando i carabinieri e gli agenti della locale stazione del Corpo Forestale dello Stato, conclude Valcasara.
L'appello del sindaco non è caduto nel vuoto perché sia martedì scorso l'avvocato Mario Chiozzi metteva per iscritto, con una lettera al primo cittadino di Selva di Progno, la sua disponibilità ad accettare l'incarico di assistere legalmente il Comune e fare tutto il possibile in ogni sede per contrastare il criminale e vigliacco fenomeno dei bocconi avvelenati.
Tutto quanto farò sarà da considerarsi a titolo gratuito per il Comune di Selva di Progno e per gli altri Comuni limitrofi che vorranno conferirmi analogo gradito incarico di assistenza legale.
L'avvocato Chiozzi spiega da dove nasce questa sensibilità.Sono sempre stato particolarmente attento al mondo animale e sono anche stato colpito dal dolore di una mia amica di Badia Calavena per la perdita del proprio cane morto a causa di un boccone avvelenato.
E' già a lavoro per predisporre un atto di denuncia contro ignoti da far firmare al sindaco e inoltrare ai carabinieri di Badia Calavena, competenti per territorio.Interesserò del fatto anche il Corpo Forestale dello Stato e l'Enpa, l'Ente nazionale per la protezione animali, che ha proprie guardie zoofile da impiegare nel controllo del territorio. È una storia che deve finire?, sottolinea il legale, che si mette a disposizione anche di privati cittadini che vogliano segnalare al suo studio di Verona, in Galleria Pellicciai 9 (tel. 045-595078), elementi utili per arrivare all'identificazione di quanti praticano i comportamenti criminosi degli avvelenamenti.
Ricordiamo che il fenomeno, in questi ultimi anni, si è ¡llargato a macchia di leopardo, interessando in particolare la fascia pedemontana della Valpolicella, la zona fra Bussolengo e il Garda, verso Pastrengo e Rivoli, molto frequentata da chi porta a spasso il proprio cane, quella collinare di Mezzane e Soave.
Vittorio Zambaldo
Il sindaco Silvano Valcasara ha chiesto espressamente l'assistenza dell'avvocato Mario Chiozzi, persona particolarmente interessata e sensibile ai problemi che riguardano gli animali e l'ambiente, sottolinea il primo cittadino. È mia intenzione, unitamente ai sindaci dei Comuni limitrofi, precisa Valcasara, fare tutto il possibile per porre fine a una siffatta barbara nefandezza e cercare ogni strada per denunciare i responsabili.
Chi distribuisce bocconi avvelenati è personaggio criminale e difficilmente identificabile, ma che provoca con il suo gesto una morte straziante degli animali, lenta e preceduta da indicibili sofferenze.
È un fenomeno inaccettabile in una società che vuol definirsi civile e che ogni anno provoca la morte di parecchie innocenti bestiole, tra cui cani domestici particolarmente esposti a queste trappole, e una grave sofferenza anche nei membri della famiglia che si è affezionata al proprio amico a quattro zampe, che considera a diritto membro della famiglia, aggiunge il sindaco.
E per non lasciare nulla di intentato nella ricerca dei responsabili di questi gesti, uno scempio che deve finire e i cui responsabili devono pagare, conclude Valcasara, che mi sono deciso a chiedere assistenza legale.
Presenteremo le opportune denunce alla Procura della Repubblica, interessando i carabinieri e gli agenti della locale stazione del Corpo Forestale dello Stato, conclude Valcasara.
L'appello del sindaco non è caduto nel vuoto perché sia martedì scorso l'avvocato Mario Chiozzi metteva per iscritto, con una lettera al primo cittadino di Selva di Progno, la sua disponibilità ad accettare l'incarico di assistere legalmente il Comune e fare tutto il possibile in ogni sede per contrastare il criminale e vigliacco fenomeno dei bocconi avvelenati.
Tutto quanto farò sarà da considerarsi a titolo gratuito per il Comune di Selva di Progno e per gli altri Comuni limitrofi che vorranno conferirmi analogo gradito incarico di assistenza legale.
L'avvocato Chiozzi spiega da dove nasce questa sensibilità.Sono sempre stato particolarmente attento al mondo animale e sono anche stato colpito dal dolore di una mia amica di Badia Calavena per la perdita del proprio cane morto a causa di un boccone avvelenato.
E' già a lavoro per predisporre un atto di denuncia contro ignoti da far firmare al sindaco e inoltrare ai carabinieri di Badia Calavena, competenti per territorio.Interesserò del fatto anche il Corpo Forestale dello Stato e l'Enpa, l'Ente nazionale per la protezione animali, che ha proprie guardie zoofile da impiegare nel controllo del territorio. È una storia che deve finire?, sottolinea il legale, che si mette a disposizione anche di privati cittadini che vogliano segnalare al suo studio di Verona, in Galleria Pellicciai 9 (tel. 045-595078), elementi utili per arrivare all'identificazione di quanti praticano i comportamenti criminosi degli avvelenamenti.
Ricordiamo che il fenomeno, in questi ultimi anni, si è ¡llargato a macchia di leopardo, interessando in particolare la fascia pedemontana della Valpolicella, la zona fra Bussolengo e il Garda, verso Pastrengo e Rivoli, molto frequentata da chi porta a spasso il proprio cane, quella collinare di Mezzane e Soave.
Vittorio Zambaldo
Cani randagi a spasso sul raccordo anulare
17/02/2007 13:51
Cani a zonzo sul Grande raccordo anulare. Se fosse
un film di animazione, sarebbe una scena
esilarante, ma è tutto vero. Ieri, verso le 11, un
branco di randagi è stato visto nei pressi dello
svincolo Flaminia, in direzione centro. «Erano una
decina - racconta Giuseppe Calendino (An),
consigliere per i Servizi sociali, Scuola e
Mobilità del XX Municipio - appostati vicino alla
rampa». Giusto il tempo di scendere
dall’auto, per vederne un paio attraversare
la strada. «Un motociclista è riuscito a schivarli
per un pelo - continua Calendino - e mi sono reso
conto che potevano essere un pericolo». Così, è
iniziata la sua odissea, nel tentativo di riportare
la situazione alla normalità. Dopo aver chiamato la
polizia stradale, gli è stato assicurato
l’invio di una pattuglia, ma gli è stato
anche detto che, in questi casi, sono l’Anas
e il canile a dover intervenire. Per accelerare i
tempi, ha chiesto aiuto a un amico
dell’Anpana (Associazione nazionale
protezione animali e ambiente), che ha telefonato
al canile della Muratella, ma si è sentito dire che
tutto il personale della Asl era impegnato. Allora,
si è ricordato che Monica Cirinnà, delegata ai
Diritti degli animali in Campidoglio, tempo fa ha
dichiarato a Striscia la notizia che, per qualsiasi
problema, ci si può rivolgere al suo ufficio. Ma la
risposta è stata la stessa: «Noi raccogliamo solo
segnalazioni, non siamo il pronto intervento».
L’ultima chance è stato il 118 che, dopo una
lunga attesa, lo ha liquidato con una risata. «Non
è la prima volta - dice Calendino - che vedo cani
randagi passeggiare per il raccordo. La verità è
che il canile non ha abbastanza personale. Anche
gli operatori dell’Anas mi hanno detto che
passano dei giorni, prima che le carcasse di
animali morti siano rimosse dalle strade». Diversa
la versione fornita dal canile della Muratella. «Ci
ha contattato solo un volontario dell’Anpa -
fanno sapere - per segnalare la presenza di 6-7
cani. In quel momento, tutti gli operatori della
Asl erano occupati a neutralizzare un cane
morsicatore, così ho chiesto all’Anas di
intervenire. Ma, quando li ho chiamati, mi hanno
detto che gli animali erano solo 3 e stavano
dormendo, perciò non c’era nessuna emergenza.
Se fossero stati di più, o avessero intralciato il
traffico, avremmo agito, anche in assenza di
personale. Mica siamo matti da mettere a rischio la
sicurezza dei cittadini!». Ma l’Anas dice che
il canile, l’Ufficio per i diritti degli
animali e il servizio veterinario del comune,
quando li hanno chiamati, non avevano nessuno da
mandare sul posto.
Maria Egizia Fiaschetti
Maria Egizia Fiaschetti
Donne incinte, gatti e falsi miti
17/02/2007 13:50
«Mia moglie è incinta, il nostro medico ha
consigliato di allontanare da casa il nostro gatto
perché potrebbe trasmetterle la toxoplasmosi, una
malattia che in alcuni casi può causare aborto o
malformazioni nel feto». A spiegare perché il
nostro amico Micio può convivere senza rischi per
il nascituro è la veterinaria napoletana Paola
Serio (gorgonia10@virgilio.it). «La toxoplasmosi è
una zoonosi, cioé una malattia trasmessa
dall’animale all’uomo, causata dal
Toxoplasma goondi. Il parassita può infettare
numerosi animali mammiferi, uccelli, rettili e
molluschi. Purtroppo il principale imputato nella
trasmissione della malattia all’uomo è stato
sempre considerato, anche se erroneamente, il
gatto. Per questo motivo, durante la gravidanza, lo
specialista consiglia alla gestante di allontanare
il fedele amico, senza dare delucidazioni chiare e
competenti in materia e spesso e volentieri senza
un valido motivo, causando ansia e dispiacere. Così
il povero animale, che fino a quel momento aveva
una casa e dei padroni amorevoli, a causa della
scarsa informazione, si ritrova per strada a fare i
conti con un destino ormai segnato».
«Fortunatamente oggi le cose sono ben diverse.
Recenti studi (British Medical journal) indicano
infatti tra le principali fonti di infezioni (il 63
per cento) il consumo da parte della gestante di
carne cruda e semicruda di maiale e di agnello
(prosciutto crudo, capocollo, salsicce, salumi in
generale, carne salata ed essiccata, carpaccio
ecc.). Un’altra importante fonte di
trasmissione del parassita è rappresentata dal
terreno contaminato dalle feci di animali infetti.
Buona regola per la gestante è quella di lavare
sempre e accuratamente sia la frutta che le
verdure, nonché le mani dopo aver svolto attività
di giardinaggio: se portate le mani
inavvertitamente alla bocca e agli occhi possono
veicolare in questo modo il parassita. Visto che
nella maggior parte dei casi il gatto di casa viene
alimentato con scatolame, il rischio di essere
portatore del parassita è alquanto improbabile».
«Se è invece un gatto che vive in semilibertà,
trascorre cioè parte del suo tempo fuori dalle mura
domestiche gironzolando in strada o nei giardini, e
quindi a rischio di contatto con il parassita,
basterà un semplice esame del sangue per svelarne
la presenza. Se poi il gatto dovesse risultare
positivo alla toxoplasmosi, con una semplice
terapia e con un po’ di attenzione il rischio
di contagio verrà azzerato. Rimuovere la lettiera
quotidianamente (le cisti del parassita schiudono e
si rendono infettanti dopo tre giorni) indossando
dei guanti, ma anche limitare le effusioni (baci e
carezze eccessive) ci permetteranno di convivere
serenamente con il nostro gatto. Con il quotidiano
rispetto delle norme igieniche - conclude Paola
Serio - e un consulto specialistico con il proprio
veterinario di fiducia, si potranno superare le
paure e vivere una gravidanza felice insieme al
nostro fedele amico».
Mucche da latte: una vita da lager
17/02/2007 13:50
L'immobilità provoca deformità alle zampe e per
farle camminare si usano le scosse elettriche
Angoscia, dolore, sofferenza, atrocità . Queste le parole usate da alcuni nostri lettori che ci chiedono informazioni su un servizio trasmesso qualche giorno fa dal TG3. Le riprese mostrano come vengono caricate sui camion le vacche da latte destinate al macello. Sono delle povere carcasse moribonde; non sono in grado di camminare, sono state bloccate per tutta la vita nel loro stallo, senza aver mai visto la luce del sole, immobili perchè non serve alla produzione che si spostino e le loro zampe non sanno nemmeno più muovere un passo, spesso sono ammalate, sofferenti, debilitate. Nulla di tutto ciò ha importanza: vengono spinte con delle pale meccaniche, pungolate, picchiate, perché devono salire sui camion che le porteranno al termine di quel loro allucinante viaggio attraverso una vita di sofferenza e dolore. Giunte alla propria fine, dopo averci donato latte, burro e formaggio, non viene loro concessa una pietosa eutanasia che si sono guadagnata in anni di "onorato servizio". Ma chi ha visto il servizio si sarà certamente chiesto se le vacche latte in Trentino non subiscano le stesse torture e che sia loro riconosciuto il diritto a una vita, e una morte, degna. è naturale che i consumatori vorrebbero essere certi che nelle stalle della nostra provincia le mucche non vengano sottoposte ad anni di maltrattamenti e ad una morte atroce.
Ci siamo rivolti ad un esperto del settore, il professor Michele Corti dell'Università di Milano, docente di zootecnia presso la Facoltà di Agraria, che ci ha illustrato una situazione ancora peggiore di quanto pensavamo. Spesso i "raschiamerda" automatici e i grigliati metallici feriscono i piedi, lo 'spingivacche' le costringe con le scosse a entrare nella sala di mungitura, a volte mancano i ventilatori e il caldo provoca problemi respiratori, a volte non hanno lo spazio sufficiente per sdraiarsi e rialzarsi dalla lettiera, addirittura spesso non riescono nemmeno a grattarsi, nelle stalle ci sono mucche con grossi problemi di deanbulazione, zoppicano, presentano deformazioni ossee, sono talmente magre che sembrano uscite dai peggiori campi di concentramento, non possono riposare all'asciutto, ma solo nel fango e nelle proprie deiezioni (i sistemi "moderni" non prevedono l'uso di paglia, perchè costa ed è difficile da asportare). Le sue parole non possono rassicurarci: "Una volta la vacca partoriva a 3 anni e faceva 7 lattazioni. Una mucca vive sino a vent'anni. Al giorno d'oggi la manza spinta con l'alimentazione cresce in fretta; a 15 mesi viene fecondata e se tutto va bene a 25 mesi partorisce, ma dopo due gravidanze è¨ da buttare. è una mucca usa e getta, una vergogna perchè viene gettata dopo essere stata spremuta come un limone. Le vacche a terra fanno pena ma pensiamo che questa spremitura riguarda la gran parte delle vacche. Sono macellate giovanissime perchè hanno i piedi malati, le mammelle mastitiche, malattie digestive, problemi metabolici. Un livello di "malattie professionali" da alta produzione è inaccettabile in termini etici. Insomma il "progresso" per le mucche (ma anche per l'ambiente) è stato un inferno." Purtroppo dalla sua esperienza esce un quadro sconfortante anche dell'allevamento in Trentino: "Il Trentino non si discosta dalle altre zone ma la pubblicità fa credere che le mucche vadano di regola al pascolo, che il formaggio derivi da un'alimentazione con fieno di montagna. A volte, anzi spessissimo, le stalle "di montagna" trentine importano più foraggi e mangimi delle stalle della bassa bresciana (e inquinano di più). Finchè i consumatori continueranno a comperare prodotti caseari cercando solo il prezzo più conveniente, il sottocosto, il 3x2, contribuiranno a far durare questo sistema di allevamento. è giusto si sappia che l'eccessivo uso attuale di carne e latticini si paga in termini di inquinamento grave e massiccio, distruzione della diversità genetica, sofferenze degli animali. Almeno chi non è del tutto insensibile dovrebbe fare scelte etiche." Queste notizie ci obbligano a continuare ad analizzare il grave problema degli allevamenti, perchè non desideriamo essere costretti a rinunciare al latte e ai formaggi del Trentino, ma non siamo disposti a pagare questo privilegio con la sofferenza di altri esseri viventi.
articolo di Ivana Sandri
Angoscia, dolore, sofferenza, atrocità . Queste le parole usate da alcuni nostri lettori che ci chiedono informazioni su un servizio trasmesso qualche giorno fa dal TG3. Le riprese mostrano come vengono caricate sui camion le vacche da latte destinate al macello. Sono delle povere carcasse moribonde; non sono in grado di camminare, sono state bloccate per tutta la vita nel loro stallo, senza aver mai visto la luce del sole, immobili perchè non serve alla produzione che si spostino e le loro zampe non sanno nemmeno più muovere un passo, spesso sono ammalate, sofferenti, debilitate. Nulla di tutto ciò ha importanza: vengono spinte con delle pale meccaniche, pungolate, picchiate, perché devono salire sui camion che le porteranno al termine di quel loro allucinante viaggio attraverso una vita di sofferenza e dolore. Giunte alla propria fine, dopo averci donato latte, burro e formaggio, non viene loro concessa una pietosa eutanasia che si sono guadagnata in anni di "onorato servizio". Ma chi ha visto il servizio si sarà certamente chiesto se le vacche latte in Trentino non subiscano le stesse torture e che sia loro riconosciuto il diritto a una vita, e una morte, degna. è naturale che i consumatori vorrebbero essere certi che nelle stalle della nostra provincia le mucche non vengano sottoposte ad anni di maltrattamenti e ad una morte atroce.
Ci siamo rivolti ad un esperto del settore, il professor Michele Corti dell'Università di Milano, docente di zootecnia presso la Facoltà di Agraria, che ci ha illustrato una situazione ancora peggiore di quanto pensavamo. Spesso i "raschiamerda" automatici e i grigliati metallici feriscono i piedi, lo 'spingivacche' le costringe con le scosse a entrare nella sala di mungitura, a volte mancano i ventilatori e il caldo provoca problemi respiratori, a volte non hanno lo spazio sufficiente per sdraiarsi e rialzarsi dalla lettiera, addirittura spesso non riescono nemmeno a grattarsi, nelle stalle ci sono mucche con grossi problemi di deanbulazione, zoppicano, presentano deformazioni ossee, sono talmente magre che sembrano uscite dai peggiori campi di concentramento, non possono riposare all'asciutto, ma solo nel fango e nelle proprie deiezioni (i sistemi "moderni" non prevedono l'uso di paglia, perchè costa ed è difficile da asportare). Le sue parole non possono rassicurarci: "Una volta la vacca partoriva a 3 anni e faceva 7 lattazioni. Una mucca vive sino a vent'anni. Al giorno d'oggi la manza spinta con l'alimentazione cresce in fretta; a 15 mesi viene fecondata e se tutto va bene a 25 mesi partorisce, ma dopo due gravidanze è¨ da buttare. è una mucca usa e getta, una vergogna perchè viene gettata dopo essere stata spremuta come un limone. Le vacche a terra fanno pena ma pensiamo che questa spremitura riguarda la gran parte delle vacche. Sono macellate giovanissime perchè hanno i piedi malati, le mammelle mastitiche, malattie digestive, problemi metabolici. Un livello di "malattie professionali" da alta produzione è inaccettabile in termini etici. Insomma il "progresso" per le mucche (ma anche per l'ambiente) è stato un inferno." Purtroppo dalla sua esperienza esce un quadro sconfortante anche dell'allevamento in Trentino: "Il Trentino non si discosta dalle altre zone ma la pubblicità fa credere che le mucche vadano di regola al pascolo, che il formaggio derivi da un'alimentazione con fieno di montagna. A volte, anzi spessissimo, le stalle "di montagna" trentine importano più foraggi e mangimi delle stalle della bassa bresciana (e inquinano di più). Finchè i consumatori continueranno a comperare prodotti caseari cercando solo il prezzo più conveniente, il sottocosto, il 3x2, contribuiranno a far durare questo sistema di allevamento. è giusto si sappia che l'eccessivo uso attuale di carne e latticini si paga in termini di inquinamento grave e massiccio, distruzione della diversità genetica, sofferenze degli animali. Almeno chi non è del tutto insensibile dovrebbe fare scelte etiche." Queste notizie ci obbligano a continuare ad analizzare il grave problema degli allevamenti, perchè non desideriamo essere costretti a rinunciare al latte e ai formaggi del Trentino, ma non siamo disposti a pagare questo privilegio con la sofferenza di altri esseri viventi.
articolo di Ivana Sandri
Muore il cagnolino denuncia il veterinario
17/02/2007 13:49
É decisa a procedere legalmente contro il medico
veterinario che, qualche giorno fa, aveva operato
la sua cagnetta, morta, però, in seguito a delle
complicazioni. L'avvocato Socci, nota civilista di
Nocera Superiore, ma anche amante degli animali, ha
tutte le intenzioni di portare in tribunale chi, a
suo dire, non ha garantito alla sua cagnetta le
cure post-operatorie necessarie a superare
eventuali crisi, ma vuole anche sollevare una
questione sulla scarsa tutela giuridica destinata
all'amico più fedele dell'uomo. A distanza di tempo
da un altro intervento ci si rende conto che la
cagnetta «Cherì» ha una garza nell'addome,
«dimenticata» nel corso dell'operazione di
sterilizzazione. È necessario intervenire e
l'avvocato si rivolge a un noto veterinario cavese
che, venerdì scorso opera la cagnetta. L'intervento
va a buon fine, ma il medico veterinario avverte
che le successive 48 ore saranno decisive per il
piccolo animaletto, molto provato. Lascia alla
padrona il suo numero di cellulare, per eventuali
emergenze. La situazione, puntualmente, si complica
al ritorno a casa, ma l'avvocato non riesce a
mettersi in contatto con il veterinario. Decine di
tentativi vanno a vuoto, fino a quando la cagnetta
spira in piena notte. «Al danno si aggiunge la
beffa - dice l'avvocato Socci - perché trattandosi
di un animale posso agire solo in sede civile per
chiedere il risarcimento del danno che ho subito,
ma non posso esercitare nessuna azione per fare
"punire" il comportamento sicuramente poco
professionale di chi ha operato e non ha garantito
una adeguata assistenza al mio cane. È evidente che
il nostro ordinamento non ha una normativa adeguata
per tutelare gli animali, soprattutto quelli che,
per le persone sole, anziane o anche bambini in
difficoltà, rappresentano molto di più che una
"cosa" da risarcire in denaro se non c'è più o da
sostituire».
articolo di Giovanna Fasanino
articolo di Giovanna Fasanino
DISBOSCAMENTO ILLEGALE INDONESIA MINACCIA ORANGO
17/02/2007 12:29
L'abbattimento illegale degli alberi sta
distruggendo le foreste tropicali dell'Asia
Sud-Orientale ben piu' rapidamente di quanto
temuto, con terribile effetto sugli orango e altri
animali selvatici. Il dato e' emerso durante
l'ultimo vertice Unep (programma ambientale delle
Nazioni Unite) a Nairobi. Senza un'azione urgente,
il 98% delle rimanenti foreste sulle isole di
Sumatra e il Borneo potrebbero sparire entro il
2022, con gravi conseguenze per la popolazione
locale e la fauna selvatica compreso i rinoceronti,
le tigri e gli elefanti. ''La situazione ora e'
acuta per gli orango'', afferma il rapporto degli
esperti del Programma delle Nazioni Unite per l'
Ambiente (UNEP). ''Il veloce tasso di rimozione
degli alberi da alimento, l'uccisione degli orango
spostati dal disboscamento e dallo sviluppo della
piantagione, e la frammentazione della restante
foresta intatta, costituisce un'emergenza di tutela
ambientale''. L'Indonesia ha fatto anche una
richiesta affinche' i consumatori occidentali
rifiutino il legname di contrabbando: ''Stiamo
facendo appello oggi alla coscienza del mondo
intero: non comprare il legno non certificato'', ha
detto Rachmat Witoelar, Ministro dell'ambiente
dell'Indonesia, a margine del vertice ONU
sull'ambiente in Kenya. Piu' del 73% dello
sfruttamento del legno in Indonesia e' selvaggio, e
indici di commercio illegale di legno sono stati
registrati in 37 dei 41 parchi nazionali del paese,
secondo il rapporto dell'Unep intitolato ''L'ultimo
combattimento dell' orango: stato d'urgenza''. Si
ritiene, inoltre, da 45.000 a 69.000 il numero
degli orango nel Borneo, e a 7.300 esemplari a
Sumatra, cioe' un ribasso del 91% della popolazione
rispetto all'inizio del ventesimo secolo. Come il
panda in Cina, l'orango nell'Indonesia e'
considerato come un simbolo delle specie minacciate
nel paese. ''Le popolazioni degli orango sono
seriamente colpite quando la loro foresta e'
distrutta o tagliata e spesso sono anche uccisi per
la loro carne o per proteggere nuove culture'',
denuncia il rapporto, che rileva che il traffico
degli orango fuori dell' Indonesia e' largamente
diffuso come ''un sottoprodotto del commercio del
legno''. (ANSA)
SCOPERTO UN LAGER TRAVESTITO DA RIFUGIO
16/02/2007 13:34
Un lager per animali travestito da rifugio a
Genova. Con un blitz le guardie zoofile dell'Enpa
in Val Graveglia (Genova) scoprono la casa degli
orrori: venti cani, quattro cavalli, colombi e un
coniglio ridotti allo stremo delle forze, denutriti
e trascurati. Due coniugi raccoglievano animali
abbandonati per poi lasciarli morire di stenti. La
coppia che ha portato questi animali alla fame ha
gia' gravi precedenti di maltrattamento nei
confronti di animali, ma non e' mai stata
condannata. L'Enpa chiede ora una punizione
esemplare. L'Ente ha agito in collaborazione con la
Asl veterinaria di Chiavari e con la procura della
Repubblica, che ha avviato un procedimento penale.
Ancora non e' certo quanti degli animali prelevati
possano farcela a sopravvivere, i danni sono
notevoli al punto da rendere difficile un recupero
fisico. La Asl pretendera' che il sindaco del
comune di competenza emani una diffida nei
confronti di questi individui per impedire in
perpetuo ai due la detenzione di qualsiasi animale.
Secondo Rosanna Zanardi, caponucleo delle guardie
zoofile della sezione genovese dell'Enpa, "non ci
sono giustificazioni di sorta per fare a un essere
vivente quello che e' stato fatto qui, e' tanto
piu' orribile se si riflette sulla parvenza di
questa struttura, che avrebbe dovuto svolgere
funzioni di accoglienza". Al momento sono in corso
anche indagini per verificare eventuali
responsabilita' nell'amministrazione, che pare
fosse a conoscenza della situazione e non avesse
sporto regolare denuncia.
(Com/Tot/ Dire)
(Com/Tot/ Dire)
PREVENZIONE VETERINARIA, VISITE GRATIS
16/02/2007 13:34
Visita gratis dal veterinario per gli amici a
quattro zampe: e' quanto prevede la Stagione della
Prevenzione, campagna patrocinata dal Ministero
della Salute e promossa da Hill's Pet Nutrition,
l'Associazione Nazionale Medici Veterionari
Italiani (ANMVI) e la Federazione Nazionale Ordini
Veterinari (FNOVI).
Nei mesi di marzo e aprile, i proprietari di cani e gatti potranno accompagnare il loro animale dal veterinario che aderisce all'iniziativa. Doppio l'obiettivo della campagna: sviluppare l'attenzione dei proprietari verso una corretta gestione della salute e del benessere dei loro animali e ricordare che la salute e il benessere degli animali 'sono garantiti solo da una frequentazione regolare del medico veterinario'.
'Protagonista dell'iniziativa - ha detto l'amministratore delegato della Hill's Pet Nutrition - sara' il numero verde 800189612 da contattare a partire dal primo marzo per prenotare la visita gratuita'.
Si tratta di un esame generale che consiste in 'un controllo generale degli organi - ha spiegato il presidente dell'ANMVI, Carlo Scotti - auscultazione, controllo del mantello' con l'esclusione di esami strumentali e approfondimenti che saranno eventualmente raccomandati dal veterinario che esegue la visita.
Sul rapporto con il medico veterinario e sulla prevenzione, da una recente indagine commissionata dalla Hill's, ha detto Ricci, risulta che il 79% dei proprietari di cani e gatti non consulta il veterinario perche' giudica l'animale in salute, il 15% non lo ha mai consultato, il 65% dei proprietari si rivolge al veterinario solo in caso di emergenza, per terapie e vaccinazioni e sebbene il 96% giudichi la prevenzione importante soltanto il 25% dei proprietari si rivolge al veterinario per una visita preventiva.
Scotti ha ricordato che spesso un deterrente per la visita veterinaria e' l'IVA del 20% sulle prestazioni del professionista 'perche' - ha aggiunto - l'animale e' visto come un bene di lusso'.
Riguardo all'iniziativa, il ministro della Salute Livia Turco ne ha sottolineato l'importanza in una nota, 'e' opportuno - ha detto - che nel nostro Paese si sviluppi un diverso approccio culturale circa la cura dei nostri animali che anteponga la prevenzione e i controlli periodici al semplice ricorso al medico veterinario nei momenti di emergenza'.
(ANSA)
Nei mesi di marzo e aprile, i proprietari di cani e gatti potranno accompagnare il loro animale dal veterinario che aderisce all'iniziativa. Doppio l'obiettivo della campagna: sviluppare l'attenzione dei proprietari verso una corretta gestione della salute e del benessere dei loro animali e ricordare che la salute e il benessere degli animali 'sono garantiti solo da una frequentazione regolare del medico veterinario'.
'Protagonista dell'iniziativa - ha detto l'amministratore delegato della Hill's Pet Nutrition - sara' il numero verde 800189612 da contattare a partire dal primo marzo per prenotare la visita gratuita'.
Si tratta di un esame generale che consiste in 'un controllo generale degli organi - ha spiegato il presidente dell'ANMVI, Carlo Scotti - auscultazione, controllo del mantello' con l'esclusione di esami strumentali e approfondimenti che saranno eventualmente raccomandati dal veterinario che esegue la visita.
Sul rapporto con il medico veterinario e sulla prevenzione, da una recente indagine commissionata dalla Hill's, ha detto Ricci, risulta che il 79% dei proprietari di cani e gatti non consulta il veterinario perche' giudica l'animale in salute, il 15% non lo ha mai consultato, il 65% dei proprietari si rivolge al veterinario solo in caso di emergenza, per terapie e vaccinazioni e sebbene il 96% giudichi la prevenzione importante soltanto il 25% dei proprietari si rivolge al veterinario per una visita preventiva.
Scotti ha ricordato che spesso un deterrente per la visita veterinaria e' l'IVA del 20% sulle prestazioni del professionista 'perche' - ha aggiunto - l'animale e' visto come un bene di lusso'.
Riguardo all'iniziativa, il ministro della Salute Livia Turco ne ha sottolineato l'importanza in una nota, 'e' opportuno - ha detto - che nel nostro Paese si sviluppi un diverso approccio culturale circa la cura dei nostri animali che anteponga la prevenzione e i controlli periodici al semplice ricorso al medico veterinario nei momenti di emergenza'.
(ANSA)
PIÙ DI 400 GATTI SALVATI DAGLI ANIMALISTI IN CINA
15/02/2007 19:47
Un gruppo di animalisti in Cina, volontari di
associazioni protezioniste, hanno organizzato uno
dei salvataggi più grandi a cui si sia mai
assistito nel panorama cinese: oltre 400 gatti
detenuti dentro un mercato e destinati a diventare
vittime del crudele commercio di pellicce sono ora
in salvo e avranno una seconda possibilità di vita.
I gatti erano tenuti nel mercato di Tianjin, all’interno di un magazzino, in condizioni di estrema sofferenza: senza acqua, senza cibo, in pessime condizioni igieniche, terrorizzati, vittime di infiniti abusi, accatastati come oggetti in piccole gabbie metalliche alte 10 centimetri e destinati alla macellazione per diventare pellicce al costo di 2 dollari ciascuna. Arrivato il calar del sole, l’11 Febbraio i volontari, poco più che ventenni, hanno circondato il mercato e protetto con tutte le loro forze i gatti che erano prigionieri, l’operazione e durata circa 4 ore ed al termine non vi era più un solo gatto in tutto il mercato.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/pellicce/campagne/canegatto/gatti-salvataggio.html
I gatti erano tenuti nel mercato di Tianjin, all’interno di un magazzino, in condizioni di estrema sofferenza: senza acqua, senza cibo, in pessime condizioni igieniche, terrorizzati, vittime di infiniti abusi, accatastati come oggetti in piccole gabbie metalliche alte 10 centimetri e destinati alla macellazione per diventare pellicce al costo di 2 dollari ciascuna. Arrivato il calar del sole, l’11 Febbraio i volontari, poco più che ventenni, hanno circondato il mercato e protetto con tutte le loro forze i gatti che erano prigionieri, l’operazione e durata circa 4 ore ed al termine non vi era più un solo gatto in tutto il mercato.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/pellicce/campagne/canegatto/gatti-salvataggio.html
PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DEL CANILE COMUNALE DI SALERNO
15/02/2007 19:47
Nel mese di dicembre 2006 la sezione
dell’OIPA di Salerno e provincia ha iniziato
a raccogliere le firme per presentare una petizione
al sindaco di Salerno affinché risolva la tragica
situazione del canile comunale e adempi ai suoi
doveri, nonché eroghi il denaro che spetta ai
dipendenti e all'associazione che si occupa dei
cani.
Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/appelli/salerno.html
Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/appelli/salerno.html
FALCO REALE SALVATO DALL’OIPA E DAL CORPO FORESTALE DI TRAPANI
15/02/2007 19:46
Il 31 gennaio si è finalmente conclusa la stagione
di caccia, ma il bracconaggio resta incontenibile
in diverse aree del Paese. L’insufficienza
dell’attività di vigilanza non riesce ancora
a contrastare alcune grandi sacche di bracconaggio.
L’ultimo episodio risale a questa mattina
intorno alle ore 12, quando la sala operativa del
Corpo Forestale di Trapani, riceveva una
segnalazione che informava la presenza di un Falco
Reale ferito (specie protetta in quanto in via
d’estinzione). Immediatamente si portava sul
posto Alberto Vitaggio, Guardia Forestale di Erice
(TP) che a sua volta provvedeva ad allertare
l’OIPA. Sul posto sono subito intervenuti i
volontari della sezione OIPA di Trapani, i quali
hanno provveduto a portare, insieme alla Guardia
Forestale, il povero falco dal veterinario.
L’animale purtroppo è stato colpito da uno
sparo di un cacciatore senza scrupoli, che gli ha
provocato una lesione all’ala destra.
Il falco fortunatamente è stato salvato e affidato alla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Alcamo, che provvederà a curare l’animale e successivamente a ridargli la sua libertà.
Un episodio finito bene in una stagione di caccia particolarmente cruenta.
Guarda le foto del Falco Reale e leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/notizie/falco-salvataggio.html
Il falco fortunatamente è stato salvato e affidato alla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Alcamo, che provvederà a curare l’animale e successivamente a ridargli la sua libertà.
Un episodio finito bene in una stagione di caccia particolarmente cruenta.
Guarda le foto del Falco Reale e leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/notizie/falco-salvataggio.html
Il maltrattamento di animali
15/02/2007 19:45
Il maltrattamento di animali, nel caso segnalato si
tratta di un cane, si configura anche per
l’assenza di cure veterinarie quando
necessitano
Fonte: ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali http://www.enpa.it
Nel Padovano, nel paese di Ponte San Nicolò, le Guardie zoofile della Protezione Animali hanno sequestrato un cane tenuto in grave stato di trascuratezza: l'animale era affetto da un tumore che si mostrava evidente ed era giunto a dimensioni impossibili da ignorare, ma la proprietaria non ha accennato per ben 6 mesi a portare lo sfortunato quattrozampe da un veterinario per una visita specialistica.
Le Guardie zoofile dell'Enpa hanno effettuato una prima visita qualche mese fa, tentando poi a più riprese di contattare la donna per verificare le condizioni del meticcio e l'eventuale progresso dell'escrescenza, senza alcuna risposta. La Procura della Repubblica di Padova ha autorizzato quindi i volontari a sequestrare l'animale; all'arrivo dell'Enpa, il cane risultava operato da poche ore. Ma l'errata conduzione emerge anche dalla totale assenza di vaccinazioni nei dieci anni di età del quattrozampe e nella data recentissima di un libretto sanitario che contiene solo i dati relativi all'intervento chirurgico; nessun accenno a tatuaggio o microchip, dimostrando anche una mancata ottemperanza alla legge sull'iscrizione all'anagrafe canina. Il cane è stato comunque sequestrato per assicurare che nel post operatorio sia curato con attenzione, ma il procedimento nei confronti della proprietaria è appena iniziato. Luca Zampieri, capo nucleo delle Guardie zoofile dell'Enpa, ha dichiarato: "La corretta gestione di un animale e l'attenzione al suo benessere si deve concretizzare innanzitutto nel garantire il suo stato di salute. Chi non cura adeguatamente il proprio cane non è solo un cattivo padrone, ma è una persona che infrange precise leggi di tutela".
Fonte: ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali http://www.enpa.it
Nel Padovano, nel paese di Ponte San Nicolò, le Guardie zoofile della Protezione Animali hanno sequestrato un cane tenuto in grave stato di trascuratezza: l'animale era affetto da un tumore che si mostrava evidente ed era giunto a dimensioni impossibili da ignorare, ma la proprietaria non ha accennato per ben 6 mesi a portare lo sfortunato quattrozampe da un veterinario per una visita specialistica.
Le Guardie zoofile dell'Enpa hanno effettuato una prima visita qualche mese fa, tentando poi a più riprese di contattare la donna per verificare le condizioni del meticcio e l'eventuale progresso dell'escrescenza, senza alcuna risposta. La Procura della Repubblica di Padova ha autorizzato quindi i volontari a sequestrare l'animale; all'arrivo dell'Enpa, il cane risultava operato da poche ore. Ma l'errata conduzione emerge anche dalla totale assenza di vaccinazioni nei dieci anni di età del quattrozampe e nella data recentissima di un libretto sanitario che contiene solo i dati relativi all'intervento chirurgico; nessun accenno a tatuaggio o microchip, dimostrando anche una mancata ottemperanza alla legge sull'iscrizione all'anagrafe canina. Il cane è stato comunque sequestrato per assicurare che nel post operatorio sia curato con attenzione, ma il procedimento nei confronti della proprietaria è appena iniziato. Luca Zampieri, capo nucleo delle Guardie zoofile dell'Enpa, ha dichiarato: "La corretta gestione di un animale e l'attenzione al suo benessere si deve concretizzare innanzitutto nel garantire il suo stato di salute. Chi non cura adeguatamente il proprio cane non è solo un cattivo padrone, ma è una persona che infrange precise leggi di tutela".
IMPORTANTE PROTESTA CONTRO LO STERMINIO DI GATTI IN MASSA NEL CANTON TICINO
15/02/2007 13:27
PERTECIPATE E DIVULGATE IL PIU' POSSIBILE.
Carissimi,
Nella "civilissima" Svizzera è difficile imbattersi in gatti randagi, molti (anche cittadini residenti in Svizzera) pensano che questo sia perché in un paese così "evoluto", nessuno abbandona i gatti. Niente di più errato, in Svizzera i gatti, da sempre, quando danno fastidio, quando disturbano, vengono strerminati!!!! E' ora che le associazioni e i singoli animalisti si schierino con fermezza contro questa crudeltà, che fa della Svizzera una vergogna, che oggi grazie al CDA di Lugano non può più restare impunita.
UNIAMOCI ANCHE DALL'ITALIA ALLA PROTESTA CONTRO LO STERMINIO DEI GATTI RANDAGI IN TICINO.
Paolo XL www.collettivoanimalista.org per la liberazione animale.
Cari amici,
Avrete letto della prossima cattura anti-micio prevista nei
quartieri di Breganzona e Pregassona.
E' giunta l'ora di mettere fine a queste catture indiscriminate che
non portano altro che morte e nessuna soluzione concreta al problema
del proliferare dei gatti randagi in Ticino.
Vi invitiamo a scrivere anche solo due righe di dissenso
all'indirizzo de La Regione (con preghiera di pubblicazione nelle
lettere dei lettori, firmate e comunicate vs. nr. di telefono per
eventuali verifiche) e al Municipio di Lugano.
Non proponiamo un messaggio tipo, ma alleghiamo la nostra presa di
posizione.
SCRIVETE A:
municipio@lugano.ch
info@laregione.ch
GRAZIE DA PARTE DEI MICI RANDAGI TICINESI!!!
CDA - Lugano
www.centroanimalista.ch
Presa di posizione CDA
Da sempre come Centro di Documentazione Animalista siamo
confrontati con il fenomeno del randagismo felino e le relative
retate anti-mici, che per la maggior parte delle volte passano senza
troppo clamore ma che avvengono molto più frequentemente di quel che
si pensa. In tutti questi anni abbiamo sterilizzato tantissimi mici
randagi e sostenuto privati cittadini che, con le proprie risorse,
hanno fatto il lavoro che spetterebbe alle autorità comunali, cioé
prendersi carico del benessere degli animali vaganti sul territorio e
che sono tali anche a causa dell'inciviltà di tante persone che non
sterilizzano i propri animali facendoli figliare senza controllo e
che li abbandonano poi per strada, pensando forse che tanto se la
caveranno.
Con rabbia e dolore, assistiamo nuovamente a queste retate che non
sono una vera soluzione al problema del proliferare felino. Non c'é
bisogno infatti di essere dei geni per capire che i mici sani di
quelle colonie (di cui per altro non si parla, che fine faranno i
mici che risulteranno sani?) non torneranno mai stabilmente dove sono
stati catturati, perché questi ordini partono sempre sulla base di
lamentele dalla popolazione stufa di vederli aggirarsi nei propri
quartieri. Questa "soluzione" delle retate é eticamente inaccettabile
e perfettamente inutile alla risoluzione del problema. Basterà
infatti non riuscire a catturare tutti i mici, non sterilizzarli e
attendere i nuovi immancabili abbandoni, affinché la colonia si
riformi come e più di prima e via così nei secoli dei secoli.
Evidentemente se già a poco tempo dall'ultima retata si rende
"necessario" nuovamente spendere i soldi dei contribuenti per
eliminare gli animali, forse sarebbe ora che si capisse che questa
non é una soluzione accettabile. Innanzi tutto perché i gatti non
hanno colpa della loro condizione, ma pagano due volte le colpe di
altri, la prima volta per l'abbandono e l'incuria subita e la seconda
per mano delle autorità che per non sentir più lamentele provvedono
a fare un bel ripulisti. Dice bene il veterinario cantonale, anche se
ci vengono i brividi a sentirlo parlare di pianificazione sistematica
delle catture, senza menzionare minimamente né che fine faranno i
mici che dai test risulteranno sani e soprattutto senza parlare di
una seria campagna di sterilizzazione, vera ed unica soluzione per
contenere il numero di animali presenti sul territorio, assieme ad
una campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono e magari
all'obbligo di sterilizzazione dei mici padronali, lavoro che da
molto tempo associazioni come la nostra stanno facendo evidentemente
invano, considerato che manca una collaborazione con le autorità
comunali e cantonali che ci permetterebbe di essere più concreti nel
raggiungere lo scopo. Quindi basta curare quello che non é altro che
un sintomo, ma vorremmo finalmente che si andasse alla radice del
problema. Questo é l'unico vero modo per contenere nel tempo il
proliferare dei gatti e per evitare le malattie (che é bene dirlo,
colpiscono solo i gatti e non di certo le persone). Guardiamo con
invidia l'Italia che ha leggi ad hoc di protezione e sostegno alle
colonie feline e alle persone che se ne occupano e ad esempio il
comune di Orsières che un paio di mesi fa ritirava l'ordine di
cattura e mattanza dei gatti dopo la valanga di proteste arrivate
dalla popolazione. Forse finalmente anche la Confederazione si sta
rendendo conto e sta progettando una più umana campagna di
sterilizzazione. Speriamo che anche il popolo ticinese, tanto
sensibile al benessere degli animali, apra finalmente gli occhi e si
dia da fare facendo giusta pressione affinché le autorità scelgano
strade più civili, etiche e concrete alla ricerca di una vera
soluzione. Intanto chiediamo al Municipio di Lugano di ritirare
questo ordine di cattura pendente e che valuti soluzioni più concrete
oggi e per il futuro. Non da ultimo contiamo molto sui quasi 90
candidati alle prossime elezioni che hanno sottoscritto la nostra
piattaforma politica animalista (www.centroanimalista.ch/OPA/OPA.htm)
e che hanno (tutti!) accettato il punto 1. cioé di attivarsi per far
sì che a livello cantonale si arrivi a soluzioni più utili e meno
crudeli che le uccisioni, per il contenimento della popolazione
felina, dimostrando tra l'altro stupore per una tale realtà
sottaciuta. Ma ci chiediamo e chiediamo, le Società di Protezione
Animali, come si pongono e che cosa pensano di tutto ciò? Sarebbe
utile e costruttiva una loro riflessione....
Centro Documentazione Animalista - Lugano
Carissimi,
Nella "civilissima" Svizzera è difficile imbattersi in gatti randagi, molti (anche cittadini residenti in Svizzera) pensano che questo sia perché in un paese così "evoluto", nessuno abbandona i gatti. Niente di più errato, in Svizzera i gatti, da sempre, quando danno fastidio, quando disturbano, vengono strerminati!!!! E' ora che le associazioni e i singoli animalisti si schierino con fermezza contro questa crudeltà, che fa della Svizzera una vergogna, che oggi grazie al CDA di Lugano non può più restare impunita.
UNIAMOCI ANCHE DALL'ITALIA ALLA PROTESTA CONTRO LO STERMINIO DEI GATTI RANDAGI IN TICINO.
Paolo XL www.collettivoanimalista.org per la liberazione animale.
Cari amici,
Avrete letto della prossima cattura anti-micio prevista nei
quartieri di Breganzona e Pregassona.
E' giunta l'ora di mettere fine a queste catture indiscriminate che
non portano altro che morte e nessuna soluzione concreta al problema
del proliferare dei gatti randagi in Ticino.
Vi invitiamo a scrivere anche solo due righe di dissenso
all'indirizzo de La Regione (con preghiera di pubblicazione nelle
lettere dei lettori, firmate e comunicate vs. nr. di telefono per
eventuali verifiche) e al Municipio di Lugano.
Non proponiamo un messaggio tipo, ma alleghiamo la nostra presa di
posizione.
SCRIVETE A:
municipio@lugano.ch
info@laregione.ch
GRAZIE DA PARTE DEI MICI RANDAGI TICINESI!!!
CDA - Lugano
www.centroanimalista.ch
Presa di posizione CDA
Da sempre come Centro di Documentazione Animalista siamo
confrontati con il fenomeno del randagismo felino e le relative
retate anti-mici, che per la maggior parte delle volte passano senza
troppo clamore ma che avvengono molto più frequentemente di quel che
si pensa. In tutti questi anni abbiamo sterilizzato tantissimi mici
randagi e sostenuto privati cittadini che, con le proprie risorse,
hanno fatto il lavoro che spetterebbe alle autorità comunali, cioé
prendersi carico del benessere degli animali vaganti sul territorio e
che sono tali anche a causa dell'inciviltà di tante persone che non
sterilizzano i propri animali facendoli figliare senza controllo e
che li abbandonano poi per strada, pensando forse che tanto se la
caveranno.
Con rabbia e dolore, assistiamo nuovamente a queste retate che non
sono una vera soluzione al problema del proliferare felino. Non c'é
bisogno infatti di essere dei geni per capire che i mici sani di
quelle colonie (di cui per altro non si parla, che fine faranno i
mici che risulteranno sani?) non torneranno mai stabilmente dove sono
stati catturati, perché questi ordini partono sempre sulla base di
lamentele dalla popolazione stufa di vederli aggirarsi nei propri
quartieri. Questa "soluzione" delle retate é eticamente inaccettabile
e perfettamente inutile alla risoluzione del problema. Basterà
infatti non riuscire a catturare tutti i mici, non sterilizzarli e
attendere i nuovi immancabili abbandoni, affinché la colonia si
riformi come e più di prima e via così nei secoli dei secoli.
Evidentemente se già a poco tempo dall'ultima retata si rende
"necessario" nuovamente spendere i soldi dei contribuenti per
eliminare gli animali, forse sarebbe ora che si capisse che questa
non é una soluzione accettabile. Innanzi tutto perché i gatti non
hanno colpa della loro condizione, ma pagano due volte le colpe di
altri, la prima volta per l'abbandono e l'incuria subita e la seconda
per mano delle autorità che per non sentir più lamentele provvedono
a fare un bel ripulisti. Dice bene il veterinario cantonale, anche se
ci vengono i brividi a sentirlo parlare di pianificazione sistematica
delle catture, senza menzionare minimamente né che fine faranno i
mici che dai test risulteranno sani e soprattutto senza parlare di
una seria campagna di sterilizzazione, vera ed unica soluzione per
contenere il numero di animali presenti sul territorio, assieme ad
una campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono e magari
all'obbligo di sterilizzazione dei mici padronali, lavoro che da
molto tempo associazioni come la nostra stanno facendo evidentemente
invano, considerato che manca una collaborazione con le autorità
comunali e cantonali che ci permetterebbe di essere più concreti nel
raggiungere lo scopo. Quindi basta curare quello che non é altro che
un sintomo, ma vorremmo finalmente che si andasse alla radice del
problema. Questo é l'unico vero modo per contenere nel tempo il
proliferare dei gatti e per evitare le malattie (che é bene dirlo,
colpiscono solo i gatti e non di certo le persone). Guardiamo con
invidia l'Italia che ha leggi ad hoc di protezione e sostegno alle
colonie feline e alle persone che se ne occupano e ad esempio il
comune di Orsières che un paio di mesi fa ritirava l'ordine di
cattura e mattanza dei gatti dopo la valanga di proteste arrivate
dalla popolazione. Forse finalmente anche la Confederazione si sta
rendendo conto e sta progettando una più umana campagna di
sterilizzazione. Speriamo che anche il popolo ticinese, tanto
sensibile al benessere degli animali, apra finalmente gli occhi e si
dia da fare facendo giusta pressione affinché le autorità scelgano
strade più civili, etiche e concrete alla ricerca di una vera
soluzione. Intanto chiediamo al Municipio di Lugano di ritirare
questo ordine di cattura pendente e che valuti soluzioni più concrete
oggi e per il futuro. Non da ultimo contiamo molto sui quasi 90
candidati alle prossime elezioni che hanno sottoscritto la nostra
piattaforma politica animalista (www.centroanimalista.ch/OPA/OPA.htm)
e che hanno (tutti!) accettato il punto 1. cioé di attivarsi per far
sì che a livello cantonale si arrivi a soluzioni più utili e meno
crudeli che le uccisioni, per il contenimento della popolazione
felina, dimostrando tra l'altro stupore per una tale realtà
sottaciuta. Ma ci chiediamo e chiediamo, le Società di Protezione
Animali, come si pongono e che cosa pensano di tutto ciò? Sarebbe
utile e costruttiva una loro riflessione....
Centro Documentazione Animalista - Lugano
MALASANITA’ ANIMALE
15/02/2007 13:26
Cari amici, questo appello è importantissimo per
cui cercate di inviarlo e non cestinarlo, se amate
veramente gli animali
Questo è un problema che riguarda qualsiasi persona che ha un animale.
Dobbiamo assolutamente far riprendere l'iter legislativo della pdl per la "Regolamentazione della professione veterinaria e tutela sanitaria degli animali d'affezione" presentata nella passata legislatura da Marco Lion dei Verdi.
Poiché l'On.Marco Lion malgrado numerosi solleciti al suo indirizzo, non ha ancora dato segno di risposta (e ci chiediamo quando la darà.....e semmai la darà) per riproporre la pdl in questione (magari ce ne ricorderemo alle prossime elezioni) noi non rimaniamo certo a guardare o sperare:
Intanto, cominciamo a tempestare di richieste il Ministro della Sanità.
Come sapete la proposta di legge mirava a “Regolamentare la professione veterinaria” con una serie di articoli che prevedevano tra l’altro l’obbligo di specializzazione post-laurea, l’obbligo di rilasciare e conservare cartelle cliniche di ogni paziente in cura, l’obbligo di strumentazione minima per aprire un ambulatorio veterinario, l’obbligo di consenso informato, etc.....(altre info in www.arca2000.it)
Quindi Inviate il seguente appello, facendo copia incolla all’indirizzo sotto riportato:
urpminsalute@sanita.it
cc:arcanimali@tiscali.it
Gentile Ministro della Sanità,
Gli animali d’affezione vivono con noi come membri della nostra famiglia umana e meritano una maggiore attenzione e tutela anche in campo sanitario.
Attualmente, purtroppo, vi sono molti ambulatori veterinari che possono aprire senza avere una strumentazione minima(apparecchio radiologico ed ecografico,bombole d’ossigeno,etc...) per la cura e la diagnosi delle malattie dei nostri amici animali.
Inoltre, i medici veterinari, non hanno l’obbligo di conservare e rilasciare, su richiesta del cliente, una cartella clinica dell’animale in cura, nessun obbligo di reperibilità, di specializzazione post-laurea,di consenso informato e pronto soccorso.... Questo vuoto legislativo troppo spesso, genera casi di malasanità animale, con conseguente decesso o menomazione dell’animale in cura.Eppure tutte le professioni, compresa quella medica umana, hanno delle leggi che le regolamentano, perfino la professione di “acconciatore” è regolata da una precisa legge, dunque, ci chiediamo perché quella veterinaria non ne abbia, forse perché ha a che fare con la vita animale,ancora considerata di serie “b”?
Correttezza e professionalità,invece, dovrebbero essere garantite a livello legislativo , come in ogni professione che si rispetti, per questo le chiediamo di dare corso a provvedimenti legislativi che possano sanare l’attuale vuoto, per una maggiore tutela sanitaria dei nostri animali, nella consapevolezza del loro ruolo affettivo e nel rispetto della loro vita.
Cordiali saluti
Nome e cognome
Indirizzo
città
Questo è un problema che riguarda qualsiasi persona che ha un animale.
Dobbiamo assolutamente far riprendere l'iter legislativo della pdl per la "Regolamentazione della professione veterinaria e tutela sanitaria degli animali d'affezione" presentata nella passata legislatura da Marco Lion dei Verdi.
Poiché l'On.Marco Lion malgrado numerosi solleciti al suo indirizzo, non ha ancora dato segno di risposta (e ci chiediamo quando la darà.....e semmai la darà) per riproporre la pdl in questione (magari ce ne ricorderemo alle prossime elezioni) noi non rimaniamo certo a guardare o sperare:
Intanto, cominciamo a tempestare di richieste il Ministro della Sanità.
Come sapete la proposta di legge mirava a “Regolamentare la professione veterinaria” con una serie di articoli che prevedevano tra l’altro l’obbligo di specializzazione post-laurea, l’obbligo di rilasciare e conservare cartelle cliniche di ogni paziente in cura, l’obbligo di strumentazione minima per aprire un ambulatorio veterinario, l’obbligo di consenso informato, etc.....(altre info in www.arca2000.it)
Quindi Inviate il seguente appello, facendo copia incolla all’indirizzo sotto riportato:
urpminsalute@sanita.it
cc:arcanimali@tiscali.it
Gentile Ministro della Sanità,
Gli animali d’affezione vivono con noi come membri della nostra famiglia umana e meritano una maggiore attenzione e tutela anche in campo sanitario.
Attualmente, purtroppo, vi sono molti ambulatori veterinari che possono aprire senza avere una strumentazione minima(apparecchio radiologico ed ecografico,bombole d’ossigeno,etc...) per la cura e la diagnosi delle malattie dei nostri amici animali.
Inoltre, i medici veterinari, non hanno l’obbligo di conservare e rilasciare, su richiesta del cliente, una cartella clinica dell’animale in cura, nessun obbligo di reperibilità, di specializzazione post-laurea,di consenso informato e pronto soccorso.... Questo vuoto legislativo troppo spesso, genera casi di malasanità animale, con conseguente decesso o menomazione dell’animale in cura.Eppure tutte le professioni, compresa quella medica umana, hanno delle leggi che le regolamentano, perfino la professione di “acconciatore” è regolata da una precisa legge, dunque, ci chiediamo perché quella veterinaria non ne abbia, forse perché ha a che fare con la vita animale,ancora considerata di serie “b”?
Correttezza e professionalità,invece, dovrebbero essere garantite a livello legislativo , come in ogni professione che si rispetti, per questo le chiediamo di dare corso a provvedimenti legislativi che possano sanare l’attuale vuoto, per una maggiore tutela sanitaria dei nostri animali, nella consapevolezza del loro ruolo affettivo e nel rispetto della loro vita.
Cordiali saluti
Nome e cognome
Indirizzo
città
Aggiornamenti su Kira
12/02/2007 21:59
Io sono uno dei veterinari che ha in cura Kira,
attualmente le sue
condizioni sono in lento miglioramento ma sono ancora critiche e
temiamo soprattutto per la sua ripresa psicologica che sarà lentissima.
Sono stata contattata da Studio aperto e dalla redazione di Licia
Colò, oltre che da numerosi giornalisti di quotidiani locali e non, ma
spero che sempre più mezzi di comunicazione possano interessarsi alla
vicenda.
Sono stata contattata da alcune persone che vorrebbero adottarla ma
per ora non è possibile.
Chiedo a tutti quelli che mi contattano di cercare, visto il clamore
suscitato dalla vicenda di Kira, di impegnarsi affinchè notizie del
genere possano essere discusse e fatte conoscere anche a chi di animali
non si interessa, perchè sono convinta che il suo caso non sia nè unico
nè eccezionale.
Facciamo in modo che non si trasformi nell'ennesimo fuoco di paglia.
Per chi volesse inviare la lettera di protesta per posta ecco l'indirizzo:
Al Presidente Renato Soru
Regione Autonoma della Sardegna
v.le Trento 69
09123 Cagliari
Poiché numerose persone vogliono fare un'offerta ti inviamo i dati del
ccp cui fare riferimento: i soldi verranno utilizzati per il pagamento
delle spese vive necessarie per la sua cura e l'eccedenza verrà
devoluta ad una associazione di volontariato per cani abbandonati. I
veterinari sono lieti della raccolta dei fondi ma assolutamente non
intenzionati a lucrare e per questo le offerte andranno fatte alla
sezione di Sassari della L.I.D.A. ccp 25154782 specificando la causale
"pro Kira".
Grazie
condizioni sono in lento miglioramento ma sono ancora critiche e
temiamo soprattutto per la sua ripresa psicologica che sarà lentissima.
Sono stata contattata da Studio aperto e dalla redazione di Licia
Colò, oltre che da numerosi giornalisti di quotidiani locali e non, ma
spero che sempre più mezzi di comunicazione possano interessarsi alla
vicenda.
Sono stata contattata da alcune persone che vorrebbero adottarla ma
per ora non è possibile.
Chiedo a tutti quelli che mi contattano di cercare, visto il clamore
suscitato dalla vicenda di Kira, di impegnarsi affinchè notizie del
genere possano essere discusse e fatte conoscere anche a chi di animali
non si interessa, perchè sono convinta che il suo caso non sia nè unico
nè eccezionale.
Facciamo in modo che non si trasformi nell'ennesimo fuoco di paglia.
Per chi volesse inviare la lettera di protesta per posta ecco l'indirizzo:
Al Presidente Renato Soru
Regione Autonoma della Sardegna
v.le Trento 69
09123 Cagliari
Poiché numerose persone vogliono fare un'offerta ti inviamo i dati del
ccp cui fare riferimento: i soldi verranno utilizzati per il pagamento
delle spese vive necessarie per la sua cura e l'eccedenza verrà
devoluta ad una associazione di volontariato per cani abbandonati. I
veterinari sono lieti della raccolta dei fondi ma assolutamente non
intenzionati a lucrare e per questo le offerte andranno fatte alla
sezione di Sassari della L.I.D.A. ccp 25154782 specificando la causale
"pro Kira".
Grazie
L’ANAGRAFE CANINA NAZIONALE? UN VERO FLOP!
12/02/2007 13:37
A fronte delle ripetute richieste pervenute ad APER
e all’Anagrafe Animale di esprimere un
commento riferito all’anagrafe canina
nazionale recentemente inaugurata dal Ministero
della Salute, i responsabili rilasciano il seguente
comunicato stampa congiunto.
Consci di quanto sia difficile realizzare una banca dati affidabile, aggiornata e completa, spiace dover riscontrare che l’impressione che si ha avuto della anagrafe canina nazionale e’ piuttosto scadente.
L’Associazione ha effettuato nelle ultime 48 ore una verifica su di un campione di 1000 microchip. A fronte di questo controllo incrociato e’ emerso che la banca dati del Ministero della Salute funge purtroppo da contenitore unico e incompleto di dati parzialmente anche non aggiornati. Il controllo e’ stato effettuato verificando una ad una ogni singola posizione, facendo emergere la seguente realta’:
- il 45% dei microchip regolarmente segnalati negli anni ad APER non risulta ad oggi iscritto all’anagrafe canina nazionale
- grazie alla Pool Canili Puliti che da alcuni mesi segnala ad APER i numeri dei microchip impiantati sui propri cani, e’ emerso che alcune ASL/Anagrafi Canine si sono limitate a chippare i cani ma non hanno comunicato tutte le sequenze dei chip nell’anagrafe canina nazionale(questo vale addirittura anche per cani gia' regolarmente dati in affido!)
- contrariamente a quanto affermato non si tratta di una anagrafe canina nazionale perche’ risultano inseriti i dati di pochissime regioni e comunque incompleti
- i dati immessi sono parzialmente obsoleti se non addirittura errati, sicuramente antecedenti l'11 settembre 2006.
Raffaela Millonig, responsabile sia di APER che dell’Anagrafe Animale dichiara: “Nell’ottobre 2006, ad un mese dall’inaugurazione della nostra Anagrafe Animale (la prima in Italia e destinata a ben cinque specie di animali da compagnia), abbiamo incontrato un componente della commissione tecnica del Ministero incaricata da anni alla realizzazione dell’anagrafe canina nazionale. Abbiamo offerto la nostra disponibilita’ a collaborare alla costruzione della banca dati pubblica. La collaborazione e’ stata pero’ rifiutata nonostante le competenze raccolte sul campo. Ci sembra ora che l’anagrafe canina nazionale sia nata frettolosamente ma spiace ancor di piu’ constare che, nonostante il batage mediatico, nessuno abbia avuto l’accortezza di controllare i dati come abbiamo fatto noi. Tra tutti gli errori clamorosi che abbiamo riscontrato nelle ultime ore, abbiamo notato per esempio che ad oggi non risultano iscritti due cani, per quanto regolarmente denunciati gia’ l’anno scorso alle rispettive anagrafi canine locali e di cui abbiamo seguito in modo particolare la vicenda. I due cani, di nome Mademoiselle e Molly, stando all’anagrafe canina del Ministero non esistono nemmeno. Eppure i loro numeri di microchip sono finiti su giornali di tiratura nazionale! In compenso risulta invece ancora registrato in Lombardia un chip che invece e’ in Liguria. Abbiamo una lettera da parte della Regione Lombardia, datata 24 ottobre 2006, con la quale la Regione si scusa per l’errata registrazione. Da allora sono passati quasi quattro mesi e il microchip risulta inserito ancora la’ dove non e’ mai stato”.
L’assoluta mancanza di sincronizzazione e aggiornamento sono quindi un ottimo motivo per continuare da parte di http://www.anagrafeanimale.it a proporsi come alternativa privata all’anagrafe pubblica e, al fine di rispondere tempestivamente alle richieste dei proprietari coscienziosi di cani, gatti, furetti, conigli e cavalli, c’e’ ora anche la possibilita’ di pagare l’iscrizione alla banca dati privata tramite un comune bonifico bancario (andando in banca senza usare carta di credito).
FONTE:APER
Consci di quanto sia difficile realizzare una banca dati affidabile, aggiornata e completa, spiace dover riscontrare che l’impressione che si ha avuto della anagrafe canina nazionale e’ piuttosto scadente.
L’Associazione ha effettuato nelle ultime 48 ore una verifica su di un campione di 1000 microchip. A fronte di questo controllo incrociato e’ emerso che la banca dati del Ministero della Salute funge purtroppo da contenitore unico e incompleto di dati parzialmente anche non aggiornati. Il controllo e’ stato effettuato verificando una ad una ogni singola posizione, facendo emergere la seguente realta’:
- il 45% dei microchip regolarmente segnalati negli anni ad APER non risulta ad oggi iscritto all’anagrafe canina nazionale
- grazie alla Pool Canili Puliti che da alcuni mesi segnala ad APER i numeri dei microchip impiantati sui propri cani, e’ emerso che alcune ASL/Anagrafi Canine si sono limitate a chippare i cani ma non hanno comunicato tutte le sequenze dei chip nell’anagrafe canina nazionale(questo vale addirittura anche per cani gia' regolarmente dati in affido!)
- contrariamente a quanto affermato non si tratta di una anagrafe canina nazionale perche’ risultano inseriti i dati di pochissime regioni e comunque incompleti
- i dati immessi sono parzialmente obsoleti se non addirittura errati, sicuramente antecedenti l'11 settembre 2006.
Raffaela Millonig, responsabile sia di APER che dell’Anagrafe Animale dichiara: “Nell’ottobre 2006, ad un mese dall’inaugurazione della nostra Anagrafe Animale (la prima in Italia e destinata a ben cinque specie di animali da compagnia), abbiamo incontrato un componente della commissione tecnica del Ministero incaricata da anni alla realizzazione dell’anagrafe canina nazionale. Abbiamo offerto la nostra disponibilita’ a collaborare alla costruzione della banca dati pubblica. La collaborazione e’ stata pero’ rifiutata nonostante le competenze raccolte sul campo. Ci sembra ora che l’anagrafe canina nazionale sia nata frettolosamente ma spiace ancor di piu’ constare che, nonostante il batage mediatico, nessuno abbia avuto l’accortezza di controllare i dati come abbiamo fatto noi. Tra tutti gli errori clamorosi che abbiamo riscontrato nelle ultime ore, abbiamo notato per esempio che ad oggi non risultano iscritti due cani, per quanto regolarmente denunciati gia’ l’anno scorso alle rispettive anagrafi canine locali e di cui abbiamo seguito in modo particolare la vicenda. I due cani, di nome Mademoiselle e Molly, stando all’anagrafe canina del Ministero non esistono nemmeno. Eppure i loro numeri di microchip sono finiti su giornali di tiratura nazionale! In compenso risulta invece ancora registrato in Lombardia un chip che invece e’ in Liguria. Abbiamo una lettera da parte della Regione Lombardia, datata 24 ottobre 2006, con la quale la Regione si scusa per l’errata registrazione. Da allora sono passati quasi quattro mesi e il microchip risulta inserito ancora la’ dove non e’ mai stato”.
L’assoluta mancanza di sincronizzazione e aggiornamento sono quindi un ottimo motivo per continuare da parte di http://www.anagrafeanimale.it a proporsi come alternativa privata all’anagrafe pubblica e, al fine di rispondere tempestivamente alle richieste dei proprietari coscienziosi di cani, gatti, furetti, conigli e cavalli, c’e’ ora anche la possibilita’ di pagare l’iscrizione alla banca dati privata tramite un comune bonifico bancario (andando in banca senza usare carta di credito).
FONTE:APER
CANI MALTRATTATI, SEQUESTRATO ALLEVAMENTO SEGUGI IN TOSCANA
11/02/2007 22:21
Animali maltrattati, carcasse e teste mozzate di
cani trovate in un'area del canile: e' quanto ha
scoperto la guardia di finanza di San Sepolcro nel
corso di un controllo in un allevamento di segugi
italiani in provincia di Arezzo, che per questo e'
stato posto sotto sequestro. Gli 85 cani presenti
sono stati affidati in custodia giudiziale ad un'
altra struttura. Quattro le persone
denunciate.
Il controllo, disposto dal
comando provinciale della gdf di Arezzo ed
effettuato dai militari della brigata di San
Sepolcro, era stato avviato per una verifica
fiscale nell'allevamento, gestito da un'impresa
della Valtiberina. Quando i finanzieri si sono
presentati nella struttura hanno trovato, spiega la
gdf, i cani in pessime condizioni: erano legati a
catena corta, ospitati in ricoveri di fortuna e a
diretto contatto con il fango. Sono risultati
inoltre non vaccinati, e in 29 non tatuati. Trovati
anche medicinali scaduti e fatture di acquisto di
scarti di macellazione, cibo non idoneo all'
alimentazione.
Nell'area, situata fra l'altro
vicino ad un complesso residenziale, i finanzieri
hanno poi rinvenuto carcasse e teste mozzate di
cani. E' risultato, infine, spiega semp