Pellicce da Cina
27/02/2006 15:31
L'Emilia-Romagna boccia le pellicce cinesi ed e'
"la prima Regione a farlo", esulta la Lav.
L'Assemblea legislativa regionale ha infatti
approvato l'altro ieri (con il voto contrario di
An) la risoluzione proposta dai Verdi con cui si
impegna la Giunta regionale a sollecitare il
Governo, affinche' prosegua nel percorso intrapreso
vietando l'importazione e la vendita di pelli
derivanti da animali domestici, estendendolo a
tutte le pelli di animali allevati o
commercializzati sul territorio della repubblica
Popolare Cinese.
L'allevamento di animali da pelliccia in Cina, rileva il documento del Sole che ride, non e' disciplinato da nessuna norma di protezione degli animali e le condizioni degli allevamenti sono assolutamente drammatiche e non conformi a nessuno standard definito dall'Unione europea. Inoltre, gli accessori, i ritagli e gli inserti di pelliccia provenienti dalla Cina, "non sono chiaramente etichettati, quindi ingannano spesso il consumatore nelle sue scelte". Nella risoluzione, dunque, si chiede alla Giunta anche un intervento sul Governo, affinche' introduca l'obbligo di etichettatura di tutti i capi contenenti parte o interi di spoglie di animali sottoposte a concia o altri trattamenti che mantengano inalterata la struttura naturale delle fibre, indicando espressamente la specie utilizzata, il metodo di allevamento e di uccisione, l'azienda di confezionamento e il Paese di provenienza, e applichi tale obbligo anche ai peluche e gadget realizzati con gli animali in questione. L'approvazione del documento fa esultare la Lav che tre mesi fa denuncio' in Regione gli "atroci metodi di allevamento e uccisione degli animali allevati in Cina per la loro pelliccia".
Alcuni Comuni, a partire da quello di Modena, si erano gia' espressi contro le pellicce Made in China, ma quello di ieri, sottolinea la Lav, e' "il primo segnale politico a livello regionale". Proprio all'Assemblea legislativa la Lav mostro' le immagini shock realizzate in Cina dall'Associazione Svizzera per la Protezione degli Animali e da East International.
In quell'occasione la presidente dell'Assemblea Legislativa, Monica Donini, era intervenuta per dimostrare la propria solidarieta' all'iniziativa e aveva disposto l'acquisizione del video della Lav alla videoteca regionale, dove puo' essere accessibile anche alle scuole.
Dunque, "la risoluzione regionale approvata in Emilia-Romagna e' un atto politico molto importante- spiega Roberto Bennati, responsabile Lav per le campagne europee- il primo di molti, ci auguriamo. Infatti, analoghe bozze di risoluzione sono state gia' presentate anche in altre regioni italiane. Una volta approvate, saremo in grado di presentare al nuovo esecutivo, qualunque esso sia, un segnale politico inequivocabile". La Lav sottolinea poi l'unico "incredibile" voto contrario di An alla risoluzione che comunque non intacca, dice Annamaria Pisapia, coordinatrice Lav per l'Emilia Romagna, "questo ampio consenso che e' un risultato in un certo senso atteso, vista l'ampia adesione alla nostra presentazione regionale di dicembre, ma non per questo meno importante".
L'allevamento di animali da pelliccia in Cina, rileva il documento del Sole che ride, non e' disciplinato da nessuna norma di protezione degli animali e le condizioni degli allevamenti sono assolutamente drammatiche e non conformi a nessuno standard definito dall'Unione europea. Inoltre, gli accessori, i ritagli e gli inserti di pelliccia provenienti dalla Cina, "non sono chiaramente etichettati, quindi ingannano spesso il consumatore nelle sue scelte". Nella risoluzione, dunque, si chiede alla Giunta anche un intervento sul Governo, affinche' introduca l'obbligo di etichettatura di tutti i capi contenenti parte o interi di spoglie di animali sottoposte a concia o altri trattamenti che mantengano inalterata la struttura naturale delle fibre, indicando espressamente la specie utilizzata, il metodo di allevamento e di uccisione, l'azienda di confezionamento e il Paese di provenienza, e applichi tale obbligo anche ai peluche e gadget realizzati con gli animali in questione. L'approvazione del documento fa esultare la Lav che tre mesi fa denuncio' in Regione gli "atroci metodi di allevamento e uccisione degli animali allevati in Cina per la loro pelliccia".
Alcuni Comuni, a partire da quello di Modena, si erano gia' espressi contro le pellicce Made in China, ma quello di ieri, sottolinea la Lav, e' "il primo segnale politico a livello regionale". Proprio all'Assemblea legislativa la Lav mostro' le immagini shock realizzate in Cina dall'Associazione Svizzera per la Protezione degli Animali e da East International.
In quell'occasione la presidente dell'Assemblea Legislativa, Monica Donini, era intervenuta per dimostrare la propria solidarieta' all'iniziativa e aveva disposto l'acquisizione del video della Lav alla videoteca regionale, dove puo' essere accessibile anche alle scuole.
Dunque, "la risoluzione regionale approvata in Emilia-Romagna e' un atto politico molto importante- spiega Roberto Bennati, responsabile Lav per le campagne europee- il primo di molti, ci auguriamo. Infatti, analoghe bozze di risoluzione sono state gia' presentate anche in altre regioni italiane. Una volta approvate, saremo in grado di presentare al nuovo esecutivo, qualunque esso sia, un segnale politico inequivocabile". La Lav sottolinea poi l'unico "incredibile" voto contrario di An alla risoluzione che comunque non intacca, dice Annamaria Pisapia, coordinatrice Lav per l'Emilia Romagna, "questo ampio consenso che e' un risultato in un certo senso atteso, vista l'ampia adesione alla nostra presentazione regionale di dicembre, ma non per questo meno importante".
Maltrattamenti
17/02/2006 12:35
BARI - Aveva preso l'abitudine di legare un
cucciolo di pastore tedesco di due mesi alla
propria vettura, una 'Fiat Panda', e scorazzare per
le vie della zona industriale di Bari costringendo
la povera bestia a correre fino a sfinirsi ed
essere trascinata. Ma l'uomo è stato scoperto da
agenti di polizia che lo hanno denunciato ed hanno
soccorso l' animale che ha varie fratture ed è ora
ricoverato presso la facoltà di Veterinaria.
A quanto si è saputo, le indagini sono state avviate dopo la denuncia di un cittadino che, notando la scena, ha telefonato al numero di emergenza della polizia. Quando gli agenti del commissariato del quartiere San Paolo sono arrivati nella zona industriale hanno visto un uomo con un cagnolino. Si sono avvicinati e l'uomo ha finto di spazzolare e carezzare amorevolmente l'animale.
Ad un esame più accurato i poliziotti hanno visto sul manto della bestia ecchimosi ed escoriazioni, causate verosimilmente dai maltrattamenti denunciati al 113, ed hanno quindi condotto l' animale al pronto soccorso della facoltà di Veterinaria. Qui i medici hanno riscontrato al cucciolo numerose fratture ed ecchimosi. L' uomo è stato denunciato per maltrattamenti.
A quanto si è saputo, le indagini sono state avviate dopo la denuncia di un cittadino che, notando la scena, ha telefonato al numero di emergenza della polizia. Quando gli agenti del commissariato del quartiere San Paolo sono arrivati nella zona industriale hanno visto un uomo con un cagnolino. Si sono avvicinati e l'uomo ha finto di spazzolare e carezzare amorevolmente l'animale.
Ad un esame più accurato i poliziotti hanno visto sul manto della bestia ecchimosi ed escoriazioni, causate verosimilmente dai maltrattamenti denunciati al 113, ed hanno quindi condotto l' animale al pronto soccorso della facoltà di Veterinaria. Qui i medici hanno riscontrato al cucciolo numerose fratture ed ecchimosi. L' uomo è stato denunciato per maltrattamenti.
Cani Bucarest
16/02/2006 10:30
14 febbraio: 12 cani strappati dal canile pubblico
di Bucarest
E' il giorno degli innamorati, oggi, e l'ultima cosa che dovrei fare e' recarmi al canile di via Pallady, uno dei due centri (insieme a Chiajna) dove vengono eliminati i randagi di Bucarest.
Ma incoraggiata dal sostegno di tante associazioni italiane che hanno deciso di accogliere randagi rumeni di piccola taglia, ho deciso che fosse il caso di fare una visita e di scegliere dei cani di taglia piccola da portare a Cernavoda.
Oggi ho rivissuto l'incubo di Chiajna, sei mesi fa.
Un'ora di attesa al gelo, nel cortile, con il termometro sotto zero.
Insieme a noi, alltre 7 persone aspettano pazientemente di essere accompagnate all'interno per recuperare il loro cane. Sono soprattutto donne, da sempre le piu' impegnate sul fronte del randagismo. Ma ci sono famiglie, anziani, lavoratori...
Scopriro' piu' tardi, dialogando con il medico addetto alle sterilizzazioni (dei cani riscattati) e delle soppressioni (dei cani non riscattati) che solo il 10-15% degli animali viene restituito. Il resto muore. Ogni giorno. Ogni pomeriggio, alla fine delle visite. Circa 50 cani. Da sommarsi a quelli di Chiajna, dall'altro capo della citta' e assai piu' capiente, dove le soppressioni sono circa il doppio.
Mostriamo al giovane veterinaro i documenti che ci consentono di ritirare i cani senza pagare la tassa prevista dal comune: 50 euro a cane. E' sospettoso, ma poi, dopo una telefonata, si convince che e' tutto in regola. E' un ragazzo dalla faccia pulita, quasi carino. Non posso fare a meno di chiedergli come possa lavorare in quel posto. Mi risponde che lui e' li per applicare la legge e per farlo nel modo piu' corretto possibile. Mi garantisce che da quando lavora li, si usano i farmaci giusti per uccidere, che fa grandi sforzi per educare gli operai che si occupano dei cani. "Un uomo di sani principi in un posto come questo puo' fare molto di piu' che restandone fuori". Rimango quasi stupita dalle sue risposte, anche se resto sospettosa, e lo restero' fino alla fine della mia visita. Anche se forse mi sbaglio, ed e' solo il mio pregiudizio di animalista. Mi dice che ha sentito parlare bene di me...del nostro lavoro a Cernavoda...Non so se sentirmi lusingata o meno. Di certo ho provato un profondo disagio. Lui e' quello che ammazza i miei adorati cani...e mi dice che si e' fatto una bella opinione di me...qualcosa non quadra...
Durante la lunga attesa, non posso fare a meno di guardare in cagnesco i due addetti del canile. Ho sentimenti orribili verso di loro. Vedo come manipolano i cani. Sono brutali, come a Chiajna.
Poi, quando mi accompagnano a visitare i due padiglioni, scambio qualche parola con loro. Mi parlano dei loro figli, dello stipendio decente che ricevono in questo posto...
Inizio a provare una pena infinita per queste due persone. Sono casi sociali, uomini con problemi enormi, vittime inconsapevoli di un sistema, di una societa' che deve ancora scoprire i valori della vita, del rispetto...non riesco piu' a odiarli, anzi, mi impietosisco di fronte alla mancanza di attrezzature con cui lavorano: nessun guanto per afferrare i cani, i segni dei morsi sulle braccia.
Quando entro nel primo edificio inciampo goffamente in un tombino e mi riempio di acqua sporca. Contrariamente a Chiajna, sono state messe le piastrelle sul pavimento e i box sono abbastanza puliti, nonostante l'odore fortissimo. Ma i box (1,5 mx1,5m circa) contengono 7,10, anche 15 cani...E' sovraffollato...Terribilmente sovraffollato...ogni cinque minuti un cane ne aggredisce un altro...il piu' debole del gruppo...e le grida si sentono anche per strada...
E' venuto il momento di scegliere.
Passiamo davanti agli sguardi disperati di circa 200 cani. Alcuni di loro finiranno di respirare nel pomeriggio. Ci guardano tutti con uno sguardo che non vi posso descrivere.Molti sporgono il muso, cercano la mia mano, mi chiedono di portarli via. Via le lacrime, devo darmi un contegno, scegliere le taglie piccole...i cuccioli sono quasi tutti malati, o attaccati alle mammelle delle madri. I cani grandi sono la maggioranza. Nessuno da' segni di aggressivita'. Sono rassegnati, sperduti.
Scelgo 12 cani di taglia medio piccola. Alcuni sono vecchi. Altri portano le ferite provocate dagli accalappiacani: uno dei piccoli ha un brutto taglio ad una zampa e ci confermano che la ferita risale alla cattura. Sono 10 femmine e 2 maschi. Scopriro' poco dopo che 4 di loro avrebbero temrinato la loro permanenza al canile il giorno dopo. Il 15 febbraio. Il giorno del mio compleanno. I regalo piu' bello: salvare 12 creature innocenti dalla stupidita' umana.
Forse non servira' a nulla, perche' gli altri 150 li ho lasciati li'. Ma in attesa di una legge che fermi questa ecatombe, e' pur qualcosa. Appena avremo posto al canile di Cernavoda, andremo a riscattarne altri.
Sara Turetta / Bucarest
E' il giorno degli innamorati, oggi, e l'ultima cosa che dovrei fare e' recarmi al canile di via Pallady, uno dei due centri (insieme a Chiajna) dove vengono eliminati i randagi di Bucarest.
Ma incoraggiata dal sostegno di tante associazioni italiane che hanno deciso di accogliere randagi rumeni di piccola taglia, ho deciso che fosse il caso di fare una visita e di scegliere dei cani di taglia piccola da portare a Cernavoda.
Oggi ho rivissuto l'incubo di Chiajna, sei mesi fa.
Un'ora di attesa al gelo, nel cortile, con il termometro sotto zero.
Insieme a noi, alltre 7 persone aspettano pazientemente di essere accompagnate all'interno per recuperare il loro cane. Sono soprattutto donne, da sempre le piu' impegnate sul fronte del randagismo. Ma ci sono famiglie, anziani, lavoratori...
Scopriro' piu' tardi, dialogando con il medico addetto alle sterilizzazioni (dei cani riscattati) e delle soppressioni (dei cani non riscattati) che solo il 10-15% degli animali viene restituito. Il resto muore. Ogni giorno. Ogni pomeriggio, alla fine delle visite. Circa 50 cani. Da sommarsi a quelli di Chiajna, dall'altro capo della citta' e assai piu' capiente, dove le soppressioni sono circa il doppio.
Mostriamo al giovane veterinaro i documenti che ci consentono di ritirare i cani senza pagare la tassa prevista dal comune: 50 euro a cane. E' sospettoso, ma poi, dopo una telefonata, si convince che e' tutto in regola. E' un ragazzo dalla faccia pulita, quasi carino. Non posso fare a meno di chiedergli come possa lavorare in quel posto. Mi risponde che lui e' li per applicare la legge e per farlo nel modo piu' corretto possibile. Mi garantisce che da quando lavora li, si usano i farmaci giusti per uccidere, che fa grandi sforzi per educare gli operai che si occupano dei cani. "Un uomo di sani principi in un posto come questo puo' fare molto di piu' che restandone fuori". Rimango quasi stupita dalle sue risposte, anche se resto sospettosa, e lo restero' fino alla fine della mia visita. Anche se forse mi sbaglio, ed e' solo il mio pregiudizio di animalista. Mi dice che ha sentito parlare bene di me...del nostro lavoro a Cernavoda...Non so se sentirmi lusingata o meno. Di certo ho provato un profondo disagio. Lui e' quello che ammazza i miei adorati cani...e mi dice che si e' fatto una bella opinione di me...qualcosa non quadra...
Durante la lunga attesa, non posso fare a meno di guardare in cagnesco i due addetti del canile. Ho sentimenti orribili verso di loro. Vedo come manipolano i cani. Sono brutali, come a Chiajna.
Poi, quando mi accompagnano a visitare i due padiglioni, scambio qualche parola con loro. Mi parlano dei loro figli, dello stipendio decente che ricevono in questo posto...
Inizio a provare una pena infinita per queste due persone. Sono casi sociali, uomini con problemi enormi, vittime inconsapevoli di un sistema, di una societa' che deve ancora scoprire i valori della vita, del rispetto...non riesco piu' a odiarli, anzi, mi impietosisco di fronte alla mancanza di attrezzature con cui lavorano: nessun guanto per afferrare i cani, i segni dei morsi sulle braccia.
Quando entro nel primo edificio inciampo goffamente in un tombino e mi riempio di acqua sporca. Contrariamente a Chiajna, sono state messe le piastrelle sul pavimento e i box sono abbastanza puliti, nonostante l'odore fortissimo. Ma i box (1,5 mx1,5m circa) contengono 7,10, anche 15 cani...E' sovraffollato...Terribilmente sovraffollato...ogni cinque minuti un cane ne aggredisce un altro...il piu' debole del gruppo...e le grida si sentono anche per strada...
E' venuto il momento di scegliere.
Passiamo davanti agli sguardi disperati di circa 200 cani. Alcuni di loro finiranno di respirare nel pomeriggio. Ci guardano tutti con uno sguardo che non vi posso descrivere.Molti sporgono il muso, cercano la mia mano, mi chiedono di portarli via. Via le lacrime, devo darmi un contegno, scegliere le taglie piccole...i cuccioli sono quasi tutti malati, o attaccati alle mammelle delle madri. I cani grandi sono la maggioranza. Nessuno da' segni di aggressivita'. Sono rassegnati, sperduti.
Scelgo 12 cani di taglia medio piccola. Alcuni sono vecchi. Altri portano le ferite provocate dagli accalappiacani: uno dei piccoli ha un brutto taglio ad una zampa e ci confermano che la ferita risale alla cattura. Sono 10 femmine e 2 maschi. Scopriro' poco dopo che 4 di loro avrebbero temrinato la loro permanenza al canile il giorno dopo. Il 15 febbraio. Il giorno del mio compleanno. I regalo piu' bello: salvare 12 creature innocenti dalla stupidita' umana.
Forse non servira' a nulla, perche' gli altri 150 li ho lasciati li'. Ma in attesa di una legge che fermi questa ecatombe, e' pur qualcosa. Appena avremo posto al canile di Cernavoda, andremo a riscattarne altri.
Sara Turetta / Bucarest
Attenzioni agli affidi
13/02/2006 10:33
IL CERCAPADRONE VI CHIEDE UN FAVORE: CONTROLLATE LE
ADOZIONI CHE FATE E FATE SEMPRE FIRMARE UN MODULO
D'AFFIDO!!!!
Ciao a tutti.
Ultimamente mi sono arrivate diverse segnalazioni piuttosto preoccupanti:
persone che cercano cani di razza sui siti per poi farli accoppiare; gente
che "adotta" i cani (anche meticci) per poi venderli; bugiardi che a un
volontario chiedono un cagnolino di taglia piccola perché vivono in
appartamento e a un altro chiedono cani di taglia grande dicendosi
appassionati della razza....!
Quindi, l'unico modo per bloccare queste persone ed evitare che vengano in
possesso di uno dei tanti amici a 4 zampe di cui ci occupiamo è:
fare controlli pre adozione se gli adottanti si trovano distanti da noi;
fare firmare un modulo d'affido (in doppia copia, con doppia firma,
scaricabile anche sul Cercapadrone). Ricordo
che ha valore legale;
fare sempre controlli post adozione (se vi trovate distanti dalla nuova
abitazione del cane, il Cercapadrone ha un database nazionale di volontari
che si rendono disponibili sul posto a farli per voi).
Inoltre, chiedo davvero ai VALENTI VOLONTARI CHE DAL SUD PORTANO SPESSO AL
NORD O A GRANDI DISTANZE i cani, di usare il modulo (alcuni non lo fanno
firmare!). Capisco le difficoltà in cui ci si trova a lavorare, ma fare
firmare un modulo non costa niente e invece al cane può cambiare la vita! In
fondo, che senso ha spostare i cani nell'illusione di una nuova casa se poi
finiscono nelle mani sbagliate? La serietà nelle adozioni è fondamentale,
altrimenti continueranno a proliferare persone come quelle descritte sopra
che vanificano il lavoro di tutti noi.
Grazie
Patrizia, www.ilcercapadrone.it
MODULO D'AFFIDO
Ciao a tutti.
Ultimamente mi sono arrivate diverse segnalazioni piuttosto preoccupanti:
persone che cercano cani di razza sui siti per poi farli accoppiare; gente
che "adotta" i cani (anche meticci) per poi venderli; bugiardi che a un
volontario chiedono un cagnolino di taglia piccola perché vivono in
appartamento e a un altro chiedono cani di taglia grande dicendosi
appassionati della razza....!
Quindi, l'unico modo per bloccare queste persone ed evitare che vengano in
possesso di uno dei tanti amici a 4 zampe di cui ci occupiamo è:
fare controlli pre adozione se gli adottanti si trovano distanti da noi;
fare firmare un modulo d'affido (in doppia copia, con doppia firma,
scaricabile anche sul Cercapadrone). Ricordo
che ha valore legale;
fare sempre controlli post adozione (se vi trovate distanti dalla nuova
abitazione del cane, il Cercapadrone ha un database nazionale di volontari
che si rendono disponibili sul posto a farli per voi).
Inoltre, chiedo davvero ai VALENTI VOLONTARI CHE DAL SUD PORTANO SPESSO AL
NORD O A GRANDI DISTANZE i cani, di usare il modulo (alcuni non lo fanno
firmare!). Capisco le difficoltà in cui ci si trova a lavorare, ma fare
firmare un modulo non costa niente e invece al cane può cambiare la vita! In
fondo, che senso ha spostare i cani nell'illusione di una nuova casa se poi
finiscono nelle mani sbagliate? La serietà nelle adozioni è fondamentale,
altrimenti continueranno a proliferare persone come quelle descritte sopra
che vanificano il lavoro di tutti noi.
Grazie
Patrizia, www.ilcercapadrone.it
MODULO D'AFFIDO
Cani Bucarest
04/02/2006 08:16
Save the Dogs onlus
www.savethedogs.it www.canibucarest.it
Conto Corrente Postale n. 62998497 intestato a "Save the Dogs onlus"
Per bonifici: Conto Corrente Bancoposta n. 62998497 Iban IT-48-A-07601-01600-000062998497 .
AGGIORNAMENTO 31 GENNAIO 2006:
URGENTE APPELLO DI SARA TURETTA A RIFUGI E A PRIVATI:
OSPITATE O ADOTTATE CANI RUMENI DI TAGLIA PICCOLA!
Ieri pomeriggio il presidente dell’associazione rumeno-giapponese e’ stato attaccato da un cane di fronte al palazzo del Governo, a Bucarest. Raggiunto all’arteria femorale, l’uomo e’ morto dissanguato, nonostante la vicinanza ai maggiori ospedali della capitale. Non ci sono certezze che si sia trattato di un cane randagio, ma cio’ che e’ successo e’ bastato a scatenare di nuovo una caccia senza regole e una psicosi collettiva. Mentre vi scrivo (sono le ore 23.30), tutte le tv dedicano reportage e lunghi servizi a quanto e’ avvenuto. Le associazioni partecipano ai dibattiti in diretta con attori e rappresentanti delle associazioni. I sondaggi si susseguono: volete che vengano uccisi i cani randagi oppure no? Il sindaco di Bucarest in accordo con l’organo che gestisce i canili municipali ha immediatamente predisposto misure di emergenza: i cani catturati trascorreranno solo 3 giorni, e non due settimane, nei canili pubblici (dove gia’ venivano uccisi dai 100 ai 200 cani al giorno, in base alle dichiarazioni ufficiali dell’amministrazione); potra’ essere rivendicato un solo cane per persona, e se verra’ trovato per strada, verra’ applicata una multa di 20 milioni di lei, circa 500 euro.
Ieri sera tutti i cani di fronte al palazzo del governo sono stati catturati e probabilmente uccisi. La tv ha mostrato tutto il giorno immagini atroci di cani presi al lazzo e strozzati per essere messi sulle camionette degli accalappiacani. Molti sanguinavano. Le gabbie di Chiajna e Pallady sono stracolme. E mentre il sindaco e i rappresentanti delle istituzioni rassicurano la popolazione sul fatto che le eutanasie vengono svolte correttamente, testimoni con cui abbiamo parlato in questi giorni, dipendenti dell’azienda pubblica di incenerimento dei cadaveri, ci hanno raccontato di cani che sulla pedana dell’inceneritore si alzano e iniziano ad urlare a causa delle eutanasie fatte in modo parziale e senza verifica dell’effettivo decesso.
L’effetto di quanto accaduto a Bucarest si sta facendo sentire anche qui, a Cernavoda. Oggi il management della centrale nucleare si e’ riunito e ha deciso che i cani presenti nell’impianto, seppure gia’ sterilizzati da noi, devono sparire. Sono stata contattata in modo informale per sapere se il rifugio puo’ ospitare almeno 15, 20 cani. Altrimenti verranno uccisi. Ho detto subito di si, anche se vi confesso che non so dove mettere tali animali e creare uno spazio adeguato sara’ un’impresa difficilissima. Tanto piu’ in queste ore in cui le richieste di ridurre i branchi prelevando quanti piu’ randagi si stanno facendo pressanti anche da parte delle due amministrazioni con le quali collaboriamo.
Vi faccio un appello disperato affinche’ possiamo mandare in Italia quanti piu’ cani di taglia piccola in adozione. Questo ci consentirebbe di fare spazio in due recinti grandi e di poter prelevare con massima urgenza 30-40 cani in immediato pericolo di vita. Chiedo a tutte le associazioni del centro nord di venire in nostro aiuto almeno per quanto riguarda i cani di piccola taglia. E’ possibile che le acque si calmino nei prossimi mesi, ma ci troviamo in una situazione di reale emergenza e dobbiamo poter ritirare un certo numero di animi per accontentare le autorita’ e la popolazione. Aiutateci a trovare passeggeri sulla rotta Bucarest Milano. Contattateci a questo indirizzo email: canibucarest@libero.it Per informazioni sulle adozioni o per le associazioni disposte ad accogliere cani di taglia piccola il numero di telefono e’ 320 6521564.
www.savethedogs.it www.canibucarest.it
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AGGIORNAMENTO 31 GENNAIO 2006:
URGENTE APPELLO DI SARA TURETTA A RIFUGI E A PRIVATI:
OSPITATE O ADOTTATE CANI RUMENI DI TAGLIA PICCOLA!
Ieri pomeriggio il presidente dell’associazione rumeno-giapponese e’ stato attaccato da un cane di fronte al palazzo del Governo, a Bucarest. Raggiunto all’arteria femorale, l’uomo e’ morto dissanguato, nonostante la vicinanza ai maggiori ospedali della capitale. Non ci sono certezze che si sia trattato di un cane randagio, ma cio’ che e’ successo e’ bastato a scatenare di nuovo una caccia senza regole e una psicosi collettiva. Mentre vi scrivo (sono le ore 23.30), tutte le tv dedicano reportage e lunghi servizi a quanto e’ avvenuto. Le associazioni partecipano ai dibattiti in diretta con attori e rappresentanti delle associazioni. I sondaggi si susseguono: volete che vengano uccisi i cani randagi oppure no? Il sindaco di Bucarest in accordo con l’organo che gestisce i canili municipali ha immediatamente predisposto misure di emergenza: i cani catturati trascorreranno solo 3 giorni, e non due settimane, nei canili pubblici (dove gia’ venivano uccisi dai 100 ai 200 cani al giorno, in base alle dichiarazioni ufficiali dell’amministrazione); potra’ essere rivendicato un solo cane per persona, e se verra’ trovato per strada, verra’ applicata una multa di 20 milioni di lei, circa 500 euro.
Ieri sera tutti i cani di fronte al palazzo del governo sono stati catturati e probabilmente uccisi. La tv ha mostrato tutto il giorno immagini atroci di cani presi al lazzo e strozzati per essere messi sulle camionette degli accalappiacani. Molti sanguinavano. Le gabbie di Chiajna e Pallady sono stracolme. E mentre il sindaco e i rappresentanti delle istituzioni rassicurano la popolazione sul fatto che le eutanasie vengono svolte correttamente, testimoni con cui abbiamo parlato in questi giorni, dipendenti dell’azienda pubblica di incenerimento dei cadaveri, ci hanno raccontato di cani che sulla pedana dell’inceneritore si alzano e iniziano ad urlare a causa delle eutanasie fatte in modo parziale e senza verifica dell’effettivo decesso.
L’effetto di quanto accaduto a Bucarest si sta facendo sentire anche qui, a Cernavoda. Oggi il management della centrale nucleare si e’ riunito e ha deciso che i cani presenti nell’impianto, seppure gia’ sterilizzati da noi, devono sparire. Sono stata contattata in modo informale per sapere se il rifugio puo’ ospitare almeno 15, 20 cani. Altrimenti verranno uccisi. Ho detto subito di si, anche se vi confesso che non so dove mettere tali animali e creare uno spazio adeguato sara’ un’impresa difficilissima. Tanto piu’ in queste ore in cui le richieste di ridurre i branchi prelevando quanti piu’ randagi si stanno facendo pressanti anche da parte delle due amministrazioni con le quali collaboriamo.
Vi faccio un appello disperato affinche’ possiamo mandare in Italia quanti piu’ cani di taglia piccola in adozione. Questo ci consentirebbe di fare spazio in due recinti grandi e di poter prelevare con massima urgenza 30-40 cani in immediato pericolo di vita. Chiedo a tutte le associazioni del centro nord di venire in nostro aiuto almeno per quanto riguarda i cani di piccola taglia. E’ possibile che le acque si calmino nei prossimi mesi, ma ci troviamo in una situazione di reale emergenza e dobbiamo poter ritirare un certo numero di animi per accontentare le autorita’ e la popolazione. Aiutateci a trovare passeggeri sulla rotta Bucarest Milano. Contattateci a questo indirizzo email: canibucarest@libero.it Per informazioni sulle adozioni o per le associazioni disposte ad accogliere cani di taglia piccola il numero di telefono e’ 320 6521564.
Lupi croati
03/02/2006 12:37
Segnalazione di Apertis Verbis che con l'OIPA ha
portato avanti la campagna dei Lupi Croati.
Cinque dei sette lupi croati ce l'hanno fatta e stanno bene!
Vivevano in una sorta di "pollaio" recintato con una rete, senza cibo ne acqua.
È stato un appello lanciato su Internet da Apertis Verbis e dall'OIPA, successivamente raccolto dalla Fondazione Bioparco e dall'Ufficio diritti animali del Comune di Roma, a dare il via alle operazioni di soccorso che hanno salvato 5 lupi dal lager di uno zoo privato croato, ormai in chiusura per fallimento.
Ad accogliere i cinque fratelli è stata la stessa Fondazione che ha creato appositamente per loro la "Selva dei lupi" un'area di 1.600 mq che da circa un mese accoglie, nel Bioparco, i cinque lupacchiotti.
Altre info alla pagina http://www.oipaitalia.com/notizie/febbraio06_lupicroazia.htm
Cinque dei sette lupi croati ce l'hanno fatta e stanno bene!
Vivevano in una sorta di "pollaio" recintato con una rete, senza cibo ne acqua.
È stato un appello lanciato su Internet da Apertis Verbis e dall'OIPA, successivamente raccolto dalla Fondazione Bioparco e dall'Ufficio diritti animali del Comune di Roma, a dare il via alle operazioni di soccorso che hanno salvato 5 lupi dal lager di uno zoo privato croato, ormai in chiusura per fallimento.
Ad accogliere i cinque fratelli è stata la stessa Fondazione che ha creato appositamente per loro la "Selva dei lupi" un'area di 1.600 mq che da circa un mese accoglie, nel Bioparco, i cinque lupacchiotti.
Altre info alla pagina http://www.oipaitalia.com/notizie/febbraio06_lupicroazia.htm
Animali da pelliccia
03/02/2006 12:37
Il parlamentare europeo dei Verdi, Caroline Lucas,
ha invitato l'UE a smettere di usare i soldi dei
contribuenti per finanziare il commercio crudele e
profondamente impopolare della pelliccia.
"La Commissione Europea ha accettato che gli allevamenti di animali da pelliccia sono incompatibili con la protezione degli animali, ma continua a spendere i soldi dei contribuenti per la promozione di questi allevamenti. In conformità con il proprio impegno, dichiarato dalla Commissione, al fine di migliorare i livelli di protezione degli animali, invito la Commissione a smettere di sovvenzionare ogni progetto che coinvolge l'allevamento degli animali per la pelliccia". Caroline Lucas MEP
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/pellicce_mep.htm
"La Commissione Europea ha accettato che gli allevamenti di animali da pelliccia sono incompatibili con la protezione degli animali, ma continua a spendere i soldi dei contribuenti per la promozione di questi allevamenti. In conformità con il proprio impegno, dichiarato dalla Commissione, al fine di migliorare i livelli di protezione degli animali, invito la Commissione a smettere di sovvenzionare ogni progetto che coinvolge l'allevamento degli animali per la pelliccia". Caroline Lucas MEP
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/pellicce_mep.htm
Influenza aviaria in Turchia
03/02/2006 12:36
Con la recente esplosione dell'influenza aviaria in
Turchia, gli uccelli sono maneggiati e uccisi nei
modi più cruenti.
I metodi utilizzati sono crudeli e provocano sofferenza agli animali.
Non è accettabile che esseri senzienti siano trattati in questo modo.
Si comprende il timore per la diffusione del virus, ma questo non giustifica il fatto che gli animali subiscano queste crudeltà.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/malattia_influenzapolli.htm
Altre info sull'influenza aviaria alla pagina http://www.oipaitalia.com/notizie/ottobre05_influenzapolli.htm
I metodi utilizzati sono crudeli e provocano sofferenza agli animali.
Non è accettabile che esseri senzienti siano trattati in questo modo.
Si comprende il timore per la diffusione del virus, ma questo non giustifica il fatto che gli animali subiscano queste crudeltà.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/malattia_influenzapolli.htm
Altre info sull'influenza aviaria alla pagina http://www.oipaitalia.com/notizie/ottobre05_influenzapolli.htm
Fermiamo l'uccisione dei cani in Romania
03/02/2006 12:35
Il problema è iniziato quando i media rumeni hanno
annunciato che una persona è morta, a Bucarest,
dopo essere stata morsa da un cane randagio.
Le emittenti televisive hanno organizzato una sorta di talk show rappresentando il serio problema della sovrappopolazione dei cani e la mancanza di reali soluzioni applicate per controllare e/o diminuire il problema.
Hanno fatto il paragone a come il problema è stato risolto velocemente ed efficacemente tempo fa nell'Europa dell'Est.
Gli ufficiali insistono che, i cani nelle strade, dovrebbero essere mantenuti in vita meno giorni nei recinti locali, per una possibile adozione o per essere ripresi se persi dai loro proprietari. Ora il periodo legale è di 14 giorni, loro vogliono farlo diventare di 3 giorni.
Le autorità di Bucarest hanno intenzione di adottare misure più severe per il problema del randagismo.
Chiedi alle autorità rumene di non risolvere il problema del randagismo in maniera così sbrigativa ma di attivarsi, in collaborazione con le organizzazioni protezioniste, per attuare un serio programma di sterilizzazioni.
Firma la petizione on line alla pagina
http://www.lamentorumeno.com/campagne/randagismo_cani.htm
Le emittenti televisive hanno organizzato una sorta di talk show rappresentando il serio problema della sovrappopolazione dei cani e la mancanza di reali soluzioni applicate per controllare e/o diminuire il problema.
Hanno fatto il paragone a come il problema è stato risolto velocemente ed efficacemente tempo fa nell'Europa dell'Est.
Gli ufficiali insistono che, i cani nelle strade, dovrebbero essere mantenuti in vita meno giorni nei recinti locali, per una possibile adozione o per essere ripresi se persi dai loro proprietari. Ora il periodo legale è di 14 giorni, loro vogliono farlo diventare di 3 giorni.
Le autorità di Bucarest hanno intenzione di adottare misure più severe per il problema del randagismo.
Chiedi alle autorità rumene di non risolvere il problema del randagismo in maniera così sbrigativa ma di attivarsi, in collaborazione con le organizzazioni protezioniste, per attuare un serio programma di sterilizzazioni.
Firma la petizione on line alla pagina
http://www.lamentorumeno.com/campagne/randagismo_cani.htm
Il dolore degli animali
03/02/2006 12:27
Il dolore degli animali e la misteriosa
indifferenza degli esseri umani.
Cos'è che ci rende così insensibili al dolore animale? Eppure ormai sappiamo, perché ce l'hanno detto tanti scienziati, che gli uomini hanno quasi tutto in comune con gli animali, cominciando dalla capacità di soffrire, di amare, di capire. Gli animali hanno memoria, gli animali conoscono l'affezione, la tenerezza, la protezione verso i più deboli, la solidarietà di specie, ma anche l'odio, il sentimento di vendetta, la frustrazione, la paura, l'aggressività, l'invidia, il coraggio e così via. Di tutto questo è composta un'anima nel senso antico della parola.
Eppure continuiamo a comportarci come se fossero fatti di materia insensibile, come se la loro sopravvivenza foss e proporzionale solo alla nostra utilità. Carne da macello, carne da tavola, carne da sperimentazione, carne da scambio. Carne e solo carne. Siamo capaci di tenerezze verso il gattino di casa che riempiamo di coccole, probabilmente viziandolo e rendendolo nevrotico. Ma quando si tratta di animali non domestici, di animali nel mondo, non riusciamo a vederli come esseri viventi, che come noi, hanno diritto a nascere e crescere su questo pianeta.
Animali da esperimento: ecco una delle violenze più nascoste e taciute. L'idea di fondo è che il sacrificio di topi, babbuini, cani, conigli, criceti, sia necessario al progresso della medicina. Nessuno si ferma a riflettere sulle sofferenze, insistite, vere e proprie torture che noi procuriamo ai piccoli animali da sperimentazione.
Spesso assolutamente inutili, se non proprio dannosi, come dimostrano i casi del Lipobay e del Vioxx ritirati precipitosamente dal mercato. L'uso disinvolto della sperimentazione animale, come spie ga Pietro Croce in un libro tutto dedicato alla vivisezione e come ribadiscono gli amici di Equivita, porta malattie e morte. Gli animali sono simili agli uomini ma sono anche diversi di fronte alle malattie, di fronte ai farmaci. Troppe volte si sono presi per buoni i risultati di esperimenti fatti sui ratti, falliti poi miseramente sull'uomo. Per esempio i 30.000 giapponesi accecati dal clioquinol nel 1978. O i bambini nati focomelici per l'uso del talinomide, testato sui criceti e considerato sicuro, tanto da consigliarlo alle gestanti negli anni 60.
«Pochi leggono il Bollettino di informazione sui farmaci del Ministero della Sanità», scrive Croce. «Il numero dell'8 agosto 1983 ci informa che dal 1972 al giugno 1983 è stata revocata la registrazione (cioè vietata la vendita) di 22.621 confezioni di specialità medicinali, che, per lo stesso fatto di essere messe in vendita, avevano superato l'esame imposto dalla legge, della sperimentazione sull'animale. Un altro comun icato informa che le cose stanno cambiando, in peggio: dal 1984 al dicembre del 1987 gli effetti collaterali (solo quelli segnalati) procurati dai farmaci, sono stati 14.836, con 112 morti. Quanti anni ci vogliono per accorgersi che un farmaco è dannoso e quanti morti»? Gli antivivisezionisti insistono che non si tratta di pietà verso la sofferenza animale, probabilmente per non essere accusati di facile sentimentalismo. Per me invece, e non mi vergogno a dirlo, la pietà è un elemento determinante: non credo che si possa ottenere niente di buono dalla tortura e dalla morte procurata, anche se si tratta di animali. La vista, in questi giorni, di milioni di poveri pennuti chiusi nei sacchi della spazzatura starnazzanti e sepolti vivi sotto terra, mi sembra una cosa orribile, che fa disonore all'uomo.
«Ma quali le alternative?» chiedono a gran voce coloro che hanno una fiducia nella sperimentazione animale. Le alternative ci sono e stanno in una ricerca alternativa «genetica, fatta in colture in vitro, con metodi statistico-epidemiologici, simulazioni al computer». Stiamo tutti pagando questa lunga crudeltà verso gli animali che si vendicano, senza neanche saperlo, portando nuove e terribili malattie.
Tratto da:
"Il Corriere della Sera" del 06.12.2005
Cos'è che ci rende così insensibili al dolore animale? Eppure ormai sappiamo, perché ce l'hanno detto tanti scienziati, che gli uomini hanno quasi tutto in comune con gli animali, cominciando dalla capacità di soffrire, di amare, di capire. Gli animali hanno memoria, gli animali conoscono l'affezione, la tenerezza, la protezione verso i più deboli, la solidarietà di specie, ma anche l'odio, il sentimento di vendetta, la frustrazione, la paura, l'aggressività, l'invidia, il coraggio e così via. Di tutto questo è composta un'anima nel senso antico della parola.
Eppure continuiamo a comportarci come se fossero fatti di materia insensibile, come se la loro sopravvivenza foss e proporzionale solo alla nostra utilità. Carne da macello, carne da tavola, carne da sperimentazione, carne da scambio. Carne e solo carne. Siamo capaci di tenerezze verso il gattino di casa che riempiamo di coccole, probabilmente viziandolo e rendendolo nevrotico. Ma quando si tratta di animali non domestici, di animali nel mondo, non riusciamo a vederli come esseri viventi, che come noi, hanno diritto a nascere e crescere su questo pianeta.
Animali da esperimento: ecco una delle violenze più nascoste e taciute. L'idea di fondo è che il sacrificio di topi, babbuini, cani, conigli, criceti, sia necessario al progresso della medicina. Nessuno si ferma a riflettere sulle sofferenze, insistite, vere e proprie torture che noi procuriamo ai piccoli animali da sperimentazione.
Spesso assolutamente inutili, se non proprio dannosi, come dimostrano i casi del Lipobay e del Vioxx ritirati precipitosamente dal mercato. L'uso disinvolto della sperimentazione animale, come spie ga Pietro Croce in un libro tutto dedicato alla vivisezione e come ribadiscono gli amici di Equivita, porta malattie e morte. Gli animali sono simili agli uomini ma sono anche diversi di fronte alle malattie, di fronte ai farmaci. Troppe volte si sono presi per buoni i risultati di esperimenti fatti sui ratti, falliti poi miseramente sull'uomo. Per esempio i 30.000 giapponesi accecati dal clioquinol nel 1978. O i bambini nati focomelici per l'uso del talinomide, testato sui criceti e considerato sicuro, tanto da consigliarlo alle gestanti negli anni 60.
«Pochi leggono il Bollettino di informazione sui farmaci del Ministero della Sanità», scrive Croce. «Il numero dell'8 agosto 1983 ci informa che dal 1972 al giugno 1983 è stata revocata la registrazione (cioè vietata la vendita) di 22.621 confezioni di specialità medicinali, che, per lo stesso fatto di essere messe in vendita, avevano superato l'esame imposto dalla legge, della sperimentazione sull'animale. Un altro comun icato informa che le cose stanno cambiando, in peggio: dal 1984 al dicembre del 1987 gli effetti collaterali (solo quelli segnalati) procurati dai farmaci, sono stati 14.836, con 112 morti. Quanti anni ci vogliono per accorgersi che un farmaco è dannoso e quanti morti»? Gli antivivisezionisti insistono che non si tratta di pietà verso la sofferenza animale, probabilmente per non essere accusati di facile sentimentalismo. Per me invece, e non mi vergogno a dirlo, la pietà è un elemento determinante: non credo che si possa ottenere niente di buono dalla tortura e dalla morte procurata, anche se si tratta di animali. La vista, in questi giorni, di milioni di poveri pennuti chiusi nei sacchi della spazzatura starnazzanti e sepolti vivi sotto terra, mi sembra una cosa orribile, che fa disonore all'uomo.
«Ma quali le alternative?» chiedono a gran voce coloro che hanno una fiducia nella sperimentazione animale. Le alternative ci sono e stanno in una ricerca alternativa «genetica, fatta in colture in vitro, con metodi statistico-epidemiologici, simulazioni al computer». Stiamo tutti pagando questa lunga crudeltà verso gli animali che si vendicano, senza neanche saperlo, portando nuove e terribili malattie.
Tratto da:
"Il Corriere della Sera" del 06.12.2005
Cani Bucarest
02/02/2006 11:52
DOPO MORTE GIAPPONESE, BUCAREST ANNUNCIA MISURE
SEVERE
BUCAREST, 30 GEN - Si intensifica la lotta contro le
migliaia di cani randagi che vivono nelle vie della capitale
romena Bucarest dopo che ieri un cane di strada ha ucciso un
giapponese con un morso che gli ha tranciato un'arteria di una
gamba. L'incidente e' tanto piu' drammatico in quanto avvenuto
nel centro della citta', a soli pochi metri dalla sede del
Governo romeno.
Nessun compromesso d'ora in avanti nella questione dei cani
randagi, ha annunciato oggi il sindaco di Bucarest, Adriean
Videanu. ''Raddoppieremmo il numero degli addetti al servizio di
accalappiamento. Tutti i cani catturati saranno immediatamente
sterilizzati. Permetteremo inoltre la cattura dei cani con
l'aiuto delle armi con tranquillizzanti e coinvolgeremo gli
studenti all'Universita' veterinaria nell'intero processo'', ha
fatto sapere in conferenza stampa il sindaco Videanu. Il piu'
importante annuncio riguarda invece la modifica della legge
sulla protezione degli animali, ch e fino ad oggi prevedeva che
un periodo di reclusione di 14 giorni deve essere osservato
prima di procedere all'eutanasia dei cani.
''Questa settimana gli esperti della municipalita'
prepareranno una nuova legge che verra' poi sottoposta all'
approvazione del Governo. Intendiamo ridurre il periodo di
reclusione nei canili da 14 a soli tre giorni.'', ha
sottolineato l'ufficiale romeno. Secondo la nuova legge le
persone che desiderano adottare un cane catturato dovrebbero
pagare 1,5 milioni di leu (cioe' 40 euro) e assumersi l'intera
responsabilita' per i suoi atti.
La morte del giapponese di 51 anni, presidente
dell'Associazione romeno-giapponese, e' il piu' drammatico caso
registrato in Romania, ma le persone morse dai randagi non sono
affatto casi rari nel paese balcanico e specialmente nella
capitale. Almeno 70 passanti vengono ricoverati in ospedale ogni
giorno a Bucarest con morsi alle gambe e ai bracci. ''Il numero
aumenta fino a 150 al giorno nel periodo estivo, quando i cani
sono piu' agitati a colpa del caldo'', ha fatto sapere oggi
Adrian Streinu-Cercel, direttore dell'Istituto ''Matei Bals'' di
Bucarest dove vengono ricoverate le persone morse dai cani. Non
esistono dati certi sul numero totale di randagi che popolano le
vie della capitale, ma le stime delle autorita' parlano di
almeno 100.000 cani per una popolazione di due milioni di
abitanti.
La prima forte offensiva contro i randagi e' stata avviata
cinque anni fa', quando l'attuale presidente della repubblica
Traian Basescu, in quel periodo sindaco della capitale, era
riuscito a togliere dalle strade circa 40.000 cani in sole poche
settimane. Le misure usate per il loro sterminio, che andavano
dall'uccisione con gas o veleno nelle pallottole o semplicemente
lasciarli morire per la fame, hanno attirato l'attenzione delle
organizzaz ioni per la protezione degli animali fra cui Brigitte
Bardot. L'attrice francese aveva denunciato all'epoca
l'esistenza in Romania di veri e propri 'campi della morte' per
cani randagi, chiedendone l'immediata chiusura. Su pressione
internazionale, la legge sulla protezione degli animali fu
modificata a favore dei randagi e la campagna di sterminio fu
interrotta.
Il problema dei cani da strada risale al tempo di Nicolae
Ceasusescu che negli anni ottanta fecce demolire le case alla
periferia di Bucarest per far posto a squallidi quartieri di
casermoni con dei minuscoli appartamenti. Sono stati in molti ad
essere costretti ad abbandonare allora i propri cani il cui
numero e' aumentato sempre di piu', nonostante le sporadiche
campagne di sterilizzazione. I cani sono diventati percio' un
immagine consueta della capitale. Li si puo' vedere dovunque,
sulle strade, nei parchi, o fare da guardia di fronte a vari
edif ici. In inverno spesso trovano rifugio nella metropolitana,
ma anche all'interno dei blocchi di case, diventando cosi' un
pericolo ancora piu' grande.
BUCAREST, 30 GEN - Si intensifica la lotta contro le
migliaia di cani randagi che vivono nelle vie della capitale
romena Bucarest dopo che ieri un cane di strada ha ucciso un
giapponese con un morso che gli ha tranciato un'arteria di una
gamba. L'incidente e' tanto piu' drammatico in quanto avvenuto
nel centro della citta', a soli pochi metri dalla sede del
Governo romeno.
Nessun compromesso d'ora in avanti nella questione dei cani
randagi, ha annunciato oggi il sindaco di Bucarest, Adriean
Videanu. ''Raddoppieremmo il numero degli addetti al servizio di
accalappiamento. Tutti i cani catturati saranno immediatamente
sterilizzati. Permetteremo inoltre la cattura dei cani con
l'aiuto delle armi con tranquillizzanti e coinvolgeremo gli
studenti all'Universita' veterinaria nell'intero processo'', ha
fatto sapere in conferenza stampa il sindaco Videanu. Il piu'
importante annuncio riguarda invece la modifica della legge
sulla protezione degli animali, ch e fino ad oggi prevedeva che
un periodo di reclusione di 14 giorni deve essere osservato
prima di procedere all'eutanasia dei cani.
''Questa settimana gli esperti della municipalita'
prepareranno una nuova legge che verra' poi sottoposta all'
approvazione del Governo. Intendiamo ridurre il periodo di
reclusione nei canili da 14 a soli tre giorni.'', ha
sottolineato l'ufficiale romeno. Secondo la nuova legge le
persone che desiderano adottare un cane catturato dovrebbero
pagare 1,5 milioni di leu (cioe' 40 euro) e assumersi l'intera
responsabilita' per i suoi atti.
La morte del giapponese di 51 anni, presidente
dell'Associazione romeno-giapponese, e' il piu' drammatico caso
registrato in Romania, ma le persone morse dai randagi non sono
affatto casi rari nel paese balcanico e specialmente nella
capitale. Almeno 70 passanti vengono ricoverati in ospedale ogni
giorno a Bucarest con morsi alle gambe e ai bracci. ''Il numero
aumenta fino a 150 al giorno nel periodo estivo, quando i cani
sono piu' agitati a colpa del caldo'', ha fatto sapere oggi
Adrian Streinu-Cercel, direttore dell'Istituto ''Matei Bals'' di
Bucarest dove vengono ricoverate le persone morse dai cani. Non
esistono dati certi sul numero totale di randagi che popolano le
vie della capitale, ma le stime delle autorita' parlano di
almeno 100.000 cani per una popolazione di due milioni di
abitanti.
La prima forte offensiva contro i randagi e' stata avviata
cinque anni fa', quando l'attuale presidente della repubblica
Traian Basescu, in quel periodo sindaco della capitale, era
riuscito a togliere dalle strade circa 40.000 cani in sole poche
settimane. Le misure usate per il loro sterminio, che andavano
dall'uccisione con gas o veleno nelle pallottole o semplicemente
lasciarli morire per la fame, hanno attirato l'attenzione delle
organizzaz ioni per la protezione degli animali fra cui Brigitte
Bardot. L'attrice francese aveva denunciato all'epoca
l'esistenza in Romania di veri e propri 'campi della morte' per
cani randagi, chiedendone l'immediata chiusura. Su pressione
internazionale, la legge sulla protezione degli animali fu
modificata a favore dei randagi e la campagna di sterminio fu
interrotta.
Il problema dei cani da strada risale al tempo di Nicolae
Ceasusescu che negli anni ottanta fecce demolire le case alla
periferia di Bucarest per far posto a squallidi quartieri di
casermoni con dei minuscoli appartamenti. Sono stati in molti ad
essere costretti ad abbandonare allora i propri cani il cui
numero e' aumentato sempre di piu', nonostante le sporadiche
campagne di sterilizzazione. I cani sono diventati percio' un
immagine consueta della capitale. Li si puo' vedere dovunque,
sulle strade, nei parchi, o fare da guardia di fronte a vari
edif ici. In inverno spesso trovano rifugio nella metropolitana,
ma anche all'interno dei blocchi di case, diventando cosi' un
pericolo ancora piu' grande.