dic 2006

AFFIDATI ALL’OIPA CINQUE AGNELLINI SEQUESTRATI A TRAPANI

“Vi prego fate qualcosa, è straziante sentire quei poveri agnellini piangere, sicuramente cercano la mamma, sono più di venti e sono tutti ammassati dentro un rimorchio. Se non intervenite subito sicuramente faranno una brutta fine”
Questa la segnalazione giunta questa mattina (29 dicembre 06) al nostro numero messo a disposizione per tutti i cittadini che vogliono segnalarci casi di maltrattamento nella Provincia di Trapani. Così questa mattina intorno alle 10:30 la sezione dell’OIPA di Trapani è intervenuta immediatamente allo “stagnone di Marausa” in provincia di Trapani, affiancata da una gazzella dei Carabinieri.
“Arrivati sul posto abbiamo potuto constatare che effettivamente dentro un rimorchio venivano tenuti cinque agnellini (purtroppo sono stati trovati solo cinque animali e non venti) in condizioni davvero pessime” dichiara Daniela Di Dio Vice Delegata provinciale dell’OIPA Trapani.
L’OIPA ha provveduto a contattare immediatamente il Corpo Forestale di Erice (TP) che ha provveduto a sequestrare subito gli animali affidandoli all’OIPA, strappando quindi le povere bestiole da una morte sicura.
Leggi la notizia e guarda le foto degli animali salvati alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/notizie/sequestro.html

IL SUD AFRICA VIETA LA CACCIA AI GRANDI FELINI

Fonti governative hanno riferito alla stampa internazionale che la caccia ai leoni e a tutti gli altri grandi felini, allevati in cattività puramente per morire sotto i colpi dei fucili, sarà vietata da norme giuridiche che entreranno in vigore nel 2007.
Sarà anche vietato sparare ai leoni, ai ghepardi e ai leopardi negli “ambienti controllati,” dove cioè i cacciatori hanno un ingiusto vantaggio sugli animali, come pure sarà vietata l’uccisione di animali sedati.
Il Sud Africa è famoso per essere la dimora dei 5 “Grandi” della terra: leone, leopardo, rinoceronte, elefante e bufalo.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/notizie/felini.html

E' TEMPO DI PETARDI, GLI ANIMALI SONO STRESSATI!

Cani e gatti spaventati per non dire terrorizzati: sono i botti di Capodanno che rendono "isterici" i nostri animali domestici. Monica Cirinna', consigliera delegata per i diritti degli animali dell'amministrazione Capitolina, sottolinea la necessita' di prevenire l'insorgenza di stress negli animali a causa dei fuochi d'artificio che tradizionalmente accolgono l'anno nuovo.
"Ogni anno - ricorda Cirinna' - registriamo purtroppo numerosissimi ingressi nei canili poco dopo Capodanno, soprattutto di cani investiti dalle automobili, e tantissime segnalazioni di cani smarriti. Cani e gatti hanno udito e olfatto molto piu' sviluppati dei nostri - prosegue Cirinna' - nel panico e nella confusione possono avere reazioni inconsulte, come gettarsi nel vuoto, strappare il guinzaglio o correre per la strada, mettendo a serio rischio l'incolumita' loro e degli altri. I piu' comuni segnali di stress - continua Cirinna' - si manifestano con tremori e salivazione eccessiva, ringhiare eccessivo, abbaio insistente, tentativi di nascondersi o di fuggire dall'appartamento o dal giardino, perdita di appetito, incontinenza. Se i sintomi permangono - consiglia - bisognera' rivolgersi al veterinario di fiducia". Per limitare i danni, l' Associazione Volontari Canile Porta Portese di Roma ha stilato una serie di consigli utili per proteggere gli amici a quattro zampe la notte di San Silvestro: tenere gli animali domestici nell'appartamento, meglio se in una stanza lontana dai rumori e in penombra; non lasciarli soli in giardino perche' potrebbero scappare; non tenerli legati alla catena perche' potrebbero strozzarsi; non lasciarli in balcone perche' potrebbero buttarsi di sotto; durante la passeggiata quotidiana tenere il cane saldamente al guinzaglio; fare particolare attenzione in caso di animali cardiopatici e anziani; togliere dai balconi le gabbie di volatili. E ancora: minimizzare l'impatto dei botti accendendo radio o tv; nei casi piu' gravi consultarsi col veterinario di fiducia e, nel caso, tranquillizzarli con un blando sedativo, con rimedi omeopatici o di erboristeria; assicurarsi che siano facilmente identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta.
Se l'animale scompare, cercarlo subito in zona perche' potrebbe essersi nascosto poco distante da casa; nel caso non si trovi, avvertire Vigili e Carabinieri e preparare una locandina con foto e telefoni per affiggerla vicino casa e diffonderla via Internet a siti ed e-mail animaliste.
A tutelare gli amici a quattro zampe, spaventati dai botti di Capodanno, ci pensano, invece, i veterinari di 'Purina per voi' che hanno stilato un prontuario destinato ai 'padroni'. Se si ha una cane i veterinari consigliano di tenerlo in casa la notte di San Silvestro, in un luogo che percepisce come sicuro, rassicurandolo con le coccole, ma senza eccessi d'attenzione. Dato che sono soprattutto i cani a spaventarsi, fino quasi all'angoscia, per il bagliore e il rumore dei fuochi, nei casi piu' seri e' meglio fasciargli le orecchie o proteggerle con del cotone. E se lo si lascia solo in casa a Capodanno, ma e' meglio non farlo, non bisogna, invece, lasciare in giro oggetti con cui possa ferirsi. (Agi/Ansa)

STERILIZZAZIONI PRIORITARIE IN LEGGE FINANZIARIA

Gianluca Felicetti
La Legge Finanziaria che entrerà in vigore all’inizio del gennaio prossimo conterrà tre diretti riferimenti alla tutela degli animali.
Con il maxiemendamento al voto del Senato entrano in campo i temi della sterilizzazione per la prevenzione del randagismo, le Zone di Protezione Speciale (del decaduto Decreto Legge dell’agosto scorso) e l’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica.
Vediamo nel dettaglio le misure sulle quali il Governo ha posto il voto di fiducia a Palazzo Madama.
Il comma 831 dell’articolo 1 fissa, su emendamento dei Verdi ripreso dal relatore, una integrazione all’articolo 4 prima parte della Legge 281 del 1991 per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo: ”I comuni singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite incruenti attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all’articolo 3 comma 6 “ e nella Tabella C della Finanziaria la Legge 434 del 1998 di finanziamento della Legge che prevede da allora 1.300.000 euro l’anno in gestione del Ministero della Salute-Regioni-Comuni, si amplia di 1.000.000 di euro l’anno per i prossimi tre anni.
L’enorme e inefficace dispersione dei (pochi) fondi per canili mai costruiti – solo nel Lazio la Regione ha assegnato negli ultimi anni quasi 5.000.000 di euro del tutto inutilizzati da alcuni Comuni – subirà quindi uno stop in favore, e poteva anche essere di più del 60%, delle azioni di sterilizzazione.
Altro capitolo, il numero 1230, quello dedicato alle ZPS, le Zone di Protezione Speciale. Su emendamento dei Verdi del Senato, ”le Regioni e le Province Autonome devono provvedere agli adempimenti previsti dagli articoli 4 e 6 del regolamento di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n.357, e successive modificazioni, o al loro completamento, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore ella presente legge, sulla base di criteri minimi uniformi definiti con apposito decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare”. Quindi Regioni obbligate entro fine marzo prossimo.
Sempre in tema di fauna selvatica i punti 472 e 473 del maxiemendamneto che spostano, su proposta del Governo, la vigilanza dell’Infs, l’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (e non a quello delle Politiche Agricole, alimentari e forestali). Con regolamento predisposto dallo stesso Ministero dell’Ambiente ”sono disposte tutte le successive modificazioni statutarie che si rendano necessarie per rimodulare l’assetto organizzativo e strutturale dell’Infs (…)”.

VETERINARI, IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO

I veterinari italiani hanno un nuovo Codice Deontologico. Il testo e' suddiviso in sei parti, per un totale di 50 articoli: disposizioni generali e specifiche, doveri del medico veterinario, rapporti tra medici veterinari, rapporto con la clientela e rapporti con privati ed enti pubblici e disposizioni finali. Per il Presidente della FNOVI Gaetano Penocchio, la riscrittura delle regole professionali e' stata "un passaggio fondamentale". Si trattava di mettere mano ad un Codice che era per molti versi anacronistico, piu' impegnato a regolare in modo dettagliato i rapporti tra veterinari che ad occuparsi del rapporto tra la professione ed i cittadini (utenti/clienti) o gli animali" e che, peraltro, impegnava i veterinari alla massima produzione zootecnica e al si' alla sperimentazione sugli animali.
Al di la' degli obblighi di adeguamento al Decreto Bersani su tariffe e pubblicita', la deontologia veterinaria necessitava di una evoluzione al passo con i tempi e con una professione che cambia. La scelta che ha guidato i lavori della Federazione, si legge nella relazione di Gaetano Penocchio al Consiglio Nazionale "e' stata quella di difendere e rafforzare il valore e l'importanza della deontologia professionale". Il lavoro ha tenuto conto delle prime indicazioni pervenute dagli Ordini, sollecitati in tal senso con una circolare trasmessa nei primi giorni del mese di agosto; da qui lo studio di un "gruppo di lavoro", attivato allo scopo, ha riformulato il nuovo Codice.
http://www.fnovi.it/deontologia.html

IL 'PILLOLO' PER PICCIONI, TUTTO NATURALE

Inibire la riproducibilita' di volatili e roditori in modo reversibile senza determinare effetti collaterali tossici o nocivi, ne' modificare il comportamento ormonale, sociale e di coppia degli animalitrattati. E' questa una delle tante applicazioni possibili con i semi dell'albero del Neem, il cui effetto consiste nell'inibizione della maturazione degli spermatozoi. "E' una questione di dosaggio- spiegano i ricercatori dell'Enea- perche' se miscelato nel mangime in determinate quantita'abbiamo scoperto che si puo' inibire la capacita' riproduttiva dei piccioni". Basti pensare ai danni che questi animali provocano ai monumenti artistici di tante citta'italiane per comprendere la portata di questa scoperta, che comunque e' ancora in una fase esplorativa.
"Avere oggi colonie di colombi sane e sotto controllo avrebbe dato piu' tranquillita' al paese con l'aviaria che gira per l'Europa", spiega Fiorella Carnevali, ricercatrice veterinaria dell'Enea che, con un'apposita task force, studia l'albero del Neem indicato sia sotto il profilo biotecnologico che per applicazione in veterinaria e agricoltura biologica. Da cinque anni si sta occupando in particolare di verificare gli effetti degli estratti dai semi anche in campo veterinario, le cui potenzialita' farmacologiche spaziano dagli impieghi antiparassitari alternativi ai pesticidi sintetici, ai possibili effetti antifertili per le specie, la cui riproduzione incontrollata rappresenta oggi un problema.
"Si tratta di una proprieta' che abbiamo visto essere transitoria e reversibile e che un giorno forse potra' essere sperimentata come 'pillolo' anche sull'uomo", afferma la ricercatrice Enea che, dopo una sperimentazione sui piccioni perfettamente riuscita, ora vorrebbe proseguire per ottenere un prodotto da mettere sul mercato per ridurre il sovraffollamento dei colombi nelle citta'.
E qui arriva il problema. "Per fare questo occorrono tra i 200 e i 300 mila euro- spiega Carnevali- li abbiamo chiesti presentando un progetto nel 2000 a vari Comuni attraverso l'Anci, interessati da sempre al controllo dei piccioni nelle citta' ma, pur spendendo ogni anno ingenti somme di denaro per tentare di tenere sotto controllo i piccioni (senza successo), non possono finanziare la ricerca perche' non hanno il capitolo di spesa adatto e pertanto preferiscono avere il prodotto gia' pronto".
Secondo la veterinaria, se oggi fosse a regime un programma per il controllo della fertilita', forse oggi l'aviaria farebbe meno paura.
(Com/Ran/ Dire)

ORDINANZA "PITBULL" NON PIU' IN VIGORE

Gianluca Felicetti
Non e' piu' in vigore l'Ordinanza Storace sull'aggressivita' dei cani, ovvero la seconda Ordinanza Sirchia. Nessuna limitazione all'addestramento, nessun obbligo di assicurazione, nessun vincolo sulla detenzione per particolari categorie.
Spazzata via dopo un anno la prima tristemente famosa Ordinanza dal lungo elenco di razze ritenute pericolose, cosa fara' ora il nuovo Ministro della Salute Livia Turco? Possibile che da emergenza nazionale la questione si sia cosi', come per incanto, dissolta? Non è doveroso affrontare il problema, che rimane, della responsabilizzazione di chi ha con se' un cane, di qualsiasi razza o incrocio? Il suo predecessore tra firma e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale aveva fatto passare oltre due mesi senza alcun atto in vigore. E questa e' tutela dell'incolumità pubblica?
La Corte Costituzionale, respingendo un ricorso della Provincia Autonoma di Bolzano, ha ribadito che questa materia per motivi di tutela umana e' in capo allo Stato. Perchè allora non sfruttare questa possibilita' ed emanare un atto finalmente propositivo e duraturo?

VIOLENTA GATTO: DENUNCIATO PENSIONATO

Un pensionato milanese rischia di essere processato perche' avrebbe 'violentato' il gatto di una giovane alla quale aveva affittato, per un breve periodo, una stanza della sua abitazione. La Procura di Milano ha chiuso le indagini, atto che, di norma, percede la richiesta del giudizio, nei confronti dell'affittacamere ipotizzando il reato di maltrattamento. L'uomo era stato denunciato dalla giovane proprietaria della bestiola. Al magistrato titolare dell'indagine, la donna ha spiegato che la violenza, con un bastone, sarebbe avvenuta sotto i suoi occhi e che il pensionato l'avrebbe giustificata con i rifiuti opposti dalla giovane di fronte alle ripetute avances del proprietario dell'appartamento. Una violenza per ritorsione, quindi, che il pensionato rischia di pagare cara in base all'art. 727 del codice penale che punisce, tra l'altro, "chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive gravi sofferenze". (AGI)

L’EUTANASIA PRATICATA SU ANIMALI SANI È UN REATO

L’Enpa è da sempre contro l’eutanasia praticata su animali sani: un reato che va combattuto ovunque, ma con maggior forza se messo in atto da parte di chi dovrebbe avere a cuore il benessere degli animali. Max è un cane randagio, cresciuto selvatico nei dintorni del nuovo tribunale di Pescara, un’area non abitata, dove l’animale viveva senza dare fastidio a nessuno. Nel mese di gennaio il cane è stato catturato e sterilizzato; doveva tornare libero in pochi giorni e invece è stato definito pericoloso dal veterinario della Asl che ha dichiarato di averlo sottoposto a un esame comportamentale.
Ma Carmelita Bellini, dell’Enpa di Pescara, ha preso la tutela di Max e l’ha riscattato: "È un cane che non ha mai morso nessuno, non corre dietro a veicoli o pedoni, è noto solo ai volontari Enpa che lo nutrono".
La legge parla chiaro in materia di eutanasia, gli animali possono essere soppressi solo se sono affetti da gravi patologie o pericolosi in modo irreversibile; e anche su questo argomento l’Enpa ha dato prova di poter rieducare anche esemplari che sembravano traumatizzati al punto da essere aggressivi con i loro simili o con le persone. Una simile vicenda deve far riflettere attentamente sulla facilità con cui si può giungere a commettere un errore tanto evidente senza nemmeno consultare l’assessore preposto alla tutela animale o la locale sede Enpa, che del cane si è sempre presa cura e ben conosceva l’indole innocua di Max.
L’Enpa ribadisce l’importanza di rispettare la normativa in materia di soppressione: non deve accadere che un cane venga ucciso se non per limitare una sofferenza che non può guarire o per evitargli una vita in reclusione perpetua senza possibilità di riscatto. Ma un cane ospite di un rifugio o di un canile sanitario, come in questo caso, deve essere protetto da simili affrettate decisioni; Max intanto l’ha scampata e ha fatto ritorno al suo territorio. Un sentito grazie dall’Enpa ai volontari di Pescara per questo intervento tempestivo.VIETATO INTRODURRE IN ITALIA ANIMALI DI ETA’ INFERIORE AI TRE MESI. LO RICORDA IL MINISTERO DELLA SALUTE
E’ vietato introdurre in Italia - da Paesi comunitari e da Paesi terzi - cani di età inferiore ai tre mesi. Lo precisa, in una dettagliata nota, la Direzione generale della Sanità veterinaria e degli alimenti del Ministero della Salute. Il Ministero spiega - anche in seguito a una specifica richiesta formulata dallo stesso dicastero alla Commissione Europea - che a tutt’oggi non è stata predisposta alcuna autorizzazione generale per l’introduzione in Italia, da Paesi terzi, per motivi commerciali, di cani, gatti e furetti di età inferiore ai tre mesi e che quindi tali movimenti devono ritenersi vietati.
E’ possibile introdurre in Italia cuccioli di età inferiore ai tre mesi (per motivi non commerciali), ma tale movimentazione deve essere subordinata alla somministrazione del vaccino antirabbia. La Commissione precisa che il vaccino deve essere somministrato nel rispetto delle indicazioni fornite dalle case produttrici e che proprio le case specificano che l’età minima per sottoporre gli animali alla vaccinazione è di tre mesi. Occorre considerare inoltre che il vaccino è considerato valido ventuno giorni dopo la somministrazione. Insomma, per ragioni diverse, è vietato portare in Italia cani, gatti e furetti di età interiore ai tre mesi e ventuno giorni, sia per motivi commerciali, sia per motivi non commerciali.
Si tratta di un principio importantissimo. Su questo fronte l’Enpa è da tempo impegnata con l’obiettivo di stroncare il traffico di cuccioli - soprattutto di cani di razza - provenienti dai Paesi dell’Est. Tali cuccioli vengono spesso importati da commercianti senza scrupoli e messi in vendita negli esercizi commerciali o nelle fiere. Sull’argomento, il senatore Ettore Bucciero ha presentato di recente una interpellanza.
Sul sito istituzionale dell’Enpa (www.enpa.it) sono riportate integralmente le due note del Ministero della Salute. (29 aprile)

Le foto di Paperino fuori dal canile di Ostra

Il suo sguardo dice molto di più di tutte le parole del mondo.
Domani andrà nella sua nuova casa e di nuovo dal veterinario perché le sue cure sono appena cominciate.
Manuela

sconosciuto

AUSTRALIA: INCENDI, MORTI CENTINAIA MIGLIAIA ANIMALI

SYDNEY - Gli incendi che infuriano da due settimane in quattro stati d'Australia non sono stati ancora domati, nonostante gli sforzi di migliaia di vigili del fuoco e volontari, ma il disastro ambientale e le perdite per la fauna in questa stagione del fuoco, iniziata con largo anticipo a causa della lunga siccita', sono gia' enormi. Secondo gli esperti centinaia di migliaia di animali nativi, dai koala ai canguri, dagli uccelli alle rane, sono morti fra le fiamme o moriranno di fame, e intere specie rischiano l'estinzione. Nello stato di Victoria, dove quattro grandi incendi hanno ridotto in cenere 750 mila ettari di foreste, negli altri due stati del sudest Nuovo Galles del sud e Tasmania, e in Australia occidentale all'estremo opposto del continente, sono rimaste distrutte larghe fasce di habitat animali. Anche se finora e' morta solo una persona, piu' di 30 case sono rimaste distrutte e molte migliaia di capi di bestiame uccisi. ''Gli incendi sono cosi' devastanti e avanzano cosi' rapidamente che gli animali non hanno la possibilita' di fuggire, e sono uccisi anche prima che il fuoco li raggiunga perche' il caldo e' cosi' intenso'', ha detto alla radio Abc il presidente della Wildlife Protection Association, Pat O'Brien. I koala e gli opossum, che istintivamente si arrampicano sulla cima degli alberi per mettersi al sicuro non hanno speranza, ma neanche i canguri e gli uccelli, che si muovono cosi' rapidamente, riescono a sfuggire alle fiamme. ''Per gli animali che sopravvivono non resta nulla da mangiare, non restano luoghi in cui riprodursi: questa e' la stagione della riproduzione ed il loro habitat non esiste piu''', ha aggiunto O'Brien. E quando la pioggia finalmente verra', e si mescolera' con le ceneri e il carbone, avvelenera' i corsi d'acqua, uccidendo rane, pesci e altri animali acquatici. La minaccia e' particolarmente grave per le specie che vivono esclusivamente nelle aree colpite. ''Questi incendi contribuiranno direttamente all'estinzione di diverse specie...non conosceremo per intero gli effetti per altri 10 anni'', ha detto ancora. Un fattore cruciale nell'alto numero di vittime animali e' la predominanza degli eucalipti nella boscaglia, poiche' l'olio che contengono esplode in fiamme con il solo calore. Il fuoco quindi viaggia sopra le cime degli alberi con estrema rapidita' ed e' impossibile fuggire anche per gli animali piu' veloci. Se questa stagione si e' rivelata gia' disastrosa a causa della siccita', gli incendi di foreste sono comunque unfatto ormai consueto nei mesi estivi. Negli ultimi 40 anni, piu' di 250 persone sono state uccise dagli incendi. Le prospettive per il futuro sono ancora piu' allarmanti: gli scienziati temono che il riscaldamento globale causera' sempre piu' spesso alte temperature e sempre meno piogge. (ANSA)

NATURA:BOOM PARCHI E VERDE MA E' SEMPRE SOS ANIMALI E PIANTE

Quasi il 10% del territorio nazionale e' coperto da parchi. Avanza anche la protezione a mare (30% delle acque costiere) e c'e' il boom delle foreste targate made in Italy con un bel 22,8% registrato nel 2004, il 2,4% in piu' rispetto al 18,6% del '48-'49. A fronte di questi successi, la biodiversita' e' sempre a rischio. E' infatti ancora elevato il livello di minaccia per animali, piante e habitat naturali sia a causa della pressione esercitata sugli ambienti naturali che per la frammentazione territoriale della Penisola. L'allerta sullo stato di salute della diversita' biologica in Italia e' contenuto nell'Annuario dei dati ambientali 2006 dell'Apat. A rischiare di piu' sono gli animali, soprattutto vertebrati. Il livello di minaccia e' veramente preoccupante: la percentuale di specie minacciate rispetto al totale oscilla dal 47,5% al 68,4%. In particolare, preoccupante appare, soprattutto, la situazione dei pesci per i quali un numero rilevante di specie risulta essere in pericolo critico, ovvero un alto rischio di estinzione nel futuro immediato. Nel dettaglio, per gli anfibi il tasso di minaccia va dal 42,4 al 75,7 per cento; per i rettili dal 44,2 al 69,4; per gli uccelli dal 45,4 al 65,6 e per i mammiferi dal 35,5 al 63,6. Il range e' dovuto a seconda della fonte considerata. Anche per le piante le cose non vano meglio. A rischio 772 specie di piante Epatiche (129 specie), Muschi (367) e Licheni (276). Sono 1.020 le piante vascolari sotto minaccia di estinzione in Italia di cui 986 sono Angiosperme, 27 Pteridofite e 7 Gimnosperme. A questo triste quadro si deve aggiungere anche che un elevato numero di specie Epatiche e Muschi sono gia' estinte (205 specie), in pericolo (237) o raro (54) pari complessivamente a circa il 40% del totale delle specie note. Inoltre circa il 10% delle specie di Licheni (276) vengono incluse nelle categorie di minaccia nelle liste dell'Iucn. In generale, quindi, il bilancio Apat parla del 45% di animali vertebrati minacciati sulle 1.265 specie presenti sul nostro territorio, del 15% delle piante superiori, del 40% delle piante inferiori e del 30% dei principali ambienti naturali. L'86% degli habitat piu' vulnerabili e degradati sono quelli legati agli ambienti umidi (paludosi, costieri, riparali), fondamentali per la diversita' biologica (biodiversita'), in quanto aree di sosta o svernamento per milioni di uccelli migratori. Di contro per i parchi dagli anni '7' lo sforzo di protezione e' andato aumentando senza sosta. Ad oggi, il 9,7% del territorio e' occupato da aree terrestri protette e il 30% delle acque costiere da aree marine protette. Oltre l'11% del territorio nazionale e' ZPS (Zone di Protezione Speciale) e quasi il 15% e' catalogato come SIC (Siti di Importanza Comunitaria). Per l'indice di boscosita', la Liguria e' prima in classifica per foreste con oltre il 50% seguita dal Trentino con quasi il 50% e la Toscana con quasi il 40%. In generale in Italia si e' avuto un generalizzato incremento delle foreste dal dopoguerra a oggi. (ANSA)

LASCIO' EREDE ANCHE IL PROPRIO CANE, A GIUDIZIO UN SUO AFFITTUARIO

Il pm di Mistretta, Enza Napoli, ha disposto la citazione in giudizio nei confronti di Vincenzo Mascali, 58 anni, di Caronia, che avrebbe fatto incidere sul collare del cane di un ricco possidente, Giovanni Russo, morto nel 2004, una frase che dava disposizioni testamentarie lasciando eredi i figli di Mascali. L'uomo era affittuario di una abitazione di Russo.
Sulla targhetta dell'animale era stata incisa la dicitura 'lascio il mio patrimonio al mio cane Delos ed ai figli di Mascali'.
Il singolare testamento venne immediatamente impugnato dall'avv. Massimiliano Fabio per conto della moglie di Russo e delle sorelle. Il legale denuncio' Mascali affermando che il testamento sul collare era un falso. A sostegno della sua tesi c'era una perizia calligrafica redatta dal perito Giovanni Favaloro e dalla quale si evinceva che la frase sarebbe stata scritta da due mani diverse, in momenti e con oggetti diversi.
E poi Giovanni Russo aveva avviato da qualche mese una causa di sfratto con il vicino di casa che viveva in un appartamento di sua proprieta'.
Adesso il pubblico ministero contesta oltre al reato di falso pluriaggravato anche quello di minacce, danneggiamento e furto, per episodi che si verificarono nel corso della disputa.
Il processo si aprira' il 23 aprile 2007 al tribunale di Mistretta. Il cane Delos, rimasto nell'abitazione dopo la morte del suo padrone, lo scorso anno scomparve in circostanze mai chiarite.
(ANSA).

Comunicato stampa LAV

Comunicato stampa LAV, Coniglio sezionato davanti a 80 alunni di quarta elementare. LAV: violato Codice Penale per l'apposita uccisione di un animale. Questa è educazione alla violenza.

CONIGLIO SEZIONATO DAVANTI A 80 ALUNNI DI QUARTA ELEMENTARE.
LAV, VIOLATO CODICE PENALE PER L’APPOSITA UCCISIONE DI UN ANIMALE, QUESTA E’ EDUCAZIONE ALLA VIOLENZA E ALLA INSENSIBILITA’, CHIESTO STOP A QUESTE ESERCITAZIONI.

Da tre a diciotto mesi di reclusione. E’ quanto rischiano un veterinario (l’esecutore materiale), due insegnanti (le ideatrici del progetto), il Dirigente Scolastico e il Consiglio d’Istituto (responsabili in solido per aver approvato il progetto con la lezione incriminata) delle Scuole elementari di Castano Primo (Milano) dove un coniglio è stato appositamente ucciso per essere dissezionato in una lezione alla quale hanno assistito 80 bambini delle classi quarte, nove anni di età, rimasti per lo più inorriditi e traumatizzati.

“Abbiamo presentato una denuncia alla Procura della Repubblica per violazione dell’articolo 544 bis del Codice penale che condanna l’uccisione di animali senza necessità, come in questo caso, perché si è posto fine ad una vita appositamente per una lezione che, se proprio doveva essere svolta, si poteva realizzare con metodi alternativi non cruenti quali plastici, video o programmi al computer – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV – il fatto che l’autore materiale dell’uccisione di un animale sano sia stato un medico veterinario aggrava la posizione dei responsabili poiché fine della professione è curare gli animali non eliminarli, per questo chiederemo l’intervento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari”.

“Siamo solidali con le famiglie che hanno protestato, testimoniando traumi manifestati dai bambini, – prosegue Ilaria Marucelli, responsabile LAV settore educazione – conoscere il ciclo vitale degli organismi viventi non vuol dire, infatti, farli a pezzi. Questo episodio è tanto più grave perché realizzato nell’ambito di un programma didattico denominato ‘Natura e cultura’: questa è scuola di educazione alla violenza e all’insensibilità”.

“Sospettiamo che siano stati uccisi allo stesso scopo almeno altri tre conigli, e che lezioni simili si svolgano anche in altre scuole lombarde e con altri animali come api, galline e mucche – conclude Francesco Caci, della LAV del varesotto – per questo abbiamo scritto al Direttore dell’Ufficio Scolastico regionale affinché venga dato uno stop ufficiale a questi progetti ‘didattici’, e rivolto una richiesta al Presidente Formigoni affinché la Regione attui l’articolo 5 della Legge 189 del 2004 che prevede l’integrazione dei programmi didattici in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto”.

6 dicembre 2006

Ufficio stampa LAV 06.4461325 – www.lav.it

Conferenza Stampa "L'eredità di Pietro Croce"

Convegno - Conferenza Stampa L'eredità di Pietro Croce per attuare in Italia ed in Europa la sostituzione e successiva abolizione della sperimentazione animale

Sala delle Colonne, Palazzo Marini Via Poli 19, Roma - giovedì 14 dicembre 2006 dalle ore 9:00 elle ore 18:00
Nel momento in cui nel mondo della scienza il metodo di sperimentazione animale vede crollare la sua credibilità scientifica; nel momento in cui, inoltre, le statistiche impressionanti dei danni alla salute umana ed all'ambiente provocati dalle sostanze chimiche hanno indotto l'Unione Europea ad un impegno colossale per verificarne la tossicità e poi regolamentarne l'uso (progetto Reach), non possiamo non ricordare il professor Pietro Croce, autore di Vivisezione o scienza ed agire perchè un metodo di indagine fallace e fuorviante, come è quello che he si avvale del modello animale, non venga più adoperato.
L’attuale Governo italiano ha avuto la lungimiranza di impegnarsi a promuovere e favorire la ricerca effettuata con metodi alternativi all'utilizzo di animali e progressivamente abolire la ricerca e la sperimentazione che ne facciano uso(p. 153 del Programma dell'Unione).
Nel commemorare Pietro Croce ed istituire il Premio intitolato alla sua memoria, nel rimpiangere quello che, con Hans Ruesch, è nel mondo il fondatore del movimento antivivisezionista scientifico, le associazioni desiderano, insieme ai Verdi ed al Ministro Pecoraro Scanio, illustrare le linee d'azione che potranno, sia a livello nazionale che a livello europeo, consentire di raggiungere le finalità del Programma.

CLIMA: RUSSIA, PERICOLO ORSI BIANCHI CAUSA CALDO

Se gli orsi bianchi potessero parlare, chiederebbero sicuramente in coro un maggiore rispetto del protocollo di Kyoto: i ghiacci del Polo nord continuano a sciogliersi a causa del surriscaldamento del clima, l'ambiente cambia radicalmente le sue caratteristiche e i poveri animali si trovano spaesati e confusi.
In Ciukotka, regione della Siberia nord-orientale governata dall'oligarca Roman Abramovich, sono stati avvistati negli ultimi giorni circa una ventina dei candidi plantigradi nei pressi di centri abitati. Il fenomeno si ripete da qualche anno a questa parte in coincidenza con l'inizio dell'inverno, e nel 2005 un orso ha addirittura ucciso una ragazza davanti alla porta di casa: quest'anno, una squadra speciale di esperti e' stata mobilitata sul posto per far fronte all'emergenza.
'I ghiacci dell'Artico - ha detto un protavoce del Wwf al quotidiano 'Trud' - si trovano in condizioni catastrofiche, e cio' disorienta i cittadini della banchisa polare, gli orsi bianchi. I luoghi dove hanno sempre abitato si sono sciolti, e ora per cercare cibo si dirigono verso le persone. Il compito della squadra e' quello di difendere la gente del posto da possibili attacchi, e nello stesso tempo di far capire loro che gli orsi non hanno colpa e che ammazzarli non e' necessario'.
Poliziotti e volontari ciukci (gli abitanti della Ciukotka) compongono la squadra speciale che si occupera' della protezione della zona fino alla fine dell'inverno, tenendo lontani gli orsi bianchi con il ruomore di colpi di fucile, rigorosamente a salve. Senza dimenticare il motivo del bizzarro comportamento degli orsi bianchi: la fame. Il team di esperti ha messo a distanza di sicurezza dai centri abitati punti di rifornimento dove gli animali possono trovare di che nutrirsi.
Un altro effetto dei cambiamenti climatici si e' registrato nei giorni scorsi anche nella Siberia centrale, dove le temperature superiori di 7-10 gradi alla media stagionale hanno dato vita a fenomeni insoliti: fiori che sbocciano e orsi, stavolta bruni, che vagano affamati e innervositi, perche' costretti malgrado loro a rimandare il sospirato letargo. Il tempo di dormire e' arrivato solo sul calendario.
Se gli orsi bruni non ridono, ancora di piu' piangono le lepri: hanno gia' cambiato il pelo da scuro a candido per mimetizzarsi con una neve che non c'e', e sono diventate facile preda dei cacciatori e di carnivori come i lupi e le aquile.
(ANSA)

BOCCONI AVVELENATI: SEQUESTRI IN TOSCANA DELLA POLIZIA PROVINCIALE

Sostanze tossiche e armi e munizioni detenute illegalmente sono state sequestrate dalla Polizia provinciale nel territorio di Fiesole e di Pontassieve, nell'ambito di indagini sui ripetuti avvelenamenti di animali nella zona. La Polizia provinciale stava da tempo effettuando controlli sulla situazione relativa agli avvelenamenti nella Valle del Mugnone e in localita' Monteloro. Le attivita' investigative, condotte dal Nucleo di Polizia giudiziaria della Polizia provinciale con l'ausilio dello specifico Gruppo investigativo Antiveleni del Coordinamento della vigilanza volontaria, hanno consentito di tracciare una mappa dei singoli episodi di avvelenamento o ritrovamento di esche avvelenate e dei metodi e prodotti tossici usati e di stringere il cerchio attorno ad alcune persone residenti nell'area. Dal 2003 sono stati uccisi nella zona con veleno o intossicati almeno 15 cani, 3 gatti e in due casi sono state rinvenute esche avvelenate. Attraverso le denuncie e le querele fatte dai proprietari degli animali avvelenati le sostanze tossiche usate sono state individuate in fosfuro di zinco, Metaldeide, Endosulfan e altre tipologie di veleni usati in agricoltura contenenti principi attivi degli inibitori delle colinesterasi.
Le indagini, durate tre anni, hanno prodotto elementi indiziari che hanno portato la Procura della Repubblica ad una serie di attivita' di accertamenti di polizia giudiziaria ai fini dell'acquisizione di ulteriori fonti di prova. Le operazioni di perquisizione domiciliare e locale effettuate contemporaneamente su tre persone residenti alle Caldine e a Monteloro hanno permesso di acquisire un'ingente quantita' di prodotti fitosanitari compatibili con il veleno utilizzato per l'uccisione degli animali domestici e selvatici o usato nei bocconi avvelenati rinvenuti. Il materiale sara' sottoposto a specifiche analisi per verificare la tipologia dei principi attivi contenuti. Gli investigatori, hanno sequestrato complessivamente anche una carabina, un fucile, 1.581 cartucce a pallini e 151 pallottole per pistola e carabina, 6 tagliole a scatto per la cattura di uccelli, tutti detenuti illegalmente.
(AGI)

LABRADOR OBESO, FORSE MULTATI I PROPRIETARI

Con tutte le campagne d'informazione che l'additano come la piu' grave minaccia per la salute dopo il fumo, l'obesita' in Gran Bretagna e' diventata quasi un reato.
Al punto che i proprietari di un labrador verranno probabilmente multati perche' avevano fatto si' che il loro amico a quattro zampe diventasse troppo grasso. Mangiando tutto quello che gli capitava a tiro come fanno molti cani come lui, Rusty, nove anni, e' arrivato a pesare 73 chilogrammi. Rusty aveva problemi a stare a quattro zampe e dopo pochi passi si doveva sdraiare di nuovo perche' gli mancava il fiato. 'Sembrava un leone marino. Non riusciva ad alzarsi era terribile da vedere', ha detto Alex Wylie, il veterinario di Bury St Edmunds, nel Cambridgeshire, che aveva visitato il cane.
La protezione animali ha quindi contattato i padroni del labrador, i fratelli David e Derek Benton, ed ha deciso di denunciarli. Ad una prima udienza al tribunale di Ely, David Benton ha dichiarato che il cane 'e' sempre stato grasso fin da quando era cucciolo' e che secondo lui non sta male. Ma secondo l'accusa i fratelli dovrebbero essere multati per crudelta' contro gli animali.
(ANSA)

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