ago 2006

Animale ed incidenti

Nel 2004 (ultimi dati Istat disponibili), in Italia si sono contati 329 incidenti dovuti a manovre per evitare un animale (la casistica ufficiale non distingue fra animali selvatici e domestici), con 11 morti e 398 feriti. Dei morti, 8 erano conducenti e 3 i trasportati. Fra i feriti, 303 i conducenti e 95 trasportati. Lo rileva l'Associazione sostenitori della polizia stradale (Asaps).

Piu' nel dettaglio, su autostrade e raccordi si sono avuti 6 incidenti con 8 feriti, sulle strade statali e regionali 62 incidenti con 4 morti e 86 feriti, sulle provinciali 62 sinistri con 2 morti e 70 feriti, sulle comunali extraurbane 40 incidenti con 2 morti e 48 feriti, sulle strade urbane 159 incidenti con 3 morti e 186 feriti. 4.880 incidenti, inoltre, sono dovuti a urti contro ostacoli accidentali, categoria in cui e' compreso l' investimento di animale, che - sottolinea l'Asaps - in questo caso non viene distinto nella casistica. Le fuoriuscite dalla sede stradale e le frenate improvvise hanno originato 21.985 sinistri: tutti compatibili anche con la presenza di animali in strada.
Un'inchiesta su questo argomento sara' pubblicata sul prossimo numero de 'Il Centauro', rivista ufficiale dell'Asaps, e comprende anche una serie di istruzioni per l'uso, su come affrontare cioe' una guida che tenga conto di certi imprevisti e di come fare per limitare i danni. (Ansa)

Caccia

Doppiette al via il 2 e 3 settembre in varie regioni italiane, dove i cacciatori godono di una apertura anticipata, mentre l'avvio ufficiale a livello nazionale e' previsto, come da copione, la terza domenica del mese. Secondo un primo vaglio dei calendari venatori del Wwf sono gia' otto le Regioni che partiranno prima del 17 settembre, ''in violazione - fa notare l'organizzazione - di quanto espresso dalla direttiva europea 'Uccelli''', dove non vengono stabilite date precise, ma secondo cui le specie migratorie vanno tutelate soprattutto nei periodi di nidificazione e migrazione, come quello attuale. A differenza del passato, quest' anno i cacciatori dovranno fare i conti anche con il possibile pericolo aviaria. Secondo l'ordinanza approvata dal ministero della Salute lo scorso febbraio, infatti, nel caso in cui si verificassero nuovi casi, potranno scattare i provvedimenti di sospensione temporanei, ma solo nell'area attorno ai 10 chilometri dove verra' riscontrata la presenza del virus. ''Solo e soltanto in quella zona - aveva spiegato l'ex ministro Storace - la caccia si chiudera' per almeno tre o quattro settimane. E lo decidera' la task-force ministeriale'', composta da associazioni di cacciatori e per la fauna selvatica. Ma la nuova stagione venatoria e' gia' un tema caldo dal 4 agosto scorso, quando il governo ha approvato un decreto sulla caccia. Le associazioni dei cacciatori non sono state interpellate in materia e per questo sono scese sul piede di guerra: venerdi' prossimo, davanti a Palazzo Chigi, sfileranno rappresentanti di Federcaccia, Confavi, Enalcaccia, Liberacaccia e Anuu Migratoristi, mentre sara' assente Arcicaccia. Il confronto con le istituzioni e' fissato per il 6 settembre, quando il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, ha annunciato che partira' un 'tavolo sulla caccia', in cui incontrera' rappresentanti del mondo venatorio, agricolo e ambientalista. Quali le principali novita' introdotte dal decreto approvato? Il provvedimento detta disposizioni urgenti per assicurare un piu' puntuale recepimento e una piu' compiuta attuazione della direttiva comunitaria 79/409 sulla conservazione degli uccelli selvatici. In particolare, il provvedimento stabilisce anche che nelle zone classificate come Zps (Zone protezione speciale) sara' permessa la caccia, ma senza alcuna deroga possibile in termini di calendario o specie cacciabili. Quindi nessuna doppietta fino al 17 settembre nelle 559 aree interessate, che costituiscono il 9,8% del territorio nazionale. ''Ora siamo piu' vicini all'Europa'' aveva commentato il ministro Politiche agricole, Paolo De Castro, mentre il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio aveva affermato: ''Il decreto e' un atto che segna una svolta rispetto all'estremismo venatorio degli scorsi anni ''. Ad essere soddisfatti del provvedimento sono gli ambientalisti, come Wwf, Enpa, Animalisti, Lipu e Vas, in particolare per la tutela delle Zps. Il Wwf, inoltre, ha sottolineato lo stop che chiude la caccia a specie come la pernice bianca, il combattente o la moretta. Di diverso avviso la Lac (Lega abolizione caccia), che giudica il decreto ''troppo timido e condizionato dalle lobby delle doppiette'', mentre la Lav parla di un ''provvedimento illegittimo che consente strage di fauna in riproduzione''. (ANSA)

EXPO PARMA, TUTTI IN FIERA PER ADOTTARE I GATTI

Domenica 3 settembre sara' possibile trovare un micio da adottare e portare a casa. Saranno infatti presenti i volontari del GRUPPO AMICI MICI - http://www.gruppoamicimici.it - che si occupano della gestione di un rifugio a Busto Arsizio e che a Parma verranno con tanti miciotti

abbandonati in cerca di una nuova casa. Inoltre, se si vuol sostenere economicamente il Gruppo Amici Mici ma non si puo' portare a casa uno dei loro trovatelli, sara' possibile effettuare un'adozione a distanza.
Come raggiungere l'esposizione:
Autostrada A 1 - uscita Parma FIERA. Tenere la destra in direzione "tangenziale, Parma Centro, Aeroporto". Proseguire sempre dritto anche alle rotonde.
Dopo aver superato la 3.a rotonda, avanti circa 300 metri, girare a destra seguendo le indicazioni "MIlano, Aeroporto, Ospedale". Ora siete in tangenziale.
Prendere la seconda uscita indicata con il numero 8 "Crocetta-Ospedale". Proseguite in direzione Parma-Centro. Alla rotonda seguite "Ospedale" Alla rotonda successiva girare a sinistra. Dopo essere passati sotto un piccolo ponte che attraversa la strada, tenete
la destra e ancora la destra in direzione "Palazzo dello Sport". Proseguite dritto fino al semaforo e anche alla rotonda successiva. Quando vedrete l'insegna "P" siete arrivati, parcheggiate negli appositi spazi.

Gruppo Amici Mici
http://www.gruppoamicimici.it
info@gruppoamicimici.it

CAPRIOLI, IL TAR SOSPENDE L'UCCISIONE

Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso presentato dal Msp (Movimento sportivo popolare) e ha sospeso la tanto contestata caccia selettiva dei caprioli che sarebbe dovuta partire domani.
La sospensione vale fino al 6 settembre, quando il tribunale amministrativo si riunira' per esaminare la regolarita' della delibera regionale contestata dagli animalisti perche' si tratterebbe di un tentativo di allargare il calendario venatorio con un anticipo della caccia ad agosto. Inoltre, secondo l'Msp, la Regione non avrebbe rispettato le indicazioni date dall'Istituto faunistico nazionale.
La delibera regionale autorizzava l'abbattimento di circa 5000 caprioli, considerati in esubero rispetto al censimento condotto dal settore faunistico. Era stata persa in seguito alle proteste degli agricoltori per i danni che gli animali provocano alle culture.
Oltre all'Msp, si sono rivolti al Tar le associazioni ambientaliste Legambiente, Enpa, Lac e Associazione familiari vittime della caccia. Per chiedere la sospensione dell'abbattimento selettivo dei caprioli ieri e' intervenuto anche il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
L'annunciata protesta degli animalisti nei boschi dell'alessandrino, a cui comunque non avrebbe aderito l'Msp, procurava apprensione per il timore di scontri con i cacciatori. E la presidente della Regione Piemonte, prima di venire a conoscenza della sospensiva del Tar, aveva rivolto un appello alla calma 'a tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo nella vicenda, in particolare cacciatori, guardiacaccia ed animalisti'.
'Mi auguro - scriveva Mercedes Bresso - che prevalgano il buon senso e la razionalita' e che non si verifichino episodi di violenza. Le manifestazioni di dissenso sono consentite, ma non devono diventare occasioni di scontro. Il problema del prelievo degli animali e' complesso, e deve essere affrontato con un approccio tecnico-scientifico, e non con i toni della crociata.
Come Regione - aggiungeva la presidente - ci siamo sempre attenuti al rispetto della normativa in materia, pur ribadendo la nostra disponibilita' ad eventuali soluzioni alternative, a patto che siano percorribili sia tecnicamente che finanziariamente, nel rispetto di criteri rigorosamente naturalistici'.
Il caso dei caprioli ha tenuto banco tutta l'estate nella zona dell'acquese e ovadese, dove il piano selettivo prevedeva l'abbattimento di 600 esemplari, poi ridotto a 500, da quando e' stato deciso, in via sperimentale, il trasferimento di 100 animali in altre aree fuori dalla regione. Dopo settimane di aspre polemiche, domani 150 cacciatori, autorizzati dopo avere seguito un corso, avrebbero potuto abbattere un capo a testa. La caccia selettiva, invece, e' stata congelata dal pronunciamento del Tar che, tuttavia, non e' stato ancora notificato alla Regione.
Nell'acquese e ovadese erano pronti alla protesta anti-caccia alcune decine di animalisti e ambientalisti, mentre il piano di abbattimento prevedeva lo schieramento sul territorio di una trentina di guardie venatorie. Ma l'annunciata protesta aveva fatto scattare anche il piano di controllo delle forze dell'ordine.
Sulla questione è intervenuto anche Raffaele Costa, presidente della Provincia di Cuneo."Il problema della fauna selvatica 'non si risolve con l'attenzione mediatica a senso unico sul capriolo, mentre tutte le altre specie sono escluse dall'interesse. Servono proposte concrete, tecnicamente ed economicamente realizzabili.Il problema resta urgente - continua Costa - perche' gli incidenti stradali e i danni all'agricoltura non sono risolvibili spostando gli animali da una provincia all'altra o, peggio ancora, ipotizzando forme di affidamento a provati cittadini, ipotesi che va contro la natura dell'animale".

UN ESEMPIO CHE TUTTI I COMUNI DOVREBBERO SEGUIRE

Grazie alla sensibilità del COMUNE di PIETRA LIGURE ed alla collaborazione dei volontari dell'ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANMALI, nei giorni scorsi sono state installate sette "casette" per i gatti delle colonie feline libere cittadine.
I lavori, molto apprezzati dai turisti, sono stati realizzati, su progetto della Guardia Zoofila dell'ENPA Romano ANDOLFI, dall'Assessorato comunale retto da Antonio LUCIANO, in via San Domenico (due ripari), via Milano (1), lungomare Bado (2, a fianco della sede della PM) e nel par-cheggio comunale della via Aurelia (2).
Si tratta di una vera e propria controtendenza rispetto all'atteggiamento di troppe amministrazioni comunali; malgrado i ripari e l'opera di sostentamento e cura dei gatti liberi da parte degli animalisti siano rigorosamente tutelati da una legge regionale (che proibisce espressamente di eliminare le casette ed ostacolare gli zoofili), contro molti Comuni l'ENPA deve addirittura combattere per difendere l'applicazione delle norme (soprattutto nell'ALBENGANESE).
Ma l'attenzione del Comune di PIETRA LIGURE verso le problematiche animaliste non si ferma ai gatti; tre anni fa, sempre su proposta e progetto dell'ENPA, è stata realizzata la prima spiaggia comunale ligure aperta ai cani (in zona Leonessa), mentre i Volontari dell'associazione hanno a disposizione il parco botanico, dove ospitano e curano i vo-latili selvatici feriti che raccolgono.

TORINO, SONO GIA' 500 LE TOMBE NEL 1° CIMITERO "LEGALE" PER ANIMALI

Con l'ultima salma, quella di un gatto vissuto otto anni, salgono a 490 le tombe del primo cimitero italiano per animali riconosciuto con una legge regionale e inaugurato sei anni fa in Piemonte, in corso Italia, nei pressi del Castello di Stupinigi, nel torinese.
L'area, denominata "parco degli animali", frequentabile solo dagli ex proprietari delle bestiole sepolte che possono accedervi con una chiave e una passward personale, si prepara a consentire a chiunque e senza preavviso una visita per un giorno, il 24 settembre prossimo, per celebrare l'anniversario del sesto anno dalla sua creazione.
Il cimitero, un'area verde con viale e alberi, inizialmente affollato per lo piu' di salme di cani e gatti, ospita pure criceti, cavalli e persino un pesce rosso. Ognuno ha un minuscolo spazio-tomba con lapide, fotografia e spesso anche una dedica di commiato delle persone che hanno allietato durante la loro vita. Tra i quattro zampe sepolti pure la cagnolina Nerina, deceduta tre anni fa in Calabria durante un viaggio in camper della coppia di coniugi che l'aveva adottata.
Le spese per offrire lo speciale spazio post-mortem alle amate bestiola dipendono dal peso della salma, spiegano i fondatori del cimitero e oscillano da qualche euro fino a 15 euro (per 5 chilogrammi di peso) e piu' al mese, "costi comprensivi di commiato-sepoltura, cassetta funebre, lapide, vasetto".(AGI)

ANIMALI DOMESTICI, I BAMBINI LI AMANO: FANNO PARTE DELLA FAMIGLIA

"Il mio gatto è parte della famiglia", "l'intelligenza degli animali è simile a quella dei bambini", "gli animali esistono soprattutto perché sono utili all'uomo ", "io e il mio cane guardiamo spesso la Tv insieme", "quasi tutti gli animali hanno pensieri e sentimenti".
Sono alcune delle risposte dei bambini intervistati dai ricercatori dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, nell'ambito del progetto "Ricerca ed etica: osservare capire rispettare", finanziato dal Miur. "Lo scopo della nostra iniziativa", spiega Elisabetta Visalberghi, dirigente di ricerca dell'Istc-Cnr e responsabile del progetto, "era quello di valutare le attitudini dei bambini verso gli animali, e quello di stimolarli ad avere un maggiore spirito critico verso di loro". Se è vero infatti che negli ultimi anni si è diffusa una maggiore sensibilità verso gli animali e i loro diritti, è anche vero che persistono molti luoghi comuni e atteggiamenti pietistici che poco hanno a che fare con il rispetto. "In realtà non è prevalso alcun sentimento pietistico da parte degli intervistati", dice Elsa Addessi, ricercatrice dell'Istc-Cnr.
"Nessuno dei bambini ha pensato che, per esempio, vestire un animale significa proteggerlo dal freddo. Anzi quasi tutti interpretano un gesto simile come una vera e propria prepotenza". Piuttosto, i bambini con animali in casa sono più informati sul loro comportamento o necessità, le bambine più dei maschietti, come emerge da alcune risposte del questionario: "Non è vero che tutti gli uccelli volano", "Le scimmie sono tutte vegetariane".
I bambini poi hanno una visione più "utilitaristica" delle loro coetanee e hanno opinioni positive su affermazioni come: "Non c'è nulla di male nel mangiare la carne", "gli animali sono utili all'uomo". "In altre parole", prosegue Elsa Addessi, "i maschi tendono a dare più importanza al possibile utilizzo degli animali in funzione delle diverse esigenze dell'uomo, come l'alimentazione o il lavoro nei campi, di quanto non facciano le femmine". Entrambi invece si trovano d'accordo nell'attribuire agli animali sentimenti umani e a considerarli parte della famiglia: "Il mio cane capisce quando sono arrabbiato e mi consola", "se mangio qualcosa che mi piace lo faccio assaggiare anche al mio gatto". Ma il progetto prevedeva anche che i bambini riflettessero in classe, insieme all'insegnante e ai ricercatori del Cnr, sul concetto di benessere riferito agli animali di varie specie ed alle loro diverse esigenze, dalla libertà di movimento a quella di vivere in gruppo, dalla possibilità di nascondersi a quella di muoversi senza costrizioni, all'allevare i propri piccoli.
"Per convogliare lo sforzo fatto da ognuno di loro", conclude Addessi, "abbiamo proposto di visitare il nostro Centro primati al Bioparco di Roma, così da poter osservare alcuni gruppi di cebi dai cornetti, conoscerne meglio la biologia e il loro comportamento, e successivamente proporci delle nuove soluzioni da adottare presso il nostro laboratorio, al fine di migliorare le condizioni di vita dei cebi. I bambini hanno risposto con entusiasmo all'iniziativa, producendo disegni e brevi testi e lavorando ad un progetto, poi effettivamente realizzato presso il Centro primati, per l'arricchimento dei recinti con la costruzione di altalene, piattaforme e rifugi, nuovi tronchi e massi di tufo". E con un po' di sciroppo di amarena nascosto nei buchi degli alberi, che alle scimmie piace tanto.

La moglie lo lascia e lui, per vendetta,impicca il suo cane

Un uomo di una cittadina nel sud-ovest della Francia, Sainte-Livrade-sur-Lot, ha impiccato il suo cane nel balcone del suo appartamento, per vendetta nei confronti della moglie, che aveva lasciato la casa dopo un litigio.
In stato di ebbrezza, l' uomo di 48 anni - hanno riferito i gendarmi - avrebbe telefonato alla moglie minacciando di uccidere il loro labrador di 6 anni, se la donna non fosse tornata a casa in pochi minuti. Scaduto il tempo, l' uomo ha dato seguito alle sue parole impiccando il cane.
La Societa' di protezione degli animali del dipartimento del Lot-et-Garonne, appresa la notizia della morte del cane, ha sporto denuncia per atto di crudelta' contro un animale. (ANSA)

GETTANO UN CUCCIOLO DALL'AUTO IN CORSA

Hanno aperto il finestrino e con l'auto in movimento hanno lanciato sull'asfalto un cucciolo meticcio di circa tre mesi, poi hanno accelerato e sono fuggiti.
All'episodio, avvenuto poco prima della mezzanotte di ieri sulla strada Sassari - Alghero, ha assistito un turista spagnolo in vacanza in Sardegna che si e' fermato e si e' preso cura del cucciolo.
L'uomo, che era diretto a Sassari, e' corso in Questura e ha denunciato l'episodio, fornendo particolari utili sul modello e sulla targa dell'auto di chi ha compiuto il gesto incivile e crudele. Il cucciolo e' stato medicato da un veterinario e poi affidato alla Lida. Gli agenti della Squadra Volante della questura, guidati dal dirigente Giusy Stellino, hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili.
Da alcuni anni l'abbandono di animali e' diventato un reato con pene che vanno da tre mesi a un anno di reclusione e una multa di quindicimila euro. (Ansa)

RIMINI, E' DA RECORD IL 118 PER GLI ANIMALI

Quasi quattro chiamate al giorno per il 118 veterinario creato, circa un anno fa, dalla Provincia. Lo rende noto l'assessore provinciale al Patrimonio faunistico Mauro Morri (Ds), che con l'occasione rinnova l'appello "affinche' in quest'ultima parte dell'estate, quella che, in generale caratterizza i vacanzieri riminesi, non si alimenti l'incivile fenomeno dell'abbandono di cani e gatti".
Grazie al servizio, creato dal Comitato provinciale per la tutela della popolazione felina e canina ed attivato tramite convenzione con l'Ausl e la collaborazione con le associazioni animaliste, i cittadini che hanno un animale in necessita' di assistenza veterinaria e non riescono a raggiungere il proprio veterinario di fiducia possono ottenere una risposta alle loro richieste telefonando al 118 oppure al numero di cellulare 3356804489. Il servizio e' attivo dalle ore 19,00 alle 7,00 di tutti i giorni e dalle 13,00 del sabato fino alle ore 7,00 del lunedi' successivo, con le stesse modalita' per i giorni festivi ovvero dalle 19,00 del giorno precedente alle ore 7,00 del giorno successivo a quello festivo.
Al 31 dicembre 2005 il 118 aveva risposto a: 90 chiamate per cani randagi, 44 chiamate per recupero animali selvatici, 468 chiamate per animali di proprieta'. "E dopo il finanziamento della Regione Emilia Romagna per 280.500 euro, destinato realizzazione di un nuovo canile nel Comune di Riccione che dovrebbe ospitare circa 100 quadrupedi e servire anche i Comuni della Valle del Conca, sono in arrivo 20.000 euro per la riqualificazione del canile di Coriano, in particolare per la creazione dell'ambulatorio veterinario ed il risanamento delle tettoie dei quattro box esistenti" informa ancora Morri.
Attualmente in provincia sono presenti cinque canili, tra pubblici e privati convenzionati, che ospitano 277 animali. Ancora sugli animali, va avanti la campagna "Gatta ci cova" in collaborazione con l'Ordine dei Veterinari per contenere il fenomeno in evidente aumento, del randagismo dei gatti, dovuto, in gran parte dell'abbandono dei cuccioli nati a seguito degli accoppiamenti con gatte domestiche.
Distribuiti 128 buoni su 200, destinati ad abbattere i costi dell'intervento di sterilizzazione. Sulla base del tariffario veterinario vigente, il prezzo minimo di ogni intervento e' di 104 euro. Grazie alla convenzione con la Provincia, per il privato cittadino il costo e' di 49 euro in quanto 35 euro sono a carico della Provincia e 20 euro a carico dei Medici Veterinari. (Pag/ Dire)

Cavallo abbattuto durante il palio

Incredibile ma vero. mentre infuria la protesta delle associazioni animaliste per decidere se impedire o meno che si corrano i palii cittadini, storici o meno, l'ennesimo animale viene abbattuto. A far scattare l'allarme è la Lida.

E' accaduto a Servigliano: alla prima tornata (di una serie di otto) della Giostra dell'Anello, l'animale si era ferito. Il cavallo Jolly Benca, di quattro anni, montato da Foglia, dopo l'infortunio è stato soppresso con un'iniezione letale praticata - afferma la Lida - da un veterinario dell' Asl locale.

Mauro Bottigelli non ha dubbi. Il Responsabile nazionale della Lida afferma che "il fatto era prevedibile - visto che nel 2004 era toccato alla giovane cavalla Asis, sempre della stessa contrada, lasciarci la pelle.

Gli organizzatori e i Servizi veterinari della Asl sembrano non voler capire che è demenziale pensare di far correre purosangue su circuiti da gimcana. Il cavalli sono animali a struttura rigida, caratteristica che non consente loro di 'piegare' in curve strette e in velocità, quindi, il rischio d'incidente è altissimo. Non è la fatalità a portare a morte i cavalli su queste piste improvvisate, ma l'inadeguatezza delle strutture, l'imperizia, l'assenza di professionalità degli organizzatori e dei partecipanti".

E il presidente continua: "I Servizi veterinari delle Asl, responsabili della vigilanza sul benessere degli animali, cosa aspettano a esprimere pareri contrari? Anche l'impressionante sequenza degli ultimi due mesi che ha segnato la morte di un cavallo a Fucecchio, uno a Floridia, due a Ferrara e due a Feltre sembra non insegnare nulla a nessuno".

Polemica la risposta del Sindaco di Servigliano Maurizio Marinozzi: "io credo - è la replica del sindaco - che se vengono autorizzate le manifestazioni equestri bisogna essere consapevoli di poter incorrere in rischi come questi. Per quanto ci riguarda la Giostra dell'anello ha tutte le autorizzazioni e riusciamo a portarla avanti da 38 anni".

ANCORA ORRORE SENZA FINE DAI CANILI RUMENI

Non potevamo credere ai nostri occhi quando lo scorso 8 agosto siamo arrivati al canile Sufletel.
Doveva essere un sopralluogo per valutare una permanenza di pochi giorni della ostra clinica mobile, invece si è trasformato nel primo intervento di emergenza effettuato nell'ambito del Progetto Canibucarest per gestire una situazione allarmante, forse la più grave tra tutte quelle a cui abbiamo assistito in 4 anni.
230 cani tenuti in condizioni disastrose a causa della mancanza di mezzi finanziari e di capacità gestionali. 100 quelli gravemente malati o terminali a causa di gravi patologie della pelle.
Tra qualche giorno visita la nuova sezione IL CANILE DI CALARASI del sito www.canibucarest.it, per seguire questa nuova avventura del Progetto Canibucarest.

Sara Turetta
Save the Dogs onlus

SEGNALAZIONE CASI DI MALTRATTAMENTO (OIPA)

SEGNALAZIONE CASI DI MALTRATTAMENTO (sito dell 'OIPA)

Premessa: inviare una e-mail prestando attenzione ai seguenti punti:
• Le segnalazioni devono riguardare fatti che avvengono nel solo territorio provinciale di Milano (attualmente le Guardie Eco-zoofile dell’OIPA Italia sono operative solo nella Provincia di Milano). Diversamente è indispensabile rivolgersi alla Sezione dell’OIPA Italia competente per territorio oppure alle Forze dell'Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale, Vigili del fuoco) che hanno obbligo e compito di intervento.
• Scrivere solo per segnalazioni di casi di maltrattamento che non richiedono un intervento urgente o tempestivo, poiché non e' sempre possibile garantire in tutto il territorio della provincia una verifica immediata del problema lamentato. In questi casi rivolgersi alle Forze dell'Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale, Vigili del fuoco) che hanno obbligo e compito di intervento.
• Non verranno accettate segnalazioni anonime o recanti dati incompleti. I dati raccolti verranno gestiti in rispetto della normativa vigente sulla privacy.
• Si richiede di indicare quando possibile numeri di telefono fissi per evitare l'aggravio di costi derivante dalle chiamate a numeri cellulari.
• Indicare sempre: proprio cognome e nome, proprio indirizzo completo, proprio numero di telefono, propria e-mail, luogo dove avviene/è avvenuto il fatto, animale/i coinvolto/i, descrizione del fatto, eventuali testimoni del fatto, proprietario/gestore degli animali, responsabile del fatto (se diverso dal proprietario/gestore).

La vostra segnalazione verrà vagliata nel minor tempo possibile. Vi ringraziamo per l'attenzione.


MODULO SEGNALAZIONI


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IL CANE ABBAIA DI CONTINUO? E' UN SUO 'DIRITTO ESISTENZIALE'

Esasperato dal continuo abbaiare di due dobermann nel giardino dei vicini, un pensionato trentino ha chiesto giustizia al giudice di pace, ma gli è andata male: non solo abbaiare è un 'diritto esistenziale' dei cani, ha detto il giudice, ma anche il collarino anti abbaio che i proprietari gli avevano messo è uno strumento lesivo dei diritti dell' animale.

Il pensionato, invece, non ha alcun diritto a un risarcimento per gli anni in cui ha dovuto sopportare il continuo latrare e in più dovrà pagare le spese processuali. Con l' aggravante che lo strumento anti-abbaio (un collare a pile che emette suoni ad alta frequenza quando il cane abbaia, facendogli abbassare il volume) non potrà più essere applicato ai due dobermann, che potranno quindi abbaiare quanto vogliono.

Il giudice di pace di Rovereto Clemente Ravetto ha dato torto al pensionato affermando che altri vicini non hanno definito i latrati dei due cani superiori alla soglia di tollerabilità e che non è del tutto provato che siano solo i due dobermann ad abbaiare, dato che nelle vicinanze ci sono anche altri cani e un parco pubblico spesso frequentato dai 'migliori amici dell' uomò.

"Sono talmente deluso della sentenza - ha dichiarato il pensionato al quotidiano 'Trentino' - che penso di non appellarla nemmeno. La morale mi pare questa: se il cane del vicino vi massacra le giornate, sono affari vostri".
(ANSA)

Catania - Lapidato cavallo in spiaggia

E' stata una macabra notte di San Lorenzo quella vissuta sulla spiaggia libera numero uno della Playa di Catania. A farne le spese è stato un cavallo, lapidato, seviziato e poi lasciato agonizzante a due passi dalla riva mentre la gente, poco distante, guardava il cielo con il naso rivolto in su, sperando di vedere qualche stella cadente per esprimere un desiderio.

E' successo all'improvviso: un gruppo di persone, non ancora identificate dalle forze dell'ordine, ha iniziato a colpire l'equino. Qualcuno, poco più in là, ha notato il trambusto e ha deciso di avvertire i carabinieri che, però, una volta sul posto, hanno ritrovato l'animale morente in una pozza di sangue. Giunti sul posto i militari hanno chiamato un veterinario della Usl che ha deciso di abbattere la povera vittima a causa delle ferite riportate.

Nei prossimi giorni saranno compiuti esami per verificare se il cavallo di razza "Morellino", alto un metro e 70, fosse stato dopato. Tra le ipotesi degli investigatori, infatti, prende sempre più corpo la pista delle corse clandestine: l'equino potrebbe essere stato rubato e poi platealmente massacrato a pietrate per una vendetta.

Secondo l'avvocato Isabella Altana,
dirigente dell'Ufficio legale regionale del Codacons, i responsabili "sono perseguibili penalmente in quanto il reato previsto è punito dall'articolo 544 ter del codice penale", secondo il quale "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000
a 15.000 euro".

Per l'avvocato, la responsabilità potrebbe essere "ulteriormente aggravata" se risultasse che "l'animale è stato coinvolto in manifestazioni vietate, corse clandestine nello specifico", poichè in tale ipotesi la pena può essere aumentata di un terzo.

Usate solari non testati sugli animali

Per le vacanze al sole, proteggersi scegliendo di salvaguardare la propria pelle ma anche quella degli animali, preferendo prodotti solari non sperimentati su di essi. E' l'appello lanciato dalla Lav (Lega anti vivisezione) che invita a consultare la nuova 'Guida pratica al Non Testato su Animali' per scegliere consapevolmente i cosmetici da acquistare.
La guida e' redatta dalla stessa Lav, ed e' possibile richiederla all'associazione animalista (tel. 06.4461325, e-mail: lav@infolav.org) oppure reperirla on line su www.lav.it, nella sezione Test cosmetici - Guida pratica al Non Testato http://www.infolav.org/lenostrecampagne/testcosmetici/guidapraticanontestato/5234.htm aggiornata con le nuove adesioni di aziende cosmetiche, tra cui alcune che propongono una linea di prodotti solari e doposole. Sulla 'Guida pratica' della Lav e' possibile trovare sia aziende nazionali che aziende cosmetiche straniere i cui prodotti sono distribuiti in Italia. 'I solari e i numerosi altri cosmetici non testati su animali - dichiara Roberta Bartocci, responsabile Lav settore Test Cosmetici - sono prodotti sicuri e di grande efficacia, inoltre hanno un importante valore aggiunto perche' rispondono all'esigenza etica di 'salvare la pelle' a migliaia di animali ancora oggi sottoposti a esperimenti cruenti, per i quali esistono invece valide alternative scientifiche utilizzate da numerose aziende all'avanguardia'.
'Oggi, inoltre, sono disponibili circa 10mila sostanze utilizzabili dall'industria cosmetica per formulare i propri prodotti.
E se tutte le aziende sottoscrivessero lo Standard - prosegue la Bartocci - automaticamente cesserebbero i test cosmetici su animali poiche' tutte le aziende utilizzerebbero le materie prime gia' esistenti per formulare i propri prodotti'. (segue) Le aziende cosmetiche inserite nella 'Guida pratica' della Lav, hanno aderito allo Standard Internazionale 'Non Testato su Animali': l'unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale, impegnandosi a utilizzare solo materie prime gia' presenti sul mercato prima della data sottoscritta nello Standard, un'iniziativa unitaria delle cinquanta piu' importanti associazioni antivivisezioniste e animaliste nel mondo.
La Lav, che gestisce in Italia lo Standard, ha stilato un accordo con Icea, l'Istituto per la certificazione etica e ambientale: unico ente riconosciuto per garantire la conformita' delle aziende ai principi dello Standard. La Lav ricorda infine che dall'entrata in vigore della direttiva UE 2003/15, su tutti i cosmetici deve essere riportata la data di scadenza e nel caso dei solari, spesso esposti al caldo nelle spiagge, e' particolarmente importante rispettarla o comunque evitare di tenerli sotto il sole o con il tappo aperto.
(Sal/Col/Adnkronos)

GUARDIE ZOOFILE, INTERROGAZIONE IN VENETO SU CONTROLLO CANI

'Per quale motivo la Giunta impedisce alle guardie zoofile volontarie di prevenire il fenomeno del randagismo?': e' il titolo dell'interrogazione rivolta alla giunta regionale del Veneto dal consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin.
L'interrogazione, spiega una nota del Gruppo Consiliare Verdi, fa riferimento all'invio alle Asl da parte della Giunta Regionale di un parere - sia pure non vincolante - secondo il quale le Asl possono revocare alle Guardie Zoofile Volontarie il compito di accertare le violazioni alla legge sull'anagrafe canina. Il parere, prosegue la nota, e' stato immediatamente recepito dall'Asl 4 Alto Vicentino che ha in questo modo esautorato i volontari dalla loro opera in difesa degli animali d'affezione.
'L'anagrafe - spiega Bettin - sancisce il diritto di esistenza e tutela dell'animale, ma e' anche garanzia per la citta' dove vive che sia opportunamente controllato, in particolare sotto il profilo sanitario'. 'Capisco - ha proseguito - che il lavoro di questi volontari possa non risultare gradito a tutte le persone che acquistano un cane per giocarci un paio di mesi all'anno, ma chi ha a cuore i propri amici animali ed e' in regola con la normativa non puo' che apprezzare l'opera di questi volontari che, ricordiamolo, non fanno che accertare che sia rispettata la legge sull'anagrafe canina'.
Nell'interrogazione si ricorda che 'l'Asl 4 Alto Vicentino e' convenzionata con un canile privato, il Canile Segalla di Piovene Rocchette, che costa 3,90 euro al giorno per ogni ospite canino. Un costo mediamente elevato. Il Comune di Vicenza, ad esempio, convenzionato con Enpa, spende 2,64 euro al giorno per cane'. 'Impedire la prevenzione del randagismo da parte delle Guardie Zoofile Volontarie - scrive l'interrogante - comporta quindi un aggravio di spese per la collettivita', in quanto aumenta in maniera considerevole il numero di cani randagi nel canile'.
Il consigliere verde interroga quindi la Giunta per sapere 'se non ritiene il caso di ritirare il parere che esautora le guardie zoofile dalla prevenzione del randagismo, contribuendo in tal modo sia a combattere il fenomeno degli abbandoni estivi degli animali d'affezione, sia a far risparmiare la collettivita' a risparmiare sui costi dei canili'.
Le guardie zoofile volontarie sono nominate con la Legge 189 del 2004 e quindi con qualifica di Polizia Giudiziaria, il parere della Regione relativo alle contestazioni per le violazioni amministrative in merito alla prevenzione e alla tutela del randagismo fa invece riferimento alla Legge Regionale 60 del 1993.
'L'importanza del preciso controllo effettuato dalle guardie zoofile sull'anagrafe canina - ha aggiunto il consigliere - consiste tra l'altro nel fatto che, dopo il collocamento dei cani presso privati da parte dei canili, l'anagrafe e' lo strumento base per la verifica delle loro condizioni di mantenimento dopo l'adozione'. 'I canili - ha aggiunto - non possono piu' essere concepiti come il luogo dove si scaricano i cani, ma devono diventare punti di una rete per le politiche degli animali, integrati nella rete veterinaria e con le necessarie risorse'.
(ANSA)

ATTENZIONE, PENSIONI E DOG SITTER: CHI TIENE UN ANIMALE SI ASSUME LA RESPONSABILITÀ DELLE SUE CONDIZIONI

Chi si assume la responsabilità di un animale in assenza del padrone risponde personalmente delle sue condizioni fisiche. Questo il senso della sentenza della Corte di Cassazione su una vicenda che ha coinvolto anche un veterinario proprietario di una pensione per cani, cui era stato affidato Ettore, un giovane esemplare di boxer, durante le ferie del padrone, che aveva regolarmente chiamato tutti i giorni per informarsi sulle condizioni del suo amico quattrozampe, sentendosi puntualmente dire che tutto andava bene. Peccato che non fosse vero e il povero Ettore, in piena crisi di abbandono, era dimagrito notevolmente fino a rischiare di morire perché aveva smesso di mangiare per nostalgia.
Al ritorno dalle vacanze, Ettore era ormai in fin di vita e il padrone ha chiesto giustizia, per la scarsa cura dedicata al cane affidato con fiducia a una persona che, oltretutto, essendo un veterinario, aveva la professionalità sufficiente a comprendere che lo stato di salute dell’animale non era ottimale. La condanna per maltrattamenti da parte della Cassazione ha giustamente sanzionato un comportamento inaccettabile che ha causato un danno all’animale, specificando che – anche se la patologia è riconducibile alla sindrome da abbandono – il dog sitter o il responsabile della pensione sono tenuti a curare l’animale e tempestivamente avvisare il proprietario, così da garantire una pronta guarigione all’amico affidato per pochi giorni.

Spot ENPA

Uno degli spot Enpa più noti contro il maltrattamento illustra un cane che dice: “Chiamate il mio avvocato. Mi maltrattano”. Uno studio legale sardo offrirà la possibilità di avere a disposizione dell’Enpa avvocati per gli animali gratis per tutta l’estate. Questo il progetto promosso dal coordinatore regionale per la Sardegna della Protezione Animali, Emanuele Deiana, che intende ringraziare il team di avvocati che si è reso disponibile per fornire assistenza legale e consulenze gratuite per la tutela di animali e ambiente. I legali si sono dichiarati disponibili anche a patrocinare l’Enpa in caso di costituzioni di parte civile in procedimenti per crimini contro il patrimonio ecologico.
Si tratta di un accordo senza precedenti che va a sostenere il lavoro della Protezione Animali che in Sardegna si trova a fare fronte a una situazione drammatica, “soprattutto alla luce dei grandi numeri in fatto di incendi e abusivismo”, ha commentato Deiana. Lo staff di legali, coordinato dal penalista Patrizio Rovelli, si metterà a disposizione dell’Enpa nei mesi estivi offrendo la professionalità di quattro avvocati, che si divideranno il territorio regionale seguendo le problematiche che gli verranno sottoposte dalle sezioni locali.
Chiamando lo 070.684255, il numero della sezione Enpa di Cagliari, è possibile segnalare maltrattamenti o reati contro gli animali e contro il loro habitat. La parola d’ordine dell’estate è “Chi vede parli”, suggerisce l’Enpa, invitando a combattere l’omertà che rende complici degli autori di queste crudeltà.

HA TRASCINATO CANE CON AUTO PER 1 KM, DOVRA' PAGARE 3.750 EURO

Si e' concluso con 2000 euro di ammenda, 1500 euro di onorari piu' le spese e 250 euro alla parte civile, il processo a carico di L.P. Il ventiseienne di Momo (Novara), alle tre del 17 agosto del 2003 in localita' 'tre strade' del comune di Castelletto Ticino, aveva trascinato per un km, con l'auto il proprio cane. Il fatto,risale a meta' agosto del 2003. La vicenda ebbe risonanza sulla stampa nazionale, quando la Procura di Novara decise la restituzione di Briciolo, che aveva riportato gravissime lesioni agli arti, al proprietario.
La sentenza di condanna e' stata pronunciata dal giudice Claudio Siclari della sezione distaccata di Borgomanero del Tribunale di Novara. L.P. quella notte viaggiava in palese stato di ubriachezza a bordo di una Citroen Ax. Oltre al cane, sulla vettura c'erano un extracomunitario, che era alla guida, e I.A., una donna, che stava seduta dietro. ''Dopo aver effettuato una sosta- ha dichiarato il giudice - era risalito in macchina. Non avvedendosi che il cane era sceso, nel chiudere la portiera per ripartire, aveva bloccato il guinzaglio''. Il cane trascinato dal veicolo, aveva riportato gravissime lesioni.
Quella notte erano intervenuti gli agenti della Polizia stradale di Arona, su segnalazione di un automobilista che aveva notato il cane ferito. L'animale era vicino ad un'auto ferma con attorno tre persone che discutevano violentemente. Il giudice Siclari ha ritenuto infondate le eccezioni della difesa volte a dimostrare la casualita' dell'accaduto. Il magistrato non ha ritenuto ''fortuito'' il caso. A suo avviso, era evitabile. Bastava prestare un po' di attenzione per verificare se il cane fosse a bordo. Nella quantificare la pena, basata sull'art. 727 del c.p. in vigore al momento del fatto (oggi modificato dalla L 189/2004), il giudice non ha concesso le attenuanti generiche ed ha tenuto conto della gravita' delle lesioni subite dall'animale e dello stato di ubriachezza dell'imputato. 
Gli animalisti, rappresentati dagli avvocati Carlo Deslex ed Ottorino Agati , si erano costituiti parte civile nelprocesso.Erano stati loro infatti a segnalare alla Procura di Novara l'aspetto penale della vicenda. Avevano ottenuto la custodia giudiziale dell'animale e l'avevano curato presso il Canile Quattrozampe nel Cuore di Rovasenda (Vercelli). Ad essi e' stato riconosciuto un danno di 250euro.
Mauro Bottigelli, consigliere nazionale dellaLega italiana per i diritti degli animali di Torino (Lida), ''la sentenza, anche se debole nella pena a causa dei limiti posti dalla legge, e' innovativa nel contenuto''. Luciano Lazzarato, presidente dell'associazione 'Quattrozampe nel Cuore', ritiene ''gia' una vittoria aver evitato il rischio di archiviazione che avevo temuto quando ci imposero la restituzione dell'animale''. Infine, Claudio Zerbetto di Varese, operatore zoofilo della Lida e primo custode giudiziario, intende chiedere ''l'accertamento delle condizioni attuali di Briciolo''.
(Mbu/Pn/Adnkronos)

PALIO DI FERRARA: AZIONE CIVILE CONTRO L’ENTE ORGANIZZATORE

La Coordinatrice Regionale della LAV per l’Emilia Romagna, Annamaria Pisapia, ha presentato stamani a Ferrara, in una conferenza stampa, la causa civile intentata dall’Associazione contro l’Ente Palio Città di Ferrara, in seguito ai gravissimi incidenti che il 28 maggio scorso hanno macchiato di sangue l’edizione 2006 della manifestazione: due cavalli morti e un terzo ferito gravemente, questo il bilancio tristemente noto. 
La LAV è da sempre attestata su posizioni abolizioniste per quanto riguarda questo genere di spettacoli, che, anche in altre parti di Italia, in nome della “tradizione” registrano troppo spesso il verificarsi di incidenti, spesso mortali, per uno o più animali. Vanno ricordati, ad esempio, il Palio dell’Assunta di Siena del 2004, in cui un cavallo si spezzava il collo su un palo di metallo durante la corsa; il Palio di Floridia (SR) svoltosi recentemente, con un altro cavallo abbattuto nel centro del paese, nonché il Palio dei Normanni di Enna del 2005, con morte di tre cavalli e ferimento di altri due, per giungere al recentissimo Palio di Feltre (Belluno) di domenica 6 agosto 2006 che ha visto l’azzoppamento e la conseguente soppressione di due cavalli. 
Nello specifico, per quanto riguarda Ferrara, in seguito agli eventi del 28 maggio scorso, la LAV aveva fermamente chiesto l’eliminazione della corsa dei cavalli, troppo pericolosa per gli animali e per le stesse persone che si trovano sul percorso di gara, senza ricevere conferme circa la definitiva soppressione del Palio, sia da parte del Sindaco che dello stesso Ente Palio.
Le linee guida dell’azione civile contro l’Ente Palio nelle parole dell’Avvocato Giovanni Adamo, difensore della LAV nella causa in oggetto: “Premetto che la LAV è legittimata ad agire civilmente nella vicenda del Palio di Ferrara, in quanto ha subito una evidente frustrazione delle proprie finalità associative, con conseguente ingiusto patimento “morale” ed “esistenziale”, sia proprio, sia dei singoli Associati, e questo proprio in una zona geografica nella quale la LAV è assai attiva, da anni, nella sensibilizzazione della cittadinanza ai fini della definitiva acquisizione del valore del rispetto dei diritti degli animali. Essa, pertanto, subisce una “compressione” delle proprie finalità statutarie proprio in ragione del verificarsi di eventi di questa natura e portata. A ciò va aggiunto un ulteriore fattore di legittimazione: la LAV è il principale Ente esponenziale a livello nazionale dell’interesse diffuso del sentimento per gli animali, un valore, questo, che l'Ordinamento ha definitivamente cristallizzato nel nuovo titolo IX-bis del Codice Penale. Pertanto, civilisticamente parlando, è legittimo che la LAV richieda alla magistratura l’accertamento delle responsabilità civili, dirette, indirette, oggettive (in senso civilistico), dell’Ente Palio (se il Giudice le riterrà sussistenti), essendo a carico di questo sia la gestione complessiva di una manifestazione “pericolosa”, sia la “custodia” del territorio comunale affidato, sia la “custodia” della “pista”, sia tutta l’attività preparatoria e di organizzazione, oltre, naturalmente, alla custodia dei cavalli e al mantenimento degli stessi in buona salute. Dal punto di vista civilistico, infatti, esistono delle responsabilità “indirette” ed “oggettive” del tutto scisse dalla colpa e persino dalla consapevolezza dell’illecito. 
Vige in questi casi, un principio fondamentale, che è quello del “chi rompe paga”, completamente diverso dal principio “chi sbaglia paga”, anche senza colpa. Qualora la magistratura vorrà convalidare quanto da noi ipotizzato, abbiamo chiesto, tra l’altro, di inibire all’Ente Palio Città di Ferrara ogni attività di organizzazione e direzione della manifestazione per il futuro. Alternativamente, abbiamo richiesto delle somme da impiegare in attività meritorie per gli equidi. In subordine, infine, abbiamo richiesto al giudice di non condannare nessuno alla corresponsione di somme, ma comunque di accertare le responsabilità dedotte richiedendo contestualmente la pubblicazione di apposita sentenza”.
AnimalieAnimali.it

Caccia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella seduta del 4 agosto u.s. un decreto legge sull’apertura della stagione di caccia 2006. Il decreto, in pratica, vieterà alle Regioni, dopo parecchi anni di deregulation in materia, di concedere deroghe sulla data di apertura ufficiale della stagione della caccia in violazione alle attuali norme europee.
Il decreto legge appena approvato stabilisce anche che nelle zone classificate come ZPS (Zone protezione speciale) sarà permessa la caccia ma senza alcuna deroga possibile in termini di calendario o specie cacciabili. Inoltre, in queste particolari aree, sarà vietata qualsiasi attività antropica di impatto ambientale come l’istituzione di discariche, le manifestazioni motoristiche, la posa di elettrodotti e altro.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/notizie/agosto06_deroga.htm

PALIO FELTRE: CAVALLI ABBATTUTI, LIDA CHIEDE AIUTO UNIRE

Due cavalli azzoppati e soppressi, ieri, al Palio di Feltre (Belluno), organizzato da ATF (Associazione turistica feltrina) e Comune di Feltre. I cavalli erano Antonello da Messina, che correva per il quartiere Duomo, e Gisellin che gareggiava per il quartiere Santo Stefano. Le polemiche infuriano, come scrive il "Gazzettino di Belluno" sia per le cattive condizioni del circuito, che nei giorni scorsi erano state denunciate da piu' parti, sia per il tempo intercorso tra gli azzoppamenti degli animali e il momento dell'eutanasia che ha posto fine alla loro sofferenza. Sul caso, purtroppo analogo ad altri in Italia, interviene oggi la LIDA (Lega Italiana dei Diritti dellÂ’Animale) di Torino che chiede l'intervento del ministro Paolo De Castro. "Dopo Fucecchio, Ferrara, Floridia, e' toccato a Feltre mandare avanti la mattanza dei cavalli nelle corse estive di Palio - sottolinea il responsabile nazionale Mauro Bottigelli -. Si tratta di manifestazioni indegne di un Paese civile, tenute senza regole e senza controlli. La LIDA chiede al ministro delle Politiche agricole di porre i palii sotto il controllo dellÂ’UNIRE".
Ieri pomeriggio, alla partenza del Palio sullÂ’anello di Pra' del Moro, di cui sabato sei degli otto fantini in gara avevano denunciato le condizioni precarie per la presenza di sassi e per il fondo troppo duro, i due cavalli si sono spezzati le gambe. Si e' dovuto attendere la conclusione della gara perche' Gisellin venisse trasportato a un centinaio di metri, fuori dagli occhi del pubblico, e abbattuto. Ad Antonello da Messina, appartenente a Salvatore Lo Manto (palermitano residente a Montecalvo in provincia di Asti), e' andata peggio: per l'abbattimento ha dovuto attendere circa due ore.
"Esigo che i responsabili di questo dramma siano banditi dall'organizzazione di eventi del genere e da qualsiasi altro tipo di attivita': mandare dei cavalli al massacro e' un crimine e se la pista e' stata giudicata da loro idonea che vadano a spiegarlo ai due cavalli che ora sono morti" ha dichiato il veterinario Luca Funes, titolare di una clinica privata a Ponte delle Alpi (Belluno), che giovedi' aveva denunciato le condizioni precarie del circuito. Nei giorni seguenti si erano aggiunte le proteste di varie associazione animaliste, che gia' un mese fa avevano denunciato la pericolosita' dell'anello di Pra' del Moro, ma il sindaco di Feltre Alberto Brambilla e il presidente dell'ATF Bino Cossalter avevano fatto sapere che il Palio era assicurato e il programma non sarebbe stato modificato.
(AGI)

Salviamo i caprioli in Piemonte

Nei boschi tra Ovada ed Acqui, in provincia di Alessandria, a partire dal 10 agosto e fino a fine gennaio del prossimo anno è stata pianificata una strage di caprioli, decisa dalla Regione Piemonte.
I cacciatori pagheranno, per potersi divertire ad ammazzare questi animali indifesi, 40 euro per ogni cucciolo e 110 per ogni adulto. I maschi saranno abbattuti tra il 10 ed il 26 agosto, e le femmine e i cuccioli tra la fine di dicembre 2006 e la fine di gennaio 2007 (come se i cacciatori distinguessero tra maschi, femmine e cuccioli: loro sparano e basta quando vedono muoversi qualcosa...).
La solita scusa è che fanno danni alle coltivazioni, ma questi danni dovrebbero essere pagati dai cacciatori stessi, visto che questi animali sono quelli fuoriusciti dalle loro "riserve di caccia"; invece i cacciatori vengono ricompensati con tante belle settimane di divertimento sanguinario.
I caprioli sono però fortunati a non essere cinghiali, perché stavolta la decisione non è passata sotto silenzio, e se ne stanno occupando i giornali, i TG nazionali e ci sono molte persone, anche non animaliste, che sono rimaste "scandalizzate" da questa violenza senza senso.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/caccia_caprioli.htm

Cina - strage di cani

Una contea della Cina meridionale ha fatto uccidere circa 50.000 cani in una campagna sanitaria ordinata dal governo centrale cinese, dopo la morte per rabbia di tre persone del posto. Il massacro, durato cinque giorni, è avvenuto nella contea di Mouding che si trova nella provincia meridionale dello Yunnan. Gli unici cani risparmiati sono stati quelli delle unità cinofile della polizia e i cani dell'esercito, ha fatto sapere lo Shanghai Daily.
Gli animali che si trovavano per strada insieme ai padroni sono stati uccisi sul posto, scrive il giornale di Shangai, mentre altri sono stati ammazzati da squadre di polizia che, dopo aver fatto rumore per farli abbaiare nel cuore della notte, sono entrati nelle case e hanno ucciso le povere bestie. Ai padroni è stata data l'opzione di uccidere loro stessi gli animali in cambio di 5 Yuan (circa 49 euro) offerti dalle autorità.
La brutalità indiscriminata nei confronti di questi animali ha suscitato molte critiche a livello mondiale, mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite ha chiesto da Ginevra che vengano fatti piú sforzi per la prevenzione.
Nella zona oggetto della campagna sanitaria, che conta 200mila residenti, solo nell'ultimo anno sono state morse da cani circa 360 persone; tre, tra cui una bambina di 4 anni, hanno contratto la rabbia.(Ap)

Cane in aereo

Imbarca il cane sull'aereo ma lo ritrova morto prima della partenza. E' accaduto a Malpensa e ora Francesco Cusenza, un pensionato di 60 anni di Valganna (Varese), ha presentato una denuncia alla Polaria dello scalo, per chiedere che vengano chiariti i motivi del decesso del suo bulldog di tre anni e mezzo di nome Priscilla.
Secondo quanto ha raccontato il proprietario alla polizia, il cane era stato prelevato dagli addetti un'ora prima della partenza del volo, intorno alle 13,45. Ma l'aereo, il Milano-Palermo delle 14,45 di Alitalia, era stato bloccato a terra a causa di un problema tecnico.
Quando, dopo due ore circa di attesa, i passeggeri sono saliti a bordo, al signor Cusenza e' stato comunicata la morte dell'animale.
Secondo la Polizia, il cane e' deceduto per un ''collasso''. La Polaria sta ora raccogliendo informazioni per valutare se tutte le procedure di imbarco siano state rispettate. Il proprietario si era presentato all'imbarco con un certificato di ''sana e robusta costituzione'', obbligatorio per imbarcare il cane.
Il responsabile del servizio Veterinario di Malpensa, Massimo Pizzoli, non si sbilancia. ''Abbiamo constatato il decesso del cane -spiega all'ADNKRONOS- ma in questo momento non siamo in grado di dire se sia stata commessa qualche superficialita', pero' abbiamo chiesto di vedere la tempistica di movimentazione''.
La Sea, societa' che controlla gli scali di Malpensa e Linate e che tramite la societa' Sea Handling gestisce la movimentazione di terra di Alitalia, comunica che non sono state rilevate irregolarita'.
Secondo l'azienda aeroportuale, il cane e' stato portato a bordo e stivato alle 14,30, ma e' stato fatto scendere pochi minuti dopo, alle 14,40, dopo l'annuncio del ritardo del volo. Successivamente, continua la ricostruzione della Sea, e' stato portato in una zona ombreggiata e rifocillato. Intorno alle 16 pero' e' stato colpito da collasso.
(Ror/Pe/Adnkronos)

Cani e gatti in vacanza

Cani e gatti con noi in vacanza? Assolutamente sì, a patto però di prendere alcuni accorgimenti durante il viaggio e, soprattutto, assicurarsi che lalloggio dove si è diretti sia un posto adatto al nostro amico a quattro zampe. Tra le regole da seguire in viaggio: una ciotola dacqua fresca sempre a portata di mano per Fido e una gabbietta da trasporto ampia dove il micio di casa possa sentirsi a suo agio.
Lo spiega allADNKRONOS SALUTE Laura Torriani, segretario nazionale Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), alla vigilia del weekend che vedrà milioni di italiani in viaggio diretti nei luoghi di villeggiatura. Se lo spostamento è di poche ore - afferma Torriani - grosse precauzioni da prendere non ce ne sono. Se il viaggio invece prevede una permanenza in macchina di più di 5-6 ore, almeno per il cane, è sicuramente indicato fermarsi. Per i gatti costretti in gabbietta invece, vale la regola del prima si arriva, meglio è. La gabbia da trasporto, secondo lesperta, non solo è consigliabile ma dovrebbe essere obbligatoria perchè il gatto, se si spaventa, diventa fuori controllo e può infilarsi ovunque, magari sotto il pedale del freno, mettendo a rischio la vita di tutti i passeggeri del veicolo. Importante però che sia una gabbia molto ampia, circa il doppio rispetto alle dimensioni del gatto. E per il cibo? Durante il viaggio - spiega Torriani - è inutile cercare di forzare i nostri amici a bere e mangiare se non ne hanno voglia. Per i cani però è consigliabile avere sempre a portata di mano una ciotola dacqua fresca.
Ma il viaggio, secondo il segretario nazionale dellAnmvi, è il minore dei mali. Il problema è assicuararsi che lalloggio dove si è diretti sia adatto allanimale. Ad esempio per il micio è assolutamente sconsigliato lalbergo: cameriere che entrano in stanza, aspirapolveri accesi. Insomma, situazioni a rischio. Per i cani invece non cè questo tipo di problema, ma è comunque necessaria una normale fase di adattamento al nuovo ambiente. Se quindi non si va un habitat ad hoc, è meglio lasciare cani e gatti a casa, in custodia ad un parente o amico o, in alternativa, in una pensione per animali, conclude lesperta.
(Fed/Adnkronos Salute)

La Maddalena e i cani

Per due mesi, da agosto a settembre, due spiagge di la Maddalena, in Sardegna, saranno attrezzate per ospitare anche i cani, grazie a un progetto dell'Associazione Arvepana, della capitaneria e dell'Ente Parco nazionale dell'arcipelago.
Saranno accessibili anche agli animali la spiaggia a La Maddalena fra "Monti da Rena" e il Touring Club Italiano, e, nell'isola di Caprera, quella di fronte alla scuola "Centro Velico di Caprera".
Queste le regole per i padroni: obbligo del guinzaglio, pulizia immediata delle deiezioni dell'animale con paletta e sacchetto, libretto sanitario in regola con le vaccinazioni e certificato d'iscrizione all'anagrafe canina.
Il servizio, offerto dai volontari dell'associazione e da quattro operatori esterni, prevede che, a un prezzo di 3 euro, sia consegnato all'utente un kit, comprensivo di paletta e sacchetto, un ombrellone, una ciotola per l'acqua, l'uso della doccia e l'eventuale assistenza di un veterinario.
(AGI)

Agriturismi italiani amici degli animali

'La meta' degli agriturismi italiani (49 per cento) accoglie volentieri gli animali che accompagnano gli ospiti'. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base di un'analisi della guida Agriturismo 2006 di Campagna Amica-Terranostra dalla quale emerge che le aziende agrituristiche italiane sono un ottimo alleato della lotta contro gli abbandoni estivi che coinvolge, secondo la Lav, 150mila cani all'anno. Moltissimi agriturismi - prosegue l'associazione - sono in grado di garantire agli amici animali domestici una meritata vacanza all'insegna della riconquista della liberta' e della vicinanza ai loro padroni, anche se e' bene concordare le modalita' dell'ospitalita' per rendere tutto armonico, anche in relazione agli animali dell'azienda agricola e alle esigenze degli altri ospiti. In particolare i cani possono trovare un adeguato spazio nel verde e ristoro per i loro bisogni senza costituire un peso per alcuno, ma, anzi, continuando a stare al fianco dei loro padroni anche nei momenti di svago. E l'ospitalita', senza limiti di stazza si estende dal chi hua-hua, al San Bernardo, dal pastore tedesco al levriero, dall'alano al dalmata. Ma addirittura, a differenza di alberghi, pensioni e camere in residence, - evidenzia la Coldiretti - negli agriturismi i cani possono addirittura in alcuni casi restare in camera con i loro 'padroni' godendo di piccole comodita' come lettini, cucce confortevoli e acqua sempre fresca. Alcune aziende agrituristiche offrono autentici corsi di addestramento riservati sia ai cani da compagnia, sia a quelli per la ricerca di tartufi o per la guardia. Si organizzano corsi per insegnare le regole fondamentali come stare seduto, alzarsi e rispondere alla voce del padrone, con possibili supplementi di addestramento in altri week end, magari per imparare a evitare i pericoli nel caos cittadino. E' possibile scegliere la vacanza verde su misura - conclude la Coldiretti - navigando su internet nel sito www.terranostra.it, dove e' presente una selezione qualificata delle aziende con la possibilita' di ricerca avanzata per scegliere tra le diverse possibili opzioni in termini di servizi, prezzi e dislocazione in tutta Italia, tra cui l'opzione 'ospitalita' animali', oppure consultando, su carta, la guida di Campagna Amica 'Agriturismo 2006'. Le previsioni per le vacanze in campagna nel 2006 sono positive e - conclude la Coldiretti - fanno sperare in un aumento del 10% nelle presenze sia nazionali che estere con un fatturato complessivo stimato pari a circa 900 milioni di euro, per oltre tre milioni di presenze.
(AGI)

Baubeach non aprirà

Baubeach questa estate non aprira'. Lo stabilimento balneare per persone accompagnate da cani piu' famoso d'Italia, menzionato su tutte le riviste per gli amici a 4 zampe, invitato a Rimini, tra il 13 e il 15 ottobre, al Salone Internazionale della Balnearia e persino imitato dai giapponesi in madre patria, ha ricevuto il quarto 'no'. Dopo l'impossibilita' di occupare la spiaggia del Porto di Roma nel XIII Municipio perche' ancora un cantiere a cielo aperto, dopo lo sfratto dalla spiaggia di Fregene "per un'ordinanza partorita dal giorno alla notte dal sindaco Canapini", dice alla Dire Patrizia Daffina', presidente dell'associazione Baubeach, e dopo la "guerriglia scatenata dai residenti limitrofi al tratto balneare in localita' Idroscalo a Ostia" l'ultimo divieto e' arrivato dal Dipartimento X, l'ufficio che si occupa della tutela dell'Area di Capocotta. A dispetto di tutte le autorizzazioni che Baubeach aveva in testa, Daffina' si e' sentita rispondere che non si poteva occupare la spiaggia offerta dallo stabilimento Settimo Cielo perche' "l'area e' interessata ad un progetto europeo, i cani possono causare problemi alla microfauna dunale".
"Questo nonostante l'associazione - insiste il presidente dell'associazione - in passato si sia con molta veemenza battuta proprio per cause ambientaliste, come la deviazione del Fiume Arrone a Fiumicino, esponendomi in prima persona per questa battaglia".
Ma Daffina' non perde le speranze: "Abbiamo presentato un progetto al Comune di Fiumicino per una Concessione demaniale della durata di 15 giorni (come richiesta da bando), previsti dal 4 al 18 agosto, possiamo solo aspettare la risposta a tale domanda... Chi vivra' vedra'". Domani quindi la risposta dell'Ufficio ambiente che comunichera' l'esito del bando, al quale, rivela il presidente "abbiamo partecipato solo noi, visto i tempi per presentare i documenti erano ristretti, una settimana".
(Din/ Dire)

GB: 2005 anno più violento

La reputazione della Gran Bretagna di essere una nazione di amanti degli animali subisce un brutto colpo. Dati alla mano, la Rspca, associazione che si batte per i diritti degli animali, attraverso il suo presidente Jackie Bullard, ha dichiarato che ''il 2005 verra' le cure e per risolvere il problema ha amputato la zampa a Bumber usando un coltello elettrico da cucina. La zampa e' stata poi ritrovata dagli ispettori dell'Rspca nel giardino di Prosser, che e' stato interdetto per cinque anni dai magistrati a possedere altri animali.
Altri casi contano quello di un uomo imprigionato per aver sgozzato i suoi due cani, quello di un 17enne che ha preso a calci il suo cucciolo sino a farlo morire e quello di un uomo che ha appeso il cane per le zampe posteriori al terrazzo di casa perche' riteneva che avrebbe migliorato le ''prestazioni'' dell'animale.
Rosalind Gregson si e' invece resa colpevole di detenere 271 animali presso la sua abitazione, nel Lancashire, in maggior parte cani, ma anche gatti e uccelli, in condizioni aberranti: i cani vivevano rinchiusi in una casupola senza aver lo spazio neppure per muoversi. L'Rspca ne ha dovuto sopprimere 9, dopo averli confiscati. La Gregson ha ammesso di aver anche provocato varie sofferenze agli animali senza motivo, e per il resto della vita non potra' piu' possedere animali.
Ma il caso piu' raccapricciante e' quello del gatto Fluffy, rinchiuso nella lavatrice dal padrone, e bollito a 90 gradi con il lavaggio forte. Fluffy ha perso tutte le unghie cercando di scappare e i veterinari hanno concluso che deve aver sofferto per almeno 10 minuti prima di morire. ''Lavoro da sette anni con la Rspca e non ho mai visto un caso tanto orribile come questo'', ha confidato l'ispettore Rob Melloy, dopo che la vicenda e' finita in tribunale. Holly Thacker, 34 anni, di Norwich, e' finito in prigione per quello che ha commesso.
(ANSA)

Salvare Bambi

Una ''mobilitazione dei bambini'' che ''con la loro sensibilita' per i musetti simpatici e dolci dei 'Bambi' possa salvare i cerbiatti di Alessandria e dintorni''. Ad auspicarla e' Vittorio Sgarbi, attualmente assessore alla Cultura di Milano, che si schiera contro la mattanza di caprioli, cuccioli e femmine comprese, decisa nei giorni scorsi dalla Regione Piemonte a causa del proliferare degli animali che danneggerebbero le colture agricole. Decisione presa sulla base del censimento compiuto dalla Provincia di Alessandria degli appartenti alla specie presenti nell'area.
''Non e' concepibile, a mio avviso, per la sensibilita' che nutro nei confronti degli animali immaginare una legge che incita ad uccidere i cerbiatti: e' un invito che contraddice al principio generale della pace, incita -incalza Sgarbi- e risolleva istinti primordiali di violenza ed efferatezza. Abbattere cuccioli di otto mesi: e' un fatto che, nonostante i danni reali che alcuni caprioli hanno fatto ai vitigni e alle coltivazioni, sta fortunatamente riscuotendo il biasimo di non poche persone in Piemonte, ma e' legge e dunque si procedera' all'abbattimento delle povere bestiole''.
''Bisognerebbe che i bambini fossero i promotori di una campagna 'Adottiamo un bambi', che risolverebbe da un lato il problema dell'esubero dei cerbiatti e dunque anche dei danni alle coltivazioni ed eviterebbe un vero e proprio massacro, dall'altro responsabilizzerebbe i bambini che si ritroverebbero ad accudire una o due di queste bestiole. Come si puo' educare alla pace, e al rispetto, altrimenti?'', conclude Sgarbi.
Sulla base della decisione della Regione Piemonte, nell'alessandrino, in un'area di settantamila ettari di bosco che va da Ovada ad Aqui, potranno essere abbattuti 600 capi. I cacciatori dovranno fare richiesta all'Ambito territoriale di caccia (Atc) competente (il numero 4) e 'prenotare' la battuta, pagando 40 euro per un cucciolo e 110 per un adulto. Secondo il piano di selezione i maschi dovranno essere abbattuti fra il 10 ed il 26 agosto mentre per femmine e piccoli il periodo di abbattimento andra' dalla fine di dicembre 2006 alla fine di gennaio 2007.
(Sin/Ct/Adnkronos)

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