UNA STORIA TRAGICA A SALERNO - UN CANE HA BISOGNO URGENTE DI TUTTI NOI
26/09/2009 18:01
VI PREGO AIUTATECI CON UNO STALLO DOBBIAMO
TOGLIERLO DI LI
Il cane che vedete in allegato è davvero un caso disperato.
Viveva con altri 4 cani e il suo padrone in una cascina in provincia di Salerno.
Morto il padrone anziano qualche delinquente ha incendiato l'abitazione facendo morire bruciati gli altri 3 cani e l'unico superstite è questa povera creatura che vedete in foto, ormai legato ad un palo.
Ogni tanto qualche conoscente del vecchietto morto porta da mangiare e da bere a questo cagnolone ma questo ovviamente non accade ogni giorno.
Vive in condizioni igieniche molto scarse considerando che dove mangia e beve fa anche i suoi bisogni.
Cerchiamo con urgenza uno stallo o adozione.
Il cane avrà circa 5 o 6 anni ed è maschio.
per info: amichebalu@yahoo.it oppure 3337401020
Sito
http://www.adottaunpelosino.it/index.html
Blog petizioni
http://unafirmapersalvarmi.myblog.it/
Il cane che vedete in allegato è davvero un caso disperato.
Viveva con altri 4 cani e il suo padrone in una cascina in provincia di Salerno.
Morto il padrone anziano qualche delinquente ha incendiato l'abitazione facendo morire bruciati gli altri 3 cani e l'unico superstite è questa povera creatura che vedete in foto, ormai legato ad un palo.
Ogni tanto qualche conoscente del vecchietto morto porta da mangiare e da bere a questo cagnolone ma questo ovviamente non accade ogni giorno.
Vive in condizioni igieniche molto scarse considerando che dove mangia e beve fa anche i suoi bisogni.
Cerchiamo con urgenza uno stallo o adozione.
Il cane avrà circa 5 o 6 anni ed è maschio.
per info: amichebalu@yahoo.it oppure 3337401020
Sito
http://www.adottaunpelosino.it/index.html
Blog petizioni
http://unafirmapersalvarmi.myblog.it/
Artax, vittima innocente - dobermann maschio
26/09/2009 17:54
Artax, vittima innocente - dobermann maschio
ATTENZIONE: il video contiene immagini forti, sconsigliate a persone deboli e ai bambini.
Questo è Artax:
http://www.youtube.com/watch?v=rCkqN7D5AwQ&feature=player_embedded
Ci sono giorni che non vorresti arrivassero mai; ci sono cose che non vorresti mai vedere e realtà che non vorresti mai conoscere.
Vivi nella convinzione di essere abituato al peggio fino a che non vedi il peggio del peggio che avevi visto l'ultima volta..
Così è arrivato oggi questo Dobermann, così lo hanno trovato... Chi lo ha trovato ci ha chiesto subito una mano, ci avevano descritto una situazione agghiacciante ma fino a che non la vedi pensi sempre "non sarà peggio di Lothar o di Pedro"..
E invece...Peggio di Artax cosa c'è? Dove è la dignità di questo essere vivente? Chi lo ha privato del diritto alla vita?
NOI ESSERI UMANI!!!!!!!!
Artax, come abbiamo deciso di chiamarlo, è stato salvato da un canile lager del Sud di cui per ora è inutile parlare; ma è giusto che TUTTI vedano cosa accade in Italia!
Domani mattina verrà portato dal nostro veterinario per un primo controllo da cui, supponiamo, emergerà di tutto...
Ma sappiamo che per quanto ora si trovi al sicuro una convalescenza in una casa o comunque con persone che possano curarlo è molto meglio della nostra pensione.
Chiunque avesse la possibilità di aiutarlo, con assistenza fino a che è in pensione, dandoci una mano per portarlo dal veterinario (è a Parma adesso) o magari dandogli assistenza a casa, qualsiasi cosa possiate o vogliate fare per lui, ve ne saremo grate.
Associazione Dobermanns' Angels ONLUS - www.dobermannsangels.it - dobermannsangels@gmail.com
Per informazioni su Artax potete chiamare Micha al 3343615239
AGGIORNAMENTI:
AMBULATORIO VETERINARIO SALUS
Dott. S. Skert – Dott.ssa M. Emiliani
Oggi, 19 settembre 2009, ho visitato il cane maschio adulto dobermann di nome Artax, ilquale si presenta in pessimo stato di nutrizione con ipotrofia muscolare e debolezza grave.
Presenta inoltre lesioni cutanee, quali eritemi, piodermiti secondarie e alopecia,compatibili con dermatite causata da fluidi corporei, e, in corrispondenza delleprominenze ossee, presenta ipercheratosi ulcerate da irritazione per attrito della cute consuperfici dure.
L'esame obiettivo particolare degli apparati cardiovascolare e respiratorio erano nellanorma, linfonodi nella norma, mucose pallide, ipertermia, TRC nella norma.
Ho rilevato otoacariasi, congiuntivite mucopurulenta e gonfiore alle articolazioni degli arti,soprattutto l'articolazioni tibiotarsale destra.
In attesa dei risultati dell'IF per sospetto di leishmania, elettroforesi proteine e VES.
Si consiglia ricovero in terapia intensiva.
ESAMI EMATOCHIMICI
EMOCROMO
RBC 3.48
HCT 20.8
WBC 26.2
HGB 7.1
PLT – STIMA PIASTRINICA ADEGUATA
BUN 6
CREA 0.3
GLU 100
ALT 10
ALKP 84
TP 9.3
TBIL 0.2
AMYL 573
CA 10.1
Nonostante un sensorio nella norma si consiglia visita neurologica specialistica e accuratavalutazione comportamentale, il cane infatti è affetto da anteropulsione e movimenti dimaneggio continui.
Per ulteriori informazioni resto a disposizione
Salsomaggiore terme, 19/09/2009
Dott. Martina Emiliani
TERAPIA
MATTINA BAYTRIL 6,5 mg/Kg
AURIZON 8 GTT
ZINCOGEN 1 CPR
COLBIOCIN 2 GTT
RESURGEN 2 CPS
SERA COLBIOCIN 2 GTT
IT-IS 3 CPR
ALLOPURIN
A GIORNI ALTERNI EPARGRISEOVIT 1 FIALA IM
DIETA MANTENIMENTO + A/D (4 PASTI AL GIORNO)
SOMMINISTRATI:
TERAPIA ACARICIDA
DRONTAL PLUS 2 CPR
ARTAX cerca disperatamente una famiglia che possa adottarlo, seguirlo e curarlo per fargli dimenticare il suo triste passato, o qualcuno che abbia possibilità di ospitarlo fintanto che non si riprende!
ATTENZIONE: il video contiene immagini forti, sconsigliate a persone deboli e ai bambini.
Questo è Artax:
http://www.youtube.com/watch?v=rCkqN7D5AwQ&feature=player_embedded
Ci sono giorni che non vorresti arrivassero mai; ci sono cose che non vorresti mai vedere e realtà che non vorresti mai conoscere.
Vivi nella convinzione di essere abituato al peggio fino a che non vedi il peggio del peggio che avevi visto l'ultima volta..
Così è arrivato oggi questo Dobermann, così lo hanno trovato... Chi lo ha trovato ci ha chiesto subito una mano, ci avevano descritto una situazione agghiacciante ma fino a che non la vedi pensi sempre "non sarà peggio di Lothar o di Pedro"..
E invece...Peggio di Artax cosa c'è? Dove è la dignità di questo essere vivente? Chi lo ha privato del diritto alla vita?
NOI ESSERI UMANI!!!!!!!!
Artax, come abbiamo deciso di chiamarlo, è stato salvato da un canile lager del Sud di cui per ora è inutile parlare; ma è giusto che TUTTI vedano cosa accade in Italia!
Domani mattina verrà portato dal nostro veterinario per un primo controllo da cui, supponiamo, emergerà di tutto...
Ma sappiamo che per quanto ora si trovi al sicuro una convalescenza in una casa o comunque con persone che possano curarlo è molto meglio della nostra pensione.
Chiunque avesse la possibilità di aiutarlo, con assistenza fino a che è in pensione, dandoci una mano per portarlo dal veterinario (è a Parma adesso) o magari dandogli assistenza a casa, qualsiasi cosa possiate o vogliate fare per lui, ve ne saremo grate.
Associazione Dobermanns' Angels ONLUS - www.dobermannsangels.it - dobermannsangels@gmail.com
Per informazioni su Artax potete chiamare Micha al 3343615239
AGGIORNAMENTI:
AMBULATORIO VETERINARIO SALUS
Dott. S. Skert – Dott.ssa M. Emiliani
Oggi, 19 settembre 2009, ho visitato il cane maschio adulto dobermann di nome Artax, ilquale si presenta in pessimo stato di nutrizione con ipotrofia muscolare e debolezza grave.
Presenta inoltre lesioni cutanee, quali eritemi, piodermiti secondarie e alopecia,compatibili con dermatite causata da fluidi corporei, e, in corrispondenza delleprominenze ossee, presenta ipercheratosi ulcerate da irritazione per attrito della cute consuperfici dure.
L'esame obiettivo particolare degli apparati cardiovascolare e respiratorio erano nellanorma, linfonodi nella norma, mucose pallide, ipertermia, TRC nella norma.
Ho rilevato otoacariasi, congiuntivite mucopurulenta e gonfiore alle articolazioni degli arti,soprattutto l'articolazioni tibiotarsale destra.
In attesa dei risultati dell'IF per sospetto di leishmania, elettroforesi proteine e VES.
Si consiglia ricovero in terapia intensiva.
ESAMI EMATOCHIMICI
EMOCROMO
RBC 3.48
HCT 20.8
WBC 26.2
HGB 7.1
PLT – STIMA PIASTRINICA ADEGUATA
BUN 6
CREA 0.3
GLU 100
ALT 10
ALKP 84
TP 9.3
TBIL 0.2
AMYL 573
CA 10.1
Nonostante un sensorio nella norma si consiglia visita neurologica specialistica e accuratavalutazione comportamentale, il cane infatti è affetto da anteropulsione e movimenti dimaneggio continui.
Per ulteriori informazioni resto a disposizione
Salsomaggiore terme, 19/09/2009
Dott. Martina Emiliani
TERAPIA
MATTINA BAYTRIL 6,5 mg/Kg
AURIZON 8 GTT
ZINCOGEN 1 CPR
COLBIOCIN 2 GTT
RESURGEN 2 CPS
SERA COLBIOCIN 2 GTT
IT-IS 3 CPR
ALLOPURIN
A GIORNI ALTERNI EPARGRISEOVIT 1 FIALA IM
DIETA MANTENIMENTO + A/D (4 PASTI AL GIORNO)
SOMMINISTRATI:
TERAPIA ACARICIDA
DRONTAL PLUS 2 CPR
ARTAX cerca disperatamente una famiglia che possa adottarlo, seguirlo e curarlo per fargli dimenticare il suo triste passato, o qualcuno che abbia possibilità di ospitarlo fintanto che non si riprende!
UN PASSO IN AVANTI DOVEROSO
21/09/2009 11:58
http://ami.aminews.net/it_news.html
Si chiamano «vegani» e sono i più duri e puri. Non si azzardano neppure a mangiare uova e miele. Nel nome del rispetto per la vita. Perfino nell'alcova. Ecco la cronaca di un festival speciale
Torino, luglio. Sul manifesto c'è la foto di un coniglietto spaurito. C'è scritto: «Simpatico animaletto, vero? E allora, perchè lo ammazzi per mangiartelo? La carne che mangi aveva occhi e bocca, proprio come te». Verrebbe voglia di accarezzarlo, quel coniglietto, sembra un cagnolino. Non certo di ucciderlo per farlo finire in pentola. «Amo gli animali, quindi non li mangio», c'è scritto a lettere cubitali su un grande cartello.
UN MONDO DOLCE CHE SEDUCE ANCHE I VIP. Torino. In alto ad uno stand del VegFestival, una bimba assaggia lo spiedino col cioccolato. Sopra, piccoli visitatori con Julia Hill, 32, la ragazza che salvò una sequoia in una foresta californiana: anche lei è vegetariana. A sinistra, un'altra vip che non mangia carne: Dorina Vaccaroni, 42. Che ha «convertito» anche i suoi cani. (Foto Guglielmo Lobera).
Siamo a Torino, al VegFestival: la testimonial è Julia Hill, la ragazza americana che il 10 dicembre del 1997 salì su una sequoia millenaria nell'antica foresta di Headwaters, in California, proclamando che non avrebbe abbandonato quella scomoda posizione finchè la Pacific Lamber, la compagnia che aveva deciso l'abbattimento di quell'albero, non avesse rinunciato. Julia non avrebbe immaginato che sarebbe dovuta rimanere lassù per due anni e che la sua casa sarebbe stata una piattaforma pericolante sospesa fra i rami. Ma alla fine salvò la sequoia e vinse la battaglia.
«Diventai quasi vegetariana all'improvviso», spiega Julia, 32 anni. «Ero in un prato, i miei occhi incrociarono quelli di un vitello, nel suo sguardo vidi gli stessi sentimenti che hanno gli esseri umani. Fu quasi una folgorazione. Gli animali soffrono, come noi. Hanno paura, come noi. Sono terrorizzati quando, dopo viaggi estenuanti sul camion, senza cibo nè acqua, vengono portati al macello e sentono l'odore del sangue. Con i prodotti vegetariani si vive meglio e si vive di più. E allora, perchè massacrare tanti animali?
Quanti animali? Nel corso della sua vita, un italiano ne mangia in media 1.400, tra bovini, maiali, polli, tacchini, conigli e altri ancora. Ogni anno solo nel nostro Paese si macellano 4 milioni e 700 mila bovini. Cifre spaventose, specie se viste con gli occhi dei vegetariani, che solo in Italia sono ormai più di tre milioni e sono in continuo aumento. E non perchè la verdura costi meno della carne.
Julia, che vive ad Oakland, ora collabora con un'azienda di Mantova che produce pannelli truciolari per cucine, soggiorni e camere da letto usando, unica al mondo, soltanto legno riciclato, cioè recuperato dalle discariche: un milione e mezzo di tonnellate l'anno, l'equivalente di diecimila alberi che lei contribuisce a salvare. Ma il suo impegno principale è a favore degli animali: «Come il cane è l'amico più fedele dell'uomo, noi siamo gli amici più fedeli degli animali», dice. «Specie quelli destinati ad essere mangiati».
Portano scarpe di tela e borse di plastica
VegFestival vuol dire festival dei vegani, cioè di quei vegetariani che, oltre a non mangiare nè carne nè pesce, non consumano nemmeno prodotti di origine animale come il latte e i suoi derivati (yogurt, formaggio, burro), le uova ed il miele. Se si fanno una spaghettata, sulla tavola manca il parmigiano e non è affato una dimenticanza; se decidono d fare una fotografia, usano una macchina digitale, perchè le pellicole sono prodotte anche con gelatine animali; se fanno l'amore, scelgono con cura il profilattico, per lo stesso tipo di problema. Insomma, il vegetariano doc non lo è soltanto a tavola. Lo è persino a letto.
HA INVENTATO L'ARROSTO A BASE DI GRANO. Torino. Enzo Marasso, titolare dell'azienda Muscolo di Grano di Marina di Isca (Catanzaro) «presenta» al VegFestival il suo arrosto vegano. É a base di grano e legumi e non fa rimpiangere quello tradizionale per «carnivori».
«Entro in un negozio di scarpe», racconta Arianna Camera, 33 anni, professoressa di Educazione fisica, «ne provo un paio, poi un altro e alla fine trovo quelle che cercavo. Chiedo alla commessa "Sono di pelle?". E lei: "Ma certo, stia tranquilla", anche se magari non è vero. E allora io, delusa, poso le scarpe, avvisandola che non me la sento di indossarle perchè sono vegetariana. La commessa ha sempre saputo che le scarpe vanno messe ai piedi e non in pentola, quindi resta un attimo interdetta, forse vorrebbe replicare, ma io sono già uscita».
I vegani non visitano zoo e acquari e se i loro amici portano i bambini al circo li guardano con aria di rimprovero. Le scarpe delle ragazze vegane sono in tela d'estate e in similpelle d'inverno, la borsetta è di plastica e se ricevono dal fidanzato una collana di perle vere la rifiutano, neppure a malincuore. E non basta: le coperte sono di microfibra o di pile, i divani e le poltrone in tessuto o in alcantara. le pellicce in peluche di cotone, perfino i fermagli dei capelli sono rigorosamente di plastica, come le montature degli occhiali. E dato che bisogna essere vegani sempre e ovunque. anche in bagno, sono ammessi solo gli shampoo agli estratti vegetali, come eucalipto, zenzero, mirtillo, ortica, malva. E attenzione al sapone: si può usare solo quello al latte di soia, all'essenza di vaniglia o di frutti.
E allora viene da chiedersi: ma tutto questo, non è un'esagerazione? Giriamo la domanda a Marina Berati, 38 anni, ingegnere in informatica e coordinatrice del gruppo di volontari che ha organizzato il VegFestival: «Le rispondo partendo un po' da lontano, per farmi capire bene. Ogni giorno muoiono nel mondo circa ventiquattromila persone, soprattutto bambini, per malattie collegate alla denutrizione. Eppure la produzione attuale di cereali e legumi sarebbe sufficiente a sfamare tutti. Ma la maggior parte di questi alimenti non viene utilizzata per chi ha fame, ma per l'allevamento intensivo del bestiame, che si trasforma in centinaia di migliaia di tonnellate di carne che vanno a soddisfare le richieste dei Paesi più ricchi. Quindi se chi ama la carne ne consumasse meno, salverebbe non solo tanti animali, ma anche tante vite umane. Salverebbe anche la propria vita: perchè è dimostrato che troppe carni grasse, ricche di colesterolo, favoriscono infarti, ictus, diabete, tumori. Il consumo eccessivo di cibi animali, insomma, sta facendo ammalare i ricchi e morire di fame i poveri.
«E non basta. Molti sono convinti che la foresta amazzonica, il vero polmone verde del nostro pianeta, venga abbattuta per farne legname, ma ciò è vero solo in parte: la causa principale della deforestazione è invece la creazione di pascoli per allevare bovini, che poi ovviamente vengono macellati. Quindi cercare di arginare questo massacro di animali, come stanno facendo i vegetariani di tutto il mondo, ha anche lo scopo di migliorare l'ambiente in cui viviamo: è stato calcolato, per esempio, che per produrre un solo hamburger si devono abbattere 5 metri di foresta tropicale. Quindi anche le scarpe in tela, le borsette in plastica e le poltrone in similpelle servono allo scopo, che è quello di far uccidere meno animali. Noi mangiamo cibi gustosi e leggeri senza ammazzare e far soffrire nessuno».
Stefano Momentè, un vegano che vive a Jesolo e da anni si interessa di filosofie orientali, ha pubblicato un libro con oltre trecento ricette senza carne, pesce, uova e latticini. Si scopre che è possibile preparare un eccellente ragù vegetariano, che il brasato è ottimo anche se fatto con il seitan, che gli hamburger di tofu non hanno nulla da invidiare a quelli tradizionali e praticamente non contengono grassi e che le scaloppine di soia possono essere una leccornia: dipende solo dalla bravura della cuoca. Enzo Marasso, titolare dell'azienda Muscolo di Grano di Marina di Isca (Catanzaro), ha inventato un arrosto a base di grano e legumi che è una delizia per il palato.
Tra i vip vegetariani ci sono Battiato, la Hack e Lewis
Fra i tre milioni di italiani vegetariani ci sono personaggi molto noti: come il cantautore Franco Battiato, la scienziata Margherita Hack, il professor Umberto Veronesi. Non mangia carne Carl Lewis, che conquistò quattro medaglie d'oro nella stessa edizione delle Olimpiadi e restò ai vertici mondiali nel salto in lungo e nella velocità per 17 anni; diventò vegana nel 1982, dopo la diagnosi di tumare alla mammella, Ruth Heidrich, vincitrice di più di 700 gare fra maratona, triathlon e pentathlon.
É vegetariana, praticamente da sempre, anche la campionessa veneziana Dorina Vaccaroni, passata recentemente, a 40 anni, dalla scherma al ciclismo. Ha un piccolo zoo in casa: tre cani, tre gatti, un coniglio e un pappagallo. Ora sta cercando di far diventare vegetariani anche i suoi cani, aumentando ogni giorno le dosi di verdura e diminuendo quelle di carne. Certo, è un bel match. Ma lei col fioretto in mano era una regina, vinceva quasi sempre. I suoi cani sembrano rassegnati: vincerà anche stavolta.
di Maurizio Caravella
(tratto da OGGI n° 28 del 12 luglio 2006)
Si chiamano «vegani» e sono i più duri e puri. Non si azzardano neppure a mangiare uova e miele. Nel nome del rispetto per la vita. Perfino nell'alcova. Ecco la cronaca di un festival speciale
Torino, luglio. Sul manifesto c'è la foto di un coniglietto spaurito. C'è scritto: «Simpatico animaletto, vero? E allora, perchè lo ammazzi per mangiartelo? La carne che mangi aveva occhi e bocca, proprio come te». Verrebbe voglia di accarezzarlo, quel coniglietto, sembra un cagnolino. Non certo di ucciderlo per farlo finire in pentola. «Amo gli animali, quindi non li mangio», c'è scritto a lettere cubitali su un grande cartello.
UN MONDO DOLCE CHE SEDUCE ANCHE I VIP. Torino. In alto ad uno stand del VegFestival, una bimba assaggia lo spiedino col cioccolato. Sopra, piccoli visitatori con Julia Hill, 32, la ragazza che salvò una sequoia in una foresta californiana: anche lei è vegetariana. A sinistra, un'altra vip che non mangia carne: Dorina Vaccaroni, 42. Che ha «convertito» anche i suoi cani. (Foto Guglielmo Lobera).
Siamo a Torino, al VegFestival: la testimonial è Julia Hill, la ragazza americana che il 10 dicembre del 1997 salì su una sequoia millenaria nell'antica foresta di Headwaters, in California, proclamando che non avrebbe abbandonato quella scomoda posizione finchè la Pacific Lamber, la compagnia che aveva deciso l'abbattimento di quell'albero, non avesse rinunciato. Julia non avrebbe immaginato che sarebbe dovuta rimanere lassù per due anni e che la sua casa sarebbe stata una piattaforma pericolante sospesa fra i rami. Ma alla fine salvò la sequoia e vinse la battaglia.
«Diventai quasi vegetariana all'improvviso», spiega Julia, 32 anni. «Ero in un prato, i miei occhi incrociarono quelli di un vitello, nel suo sguardo vidi gli stessi sentimenti che hanno gli esseri umani. Fu quasi una folgorazione. Gli animali soffrono, come noi. Hanno paura, come noi. Sono terrorizzati quando, dopo viaggi estenuanti sul camion, senza cibo nè acqua, vengono portati al macello e sentono l'odore del sangue. Con i prodotti vegetariani si vive meglio e si vive di più. E allora, perchè massacrare tanti animali?
Quanti animali? Nel corso della sua vita, un italiano ne mangia in media 1.400, tra bovini, maiali, polli, tacchini, conigli e altri ancora. Ogni anno solo nel nostro Paese si macellano 4 milioni e 700 mila bovini. Cifre spaventose, specie se viste con gli occhi dei vegetariani, che solo in Italia sono ormai più di tre milioni e sono in continuo aumento. E non perchè la verdura costi meno della carne.
Julia, che vive ad Oakland, ora collabora con un'azienda di Mantova che produce pannelli truciolari per cucine, soggiorni e camere da letto usando, unica al mondo, soltanto legno riciclato, cioè recuperato dalle discariche: un milione e mezzo di tonnellate l'anno, l'equivalente di diecimila alberi che lei contribuisce a salvare. Ma il suo impegno principale è a favore degli animali: «Come il cane è l'amico più fedele dell'uomo, noi siamo gli amici più fedeli degli animali», dice. «Specie quelli destinati ad essere mangiati».
Portano scarpe di tela e borse di plastica
VegFestival vuol dire festival dei vegani, cioè di quei vegetariani che, oltre a non mangiare nè carne nè pesce, non consumano nemmeno prodotti di origine animale come il latte e i suoi derivati (yogurt, formaggio, burro), le uova ed il miele. Se si fanno una spaghettata, sulla tavola manca il parmigiano e non è affato una dimenticanza; se decidono d fare una fotografia, usano una macchina digitale, perchè le pellicole sono prodotte anche con gelatine animali; se fanno l'amore, scelgono con cura il profilattico, per lo stesso tipo di problema. Insomma, il vegetariano doc non lo è soltanto a tavola. Lo è persino a letto.
HA INVENTATO L'ARROSTO A BASE DI GRANO. Torino. Enzo Marasso, titolare dell'azienda Muscolo di Grano di Marina di Isca (Catanzaro) «presenta» al VegFestival il suo arrosto vegano. É a base di grano e legumi e non fa rimpiangere quello tradizionale per «carnivori».
«Entro in un negozio di scarpe», racconta Arianna Camera, 33 anni, professoressa di Educazione fisica, «ne provo un paio, poi un altro e alla fine trovo quelle che cercavo. Chiedo alla commessa "Sono di pelle?". E lei: "Ma certo, stia tranquilla", anche se magari non è vero. E allora io, delusa, poso le scarpe, avvisandola che non me la sento di indossarle perchè sono vegetariana. La commessa ha sempre saputo che le scarpe vanno messe ai piedi e non in pentola, quindi resta un attimo interdetta, forse vorrebbe replicare, ma io sono già uscita».
I vegani non visitano zoo e acquari e se i loro amici portano i bambini al circo li guardano con aria di rimprovero. Le scarpe delle ragazze vegane sono in tela d'estate e in similpelle d'inverno, la borsetta è di plastica e se ricevono dal fidanzato una collana di perle vere la rifiutano, neppure a malincuore. E non basta: le coperte sono di microfibra o di pile, i divani e le poltrone in tessuto o in alcantara. le pellicce in peluche di cotone, perfino i fermagli dei capelli sono rigorosamente di plastica, come le montature degli occhiali. E dato che bisogna essere vegani sempre e ovunque. anche in bagno, sono ammessi solo gli shampoo agli estratti vegetali, come eucalipto, zenzero, mirtillo, ortica, malva. E attenzione al sapone: si può usare solo quello al latte di soia, all'essenza di vaniglia o di frutti.
E allora viene da chiedersi: ma tutto questo, non è un'esagerazione? Giriamo la domanda a Marina Berati, 38 anni, ingegnere in informatica e coordinatrice del gruppo di volontari che ha organizzato il VegFestival: «Le rispondo partendo un po' da lontano, per farmi capire bene. Ogni giorno muoiono nel mondo circa ventiquattromila persone, soprattutto bambini, per malattie collegate alla denutrizione. Eppure la produzione attuale di cereali e legumi sarebbe sufficiente a sfamare tutti. Ma la maggior parte di questi alimenti non viene utilizzata per chi ha fame, ma per l'allevamento intensivo del bestiame, che si trasforma in centinaia di migliaia di tonnellate di carne che vanno a soddisfare le richieste dei Paesi più ricchi. Quindi se chi ama la carne ne consumasse meno, salverebbe non solo tanti animali, ma anche tante vite umane. Salverebbe anche la propria vita: perchè è dimostrato che troppe carni grasse, ricche di colesterolo, favoriscono infarti, ictus, diabete, tumori. Il consumo eccessivo di cibi animali, insomma, sta facendo ammalare i ricchi e morire di fame i poveri.
«E non basta. Molti sono convinti che la foresta amazzonica, il vero polmone verde del nostro pianeta, venga abbattuta per farne legname, ma ciò è vero solo in parte: la causa principale della deforestazione è invece la creazione di pascoli per allevare bovini, che poi ovviamente vengono macellati. Quindi cercare di arginare questo massacro di animali, come stanno facendo i vegetariani di tutto il mondo, ha anche lo scopo di migliorare l'ambiente in cui viviamo: è stato calcolato, per esempio, che per produrre un solo hamburger si devono abbattere 5 metri di foresta tropicale. Quindi anche le scarpe in tela, le borsette in plastica e le poltrone in similpelle servono allo scopo, che è quello di far uccidere meno animali. Noi mangiamo cibi gustosi e leggeri senza ammazzare e far soffrire nessuno».
Stefano Momentè, un vegano che vive a Jesolo e da anni si interessa di filosofie orientali, ha pubblicato un libro con oltre trecento ricette senza carne, pesce, uova e latticini. Si scopre che è possibile preparare un eccellente ragù vegetariano, che il brasato è ottimo anche se fatto con il seitan, che gli hamburger di tofu non hanno nulla da invidiare a quelli tradizionali e praticamente non contengono grassi e che le scaloppine di soia possono essere una leccornia: dipende solo dalla bravura della cuoca. Enzo Marasso, titolare dell'azienda Muscolo di Grano di Marina di Isca (Catanzaro), ha inventato un arrosto a base di grano e legumi che è una delizia per il palato.
Tra i vip vegetariani ci sono Battiato, la Hack e Lewis
Fra i tre milioni di italiani vegetariani ci sono personaggi molto noti: come il cantautore Franco Battiato, la scienziata Margherita Hack, il professor Umberto Veronesi. Non mangia carne Carl Lewis, che conquistò quattro medaglie d'oro nella stessa edizione delle Olimpiadi e restò ai vertici mondiali nel salto in lungo e nella velocità per 17 anni; diventò vegana nel 1982, dopo la diagnosi di tumare alla mammella, Ruth Heidrich, vincitrice di più di 700 gare fra maratona, triathlon e pentathlon.
É vegetariana, praticamente da sempre, anche la campionessa veneziana Dorina Vaccaroni, passata recentemente, a 40 anni, dalla scherma al ciclismo. Ha un piccolo zoo in casa: tre cani, tre gatti, un coniglio e un pappagallo. Ora sta cercando di far diventare vegetariani anche i suoi cani, aumentando ogni giorno le dosi di verdura e diminuendo quelle di carne. Certo, è un bel match. Ma lei col fioretto in mano era una regina, vinceva quasi sempre. I suoi cani sembrano rassegnati: vincerà anche stavolta.
di Maurizio Caravella
(tratto da OGGI n° 28 del 12 luglio 2006)
CANE TORTURATO ASSISTE A PROCESSO
18/09/2009 16:35
18 settembre 2009 - Ha assistito al processo ai
suoi aguzzini - che hanno cercato di dargli fuoco -
nelle braccia della sua padroncina il cane Mambo.
Con le bende sulle zampe e sul dorso, ancora
sofferente, Mambo era presente in aula "in quanto
vittima e non per suscitare emozione", ha detto il
procuratore della repubblica di Perpignan, la città
dove si è svolto il processo.
Due gli imputati: una ragazza di 22 anni e un ragazzo di 17 anni, che nella notte fra il 10 e l'11 agosto scorso a Espira-de-l'Agly, nella regione dei Pirenei-Orientali, "non avendo niente da fare" - scrive Le Figaro - hanno cercato di dare fuoco a Mambo, un bastardino, allora, che vagava nella cittadina. Uno dei due ha tenuto il cane fermo, mentre l'altro lo ha ricoperto di benzina, prima di appiccare il fuoco.
In aula oggi c'era solo la ragazza che è stata condannata dal tribunale di Perpignan a sei mesi di carcere per atti di crudeltà e barbarie contro animali. Il ragazzo, minorenne, sarà giudicato invece il 17 dicembre prossimo.
La vicenda ha toccato la sensibilità dei francesi che si sono mobilitati per raccogliere le firme sotto la petizione "Giustizia per Mambo" inviata poi alla magistratura.
Si sono mobilitate - per sostenere le spese per curare Mambo, sono stati raccolti 10.000 euro complessivamente - associazioni e anche alcune personalità, come l'ex calciatore Zinedine Zidane, l' attore Alain Delon e l'animalista, ex icona del cinema, Brigitte Bardot.
(Ansa)
Due gli imputati: una ragazza di 22 anni e un ragazzo di 17 anni, che nella notte fra il 10 e l'11 agosto scorso a Espira-de-l'Agly, nella regione dei Pirenei-Orientali, "non avendo niente da fare" - scrive Le Figaro - hanno cercato di dare fuoco a Mambo, un bastardino, allora, che vagava nella cittadina. Uno dei due ha tenuto il cane fermo, mentre l'altro lo ha ricoperto di benzina, prima di appiccare il fuoco.
In aula oggi c'era solo la ragazza che è stata condannata dal tribunale di Perpignan a sei mesi di carcere per atti di crudeltà e barbarie contro animali. Il ragazzo, minorenne, sarà giudicato invece il 17 dicembre prossimo.
La vicenda ha toccato la sensibilità dei francesi che si sono mobilitati per raccogliere le firme sotto la petizione "Giustizia per Mambo" inviata poi alla magistratura.
Si sono mobilitate - per sostenere le spese per curare Mambo, sono stati raccolti 10.000 euro complessivamente - associazioni e anche alcune personalità, come l'ex calciatore Zinedine Zidane, l' attore Alain Delon e l'animalista, ex icona del cinema, Brigitte Bardot.
(Ansa)
CIRCO VICTOR SEQUESTRO E VETERINARI
18/09/2009 16:35
CIRCO VICTOR
SEQUESTRO E VETERINARI
"Raccontiamola giusta" e per davvero.
DA animalieanimali.it
15 settembre 2009 - Se la vicenda del sequestro degli animali del Circo Victor, il mese scorso, fosse tutta riassumibile nell’episodio del veterinario libero professionista che dichiara di essere stato “malmenato e maltrattato” dal Corpo Forestale dello Stato, ci sarebbe solo da esprimere la richiesta di fornire le prove di tali affermazioni e, in caso affermativo, sperare che fatti del genere vengano sanzionati e che non abbiano a ripetersi.
Ma quanto è scaturito dal sequestro degli animali del Circo Victor è molto di più:
- si è scritto di “buone condizioni degli animali” al momento del sequestro, anzi “buonissime”, omettendo colpevolmente di considerare che il sequestro e la convalida finanche al Tribunale del Riesame si è basata sugli inequivocabili verbali e relazioni medico veterinarie che hanno attestato gravi condizioni degli animali;
- si è scritto del veterinario “malmenato ed ammanettato perché difende da maltrattamenti gli animali”, quando ad essere stato documentato in via giudiziaria, dall’operato delle Forze dell’ordine e di medici veterinari è stato il maltrattamento quotidiano pregresso e lì si stava interrompendo un’azione impartita dall’Autorità Giudiziaria;
- si è scritto “della morte di un animale sequestrato” senza colpevolmente annunciare una dovuta conseguente azione legale;
- si è scritto che “vi sono ampie deleghe in tema di benessere animale riconosciute ad organismi istituzionali o associativi che non hanno alcuna professionalità, capacità o competenza, con interessi diversi o in conflitto con il benessere animale”;
si è scritto di “abusi di potere di cui possono rendersi responsabili certe istituzioni se “armate” dalla demagogia dell’animalismo più fanatico, disinformato e quindi pericoloso”.
E’ necessario che, in attesa dei pronunciamenti della Magistratura (sia sul sequestro degli animali, sia sulle dichiarate violenze subite da un medico veterinario libero professionista e la relativa denuncia contro di lui per resistenza a pubblico ufficiale), così come sulle interrogazioni parlamentari presentate di opposte richieste, si registrino però anche questi punti essenziali a capire che non siamo di fronte a una “grave offesa alla professione veterinaria” perché:
- nel merito del sequestro degli animali, ciò è stato deciso dalla Magistratura sulla base di referti di medici veterinari, di cui uno dell’Asl medico veterinaria competente per territorio e un altro responsabile di uno fra i più importanti Centri Recupero di Animali Selvatici ed Esotici che ha in essere un Protocollo d’Intesa con Anmvi;
- medici veterinari hanno partecipato al Corso di formazione di ausiliari di Polizia Giudiziaria frutto di un atto d’Intesa fra Corpo Forestale dello Stato e Fnovi, proprio per raggiungere la competenza e la professionalità reciproca in interventi coadiuvati atti ad accertare la mancanza o la presenza di elementi di reati contro gli animali;
- le associazioni, animaliste come la LAV e ambientaliste come il Wwf, hanno partecipato a diverso titolo in questa vicenda, con apporti professionali e riconosciuti;
- quando ci si trova di fronte a carenze, omissioni, atti che configurano il maltrattamento degli animali, ciò è un reato previsto dal Codice penale e il medico veterinario, di qualsiasi ruolo, ha il dovere di non chiudere gli occhi, di non accontentarsi della promessa di cambiamento e di informare le Autorità per assicurare così anche il pieno rispetto del proprio Codice Deontologico (che è cambiato da tempo ma qualcuno sembra non essersene accorto);
- è la elevazione del rispetto degli animali nella società che può elevare la considerazione della professione medico veterinaria e, in questo, un ruolo importante lo hanno le associazioni animaliste e ambientaliste. Altro che fanatismo, demagogia e disinformazione.
Chi scrive, oggi, che è stato il trasferimento seguito al sequestro “a provocare agli animali evidenti maltrattamenti sia fisici che psicologici anche gravi”, dovrà assumersene le responsabilità giuridiche, come diversi servizi veterinari Asl che solo nell’ultimo anno in numerose Regioni non sono doverosamente intervenuti lungo il tragitto di uno spettacolo itinerante fra i meno difendibili anche in casa circense, tanto da meritarsi il giudizio dell’Ente nazionale Circhi di “tristissimi fatti, totale mancanza di sensibilità e di rispetto”, come documentati dai servizi mandanti in onda da “Striscia la notizia” con condizioni e trattamenti degli animali che hanno fatto indignare tutta Italia.
Insomma, quella in atto, lo registriamo con preoccupazione, è un’operazione per, fra l’altro, far fare un passo indietro all’attuazione della Legge 189 del 2004 che in tanti ambiti lucrativi sugli animali, e medico veterinari, ha iniziato a incidere fortemente con sentenze e decreti penali di condanna. Chi dice che non intende mettere in discussione il sequestro degli animali e l’operato della Polizia Giudiziaria, ma solo difendere un collega, non solo sta automaticamente insultandone altri (forse non meritevoli di tutela) ma si sta di fatto prestando al tentativo di cancellare i piccoli ma importanti passi in avanti per l’affermazione della legalità in questo ambito.
Inoltre qui non si tratta di veterinari che devono dare ragione o essere al servizio di una o dell’altra parte ma “solo” di medici veterinari che devono fare i medici veterinari.
“Raccontiamola giusta” quindi, per davvero e per intero.
Gianluca Felicetti
Presidente LAV
SEQUESTRO E VETERINARI
"Raccontiamola giusta" e per davvero.
DA animalieanimali.it
15 settembre 2009 - Se la vicenda del sequestro degli animali del Circo Victor, il mese scorso, fosse tutta riassumibile nell’episodio del veterinario libero professionista che dichiara di essere stato “malmenato e maltrattato” dal Corpo Forestale dello Stato, ci sarebbe solo da esprimere la richiesta di fornire le prove di tali affermazioni e, in caso affermativo, sperare che fatti del genere vengano sanzionati e che non abbiano a ripetersi.
Ma quanto è scaturito dal sequestro degli animali del Circo Victor è molto di più:
- si è scritto di “buone condizioni degli animali” al momento del sequestro, anzi “buonissime”, omettendo colpevolmente di considerare che il sequestro e la convalida finanche al Tribunale del Riesame si è basata sugli inequivocabili verbali e relazioni medico veterinarie che hanno attestato gravi condizioni degli animali;
- si è scritto del veterinario “malmenato ed ammanettato perché difende da maltrattamenti gli animali”, quando ad essere stato documentato in via giudiziaria, dall’operato delle Forze dell’ordine e di medici veterinari è stato il maltrattamento quotidiano pregresso e lì si stava interrompendo un’azione impartita dall’Autorità Giudiziaria;
- si è scritto “della morte di un animale sequestrato” senza colpevolmente annunciare una dovuta conseguente azione legale;
- si è scritto che “vi sono ampie deleghe in tema di benessere animale riconosciute ad organismi istituzionali o associativi che non hanno alcuna professionalità, capacità o competenza, con interessi diversi o in conflitto con il benessere animale”;
si è scritto di “abusi di potere di cui possono rendersi responsabili certe istituzioni se “armate” dalla demagogia dell’animalismo più fanatico, disinformato e quindi pericoloso”.
E’ necessario che, in attesa dei pronunciamenti della Magistratura (sia sul sequestro degli animali, sia sulle dichiarate violenze subite da un medico veterinario libero professionista e la relativa denuncia contro di lui per resistenza a pubblico ufficiale), così come sulle interrogazioni parlamentari presentate di opposte richieste, si registrino però anche questi punti essenziali a capire che non siamo di fronte a una “grave offesa alla professione veterinaria” perché:
- nel merito del sequestro degli animali, ciò è stato deciso dalla Magistratura sulla base di referti di medici veterinari, di cui uno dell’Asl medico veterinaria competente per territorio e un altro responsabile di uno fra i più importanti Centri Recupero di Animali Selvatici ed Esotici che ha in essere un Protocollo d’Intesa con Anmvi;
- medici veterinari hanno partecipato al Corso di formazione di ausiliari di Polizia Giudiziaria frutto di un atto d’Intesa fra Corpo Forestale dello Stato e Fnovi, proprio per raggiungere la competenza e la professionalità reciproca in interventi coadiuvati atti ad accertare la mancanza o la presenza di elementi di reati contro gli animali;
- le associazioni, animaliste come la LAV e ambientaliste come il Wwf, hanno partecipato a diverso titolo in questa vicenda, con apporti professionali e riconosciuti;
- quando ci si trova di fronte a carenze, omissioni, atti che configurano il maltrattamento degli animali, ciò è un reato previsto dal Codice penale e il medico veterinario, di qualsiasi ruolo, ha il dovere di non chiudere gli occhi, di non accontentarsi della promessa di cambiamento e di informare le Autorità per assicurare così anche il pieno rispetto del proprio Codice Deontologico (che è cambiato da tempo ma qualcuno sembra non essersene accorto);
- è la elevazione del rispetto degli animali nella società che può elevare la considerazione della professione medico veterinaria e, in questo, un ruolo importante lo hanno le associazioni animaliste e ambientaliste. Altro che fanatismo, demagogia e disinformazione.
Chi scrive, oggi, che è stato il trasferimento seguito al sequestro “a provocare agli animali evidenti maltrattamenti sia fisici che psicologici anche gravi”, dovrà assumersene le responsabilità giuridiche, come diversi servizi veterinari Asl che solo nell’ultimo anno in numerose Regioni non sono doverosamente intervenuti lungo il tragitto di uno spettacolo itinerante fra i meno difendibili anche in casa circense, tanto da meritarsi il giudizio dell’Ente nazionale Circhi di “tristissimi fatti, totale mancanza di sensibilità e di rispetto”, come documentati dai servizi mandanti in onda da “Striscia la notizia” con condizioni e trattamenti degli animali che hanno fatto indignare tutta Italia.
Insomma, quella in atto, lo registriamo con preoccupazione, è un’operazione per, fra l’altro, far fare un passo indietro all’attuazione della Legge 189 del 2004 che in tanti ambiti lucrativi sugli animali, e medico veterinari, ha iniziato a incidere fortemente con sentenze e decreti penali di condanna. Chi dice che non intende mettere in discussione il sequestro degli animali e l’operato della Polizia Giudiziaria, ma solo difendere un collega, non solo sta automaticamente insultandone altri (forse non meritevoli di tutela) ma si sta di fatto prestando al tentativo di cancellare i piccoli ma importanti passi in avanti per l’affermazione della legalità in questo ambito.
Inoltre qui non si tratta di veterinari che devono dare ragione o essere al servizio di una o dell’altra parte ma “solo” di medici veterinari che devono fare i medici veterinari.
“Raccontiamola giusta” quindi, per davvero e per intero.
Gianluca Felicetti
Presidente LAV
Nuova Ordinanza ministeriale definisce maggiori garanzie per i cani affidati ai Comuni
15/09/2009 11:02
Nuova Ordinanza ministeriale definisce maggiori
garanzie per i cani affidati ai Comuni
E’ entrata in vigore il 7 settembre 2009, l’Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09A10570) (GU n. 207 del 7-9-2009 ).
L’ Ordinanza valida per 24 mesi, garantisce misure specifiche per la tutela e il benessere degli animali d’affezione stabilendo che l’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilità tenga conto della natura di esseri senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2 dell’ Ordinanza anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
L’articolo 2 stabilisce che i cani, non ancora sterilizzati all'entrata in vigore dell'ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all'intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza a cura del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.
I Comuni, in base al provvedimento, sono tenuti ad assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell'anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell'eventuale trasferimento in altro Comune, avvalendosi del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del Regolamento (CE) 1/2005 e del Decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata dell'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacita superiore o superare le duecento unite di animali;
f) la capacita di restituzione dell'animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformista alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalista la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani;
h) garantire attività che aumentino l'adottabilita' dei cani e l'apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno.
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l'adozione dei cani anche attraverso l'affissione presso l'albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
Inoltre il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza , deve informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata.
Deve altresì effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l'anno e dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel rendiconto della gestione.
Il Servizio Veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio ( N.d.R.: Zone Territoriali ASUR per la nostra regione) sulla struttura individuata, resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.
IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE
E DELLE POLITICHE SOCIALI
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in
materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28
febbraio 2003, concernente «Recepimento dell'accordo tra il Ministro
della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di
benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;
Visto l'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo
1979;
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
Vista la Convenzione europea per la protezione degli animali da
compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche
dall'Italia;
Visto il Trattato di Lisbona ratificato ed eseguito con legge 2
agosto 2008, n. 130, il quale sancisce che l'Unione europea e gli
Stati membri tengono conto delle esigenze in materia di benessere
degli animali in quanto esseri senzienti;
Ritenuta la necessita' e l'urgenza, in attesa di intervenire in via
legislativa, di individuare specifiche ed appropriate misure
sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli
animali nel caso in cui gli stessi siano affidati secondo le
procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Ravvisata, altresi', la necessita' e l'urgenza di evitare che
animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche
per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie
idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress;
Visto l'art. 650 del codice penale;
Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle
attribuzioni del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, per taluni atti di competenza dell'Amministrazione al
Sottosegretario di Stato on.le Francesca Martini», registrato alla
Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;
Ordina:
Art. 1.
1. L'affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte
dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilita'
secondo le norme vigenti, deve tener conto della natura di esseri
senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2
anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. I Comuni, ai fini dell'attuazione del comma 1, quali livelli
essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti ad
assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione
nell'anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la
sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque,
sempre prima dell'eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi
del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per
territorio o di medici veterinari liberi professionisti
convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti
su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto
del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007,
n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti
strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a
quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del
territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata
dell'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario
libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi
eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una
capacita' superiore o superare le duecento unita' di animali;
f) la capacita' di restituzione dell'animale al proprietario che
ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle
procedure e delle modalita' per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve
prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni
riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o
enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali, al
fine di favorire l'adozione dei cani;
h) garantire attivita' che aumentino l'adottabilita' dei cani e
l'apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana,
di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno.
L'orario di apertura al pubblico deve essere comunicato all'azienda
sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di
arrivo degli animali e deve essere esposto in modo ben visibile
tramite apposita cartellonistica all'ingresso della struttura;
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare
l'adozione dei cani anche attraverso l'affissione presso l'albo
pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito
internet.
3. I Comuni in sede di bando di gara o di convenzione e di
valutazione delle offerte economiche devono prevedere principi di
prelazione a favore delle strutture che:
a) comportino minimi spostamenti degli animali preferendo ove
possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
b) si avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute
in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali
aventi come finalita' la protezione degli animali;
c) siano gestite da associazioni riconosciute in conformita' alla
vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come
finalita' la protezione degli animali.
4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul
proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed
in altre regioni di provenienza e deve:
a) informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario
dell'azienda sanitaria locale competente per territorio della
struttura individuata;
b) effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e
benessere dei propri animali non meno di una volta l'anno;
c) dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di
salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel
Rendiconto della gestione.
5. Il servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente
per territorio sulla struttura individuata resta comunque
responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni
igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di
prevenzione e di profilassi effettuate.
Art. 2.
I cani, non ancora sterilizzati all'entrata in vigore della
presente ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni,
devono essere sottoposti all'intervento di sterilizzazione entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza a cura
del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale
territorialmente competente o di medici veterinari liberi
professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni
proprietari dei cani.
Art. 3.
1. Il Prefetto esercita potere di vigilanza sull'applicazione della
presente ordinanza e ha facolta' di esercitare potere sostitutivo nei
confronti dei Comuni inadempienti ai sensi della presente ordinanza.
2. La presente ordinanza ha efficacia per ventiquattro mesi a
decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.
La presente ordinanza e' trasmessa alla Corte dei conti per la
registrazione.
Roma, 16 luglio 2009
p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini
Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 2009
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 289
E’ entrata in vigore il 7 settembre 2009, l’Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09A10570) (GU n. 207 del 7-9-2009 ).
L’ Ordinanza valida per 24 mesi, garantisce misure specifiche per la tutela e il benessere degli animali d’affezione stabilendo che l’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilità tenga conto della natura di esseri senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2 dell’ Ordinanza anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
L’articolo 2 stabilisce che i cani, non ancora sterilizzati all'entrata in vigore dell'ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all'intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza a cura del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.
I Comuni, in base al provvedimento, sono tenuti ad assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell'anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell'eventuale trasferimento in altro Comune, avvalendosi del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del Regolamento (CE) 1/2005 e del Decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata dell'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacita superiore o superare le duecento unite di animali;
f) la capacita di restituzione dell'animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformista alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalista la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani;
h) garantire attività che aumentino l'adottabilita' dei cani e l'apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno.
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l'adozione dei cani anche attraverso l'affissione presso l'albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
Inoltre il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza , deve informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata.
Deve altresì effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l'anno e dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel rendiconto della gestione.
Il Servizio Veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio ( N.d.R.: Zone Territoriali ASUR per la nostra regione) sulla struttura individuata, resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.
IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE
E DELLE POLITICHE SOCIALI
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in
materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28
febbraio 2003, concernente «Recepimento dell'accordo tra il Ministro
della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di
benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;
Visto l'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo
1979;
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
Vista la Convenzione europea per la protezione degli animali da
compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche
dall'Italia;
Visto il Trattato di Lisbona ratificato ed eseguito con legge 2
agosto 2008, n. 130, il quale sancisce che l'Unione europea e gli
Stati membri tengono conto delle esigenze in materia di benessere
degli animali in quanto esseri senzienti;
Ritenuta la necessita' e l'urgenza, in attesa di intervenire in via
legislativa, di individuare specifiche ed appropriate misure
sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli
animali nel caso in cui gli stessi siano affidati secondo le
procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Ravvisata, altresi', la necessita' e l'urgenza di evitare che
animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche
per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie
idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress;
Visto l'art. 650 del codice penale;
Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle
attribuzioni del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, per taluni atti di competenza dell'Amministrazione al
Sottosegretario di Stato on.le Francesca Martini», registrato alla
Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;
Ordina:
Art. 1.
1. L'affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte
dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilita'
secondo le norme vigenti, deve tener conto della natura di esseri
senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2
anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. I Comuni, ai fini dell'attuazione del comma 1, quali livelli
essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti ad
assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione
nell'anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la
sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque,
sempre prima dell'eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi
del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per
territorio o di medici veterinari liberi professionisti
convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti
su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto
del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007,
n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti
strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a
quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del
territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata
dell'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario
libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi
eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una
capacita' superiore o superare le duecento unita' di animali;
f) la capacita' di restituzione dell'animale al proprietario che
ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle
procedure e delle modalita' per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve
prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni
riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o
enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali, al
fine di favorire l'adozione dei cani;
h) garantire attivita' che aumentino l'adottabilita' dei cani e
l'apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana,
di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno.
L'orario di apertura al pubblico deve essere comunicato all'azienda
sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di
arrivo degli animali e deve essere esposto in modo ben visibile
tramite apposita cartellonistica all'ingresso della struttura;
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare
l'adozione dei cani anche attraverso l'affissione presso l'albo
pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito
internet.
3. I Comuni in sede di bando di gara o di convenzione e di
valutazione delle offerte economiche devono prevedere principi di
prelazione a favore delle strutture che:
a) comportino minimi spostamenti degli animali preferendo ove
possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
b) si avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute
in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali
aventi come finalita' la protezione degli animali;
c) siano gestite da associazioni riconosciute in conformita' alla
vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come
finalita' la protezione degli animali.
4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul
proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed
in altre regioni di provenienza e deve:
a) informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario
dell'azienda sanitaria locale competente per territorio della
struttura individuata;
b) effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e
benessere dei propri animali non meno di una volta l'anno;
c) dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di
salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel
Rendiconto della gestione.
5. Il servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente
per territorio sulla struttura individuata resta comunque
responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni
igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di
prevenzione e di profilassi effettuate.
Art. 2.
I cani, non ancora sterilizzati all'entrata in vigore della
presente ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni,
devono essere sottoposti all'intervento di sterilizzazione entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza a cura
del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale
territorialmente competente o di medici veterinari liberi
professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni
proprietari dei cani.
Art. 3.
1. Il Prefetto esercita potere di vigilanza sull'applicazione della
presente ordinanza e ha facolta' di esercitare potere sostitutivo nei
confronti dei Comuni inadempienti ai sensi della presente ordinanza.
2. La presente ordinanza ha efficacia per ventiquattro mesi a
decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.
La presente ordinanza e' trasmessa alla Corte dei conti per la
registrazione.
Roma, 16 luglio 2009
p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini
Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 2009
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 289
REGIONE MARCHE Lotta al randagismo canino:al via la campagna MEGLIO UNO CHE CENTOUNO !
15/09/2009 11:02
Lotta al randagismo canino:al via la campagna
MEGLIO UNO CHE CENTOUNO !
CAMPAGNA DI CONTROLLO DELLE NASCITE DEI CANI DI PROPRIETA'
Mezzolani: “Per ridurre il randagismo è necessario anche agevolare economicamente i proprietari che appartengono a particolari categorie sociali”
La Regione Marche concederà ai Comuni contributi per incentivare la sterilizzazione dei cani di sesso femminile i cui proprietari appartengono a fasce sociali deboli: titolari di pensione minima o pensione sociale; possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro; disoccupati o non occupati.
“Ogni giorno – spiega l’Assessore Regionale alla Veterinaria, Almerino Mezzolani – nascono numerosi cuccioli di cane. Una femmina che, per negligenza o incuria del proprietario, è libera di accoppiarsi, può avere fino a 20 cucciolate durante tutta la sua vita riproduttiva, rappresentando il bacino di reclutamento per cani potenzialmente randagi.
Molti proprietari non sterilizzano i propri animali perché non hanno le informazioni adatte o si basano su luoghi comuni che non hanno riscontri scientifici.
Fra tutte le motivazioni – continua Mezzolani – il costo dell’intervento è quello che, però, incide maggiormente, alimentando così il randagismo.
Di conseguenza, per favorire le sterilizzazioni occorre incentivare economicamente i proprietari, specie coloro che appartengono a fasce socialmente deboli”
Il progetto biennale (2009-2010) “Campagna per il controllo delle nascite nei cani di proprietà di particolari categorie sociali” approvato con D.G.R. n. 1398 del 7 settembre 2009, nasce allo scopo di proseguire nelle azioni di contrasto, a valenza “strutturale”, nei confronti del randagismo canino, intraprese dalla Regione Marche, come fatto per “Vigilare è prevenire” del gennaio scorso, grazie al quale sono stati donati ai Comuni 250 lettori di microchip destinati a potenziare la vigilanza svolta in ambito territoriale.
I fondi dedicati al progetto provengono da risorse ministeriali con destinazione vincolata alla lotta al randagismo e verranno ripartiti tra i comuni, entro il prossimo mese di dicembre, in quantità proporzionale al numero dei cani iscritti all’anagrafe canina informatizzata regionale. In questo modo i comuni potranno contribuire in parte a sostenere il costo della sterilizzazione.
Al contempo gli Ordini dei medici veterinari delle province marchigiane si sono impegnati a garantire collaborazione e ad applicare una tariffa agevolata per l’intervento.
L’obiettivo è diminuire il sovraffollamento dei canili ed il costo sociale per il mantenimento dei cani randagi; ridurre i danni provocati dal randagismo sia all’uomo (morsicature, incidenti, trasmissione di malattie) sia agli altri animali (aggressioni); aumentare il risparmio per la realizzazione di nuove strutture; migliorare il rapporto uomo/cane nell’ambiente urbano ed il controllo dell’igiene urbana.
Chi potrà accedere al contributo ??
I proprietari di cani di sesso femminile in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina informatizzata regionale che appartengono ad almeno una delle seguenti categorie:
titolari di pensione minima
titolari di pensione sociale
possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro
disoccupati o non occupati
Cosa fare per accedere al contributo ??
I proprietari interessati potranno presentare domanda di contributo al proprio Comune che, valutate le richieste ricevute, per quelle accolte invierà apposita comunicazione ai richiedenti.
Entro 30 giorni dal rilascio del modulo di accoglimento della domanda, il proprietario dovrà far sterilizzare il proprio animale da un veterinario a sua scelta tra quelli che hanno aderito al progetto. Orari e tempi dell’intervento saranno concordati tra utente e struttura veterinaria prescelta.
Il medico veterinario provvederà:
alla verifica del microchip e dell’ iscrizione del cane all’anagrafe canina regionale
alla compilazione di una apposita scheda individuale con i dati del proprietario, i dati del cane con il numero di microchip, la data dell’intervento ed il codice identificativo assegnato dal comune di competenza.
All’inserimento dell’operazione nel Sistema Informativo Veterinaria Alimenti ( SIVA )
Il proprietario rilascerà al veterinario che ha eseguito la prestazione il modulo di concessione del contributo ricevuto dal comune e pagherà al professionista l’eventuale differenza tra la tariffa dell’intervento e il contributo concesso dal Comune.
L’amministrazione comunale provvederà al pagamento del corrispettivo spettante al professionista, con frequenza bimestrale, dietro presentazione di regolare fattura e/o ricevuta comprovante gli interventi effettuati.
La Deliberazione della Giunta regionale n.1398 del 7 settembre 2009 con la quale è stato approvato il progetto, è fruibile consultando i link correlati al presente articolo.
http://www.veterinariaalimenti.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=4063
CAMPAGNA DI CONTROLLO DELLE NASCITE DEI CANI DI PROPRIETA'
Mezzolani: “Per ridurre il randagismo è necessario anche agevolare economicamente i proprietari che appartengono a particolari categorie sociali”
La Regione Marche concederà ai Comuni contributi per incentivare la sterilizzazione dei cani di sesso femminile i cui proprietari appartengono a fasce sociali deboli: titolari di pensione minima o pensione sociale; possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro; disoccupati o non occupati.
“Ogni giorno – spiega l’Assessore Regionale alla Veterinaria, Almerino Mezzolani – nascono numerosi cuccioli di cane. Una femmina che, per negligenza o incuria del proprietario, è libera di accoppiarsi, può avere fino a 20 cucciolate durante tutta la sua vita riproduttiva, rappresentando il bacino di reclutamento per cani potenzialmente randagi.
Molti proprietari non sterilizzano i propri animali perché non hanno le informazioni adatte o si basano su luoghi comuni che non hanno riscontri scientifici.
Fra tutte le motivazioni – continua Mezzolani – il costo dell’intervento è quello che, però, incide maggiormente, alimentando così il randagismo.
Di conseguenza, per favorire le sterilizzazioni occorre incentivare economicamente i proprietari, specie coloro che appartengono a fasce socialmente deboli”
Il progetto biennale (2009-2010) “Campagna per il controllo delle nascite nei cani di proprietà di particolari categorie sociali” approvato con D.G.R. n. 1398 del 7 settembre 2009, nasce allo scopo di proseguire nelle azioni di contrasto, a valenza “strutturale”, nei confronti del randagismo canino, intraprese dalla Regione Marche, come fatto per “Vigilare è prevenire” del gennaio scorso, grazie al quale sono stati donati ai Comuni 250 lettori di microchip destinati a potenziare la vigilanza svolta in ambito territoriale.
I fondi dedicati al progetto provengono da risorse ministeriali con destinazione vincolata alla lotta al randagismo e verranno ripartiti tra i comuni, entro il prossimo mese di dicembre, in quantità proporzionale al numero dei cani iscritti all’anagrafe canina informatizzata regionale. In questo modo i comuni potranno contribuire in parte a sostenere il costo della sterilizzazione.
Al contempo gli Ordini dei medici veterinari delle province marchigiane si sono impegnati a garantire collaborazione e ad applicare una tariffa agevolata per l’intervento.
L’obiettivo è diminuire il sovraffollamento dei canili ed il costo sociale per il mantenimento dei cani randagi; ridurre i danni provocati dal randagismo sia all’uomo (morsicature, incidenti, trasmissione di malattie) sia agli altri animali (aggressioni); aumentare il risparmio per la realizzazione di nuove strutture; migliorare il rapporto uomo/cane nell’ambiente urbano ed il controllo dell’igiene urbana.
Chi potrà accedere al contributo ??
I proprietari di cani di sesso femminile in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina informatizzata regionale che appartengono ad almeno una delle seguenti categorie:
titolari di pensione minima
titolari di pensione sociale
possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro
disoccupati o non occupati
Cosa fare per accedere al contributo ??
I proprietari interessati potranno presentare domanda di contributo al proprio Comune che, valutate le richieste ricevute, per quelle accolte invierà apposita comunicazione ai richiedenti.
Entro 30 giorni dal rilascio del modulo di accoglimento della domanda, il proprietario dovrà far sterilizzare il proprio animale da un veterinario a sua scelta tra quelli che hanno aderito al progetto. Orari e tempi dell’intervento saranno concordati tra utente e struttura veterinaria prescelta.
Il medico veterinario provvederà:
alla verifica del microchip e dell’ iscrizione del cane all’anagrafe canina regionale
alla compilazione di una apposita scheda individuale con i dati del proprietario, i dati del cane con il numero di microchip, la data dell’intervento ed il codice identificativo assegnato dal comune di competenza.
All’inserimento dell’operazione nel Sistema Informativo Veterinaria Alimenti ( SIVA )
Il proprietario rilascerà al veterinario che ha eseguito la prestazione il modulo di concessione del contributo ricevuto dal comune e pagherà al professionista l’eventuale differenza tra la tariffa dell’intervento e il contributo concesso dal Comune.
L’amministrazione comunale provvederà al pagamento del corrispettivo spettante al professionista, con frequenza bimestrale, dietro presentazione di regolare fattura e/o ricevuta comprovante gli interventi effettuati.
La Deliberazione della Giunta regionale n.1398 del 7 settembre 2009 con la quale è stato approvato il progetto, è fruibile consultando i link correlati al presente articolo.
http://www.veterinariaalimenti.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=4063
PADRE E FIGLIO MALTRATTANO CANE A CATENA. DUE ANNI DI RECLUSIONE
07/09/2009 16:56
3 settembre 2009 - Padre e figlio maltrattano un
cane, un giovane pastore tedesco e vengono
condannati dal Tribunale di Dolo a 2 anni di
reclusione trasformati dal giudice in quasi 10 mila
euro di ammenda. A raccontare la vicenda, conclusa
con la condanna di due residenti di Mira dopo due
anni di iter processuale, è Roberto Martano
coordinatore regionale dell’Enpa, Ente
nazionale protezione animali.
«Alla fine del 2006 - spiega Roberto Martano -i nostri volontari hanno scoperto che in un cortile di una casa di Mira, era legato un cane, un pastore tedesco con un catena corta. Il cane non aveva alcuna cuccia, anche con la neve era costretto a dormire all’aperto e a soffrire ogni intemperie, sia caldo che freddo. Abbiamo invitato i proprietari del cane a provvedere a trovare un’altra sistemazione per la povera bestia, ma nulla, non c’è stato niente da fare. Non hanno voluto sentir ragioni, per questo abbiamo fatto partire un esposto-denuncia contro di loro». A portare avanti la causa in difesa dell’animale, per l’Enpa, è stata l’avvocato di Mestre, Maria Caburazzi. L’enpa ha portato in sede giudiziale una serie di prove che hanno confermato pienamente la responsabilità di padre e figlio nei confronti del povero animale, che nel frattempo, per volontà dello stesso Tribunale, è stato affidato alle cure dell’Enpa che gestisce diverse strutture di accoglienza per cani. «Qualche giorno fa - spiega Roberto Martano - è arrivata la sentenza. Padre e figlio sono stati condannati per maltrattamenti. Al posto dei due anni di reclusione previsti, visto che erano incensurati, a la pena gli è stata commutata in una ammenda di 2500 euro ciascuno e a 2500 euro di risarcimento nei confronti dell’Enpa, anche per le spese di mantenimento dell’animale. Padre e figlio inoltre sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali». Soddisfatto Martano «Questa sentenza - dice - è un monito per chi maltratta gli animali. Se ad esempio verrà scoperto l’autore dell’uccisione del pastore tedesco di Vigonovo, la pena in cui incorrerà in questo caso sarà molto più pesante. Abbiamo già fatto per questo ultimo caso un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Venezia. La pratica della soppressione degli animali, specie i cani, è ancora molto usata».
(Alessandro Abbadir) La Nuova Venezia
«Alla fine del 2006 - spiega Roberto Martano -i nostri volontari hanno scoperto che in un cortile di una casa di Mira, era legato un cane, un pastore tedesco con un catena corta. Il cane non aveva alcuna cuccia, anche con la neve era costretto a dormire all’aperto e a soffrire ogni intemperie, sia caldo che freddo. Abbiamo invitato i proprietari del cane a provvedere a trovare un’altra sistemazione per la povera bestia, ma nulla, non c’è stato niente da fare. Non hanno voluto sentir ragioni, per questo abbiamo fatto partire un esposto-denuncia contro di loro». A portare avanti la causa in difesa dell’animale, per l’Enpa, è stata l’avvocato di Mestre, Maria Caburazzi. L’enpa ha portato in sede giudiziale una serie di prove che hanno confermato pienamente la responsabilità di padre e figlio nei confronti del povero animale, che nel frattempo, per volontà dello stesso Tribunale, è stato affidato alle cure dell’Enpa che gestisce diverse strutture di accoglienza per cani. «Qualche giorno fa - spiega Roberto Martano - è arrivata la sentenza. Padre e figlio sono stati condannati per maltrattamenti. Al posto dei due anni di reclusione previsti, visto che erano incensurati, a la pena gli è stata commutata in una ammenda di 2500 euro ciascuno e a 2500 euro di risarcimento nei confronti dell’Enpa, anche per le spese di mantenimento dell’animale. Padre e figlio inoltre sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali». Soddisfatto Martano «Questa sentenza - dice - è un monito per chi maltratta gli animali. Se ad esempio verrà scoperto l’autore dell’uccisione del pastore tedesco di Vigonovo, la pena in cui incorrerà in questo caso sarà molto più pesante. Abbiamo già fatto per questo ultimo caso un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Venezia. La pratica della soppressione degli animali, specie i cani, è ancora molto usata».
(Alessandro Abbadir) La Nuova Venezia
RITIRO ORDINANZA "AFFAMA GATTI" IN PROVINCIA DI BIELLA
07/09/2009 16:55
FONTE:www.animalieanimali.it
4 settembre 2009 - La LAV esprime soddisfazione per la decisione del Sindaco di Portula di ritirare l’Ordinanza con la quale si istituiva il divieto di somministrare cibo alle colonie feline. Proprio nei giorni scorsi i volontari della Sede di Biella avevano incontrato il primo cittadino per invitarlo a ritirare il provvedimento illegittimo e dannoso.
“Prendiamo atto con piacere della decisione del Sindaco di Portula di ritirare l’Ordinanza. Ogni divieto di alimentare le colonie feline, è illegittimo perché contrario sia alla legislazione nazionale che a quella regionale sulla tutela degli animali d’affezione e per la prevenzione del randagismo. Grazie all’impegno di una nostra Socia Attiva è inoltre partito il censimento e presto verranno sterilizzati i primi randagi. Cogliamo l’occasione per invitare tutte le Amministrazioni e i Sindaci che ne avessero la necessità a contattarci e a confrontarsi con noi per non incappare in provvedimenti inadeguati come lo era quello di Portula e per valutare strategie efficaci per risolvere il problema randagismo” – dichiara Siria Burlando portavoce della Sede Territoriale LAV di Biella e prosegue “Ringraziamo tutti i cittadini che si sono uniti nella protesta e hanno ottenuto assieme a noi questo importante passo per garantire il rispetto delle leggi a tutela degli animali e la tutela delle colonie feline. Come stabilito da un’importante sentenza del Pretore di Siracusa cibare gli animali randagi non solo non è vietato, ma è da considerarsi un atto di civiltà”.
Recentemente sul tema del divieto di somministrare cibo ai randagi si è espresso anche il TAR della Puglia, che oltre a riconoscere come la somministrazione di alimenti agli animali possa essere svolta anche nel rispetto delle norme igieniche e secondo i principi di civile convivenza, riconosce - a ragione - come il divieto di somministrazione di cibo possa incidere sulle condizioni di sopravvivenza degli animali, facendo così cadere su di loro effetti che vanno addebitati solo e esclusivamente a comportamenti scorretti di alcuni cittadini, che comunque ben possono essere individuati e sanzionati.
“Con la scelta di ritirare l’Ordinanza il Sindaco ha assolto ad uno dei compiti che gli sono demandati per legge– afferma Siria Burlando - - Il Sindaco, ai sensi del DPR 31 marzo 1979, ha l’obbligo di vigilare sull'osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali presenti sul territorio comunale di cui egli è responsabile”. e prosegue- “La LAV nutre inoltre fiducia nell’impegno preso dal Sindaco di censire e sterilizzare le colonie. Anche le sterilizzazioni rientrano nei compiti dei Comuni: la legge Finanziaria 2008 stabilisce infatti l'obbligatorietà per ogni Comune di mettere in atto piani di sterilizzazione, da sommare a quelli già predisposti dalla ASL” e conclude “Martedì 1 Settembre la nostra Socia De Petro Rosa ha già svolto i sopralluoghi nelle zone in cui si trovano le colonie e contattato il Medico Veterinario designato per le sterilizzazioni che avverranno nelle prossime settimane. Chiediamo a tutti coloro che hanno la sensibilità e il tempo da dedicare all’intervento concreto sul territorio di contattarci per aiutarci ad intervenire tempestivamente”.
4 settembre 2009 - La LAV esprime soddisfazione per la decisione del Sindaco di Portula di ritirare l’Ordinanza con la quale si istituiva il divieto di somministrare cibo alle colonie feline. Proprio nei giorni scorsi i volontari della Sede di Biella avevano incontrato il primo cittadino per invitarlo a ritirare il provvedimento illegittimo e dannoso.
“Prendiamo atto con piacere della decisione del Sindaco di Portula di ritirare l’Ordinanza. Ogni divieto di alimentare le colonie feline, è illegittimo perché contrario sia alla legislazione nazionale che a quella regionale sulla tutela degli animali d’affezione e per la prevenzione del randagismo. Grazie all’impegno di una nostra Socia Attiva è inoltre partito il censimento e presto verranno sterilizzati i primi randagi. Cogliamo l’occasione per invitare tutte le Amministrazioni e i Sindaci che ne avessero la necessità a contattarci e a confrontarsi con noi per non incappare in provvedimenti inadeguati come lo era quello di Portula e per valutare strategie efficaci per risolvere il problema randagismo” – dichiara Siria Burlando portavoce della Sede Territoriale LAV di Biella e prosegue “Ringraziamo tutti i cittadini che si sono uniti nella protesta e hanno ottenuto assieme a noi questo importante passo per garantire il rispetto delle leggi a tutela degli animali e la tutela delle colonie feline. Come stabilito da un’importante sentenza del Pretore di Siracusa cibare gli animali randagi non solo non è vietato, ma è da considerarsi un atto di civiltà”.
Recentemente sul tema del divieto di somministrare cibo ai randagi si è espresso anche il TAR della Puglia, che oltre a riconoscere come la somministrazione di alimenti agli animali possa essere svolta anche nel rispetto delle norme igieniche e secondo i principi di civile convivenza, riconosce - a ragione - come il divieto di somministrazione di cibo possa incidere sulle condizioni di sopravvivenza degli animali, facendo così cadere su di loro effetti che vanno addebitati solo e esclusivamente a comportamenti scorretti di alcuni cittadini, che comunque ben possono essere individuati e sanzionati.
“Con la scelta di ritirare l’Ordinanza il Sindaco ha assolto ad uno dei compiti che gli sono demandati per legge– afferma Siria Burlando - - Il Sindaco, ai sensi del DPR 31 marzo 1979, ha l’obbligo di vigilare sull'osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali presenti sul territorio comunale di cui egli è responsabile”. e prosegue- “La LAV nutre inoltre fiducia nell’impegno preso dal Sindaco di censire e sterilizzare le colonie. Anche le sterilizzazioni rientrano nei compiti dei Comuni: la legge Finanziaria 2008 stabilisce infatti l'obbligatorietà per ogni Comune di mettere in atto piani di sterilizzazione, da sommare a quelli già predisposti dalla ASL” e conclude “Martedì 1 Settembre la nostra Socia De Petro Rosa ha già svolto i sopralluoghi nelle zone in cui si trovano le colonie e contattato il Medico Veterinario designato per le sterilizzazioni che avverranno nelle prossime settimane. Chiediamo a tutti coloro che hanno la sensibilità e il tempo da dedicare all’intervento concreto sul territorio di contattarci per aiutarci ad intervenire tempestivamente”.