mag 2008

POSTEPAY AMICI DI FIDO

Per agevolare tutti coloro che volessero effettuare donazioni all'associazione è disponibile la postepay n. 4023 6004 5608 2215 a nome del Presidente Francesca Testella

Grazie

Amici di Fido & C.

STUDIO DI CONSULENZA LEGALE ANIMALI E AMBIENTE OPERATIVO

LO STUDIO DI CONSULENZA ANIMALI E AMBIENTE E' OPERATIVO DA MAGGIO

Per informazioni e fissare appuntamenti già da ora si prega di utilizzare i seguenti
RECAPITI :

MAIL: studioanimalieambiente@gmail.com

info@emergenzanimali.com

info@fefeambiente.com


TEL: 338/1198455 - 334/2448739 0734/890969 - 0734/242447

SEDE OPERATIVA ALL'INCIRCA DA APRILE : MONTEGRANARO , PROVINCIA DI FERMO , REGIONE MARCHE, Via Largo Conti 18 , cap 63014

A 15 MINUTI DALL'USCITA DELLA A14 DI CIVITANOVA MARCHE (MC)

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CON REFERENTI SELEZIONATI A : MILANO , VARESE , ROMA , CAGLIARI , MATERA E ANCONA

APPELLO DEL CUORE A ROMA

MANDO A TUTTI I CONTATTI ROMANI IN BCC-OVVIAMENTE SE DISTURBO CHIEDO SCUSA
IN ANTICIPO-GRAZIE :o)
SCUSATE SE HO MESSO ANCHE QUALCHE NOMINATIVO CHE DOVREI USARE SOLO PER
APPELLI MA VERAMENTE MI SAREBBE UTILE ANCHE SOLO UN CONSIGLIO O UN AIUTO
DALLA ZONA DI ROMA...
OVVIAMENTE SE POETETE FATE GIRARE PRESSO LE PERSONE CHE PENSATE POSSANO
AIUTARE...GRAZIE MILLE...

NON LO FACCIO MAI,MA QUESTA VOLTA VI PREGO DI AIUTARE UNA PERSONA CON
ANNESSO SPLENDIDO CAGNOLONE(MEDIO) DI NOME ERNESTO...
MAURIZIO È UN RAGAZZO ITALIANO DI 27 ANNI -ERNESTO(IL CAGNOLONE) È UN
INCROCIO LABRADOR NERO MEDIA TAGLIA VACCINATO E CHIPPATO REGOLARMENTE AL
MURATELLA...

PER MAURIZIO SOLITA STORIA-PRECARIO,LANCIATO DOPO I TRE MESI,RIMASTO IN
STRADA,CERCA URGENTEMENTE STANZA ANCHE MODESTISSIMA(SOTTOSCALA-ANCHE
MODESTISSIMA-ISSIMA-ISSIMA) PER POTER RIMETTERSI AL LAVORO,VISTO CHE IL SUO
PROBLEMA È DOVE LASCIARE IL CANE MENTRE È AL LAVORO...NESSUNO DA STANZE A
CHI HA IL CANE..E SE LE DANNO COSTANO UN OCCHIO DELLA TESTA,.I RICOVERI DI
EMERGENZA NON ACCETTANO CANI-LA SUA UNICA ALTERNATIVA È LA STRADA (DA OGGI
SONO IN STRADA) MA SE NON HA DOVE LASCIARE IL CANE IL LAVORO NON PUÒ
TROVARLO.


QUESTO RAGAZZO IL CANE LO HA ALLATTATO COL BIBERON...ADESSO HA TRE ANNI..HA
DORMITO IN STRADA PER NON SEPARARSENE,MA NON PUÒ PIÙ RESISTERE!!!
VOLEVO FARE ANCHE UNA COLLETTINA,MA SE QUALCUNO HA UN PICCOLO STANZINO NON
SERVIREBBE PERCHÈ PER SOPRAVVIVERE RIPETO,QUALCHE SOLDO ARRIVO A
MANDARGLIELO IO...

VI PREGO FATE GIRARE TRA I VOSTRI AMICI ROMANI AMANTI DEI CANI-
SE AVETE DISPONIBILITÀ DI UNA STANZA O AL LIMITE ANCHE DI POTER OSPITARE IN
UN LUOGO SICURO DA DOVE NON POSSA SCAPPARE IL CANE NELLE ORE IN CUI LUI
LAVORA,(IL CANE È MASCHIO NON STERILIZZATO QUINDI NON PUÒ STARE INSIEME A
MASCHI O FEMMINE IN CALORE)
IL CANE È VACCINATO E CHIPPATO PRESSO IL CANILE MURATELLA...DAI DAI...SE
AVETE NEWS CONTATTATEMI NELLE MAIL

adotta_un.cane@yahoo.it

e lasciatemi cell che vi richiamo KETTY
PS: DEVO AGGIUNGERE CHE IL RAGAZZO È ISCRITTO ALLE LISTE DI COLLOCAMENTO
DELLA ZONA E HA GIÀ FATTO DOMANDA PER LA CASA POPOLARE...MA OVVIAMENTE CI
VUOLE DEL TEMPO...

A.A.A.cercasi carrellino o struttura sanitaria


JIMMY,è un vecchio cagnone di tg grande diventato paralitico dal bacino in giù x la vecchia e x displasia.

PATOS E SOFFERENZA sono tg media entrambi paralatici dopo essere stati investiti da un auto e il veterinario che è sul canile da noi ha detto che x i pochi mezzi che lui ha a disposizione sarebbe impossibile azzardarsi ad un'operazione che x lui sembrerebbe quasi inutile.Sono entrambi maschi e giovani

DOLORE è un cucciolone investito che x fortuna non necessita di carrellino,gli è stato messo un infibulo alla zampa dx posteriore ed ha la zampa anteriore lussata.

CERCO PER LORO CARRELLINI,ANCHE ARTIGIANALI O DA ADATTARE OPPURE UNA STRUTTURA SANITARIA IN GRADO DI GESTIRE CANI CON QUESTE PROBLEMATICHE.

VI PREGO,L'ESTATE INCALZA E LORO HANNO IL DESIDERIO DI USCIRE UN POCHINO ALL'APERTO,ANCHE PER UN'ORETTA AL GIORNO..SI STANNO CONSUMANDO SULLE MATTONELLE DI QUELLA STANZETTA ORRENDA!


VALENTINA 3403573102 CASERTA

P.S.e poi chi potrebbe dire che non ci sia un angolino di cuore a disposizione di un padroncino
JIMMYDOLOREPATOS2PATOSSOFFERENZA

TERREMOTO CINA, SOCCORSO ANCHE AI PANDA, RAZIONI D'EMERGENZA

23 maggio 2008 - Malgrado i lutti, il caos e le devastazioni lasciati dal terremoto del 12 maggio nella Cina sud-occidentale, le autorita' di Pechino hanno trovato il tempo per pensare pure ai panda giganti, la cui maggiore riserva naturale del Paese, e quindi del mondo, si trova a Wolong: proprio nella provincia del Sichuan, la piu' davestata dal sisma, e per la precisione nella contea di Wenchuan, dove e' stato localizzato l'epicentro. Poiche' nessuno e' ormai in grado di provvedere al vitto degli 'orsacchiotti' bianchi e neri, sono state inviate loro razioni di emergenza di germogli di bambu', alimento preferito dai panda, per un totale di oltre una tonnellata; e poi altre 4 tonnellate e mezza di fusti di bambu', come pure uova, latte in polvere, mele, soia e altre leccornie. Il Centro di Conservazione e Ricerca di Wolong ospita nelle sue foreste circa centotrenta panda allevati in cattivita', vale a dire piu' della meta' del totale degli esemplari esistenti al mondo che non siano nati allo stato brado: subito dopo la catastrofe ne mancavano all'appello sei, ma tre sono poi stati localizzati nel folto mentre un altro, che era stato travolto da una frana, e' stato salvato e medicato; di due pero' si sono perse le tracce. Nella zona hanno inoltre perso la vita 47 persone e 35 hanno riportato gravi ferite. Non rimane invece piu' nessuno che manchi all'appello; per diversi giorni dopo il cataclisma centinaia tra addetti e visitatori, compresi una trentina di turisti stranieri, rimasero bloccati nella riserva. Nel frattempo otto panda sono stati inviati a Chengdun per essere poi da li' trasferiti a Pechino: sono stati infatti selezionati per intrattenere gli spettatori agli imminenti Giochi Olimpici 2008, cui l'animale simbholo del Wwf ha fornito il logo, e la macchina dello spettacolo non si puo' fermare. (AGI)

INQUINARE DIVENTA REATO, EUROPARLAMENTO APPROVA RAPPORTO

Nel mirino rifuti, scorie, tutela specie e habitat.

22 maggio 2008 - Le ''gravi violazioni'' delle norme europee sulla tutela ambientale saranno punibili con sanzioni penali. Potranno essere colpite persone fisiche e giuridiche e stara' agli Stati Ue definirle. E' quanto prevede il rapporto del popolare tedesco Hartmut Nassauer, che gli eurodeputati hanno approvato ieri.
Adottando un pacchetto di compromesso messo a punto col Consiglio, l'approvazione di Strasburgo e' definitiva e i Ventisette avranno due anni di tempo per mettersi in regola.
Grande soddisfazione e' stata espressa dalla Commissione Ue, secondo la quale questa norma fara' si' che non ci siano piu'' ''porti sicuri'' per gli inquinatori. Dopo la carota arriva il bastone, ha commentato Vittorio Prodi, eurodeputato del Pd in commissione Ambiente, riferendosi agli incentivi per la tutela ambientale adottati nelgi anni dall'Ue. Per Guido Sacconi (Pse), relatore sul cambiamento climatico, l'approvazione di oggi segna un passaggio '' quasi storico'' considerando gli anni trascorsi in un ''ping pong'' fra Consiglio e Parlamento e ai quali ha posto fine una sentenza della Corte di giustizia Ue.
Nel 2005, infatti, la Corte ha stabilito la competenza europea ad adottare misure nell'ambito del diritto penale per garantire la tutela ambientale. Nel 2007 la Corte ha pero' stabilito che sta agli Stati e non all'Ue fissare le modalita' delle sanzioni.
Per questo la direttiva approvata oggi fornisce ai paesi Ue una cornice all'interno della quale ogni stato europeo dovra' fissare le sanzioni penali, che dovranno essere ''effettive, proporzionate e dissuasive''. Nella formula di compromesso approvata oggi e' saltata la proposta originaria della Commissione Ue di stabilire gia' nel testo dei paletti per le sanzioni contro chi inquina intenzionalmente o per grave negligenza e che prevedevano, per le persone fisiche, fino a dieci anni di carcere e l'eventuale obbligo di pagare i danni e per le persone giuridiche una multa fino a 1 milione e mezzo di euro.
La norma Ue punta l'indice contro varie forme di inquinamento grave, provocate da impianti che gestiscono sostanze pericolose, dalla gestione dei rifiuti e delle scorie nucleari, ma colpisce anche il possesso, la cattura, l'uccisione o la distruzione di specie protette di animali e piante e qualsiasi azione che provochi il significativo deterioramento di un habitat all'interno di un sito protetto.
Per quanto riguarda i rifiuti, sono sanzionabili penalmente la raccolta, il trasporto, il recupero e l'eliminazione, comprese la vigilanza dei siti di smaltimento che provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti alla qualita' dell'aria, del suolo, delle acque alla fauna e alla flora. Sono altrettanto sanzionabili la produzione, l'importazione, l'esportazione e l'immissione sul mercato o l'uso di sostanze che riducono lo strato di ozono.
(ANSA)

CACCIA: REGIONE LIGURIA CONDANNATA DA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

Sempre per le deroghe, ecco il testo. Esultano Lac e Wwf.

FONTEwww.animalieanimali.it
20 maggio 2008 - Nella Causa C-503/06 proposta il 13 dicembre 2006 dalla Commissione UE contro l’Italia e la Regione Liguria, a causa di una legge regionale della Liguria promossa dalla giunta di centro-sinistra, la Corte di Giustizia UE (con sede in Lussemburgo) condanna l’Italia per inadempienza della direttiva CEE del 1979 sulla protezione degli uccelli selvatici, con pagamento delle spese.

La Corte, con sentenza depositata lo scorso 15 maggio 2008, dichiara e statuisce:
“1) A seguito dell’adozione e dell’applicazione, da parte della Regione Liguria, di una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di quest’ultima.
2) La Repubblica italiana è condannata alle spese, ivi comprese quelle relative al procedimento sommario. “

Viene censurata la legge regionale n. 36 del 2006 che consentiva la caccia allo storno, su tutto il territorio della Liguria, alla generalità dei cacciatori che avessero richiesto un’apposita scheda, per cacciare la specie abbattendone sino a 90 esemplari a testa, anche in tutte le aree ove non vi sono produzioni agricole; tale caccia veniva consentita anche nei periodi (come il mese di gennaio) in cui la raccolta delle olive è già terminata, rendendo fasullo e immotivato il pretesto di voler tutelare a suon di fucilate queste produzioni, sulle quali non sono stati documentati danni effettivi.
Anche la precedente legge regionale ligure 34/2001 viene considerata illegittima dalla Corte, avendo consentito per alcuni periodi la caccia in deroga al fringuello (specie protetta dall’Italia e dalla normativa comunitaria) senza motivate ragioni che non fossero quelle del puro divertimento degli appassionati.

“Le condanne e le censure collezionate dalla Regione Liguria (tra TAR, Corte Costituzionale, Corte di Giustizia UE) negli ultimi 10 anni in materia di caccia in deroga a specie protette ormai non si contano più” , dichiarano Guglielmo Jansen e Augusto Atturo, rappresentanti delle associazioni ambientaliste presso la commissione faunistico-venatoria della Regione Liguria.
“E’ giunta l’ora di voltare pagina e di promuovere la salvaguardia del patrimonio faunistico ligure senza più provvedimenti clientelari di bassa cucina, che costano alla collettività in spese legali e pongono la Liguria fuori dall’Europa”.


SENTENZA DELLA CORTE (Sesta Sezione)
15 maggio 2008 (*)
«Inadempimento di uno Stato – Direttiva 79/409/CEE – Conservazione degli uccelli selvatici – Deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici – Regione Liguria»
Nella causa C 503/06,
avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE, proposto il 13 dicembre 2006,
Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalla sig.ra D. Recchia, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo,
ricorrente,
contro
Repubblica italiana, rappresentata dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dal sig. G. Fiengo, avvocato dello Stato, con domicilio eletto in Lussemburgo,
convenuta,
LA CORTE (Sesta Sezione),
composta dal sig. L. Bay Larsen, presidente di sezione, dai sigg. J. Makarczyk e J.-C. Bonichot (relatore), giudici,
avvocato generale: sig.ra J. Kokott
cancelliere: sig. R. Grass
vista la fase scritta del procedimento,
vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
ha pronunciato la seguente
Sentenza
1 Con il suo ricorso la Commissione delle Comunità europee chiede alla Corte di dichiarare che, a seguito dell’adozione e dell’applicazione da parte della Regione Liguria di una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 103, pag. 1; in prosieguo: la «direttiva»), la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di tale direttiva.
Contesto normativo
2 La direttiva ha lo scopo di garantire la protezione, la gestione e la regolazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il Trattato CE.
3 L’art. 5 della direttiva prevede quanto segue:
«Fatte salve le disposizioni degli articoli 7 e 9, gli Stati membri adottano le misure necessarie per instaurare un regime generale di protezione di tutte le specie di uccelli di cui all’articolo 1, che comprenda in particolare il divieto:
a) di ucciderli o di catturarli deliberatamente con qualsiasi metodo;
b) di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi;
c) di raccogliere le uova nell’ambiente naturale e di detenerle anche vuote;
d) di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva;
e) di detenere le specie di cui sono vietate la caccia e la cattura».
4 L’art. 7 della direttiva così dispone:
«1. In funzione del loro livello di popolazione, della distribuzione geografica e del tasso di riproduzione in tutta la Comunità le specie elencate nell’allegato II possono essere oggetto di atti di caccia nel quadro della legislazione nazionale. Gli Stati membri faranno in modo che la caccia di queste specie non pregiudichi le azioni di conservazione intraprese nella loro area di distribuzione.
2. Le specie dell’allegato II/1 possono essere cacciate nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la presente direttiva.
3. Le specie dell’allegato II/2 possono essere cacciate soltanto negli Stati membri per i quali esse sono menzionate.
(...)».
5 L’art. 9 della direttiva autorizza tuttavia talune deroghe alle seguenti condizioni:
«1. Sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, gli Stati membri possono derogare agli articoli 5, 6, 7 e 8 per le seguenti ragioni:
a) − nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica,
– nell’interesse della sicurezza aerea,
– per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque,
– per la protezione della flora e della fauna;
b) ai fini della ricerca e dell’insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione nonché per l’allevamento connesso a tali operazioni;
c) per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità.
2. Le deroghe dovranno menzionare:
– le specie che formano oggetto delle medesime,
– i mezzi, gli impianti e i metodi di cattura o di uccisione autorizzati,
– le condizioni di rischio e le circostanze di tempo e di luogo in cui esse possono esser fatte,
– l’autorità abilitata a dichiarare che le condizioni stabilite sono realizzate e a decidere quali mezzi, impianti e metodi possano essere utilizzati, entro quali limiti, da quali persone,
– i controlli che saranno effettuati.
(...)».
6 Il fringuello (Fringilla coelebs ombriosa) è menzionato all’allegato I della direttiva, che elenca le specie oggetto di misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat, per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie nella loro area di distribuzione. L’allegato II/2, che enumera le specie cacciabili in determinati Stati membri, non menziona lo storno (Sturnus vulgaris) tra le specie cacciabili in Italia. L’eventuale caccia di queste specie in tale Stato membro, in deroga ai divieti previsti agli artt. 5 8 della direttiva, deve quindi soddisfare le condizioni di cui all’art. 9 della stessa.
7 Per la Regione Liguria, la legge regionale 5 ottobre 2001, n. 34 [Attuazione dell’articolo 9 della direttiva comunitaria 79/409 del 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici (BUR Liguria n. 10, del 10 ottobre 2001)], come modificata dalla legge regionale 13 agosto 2002, n. 31 (BUR Liguria n. 12, del 28 agosto 2002) (in prosieguo: la «legge regionale n. 34/2001»), indica, al suo allegato I, le specie che possono essere oggetto della deroga di cui all’art. 9 della direttiva. Ai sensi di tale allegato, lo storno ed il fringuello sono cacciabili, per un prelievo massimo stagionale pari a 150 unità per cacciatore per quanto riguarda lo storno e a 100 unità per cacciatore per quanto riguarda il fringuello.
Procedimento precontenzioso
8 Con lettera di costituzione in mora inviata alla Repubblica italiana in data 10 aprile 2006 la Commissione invitava tale Stato membro a comunicarle le sue osservazioni in merito alla normativa regionale menzionata al punto precedente entro un termine di due mesi dal ricevimento di tale lettera. La Repubblica italiana richiedeva una proroga di due mesi di tale termine, che non veniva concessa dalla Commissione per l’imminente apertura della stagione venatoria.
9 Poiché la Repubblica italiana non aveva contestato gli addebiti formulati in tale lettera di costituzione in mora né posto rimedio alla situazione denunciata da questa, in data 4 luglio 2006 la Commissione le inviava un parere motivato con il quale la invitava a conformarsi alle disposizioni della direttiva nel termine di due mesi dal ricevimento di tale parere.
10 Mediante comunicazione del 31 agosto 2006 le autorità italiane informavano la Commissione del fatto che l’adozione del decreto legge 16 agosto 2006, n. 251 [Disposizioni urgenti per assicurare l’adeguamento dell’ordinamento nazionale alla direttiva 79/409/CEE in materia di conservazione della fauna selvatica (GURI n. 191 del 18 agosto 2006, pag. 4)], aveva consentito di sanare gli addebiti formulati nel parere motivato. Tuttavia, tale decreto è in seguito decaduto ex tunc, per mancata conversione in legge nel termine di 60 giorni dalla sua pubblicazione (GURI n. 243 del 18 ottobre 2006, pag. 58).
11 Il 7 novembre 2006 la Commissione veniva informata del fatto che la Regione Liguria aveva adottato la legge regionale 31 ottobre 2006, n. 35 [Attuazione dell’articolo 9 della direttiva comunitaria 79/409 del 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici. Misure di salvaguardia per le zone di protezione speciale (BUR Liguria n. 16, del 2 novembre 2006; in prosieguo: la «legge regionale n. 35/2006»)], con la quale tale Regione intendeva conformarsi all’art. 9 della direttiva. Tuttavia, in pari data, detta Regione adottava la legge regionale 31 ottobre 2006, n. 36 [Attivazione della deroga per la stagione venatoria 2006/2007 ai sensi dell’articolo 9, comma 1, lettera a, terzo alinea, della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici (BUR Liguria n. 16 del 2 novembre 2006; in prosieguo: la «legge regionale n. 36/2006»)], che mantiene un regime di deroghe di cui all’art. 9 della direttiva in un modo che la Commissione non ritiene conforme a tale disposizione.
12 In tale contesto, la Commissione ha proposto il presente ricorso.
Procedimento dinanzi alla Corte
13 Con ordinanza 19 dicembre 2006, causa C 503/06 R, Commissione/Italia, il presidente della Corte ha disposto la sospensione dell’applicazione della legge regionale n. 36/2006 fino alla pronuncia dell’ordinanza di chiusura del procedimento sommario avviato con il ricorso contenente domanda di sospensione dell’esecuzione e di provvedimenti provvisori ai sensi degli artt. 242 CE e 243 CE, depositato dalla Commissione il 13 dicembre 2006.
14 Un’ordinanza del presidente della Corte del 27 febbraio 2007, causa C 503/06 R, Commissione/Italia, ha dichiarato il non luogo a provvedere sul mantenimento della sospensione dell’applicazione della legge regionale n. 36/2006.
15 Con ordinanza 19 giugno 2007, il presidente della Corte ha dichiarato irricevibile l’istanza di intervento della Regione Liguria nella presente causa, proposta con atto depositato presso la cancelleria della Corte il 22 maggio 2007.
Sul ricorso
16 La Commissione fa valere, in primo luogo, che la legge regionale n. 34/2001, che costituisce il quadro normativo per l’esercizio delle deroghe di cui all’art. 9 della direttiva, identifica le specie cacciabili in maniera generale ed astratta, senza limiti di tempo, e che l’allegato a tale legge che elenca dette specie non è sottoposto a revisione annuale obbligatoria. Secondo la Commissione, tale quadro normativo si colloca al di fuori dell’obiettivo della deroga definita dall’art. 9 della direttiva, in quanto autorizza l’esercizio regolare della caccia a specie di uccelli protette ai sensi della direttiva.
17 In secondo luogo, la Commissione considera contraria all’art. 9 della direttiva la possibilità, derivante da tale legge regionale, di adottare una deroga ai sensi di detto articolo in base a un generico riferimento a tutti i casi considerati dallo stesso, senza richiedere l’indicazione precisa della ragione di tale deroga con riferimento a una delle ipotesi contemplate all’art. 9, n. 1, e, peraltro, senza precisarne i motivi concreti.
18 In terzo luogo, la Commissione sostiene che la legge regionale n. 34/2001 non prevede il rispetto né della condizione relativa alla mancanza di altre soluzioni soddisfacenti né dell’indicazione delle autorità abilitate a dichiarare che le condizioni stabilite sono realizzate e a decidere quali mezzi, impianti e metodi possano essere utilizzati, entro quali limiti e da quali persone.
19 La Commissione rileva inoltre che la legge regionale n. 34/2001 è all’origine di provvedimenti esecutivi non conformi alla direttiva, quali le delibere della Giunta Regionale della Regione Liguria 23 settembre 2005, n. 1085 [Modalità di attuazione del regime di deroga ai sensi dell’articolo 9 della direttiva 79/409/CEE del 2 aprile 1979, sulla conservazione degli uccelli selvatici – 2005/2006 (BUR Liguria, parte II, n. 41, del 12 ottobre 2005)] e 14 ottobre 2005, n. 1195 [Modalità di attuazione del regime di deroga alla specie storno ai sensi dell’articolo 9 della direttiva comunitaria 79/409/CEE del 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici 2005/2006 (BUR Liguria, parte II, n. 45, del 9 novembre 2005)].
20 La Commissione mette altresì in discussione la legge regionale della Regione Liguria 9 novembre 2005, n. 14 [Attivazione del regime di deroga ai sensi dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409 del 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici per la stagione 2005-2006 (BUR Liguria n. 11 del 9 novembre 2005)], sostenendo che tale legge non contiene un esame delle altre eventuali soluzioni soddisfacenti e non menziona né la ragione astratta e i motivi concreti della deroga accordata, né l’autorità abilitata a dichiarare che le condizioni stabilite sono realizzate e a decidere quali mezzi, impianti e metodi possano essere utilizzati, entro quali limiti, e da quali persone, né i controlli da effettuare.
21 Infine, se la Commissione riconosce che la legge regionale n. 35/2006, che abroga e sostituisce la legge regionale n. 34/2001 a decorrere dal 1° novembre 2006, instaura un quadro generale per la concessione di deroghe ai sensi dell’art. 9 della direttiva che appare conforme alla normativa comunitaria, essa osserva che la legge regionale n. 36/2006, adottata lo stesso giorno, autorizza le deroghe di cui all’art. 9 della direttiva in modo contrario alla direttiva per la stagione venatoria 2006/2007 per quanto riguarda la specie storno.
22 La Repubblica italiana, nel controricorso presentato alla Corte, si limita a trasmettere a quest’ultima gli argomenti della Regione Liguria riproducendoli testualmente, ma senza farli propri. La Repubblica italiana non presenta inoltre conclusioni volte al rigetto del ricorso della Commissione e neppure alla condanna di quest’ultima alle spese. Per giunta, la Repubblica italiana ha comunicato alla Corte, nell’ambito del procedimento sommario, di condividere l’analisi della Commissione e di aver proposto, dinanzi alla Corte costituzionale, un ricorso con cui contestava la costituzionalità della legge regionale n. 34/2001 sulle stesse basi del presente ricorso per inadempimento.
23 Alla luce di tutti questi elementi, il ricorso proposto dalla Commissione dev’essere considerato fondato, senza però che la Corte esamini la conformità con la direttiva della legge regionale n. 36/2006, che è stata emanata posteriormente al termine fissato nel parere motivato.
24 Pertanto, si deve dichiarare che, a seguito dell’adozione e dell’applicazione, da parte della Regione Liguria, di una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di quest’ultima.
Sulle spese
25 Ai sensi dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché la Commissione ne hanno fatta domanda, la Repubblica italiana, rimasta soccombente, dev’essere condannata alle spese, ivi comprese quelle relative al procedimento sommario.
Per questi motivi, la Corte (Sesta Sezione) dichiara e statuisce:
1) A seguito dell’adozione e dell’applicazione, da parte della Regione Liguria, di una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di quest’ultima.
2) La Repubblica italiana è condannata alle spese, ivi comprese quelle relative al procedimento sommario.
Firme

L'EREDITA' CONTESA A TOLENTINO

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STUDIO ANIMALI E AMBIENTE E POLIZIA DI ANCONA

Nel corso della mattinata di sabato 17 maggio lo Studio Animali e Ambiente , con sede a Montegranaro (AP) , ha avuto il piacere di essere invitata e presente , nella persona della  dott.ssa Francesca Testella ,  alla festa annuale della polizia di Ancona .  Nel corso della manifestazione si sono esibiti , in dimostrazioni pratiche , i cani delle unità cinofile , mostrando un grande affiatamento con i propri conduttori e una serenità che consente di sfatare le voci sul fatto che i cani siano drogati o che verso di loro sia usata la forza . Come unico studio di consulenza legale in materia di animali presente in Italia , ci sentiamo di spendere una parola di plauso per quanto abbiamo avuto modo di constatare con i nostri occhi . Gli agenti hanno inoltre mostrato  grande disponibilità e limpidezza nel parlare del lavoro e del rapporto con gli animali , oltre che un amore verso i loro compagni che inevitabilmente nella maggior parte dei casi porta all'adozione degli stessi amici a quattro zampe , arrivati all'età del pensionamento , da parte del proprio compagno di lavoro e di vita . Grande attenzione inoltre è stata manifestata per le vicende relative a corse clandestine , combattimenti tra cani e maltrattamenti di animali , realtà attorno alle quali si sviluppa un flusso di scommesse milionarie . Gli animali vengono sottoposti a torture insopportabili sia nella fase dell'addestramento sia in quella finale del combattimento , al termine del quale o uno dei due cani muore perchè l'altro viene costretto a farlo oppure perchè lo stesso proprietario , che ha perso la scommessa , lo uccide nei modi più feroci : dandogli fuoco , buttandolo a mare , sparandogli alla testa , lasciandolo morire per le ferite e picchiandolo o rinchiudendolo in congelatore ancora vivo . A tutto questo la polizia cerca di porre fine . Un a realtà nascosta formalmente  ma nota a molti sebbene celata per paura o connivenza .
Ampio spazio inoltre è stato dedicato nella rivista "Polizia moderna" proprio ai cani che prestano la propria preziosa opera nella polizia , tra cui diverse razze , pastore tedesco , labrador retriever , pastore malines , jack russell ed anche amici meticci , a seconda delle attitudini specifiche della razza di appartenenza . Un articolo dettagliato seguito da un eccellente contributo rivolto a chiunque desideri adottare un cane , nel senso di compiere una scelta responsabile e non dettata solo dalla moda o dal capriccio del momento .
Lo studio di consulenza legale Animali e Ambiente si mette a disposizione di tutte le autorità al fine di collaborare , con le conoscenza specifiche in materia in possesso dei suoi componenti , a che le forze dell'ordine riescano nel migliore dei modi a combattere la criminalità organizzata per quanto concernono le vicende che hanno per protagonisti gli animali e nel perseguire chiunque commetta reati nei confronti degli amici che non possono difendersi da soli .

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Si ringrazia la polizia di Ancona per la gentile concessione .

Studio Animali e Ambiente
dott.ssa Francesca Testella

RICHIESTA AVVOCATI ANIMALISTI DA STUDIOANIMALIEAMBIENTE

Lo Studio di consulenza legale Animali e Ambiente ricerca avvocati animalisti nel Nord Italia per l'assegnazione dei casi dello studio relativi alle città della zona.
Inviare cv a studioanimalieambiente@gmail.com o chiamare il 334/2448739 o il 338/1198455

Grazie

Studio AnimalieAmbiente

INIZIATIVA "DIRITTO DEGLI ANIMALI" COME DISCIPLINA D'INSEGNAMENTO NELLE FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA , SCIENZE POLITICHE E VETERINARIA

Lo Studio di consulenza legale AnimalieAmbiente mette a disposizione i propri legali per tenere o partecipare a conferenze , seminari o incontri con docenti e studenti , nelle facoltà di giurisprudenza , scienze politiche e veterinaria , di tutta Italia aventi ad oggetto le varie sfaccettature della normativa complessiva inerente gli animali , ai fini della sensibilizzazione degli atenei all'introduzione , come materia d'insegnamento , dopo il diritto dell'ambiente , del diritti degli animali .
I recapiti per prendere contatti con i legali dello studio sono :

Studio AnimalieAmbiente via Largo Conti 18 , Montegranaro (AP) 63014

TEL 334/2448739 - 338/1198455- FISSO ATTIVO DALLA PROSSIMA SETTIMANA 0734/890969

FAX 0733/814739 - 0734/873040 c.a. Francesca Testella

MAIL studioanimalieambiente@gmail.com , info@emergenzanimali.com , legale@emergenzanimali.com , info@fefeambiente.com

EVENTI A ROMA

Sabato 10 contro Huntingdon Life Sciences
Domenica 11 l’AIRC raccoglie fondi per la vivisezione
Appuntamenti a 4 zampe
Tanti cuccioli da adottare

FONTE: OIPA sezione di Roma


Sabato 10 contro Huntingdon Life Sciences

All'interno della campagna StopHLS contro Huntingdon Life Sciences, il più grande laboratorio di vivisezione d'Europa, Romantispecismo (gruppo StopHLS di Roma) sarà presente:

SABATO 10 MAGGIO dalle 16.30 alle 20.00 presso COSMOFARMA EXHIBITION 2008
all'ingresso "porta nord" della Nuova Fiera di Roma via Portuense angolo via A. Vescovali, loc. Ponte Galeria (treno Roma-Fiumicino FR1, fermata Fiera di Roma) per denunciare le atrocità commesse da Huntingdon Life Sciences in occasione dell'esposizione "Cosmofarma 2008" (http://www.cosmofarma.com), a cui parteciperanno alcuni dei maggiori clienti di HLS: Teva, Sanofi-Aventis e Novartis.

Come sempre siete invitati a portare striscioni e cartelloni che esprimano tutta la vostra indignazione nei confronti degli aguzzini responsabili della morte di oltre 500 animali ogni giorno tra torture e atroci sofferenze, nonché megafoni/fischietti e quant'altro possa
rappresentare la voce di chi non ha voce, l'urlo di rabbia delle innocenti vittime della follia umana!

Per informazioni sulla Campagna StopHLS: http://www.stophls.net



Domenica 11 l’AIRC raccoglie fondi per la vivisezione

Domenica prossima l’AIRC sarà presente in moltissime piazze in tutta Italia per raccogliere fondi che verranno destinati alla ricerca e quindi, nel caso di AIRC, andranno a finanziare anche la pratica della vivisezione.

In questo link trovate l’elenco delle piazze di ciascuna città; si potrebbe andare nelle vicinanze di uno di questi loro banchetti e distribuire dei volantini contro la vivisezione, facendo attenzione a spiegare molto bene come stanno le cose …

http://www.lafestadellamamma.it/trova-la-piazza.asp

Inoltre si può scrivere per protestare contro i loro metodi: ufficio-stampa@airc.it


Appuntamenti a 4 zampe

- sabato 10 maggio p.v., al canile comunale della Muratella, (via della Magliana, 856 H) l' "Adopthaton Day": adozioni tutto il giorno, stand AVCPP (Ass. Volontari Canile di Porta Portese) e associazioni animaliste.
E’ una iniziativa dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese che, in occasione dell’Adoptathon Day, ha deciso di tenere aperto il canile comunale della Muratella. E poi, al tramonto, mentre si gusta una cena vegana che verrà servita sul piazzale del canile (a sottoscrizione, 12 euro a persona: per prenotazioni 329 8069093), verrà proiettato “Le mur avec les images”, dal forte impatto emotivo a cura di Dogs make crop circles.

- domenica 25 maggio p.v. a Villa Pamphili, la Festa di Maggio "A quattro zampe in allegria" , il consueto appuntamento annuale che vede protagonisti i cani e i loro compagni umani, dalla mattina fino al tramonto, con adozioni (anche a distanza), vendita gadgets, angolo-ristorazione, gare di bellezza e di simpatia tra cani, di somiglianza cane-padrone, giochi, lezioni di yoga e di pilates e tanto altro ancora (il volantino sarà disponibile a breve).


Tanti cuccioli da adottare

Vi segnalo questo canile: il FARO http://www.avar-ilfaro.org/home.htm che si trova a Fiumicino, dove come potete vedere dal sito ci sono molti cani e soprattutto.. molti cuccioli ! In allegato una locandina, se la volete far girare; in ogni caso andando sul sito si possono vedere altre splendide foto dei cuccioletti e tutte le informazioni su come adottarne uno, ….. o più di uno! L’OIPA sostiene questo canile con raccolta di cibo e di altro materiale; se anche voi volete contribuire e abitate in zona Ostia-fiumicino potete raccogliere un po’ di scatolette e portargliele, ne hanno sempre bisogno!

APPELLO AGGIORNATO DALLA COLLINA DEGLI ANIMALI

APPELLO AGGIORNATO DALLA COLLINA DEGLI ANIMALI
Per favore fate girare a tutti i Vostri contattati
01.05.2008

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Come molti sapranno la Collina degli animali è davvero sull'orlo di un crollo irreversibile, con la grave conseguenza che a finire per precipizio saranno i cento e piu animali che vivono presso di noi in particolare asini cavalli e mula. Ieri, a sentire gli avvocati la situazione con Le assicurazioni è ancora in alto mare, MA GLI ANIMALI NON POSSONO PIU0 ASPETTARE La baracca potrebbe essere salvata , in attesa del risarcomento dell'assicurazione, costruendo ricoveri all'aperto, ripristinando la recinzione e gli impianti di acqua e luce. Abbiamo quindi bisogno di ripristinare oltre 200 metri lineari di recinzione alta 2 metri; costruire quattro capannine per IL ricovero degli animali , delimitare tre grosse arree per dividere lo stallone dagli stalloni asini dal resto del branco ripristinare gli abbeveratoi e la luce. Tutto questo , che letto sembrano noccioline e cose da poco n realtà verrebbe a costare iva e montaggio escluso circa 10.000 Euro. Cifra irrisoria rispetto AI 400 mila Euro che sono stati spesi per realizzare la nostra struttura, peccato che noi non li abbiamo ,Elisabetta non li ha. Nessuno di noi li ha. Siamo certi, ma piu che certi speriamo che la vostra voce mediatica, il vostro tam tam come quello che sapete fare QUALCUNO POTREBBE PORGERCI UNA MANO o con una donazione in denaro, ma non è la soluzione che preferiamo o ancora meglio donandoci IL materiale di cui abbiamo bisogno aiutandoci a montarlo per restituire la libertà AI nostri amati equidi. Tra di voi sicuramente ci sarà chi è in grado di trovare Le capannine, chi è capace di fare questi lavori manuali, chi as dove prendere rete e paletti , oppure altra alternativa PARLARE CON I NOSTRI AVVOCATI, ANTICIPARE LA CIFRA NECESSARIA CHE LE VERRA' RESTITUITA APPENA L'ASSICURAZIONE AVRA' SALDATO IL SINISTRO
Ricapitolando la Collina per risollevarsi Ed emergere dalle ceneri ha bisogno:
200 metri lineari di rete metallica alta 2.50
100 paletti in cemento armato alti 2.50
2 capannine 4mx5
2 capannine 3mx3
20 rotoballoni di fieno ( attualmente I nostri cavalli mangiano fieno pellets e al prato la distribuzione sarebbe impossibile)
4 PORTAROTOBALLONI ANTISPRECO E ANTIOPIOGGIA
4 PLAFONIERE DA ESTERNO PER LE CAPANNINE
4 ABBEVERATOI DUE A LIVELLO COSTANTE DUE A PRESSIONE
Non è un impresa da poco ne siamo assai coscienti, ma spero amici animalisti che questa sia l'ennesima sfida per evitare che un oasi come la nostra venga trasformata in un cimitero.
Siamo tanti e spesso la Vostra generosità ha sfondato Le porte dell' indifferenza compiendo dei veri miracoli.Grazie di tutto
Mariapia e la Collina degli Animali


ps: contattando lo studio di consulenza legale Animali e Ambiente potrete acquistare materiale a prezzi ridotti in una ferramenta con noi convenzionata.


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ARCA 2000 E STUDIO ANIMALI E AMBIENTE

L’associazione “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato di S.Benedetto del Tronto (Ap) associazione che si occupa di malasanità animale e tutela sanitaria degli animali d’affezione collaborerà con lo studio di consulenza legale "Animali e Ambiente"di Montegranaro(Ap) che offrirà un servizio di consulenza legale in materia di malasanità animale (omissione di soccorso, negligenza, diagnosi errate da parte di medici veterinari....)In tal caso lo studio di consulenza legale legale con i suoi esperti in materia tra cui la dott.ssa Francesca Testella , consulente legale animalista, valuterà ogni singolo caso, offrendo i necessari strumenti giuridici. L’associazione “Arca 2000” senza accollarsi alcun onere di spesa metterà in contatto i proprietari di animali con lo studio anche tramite il proprio sito www.arca2000.it. Allo studio si potranno rivolgere cittadini, associazioni ed enti pubblici. Verrà inoltre sviluppata un’ attività propria e un centro studi sulle tematiche animaliste ed ambientali in modo da elaborare strumenti nuovi anche in settori dove ancora poco si è riusciti a fare.
Per ogni ulteriore informazione e richieste di aiuto: “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato – 340/67.20.93.6 - arcanimali@tiscali.it
Per contattare lo studio di consulenza legale:

"Animali e Ambiente"

studioanimaliambiente@gmail.com

TEL: 338/1198455 - 334/2448739

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