E' MORTO EMILIO NESSI, GIORNALISTA-PALADINO DEGLI ANIMALI A RISCHIO
31/03/2009 05:25
Il giornalista e scrittore Emilio Nessi e' morto, a
59 anni per un malore improvviso, nella sua casa di
Milano. Era noto come paladino degli animali e
delle specie a rischio e storico collaboratore
della Rai, come di altre testate.
Sempre pronto a intervenire dove vi fosse una denuncia per maltrattamenti ad animali, con speciale attenzione a quelli meno noti, come le otarie della Skeleton coast in Namibia o i cigni reali trafitti dalle balestre nel nord Europa, dai cuccioli di animali rari, ma anche di cani di razza, contrabbandati in situazioni estreme.
Famosa la sua battaglia in favore dei beluga, che i russi addestrano per operazioni militari, come quello divenuto celebre col nome di ‘Palla di neve’, che, grazie anche a Nessi, e' stato liberato nel Mar Nero. A quest'ultimo dedico' uno dei suoi libri, ‘Palla di neve’ appunto, che nel 1995 divenne anche un film di Maurizio Nichetti con lo stesso titolo. Nel 2004 aveva pubblicato ‘L'Arca di Nessi’, in cui racconta storie di salvataggi di animali, e ne aveva devoluto i diritti d'autore alla Lega Italiana Protezione Uccelli.
I suoi funerali si svolgeranno martedi' mattina a Rho.
"Scompare un grande amico nostro e degli animali": questo il messaggio del Wwf alla notizia della scomparsa del giornalista e scrittore, Emilio Nessi. Per la Lega italiana protezione uccelli (Lipu) si tratta di una "grave perdita per la nostra associazione, per il giornalismo e per tutti coloro che amano gli animali".
"Emilio - dice Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia - da sempre è stato vicino alla causa dell'ambiente e instancabile 'narratore' delle più toccanti storie di animali. Ha spesso raccontato le nostre battaglie, dall'antibracconaggio a fianco delle Guardie venatorie alla lotta al degrado del territorio, dal sequestro di specie protette alle storie legate ai Centri di recupero animali". "Siamo profondamente colpiti dalla sua morte improvvisa che lascia un vuoto in tutti noi e in particolare a coloro che lo hanno spesso affiancato nei suoi reportage", aggiunge Massimiliano Rocco, responsabile specie del Wwf Italia che in questi anni lo ha spesso affiancato per la realizzazione dei suoi servizi.
"La sua scomparsa lascia un grande vuoto, umano e professionale", afferma Elena D'Andrea, direttore generale Lipu. Di grandissima sensibilità animalista, e di grande generosità (aveva devoluto alla Lipu i diritti d'autore del suo ultimo libro), Nessi ha collaborato con la Lega protezione uccelli per la realizzazione di numerosi articoli e servizi televisivi sul bracconaggio, in particolare nel bresciano, o il recupero di specie rare e minacciate di estinzione.
(ANSA)
Sempre pronto a intervenire dove vi fosse una denuncia per maltrattamenti ad animali, con speciale attenzione a quelli meno noti, come le otarie della Skeleton coast in Namibia o i cigni reali trafitti dalle balestre nel nord Europa, dai cuccioli di animali rari, ma anche di cani di razza, contrabbandati in situazioni estreme.
Famosa la sua battaglia in favore dei beluga, che i russi addestrano per operazioni militari, come quello divenuto celebre col nome di ‘Palla di neve’, che, grazie anche a Nessi, e' stato liberato nel Mar Nero. A quest'ultimo dedico' uno dei suoi libri, ‘Palla di neve’ appunto, che nel 1995 divenne anche un film di Maurizio Nichetti con lo stesso titolo. Nel 2004 aveva pubblicato ‘L'Arca di Nessi’, in cui racconta storie di salvataggi di animali, e ne aveva devoluto i diritti d'autore alla Lega Italiana Protezione Uccelli.
I suoi funerali si svolgeranno martedi' mattina a Rho.
"Scompare un grande amico nostro e degli animali": questo il messaggio del Wwf alla notizia della scomparsa del giornalista e scrittore, Emilio Nessi. Per la Lega italiana protezione uccelli (Lipu) si tratta di una "grave perdita per la nostra associazione, per il giornalismo e per tutti coloro che amano gli animali".
"Emilio - dice Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia - da sempre è stato vicino alla causa dell'ambiente e instancabile 'narratore' delle più toccanti storie di animali. Ha spesso raccontato le nostre battaglie, dall'antibracconaggio a fianco delle Guardie venatorie alla lotta al degrado del territorio, dal sequestro di specie protette alle storie legate ai Centri di recupero animali". "Siamo profondamente colpiti dalla sua morte improvvisa che lascia un vuoto in tutti noi e in particolare a coloro che lo hanno spesso affiancato nei suoi reportage", aggiunge Massimiliano Rocco, responsabile specie del Wwf Italia che in questi anni lo ha spesso affiancato per la realizzazione dei suoi servizi.
"La sua scomparsa lascia un grande vuoto, umano e professionale", afferma Elena D'Andrea, direttore generale Lipu. Di grandissima sensibilità animalista, e di grande generosità (aveva devoluto alla Lipu i diritti d'autore del suo ultimo libro), Nessi ha collaborato con la Lega protezione uccelli per la realizzazione di numerosi articoli e servizi televisivi sul bracconaggio, in particolare nel bresciano, o il recupero di specie rare e minacciate di estinzione.
(ANSA)
RAPPORTO CHOC DELLA POLIZIA PROVINCIALE SU VELENI, "AMMAZZANO CANI PER DIVERTIMENTO"
31/03/2009 05:25
Quasi sessanta i casi di avvelenamento nel
Circondario che sono stati segnalati alla polizia
provinciale. Un’atrocità difficile da
combattere che si materializza con i bocconi
avvelenati gettati spesso nelle aree di
ripopolamento e cattura. Esche che, però, qualcuno
non esita a buttare anche per eliminare concorrenti
nel caso dei cani da tartufo. Ma anche per il
semplice gusto di divertirsi oppure, come è
accaduto di recente, per dissidi condominiali. O
addirittura a scopo intimidatorio.
Questo il quadro che emerge dal rapporto della polizia provinciale e dal lavoro del Ceda (Comitato europeo difesa animali).
In tutto il territorio provinciale fiorentino lo scorso anno sono state denunciate 22 persone alla magistratura per avvelenamento di animali, soprattutto cani e gatti. Ma ci sono anche volpi e uccelli. Per le esche sono stati utilizzati soprattutto fosfuro di zinco, metaldeide, anticoagulanti e endosulfan.
«Per l’attività svolta - spiega l’ispettore capo della polizia provinciale Alessandro Quercioli - è stato importante l’inserimento nella legge regionale dell’obbligo per i medici veterinari di trasmettere la scheda di segnalazione dei casi di avvelenamento alla polizia provinciale e ai Comuni ma anche le forme di pubblicità che hanno portato negli ultimi anni a disporre di un numero elevato di informazioni sui luoghi di ritrovamento dei bocconi avvelenati e sulla composizione delle esche e dei materiali tossici utilizzati».
Tuttavia in tutti i casi di accertamento e individuazione di un presunto responsabile «la media delle attività investigative varia tra i due e i quattro anni - spiega Quercioli - l’attività di accertamento è costituita da acquisizione di reperti, analisi tossicologiche, sopralluoghi, individuazione delle tipologie di veleno utilizzate, nonché la comparazione con i veleni usati, l’acquisizione di sommarie informazioni. Tutto questo fa slittare i tempi di un notevole periodo».
Tra i Comuni più colpiti dagli avvelenamenti ci sono Montespertoli, Empoli e Castelfiorentino. E proprio da qui partirà una campagna di informazione contro i bocconi avvelenati promossa dal Ceda (che poi interesserà tutto il Circondario). «La Regione Toscana - spiega Elvino Gasparotti del Ceda - è stata tra le prime a dotarsi di una legge contro i bocconi avvelenati ma purtroppo la sua efficacia non ha prodotto gli effetti sperati. La nostra associazione, con il patrocinio del Comune, inizierà una campagna di informazione con l’affissione di manifesti e volantini che verranno distribuiti dai veterinari e negli uffici dell’Urp invitando tutti i cittadini a vigilare nei boschi, nelle campagne e nei parchi per denunciare tali crimini». «Spesso questo non accade - continua il Ceda - e i casi di avvelenamento non vengono denunciati. In ogni caso, per effetto della legge regionale, è importante sapere che gli esami tossicologici, compreso il contenuto gastrico di un animale, sono gratuiti».
Francesca Gori, Il Tirreno
Questo il quadro che emerge dal rapporto della polizia provinciale e dal lavoro del Ceda (Comitato europeo difesa animali).
In tutto il territorio provinciale fiorentino lo scorso anno sono state denunciate 22 persone alla magistratura per avvelenamento di animali, soprattutto cani e gatti. Ma ci sono anche volpi e uccelli. Per le esche sono stati utilizzati soprattutto fosfuro di zinco, metaldeide, anticoagulanti e endosulfan.
«Per l’attività svolta - spiega l’ispettore capo della polizia provinciale Alessandro Quercioli - è stato importante l’inserimento nella legge regionale dell’obbligo per i medici veterinari di trasmettere la scheda di segnalazione dei casi di avvelenamento alla polizia provinciale e ai Comuni ma anche le forme di pubblicità che hanno portato negli ultimi anni a disporre di un numero elevato di informazioni sui luoghi di ritrovamento dei bocconi avvelenati e sulla composizione delle esche e dei materiali tossici utilizzati».
Tuttavia in tutti i casi di accertamento e individuazione di un presunto responsabile «la media delle attività investigative varia tra i due e i quattro anni - spiega Quercioli - l’attività di accertamento è costituita da acquisizione di reperti, analisi tossicologiche, sopralluoghi, individuazione delle tipologie di veleno utilizzate, nonché la comparazione con i veleni usati, l’acquisizione di sommarie informazioni. Tutto questo fa slittare i tempi di un notevole periodo».
Tra i Comuni più colpiti dagli avvelenamenti ci sono Montespertoli, Empoli e Castelfiorentino. E proprio da qui partirà una campagna di informazione contro i bocconi avvelenati promossa dal Ceda (che poi interesserà tutto il Circondario). «La Regione Toscana - spiega Elvino Gasparotti del Ceda - è stata tra le prime a dotarsi di una legge contro i bocconi avvelenati ma purtroppo la sua efficacia non ha prodotto gli effetti sperati. La nostra associazione, con il patrocinio del Comune, inizierà una campagna di informazione con l’affissione di manifesti e volantini che verranno distribuiti dai veterinari e negli uffici dell’Urp invitando tutti i cittadini a vigilare nei boschi, nelle campagne e nei parchi per denunciare tali crimini». «Spesso questo non accade - continua il Ceda - e i casi di avvelenamento non vengono denunciati. In ogni caso, per effetto della legge regionale, è importante sapere che gli esami tossicologici, compreso il contenuto gastrico di un animale, sono gratuiti».
Francesca Gori, Il Tirreno
FOTO SHOCK DA LIDA SICILIA
31/03/2009 05:25
LIda Sicilia
Oggetto: Un caso ? Tutti moiono di collasso cardiocircolatorio?
Ditemi voi se si puo morire così!!!
Mentre analizzo le schede, cerco di immaginare queste piccole creature , chissà quanto hanno sofferto e chissà per quanti giorni sono rimaste dentro quei box a marcire. Perchè tanta sofferenza? Percè consentiamo tutto questo e nessuno vuole vedere, sapere, sentire e denunciare? perchè le mie denunce sono sparite?
Se una persona è ladra bisogna condannarla ma qui oltre a RUBARE ,qusti maledetti INFLIGGONO SOFFERENZE TERRIBILI A CAGNOLINI GIOVANI CHE NASCONO E MUOIONO IN CANILE E CHE CANILE!!!
Le foto qui allegate sono dei cani della lega del cane, quelle del Piccolo panda li ho allegate nella nota su Facebook.
Non potremo dire mai più:non lo sapevo!!!


Oggetto: Un caso ? Tutti moiono di collasso cardiocircolatorio?
Ditemi voi se si puo morire così!!!
Mentre analizzo le schede, cerco di immaginare queste piccole creature , chissà quanto hanno sofferto e chissà per quanti giorni sono rimaste dentro quei box a marcire. Perchè tanta sofferenza? Percè consentiamo tutto questo e nessuno vuole vedere, sapere, sentire e denunciare? perchè le mie denunce sono sparite?
Se una persona è ladra bisogna condannarla ma qui oltre a RUBARE ,qusti maledetti INFLIGGONO SOFFERENZE TERRIBILI A CAGNOLINI GIOVANI CHE NASCONO E MUOIONO IN CANILE E CHE CANILE!!!
Le foto qui allegate sono dei cani della lega del cane, quelle del Piccolo panda li ho allegate nella nota su Facebook.
Non potremo dire mai più:non lo sapevo!!!


"No al 5 per mille alla vivisezione!"
31/03/2009 05:25
Ciao a tutti,
vi invitiamo a partecipare all'iniziativa di fine aprile "No al 5 per
mille alla vivisezione!", richiedendoci al piu' presto i materiali!
L'iniziativa e' organizzata per la Settimana Internazionale per gli
Animali di Laboratorio (19-27 aprile).
Lo scorso anno questa iniziativa è stata molto utile per informare le
persone sul problema della vivisezione, specie quella, non obbligatoria
per legge ma in aumento costante di anno in anno, fatta per la "ricerca
di base", e pagata coi nostri soldi - tasse e donazioni alle
"associazioni per la ricerca". La data scelta per l'iniziativa è quella
del finesettimana 25-26 aprile 2009 (ma potete farlo anche il
finesettimana precedente o successivo!).
Qui ci sono tutte le spiegazioni:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=691
In occasione della Settimana internazionale per gli animali di
laboratorio (19-27 aprile), facciamo sapere alle persone cosa avviene
dietro le porte chiuse dei laboratori delle aziende, delle universita' e
dei laboratori di "ricerca medica" e invitiamole a non regalare loro i
propri soldi con il 5 per mille delle proprie tasse!
Associazioni come AIRC, AISM, Telethon, la Fondazione san Raffaele dal
Monte Tabor, tutte che finanziano la vivisezione, e perfino il
tristemente famoso Istituto Mario Negri, guadagnano milioni di euro
dalle donazioni del 5 per mille, sia dalle donazioni esplicite, che da
quelle "senza preferenza".
Inoltre, il numero di animali usati nella ricerca di base, quella
appunto portata avanti da queste associazioni e dalle università (e
pagata quindi per lo più coi soldi dei cittadini) è in grande aumento:
dal 2000 al 2003 c'è stato un aumento di ben il 40% di animali usati, e
dal 2004 al 2006 c'è stato un nuovo aumento non da poco, del 22%!
L'iniziativa che proponiamo, per cercare di arginare questo problema,
facendo arrivare meno soldi nelle casse di chi fa vivisezione, consiste
nella diffusione di un volantino che spiega come evitare che i soldi del
proprio 5 mille delle tasse vadano a finanziare la vivisezione.
L'iniziativa principale è quella di organizzare un sit-in informativo
con la distribuzione dei pieghevoli "Il 5 per mille dallo a chi vuoi, ma
non alla vivisezione", esposizione della mostra fotografica sulla
vivisezione, proiezione del video "Perché No Vivisezione", esposizione
dei cartelloni "No al 5 per mille alla vivisezione". La cosa importante
è essere ben visibili, per questo servono i cartelloni.
Un'altra attività importante è quella di distribuzione in buca delle
lettere del pieghevole dell'iniziativa: dato che siamo in periodo di
dichiarazione dei redditi, le persone saranno interessate alla questione
del "5 per mille"! Non serve alcun permesso per questo tipo di attività,
basta che ci richiediate i volantini e li distribuiate in buca delle
lettere nel vostro quartiere.
Qui trovate tutte le istruzioni per partecipare:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=691
Scriveteci per dirci in qualche forma volete partecipare, e quale
"pacchetto" di volantini volete!
Grazie a tutti,
AgireOra Network
vi invitiamo a partecipare all'iniziativa di fine aprile "No al 5 per
mille alla vivisezione!", richiedendoci al piu' presto i materiali!
L'iniziativa e' organizzata per la Settimana Internazionale per gli
Animali di Laboratorio (19-27 aprile).
Lo scorso anno questa iniziativa è stata molto utile per informare le
persone sul problema della vivisezione, specie quella, non obbligatoria
per legge ma in aumento costante di anno in anno, fatta per la "ricerca
di base", e pagata coi nostri soldi - tasse e donazioni alle
"associazioni per la ricerca". La data scelta per l'iniziativa è quella
del finesettimana 25-26 aprile 2009 (ma potete farlo anche il
finesettimana precedente o successivo!).
Qui ci sono tutte le spiegazioni:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=691
In occasione della Settimana internazionale per gli animali di
laboratorio (19-27 aprile), facciamo sapere alle persone cosa avviene
dietro le porte chiuse dei laboratori delle aziende, delle universita' e
dei laboratori di "ricerca medica" e invitiamole a non regalare loro i
propri soldi con il 5 per mille delle proprie tasse!
Associazioni come AIRC, AISM, Telethon, la Fondazione san Raffaele dal
Monte Tabor, tutte che finanziano la vivisezione, e perfino il
tristemente famoso Istituto Mario Negri, guadagnano milioni di euro
dalle donazioni del 5 per mille, sia dalle donazioni esplicite, che da
quelle "senza preferenza".
Inoltre, il numero di animali usati nella ricerca di base, quella
appunto portata avanti da queste associazioni e dalle università (e
pagata quindi per lo più coi soldi dei cittadini) è in grande aumento:
dal 2000 al 2003 c'è stato un aumento di ben il 40% di animali usati, e
dal 2004 al 2006 c'è stato un nuovo aumento non da poco, del 22%!
L'iniziativa che proponiamo, per cercare di arginare questo problema,
facendo arrivare meno soldi nelle casse di chi fa vivisezione, consiste
nella diffusione di un volantino che spiega come evitare che i soldi del
proprio 5 mille delle tasse vadano a finanziare la vivisezione.
L'iniziativa principale è quella di organizzare un sit-in informativo
con la distribuzione dei pieghevoli "Il 5 per mille dallo a chi vuoi, ma
non alla vivisezione", esposizione della mostra fotografica sulla
vivisezione, proiezione del video "Perché No Vivisezione", esposizione
dei cartelloni "No al 5 per mille alla vivisezione". La cosa importante
è essere ben visibili, per questo servono i cartelloni.
Un'altra attività importante è quella di distribuzione in buca delle
lettere del pieghevole dell'iniziativa: dato che siamo in periodo di
dichiarazione dei redditi, le persone saranno interessate alla questione
del "5 per mille"! Non serve alcun permesso per questo tipo di attività,
basta che ci richiediate i volantini e li distribuiate in buca delle
lettere nel vostro quartiere.
Qui trovate tutte le istruzioni per partecipare:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=691
Scriveteci per dirci in qualche forma volete partecipare, e quale
"pacchetto" di volantini volete!
Grazie a tutti,
AgireOra Network
FATE GIRARE NELLE VOSTRE MAILING LIST: FACCIAMO CAPIRE A QUALI PERSONE E' AFFIDATA LA VITA DI POVERI ANIMALI!!!!
31/03/2009 05:25
Il 28 marzo 10 attivisti e simpatizzanti di
BloccoAnimalista si sono riuniti in piazza San
Marco a Roma per protestare contro la barbara
tradizione delle botticelle.
Davanti noi sono passate moltissime carrozze tra motorini, autobus, auto.
Le nostre parole i nostri slogan le nostre proteste hanno colpito nel segno, suscitando l'ira dei vetturini.
Un primo vetturino si e' affiancato a noi apostrofandoci con parolacce, offese. Nonostante l'intervento delle forze dell'ordine ha scagliato la propria frusta in direzione del nostro presidente Alena, colpendola fortunatamente solo ad un braccio.
In seguito ha sputato in nostra direzione, colpendo le forze dell'ordine (fortunatamente per noi e sfortunatamente per loro).
Allontanato il primo, altri 3 vetturini si sono presentati al nostro cospetto, cercando il contatto fisico e offendendoci verbalmente.
Come potete vedere dai video, ci siamo difesi egregiamente.
A queste brave persone e' affidata la vita dei poveri cavalli.
NON E' FINITA QUI: NESSUN COMPROMESSO TOGLIAMO GLI ANIMALI DALLE MANI DI QUESTA GENTE!
Ecco i video delle aggressioni:
http://www.youtube.com/watch?v=fXsoe83sY7A
http://www.youtube.com/watch?v=VMP16wkxLDU
BLOCCO ANIMALISTA
Davanti noi sono passate moltissime carrozze tra motorini, autobus, auto.
Le nostre parole i nostri slogan le nostre proteste hanno colpito nel segno, suscitando l'ira dei vetturini.
Un primo vetturino si e' affiancato a noi apostrofandoci con parolacce, offese. Nonostante l'intervento delle forze dell'ordine ha scagliato la propria frusta in direzione del nostro presidente Alena, colpendola fortunatamente solo ad un braccio.
In seguito ha sputato in nostra direzione, colpendo le forze dell'ordine (fortunatamente per noi e sfortunatamente per loro).
Allontanato il primo, altri 3 vetturini si sono presentati al nostro cospetto, cercando il contatto fisico e offendendoci verbalmente.
Come potete vedere dai video, ci siamo difesi egregiamente.
A queste brave persone e' affidata la vita dei poveri cavalli.
NON E' FINITA QUI: NESSUN COMPROMESSO TOGLIAMO GLI ANIMALI DALLE MANI DI QUESTA GENTE!
Ecco i video delle aggressioni:
http://www.youtube.com/watch?v=fXsoe83sY7A
http://www.youtube.com/watch?v=VMP16wkxLDU
BLOCCO ANIMALISTA
Al Sud volontari aggrediti e auto bruciate: «Nessuno deve nutrire i randagi assassini»
31/03/2009 05:25
ANTONELLA MARIOTTI
TORINO
Sta succedendo quello che mai avrei creduto possibile qui, in una cittadina civile: siamo in guerra, due volontarie che portavano cibo ai cani sono state aggredite: una ha una ferita alla testa e all’altra hanno sfasciato la macchina».
Angela vive in Puglia, a Barletta, a molti chilometri dalle spiagge dove la settimana scorsa un branco di randagi ha sbranato e ucciso un bambino e ferito gravemente una ragazza. Ma, dopo il dramma di Scicli, la psicosi è esplosa in tutto il Sud. E nel mirino sono finiti non soltanto i cani, ma anche i volontari che da sempre danno loro da mangiare.
«Ormai siamo al delirio - racconta Valentina Raffa, che vive a Modica, dove il sindaco ha firmato un’ordinanza che consente di eliminare i randagi -. Tagliano l’erba per non offrire rifugio e scampo ai cani, l’ordine è di accalappiare o uccidere tutti gli animali, anche quelli già sterilizzati. Orde di cacciatori hanno assaltato le farmacie per comperare veleno. Stanno preparando polpette letali. Noi volontarie siamo poche, ci minacciano tutti i giorni, ma cerchiamo di salvare tutti i cani che riusciamo a raggiungere».
Il diario quotidiano di Valentina raggiunge le caselle di posta elettronica di tutte le associazioni animaliste sembra un bollettino di guerra con le cifre dei «caduti» e dei «salvati», caricati in auto e portati via di corsa attraverso i campi, di nascosto per evitare ritorsioni e minacce.
Il tam-tam arriva sino alle associazioni animaliste di Milano, Bolzano, Torino: si cercano «stalli» cioè soste temporanee per cuccioli e cani adulti, «dateci una mano, se ne adottate uno a testa li salviamo tutti» scrive Domenica. Oggi sette cani partiranno per Milano, «cerchiamo di svuotare le campagne per evitare la strage».
«Ieri sera sono scesa a Marina di Modica con alcuni amici - continua Valentina - all’ entrata c’erano i carabinieri che stazionavano, i cani erano circondati ed avevano una fame pazzesca. Se nessuno li nutre, diventano ancora più pericolosi. Ma i giustizieri vogliono ucciderli e minacciano noi: al buio abbiamo cercato di vedere se ci fosse qualche boccone velenoso in giro. Sono scesa io sola, gli altri hanno avuto paura, i cani erano furiosi, e gli uomini che li braccavano arrabbiati quasi quanto loro».
Ieri Valentina è tornata in strada ha raccolto cinque cuccioli che si erano rifugiati in un cassonetto. «Adesso ci chiama anche il Comune - racconta - anche se non è compito nostro raccogliere i randagi. Il problema è che se adesso il cane del vicino abbaia lo segnalano come pericoloso e lo fanno portare via. Così aumentano gli abbandoni: la gente qui non vuole problemi».
L’emergenza è gestita con i soldi dei volontari e delle donazioni, anche se nella sola Sicilia in tre anni sono arrivati tre milioni di euro per la lotta al randagismo. Dove sono finiti? Se l’è chiesto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini facendo in conti in tasca ai sindaci che sono responsabili per legge.
Un’idea i volontari se la sono fatta ma non possono raccontarla, senza contare che mafia e camorra hanno fiutato il business ormai da anni, ogni cane frutta qualche euro al giorno e così i «gestori» dei canili privati sperano che il numero dei randagi aumenti: più cani più soldi, e se mancano animali si «rubano», anche dai giardini privati. «Qui è la normalità, come gli avvelenamenti - spiega Viviana Nastasi di Catania -. A noi hanno ucciso Boldo nell’ambulatorio veterinario del Comune, l’hanno avvelenato, sarebbe stato adottato il giorno dopo. Perché? Non lo sappiamo forse è stata una minaccia a noi volontarie, abbiamo fatto la denuncia ma forse non lo sapremo mai».
VENERDI' 27, MANIFESTAZIONE NAZIONALE
L’ordinanza
Lunedì scorso, dopo la tragedia di Scicli, il sindaco di Modica ha pubblicato un’ordinanza che permette l’uccisione dei randagi.
La reazione
«Fermiamo la strage». E’ l’appello che Vanessa Branca, fondatrice de «La città dei cani», ha lanciato la scorsa settimana su Facebook.
Il corteo a Roma
Lav, Enpa e altre associazioni scenderanno in piazza venerdì pomeriggio per chiedere una legge che punisca penalmente i sindaci inadempienti alla legge sul randagismo, e commissariare le amministrazioni locali nei casi più gravi.
TORINO
Sta succedendo quello che mai avrei creduto possibile qui, in una cittadina civile: siamo in guerra, due volontarie che portavano cibo ai cani sono state aggredite: una ha una ferita alla testa e all’altra hanno sfasciato la macchina».
Angela vive in Puglia, a Barletta, a molti chilometri dalle spiagge dove la settimana scorsa un branco di randagi ha sbranato e ucciso un bambino e ferito gravemente una ragazza. Ma, dopo il dramma di Scicli, la psicosi è esplosa in tutto il Sud. E nel mirino sono finiti non soltanto i cani, ma anche i volontari che da sempre danno loro da mangiare.
«Ormai siamo al delirio - racconta Valentina Raffa, che vive a Modica, dove il sindaco ha firmato un’ordinanza che consente di eliminare i randagi -. Tagliano l’erba per non offrire rifugio e scampo ai cani, l’ordine è di accalappiare o uccidere tutti gli animali, anche quelli già sterilizzati. Orde di cacciatori hanno assaltato le farmacie per comperare veleno. Stanno preparando polpette letali. Noi volontarie siamo poche, ci minacciano tutti i giorni, ma cerchiamo di salvare tutti i cani che riusciamo a raggiungere».
Il diario quotidiano di Valentina raggiunge le caselle di posta elettronica di tutte le associazioni animaliste sembra un bollettino di guerra con le cifre dei «caduti» e dei «salvati», caricati in auto e portati via di corsa attraverso i campi, di nascosto per evitare ritorsioni e minacce.
Il tam-tam arriva sino alle associazioni animaliste di Milano, Bolzano, Torino: si cercano «stalli» cioè soste temporanee per cuccioli e cani adulti, «dateci una mano, se ne adottate uno a testa li salviamo tutti» scrive Domenica. Oggi sette cani partiranno per Milano, «cerchiamo di svuotare le campagne per evitare la strage».
«Ieri sera sono scesa a Marina di Modica con alcuni amici - continua Valentina - all’ entrata c’erano i carabinieri che stazionavano, i cani erano circondati ed avevano una fame pazzesca. Se nessuno li nutre, diventano ancora più pericolosi. Ma i giustizieri vogliono ucciderli e minacciano noi: al buio abbiamo cercato di vedere se ci fosse qualche boccone velenoso in giro. Sono scesa io sola, gli altri hanno avuto paura, i cani erano furiosi, e gli uomini che li braccavano arrabbiati quasi quanto loro».
Ieri Valentina è tornata in strada ha raccolto cinque cuccioli che si erano rifugiati in un cassonetto. «Adesso ci chiama anche il Comune - racconta - anche se non è compito nostro raccogliere i randagi. Il problema è che se adesso il cane del vicino abbaia lo segnalano come pericoloso e lo fanno portare via. Così aumentano gli abbandoni: la gente qui non vuole problemi».
L’emergenza è gestita con i soldi dei volontari e delle donazioni, anche se nella sola Sicilia in tre anni sono arrivati tre milioni di euro per la lotta al randagismo. Dove sono finiti? Se l’è chiesto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini facendo in conti in tasca ai sindaci che sono responsabili per legge.
Un’idea i volontari se la sono fatta ma non possono raccontarla, senza contare che mafia e camorra hanno fiutato il business ormai da anni, ogni cane frutta qualche euro al giorno e così i «gestori» dei canili privati sperano che il numero dei randagi aumenti: più cani più soldi, e se mancano animali si «rubano», anche dai giardini privati. «Qui è la normalità, come gli avvelenamenti - spiega Viviana Nastasi di Catania -. A noi hanno ucciso Boldo nell’ambulatorio veterinario del Comune, l’hanno avvelenato, sarebbe stato adottato il giorno dopo. Perché? Non lo sappiamo forse è stata una minaccia a noi volontarie, abbiamo fatto la denuncia ma forse non lo sapremo mai».
VENERDI' 27, MANIFESTAZIONE NAZIONALE
L’ordinanza
Lunedì scorso, dopo la tragedia di Scicli, il sindaco di Modica ha pubblicato un’ordinanza che permette l’uccisione dei randagi.
La reazione
«Fermiamo la strage». E’ l’appello che Vanessa Branca, fondatrice de «La città dei cani», ha lanciato la scorsa settimana su Facebook.
Il corteo a Roma
Lav, Enpa e altre associazioni scenderanno in piazza venerdì pomeriggio per chiedere una legge che punisca penalmente i sindaci inadempienti alla legge sul randagismo, e commissariare le amministrazioni locali nei casi più gravi.
No alle vendette I veri bastardi sono gli uomini
31/03/2009 05:25
Mark Twain lo sapeva già: «Se raccogliete un cane
affamato e gli date da mangiare, potete star sicuri
che non vi morderà. Questa è la principale
differenza tra l'uomo e il cane». Verranno
abbattuti con un’iniezione, mentre guaiscono
a terra, tremando. I cani hanno paura dei
veterinari, anche quelli randagi, anche gli
assassini. Quando vedono una siringa sbarrano gli
occhi. I cani bisogna saperli accarezzare,
altrimenti mordono e dimenticano che da millenni
amano l’uomo. Il sindaco di Modica abbasserà
il pollice e penserà di aver fatto il proprio
dovere. Giustizia è fatta. La coscienza è pulita.
La morte di un bambino può essere archiviata con un
po’ di veleno nelle vene del branco ribelle.
L’uomo è un animale meschino, quando trova
qualcuno a cui sbattere sul groppone la colpa si
sente in grazia con Dio. Basta un agnello
sacrificale e tutti i peccati del mondo vengono
spazzati via. Il guaio è che i randagi moriranno e
non servirà a nulla. Li hanno già catturati. Le
agenzie annunciano che hanno preso anche il capo
branco, quasi fosse Bin Laden o il brigante Fra
Diavolo. L’enfasi è la stessa.
Quello che fa paura è altro. In Sicilia i randagi vagano nelle città e nelle periferie. Si ritrovano in branchi, abbandonati dall’uomo, affamati, cattivi, perché la fame è cattiva, e con la diffidenza negli occhi. La Sicilia è come Budapest, un’altra terra dove l’uomo ha rotto il contratto con il cane. Lo ha ripudiato. E anche lì c’è lo stesso problema. Il branco è pericoloso. Ma all’origine di tutto questo c’è un essere senza morale, l’uomo.
È l’uomo che prende i cani e li abbandona, perché l’amore è fatica. È responsabilità. È impegno. Il cane non è una merce. Non si prende al supermercato. Non lo butti nella spazzatura. E per ucciderlo, comunque, ci vuole stomaco. Il randagismo non è un’invenzione dei cani. È menefreghismo, vigliaccheria, avidità. Tutti difetti umani. C’è gente che ci campa con i canili. Sapete quanto ricevono dai Comuni i canili in Sicilia? Tre euro al giorno. A Milano 80 centesimi. I canili servono, ma troppo spesso sono solo un affare. È l’uomo che abbandona. È l’uomo che fa diventare il cane selvaggio. È l’uomo che incrocia le razze per moda o brutalità. E crea macchine da guerra. È l’uomo che non fa l’unica cosa saggia da fare di fronte a queste emergenze: sterilizzare i cani randagi. È l’uomo che se ne frega e ora diffonde la paura.
Tutti noi stiamo accarezzando un gioco malsano. Ogni giorno buttiamo fuori chili di paura, li diffondiamo nella società, quasi a voler dare una forma al male che si agita dentro di noi. Stiamo creando eserciti di mostri su cui scaricare ossessioni e sensi di colpa. Oggi tocca ai cani killer, ieri e domani a qualcun altro. La psicosi dei cani assassini farà altro male. Altra gente lascerà per strada il presunto omicida. Paura, paura, paura. Questa è la ricetta per risolvere tutti i nostri problemi. Poi ogni tanto facciamo il nostro sacrificio agli dei. Basta una siringa, un guaito e per qualche giorno siamo liberi dal male.
Il Giornale.it
Quello che fa paura è altro. In Sicilia i randagi vagano nelle città e nelle periferie. Si ritrovano in branchi, abbandonati dall’uomo, affamati, cattivi, perché la fame è cattiva, e con la diffidenza negli occhi. La Sicilia è come Budapest, un’altra terra dove l’uomo ha rotto il contratto con il cane. Lo ha ripudiato. E anche lì c’è lo stesso problema. Il branco è pericoloso. Ma all’origine di tutto questo c’è un essere senza morale, l’uomo.
È l’uomo che prende i cani e li abbandona, perché l’amore è fatica. È responsabilità. È impegno. Il cane non è una merce. Non si prende al supermercato. Non lo butti nella spazzatura. E per ucciderlo, comunque, ci vuole stomaco. Il randagismo non è un’invenzione dei cani. È menefreghismo, vigliaccheria, avidità. Tutti difetti umani. C’è gente che ci campa con i canili. Sapete quanto ricevono dai Comuni i canili in Sicilia? Tre euro al giorno. A Milano 80 centesimi. I canili servono, ma troppo spesso sono solo un affare. È l’uomo che abbandona. È l’uomo che fa diventare il cane selvaggio. È l’uomo che incrocia le razze per moda o brutalità. E crea macchine da guerra. È l’uomo che non fa l’unica cosa saggia da fare di fronte a queste emergenze: sterilizzare i cani randagi. È l’uomo che se ne frega e ora diffonde la paura.
Tutti noi stiamo accarezzando un gioco malsano. Ogni giorno buttiamo fuori chili di paura, li diffondiamo nella società, quasi a voler dare una forma al male che si agita dentro di noi. Stiamo creando eserciti di mostri su cui scaricare ossessioni e sensi di colpa. Oggi tocca ai cani killer, ieri e domani a qualcun altro. La psicosi dei cani assassini farà altro male. Altra gente lascerà per strada il presunto omicida. Paura, paura, paura. Questa è la ricetta per risolvere tutti i nostri problemi. Poi ogni tanto facciamo il nostro sacrificio agli dei. Basta una siringa, un guaito e per qualche giorno siamo liberi dal male.
Il Giornale.it
LAMENTO RUMENO:GIORNATE DI STERILIZZAZIONE A BUCAREST
31/03/2009 05:25
Si sono svolte a Bucarest tre importantissime
giornate dedicate alla sterilizzazione gratuita in
data 14-15-16 marzo u.s.
Con il patrocinio del Comune di Popesti Leordeni, le associazioni Romania Animal Rescue (Stati Uniti) e Lamento Rumeno Onlus hanno sponsorizzato l'iniziativa
Con grande affluenza ed interesse da parte dell'utenza, sono state effettuate 122 sterilizzazioni da parte del Dott.Stefan Aurelian ed il suo staff: un risultato confortante e soprattutto un ulteriore contributo alla lotta al randagismo.







Con il patrocinio del Comune di Popesti Leordeni, le associazioni Romania Animal Rescue (Stati Uniti) e Lamento Rumeno Onlus hanno sponsorizzato l'iniziativa
Con grande affluenza ed interesse da parte dell'utenza, sono state effettuate 122 sterilizzazioni da parte del Dott.Stefan Aurelian ed il suo staff: un risultato confortante e soprattutto un ulteriore contributo alla lotta al randagismo.







Uccisione di massa dei cani in Sicilia, ma i veri colpevoli non sono loro
31/03/2009 05:16
Il caso di Scicli RG), dove a seguito di aggressioni anche mortali a persone da parte di cani incustoditi - ultimo quello di una turista ricoverata in condizioni gravissime - le istituzioni locali hanno deciso di risolvere il problema sparando, sta rivelando ancora una volta come la pessima gestione del randagismo sia giunta a livelli da allarme rosso. Le informazioni sono contraddittorie: persone del luogo dicono che a Scicli sono scesi per strada militari con le mitragliette e cacciatori con i fucili contro i cani, l’erba viene tagliata perché non possano nascondersi, il Prefetto avrebbe ordinato di catturare i cani sparando in caso di pericolo (anestetico o proiettili?). Si dice sia in corso una strage, cinque cani morti stamattina e la gente ha paura anche per i propri animali, mentre da Scicli la psicosi dilaga oltre, con polpette avvelenate “preventive” contro i randagi e accalappiamenti fatti in modo poco ortodosso e molta stampa soffia sul fuoco e sulla paura. Risposte ufficiali, richieste formalmente, non sono ancora pervenute.
Il Sottosegretario alla Salute On. Martini ha ordinato lo stop alle uccisioni, ma il Prefetto di Ragusa avrebbe imposto di andare oltre. Si creano fazioni: da una parte chi mette davanti a tutto la difesa delle persone a costo d’infrangere la legge appellandosi allo stato d’emergenza; dall’altra gli animalisti che per decenni hanno bussato alle porte delle istituzioni invocando il rispetto della legge, la sterilizzazione e - nell’inerzia delle istituzioni stesse che rinviano e palleggiano le responsabilità - quotidianamente sono sommersi dalle cucciolate, sollecitati a intervenire dai privati e spesso dagli Enti locali stessi che chiedono al volontariato di fare ciò che loro non hanno voluto e non sanno fare. Gli animalisti sanno bene quanto sia preziosa la vita e la serenità delle persone: ciascuno di noi vorrebbe andare in vacanza in un paese del meridione senza dover assistere alla sofferenza di branchi di randagi affamati, malati e scacciati, o sostare su una spiaggia senza temere per la propria vita. Ma accade di morire sbranati da quegli esseri trascurati, lasciati al buon cuore di persone che a volte ne raccolgono intorno a sè più di quanti ne sappiano gestire, perché le istituzioni latitano.
E latitano da decenni, dai livelli più bassi a quelli più alti, perché “prima vengono le persone“, “i soldi vanno spesi per le persone“; ma la cattiva gestione di un problema si ritorce alla fine, come sempre, contro le persone stesse. Ha il diritto di gestire la cosa pubblica chi non sa vedere le connessioni tra fenomeni di una stessa realtà? Tra la mancanza di sterilizzazione e la crescita degli animali abbandonati? Fra il turismo e la sofferenza dei randagi che allontana tanti turisti sensibili dal centrosud? Fra la tranquillità della gente e l’esistenza di branchi abbandonati o malgestiti da chi avrebbe il dovere, anche per legge, di tutelarne il benessere? Qual è il rimedio, ora, il grilletto facile ancora in nome della sicurezza delle persone? “Non importa“, hanno risposto al centralino del Comune di Scicli stamattina quando ricordavamo che la legge italiana tutela gli animali d’affezione e che Scicli è in Italia. A noi importa. E per questo chiediamo soluzioni serie e civili, immediate, che tutelino le persone senza tornare a una caccia alle streghe da medioevo. Chiediamo alle Autorità competenti che la questione del randagismo venga affrontata con soluzioni d’emergenza che impongano la sterilizzazione anche obbligatoria degli animali d’affezione, unica misura adeguata ad arginare un fenomeno che diminuisce il livello di civiltà del nostro Paese. I colpevoli non sono loro.
ASSOCIAZIONE CANILI LAZIO
IMPIEGATA A SCUOLA CON IL CANE AL GUINZAGLIO, QUALCUNO HA FATTO POLEMICA PER QUATTROZAMPE
31/03/2009 05:16
Ogni giorno puntuale. Arriva a scuola prima del
suono della campanella. Timbra il cartellino. E si
siede al suo posto. Niente di strano. Se non che il
direttore dei servizi generali e amministrativi non
è sola.
Con lei, ogni giorno, alla stessa ora, c'è il suo cane: «un cucciolo» di pastore tedesco. Al guinzaglio entra dalla porta principale. Attraversa il corridoio. E raggiunge il suo posto. Affianco alla sua padrona. «Certo è ancora piccolo », ma qualcuno si domanda che cosa accadrà quando diventerà adulto. Senza contare i divieti e i problemi igienici. Così all'istituto Severi Correnti c'è chi si lamenta. Anzi, protesta per questa «insolita e ingiustificata presenza». Un'esagerazione, è la difesa del preside, Pietro De Luca. Perché a lui risulta «che sia venuto solo una pio di giorni. Era un'emergenza ». Senza contare che «non l'ha visto nessuno perché è stato sempre chiuso». Diversa la versione del personale Ata. «Quel cane lo conosciamo molto bene», spiega Francesco F., perché «fin da quando era piccolo ha accompagnato il direttore al lavoro». In molti si sono affezionati, «gli insegnanti lo accarezzano. E lui è molto mansueto ». Tranne una volta «quando è scappato dall'ufficio dove è rinchiuso». Cioè quello affianco alla segreteria. «I suoi bisogni per terra e noi a pulire», accusa, invece, una collaboratrice.
I ragazzi sono divisi. Da una parte c'è chi dice di «amare i cani ». Dall'altra chi non vuole avere nulla a che fare. «Gli animali non possono entrare nelle scuole », sottolineano alcuni studenti. Non tutti però l'hanno visto, anche se qualche genitore è riuscito a fotografarlo. Per il dirigente, sarebbe meglio «non creare un caso. Anche perché non è un'abitudine». Ma c'è chi è pronto a giurare che il pastore, ogni mattina, è puntuale.
Benedetta Argentieri, Corriere della Sera
Con lei, ogni giorno, alla stessa ora, c'è il suo cane: «un cucciolo» di pastore tedesco. Al guinzaglio entra dalla porta principale. Attraversa il corridoio. E raggiunge il suo posto. Affianco alla sua padrona. «Certo è ancora piccolo », ma qualcuno si domanda che cosa accadrà quando diventerà adulto. Senza contare i divieti e i problemi igienici. Così all'istituto Severi Correnti c'è chi si lamenta. Anzi, protesta per questa «insolita e ingiustificata presenza». Un'esagerazione, è la difesa del preside, Pietro De Luca. Perché a lui risulta «che sia venuto solo una pio di giorni. Era un'emergenza ». Senza contare che «non l'ha visto nessuno perché è stato sempre chiuso». Diversa la versione del personale Ata. «Quel cane lo conosciamo molto bene», spiega Francesco F., perché «fin da quando era piccolo ha accompagnato il direttore al lavoro». In molti si sono affezionati, «gli insegnanti lo accarezzano. E lui è molto mansueto ». Tranne una volta «quando è scappato dall'ufficio dove è rinchiuso». Cioè quello affianco alla segreteria. «I suoi bisogni per terra e noi a pulire», accusa, invece, una collaboratrice.
I ragazzi sono divisi. Da una parte c'è chi dice di «amare i cani ». Dall'altra chi non vuole avere nulla a che fare. «Gli animali non possono entrare nelle scuole », sottolineano alcuni studenti. Non tutti però l'hanno visto, anche se qualche genitore è riuscito a fotografarlo. Per il dirigente, sarebbe meglio «non creare un caso. Anche perché non è un'abitudine». Ma c'è chi è pronto a giurare che il pastore, ogni mattina, è puntuale.
Benedetta Argentieri, Corriere della Sera
LA TRAGEDIA DI MODICA - EMERGENZA ASSOLUTA
18/03/2009 12:06
LEGGETE
ATTENTAMENTE FINO IN FONDO: SI CERCANO VOLONTARI
CHE POSSANO FARE RONDE QUESTA NOTTE E AIUTARE I
CANI NEL RAGUSANO.
DIFFONDETE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI E FIRMATE LE PETIZIONI PER FERMARE QUESTO MASSACRO.
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=1917 c'è un sondaggio in cui si chiede se sia giusto l'abbattimento dei cani randagi "pericolosi".
http://www.firmiamo.it/nonuccidiamoli
RACCOLTA DI FIRME PER FERMARE IL MASSACRO DEI RANDAGI
LA TRAGEDIA DI MODICA
tutto qui
http://www.chiliamacisegua.org/
e qui
http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest¬e_id=59255488446&id=41933286335#/pages/Chiliamacisegua/41933286335
ultimissime on Barbara Mannucci
Barbara Mannucci alle 19.09 del 17 marzo
FRANCESCA MARTINI HA INVIATO QUINTALI DI DOSI DI ANASTETICO PER TRANQUILLIZZARLI.... NEANCHE L'ANESTETICO HANNO COMPRATO CON 3 MILIONI DI EURO!!!!
EMERGENZA ASSOLUTA
E' delirio assoluto!!! in tutta la Sicilia: radono l'erba per non offrire rifugio e scampo ai cani, l'ordine è DI ACCALAPPIARE O UCCIDERE OVUNQUE TUTTI I BRANCHI DI CANI ANCHE QUELLI DI QUARTIERE STERILIZZATI
Orde, si perchè non sono uomini, fanno la fila nelle farmacie per comperare veleno e nelle macellerie, carne
Stanno preparando polpette avvelenate in TUTTA LA SICILIA, perchè stanotte muoiano più randagi possibili, le poche volontarie minacciate di morte salvano cuccioli come possono
Siamo tutti allertati
Cerchiamo volontari siciliani per fare le ronde stasera e aiutare i cani a sopravvivere, nel ragusano.
Pur avendo il Ministero ordinato di terminare immediatamente l'abbattimento, per aggirare l'ostacolo, si sono mobilitati al posto dei carabinieri, i cacciatori
METTERSI IN CONTATTO CON
corinna@chiliamacisegua.org
GRAZIE
DIFFONDETE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI E FIRMATE LE PETIZIONI PER FERMARE QUESTO MASSACRO.
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=1917 c'è un sondaggio in cui si chiede se sia giusto l'abbattimento dei cani randagi "pericolosi".
http://www.firmiamo.it/nonuccidiamoli
RACCOLTA DI FIRME PER FERMARE IL MASSACRO DEI RANDAGI
LA TRAGEDIA DI MODICA
tutto qui
http://www.chiliamacisegua.org/
e qui
http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest¬e_id=59255488446&id=41933286335#/pages/Chiliamacisegua/41933286335
ultimissime on Barbara Mannucci
Barbara Mannucci alle 19.09 del 17 marzo
FRANCESCA MARTINI HA INVIATO QUINTALI DI DOSI DI ANASTETICO PER TRANQUILLIZZARLI.... NEANCHE L'ANESTETICO HANNO COMPRATO CON 3 MILIONI DI EURO!!!!
EMERGENZA ASSOLUTA
E' delirio assoluto!!! in tutta la Sicilia: radono l'erba per non offrire rifugio e scampo ai cani, l'ordine è DI ACCALAPPIARE O UCCIDERE OVUNQUE TUTTI I BRANCHI DI CANI ANCHE QUELLI DI QUARTIERE STERILIZZATI
Orde, si perchè non sono uomini, fanno la fila nelle farmacie per comperare veleno e nelle macellerie, carne
Stanno preparando polpette avvelenate in TUTTA LA SICILIA, perchè stanotte muoiano più randagi possibili, le poche volontarie minacciate di morte salvano cuccioli come possono
Siamo tutti allertati
Cerchiamo volontari siciliani per fare le ronde stasera e aiutare i cani a sopravvivere, nel ragusano.
Pur avendo il Ministero ordinato di terminare immediatamente l'abbattimento, per aggirare l'ostacolo, si sono mobilitati al posto dei carabinieri, i cacciatori
METTERSI IN CONTATTO CON
corinna@chiliamacisegua.org
GRAZIE
Resoconto dall'inferno. Scicli e Marina di Modica. Cani che hanno ucciso un bimbo e aggredito oggi anche una turista aggiornamento
18/03/2009 12:06
AIUTIAMO VALENTINA A SISTEMARE 4 CANI SALVATI DALLA
MATTANZA. MI SEMBRA IL MINIMO!!
PER FAVORE
Valentina Raffa [mailto:valentina.raffa@gmail.com]
Cari amici,
la situazione è incredibile. Sembriamo nella preistoria! Sono stati uccisi 2 cani ufficialmente secondo i Carabinieri e 5 secondo i giornalisti (ma pare sia più attendibile quest'ultima informazione), anche se non li ho potuti vedere............. tra telefonate e acceleratore a tavoletta mi sono recata a Marina di Modica mentre un'altra volontaria Oipa è andata in zona Pisciotto dove i carabinieri hanno sparato ai cani.... Scene pazzesche tra giornalisti che m'hanno intervista ed io urlavo che non si poteva uccidere indistintamente e che era un reato e cacciatori che giungevano a gruppi con le macchine e le mimetiche! E noi in 4!!!! Ho urlato a tutti e mandato a quel paese tutti tra una telefonata e l'altra quando finalmente è giunta la chiamata che mi informava del fermo posto alla strage dall'on. Martini, quando oramai la piazza era piena di cacciatori e carabinieri, qualcuno della finanza e della polizia........... Che peccato, chiusa la caccia! Me ne sono andata solo quando i vet. ausl il sig. del canile e i carabinieri decidevano di prendere i narcotizzanti per sparare ai cani e metterli in canile........ Ho salvato Jerry, cagnetto splendido tutto bianco e una sua compagnetta uguale a lui......... adesso non so nemmeno dove metterli! Sono al momento da una mia amica ma piangono e il marito non li vuole (al centro storico la gente già si lamenta)... quello della pensione è disponibile domani per 2 ed io ne ho 4 da sistemare.................. qui è psicosi collettiva.... la gentaglia presente in piazza e i cacciatori parlavano di 'giustizia collettiva' e pare che stasera andranno ad uccidere cani per cui devo organizzare una ronda........... sono a pezzi! Appena rientrata quando ho lasciato al sicuro i due cani che ho preso, ho messo in carica il cell...... mia madre tentava da tempo di dirmi che nuovamente c'era l'ordine di uccidere a vista solo se erano aggressivi (voglio vedere dei cani circondati come sono.....) e addirittura hanno parlato di catture e di sparare qualora fosse necessario anche a Ragusa! Scusate le notizie frammentarie, ma il tel. squilla ogni 3 secondi..... non so nemmeno cosa ho scritto......... adesso mi ha informato una volontaria, Vanessa, che delle 16.00 c'è il nuovo ordine di stop della Martini! domani c'è incontro con l'assessore regionale anche se sono invitate solo le associazioni iscritte all'albo regionale (e la mia no) ma penso proprio che andrò lo stesso............. Una Sicilia del '400. I miliari dell'Arma con le mitragliette non facevano entrare al Pisciotto................. e dopo lo stop (il primo, quello dell 12-13 circa) mentre sbraitavo e sono quasi afona, i cacciatori provocavano pure e arrivavano a gruppi! Una signora dice che il cane cui dava da mangiare non c'è più.... non l'ha trovato, ma nel giardino c'era un bossolo, anche se ha sbagliato a darlo ad un poliziotto che lo ha dato ad un carabiniere.......... ho recuperato anche dei cani di un'altra signora, che li tiene in un villaggio.......... terrorizzati! se ne sono scappati per la frazione balneare............ Ragazzi, sono stanca, ma non mollo............ non vi preoccupate, So che ci siete tutti! Domani, credo, vi darò il mio postepay (mi spiace anche farlo... ma devo) perchè non saprei nemmeno come fare per 4 cani in pensione e non so neppure se stasera ne salverò altri!.... So che state firmando tutti delle petizioni, grazie! Scrivete anche alla Martini e dite pure che io, Valentina Raffa, delegata provinciale dell'Oipa sono pronta, insieme a tutti quelli che vorranno, a fare tutto ciò che serve contro tutti i Comuni perchè rispettino la legge!..... anche perchè, a differenza di altri 'animalisti' con cui sono furibonda, non guardo in faccia a nessuno.... posso ammettere pure dei passi avanti da parte di qualche sindaco..... ma voglio che rispettino la legge!
Ciao a tutti. Spero di aggiornarvi presto.... scusate ma non so bene come ho scritto... le telefonate sonon a raffica... questa email è scritta in una trentina di momenti, Adesso state tranquilli, almeno per le uccisioni ufficiali.... ma quelle illegali sarà difficile scongiurarle.....
PER FAVORE
Valentina Raffa [mailto:valentina.raffa@gmail.com]
Cari amici,
la situazione è incredibile. Sembriamo nella preistoria! Sono stati uccisi 2 cani ufficialmente secondo i Carabinieri e 5 secondo i giornalisti (ma pare sia più attendibile quest'ultima informazione), anche se non li ho potuti vedere............. tra telefonate e acceleratore a tavoletta mi sono recata a Marina di Modica mentre un'altra volontaria Oipa è andata in zona Pisciotto dove i carabinieri hanno sparato ai cani.... Scene pazzesche tra giornalisti che m'hanno intervista ed io urlavo che non si poteva uccidere indistintamente e che era un reato e cacciatori che giungevano a gruppi con le macchine e le mimetiche! E noi in 4!!!! Ho urlato a tutti e mandato a quel paese tutti tra una telefonata e l'altra quando finalmente è giunta la chiamata che mi informava del fermo posto alla strage dall'on. Martini, quando oramai la piazza era piena di cacciatori e carabinieri, qualcuno della finanza e della polizia........... Che peccato, chiusa la caccia! Me ne sono andata solo quando i vet. ausl il sig. del canile e i carabinieri decidevano di prendere i narcotizzanti per sparare ai cani e metterli in canile........ Ho salvato Jerry, cagnetto splendido tutto bianco e una sua compagnetta uguale a lui......... adesso non so nemmeno dove metterli! Sono al momento da una mia amica ma piangono e il marito non li vuole (al centro storico la gente già si lamenta)... quello della pensione è disponibile domani per 2 ed io ne ho 4 da sistemare.................. qui è psicosi collettiva.... la gentaglia presente in piazza e i cacciatori parlavano di 'giustizia collettiva' e pare che stasera andranno ad uccidere cani per cui devo organizzare una ronda........... sono a pezzi! Appena rientrata quando ho lasciato al sicuro i due cani che ho preso, ho messo in carica il cell...... mia madre tentava da tempo di dirmi che nuovamente c'era l'ordine di uccidere a vista solo se erano aggressivi (voglio vedere dei cani circondati come sono.....) e addirittura hanno parlato di catture e di sparare qualora fosse necessario anche a Ragusa! Scusate le notizie frammentarie, ma il tel. squilla ogni 3 secondi..... non so nemmeno cosa ho scritto......... adesso mi ha informato una volontaria, Vanessa, che delle 16.00 c'è il nuovo ordine di stop della Martini! domani c'è incontro con l'assessore regionale anche se sono invitate solo le associazioni iscritte all'albo regionale (e la mia no) ma penso proprio che andrò lo stesso............. Una Sicilia del '400. I miliari dell'Arma con le mitragliette non facevano entrare al Pisciotto................. e dopo lo stop (il primo, quello dell 12-13 circa) mentre sbraitavo e sono quasi afona, i cacciatori provocavano pure e arrivavano a gruppi! Una signora dice che il cane cui dava da mangiare non c'è più.... non l'ha trovato, ma nel giardino c'era un bossolo, anche se ha sbagliato a darlo ad un poliziotto che lo ha dato ad un carabiniere.......... ho recuperato anche dei cani di un'altra signora, che li tiene in un villaggio.......... terrorizzati! se ne sono scappati per la frazione balneare............ Ragazzi, sono stanca, ma non mollo............ non vi preoccupate, So che ci siete tutti! Domani, credo, vi darò il mio postepay (mi spiace anche farlo... ma devo) perchè non saprei nemmeno come fare per 4 cani in pensione e non so neppure se stasera ne salverò altri!.... So che state firmando tutti delle petizioni, grazie! Scrivete anche alla Martini e dite pure che io, Valentina Raffa, delegata provinciale dell'Oipa sono pronta, insieme a tutti quelli che vorranno, a fare tutto ciò che serve contro tutti i Comuni perchè rispettino la legge!..... anche perchè, a differenza di altri 'animalisti' con cui sono furibonda, non guardo in faccia a nessuno.... posso ammettere pure dei passi avanti da parte di qualche sindaco..... ma voglio che rispettino la legge!
Ciao a tutti. Spero di aggiornarvi presto.... scusate ma non so bene come ho scritto... le telefonate sonon a raffica... questa email è scritta in una trentina di momenti, Adesso state tranquilli, almeno per le uccisioni ufficiali.... ma quelle illegali sarà difficile scongiurarle.....
Sulla vicenda dei randagi in Sicilia (a Scicli e Marina di Modica)
18/03/2009 12:06
Sulla vicenda dei randagi in Sicilia (a Scicli e
Marina di Modica) che
hanno aggredito e ucciso un bambino, ferito un altro bambino e una
turista, abbiamo seguito la vicenda attraverso i comunicati stampa di
varie associazioni, del Ministero della Salute e dalle testimonianze dei
volontari del posto.
La situazione e' purtroppo tragica, per le vittime umane e per i tanti
cani ora in pericolo di vita.
Va detta una cosa, prima di tutto: se sono stati alcuni cani randagi a
uccidere fisicamente il bambino, i veri colpevoli e assassini del
bambino sono tutti quelli che abbandonano i cani, tutti i funzionari
delle istituzioni che non aiutano in alcun modo i volontari a occuparsi
dei cani, a sterilizzari, e che non fanno il loro dovere.
Sono colpevoli, anche se a volte in modo inconsapevole, ma colpevoli lo
stesso, anche tutti coloro che non sterilizzano i propri animali, che
fanno fare loro dei cuccioli quando ci sono decine di migliaia di cani
che hanno bisogno di essere adottati, e tutti coloro che comprano
animali in negozi o allevamenti anziche' adottare un animale abbandoato.
Tutte queste persone sono colpevoli, con vari gradi di gravita', della
morte di quel bambino e del ferimento di altre persone.
"La gente", pero', ora vuole solo sterminare tutti i cani che vede, e la
situazione per tutti i cani della Sicilia e' davvero pericolosa.
Secondo i vari comunicati e testimonianze ricevuti, inizialmente e'
stato ordinato alle forze dell'ordine di sparare sui cani, cosa
assolutamente illegale. In seguito a questo, sono morti da 2 a 5 cani.
Poi e' arrivato l'ordine di non sparare ai cani, dal sottosegretario
alla Salute, Francesca Martini, e di catturare i cani eventualmente con
il sonnifero.
Se da un punto di vista "legale" sui cani non incombe piu' la pena di
morte, la situazione rimane grave perche' molte persone vogliono fare
piazza pulita in modo illegale, contro ogni cane che vedono: ci sono
decine di cacciatori che non vedono l'ora di sparare ai cani sentendosi
pure dalla parte della ragione, e molte altre persone che stanno
comprando veleno per sterminare i cani con polpette avvelenate.
I volontari del luogo stanno cercando di fare quello che possono per
difendere i cani, catturare loro stessi quanti piu' randagi possibile
per salvarli, ma non possono certo fare piu' di tanto.
Varie associazioni hanno annunciato cause legali contro i Comuni
interessati, Provincia, Regione, ecc.
Nei prossimi giorni ci sara' un incontro tra il sottosegretario Martini
e l'assessore alla Sanità Regione Sicilia, che in teoria dovrebbero
discutere di come approntare un piano di sterilizzazioni e di ricovero
dei cani in rifugi, adozioni, ecc.
Per offerte di aiuto (aiuto sul posto, ricovero dei cani in posti sicuri
in attesa di adozione, ecc.), la volontaria sul posto che sta seguendo
piu' da vicino la situazione e' Valentina, per favore scrivete solo per
offrire aiuto concreto, non per avere informazioni, che potete leggere
dai vari siti e mailing list. L'email e': valentina.raffa@gmail.com
Infine, altre piccole cose che possiamo fare per far sentire la nostra voce:
- Alcuni sondaggi on-line, che contano poco ma almeno non facciamo
"vincere" l'opinione di chi vuole sterminare i cani:
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=1917
http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsvota.asp?IDsondaggio=1256#
- Una petizione on-line:
http://www.firmiamo.it/nonuccidiamoli
- Indirizzi email delle istituzioni locali a cui scrivere per fermare le
stragi:
licitravetgiuseppe@tin.it, agostino.fera@giustizia.it,
procura.ragusa@giustizia.it, prefettura.ragusa@interno.it,
info@comune.modica.rg.it, sindaco@comune.modica.rg.it,
marco.sammito@comune.modica.rg.it, sindaco@comune.scicli.rg.it,
assessore.sanita@regione.sicilia.it, uffgab.rg@poliziadistato.it
oppure, col ";" come separatore:
licitravetgiuseppe@tin.it; agostino.fera@giustizia.it;
procura.ragusa@giustizia.it; prefettura.ragusa@interno.it;
info@comune.modica.rg.it; sindaco@comune.modica.rg.it;
marco.sammito@comune.modica.rg.it; sindaco@comune.scicli.rg.it;
assessore.sanita@regione.sicilia.it; uffgab.rg@poliziadistato.it
Messaggio-tipo:
-------------------
Egregi signori,
la colpa della morte del bambino ucciso da alcuni cani randagi e il
ferimento di altre persone e' solo colpa delle istituzioni che non hanno
fatto il loro dovere.
Iniziate almeno a farlo ora, occupandovi seriamente del problema, e
bloccate in ogni modo tutti coloro che intendono sterminare i cani a
fucilate o col veleno: oltre a non risolvere nulla, questo e' un reato,
e le istituzioni hanno il dovere di impedire questa barbarie.
Distinti saluti,
... nome cognome ...
---------------------
Grazie a tutti.
AgireOra Network
hanno aggredito e ucciso un bambino, ferito un altro bambino e una
turista, abbiamo seguito la vicenda attraverso i comunicati stampa di
varie associazioni, del Ministero della Salute e dalle testimonianze dei
volontari del posto.
La situazione e' purtroppo tragica, per le vittime umane e per i tanti
cani ora in pericolo di vita.
Va detta una cosa, prima di tutto: se sono stati alcuni cani randagi a
uccidere fisicamente il bambino, i veri colpevoli e assassini del
bambino sono tutti quelli che abbandonano i cani, tutti i funzionari
delle istituzioni che non aiutano in alcun modo i volontari a occuparsi
dei cani, a sterilizzari, e che non fanno il loro dovere.
Sono colpevoli, anche se a volte in modo inconsapevole, ma colpevoli lo
stesso, anche tutti coloro che non sterilizzano i propri animali, che
fanno fare loro dei cuccioli quando ci sono decine di migliaia di cani
che hanno bisogno di essere adottati, e tutti coloro che comprano
animali in negozi o allevamenti anziche' adottare un animale abbandoato.
Tutte queste persone sono colpevoli, con vari gradi di gravita', della
morte di quel bambino e del ferimento di altre persone.
"La gente", pero', ora vuole solo sterminare tutti i cani che vede, e la
situazione per tutti i cani della Sicilia e' davvero pericolosa.
Secondo i vari comunicati e testimonianze ricevuti, inizialmente e'
stato ordinato alle forze dell'ordine di sparare sui cani, cosa
assolutamente illegale. In seguito a questo, sono morti da 2 a 5 cani.
Poi e' arrivato l'ordine di non sparare ai cani, dal sottosegretario
alla Salute, Francesca Martini, e di catturare i cani eventualmente con
il sonnifero.
Se da un punto di vista "legale" sui cani non incombe piu' la pena di
morte, la situazione rimane grave perche' molte persone vogliono fare
piazza pulita in modo illegale, contro ogni cane che vedono: ci sono
decine di cacciatori che non vedono l'ora di sparare ai cani sentendosi
pure dalla parte della ragione, e molte altre persone che stanno
comprando veleno per sterminare i cani con polpette avvelenate.
I volontari del luogo stanno cercando di fare quello che possono per
difendere i cani, catturare loro stessi quanti piu' randagi possibile
per salvarli, ma non possono certo fare piu' di tanto.
Varie associazioni hanno annunciato cause legali contro i Comuni
interessati, Provincia, Regione, ecc.
Nei prossimi giorni ci sara' un incontro tra il sottosegretario Martini
e l'assessore alla Sanità Regione Sicilia, che in teoria dovrebbero
discutere di come approntare un piano di sterilizzazioni e di ricovero
dei cani in rifugi, adozioni, ecc.
Per offerte di aiuto (aiuto sul posto, ricovero dei cani in posti sicuri
in attesa di adozione, ecc.), la volontaria sul posto che sta seguendo
piu' da vicino la situazione e' Valentina, per favore scrivete solo per
offrire aiuto concreto, non per avere informazioni, che potete leggere
dai vari siti e mailing list. L'email e': valentina.raffa@gmail.com
Infine, altre piccole cose che possiamo fare per far sentire la nostra voce:
- Alcuni sondaggi on-line, che contano poco ma almeno non facciamo
"vincere" l'opinione di chi vuole sterminare i cani:
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=1917
http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsvota.asp?IDsondaggio=1256#
- Una petizione on-line:
http://www.firmiamo.it/nonuccidiamoli
- Indirizzi email delle istituzioni locali a cui scrivere per fermare le
stragi:
licitravetgiuseppe@tin.it, agostino.fera@giustizia.it,
procura.ragusa@giustizia.it, prefettura.ragusa@interno.it,
info@comune.modica.rg.it, sindaco@comune.modica.rg.it,
marco.sammito@comune.modica.rg.it, sindaco@comune.scicli.rg.it,
assessore.sanita@regione.sicilia.it, uffgab.rg@poliziadistato.it
oppure, col ";" come separatore:
licitravetgiuseppe@tin.it; agostino.fera@giustizia.it;
procura.ragusa@giustizia.it; prefettura.ragusa@interno.it;
info@comune.modica.rg.it; sindaco@comune.modica.rg.it;
marco.sammito@comune.modica.rg.it; sindaco@comune.scicli.rg.it;
assessore.sanita@regione.sicilia.it; uffgab.rg@poliziadistato.it
Messaggio-tipo:
-------------------
Egregi signori,
la colpa della morte del bambino ucciso da alcuni cani randagi e il
ferimento di altre persone e' solo colpa delle istituzioni che non hanno
fatto il loro dovere.
Iniziate almeno a farlo ora, occupandovi seriamente del problema, e
bloccate in ogni modo tutti coloro che intendono sterminare i cani a
fucilate o col veleno: oltre a non risolvere nulla, questo e' un reato,
e le istituzioni hanno il dovere di impedire questa barbarie.
Distinti saluti,
... nome cognome ...
---------------------
Grazie a tutti.
AgireOra Network
Modica, ancora caccia al branco Cani, Martini: sindaci del Sud inattivi
16/03/2009 22:36
Roma - Continua la caccia ai randagi nelle campagne
tra Marina di Modica e Sampieri dove ieri è stato
sbranato Giuseppe Brafa, di 10 anni, mentre un
altro bambino di nove e un quarantenne sono rimasti
feriti. Carabinieri della compagnia di Modica, con
il supporto del Nas e del Noe, e di tre società di
accalappiacani, hanno catturato complessivamente
una quarantina di animali, ma almeno dieci sono
ancora in libertà.
Il branco semina ancora terrore Proprio la parte del branco ancora in libertà nel pomeriggio è tornato a seminare il panico nella stessa zona di ieri: ha fatto irruzione in una villetta dove c’era una donna di 74 anni, da sola. L’anziana, terrorizzata, ha fatto in tempo a chiudere la porta e a dare l’allarme, poi ha visto dalla finestra i randagi avventarsi con violenza su una bambola nel suo giardino. I carabinieri hanno anche compiuto un nuovo sopralluogo nella casa di Virgilio Giglio, 64 anni, l’uomo arrestato con l’accusa di concorso in omicidio colposo per avere violato i doveri della custodia giudiziale impostagli dalla Procura di Modica, avendo lasciato i cani in libertà o non avendo impedito che abbandonassero la struttura in cui dovevano stare chiusi. È probabile che nelle prossime ore sarà sequestrato l’intero stabile, compresa l’abitazione nella quale l’uomo viveva tra sporcizia e carcasse di animali di cui nutriva i randagi.
Domani lutto cittadino Intanto a Scicli, comune dove sono avvenuti i fatti, e a Modica, città in cui viveva il piccolo Giuseppe, c’è dolore e rabbia. A Modica domani sarà lutto cittadino. I commercianti hanno annunciato che abbasseranno le saracinesche dei negozi dalle 15, quando cominceranno i funerali nel Duomo di San Giorgio. La famiglia della piccola vittima, che abita a Modica Alta, si è chiusa nel silenzio.
Randagismo emergenza nazionale "Il randagismo è una emergenza nazionale". E' quanto afferma in una nota Carlo Scotti, presidente senior dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani chiedendo che il Ministero della Salute attivi un tavolo urgente di coordinamento con le strutture veterinarie private. Ma il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ribatte: "Colpevole l'inattività dei sindaci del centro-sud". E chiede un incontro con l’assessore alla sanità della Sicilia dopo il grave fatto del bambino di 10 anni sbranato e ucciso da due cani randagi a Ragusa. Intanto il Codacons fa sapere che venti cani su 50 sono ancora in libertà.
La denuncia dei veterinari Secondo Scotti la tragedia di di Modica in provincia di Ragusa "si poteva evitare". "Il randagismo - afferma - soffre di un eccesso di delega alle amministrazioni territoriali al quale si può rimediare solo con una gestione uniforme e omogenea che coinvolga tutti gli attori della prevenzione veterinaria e del controllo della popolazione canina". Di qui la richiesta di un tavolo con il ministero. L’Associazione si appella innanzitutto al Sottosegretario Francesca Martini che ha anche la delega ministeriale alla gestione del Fondo sanitario nazionale. "Proprio in Regioni interessate da piani di rientro - dichiara Scotti - assistiamo alla più fantasiosa attuazione delle norme anti-randagismo". Critica, secondo il presidente, anche la situazione delle regioni virtuose in cui "non c’è sempre la dovuta trasparenza sulla destinazione delle risorse stanziate dallo Stato per le sterilizzazioni, il controllo della popolazione canina e felina, l’efficiente attuazione dell’anagrafe canina e un piano di gestione dei canili che consideri il randagismo un fenomeno a termine e favorisca le adozioni". "E' ora di fare chiarezza - conclude - sul riparto del Fondo sanitario nazionale e sulla filiera che va dallo stanziamento in Finanziaria fino alla spesa nelle amministrazioni. Sprechi e distorsioni di fondi non si contano più.
Martini: "Colpevole l'inattività dei sindaci" Il sottosegretario Martini ha chiesto un incontro con l’assessore Russo alla sanità della Regione Sicilia perché "la Sicilia purtroppo è ampiamente riconosciuta per fatti gravissimi, non solo di randagismo, ma purtroppo per gravissimi casi di maltrattamento sugli animali". L'esponente del Carroccio ha ricordato le sevizie di Porto Empedocle di questa estate: "La sterilizzazione è cosa dovuta per controllare la popolazione canina". "Da quando mi sono insediata - ha proseguito - denuncio l’inattività colpevole dei sindaci del centro sud. Il randagismo è un problema gravissimo di salute e incolumità pubblica. I mancati investimenti di risorse destinate alla raccolta, alla coppatura e al ricovero di questi animali che sono animali vaganti e che vanno sterilizzati, sta diventando un fenomeno gravissimo. Resto allibita - ha concluso - da questi fatti gravissimi di cronaca".
I cani ancora liberi "Venti dei 50 cani che nel ragusano hanno ucciso un bimbo di 10 anni e ne hanno ferito un altro di 9 sono ancora in circolazione. Una situazione pericolosa, che non è però casuale. Non è la prima volta, infatti, che pericolosissimi branchi circolano liberamente nelle campagne", ha denunciato Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, secondo cui la colpa "è in primo luogo dei Comuni" che, invece di risanare i canili esistenti o costruirne di nuovi adatti a ospitare i cani, "se ne lavano le mani inventandosi convenzioni con canili inesistenti, attribuendo al primo contadino che capita o a un presunto animalista competenze che non gli sono proprie, senza che ci siano strutture adatte a ospitare i randagi". Per il Codacons non è esente da responsabilità neanche il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che "avrebbe dovuto finanziare adeguatamente il fondo per l’attuazione della legge, delle Regioni e dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali che dovrebbero sottoporre a controllo sanitario le strutture".
Il branco semina ancora terrore Proprio la parte del branco ancora in libertà nel pomeriggio è tornato a seminare il panico nella stessa zona di ieri: ha fatto irruzione in una villetta dove c’era una donna di 74 anni, da sola. L’anziana, terrorizzata, ha fatto in tempo a chiudere la porta e a dare l’allarme, poi ha visto dalla finestra i randagi avventarsi con violenza su una bambola nel suo giardino. I carabinieri hanno anche compiuto un nuovo sopralluogo nella casa di Virgilio Giglio, 64 anni, l’uomo arrestato con l’accusa di concorso in omicidio colposo per avere violato i doveri della custodia giudiziale impostagli dalla Procura di Modica, avendo lasciato i cani in libertà o non avendo impedito che abbandonassero la struttura in cui dovevano stare chiusi. È probabile che nelle prossime ore sarà sequestrato l’intero stabile, compresa l’abitazione nella quale l’uomo viveva tra sporcizia e carcasse di animali di cui nutriva i randagi.
Domani lutto cittadino Intanto a Scicli, comune dove sono avvenuti i fatti, e a Modica, città in cui viveva il piccolo Giuseppe, c’è dolore e rabbia. A Modica domani sarà lutto cittadino. I commercianti hanno annunciato che abbasseranno le saracinesche dei negozi dalle 15, quando cominceranno i funerali nel Duomo di San Giorgio. La famiglia della piccola vittima, che abita a Modica Alta, si è chiusa nel silenzio.
Randagismo emergenza nazionale "Il randagismo è una emergenza nazionale". E' quanto afferma in una nota Carlo Scotti, presidente senior dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani chiedendo che il Ministero della Salute attivi un tavolo urgente di coordinamento con le strutture veterinarie private. Ma il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ribatte: "Colpevole l'inattività dei sindaci del centro-sud". E chiede un incontro con l’assessore alla sanità della Sicilia dopo il grave fatto del bambino di 10 anni sbranato e ucciso da due cani randagi a Ragusa. Intanto il Codacons fa sapere che venti cani su 50 sono ancora in libertà.
La denuncia dei veterinari Secondo Scotti la tragedia di di Modica in provincia di Ragusa "si poteva evitare". "Il randagismo - afferma - soffre di un eccesso di delega alle amministrazioni territoriali al quale si può rimediare solo con una gestione uniforme e omogenea che coinvolga tutti gli attori della prevenzione veterinaria e del controllo della popolazione canina". Di qui la richiesta di un tavolo con il ministero. L’Associazione si appella innanzitutto al Sottosegretario Francesca Martini che ha anche la delega ministeriale alla gestione del Fondo sanitario nazionale. "Proprio in Regioni interessate da piani di rientro - dichiara Scotti - assistiamo alla più fantasiosa attuazione delle norme anti-randagismo". Critica, secondo il presidente, anche la situazione delle regioni virtuose in cui "non c’è sempre la dovuta trasparenza sulla destinazione delle risorse stanziate dallo Stato per le sterilizzazioni, il controllo della popolazione canina e felina, l’efficiente attuazione dell’anagrafe canina e un piano di gestione dei canili che consideri il randagismo un fenomeno a termine e favorisca le adozioni". "E' ora di fare chiarezza - conclude - sul riparto del Fondo sanitario nazionale e sulla filiera che va dallo stanziamento in Finanziaria fino alla spesa nelle amministrazioni. Sprechi e distorsioni di fondi non si contano più.
Martini: "Colpevole l'inattività dei sindaci" Il sottosegretario Martini ha chiesto un incontro con l’assessore Russo alla sanità della Regione Sicilia perché "la Sicilia purtroppo è ampiamente riconosciuta per fatti gravissimi, non solo di randagismo, ma purtroppo per gravissimi casi di maltrattamento sugli animali". L'esponente del Carroccio ha ricordato le sevizie di Porto Empedocle di questa estate: "La sterilizzazione è cosa dovuta per controllare la popolazione canina". "Da quando mi sono insediata - ha proseguito - denuncio l’inattività colpevole dei sindaci del centro sud. Il randagismo è un problema gravissimo di salute e incolumità pubblica. I mancati investimenti di risorse destinate alla raccolta, alla coppatura e al ricovero di questi animali che sono animali vaganti e che vanno sterilizzati, sta diventando un fenomeno gravissimo. Resto allibita - ha concluso - da questi fatti gravissimi di cronaca".
I cani ancora liberi "Venti dei 50 cani che nel ragusano hanno ucciso un bimbo di 10 anni e ne hanno ferito un altro di 9 sono ancora in circolazione. Una situazione pericolosa, che non è però casuale. Non è la prima volta, infatti, che pericolosissimi branchi circolano liberamente nelle campagne", ha denunciato Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, secondo cui la colpa "è in primo luogo dei Comuni" che, invece di risanare i canili esistenti o costruirne di nuovi adatti a ospitare i cani, "se ne lavano le mani inventandosi convenzioni con canili inesistenti, attribuendo al primo contadino che capita o a un presunto animalista competenze che non gli sono proprie, senza che ci siano strutture adatte a ospitare i randagi". Per il Codacons non è esente da responsabilità neanche il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che "avrebbe dovuto finanziare adeguatamente il fondo per l’attuazione della legge, delle Regioni e dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali che dovrebbero sottoporre a controllo sanitario le strutture".
I numeri del randagismo in Italia
16/03/2009 22:34
Sono circa 600 mila cani di «strada», di cui solo
un terzo ospitati nei canili rifugio, e sarebbero
1.650 i comuni italiani fuorilegge che non hanno un
canile comunale o una convenzione con un canile
consortile o gestito dall'Asl o con un canile
rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e
randagi.
Nel 2008 sono stati abbandonati 14.000 cani su strade e autostrade di tutta Italia, tra il 21 giugno e il 31 agosto 2008, con un calo del 19% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Il Sole 24Ore
Nel 2008 sono stati abbandonati 14.000 cani su strade e autostrade di tutta Italia, tra il 21 giugno e il 31 agosto 2008, con un calo del 19% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Il Sole 24Ore
CANE AVVELENATO IN SICILIA, ISTITUZIONI FERME
16/03/2009 22:28
Al Sindaco di Palazzolo Acreide, alla Provincia di
Siracusa e alla Regione Sicilia.
16 marzo 2009 - Il cane Boldo è stato proditoriamente e vigliaccamente avvelenato e ucciso da una mano che credeva amica all’interno dell’Ambulatorio Veterinario Comunale di Palazzolo Acreide (Siracusa) il 30/01/2009. Il suddetto Ambulatorio è convenzionato con l’Azienda Sanitaria Locale n.8 di Siracusa - Settore Sanità Pubblica Veterinaria – Area C. L’esito dell’autopsia di Boldo ancora non si conosce, nonostante sia passato ormai più di un mese, infatti la carcassa pare sia stata prelevata il giorno 04/02/09, decisione presa solo dopo la riunione tenutasi presso gli uffici del Comune di Palazzolo Acreide “tra il sindaco Carlo Scibetta, i carabinieri e i servizi veterinari” (notizia pubblicata nel Quotidiano “Giornale di Sicilia” del 5 febbraio u.s.) e nonostante i numerosi solleciti scritti da parte dell’Associazione “PERLE A QUATTRO ZAMPE”, che ha prontamente sporto denuncia il giorno dopo l’accaduto, e di varie associazioni e di privati cittadini informati dei fatti per averne contezza. Avvelenare un animale è un reato ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale. Quanto tempo dovrà ancora trascorrere perché una società che si considera “civile” riconosca e rispetti i diritti degli animali già sanciti da Leggi dello Stato? Recentemente il Ministero della Salute è intervenuto sull’argomento emanando un’importante provvedimento normativo: l’ Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati (Gazzetta Ufficiale n.13-2009) che istituisce divieti e obblighi per debellare la piaga degli avvelenamenti (http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=213 e in particolare il testo degli articoli 544-bis, 544-ter, 440, 638, 650 e 674 del codice penale http://www.cittadinolex.kataweb.it/Note.jsp?id=87284&idCat=81). Chiediamo pertanto a Tutte le Autorità competenti che venga fatta luce e venga individuato il responsabile materiale ed il mandante per l’avvelenamento di Boldo “spirito libero”. Chiediamo inoltre di conoscere formalmente l’esito degli esami autoptici della carcassa del cane Boldo. I diritti degli animali sono pochi e di facile definizione: il diritto alla vita e ad una morte dignitosa sono diritti che sono stati vilmente negati a Boldo e a tantissimi altri randagi. I FATTI Comunicato stampa « il: 02 Febbraio 2009, 18:14:07 » A Palazzolo Acreide (SR), all'interno della struttura comunale adibita ad ambulatorio veterinario, nella serata di Venerdì 30 Gennaio 2009, è stato avvelenato il cane di nome Boldo. Boldo era un cane dolcissimo, da qualche mese randagio, conosciuto da tutti per il suo "spirito libero". Si trovava eccezionalmente e da pochi giorni all'interno dell'ambulatorio veterinario comunale per consentire ad un cittadino di Palazzolo A., che lo ha adottato secondo legge, di costruire una recinzione all'interno della propria campagna al fine di evitare la fuga di Boldo, lo "spirito libero". La mano che lo ha avvelenato è entrata all'interno della struttura comunale munita di chiavi e senza necessità di effrazione. Chi lo ha avvelenato e ucciso ha fatto patire a Boldo atroci sofferenze costringendolo a vivere e subire una lenta, lunga e straziante agonia. Quanto accaduto è inquietante e raccapricciante, sia per il luogo in cui è avvenuto che per le brutali modalità utilizzate per uccidere Boldo. Perché Boldo ha dovuto patire tutto questo? Perché infliggere a BOLDO "SPIRITO LIBERO", cane dolcissimo ed indifeso, tutto questo? Le istituzioni non sono state ne' presenti, ne' solidali, ne' hanno agito in base a quanto stabilito dall'ultima ordinanza ministeriale sui "bocconi killer" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.13 del 17 Gennaio 2009. Associazione di Volontariato Protezione Animali “PERLE A QUATTRO ZAMPE” - Siracusa Le Associazioni seguenti sostengono la campagna promossa per avere giustizia per Boldo: Associazione Chiliamacisegua Associazione Canili Lazio Associazione Canili Veneto Associazione ARKUS UnCane UnAmico
16 marzo 2009 - Il cane Boldo è stato proditoriamente e vigliaccamente avvelenato e ucciso da una mano che credeva amica all’interno dell’Ambulatorio Veterinario Comunale di Palazzolo Acreide (Siracusa) il 30/01/2009. Il suddetto Ambulatorio è convenzionato con l’Azienda Sanitaria Locale n.8 di Siracusa - Settore Sanità Pubblica Veterinaria – Area C. L’esito dell’autopsia di Boldo ancora non si conosce, nonostante sia passato ormai più di un mese, infatti la carcassa pare sia stata prelevata il giorno 04/02/09, decisione presa solo dopo la riunione tenutasi presso gli uffici del Comune di Palazzolo Acreide “tra il sindaco Carlo Scibetta, i carabinieri e i servizi veterinari” (notizia pubblicata nel Quotidiano “Giornale di Sicilia” del 5 febbraio u.s.) e nonostante i numerosi solleciti scritti da parte dell’Associazione “PERLE A QUATTRO ZAMPE”, che ha prontamente sporto denuncia il giorno dopo l’accaduto, e di varie associazioni e di privati cittadini informati dei fatti per averne contezza. Avvelenare un animale è un reato ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale. Quanto tempo dovrà ancora trascorrere perché una società che si considera “civile” riconosca e rispetti i diritti degli animali già sanciti da Leggi dello Stato? Recentemente il Ministero della Salute è intervenuto sull’argomento emanando un’importante provvedimento normativo: l’ Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati (Gazzetta Ufficiale n.13-2009) che istituisce divieti e obblighi per debellare la piaga degli avvelenamenti (http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=213 e in particolare il testo degli articoli 544-bis, 544-ter, 440, 638, 650 e 674 del codice penale http://www.cittadinolex.kataweb.it/Note.jsp?id=87284&idCat=81). Chiediamo pertanto a Tutte le Autorità competenti che venga fatta luce e venga individuato il responsabile materiale ed il mandante per l’avvelenamento di Boldo “spirito libero”. Chiediamo inoltre di conoscere formalmente l’esito degli esami autoptici della carcassa del cane Boldo. I diritti degli animali sono pochi e di facile definizione: il diritto alla vita e ad una morte dignitosa sono diritti che sono stati vilmente negati a Boldo e a tantissimi altri randagi. I FATTI Comunicato stampa « il: 02 Febbraio 2009, 18:14:07 » A Palazzolo Acreide (SR), all'interno della struttura comunale adibita ad ambulatorio veterinario, nella serata di Venerdì 30 Gennaio 2009, è stato avvelenato il cane di nome Boldo. Boldo era un cane dolcissimo, da qualche mese randagio, conosciuto da tutti per il suo "spirito libero". Si trovava eccezionalmente e da pochi giorni all'interno dell'ambulatorio veterinario comunale per consentire ad un cittadino di Palazzolo A., che lo ha adottato secondo legge, di costruire una recinzione all'interno della propria campagna al fine di evitare la fuga di Boldo, lo "spirito libero". La mano che lo ha avvelenato è entrata all'interno della struttura comunale munita di chiavi e senza necessità di effrazione. Chi lo ha avvelenato e ucciso ha fatto patire a Boldo atroci sofferenze costringendolo a vivere e subire una lenta, lunga e straziante agonia. Quanto accaduto è inquietante e raccapricciante, sia per il luogo in cui è avvenuto che per le brutali modalità utilizzate per uccidere Boldo. Perché Boldo ha dovuto patire tutto questo? Perché infliggere a BOLDO "SPIRITO LIBERO", cane dolcissimo ed indifeso, tutto questo? Le istituzioni non sono state ne' presenti, ne' solidali, ne' hanno agito in base a quanto stabilito dall'ultima ordinanza ministeriale sui "bocconi killer" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.13 del 17 Gennaio 2009. Associazione di Volontariato Protezione Animali “PERLE A QUATTRO ZAMPE” - Siracusa Le Associazioni seguenti sostengono la campagna promossa per avere giustizia per Boldo: Associazione Chiliamacisegua Associazione Canili Lazio Associazione Canili Veneto Associazione ARKUS UnCane UnAmico
SETTE GATTINI UCCISI CON VELENO, LA DENUNCIA DEL WWF A MOLFETTA
16/03/2009 22:28
16 marzo 2009 - Risale a pochi giorni fa il
ritrovamento dei resti di sette gattini nelle
campagne tra Molfetta e Terlizzi. Il ritrovamento è
avvenuto in seguito alla segnalazione del
proprietario della villa che, rinvenuti i resti, ha
allertato i volontari del Wwf Molfetta.
Già da un primo esame degli animali è stata ipotizzata la morte per avvelenamento, poiché non presentano ferite o altri segni di percosse bensì quelli tipici dell’avvelenamento, presumibilmente da ingestione di veleno per topi.
Uno dei gattini è stato consegnato alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, dove si procederà agli esami autoptici per individuare con esattezza il tipo di veleno utilizzato.
Intanto il Wwf Molfetta ha provveduto a presentare in Procura una denuncia contro ignoti, in base all’art. 544-bis del DDL 189/2004 che recita: Chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi.
Purtroppo non è l’unico caso verificatosi in zona, pertanto i volontari dell’associazione ambientalista invitano i cittadini a segnalare casi analoghi che dovessero verificarsi.
da Molfettalive.it
Già da un primo esame degli animali è stata ipotizzata la morte per avvelenamento, poiché non presentano ferite o altri segni di percosse bensì quelli tipici dell’avvelenamento, presumibilmente da ingestione di veleno per topi.
Uno dei gattini è stato consegnato alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, dove si procederà agli esami autoptici per individuare con esattezza il tipo di veleno utilizzato.
Intanto il Wwf Molfetta ha provveduto a presentare in Procura una denuncia contro ignoti, in base all’art. 544-bis del DDL 189/2004 che recita: Chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi.
Purtroppo non è l’unico caso verificatosi in zona, pertanto i volontari dell’associazione ambientalista invitano i cittadini a segnalare casi analoghi che dovessero verificarsi.
da Molfettalive.it
BRANCO DI RANDAGI ATTACCA, UN BAMBINO MORTO E DUE FERITI IN SICILIA
16/03/2009 22:28
Arrestato un uomo che aveva gli animali in custodia
giudiziale. I cani catturati dai carabinieri:
potrebbero essere abbattuti.
16 marzo 2009 - Tragedia sul litorale siciliano fra Marina di Modica e Sampieri, in provincia di Ragusa. Un bambino di 10 anni, G. B., è morto dopo essere stato aggredito da un branco formato da una quindicina di cani randagi. Il piccolo stava per essere ricoverato presso l'ospedale Cannizzaro di Catania, ma è morto poco dopo il decollo dell'elicottero dei soccorsi. Gli stessi cani, in altre due località della zona, hanno aggredito anche un altro bambino di 9 anni, ricoverato presso l'ospedale Maggiore di Modica, e un uomo di 40 anni, medicato presso il pronto soccorso di Pozzallo.
I carabinieri della compagnia di Modica hanno arrestato l'uomo che aveva avuto in custodia giudiziale, dalla locale Procura della Repubblica, il branco di cani. I reati contestati a Virgilio Giglio, 45 anni, incensurato, sono omessa custodia, concorso in omicidio colposo, malgoverno di animali e resistenza a pubblico ufficiale. I randagi sono stati catturati dai carabinieri della compagnia di Modica in collaborazione con la polizia veterinaria. Potrebbero essere abbattuti su disposizione della Procura della Repubblica.
I carabinieri hanno accertato che le tre aggressioni sono state compiute dallo stesso branco. La prima ha avuto come vittima il quarantenne, la seconda il bambino di nove anni. E mentre i militari dell'Arma si stavano recando a compiere il secondo intervento hanno notato l'aggressione al bambino, poi morto: i cani lo avevano circondato, fatto cadere dalla sua bicicletta e dilaniato a morsi.
Pochi mesi fa, all'inizio di ottobre del 2008, la stessa sorte era toccata a un bambino di 9 anni di Circello, nel Beneventano. Mattia Maddalena - così si chiamava - era stato aggredito da un branco di cani randagi in una zona di campagna ed era morto in seguito alle ferite riportate. Le cronache recenti si sono purtroppo arricchite di episodi che hanno visto protagonisti cani aggressivi e piccole vittime. Lo scorso 24 febbraio, a Piombino, un bambino di 11 mesi è stato aggredito e ferito in modo grave, in casa, dall'american staffordshire dei suoi genitori. Pochi giorni prima, il 13 febbraio, a Genzano, vicino Roma, un bimbo di 11 mesi era stato ucciso da un mastino napoletano: anche in quel caso si trattava del cane di famiglia. Complessivamente, dalla primavera del 2008 a oggi, le vittime di attacchi sono state 8.
La vicenda di Modica riporta all'attenzione la necessità di regole, problema già affrontato nei mesi scorsi dall'esecutivo: entrerà in vigore entro 30 giorni l'"Ordinanza per la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani", firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che sostituirà i precedenti regolamenti voluti dagli ex ministri Girolamo Sirchia e Livia Turco.
La nuova ordinanza cancellerà la "lista nera" delle razze pericolose mirando alla responsabilizzazione dei proprietari, che risponderanno civilmente e penalmente dei danni arrecati dai loro cani, che dovranno essere condotti sempre al guinzaglio. "Da quando è entrata in vigore la 'lista nera' - spiega Martini - le aggressioni non sono diminuite. E' quindi necessario incidere piuttosto sul rapporto uomo-cane, poiché fra l'altro i problemi maggiori si manifestano in ambiente privato e non pubblico".
da Repubblica.it
fon:www.animalieanimali.it
16 marzo 2009 - Tragedia sul litorale siciliano fra Marina di Modica e Sampieri, in provincia di Ragusa. Un bambino di 10 anni, G. B., è morto dopo essere stato aggredito da un branco formato da una quindicina di cani randagi. Il piccolo stava per essere ricoverato presso l'ospedale Cannizzaro di Catania, ma è morto poco dopo il decollo dell'elicottero dei soccorsi. Gli stessi cani, in altre due località della zona, hanno aggredito anche un altro bambino di 9 anni, ricoverato presso l'ospedale Maggiore di Modica, e un uomo di 40 anni, medicato presso il pronto soccorso di Pozzallo.
I carabinieri della compagnia di Modica hanno arrestato l'uomo che aveva avuto in custodia giudiziale, dalla locale Procura della Repubblica, il branco di cani. I reati contestati a Virgilio Giglio, 45 anni, incensurato, sono omessa custodia, concorso in omicidio colposo, malgoverno di animali e resistenza a pubblico ufficiale. I randagi sono stati catturati dai carabinieri della compagnia di Modica in collaborazione con la polizia veterinaria. Potrebbero essere abbattuti su disposizione della Procura della Repubblica.
I carabinieri hanno accertato che le tre aggressioni sono state compiute dallo stesso branco. La prima ha avuto come vittima il quarantenne, la seconda il bambino di nove anni. E mentre i militari dell'Arma si stavano recando a compiere il secondo intervento hanno notato l'aggressione al bambino, poi morto: i cani lo avevano circondato, fatto cadere dalla sua bicicletta e dilaniato a morsi.
Pochi mesi fa, all'inizio di ottobre del 2008, la stessa sorte era toccata a un bambino di 9 anni di Circello, nel Beneventano. Mattia Maddalena - così si chiamava - era stato aggredito da un branco di cani randagi in una zona di campagna ed era morto in seguito alle ferite riportate. Le cronache recenti si sono purtroppo arricchite di episodi che hanno visto protagonisti cani aggressivi e piccole vittime. Lo scorso 24 febbraio, a Piombino, un bambino di 11 mesi è stato aggredito e ferito in modo grave, in casa, dall'american staffordshire dei suoi genitori. Pochi giorni prima, il 13 febbraio, a Genzano, vicino Roma, un bimbo di 11 mesi era stato ucciso da un mastino napoletano: anche in quel caso si trattava del cane di famiglia. Complessivamente, dalla primavera del 2008 a oggi, le vittime di attacchi sono state 8.
La vicenda di Modica riporta all'attenzione la necessità di regole, problema già affrontato nei mesi scorsi dall'esecutivo: entrerà in vigore entro 30 giorni l'"Ordinanza per la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani", firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che sostituirà i precedenti regolamenti voluti dagli ex ministri Girolamo Sirchia e Livia Turco.
La nuova ordinanza cancellerà la "lista nera" delle razze pericolose mirando alla responsabilizzazione dei proprietari, che risponderanno civilmente e penalmente dei danni arrecati dai loro cani, che dovranno essere condotti sempre al guinzaglio. "Da quando è entrata in vigore la 'lista nera' - spiega Martini - le aggressioni non sono diminuite. E' quindi necessario incidere piuttosto sul rapporto uomo-cane, poiché fra l'altro i problemi maggiori si manifestano in ambiente privato e non pubblico".
da Repubblica.it
fon:www.animalieanimali.it
NO CANILE, COSTANTINO RIMANE NEL QUARTIERE Mobilitazione popolare in provincia di Siracusa.
16/03/2009 22:27
16 marzo 2009 - Costantino, un randagio meticcio di circa 4 anni che vive all'ingresso di Canicattini (Siracusa), in piazza Borsellino, non verra' chiuso in una canile come pensavano al servizio medico veterinario dell'Asl 8 di Siracusa, ma grazie a seicento firme dei cittadini restera' nel suo quartiere, dov'e' cresciuto. La firme della petizione sono state consegnate al sindaco Paolo Amenta. Dopo l' intervento di sterilizzazione e microcippatura, Costantino e' potuto cosi' rimanere nella ''sua'' piazza Borsellino, all' ingresso della cittadina, davanti alla palazzina della Protezione Civile, del quale e' diventato la mascotte. Il bastardino fu trovato in un cassonetto della spazzatura proprio nei pressi di piazza Borsellino da un giovane operaio romeno di nome Costantino, che lo accudi'. Il cane venne poi curato da tutti gli operai allora impegnati nei lavori costruzione della piazza e della palazzina della Protezione Civile, e poi dai cittadini del quartiere.
(ANSA)
GATTO MUORE IN AMBULATORIO, VETERINARIO PAGA DANNO MORALE
05/03/2009 12:32
Sentenza della Corte di Cassazione che fa giurisprudenza
5 marzo 2009 - La Cassazione riconosce il danno morale per la morte del gatto. Secondo i magistrati della Suprema corte, infatti, il giudice di pace può disporre l'indennizzo del danno non patrimoniale anche fuori "dei casi determinati dalla legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti", se il danneggiato dimostra (anche attraverso presunzioni) il pregiudizio subito. La sentenza n. 4493 dello scorso 25 febbraio, nel rigettare il ricorso di una clinica veterinaria risultata responsabile del decesso di un gatto in seguito a prestazioni sanitarie negligenti, ha affermato che anche la perdita di un animale può essere causa di un risarcimento morale che in quanto tale non rappresenta una conseguenza automatica dell'illecito.
La decisione n. 4493, depositata lo scorso 25 febbraio ha confermato quanto aveva deciso il giudice di pace su una vicenda giudiziaria tra una struttura sanitaria specializzata in animali e il proprietario della bestia. Dalle dichiarazione degli interessati era emerso che la clinica si era comportata in maniera negligente dal momento che l'unico intervento medico che risultava eseguito nel corso della degenza era una fatale trasfusione di sangue. La trasfusione infatti era stata fatta senza prima accertarsi sulle condizioni dell'animale donatore, che dopo alcuni giorni dal prelievo era deceduto, perché affetto da una malattia ematica. A distanza di poco tempo anche il gatto era peggiorato fino a morire quando era ancora ricoverato in clinica.
Il fatto che l'intervento fosse stato messo in atto senza i preventivi controlli sulla qualità del sangue utilizzato è per i magistrati la prova di un comportamento imprudente e disattento che ha provocato la morte dell'animale e per il quale la clinica deve rispondere versando una somma a titolo di indennizzo per il danno morale cagionato al proprietario del gatto. Il principio di diritto espresso dalla sentenza dei magistrati di Piazza Cavour è che il giudice di pace, nell'ambito del solo giudizio di equità, può ordinare il risarcimento del danno non patrimoniale anche fuori dei casi determinati dalla legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti, sempre che il danneggiato abbia allegato e provato, anche attraverso presunzioni (in questo caso il nesso trasfusione-morte del gatto), il pregiudizio subito, essendo da escludere che questo tipo di danno rappresenta una conseguenza automatica dell'illecito.
La "Linea guida relativa all'esercizio delle attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario" è stata approvata dalla Conferenza Stato Regioni il 20 dicembre scorso. ( Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del 20 dicembre 2007)
da Anmvioggi.it
CANI PERICOLOSI: MARTINI, ORDINANZA IN VIGORE ENTRO 40 GIORNI
05/03/2009 12:32
(ASCA) - Roma, 3 mar - ''Il proprietario di un cane
e' sempre responsabile del benessere, del controllo
e della conduzione dell'animale e risponde, sia
civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a
persone, animali e cose provocati dall'animale
stesso''. Lo precisa l'ordinanza sui cani
pericolosi e contro le aggressioni presentata oggi
dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.
L'ordinanza, che entrera' in vigore entro 30-40 giorni, azzera la 'black list' delle razze pericolose, voluta dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia e poi confermata dal successore, Livia Turco.
Arriva pero', la responsabilita' del proprietario del cane e anche di chi ''a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo''.
I cani dovranno essere portati sempre al guinzaglio - che dovra' avere una misura non superiore a mt. 1,50 - nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni. Il proprietario, inoltre, dovra' sempre portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle Autorita' competenti.
Secondo quanto annunciato dal sottosegretario alla salute, Francesca Martini, l'iter per la pubblicazione dell'ordinanza in Gazzetta Ufficiale e' gia' partito e le nuove norme entreranno in vigore entro aprile, il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta.
Quanto ai cani che l'ordinanza definisce'impegnativi', vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari - organizzati da parte dei Comuni congiuntamente con le Aziende Sanitarie Locali, in collaborazione con gli Ordini professionali dei Medici Veterinari, le Facolta' di Medicina Veterinaria, le Associazioni Veterinarie e le Associazioni di protezione degli animali - con rilascio di specifico patentino.
Inoltre, i veterinari dovranno organizzare un registro per i cani a rischio potenziale elevato.
mpd/mcc/ss
L'ordinanza, che entrera' in vigore entro 30-40 giorni, azzera la 'black list' delle razze pericolose, voluta dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia e poi confermata dal successore, Livia Turco.
Arriva pero', la responsabilita' del proprietario del cane e anche di chi ''a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo''.
I cani dovranno essere portati sempre al guinzaglio - che dovra' avere una misura non superiore a mt. 1,50 - nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni. Il proprietario, inoltre, dovra' sempre portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle Autorita' competenti.
Secondo quanto annunciato dal sottosegretario alla salute, Francesca Martini, l'iter per la pubblicazione dell'ordinanza in Gazzetta Ufficiale e' gia' partito e le nuove norme entreranno in vigore entro aprile, il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta.
Quanto ai cani che l'ordinanza definisce'impegnativi', vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari - organizzati da parte dei Comuni congiuntamente con le Aziende Sanitarie Locali, in collaborazione con gli Ordini professionali dei Medici Veterinari, le Facolta' di Medicina Veterinaria, le Associazioni Veterinarie e le Associazioni di protezione degli animali - con rilascio di specifico patentino.
Inoltre, i veterinari dovranno organizzare un registro per i cani a rischio potenziale elevato.
mpd/mcc/ss
CONDANNA PER TRAFFICO CUCCIOLI A BOLOGNA, IMPORTANTE SENTENZA
05/03/2009 12:25
2 marzo 2009 - “Una importante e
significativa condanna che conferma la moltitudine
di interessi che ruotano intorno alla tratta dei
cuccioli dall’Est Europa, fenomeno sempre più
frequente che colpisce in maniera univoca sia gli
animali, che molto spesso pagano con la morte
questo traffico indiscriminato, sia i consumatori,
che ignari di tutto acquistano cuccioli per
migliaia di euro, destinati spesso a morire tra
atroci sofferenze” questo il commento della
LAV, alla notizia della condanna a un anno e cinque
mesi inflitta al titolare di un negozio di
Casalecchio di Reno (Bologna) per frode in
commercio e false certificazioni, in relazione
all’importazione di cuccioli dall’Est
Europa, e a dieci e sette mesi per i due veterinari
autori delle faste attestazioni.
“Colpisce che ancora una volta siano coinvolti anche medici veterinari che, anziché controllare la correttezza dei certificati dei cuccioli, monitorare il benessere degli animali e sanzionare i trasgressori, agiscono in concorso con gli altri imputati, venendo meno ai loro obblighi etici – prosegue l’avvocato Carla Campanaro dell’Ufficio legale della LAV – Ci auguriamo che l’Ordine dei veterinari competente prenda i dovuti provvedimenti disciplinari per reprimere queste condotte. Auspichiamo, inoltre, che a seguito di questa condanna, al titolare del negozio, peraltro al momento sotto inchiesta per un caso analogo a Prato, sia impedito in via cautelare qualunque tipo di attività commerciale futura con animali, per impedire ulteriori reiterazioni e sofferenze agli animali coinvolti”.
“Per contribuire a fermare questo drammatico traffico invitiamo i cittadini a recarsi presso i tavoli informativi della LAV, allestiti nelle piazze delle principali città d’Italia sabato 21 e domenica 22 marzo, e nel fine settimana successivo del 28 e 29 marzo” – aggiunge Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV – per chiedere che venga al più presto emanato il Disegno di Legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia (firmata dal nostro Paese nel 1987, ma mai recepita), nel quale il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini si sono impegnati a inserire il reato di traffico di animali da compagnia al fine di perseguire chi, in maniera organizzata, clandestina e priva di documentazione, introduce e commercia cuccioli dall'Est nel nostro Paese e una serie di altre misure proposte dalla LAV a tutela del benessere animale utili a contrastare il fenomeno delle importazioni illegali”.
“Esprimiamo infine la nostra gratitudine a tutte le Forze di Polizia che quotidianamente sono impegnate a contrastare questo traffico con continui controlli, l’ultimo dei quali, come testimoniano le notizie di cronaca, ha portato ieri sera al sequestro di 14 cuccioli in provincia di Udine, ammassati nel portabagagli di un’auto proveniente dalla Polonia. Operazione che conferma, ancora una volta, l’emergenza del fenomeno”, conclude Ilaria Innocenti.
fonte:www.animalieanimali.it
[di C. Troiano*] Una recente sentenza emessa dalla Sezione Distaccata di Pozzuoli del Tribunale di Napoli è entrata in merito al concetto di lesione e di sofferenza. I fatti riguardano due persone che sono state condannate a quattro mesi di reclusione poiché imputate del “reato previsto e punito dall’art. 544 ter c.p. perché, per crudeltà e senza necessità, cagionavano lesioni e sottoponevano a sevizie tre cardellini. Le lesioni e sevizie sono costituite nell’aver accecato un esemplare, nell’aver mutilato di un ala altro esemplare e nell’aver parzialmente mutilato le ali e la coda al terzo”. I fatti furono accertati a Pozzuoli il 5 gennaio 2006 dalle Guardie Venatorie della Lipu e dal Corpo forestale dello Stato. Questa sentenza, una delle prime per fatti simili dopo l’entrate in vigore della L. 189/04 che ha rivoluzionato il sistema di tutela penale degli animali, affronta per la prima volta il problema della mutilazione delle ali e dell’accecamento di uccelli. Una pratica in uso non solo negli ambienti venatori è quella di accecare uccelli allo scopo di “farli cantare meglio” e utilizzarli o come richiamo per la caccia o a scopo “amatoriale” per il loro canto melodioso. L’utilizzo di richiami vivi accecati in abito venatorio è espressamente vietato dalla normativa speciale di riferimento che prevede una sanzione penale, così come pure per l’utilizzo di richiami vivi mutilati o legati per le ali. Va da sé che oltre alla sanzione prevista dalla legge speciale trova applicazione anche il disposto del codice penale che vieta i maltrattamenti agli animali poiché si tratta di sanzioni diverse previste da leggi diverse che mirano a tutelare beni giuridici diversi: l’una il corretto esercizio venatorio, l’altra la protezione degli animali. Esemplare in tal senso la sentenza della Terza Sezione della Suprema Corte n. 46784 del 21/12/2005 che in riferimento alla legge speciale sulla protezione della fauna e il prelievo venatorio afferma: “Detta legge, non esaurisce la tutela della fauna in quanto limiti alle pratiche venatorie sono posti anche dal previgente art. 727 c.p. e dall’attuale art. 544 ter c.p., i quali hanno ampliato la sfera della menzionata tutela attraverso il divieto di condotte atte a procurare agli animali strazio, sevizie o, comunque, detenzione attraverso modalità incompatibili con la loro natura. Da ciò deriva che la legittimità delle pratiche venatorie consentite sulla base della L. 157/'92 deve essere verificata anche alla luce delle norme del codice penale su richiamate”.
Nel caso in specie, però, gli uccelli non erano usati per l’esercizio di caccia, ma erano tenuti in gabbia in un ristorante allo scopo, come si legge nella sentenza, “di renderne gradevole la presenza agli ospiti del locale”. La detenzione dei tre cardellini rientra in un caso previsto da leggi speciali poiché viola il precetto amministrativo del divieto di detenzione di fringillidi in numero non superiore a cinque per la cui violazione è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa (art. 31, c. 1, lett. g L. 157/92), ma giustamente gli agenti della Lipu e della Forestale hanno anche denunciato i due per il reato di maltrattamento di animali. Se non vi possono essere dubbi sul fatto che accecare uccelli integri il reato di maltrattamento di animali, vista anche la copiosa giurisprudenza, la detenzione di uccelli con ali e coda mutilate trova censura penale per la prima volta. Si legge nella sentenza: “la detenzione degli animali nelle suddette condizioni di mutilazione integra senz’altro un comportamento ingiustificato e produttivo di inutili sofferenze”. I cardellini presentavano tagli alle ali sia delle remiganti sia del timoniere a causa di un maldestro tentativo di tarparle. Quella di tarpare le ali, ovvero spuntare le penne maestre o remiganti delle ali degli uccelli per impedire loro di volare, è una pratica molto diffusa soprattutto in allevamenti, zoo, circhi. Va da sé che impedire un impulso naturale come il volo per gli uccelli altera la loro integrità e identità psico-fisica, ed è un comportamento che non rispetta “le leggi naturali e biologiche, fisiche e psichiche, di cui ogni animale, nella sua specificità, è portatore” (Cass. Pen., Sez. III, Sent. n.° 06122 del 27/04/90). Questa sentenza apre in definitiva nuovi scenari per la tutela penale degli animali e censura condotte finora accettate come lecite.
*criminologo – Responsabile Nazionale Guardie Zoofile LAV
“Colpisce che ancora una volta siano coinvolti anche medici veterinari che, anziché controllare la correttezza dei certificati dei cuccioli, monitorare il benessere degli animali e sanzionare i trasgressori, agiscono in concorso con gli altri imputati, venendo meno ai loro obblighi etici – prosegue l’avvocato Carla Campanaro dell’Ufficio legale della LAV – Ci auguriamo che l’Ordine dei veterinari competente prenda i dovuti provvedimenti disciplinari per reprimere queste condotte. Auspichiamo, inoltre, che a seguito di questa condanna, al titolare del negozio, peraltro al momento sotto inchiesta per un caso analogo a Prato, sia impedito in via cautelare qualunque tipo di attività commerciale futura con animali, per impedire ulteriori reiterazioni e sofferenze agli animali coinvolti”.
“Per contribuire a fermare questo drammatico traffico invitiamo i cittadini a recarsi presso i tavoli informativi della LAV, allestiti nelle piazze delle principali città d’Italia sabato 21 e domenica 22 marzo, e nel fine settimana successivo del 28 e 29 marzo” – aggiunge Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV – per chiedere che venga al più presto emanato il Disegno di Legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia (firmata dal nostro Paese nel 1987, ma mai recepita), nel quale il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini si sono impegnati a inserire il reato di traffico di animali da compagnia al fine di perseguire chi, in maniera organizzata, clandestina e priva di documentazione, introduce e commercia cuccioli dall'Est nel nostro Paese e una serie di altre misure proposte dalla LAV a tutela del benessere animale utili a contrastare il fenomeno delle importazioni illegali”.
“Esprimiamo infine la nostra gratitudine a tutte le Forze di Polizia che quotidianamente sono impegnate a contrastare questo traffico con continui controlli, l’ultimo dei quali, come testimoniano le notizie di cronaca, ha portato ieri sera al sequestro di 14 cuccioli in provincia di Udine, ammassati nel portabagagli di un’auto proveniente dalla Polonia. Operazione che conferma, ancora una volta, l’emergenza del fenomeno”, conclude Ilaria Innocenti.
fonte:www.animalieanimali.it
[di C. Troiano*] Una recente sentenza emessa dalla Sezione Distaccata di Pozzuoli del Tribunale di Napoli è entrata in merito al concetto di lesione e di sofferenza. I fatti riguardano due persone che sono state condannate a quattro mesi di reclusione poiché imputate del “reato previsto e punito dall’art. 544 ter c.p. perché, per crudeltà e senza necessità, cagionavano lesioni e sottoponevano a sevizie tre cardellini. Le lesioni e sevizie sono costituite nell’aver accecato un esemplare, nell’aver mutilato di un ala altro esemplare e nell’aver parzialmente mutilato le ali e la coda al terzo”. I fatti furono accertati a Pozzuoli il 5 gennaio 2006 dalle Guardie Venatorie della Lipu e dal Corpo forestale dello Stato. Questa sentenza, una delle prime per fatti simili dopo l’entrate in vigore della L. 189/04 che ha rivoluzionato il sistema di tutela penale degli animali, affronta per la prima volta il problema della mutilazione delle ali e dell’accecamento di uccelli. Una pratica in uso non solo negli ambienti venatori è quella di accecare uccelli allo scopo di “farli cantare meglio” e utilizzarli o come richiamo per la caccia o a scopo “amatoriale” per il loro canto melodioso. L’utilizzo di richiami vivi accecati in abito venatorio è espressamente vietato dalla normativa speciale di riferimento che prevede una sanzione penale, così come pure per l’utilizzo di richiami vivi mutilati o legati per le ali. Va da sé che oltre alla sanzione prevista dalla legge speciale trova applicazione anche il disposto del codice penale che vieta i maltrattamenti agli animali poiché si tratta di sanzioni diverse previste da leggi diverse che mirano a tutelare beni giuridici diversi: l’una il corretto esercizio venatorio, l’altra la protezione degli animali. Esemplare in tal senso la sentenza della Terza Sezione della Suprema Corte n. 46784 del 21/12/2005 che in riferimento alla legge speciale sulla protezione della fauna e il prelievo venatorio afferma: “Detta legge, non esaurisce la tutela della fauna in quanto limiti alle pratiche venatorie sono posti anche dal previgente art. 727 c.p. e dall’attuale art. 544 ter c.p., i quali hanno ampliato la sfera della menzionata tutela attraverso il divieto di condotte atte a procurare agli animali strazio, sevizie o, comunque, detenzione attraverso modalità incompatibili con la loro natura. Da ciò deriva che la legittimità delle pratiche venatorie consentite sulla base della L. 157/'92 deve essere verificata anche alla luce delle norme del codice penale su richiamate”.
Nel caso in specie, però, gli uccelli non erano usati per l’esercizio di caccia, ma erano tenuti in gabbia in un ristorante allo scopo, come si legge nella sentenza, “di renderne gradevole la presenza agli ospiti del locale”. La detenzione dei tre cardellini rientra in un caso previsto da leggi speciali poiché viola il precetto amministrativo del divieto di detenzione di fringillidi in numero non superiore a cinque per la cui violazione è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa (art. 31, c. 1, lett. g L. 157/92), ma giustamente gli agenti della Lipu e della Forestale hanno anche denunciato i due per il reato di maltrattamento di animali. Se non vi possono essere dubbi sul fatto che accecare uccelli integri il reato di maltrattamento di animali, vista anche la copiosa giurisprudenza, la detenzione di uccelli con ali e coda mutilate trova censura penale per la prima volta. Si legge nella sentenza: “la detenzione degli animali nelle suddette condizioni di mutilazione integra senz’altro un comportamento ingiustificato e produttivo di inutili sofferenze”. I cardellini presentavano tagli alle ali sia delle remiganti sia del timoniere a causa di un maldestro tentativo di tarparle. Quella di tarpare le ali, ovvero spuntare le penne maestre o remiganti delle ali degli uccelli per impedire loro di volare, è una pratica molto diffusa soprattutto in allevamenti, zoo, circhi. Va da sé che impedire un impulso naturale come il volo per gli uccelli altera la loro integrità e identità psico-fisica, ed è un comportamento che non rispetta “le leggi naturali e biologiche, fisiche e psichiche, di cui ogni animale, nella sua specificità, è portatore” (Cass. Pen., Sez. III, Sent. n.° 06122 del 27/04/90). Questa sentenza apre in definitiva nuovi scenari per la tutela penale degli animali e censura condotte finora accettate come lecite.
*criminologo – Responsabile Nazionale Guardie Zoofile LAV