ZOOFILIA, AIDAA: RICHIESTA SESSO CON ANIMALI, DA MARZO 7 DENUNCE
18/08/2009 19:37
(OMNIROMA) Roma, 17 ago - Da marzo a oggi ci sono
state 7 denunce nel Lazio contro chi ha chiesto di
far sesso con animali: 5 a Roma, una a Latina e una
a Frosinone. E in un paio di giorni, con alcuni
"annunci civetta" su internet per sondare le
disponibilità di far sesso con un animale a quattro
zampe, sono arrivate 514 richieste di disponibilità
dal Lazio, 112 da Roma. Dalla capitale, tutti
uomini, mentre dieci donne del resto della Regione
hanno espresso la loro voglia di far sesso con un
animale. Sono questi alcuni dei dati elaborati
dall'Aidaa, l'Associazione italiana per la difesa
di animali e ambiente, sulla "zoofilia", il sesso
praticato con animali.
omniroma
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RANDAGI A MODICA, BAMBINO UCCISO, PER CAPO POLIZIA LA PROCURA SAPEVA TUTTO
18/08/2009 19:33
17 agosto 2009 - Il comandante della polizia
municipale di Scicli, Franco Nifosì,ha chiesto il
trasferimento all'autorità giudiziaria di Messina
dell'inchiesta sui cani killer di Sampieri che lo
scorso 15 marzo sbranarono un bambino e, due giorni
dopo, ridussero in fin di vita una turista tedesca.
Secondo Nifosì, che è indagato per l'aggressione insieme ad altre 18 persone, la Procura di Modica, al momento titolare dell'indagine, non dovrebbe occuparsi del caso, in quanto, nonostante, giorni prima della morte del bambino, fosse stata sollecitata ad adottare provvedimenti sui cani randagi dallo stesso comandante,non avrebbe preso provvedimenti. Nell'istanza, indirizzata ai magistrati della città dello Stretto, il comandante ritiene "necessario che sia un magistrato terzo ed imparziale ad assumere subito la direzione delle indagini".
La richiesta è stata trasmessa anche alla Procura generale della Repubblica di Catania, al ministro della Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura."Mi reputo assolutamente estraneo rispetto ad ogni addebito - scrive Nifosì - Ho svolto i miei compiti istituzionali tempestivamente e con precisione, richiedendo alla Procura della Repubblica di Modica l'adozione dei provvedimenti che ad essa competevano, provvedimenti purtroppo mai adottati". Nifosì afferma che nel fascicolo in possesso del pubblico ministero Maria Mocciaro "si trova, infatti, una dettagliatissima informativa del 24 settembre 2008. Con tale atto denunciavo Virgilio Giglio (custode del branco n.d.r.) per le lesioni personali che i suoi cani avevano procurato 4 giorni prima ad una signora che passeggiava per strada e lo denunciavo anche per la violazione degli obblighi di custode che su di lui incombevano a seguito del sequestro dei cani operato dai carabinieri di Sampieri il 2 settembre precedente. Sempre con lo stesso atto ho rappresentato al magistrato assegnatario del procedimento sia che Giglio appariva persona del tutto inidonea a rivestire il delicato ruolo di custode, sia che i cani continuavano a fuoriuscire dal recinto per aggredire gli ignari passanti".
Nonostante le sollecitazioni, però, la Procura di Modica "si è attivata solo dopo 5 mesi, a fine febbraio, e non per disporre che i cani sequestrati venissero subito affidati ad un canile, ma al solo fine di delegare un sopralluogo ricognitivo, finalizzato ad accertare lo stato dei cani e la loro consistenza numerica. Dopo il primo sopralluogo da parte dei veterinari dell'Ausl di Ragusa, avvenuto l'11 marzo 2009, gli stessi stabilivano di aggiornarlo al successivo 16 marzo. Come tutti sanno il piccolo Giuseppe viene ucciso il 15 marzo".
(ANSA)
Secondo Nifosì, che è indagato per l'aggressione insieme ad altre 18 persone, la Procura di Modica, al momento titolare dell'indagine, non dovrebbe occuparsi del caso, in quanto, nonostante, giorni prima della morte del bambino, fosse stata sollecitata ad adottare provvedimenti sui cani randagi dallo stesso comandante,non avrebbe preso provvedimenti. Nell'istanza, indirizzata ai magistrati della città dello Stretto, il comandante ritiene "necessario che sia un magistrato terzo ed imparziale ad assumere subito la direzione delle indagini".
La richiesta è stata trasmessa anche alla Procura generale della Repubblica di Catania, al ministro della Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura."Mi reputo assolutamente estraneo rispetto ad ogni addebito - scrive Nifosì - Ho svolto i miei compiti istituzionali tempestivamente e con precisione, richiedendo alla Procura della Repubblica di Modica l'adozione dei provvedimenti che ad essa competevano, provvedimenti purtroppo mai adottati". Nifosì afferma che nel fascicolo in possesso del pubblico ministero Maria Mocciaro "si trova, infatti, una dettagliatissima informativa del 24 settembre 2008. Con tale atto denunciavo Virgilio Giglio (custode del branco n.d.r.) per le lesioni personali che i suoi cani avevano procurato 4 giorni prima ad una signora che passeggiava per strada e lo denunciavo anche per la violazione degli obblighi di custode che su di lui incombevano a seguito del sequestro dei cani operato dai carabinieri di Sampieri il 2 settembre precedente. Sempre con lo stesso atto ho rappresentato al magistrato assegnatario del procedimento sia che Giglio appariva persona del tutto inidonea a rivestire il delicato ruolo di custode, sia che i cani continuavano a fuoriuscire dal recinto per aggredire gli ignari passanti".
Nonostante le sollecitazioni, però, la Procura di Modica "si è attivata solo dopo 5 mesi, a fine febbraio, e non per disporre che i cani sequestrati venissero subito affidati ad un canile, ma al solo fine di delegare un sopralluogo ricognitivo, finalizzato ad accertare lo stato dei cani e la loro consistenza numerica. Dopo il primo sopralluogo da parte dei veterinari dell'Ausl di Ragusa, avvenuto l'11 marzo 2009, gli stessi stabilivano di aggiornarlo al successivo 16 marzo. Come tutti sanno il piccolo Giuseppe viene ucciso il 15 marzo".
(ANSA)