ago 2007

CINGHIALE IN MARE SALVATO DA VIGILI DEL FUOCO A MARINA PISA

Nuotava beatamente in mare, tra la curiosita', e in qualche caso la paura, dei bagnanti, che hanno chiamato i vigili del fuoco: un cinghiale e' stato cosi' salvato e rimesso in liberta' nel suo habitat. E' accaduto ieri mattina a Marina di Pisa e la curiosa vicenda, riportata oggi da ''La Nazione'' e da ''Il Tirreno'', e' stata confermata dagli stessi pompieri. Secondo quanto riferiscono i due quotidiani, l'animale selvatico - un esemplare giovane, del peso di circa 30 kg - e' stato notato all'altezza di piazza delle Baleari. Qualcuno ha quindi lanciato l'allarme per cercare di salvarlo. Pronto l'intervento dei vigili del fuoco della base nautica di Marina di Pisa, che dopo averlo spinto sugli scogli lo hanno immobilizzato, attraverso un'imbracatura, e trasbordato su un gommone. Una volta portato a terra, e' stato affidato alle cure della polizia provinciale. Secondo i vigili del fuoco, il cinghiale probabilmente era finito in mare attraverso l'ex tenuta presidenziale di San Rossore. (ANSA)

PECORARO, STOP A CACCIA NELLE AREE BRUCIATE

Stop alla caccia, non solo nelle aree andate in fumo, ma anche in quelle circostanti. E' questa la richiesta alle Regioni del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Risultano infatti 14 quelle che sabato prossimo daranno il via alla preapertura della stagione venatoria, escluse Liguria, Piemonte, Sardegna, province autonome di Trento e Bolzano, e Lombardia (esclusa Brescia). Esclusa anche la Sicilia, dove il Tar di Palermo ha sospeso il calendario venatorio, accogliendo la richiesta di Legambiente e Wwf. ''Alla luce degli enormi danni patiti dal nostro territorio per mano di incendiari criminali - afferma Pecoraro - chiedo alle Regioni un'assunzione di responsabilita' per assicurare il rigoroso rispetto della legge che gia' prevede il divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco e l'emanazione di provvedimenti per vietarla nelle aree limitrofe''. Lo stesso appello al rispetto della legge era stato rivolto dal ministero in una lettera inviata nei giorni scorsi agli assessorati all'ambiente delle Regioni, dove ricordava sia il divieto sia la possibilita' di intervenire per fermare la caccia 'per motivate ragioni connesse a calamita'' nelle aree circostanti, come appunto il disastro dei roghi. Secondo Pecoraro ''e' del tutto evidente infatti che gli incendi significano distruzione degli habitat naturali per la nostra fauna e le aree limitrofe a quelle bruciate sono oggi le preziose e delicate zone di fuga e ricovero per specie gia' martoriate dal fuoco''. Quindi ''si tratta di intervenire con urgenza sui calendari venatori, dal momento che in molte Regioni la caccia aprira' il prossimo weekend - spiega il ministro dell'Ambiente - per evitare un ulteriore impatto ambientale negativo''. Appoggiano l'iniziativa del ministro Pecoraro Scanio le associazioni ambientaliste, che in una lettera inviata oggi al ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta chiedono una ''sospensione delle preaperture nelle regioni maggiormente colpite dagli incendi come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, divieto di caccia per tutta la stagione venatoria nelle aree limitrofe alle zone colpite, nonche' moratoria della caccia nelle regioni piu' danneggiate quali Sicilia e Campania''. Secondo Animalisti italiani, Enpa, Lav, Lac, Legambiente, Lipu e Wwf Italia ''la situazione e' tuttora di piena emergenza e in questo contesto va anche considerata la drammatica situazione in cui viene a trovarsi gran parte della fauna selvatica del nostro Paese''. In particolare ''la caccia colpirebbe alcune specie migratorie gia' in grave difficolta' nel reperire il cibo. Il blocco delle preaperture appare dunque un provvedimento doveroso, ragionevole e altamente responsabile''. Secondo il quadro fornito dalla Lipu, sono 16 le specie interessate dalle preaperture, sei classificate come specie in declino a livello europeo, secondo i dati Birdlife International. Si tratta di allodola, marzaiola, pernice rossa, quaglia, starna e tortora. (ANSA)

INVECCHIA POPOLAZIONE CANI E GATTI, DEMENZA SENILE

Invecchia la popolazione umana in Australia, e con essa gli animali di compagnia, cani e gatti, che sempre piu' spesso soffrono di demenza senile, dimenticano i loro padroni e soffrono di sonni agitati. Lo rivela una ricerca del direttore dell'Australian Small Animal Veterinary Association, Matthew Miles, secondo cui ''la disfunzione cognitiva con il progredire dell'eta' e' notevolmente simile a quella che colpisce le persone''. Lo studio, pubblicato sul Journal of Small Animal Practice, riferisce che ''il 28% dei gatti dagli 11 ai 14 anni sviluppa almeno un problema comportamentale di tipo geriatrico. La frequenza aumenta di oltre il 50% per i gatti di 15 anni e piu'''. Fra i sintomi caratteristici, oltre alla perdita di memoria ed al sonno disturbato, ''urinare e defecare in modo non appropriato'' e per i cani abbaiare senza motivo. Lo studio dei cervelli di gatti anziani ha rivelato segni di disfunzione cognitiva che puo' essere causata dal deposito di placche beta-amiloidi, le stesse che si accumulano del cervello dei pazienti umani di Alzheimer. Miles sostiene che viziare cani e gatti con cibo migliore, cure mediche e vita comoda significa che essi vivono fino al 10% di piu' di quanto avvenisse alcuni decenni fa. Il ricercatore prevede che i progressi della tecnologia usata per diagnosticare la demenza negli umani, come risonanza magnetica e Tac, la renderanno sempre piu' disponibile agli animali di compagnia. Per i padroni disposti a spendere, alcuni veterinari in Australia sono gia' dotati del macchinario, e gia' eseguono anche chirurgia cerebrale e a cuore aperto.(ANSA)

QUANDO UN CANE SI AMMALA SI GETTA NELLA SPAZZATURA???!!!

alcuni cittadini hanno segnalato all’ass. ZampaLibera il ritrovamento di un cane malridotto, in un cassonetto della spazzatura sulla via poggiardo-nociglia. Non sono riusciti a liberarlo perché il cane, provato dalla difficile situazione in cui si trovava, dimostrava ostilità nell’avvicinamento ed aveva bisogno di essere visitato da un veterinario. L’ass. ha avvisato immediatamente i vigili urbani. Appena libera dal lavoro la responsabile ZampaLibera di Poggiardo Cinzia Carluccio si è recata sul posto raggiungendo i cittadini residenti della zona che avevano segnalato il ritrovamento, per accertarsi che il cane fosse stato liberato e visitato dal veterinario ASL in servizio. Giunta sul posto purtroppo ha trovato ancora il cane nel cassonetto, in condizioni di estrema difficoltà per l’odore nauseabondo della spazzatura, con il sole a picco e visibilmente sofferente con ferite al naso e alle orecchie, probabilmente cieco da un occhio. Per richiedere l’intervento del veterinario ASL e di un accalappiacani in servizio sono stati chiamati i vigili urbani, i carabinieri di Poggiardo, che hanno riferito di non avere la macchina disponibile per un eventuale sopralluogo e che avrebbero richiamato i vigili urbani. Poi è stato chiamato il servizio veterinario di Scorrano, ma si è inserito il fax. Ennesima chiamata al 112, poi al 113 che ha permesso il contatto con il pronto soccorso di Maglie. Finalmente è stato dato un numero di un veterinario, la dott.ssa Gioffreda della ASL di Scorrano. Non era il veterinario in servizio in quel momento, avrebbe avuto la reperibilità dalle 20.00 in poi ma non ha saputo indicare quale fosse il veterinario in servizio. Ore 15.30: un altro tentativo alla ASL finalmente risponde il dott. Greco che si trova a Maglie e che pur non essendo il veterinario in servizio in quel momento decide di intervenire, senza un accalappiacani disponibile per prendere il cane. Dopo aver immobilizzato il muso del cane per evitare morsicature, il dott. Greco è riuscito a liberare il cane e dopo averlo visitato diagnosticando purtroppo una lesmaniosi accentuata, finalmente alle 16.30 il cane ha potuto prendere una boccata d’aria pulita. È stato affidato momentaneamente all’ass.ZampaLibera.

Gettare cani vivi nel cassonetto della spazzatura sta diventando una incivile consuetudine da parte di alcuni cittadini anche a Poggiardo. Solo negli ultimi due mesi due cucciolate sono state ritrovate nei cassonetti e salvate da una fine ignobile da cittadini che sono stati attratti dal pianto disperato di queste sfortunate creature. Evidentemente non tutti i proprietari di cani hanno la RESPONSABILITÀ DI SCEGLIERE LA STERILIZZAZIONE quale metodo sicuramente CIVILE per non avere più cucciolate indesiderate. Altri dimenticano facilmente l’affetto e la dedizione del proprio animale che ha avuto la sfortuna di ammalarsi: preferiscono sbarazzarsene compiendo un gesto che li rende quanto mai ESSERI INQUALIFICABILI e sicuramente meritevoli di altrettanto disamore.

Da parte della responsabile della sezione di Poggiardo dell'ass. ZampaLibeera inoltro a Bairo la notizia di cronaca che troppo spesso connota tale sezione giornalistica in questo Salento incivile, incapace e vigliacco.
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ADELFIA: VICENDA DEI CANI RANDAGI

FONTE: http://www.infolav.org

La LAV interviene nella triste vicenda della “caccia” ai randagi, ritenuti responsabili dell’uccisione di un agricoltore, che da alcuni giorni è stata ufficialmente aperta ad Adelfia (Bari), chiedendo al Sindaco e alle autorità locali interessate - attraverso un formale atto di diffida - il rigoroso rispetto delle normative in vigore evitando accalappiamenti indiscriminati e l’utilizzo di mezzi non consentiti.

“Esprimiamo solidarietà alla famiglia della vittima - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - e richiamiamo l'Amministrazione locale alle sue responsabilità in materia di "prevenzione" del randagismo: se il Sindaco lamenta la presenza di centinaia di randagi evidentemente il fenomeno non è stato affrontato. Ci preoccupano le numerose telefonate giunte in questi giorni alla LAV da parte di cittadini di Adelfia che hanno un sereno rapporto con gli animali e che segnalano, allarmati, l’uso di mezzi brutali, violenti e illegali contro i randagi, e accalappiamenti indiscriminati che coinvolgerebbero anche cani di quartiere regolarmente accuditi e innocui cuccioli. Ci preoccupa la sorte di questi animali e l’allarme creato tra la popolazione: occorre analizzare, con completezza, le cause di quanto accaduto, individuare tutte le responsabilità, a cominciare da quelle istituzionali, evitando una caccia alle streghe che non renderebbe giustizia a nessuno. E’ inconcepibile che per accalappiare alcuni cani inselvatichiti ritenuti responsabili dell’uccisione di un uomo, si voglia procedere a catture di massa.”

“Esiste un’estrema differenza tra il branco di cani inselvatichiti che vivono nelle campagne, dei quali va ad ogni modo valutata la reale aggressività prima di procedere all'eventuale accalappiamento, che deve essere effettuato solo da personale ASL in modo indolore ai sensi di legge, e i cani regolarmente accuditi da privati cittadini nel Comune di Adelfia - dichiara Elisa D’Alessio, responsabile LAV settore randagismo - Ricordiamo che la Legge regionale Puglia in materia di animali d’affezione stabilisce che la Regione, al fine di realizzare sul proprio territorio un corretto rapporto uomo-animale-ambiente e in attuazione di quanto disposto dalla legge 281/91, promuove, disciplina e coordina la tutela degli animali di affezione, persegue gli atti di crudeltà e i maltrattamenti nei loro confronti nonché il loro abbandono. Nessun sia pur grave episodio può legittimare eventuali violenze e lesioni a danno dei cani che si intendono accalappiare: ciò costituirebbe una violazione della legge 189/04 a tutela degli animali e della normativa nazionale e regionale in materia di animali d’affezione - prosegue Elisa D’Alessio - Non si tratta di difendere gli animali con pietismo: come primo cittadino, il Sindaco saprà bene che gli animali sono tutelati dalla legge e sono esseri viventi. Definirli assassini o armarsi di pietre e bastoni per catturare perfino cuccioli innocenti, secondo segnalazioni giunte alla LAV, è inaccettabile e può avere rilevanza penale.”

Nell’atto di diffida presentato oggi dall’Ufficio Legale, la LAV chiede al Prefetto di vigilare affinché la sicurezza pubblica sia assicurata e al Dirigente Asl veterinario di monitorare la ricerca degli animali eventualmente coinvolti nell’aggressione. Si ricorda, infatti, che spetta ai Servizi veterinari delle Asl di recupero dei cani randagi, da effettuarsi in modo indolore e senza arrecare traumi all'animale. L’eventuale soppressione così come prevista dalla legge n.281/91, è consentita solo in caso di comprovata pericolosità del cane o di gravi condizioni di salute, deve essere effettuata esclusivamente dai medici veterinari, anche liberi professionisti, con metodo eutanasico.

In Puglia il fenomeno del randagismo è molto esteso e i canili sono per lo più sovraffollati e inadeguati, con evidenti responsabilità riconducibili alle amministrazioni locali che devono riflettere sulla necessità di affrontare il problema alla radice e senza rendere il randagismo un facile business, combattendo gli abbandoni, sterilizzando i randagi, realizzando piccoli rifugi in ogni Comune come prevede la legge.

CACCIA AL CAPRIOLO

FONTE:ufficiostampa@lalupusinfabula.it
IL 16 AGOSTO INIZIA LA CACCIA AL CAPRIOLO IN PROVINCIA DI PESARO E URBINO
Milleottocento caprioli saranno abbattuti nei prossimi mesi in provincia di
Pesaro e Urbino. All'alba e al tramonto, il più lontano possibile da occhi
indiscreti, le carabine di centinaia di cacciatori ripeteranno anche
quest'anno l'avvilente strage. Avvilente perché l'Amministrazione
Provinciale rimane sorda ad ogni richiesta di rivedere i piani di
abbattimento e ravvedersi sui modi, i tempi e le persone con cui vengono
programmate così grandi mattanze di innocui animali. Tremila firme giacciono
da 6 anni nel cassetto del presidente Ucchielli ma oltre a non aver
ascoltato il richiamo all'etica, la Provincia ha ignorato tutti gli appelli
a trasformare questo drastico intervento sulla fauna quanto meno in una
pianificazione scientifica, quindi il più posibile corretta, quindi seria.
Perché serio non é continuare a dare i numeri quando si parla di popolazione
di caprioli in provincia, perché 18 mila questi piccoli cervidi non possono
effettivamente essere. Invece all'Ufficio Caccia anno per anno preferiscono
basarsi su un assunto del tutto empirico: una stima iniziale frutto di un
pseudo-censimento eseguito diversi anni fa e poi giù a sommare l'incremento
annuo della specie. Peccato che quel censimento é inattendibile perché venne
fatto dagli stessi cacciatori; peccato che l'incremento annuo subisce
flessioni naturali d'ogni sorta ma nessuna viene presa in considerazione,
dall'inverno rigido all'estate siccitosa, dalle parassitosi alla mortalità
giovanile, dal bracconaggio alle predazioni dei grandi carnivori. Quest'anno
c'è anche la discrimine degli incendi, della lunga siccità, e ci sono i
problemi mai risolti del pesante bracconaggio, delle centinaia di piccoli
tranciati negli sfalci di giugno, degli incidenti stradali che hanno anche
causato vittime umane. In provincia di Pesaro e Urbino però non si sta a
fare tanti calcoli e si spara: già dal 16 agosto qualche coraggioso
guerriero in mimetica imbraccerà un fucile e seminerà panico e morte magari
vicino ad un agriturismo pieno di turisti, probabilmente nella stessa valle
dove qualche escursionista cerca il verde e la tranquillità. Oltre il venti
per cento dei caprioli che saranno uccisi non hanno più di 4 mesi di vita...
ed é per questo che servono uomini veri dietro il mirino... La caccia di
selezione al capriolo é un bussiness: chi vuole sparare al più elegante
cervide europeo (e mangiarselo) deve pagare e fare un corso dove in pratica
gli viene raccontato che é per il bene dei caprioli, perché son troppi e non
avrebbero da mangiare... Ecco che si capisce meglio tutto: si scopre che nel
sito istituzionale della Provincia la caccia al capriolo non appare da
nessuna parte..., si scopre anche che l'idea di eseguire un vero censimento
con laureati e laureandi delle scienze naturali dell'Università di Urbino
non é stata presa in considerazione; che lasciare ai selecacciatori piena
libertà di agire senza controlli dall'alto e anzi farli diventare loro
stessi vigilantes della propria zona non é una buona idea; che il capriolo é
una icona di grande rilievo per il turismo naturalistico, che comunque il
suo impatto sull'agricoltura è irrilevante, che il suo ruolo di preda nei
confronti del lupo rappresenta una forma di difesa degli animali
d'allevamento, che gli incidenti stradali possono essere in buona parte
evitati con uno studio delle forme di dissuasione, che la presunta
abbondanza della specie, nel momento che viene considerato un problema (?)
può essere contenuta e limitata con interventi di tipo eco-sistemico,
operando ad esempio un restauro dei boschi cedui, habitat d'elezione del
capriolo (e anche del cinghiale). Ma per l'Amministrazione Provinciale
queste sono parole che non contano, diversivi che evidentemente non pagano:
in Provincia di Pesaro e Urbino non si parla, si spara.

MONITO WWF, BASTA SOUVENIR DI SPECIE A RISCHIO

Coralli, cinture in pelle di serpente, borsette di coccodrillo: souvenir esotici acquistati in vacanza che rischiano di condannare all'estinzione molte specie animali e vegetali. A lanciare l'allarme e' oggi in Gran Bretagna l'associazione ambientalista Wwf, preoccupata dal numero crescente di oggetti importati illegalmente nel Regno Unito: 163 mila tra accessori e animali vivi sono stati sequestrati in un anno alle frontiere, secondo le cifre rese note dall'Ufficio della dogana britannico.
Tra la merce confiscata dalle autorita' si contano 959 rettili, tra cui serpenti, lucertole e tartarughe, 83 prodotti in pelle di serpente e coccodrillo, 221 oggetti in avorio e 158 mila piante, tra cui ginseng americano, orchidee e prodotti della medicina cinese fatti con parti di animali a rischio estinzione, come la tigre.
'Molti turisti possono causare involontariamente la scomparsa di specie in pericolo d'estinzione', ha detto Heather Sohl del Wwf. 'Anche se alcuni degli oggetti sequestrati sono stati importati da contrabbandieri, sembra che la maggioranza venga portata in Gran Bretagna da turisti come ricordi delle loro vacanze. Il nostro messaggio e': se siete in dubbio non comprate'. (ANSA)

CONGO, APPELLO PER PROTEGGERE I GORILLA DI MONTAGNA

Esperti di fauna selvatica hanno lanciato un appello per la richiesta di fondi al fine di proteggere i gorilla di montagna, specie a rischio estinzione, nell'est della Repubblica democratica del Congo (Rdc, ex Zaire), dove quattro esemplari adulti sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco il mese scorso.
La Societa' zoologica di Londra (Zsl) ha reso noto che una speciale zona di protezione, con pattuglie supplementari di guardie, e' stata istituita nella zona dove sono stati trovati morti un gorilla dalla schiena argentata maschio e tre femmine, ma che vi e' un disperato bisogno di fondi per coprirne le spese, 'Il massacro di quattro gorilla di montagna e' stato una tragedia devastanze ed e' ora essenziale che noi forniamo protezione costante alle famiglie rimanenti', ha detto Noelle Kumpel, responsabile del programma conservazione aree forestali di Zsl.
'Non e' la prima che gorilla vengono massacrati nel parco in questo modo, e chiediamo all'opinione pubblica di sostenere il nostro appello per la ricerca di fondi, per aiutarci a essere sicuri che cio' non accada di nuovo', ha aggiunto.
I quattro primati sono stati trovati morti nel settore del Parco nazionale Virunga, che ospita oltre un quinto della popolazione mondiale complessiva di gorilla di montagna, stimata in circa 700 esemplari.
Secondo Zsl, un'altra femmina di gorilla e il suo cucciolo mancano tuttora all'appello e le uccisioni hanno reso orfano un gorilla.
Virunga e' il piu' vecchio parco nazionale in Africa e l' Unesco (Organizzazione dell'Onu per l'istruzione, la scienza e la cultura) lo considera patrimonio mondioale dell'umanita'. (ANSA-REUTERS)

FRANCIA: BB CONTRO LA CORRIDA

'Sono scandalizzata che in Francia oggi si possa ancora dare spettacolo con la sofferenza e la morte di un animale'. Inizia cosi' la lettera di Brigitte Bardot contro la corrida indirizzata al ministro francese della sanita' e dello sport, Roselyne Bachelot, pubblicata oggi dal quotidiano Le Figaro.
'Nessuna giustificazione culturale puo' cancellare la realta' di crudelta' e di barbarie, che mette in mostra la corrida', ha spiegato BB. Per lei questa pratica non puo' essere altro che 'violenza e gusto per il sangue'.
L'intervento dell'ex attrice - ora veterana della causa dei diritti degli animali - si inserisce nella polemica in corso da parte del Comitato radicale anti-corrida, che manifestera' fino a domenica contro questo 'sport' durante la feria di Dax, nel sud della Francia. Il Comitato denuncia 'le sofferenze inflitte all'animale', e chiede al presidente francese, Nicolas Sarkozy, 'l'abolizione di queste feste frequentate da assassini'. (ANSA)

CAPRIOLI IN PIEMONTE, AL VIA ABBATTIMENTO

E' partita, in alcune zone del Piemonte, la caccia ai caprioli che tanto clamore aveva suscitato l'anno scorso, con ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, proteste di ambientalisti e degli stessi cacciatori quando l'attivita' venatoria era stata sospesa. L'epicentro della protesta era stato l'alessandrino, dove si potra' sparare da lunedi' prossimo, ma l'atmosfera questa volta sembra piu' tranquilla.
L'Enpa (ente protezione animali) ha preannunciato proteste e altri ricorsi, 'ma - spiega Giovanni Pallotti, coordinatore regionale dell'Enpa - devono ancora essere decise con le altre organizzazioni'. I capi da abbattere, secondo il piano stabilito dalla Regione, sono 4.505 ed e' il numero piu' elevato tra gli ungulati, quasi il doppio di quello dei camosci (2.400).
'I censimenti su cui si basano le previsioni di abbattimento - contesta l'Enpa - non sono attendibili perche' li hanno monitorati gli stessi cacciatori facendo proiezioni speculative. E ai cacciatori - sostiene ancora l'Enpa - viene assegnato un numero di autorizzazione doppia rispetto agli abbattimenti consentiti, rendendo cosi' inattuabile qualsiasi vigilanza'. (ANSA)

NASCE IN INDIA ARCA DI NOE' CONGELATA

Assicurare la conservazione di alcune specie e per evitare che la lista di animali estinti (come il ghepardo asiatico, scomparso ormai mezzo secolo fa) possa arricchirsi di nuovi nomi: e' questo l'obiettivo della prima ''arca di Noe''' congelata, nata in India per raccogliere embrioni e cellule germinali delle specie minacciate di estinzione e che finora ha raccolto circa 2.000 campioni biologici. Il Laboratorio per la conservazione delle specie a rischio, inaugurato nella zona meridionale dell'India, a Hyderabad, fa parte di un piu' vasto progetto che prevede anche la realizzazione di un zoo. ''Dopo aver gia' perso il ghepardo asiatico - spiega il responsabile del progetto B.R. Sharma - dobbiamo lavorare per salvare le altre specie che stanno lottando per la loro sopravvivenza. Se noi conserviamo le loro uova saremo sicuri di non perderli mai del tutto''. Il Laboratorio ha gia' eseguito con successo alcune operazioni di riproduzione assistita di alcuni animali come i cervi, e ora gli esperti meditano di fare altrettanto con le tigri, il cui numero in Asia sta progressivamente assottigliandosi negli ultimi anni. Non si esclude, in futuro, la possibilita' di clonare animali a rischio di estinzione. Istituito con la collaborazione dell'autorita' centrale dello zoo, il dipartimento forestale dello stato dell'Andhra Pradesh e il centro di biologia cellulare e molecolare, il Laboratorio sta lavorando anche per migliorare il patrimonio genetico delle specie in cattivita'.(ANSA)

IN ITALIA MUORE UN CANE OGNI VENTI MINUTI A CAUSA DI INCIDENTI STRADALI

FONTE:http://www.animalieanimali.it
Tre cani ogni ora, oltre settanta cani al giorno vengono uccisi in incidenti stradali nei mesi di luglio a agosto mentre nei restanti mesi dell’anno gli investimenti che coinvolgono i cani (che regolarmente nella stragrande maggioranza dei casi) scendono a 50 al giorno.
Questi sono i dati emersi da una ricerca statistica AIDAA consultando i dati relativi agli incidenti stradali del 2006 e dei primi tre mesi del 2007.
Ogni anno dunque perdono la vita sulle strade italiane (nei mesi estivi in particolare sulle autostrade e sulle strade statali) 20.100 cani di questi i cani ammazzati sulle strade solamente nei mesi di luglio e agosto sono 4.500 che equivalgono a un quarto del totale degli animali vittime di investimenti.
La cosa altrettanto grave è dettata dal fatto che in oltre la metà di questi incidenti stradali subiscono danni anche i passeggeri delle auto che investono gli animali.
Sempre secondo le stime AIDAA gli animali coinvolti in incidenti stradali sono per oltre il settanta per cento animali abbandonati e quindi non abituati a vivere all’aperto e a volte inconsci del pericolo, mentre specialmente in Puglia e Siciliane Campania i cani vittime di incidenti stradali sono nella stragrande maggioranza cani randagi.
Ma non sono solo i cani ad essere vittime degli incidenti stradali. Infatti la ricerca AIDAA mette in evidenza come nella speciale classifica degli animali vittime della strada i primi posti spettino senza ombra di dubbio a gatti, rospi, lepri e ricci dei quali ogni anno migliaia di esemplari vengono investiti o schiacciati dalle auto senza che l’automobilista spesso nemmeno se ne accorge.
Tra i selvatici (che a causa della loro mole provocano danni alle auto che li investono, ed in alcuni casi anche il ferimento e la morte del conducente) vi sono i cervi, i caprioli e le volpi, questi incidenti avvengono prevalentemente nelle strade di montagna con prevalenza per le regioni della Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Trentino alto Adige.
“Quello degli incidenti stradali che coinvolgono animali è un fenomeno sul quale ancora si discute poco, infatti non sono pochi i casi dove sia gli animali che i guidatori delle automobili subiscono ferite o la morte in seguito agli incidenti stradali- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- e se per quanto riguarda gli incidenti con animali selvatici di grossa taglia questi sono spesso dovuti all’attraversamento improvviso di questi animali delle strade costruite sul loro territorio, diversa è la questione per i cani che muoiono a migliaia specialmente in questi mesi estivi. Gli incidenti vedono coinvolti- ci dice ancora Croce- specialmente cani abbandonati e quindi non consci del pericolo che provocano per loro stessi e per gli automobilisti mentre vagano prevalentemente sulle autostrade”.
Per monitorare da vicino il fenomeno AIDAA invita tutti coloro che sono rimasti coinvolti in qualche modo in incidenti stradali nei quali vi era la presenza di cani ad inviare una email all’indirizzo segnalazionereati@libero.it e a visitare il sito www.aidaa.net dove i dati verranno pubblicati a cadenza mensile in modo da avere un quadro chiaro di riferimento del fenomeno in forte crescita.

Per info 3478883546

UCCIDE UN CANE LEGANDOGLI UNA CORDA AL COLLO E ANNEGANDOLO

Ha legato al collo del suo cane una corda con una pietra di circa venti chilogrammi e poi ha gettato l'animale in mare. L'uomo, di 51 anni, e' stato denunciato per uccisione di animale da personale della Guardia costiera di Formia.
L'episodio risale alla vigilia di Ferragosto - ma e' stato reso noto oggi dalla Guardia costiera - quando i marinai di una motovedetta hanno notato l'animale morto in mare ed hanno constatato che aveva un cappio al collo. La corda era legata a un masso che si trovava a una profondita' di circa 10 metri.
Sono stati allertati il servizio veterinario della Asl e la stazione zoologica provinciale. L'animale, una femmina meticcio, e' morto per annegamento. Grazie al tatuaggio impresso all'interno di una zampa, pero', e' stato possibile risalire al proprietario. L'uomo, un professionista di Formia, ha ammesso di aver gettato in mare il cane ma si e' giustificato dicendo che era molto malato e non poteva piu' vederlo soffrire. Questo non ha impedito di far scattare la denuncia, e secondo gli investigatori e' una delle prime volte in Italia, la legge sull'uccisione degli animali che prevede una pena da 3 a 18 mesi di reclusione. (ANSA)

SERBIA: ALLARME FAME PER 80 CAVALLI LIPIZZANI PROFUGHI

E' allarme tra gli animalisti per la sorte di 80 preziosi cavalli bianchi lipizzani (razza di origine italiana resa celebre dalla scuola d'equitazione spagnola di Vienna): sfollati in Serbia dalla Croazia durante le guerre degli anni '90 e ridotti oggi dalla malnutrizione a ombre scheletriche degli alteri esemplari che furono.
La vicenda e' in questi giorni sulla pagine di diversi giornali serbi e croati, dopo il grido di dolore di Mihailo Komasovic, l'allevatore che ha cercato di accudirli negli anni scorsi fra mille difficolta' a Novo Naselje, vicino a Novi Sad, nella provincia della Vojvodina.
Komasovic, un profugo serbo della Slavonia croata che porto' con se' gli animali nei giorni delle guerre jugoslave e della diaspora, e' da tempo a corto di denaro. Afferma d'essersi indebitato per mantenere i lipizzani e di non avere piu' risorse. 'I cavalli sono ormai in condizioni catastrofiche', ha scritto in una richiesta di soccorso inviata sia ai leader politici della Serbia attuale sia a quelli della Croazia.
Komasovic ricorda d'aver trasferito gli animali, ospitati fino al 1991 nell'allevamento croato di Lipik, su indicazione precisa delle autorita' belgradesi dell'epoca. Ma lamenta di non aver ricevuto poi alcun aiuto: ne' dall'allora regime jugoslavo, ne' dai successivi governi democratici serbi.
Sulla faccenda si allunga d'altronde l'ombra di un intrigo politico, poiche' Zagabria rivendica all'odierna Croazia indipendente i diritti di proprieta' sulle bestie. Pretesa che Belgrado ritiene al contrario legalmente infondata.
Un invito unanime ad accantonare il contenzioso e a darsi da fare concretamente e' stato rivolto da associazioni per la protezione degli animali serbe e croate. Associazioni che hanno confermato il pessimo stato dei circa 80 cavalli-profughi, invocando l'invio urgente almeno del foraggio promesso nelle ultime ore dal ministro dell'agricoltura serbo.
Originari di Lipizza, localita' oggi slovena e un tempo austro-ungarica prossima a Trieste, i lipizzani nascono come razza nel '500 e devono la loro fama a Carlo d'Asburgo che li impose per la loro eleganza quali protagonisti della rinomata scuola di equitazione spagnola di Vienna: fondata nel 1729.
Diffusi in Slovenia e Croazia settentrionale ed ereditati in gran numero dalla Jugoslavia dopo la fine dell'impero asburgico, essi sono stati al centro di vicende pubbliche anche in decenni recenti. Come nel caso degli otto sfortunati esemplari donati da Tito, in uno dei suoi impeti terzomondisti, per l'incoronazione del sedicente imperatore centrafricano Bokassa. E destinati senza pieta' alla fornace equatoriale di Bangui.
Alessandro Logroscino (ANSA)

GB: PROTEZIONE ANIMALI, ECCO IL CATALOGO DEGLI ORRORI

Un 'catalogo dei maltrattamenti' contro gli animali che include un cane obbligato a mangiare i suoi compagni morti, un gatto talmente debole e malato che il suo muso si era appiccicato al pavimento e mille galline rinchiuse in una fossa infestata dai vermi. E' questo il raccapricciante contenuto del rapporto annuale della Royal Society for the Protection of Animals (RSPCA), la protezione animali britannica.
Casi in cui gli animali vengono fatti morire di fame o i padroni non si curano di chiamare un veterinario rappresentano una buona parte degli episodi piu' gravi contro i quali l'organizzazione si e' trovata a intervenire. 'Il disinteresse e' sempre stato la forma piu' comune di crudelta'. Ma alcuni di questi casi lasciano a bocca aperta. E' a dir poco scioccante trovare cibo per animali in case dove le bestie stanno letteralmente morendo di fame, nell'attesa che il padrone semplicemente apra una scatola o un pacchetto', ha dichiarato Jackie Ballard, direttrice generale dell'RSPCA.
'Gli animali dipendono completamente dai loro padroni per i loro bisogni quotidiani. Ignorare queste basilari responsabilita' ha conseguenze strazianti', ha aggiunto la Ballard. Nonostante il lungo elenco di episodi di abbandono e violenza, l'associazione ha tuttavia registrato nel 2006 un calo del 20% delle condanne per maltrattamenti, un segno, sostiene, di come la gente stia prestando piu' attenzione al benessere degli animali. A finire in prigione per crudelta' nei confronti degli animali sono state tuttavia 38 persone, contro le 28 del 2005.
L'Animal Welfare Act, la nuova legge contro l'abbandono e le violenze entrata in vigore questa primavera sta avendo inoltre un effetto positivo, consentendo agli ispettori di intervenire prima. 'I dati di oggi si riferiscono allo scorso anno e anche se la legge e' stata introdotta pochi mesi fa per ora sembra funzionare molto bene. Molti ispettori dell'RSPCA riferiscono che la gente ha reagito bene alla nuova legge e che riusciamo sempre piu' a prevenire la sofferenza degli animali', ha detto la Ballard.
Le statistiche rivelano inoltre un calo dei maltrattamenti nel confronti di cani e gatti: ad essere condannate per violenza contro cani nel 2006 sono state 891 persone, un calo del 15,6%, mentre per maltrattamenti nei confronti dei gatti sono stati in 240, una diminuzione del 15,6%. A salire in maniera purtroppo significativa (+33%) sono stati invece gli episodi di violenza contro gli equini, con 104 casi registrati dall'RSPCA. Dal rapporto dell'associazione e' emerso infine un aumento del 10,5% delle denunce (per un totale di 122.454 casi) combinato ad un aumento delle operazioni di prelievo e salvataggio (+7,6%) e degli ammonimenti non scritti (+10%).
(ANSA)

PER MATTEO E TRILLI EX MINISTRO SI PRENDE UNA DENUNCIA

Matteo e Trilli rischiano di rovinare l'estate a Roberto Calderoli. Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, infatti e' stato denunciato stamani da Alessandro Rosasco del Comitato Nazionale dei Radicali italiani per violazione della legge 157 del '92 che vieta di catturare animali selvatici da un parco naturale. I fatti. In una intervista rilasciata al settimanale 'Vanity Fair' l'ex ministro per le Riforme e attuale vice presidente del Senato, afferma: 'Roberto Calderoli a casa ha due lupi. Veri.', e alla domanda 'Dove li ha presi?' risponde: 'Non li ho certo comprati. Mica si comprano i lupi. Un mio amico carabiniere che aveva lavorato in un parco se ne e' portato a casa una coppia.
La femmina era incinta e i cuccioli, due li ho presi io. Avere dei lupi a casa e' sempre stato il mio sogno'. Questa mattina, Alessandro Rosasco, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani ha inoltrato alla Procura della Repubblica di Bergamo, una denuncia contro il senatore Calderolie le altre persone eventualmente coinvolte per violazione della legge 157/92.
"Nulla vieta al senatore Calderoli -dice Rosasco- di sognare di vivere assieme a dei lupi ma certamente la legge vieta di catturare direttamente o indirettamente, tramite un esponente delle forze dell'ordine due lupi da un parco. Per questo motivo,questa mattina, ho inoltrato alla Procura della Repubblica di Bergamo unadenuncia per violazione della legge n.
157 del 1992: la legge che paradossalmente ,in Italia, ha il duplice compito di tutelare la fauna selvatica e di regolamentare l'attivita' venatoria. La legge infatti afferma nel suo primo articolo che la fauna selvatica costituisce 'patrimonio indisponibile dello Stato' e non del senatore Calderoli che non ha nessun diritto di tenerla in casa sua; contemporaneamente la legge prevede anche la detenzione da due ad otto mesi, oltre ad una ammenda pecuniaria, per chi detiene una specie protetta come il lupo. Pertanto ho chiesto alla Giustizia di adoperarsi in modo che anche un ex ministro paghi il dovuto qualora venissero confermate ledichiarazioni rilasciate al settimanale 'Vanity Fair'. Essendo questo un Paese contraddistinto per il principio costituzionale dell'obbligatorieta' dell'azione penale non ho alcun dubbio, che nonostante l'immunita' parlamentare, la magistratura' vorra' fare luce su questo episodio. Quello che certamente non puo' passare e' il principio che l'animale umano possa disporreliberamente degli altri animali. Matteo e Trilli (questi i nomi assegnati da Calderoli ai due lupi) forse oggi starebbero meglio in compagnia di altri lupi, magari inseriti in uno di quei programmi di reintroduzione del lupo nelnostro Paese piuttosto che a casa Calderoli".
(AGI)

CANILI LAGER, CHIUSO RIFUGIO VICINO ROMA. IN CUCCIOLI SONO IN CURA

Nella struttura abusiva vivevano in gabbie, ammalati e denutriti, 21 barboncini di razza Bolognese. A gestire il canile abusivo una coppia, lui tedesco e lei italiana, denunciati per maltrattamenti agli animali. I cani bianchi, affetti da rogna, piaghe, alopecia e zecche erano tenuti in gabbie dentro le stanze, tra escrementi e rifiuti di ogni tipo.
A far scattare ieri il blitz nella struttura e' stata l'associazione canile Porta Portese, che opera nel canile comunale 'Il poverello', adiacente a quello lager. A raccontare la vicenda e' stata la presiedente dell'Associazione canile di Porta Portese Simona Novi. I gestori del canile sequestrato, secondo gli operatori del corpo Forestale, con ogni probabilità commerciavano abusivamente i cuccioli, di razza Bolognese, ognuno del valore di 2000 euro.
Lo lascia pensare l'organizzazione della struttura dove nessuno dei cani e' sterilizzato, ci sono pochi maschi e molte femmine, situazione tipica dell'allevamento a scopo riproduttivo. I cani sono stati affidati in custodia al Comune di Roma. Uno e' stato ricoverato in una clinica veterinaria, gli altri verranno messi in quarantena e curati. Pronti per essere adottati.
Erano tutti denutriti e malati, i 21 barboncini rinchiusi nel canile lager posto sotto sequestro dalle forze dell'ordine. Gli animali affetti da rogna, piaghe, alopecia e zecche erano tenuti in gabbie dentro le stanze, tra escrementi e rifiuti di ogni tipo. A far scattare ieri il blitz nella struttura e' stata l'associazione canile Porta Portese, che opera nel canile comunale 'Il poverello', adiacente a quello lager. A raccontare la vicenda e' stata la presiedente dell'Associazione canile di Porta Portese Simona Novi.
I gestori del canile sequestrato, secondo gli operatori del corpo Forestale, con ogni probabilita' commerciavano abusivamente i cuccioli, di razza Bolognese, ognuno del valore di 2000 euro. Lo lascia pensare l'organizzazione della struttura dove nessuno dei cani e' sterilizzato, ci sono pochi maschi e molte femmine, situazione tipica dell'allevamento a scopo riproduttivo. I cani sono stati affidati in custodia al Comune di Roma. Uno e' stato ricoverato in una clinica veterinaria, gli altri verranno messi in quarantena, curati e preparati, pronti per essere adottati. (ansa)

GROSSETO, SEQUESTRATO ZOO CON 250 ANIMALI A RISCHIO

Sequestrato per maltrattamenti dal Cfs il "Piccolo zoo" di Rispescia, in provincia di Grosseto, una struttura che deteneva 250 animali tra pappagalli, daini, caprioli, volpi e istrici. Gli uomini del Nirda (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) del Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con il personale del Comando Provinciale di Grosseto, il Nipaf di Grosseto e il Comando Stazione di Grosseto, hanno eseguito, questa mattina, perquisizioni presso il centro, indicato tra gli itinerari turistici per gli appassionati di specie animali particolari, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni in merito.
Presso la struttura, che, come accennato, ospitava oltre 250 animali tra pappagalli, daini, caprioli, volpi, istrici, animali da cortile, gru, puzzole, furetti, cincilla', tartarughe, gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno trovato 5 animali morti (4 pappagalli e 1 scoiattolo), molti animali in cattivo stato di salute, voliere, recinti e tettoie fatiscenti. Gli animali vivi e l'intera struttura, circa mezzo ettaro, sono statati posti sotto sequestro per il reato di maltrattamento mentre per i reati di abusivismo edilizio, smaltimento illegale di rifiuti e scarico illegale di reflui si aspetta l'esito degli accertamenti condotti dagli uffici competenti.
Il provvedimento e' scattato in seguito ai controlli, eseguiti con ausiliari di polizia giudiziaria, veterinari della Asl competente, personale dell'ufficio tecnico del Comune di Grosseto e ispettori dell'Arpat di Grosseto volti ad accertare le condizioni di salute degli animali, la regolarita' delle licenze edilizie, il metodo di smaltimento dei rifiuti e lo scarico dei reflui.
I controlli si sono estesi poi anche all'abitazione della proprietaria della struttura, una donna di 77 anni, che, all'interno del proprio giardino, ospitava cincilla', pappagalli, tartarughe ma anche cani tra cui alcuni cuccioli. Tutti gli animali posti sotto sequestro sono in attesa di essere trasferiti presso strutture idonee, tra cui il Centro di fauna selvatica di Semproniano (Grosseto). Si attende ora la convalida del sequestro da parte della Procura della Repubblica di Grosseto.
Ieri, sempre personale del Nirda, ha avviato controlli, tuttora in corso, sul '1° Parco Zoo fauna europea' di Poppi, in provincia di Arezzo. Si sta procedendo per accertare la situazione delle autorizzazioni sanitarie della struttura, la legittimita' dei manufatti come punti di ristoro e bar, e la regolarita' della detenzione degli animali dal momento che e' stato denunciato il furto della necessaria documentazione Cites.
(Rre/Pn/Adnkronos)

Pubblichiamo l' appello di un utente in merito alla situazione del randagismo in Sardegna

In Sardegna, ogni giorno, più di 10.000 persone tra associazioni,
volontari animalisti e singoli cittadini accudiscono oltre 100.000 cani
randagi liberi o chiusi in anguste gabbie all’interno di canili
classificabili come lager.
A fronte di questa situazione diventata
intollerabile, per molteplici aspetti, peggiorata solo dalla presenza
di cani abbandonati nelle varie città della Sardegna, si riscontra la
limitatezza degli interventi Istituzionali sul fronte dell’anagrafe
canina e sterilizzazioni. Di certo non ci può consolare l’accordo che
ogni tanto si stipula tra l’Ordine dei Veterinari e l’Assessorato
Regionale alla Sanità, tra le altre cose molto oneroso, che tende a
favorire solo pochi soggetti inclusi i Veterinari che possono godere di
finanziamenti a pioggia e senza un minimo di programmazione, tutto ciò
è assolutamente avvilente.
L’ANTA.onlus e le altre Associazioni, tra
cui l’OIPA Italia (Organizzazione Internazionale Protezione Animali)
che con essa collaborano, compresi i cittadini sensibili al problema
animalista, protestano fortemente per questa inerzia della politica che
incrementa il disagio della popolazione, sensibile al problema
animalista.
Lo scandalo è ancora più grave alla luce del FARAONICO
BILANCIO PRESENTATO DALLA REGIONE SARDEGNA e reso pubblico tramite i
più comuni mezzi di comunicazione.
VERGOGNA!

NIENTE DELFINO A MERENDA, TROPPO MERCURIO

Per la prima volta in Giappone un gruppo di funzionari governativi di Wakayama, provincia meridionale rinomata per la sua industria ittica, ha apertamente condannato il consumo di carne di delfino nelle mense scolastiche. Non si tratta di un improvviso ripensamento ambientalista, specifica il quotidiano 'Japan Times', ma di questioni di sicurezza alimentare: secondo recenti analisi la carne di delfino conterrebbe alti quantitativi di mercurio, sostanza fortemente tossica che potrebbe causare gravi danni in eta' evolutiva. Sulla scia dell'allarme suscitato da alcune partite di cibo contraffatto importate dalla Cina, in Giappone l'apprensione per la sicurezza alimentare ha raggiunto ormai livelli da psicosi collettiva. Proprio per questo motivo le istituzioni di Wakayama avrebbero deciso di rompere il silenzio su una faccenda cosi' spinosa, che rischia di condizionare pesantemente l'economia locale, basata principalmente sulla pesca. Nella provincia di Wakayama, in particolare nella citta' di Taiji (che in giapponese significa appunto 'citta' della balena'), la pesca di delfini e balene vanta una tradizione millenaria e ancora oggi rappresenta un'importante fonte di guadagno per la popolazione locale. Sono 2.300 i delfini pescati ogni anno nella sola provincia di Wakayama e si stima che nell'intero arcipelago annualmente vengano catturati circa 20.000 delfini. (ANSA)

TASK–FORCE COMUNE, LAV, ATAC E PROVINCIA, CONTRO ABBANDONI A ROMA

FONTE://http:www.animalieanimali.it
Ben 1500 penduli, 17x25 cm, contro gli abbandoni estivi , appesi negli autobus Atac del Comune di Roma. Una campagna di sensibilizzazione promossa dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) e Atac , presentata oggi in Campidoglio, con Monica Cirinnà, Delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali; Andrea Cristofori , responsabile randagismo LAV Roma, Sergio Urilli assessore all'agricoltura della Provincia di Roma e l'attrice Veronica Pivetti , nell'ambito della task-force a tutto campo contro gli abbandoni estivi. La LAV ha anche promosso uno spot radiofonico anti-abbandono con la Provincia di Roma, che sta andando in onda in numerose emittenti radiofoniche locali e nazionali. Madrina e testimonial dell'evento è la nota attrice Veronica Pivetti , da sempre sensibile alle tematiche legate agli animali, e promotrice del giornale "Bau Park", scritto "da cani".
"L'unica soluzione per combattere il randagismo è la sterilizzazione – commenta Monica Cirinnà, Delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali - che il Comune di Roma promuove da sempre. 'Meno nascite, più adozioni' è il nostro slogan: anche quest'anno da metà giugno abbiamo fatto partire, in accordo con la Asl RmD, il 'Piano Straordinario d'Emergenza', per accelerare le sterilizzazioni arretrate dei cani già adottati e di quelli ancora ospitati n el canile di Muratella, favorendo gli interventi pubblici e riducendo quelli privati". Altra misura adottata dal Comune è la tipologia del 'Cane libero accudito' , sancito dal regolamento comunale: "meglio liberi, curati periodicamente e sterilizzati, che in gabbia – spiega ancora Cirinnà – una soluzione che evita l'ulteriore sovraffollamento di animali nei canili, al momento a Roma ce ne sono 2.300 in nove strutture, e garantisce una migliore qualità di vita ai quattro zampe senza famiglia".
"D'estate, non dimentichiamoci di chi ci è stato vicino con affetto tutto l'anno – dichiara Andrea Cristofori, responsabile randagismo LAV Roma –. E' fondamentale unire le forze di associazioni e Istituzioni per contrastare il triste fenomeno dell'abbandono di animali d'affezione che riguarda, ogni anno in Italia, circa 140.000 tra cani e gatti, ma anche conigli, criceti, tartarughe ed altri esemplari. Il periodo massimo di abbandoni si verifica in estate e in concomitanza dell'apertura della caccia, in occasione della quale i cani ritenuti 'non affidabili' vengono scartati e abbandonati". L'80% muore in incidenti stradali o cade vittima di violenza. Per questo è necessario avvisare l'ufficio dei diritti degli animali del Comune di Roma (06/32650570) per segnalare abbandoni o maltrattamenti. Per adozioni di cani o gatti, invece, ci si può rivolgere direttamente al canile della Muratella o contattare i numeri 06/67109550/349/3686973.
Tra maggio e luglio 2007, sono entrati al canile della Muratella 527 animali abbandonati e ne sono stati adottati 340. Un aumento di abbandoni rispetto all'anno scorso quando, nello stesso trimestre, erano entrati al canile 465
animali e ne erano stati adottati 335. Negli ultimi due anni, inoltre, dal 1 agosto 2005 al luglio 2007, il "Pet Soccorso", l'ambulanza attrezzata per il soccorso di animali del Comune di Roma, ha ricevuto 2181 segnalazioni telefoniche, per 455 interventi sul territorio romano relativi al soccorso di 264 cani, 160 gatti, 5 volpi, 10 rettili e 16 uccelli. Acora nessuna novità per la spiaggia dei cani. Dopo la chiusura del Bau Beach di Fiumicino (che per forza maggiore s'è trasferito in un agriturismo a Maccarese, col nuovo nome "
Bau Country", seguito sempre da Patrizia Daffinà www.baubeach.it), il Comune di Roma sta trattando per la cessione di un'altra area da dedicare agli
animali in spiaggia, ma entro quest'anno non sarà possibile, anche se sta sta lavorando per allestire una zona cittadina da dedicare a cani e gatti, probabilmente sugli argini del Tevere.
Durante la conferenza stampa, Andrea Cristofori della LAV e
Monica Cirinnà hanno premiato, con una pergamena, agenti delle forze dell'ordine distintisi per la loro opera a favore di animali, fondamentali per intervenire in caso di urgenti sequestri e confische di cani maltrattati o usati per accattonaggio. Presenti alla conferenza stampa anche
quattro testimonial d'eccezione, vittime d'abbandoni estivi, in cerca di un'adozione del cuore. Un cucciolo maschio meticcio di due mesi, investito da un'auto, che non s'è nemmeno fermata, e soccorso dall'ambulanza del Comune di Roma: ha riportato la frattura delle tibie, ha avuto problemi durante l'operazione per insufficienza cardiaca, ora sta bene e cerca adozione; due
dolcissimi gattini, a testimonianza che gli abbandoni dei gatti nel Comune di Roma quest'anno sono aumentati, e due Basset Hound di circa tre anni, abbandonati di recente da un signore: anche i cani di razza vengono "scaricati".


QUALCHE DATO NEL DETTAGLIO

MURATELLA: AUMENTATI GLI ABBANDONI ESTIVI, MA ANCHE LE ADOZIONI


Entrati Adottati-riscattati

Maggio 2006 189 107

Giugno 2006 120 117

Luglio 2006 156 111


Maggio 2007 179 124

Giugno 2007 173 116

Luglio 2007 165 100


AMBULANZA DEL COMUNE DI ROMA: SALVATI 455 ANIMALI IN DUE ANNI
Ben 2181 segnalazioni telefoniche, per 455 interventi sul territorio romano relativi al soccorso di 264 cani, 160 gatti, 5 volpi, 10 rettili e 16 uccelli. Sono i dati registrati in due anni di attività,dal I agosto 2005 al luglio 2007 del 'Pet-Soccorso', l'ambulanza attrezzata per il trasporto di animali feriti del Comune di Roma. Il servizio, unico in tutta Italia per la sua attrezzatura e complessità, è stato anche 'prestato' in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino. E' attiva di notte, gratuita per tutti i cittadini. Le segnalazioni arrivano tramite le sale operative notturne delle Forze dell'Ordine che contattano il veterinario. I cani soccorsi, una volta in buona salute, arrivano al canile comunale della Muratella dove i volontari dell' "Associazione Canile Porta Portese" si attivano per trovare un'adozione del cuore. Lo stesso vale per i gatti abbandonati. Uccelli e animali selvatici vanno al Centro Recupero della Lipu, all'interno del Bioparco, per essere curati e poi reinseriti in natura, una volta guariti.

AGENTI DI POLIZIA MUNICIPALE PREMIATI DA LAV E COMUNE
VIVIANA BOZZINI Nae Gruppo XI, LORENZO CARONES Nae Gruppo XVI, CLAUDIO DI FERDINANDO Nae Gruppo III, GIULIANA GRAZIANI Dirigente Polizia Municipale, ROSANNA MORACE Dirigente Polizia Municipale, LAURA SARROCCHI XVII Gruppo Polizia Municipale


RADIO CHE STANNO TRASMETTENDO LO SPOT LAV-PROVINCIA DI ROMA:
Radio Radio, Radio Subasio, Dimensione Suono Due, Dimensione Suono Roma, Ram Power, Radio Rock, Radio Vintage, Radio Centro Suono, Radio Città Futura, Radio Ti Ricordi, Tele Radio Stereo, Radio Centro Mare Ladispoli, Radio Canale Zero, Idea Radio, Radio Omega Sound, Radio Delta, Radio Donna Italy Radio Globo.

LEGGE DEROGHE LOMBARDIA, "CONSENTE DI SPARARE A SPECIE PROTETTE"

Sono state approvate dal Consiglio Regionale della Lombardia due leggi regionali che consentiranno la caccia in deroga e l'uccellagione.
"A nulla e' valsa l'impugnativa del Governo innanzi la Corte Costituzionale della precedente Legge Quadro regionale n.2 del 2007 in materia di 'caccia in deroga' -afferma oggi con una nota la Lav, Lega Anti Vivisezione della Lombardia- e a nulla e' servita la messa in mora dell'Italia per le precedenti leggi regionali sulla stessa materia che la Lombardia e altre regioni avevano adottato l'estate scorsa. Il Consiglio Regionale in beffa al Governo e alla minaccia di sanzione da parte della Corte di Giustizia dell'UE ha approvato comunque sia il provvedimento che consente di abbattere storni, peppole e fringuelli (specie protette) sia il provvedimento che consentira' la cattura di 50mila uccelli che diventeranno 'richiami vivi'.
Nell'Ue, ricorda la Lav "la caccia e' disciplinata dalla direttiva 79 del 1979 sugli uccelli selvatici che prevede misure di protezione, di gestione e di regolazione di tutte le specie di uccelli viventi allo stato selvatico. Pur prevedendo il divieto generale di ucciderli, la direttiva consente la caccia di alcune specie, se praticata al di fuori dei periodi di riproduzione e di migrazione, ma non fissa periodi di caccia precisi, dato che questi possono variare da regione a regione in funzione delle specie e della localizzazione geografica".
"Spetta agli Stati membri fissare il calendario venatorio, sulla base delle conoscenze scientifiche relative ai periodi di riproduzione e di migrazione delle diverse specie cacciabili. Eccezionalmente le autorita' nazionali possono autorizzare la cattura o l'uccisione di uccelli tutelati dalla direttiva mediante determinati metodi o al di fuori della normale stagione di caccia per una serie limitata di motivi. Tuttavia, le deroghe sono accordate soltanto se rispettano condizioni rigorose, quali: carattere di eccezionalita' (e non a cadenza annuale) e documentazione comprovante i danni provocati".
'Il provvedimento che consente la caccia in deroga si basa su motivazioni inidonee - dichiara in particolare Simone Pavesi, coordinatore Lav Lombardia - come per esempio la salvaguardia di tradizioni venatorie, questione gia' cassata da una sentenza della Corte di Giustizia dell'UE del 1996, e sulla base di dati senza alcun valore scientifico come dichiarato anche dall'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica, chiamato dalla Regione stessa a rilasciare un parere tecnico per la definizione del provvedimento'.
(Sef-Mil/Lr/Adnkronos)
"Il consiglio regionale lombardo ha ieri approvato due leggi scandalose ma non nuove: una per consentire la caccia ai piccoli uccelli (fringuello, peppola e storno) protetti dall'Unione europea, una per aprire gli impianti di cattura con le reti ad altre specie di migratori, pratica pure vietata dall'Europa perche' non selettiva. Nelle reti finiscono, infatti, anche gli uccelli protetti". E' quanto dichiarato dalla lega per l'abolizione della caccia, che sul provvedimento ha aggiunto: "Come sempre ha prevalso il patto di ferro della giunta Formigoni-Beccalossi con i cacciatori bergamaschi e bresciani, vani come sempre gli appelli della societa' civile. Spetta ora al governo nazionale imporre il rispetto degli impegni presi a livello comunitario e bloccare le leggi".
"La ragione - aggiunge la nota - finira' per prevalere e gli interessi 'sportivi' di una sparuta minoranza non potranno averla vinta, ma resta l'amarezza per la miopia politica del Pirellone e un dubbio: chi paghera' le gravi sanzioni inflitte al nostro Paese dalla UE per le ripetute e ormai dolose violazioni della direttiva comunitaria sulla protezione degli uccelli migratori? Il governo ha assicurato che sara' la regione a doverlo fare, di certo non sborseranno un euro gli sciagurati cacciatori, dovremo tutti coprire, o come cittadini italiani o come lombardi, le spese del loro feroce passatempo".
(Anl/Col/Adnkronos)

STOP SOLDI A RAZZA LUPO ITALIANO, FONDI ALLA PREVENZIONE DEL RANDAGISMO

FONTE://http:www.animalieanimali.it
Gruppo Ecologisti delle Regione Piemonte e LAV chiedono al Governo Prodi e alla Giunta Bresso di bloccare immediatamente i contributi all’ETLI, Ente Tutela Lupo Italiano, e di effettuare esami scientifici ad opera di strutture pubbliche per stabilire l’esatta identità del “Cane Lupo Italiano”.
La richiesta arriva in seguito ad una ricerca scientifica indipendente, che ha messo in evidenza come la distanza genetica tra la razza “Cane Lupo Italiano” e la popolazione di Lupo selvatico sia del tutto analoga alla distanza genetica tra il Lupo selvatico e qualsiasi altra razza di cane domestico, permettendo di sostenere la teoria che la razza “Cane Lupo Italiano” è una razza di cane domestico, analogamente a qualsiasi altra razza (dal Pastore Tedesco al Barboncino).
In base a questi risultati, quindi, non sussistono neppure “ragioni genetiche” per sostenere con cospicue sovvenzioni l’allevamento di tale razza, che dovrebbe essere allevata, eventualmente, da privati, amanti delle caratteristiche fenotipiche e comportamentali della razza stessa.
La Regione Piemonte, e lo Stato italiano, invece, hanno, nel tempo, concesso consistenti aiuti per la tutela di questa razza, giustificandoli con la presunta “particolarità genetica” che ne faceva una specie considerata “selvatica”, peraltro basandosi su dichiarazioni di periti di parte.
Dal 1989, anno dell’emanazione di una legge regionale ad hoc, infatti, ad oggi, la Regione Piemonte ha destinato all’ETLI più di 400.000 euro. E dallo Stato lo stesso Ente ha avuto, tra sostegno generico alla sua attività e fondi per ristrutturare l’allevamento, circa 250.000 euro, dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali.
“Questo nonostante da parte di molti studiosi fosse stata da subito fatta rilevare la dubbia validità del progetto perché per la creazione della razza si basava solo su un singolo incrocio, anziché su una base più ampia, sia per evitare una troppo alta consanguineità, sia per poter effettuare degli apporti genetici e non andare incontro ad un indebolimento strutturale degli individui. – commenta Enrico Moriconi, consigliere regionale degli Ecologisti - Operando con un solo incrocio non vi è stata la possibilità di poter usufruire di nuovi apporti genetici di lupo, che in effetti non sono stati denunciati, mentre gli inserimenti di patrimonio genetico canino hanno allontanato sempre di più la razza dalla sua origine, spostandola verso il cane”.
La vicenda del cane detto “Lupo italiano” è iniziata nel 1966 con un incrocio tra un maschio di Pastore tedesco e una femmina di Lupo selvatico dell’alto Lazio; tra i cuccioli nati da quell’incrocio fu scelto il maschio più caratteristico (Zorro), considerato in seguito il capostipite della razza “Cane Lupo Italiano”. Il successivo lavoro di selezione è stato finalizzato all’ottenimento di una razza che fosse portatrice sia delle qualità dei canidi domestici, sia delle caratteristiche dei canidi selvatici. Il nucleo fondamentale sarebbe quindi la presupposta contaminazione del patrimonio genetico del lupo selvatico con quello del cane domestico.
Malgrado i dubbi di natura scientifica, però, invece di procedere ad una verifica oggettiva dell’operato dell’ETLI che aveva ed ha tuttora il compito dello sviluppo e della salvaguardia della razza, lo Stato, che l’ha riconosciuta come Ente morale, e la Regione Piemonte hanno accettato che il libro genealogico, base tecnica per la custodia delle caratteristiche della razza, fosse gestito dallo stesso interessato, il Presidente dell’Ente senza alcuna verifica esterna ed oggettiva, ammettendo, caso unico in tutto il panorama degli allevamenti di razza, di qualsiasi specie, che il libro genealogico fosse di proprietà di chi aveva un diretto interesse alla gestione della razza stessa.
Attualmente, poi, il Centro di Selezione del Lupo Italiano, con sede a Cumiana (Torino) è vuoto, vi si sono riscontrati problemi gestionali di non poco conto e la direzione dell’Ente è indagata per circonvenzione di incapace. Il libro genealogico risulta inoltre largamente incompleto, con metà circa dei cani nati senza registrazione corretta, senza indicazioni precise circa gli accoppiamenti.
“Nemmeno con l’arrivo delle nuove tecnologie basate sull’analisi del DNA, Regione Piemonte e Ministro delle Politiche Agricole si sono premurati di verificare quanto fosse vera l’affermazione di una discendenza dal Lupo selvatico italiano, accettando per anni dichiarazioni di periti di parte basate su affermazioni che di fatto sono superate dalle possibilità tecniche attuali e dalle indagini di laboratorio. – aggiunge Gianluca Felicetti, presidente LAV – Inoltre è davvero strano che ad essere beneficiata sia un’associazione privata, riconosciuta Ente morale, i cui soci con diritti sono solo quelli che detengono azioni di una società. Cosa aspetta il Prefetto di Torino ad indagare?”
“Stato e Regione Piemonte, che lesinano gli aiuti per i tanti cani abbandonati che giacciono nei canili e che non si attivano per favorire gli interventi per il controllo delle nascite, come pure prevedrebbe la legge nazionale 281\91, destinano risorse pubbliche per tutelare razze inesistenti, senza attuare alcuna verifica”, conclude Felicetti.

AFFIDATI A PRIVATO 28 CANI TROVATI IN ALLEVAMENTO ABUSIVO PER CACCIA

Sono stati affidati ad un canile privato di Montespertoli, 'Casa Marchese', 28 dei 41 cani da caccia trovati e sequestrati il 23 luglio scorso in un allevamento abusivo vicino all'oasi di Focognano, nel comune di Campi Bisenzio. Gli altri animali rimangono invece ancora in cura presso il servizio veterinario della Asl di Firenze perche' non in buone condizioni di salute o perche' si tratta di femmine incinte.
L'affidamento alla struttura di Montespertoli, secondo quanto emerso, e' stato concordato tra il Comune di Campi e il pm Giuseppina Mione, titolare delle indagini, condotte dai carabinieri del Nas di Firenze e la collaborazione dell'Enpa, che hanno portato alla scoperta dell'allevamento abusivo, che e' stato sequestrato mentre per il proprietario e' scattata una denuncia per maltrattamento di animali.
(ANSA)

CANE SGOZZATO E GATTINA UCCISA, CHIESTI 50.000 EURO DI DANNI

Un risarcimento di 25.000 euro, da devolvere in difesa di animali maltrattati. E' la cifra chiesta dalla Lega antivivisezione sia ad A.P., che il 22 giugno uccise con sette coltellate un cane in piazza a Carpi, sia a P.G., che sparo' un colpo di fucile contro la gatta del suo vicino di casa, a Castelnuovo Rangone, nel modenese.
La Lav ha presentato oggi in una conferenza stampa le cause civili contro le due persone, su cui gia' pende un procedimento penale in base alla legge 189/2004 sul maltrattamento, che all' articolo 544 bis recita: 'Chiunque per crudelta' o senza necessita' cagiona la morte di un animale, e' punito con la reclusione da tre a 18 mesi'. La Cassazione ha poi aggiunto valenza civile alla legge con la sentenza del 12 ottobre 2006, secondo cui gli Enti protezione animali possono agire come 'persona offesa' dai delitti contro il sentimento degli animali.
La Lav spera cosi' di 'ovviare alle lacune dell'ordinamento penale, che talvolta puo' consentire a qualcuno di farla franca grazie al patteggiamento o a provvedimenti premiali come indulto e amnistia'.
Inoltre l'associazione si augura che l'ipotesi di dover mettere mano al portafoglio faccia anche da deterrente: 'Queste cause sono un preciso messaggio per coloro che fanno o intendono fare del male agli animali - spiega la coordinatrice Lav dell' Emilia-Romagna, Annamaria Pisapia - Ormai siamo in grado di portare davanti al giudice civile chi si rende colpevole di crimini barbari ed efferati come quelli accaduti a Carpi e Castelnuovo Rangone'. Pisapia ha manifestato l'intenzione di devolvere gli eventuali 50.000 euro a favore degli animali maltrattati.
(ANSA)

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