LIGURIA STANZIA 374MILA EURO A 17 COMUNI CONTRO RANDAGISMO
26/04/2007 19:28
Il Presidente dell'osservatorio regionale per lo
studio e il controllo delle popolazioni animali
nonche' Capogruppo Consiliare dei Verdi, Cristina
Morelli, ha annunciato che l'Osservatorio regionale
per il controllo delle popolazioni animali ha
deliberato lo stanziamento di 374.000 euro a favore
di 17 Comuni che nel 2006 hanno presentato progetti
per il randagismo animale.
'Ogni anno in Liguria vengono abbandonati migliaia di animali domestici - puntualizza Morelli - e il mio impegno e' stato quello di destinare specifici finanziamenti da destinare ai Comuni virtuosi nell'attivazione di politiche per la prevenzione del fenomeno dell'abbandono, campagne di educazione-didattica per favorire il benessere uomo/animale e per incentivare la sterilizzazione dei gatti e cani che vivono in liberta'. In occasione del bilancio 2006 per la prima volta il finanziamento regionale a favore delle politiche di prevenzione del randagismo e' stato di 400.000 euro: sono stati premiati 17 Comuni liguri impegnati con la collaborazione di Associazioni di protezione animale in iniziative concrete per la prevenzione del randagismo felino, il contenimento non cruento dei piccioni, la creazione di strutture di ricovero e acquisto attrezzature - materiali di pronto soccorso per animali'.
I Comuni che hanno ottenuto i finanziamenti sono stati: per la provincia di Genova lo stessa Genova, Serra Ricco', Mele, Cogoleto, Camogli, Campomorone e Santa Margherita Ligure; per la provincia di La Spezia Sarzana e Levanto; per la provincia di Savona la stessa Savona, Sassello, Bergeggi, Varazze, Carcare e Quiliano; per la provincia di Imperia Taggia e Ventimiglia.
(ANSA)
'Ogni anno in Liguria vengono abbandonati migliaia di animali domestici - puntualizza Morelli - e il mio impegno e' stato quello di destinare specifici finanziamenti da destinare ai Comuni virtuosi nell'attivazione di politiche per la prevenzione del fenomeno dell'abbandono, campagne di educazione-didattica per favorire il benessere uomo/animale e per incentivare la sterilizzazione dei gatti e cani che vivono in liberta'. In occasione del bilancio 2006 per la prima volta il finanziamento regionale a favore delle politiche di prevenzione del randagismo e' stato di 400.000 euro: sono stati premiati 17 Comuni liguri impegnati con la collaborazione di Associazioni di protezione animale in iniziative concrete per la prevenzione del randagismo felino, il contenimento non cruento dei piccioni, la creazione di strutture di ricovero e acquisto attrezzature - materiali di pronto soccorso per animali'.
I Comuni che hanno ottenuto i finanziamenti sono stati: per la provincia di Genova lo stessa Genova, Serra Ricco', Mele, Cogoleto, Camogli, Campomorone e Santa Margherita Ligure; per la provincia di La Spezia Sarzana e Levanto; per la provincia di Savona la stessa Savona, Sassello, Bergeggi, Varazze, Carcare e Quiliano; per la provincia di Imperia Taggia e Ventimiglia.
(ANSA)
CON CERTIFICAZIONE RINA ARRIVANO CANILI QUALITA' ENPA
26/04/2007 19:28
Non piu' recinzioni anguste e sovraffollate, ma
'centri benessere animale': il canile cambia volto
e diventa un rifugio dove il cane vive in
un'atmosfera serena, capace di conferire
equilibrio, e di renderlo davvero il miglior amico
dell'uomo. E' il rifugio dell'Enpa che sara' pronto
entro fine anno a Cavriglia (Arezzo), progetto
pilota nazionale che segue le indicazioni del
neoelaborato protocollo del Rina per la
certificazione di qualita', che e' stato presentato
a numerosi amministratori italiani in un convegno.
Il documento, il primo regolamento italiano di qualita' per la qualifica dei canili, predisposto dal Rina (Registro italiano navale, ente certificatore) in collaborazione con l'Enpa (Ente nazionale protezione animali), non pone attenzione solo alla cura quotidiana degli ospiti e al loro benessere, ma anche al controllo dei processi e all'adeguatezza delle strutture.
Tra le altre cose sono previsti spazi per i cani per correre e giocare in liberta', la divisione dei cani per settori, corsi di formazione per i volontari, aule didattiche per ospitare le scolaresche, momenti di apertura verso la cittadinanza. E' in questa logica che si sta lavorando al rifugio di Cavriglia, dal costo stimato tra i 700 ed i 900 mila euro per 200 cucce, il primo in Italia che dovrebbe vedersi riconosciuta la certificazione. Ma molti altri, a partire da quello dell'Enpa appena ultimato a Manfredonia (Foggia), sono pronti a candidarsi per ottenere questo riconoscimento di qualita'.
(ANSA)
Il documento, il primo regolamento italiano di qualita' per la qualifica dei canili, predisposto dal Rina (Registro italiano navale, ente certificatore) in collaborazione con l'Enpa (Ente nazionale protezione animali), non pone attenzione solo alla cura quotidiana degli ospiti e al loro benessere, ma anche al controllo dei processi e all'adeguatezza delle strutture.
Tra le altre cose sono previsti spazi per i cani per correre e giocare in liberta', la divisione dei cani per settori, corsi di formazione per i volontari, aule didattiche per ospitare le scolaresche, momenti di apertura verso la cittadinanza. E' in questa logica che si sta lavorando al rifugio di Cavriglia, dal costo stimato tra i 700 ed i 900 mila euro per 200 cucce, il primo in Italia che dovrebbe vedersi riconosciuta la certificazione. Ma molti altri, a partire da quello dell'Enpa appena ultimato a Manfredonia (Foggia), sono pronti a candidarsi per ottenere questo riconoscimento di qualita'.
(ANSA)
SAN MARINO: CANI PERICOLOSI, PRESTO LEGGE SENZA 'LISTA NERA'
26/04/2007 19:27
Con oltre tre mila e 250 cani da compagnia
registrati e altrettanti felini, i quasi trentamila
sammarinesi si candidano ad essere la popolazione
'piu' fedele' degli amici a quattro zampe. Oltre
confine infatti, solo dieci italiani su cento
accolgono animali domestici. Cosi', a differenza
dello Stivale, anche le attenzioni verso cani &
co.
sono numerose. Tra queste, si inserisce una proposta di legge sui cani pericolosi, ancora allo studio, che a differenza dell'attuale normativa italiana sulla materia, non mettera' all'indice le razze ritenute piu' aggressive. Lo hanno annunciato oggi Fabio Berardi, segretario per la Sanita', e Maurizio Battistini, responsabile del servizio veterinario, nel corso della presentazione della campagna informativa sulla 'perfetta convivenza', promossa da Iss, istituto sanitario sociale e Apas, associazione per la protezione degli animali sammarinese. Ministro e responsabile Iss bocciano la legge italiana: "E' troppo ampia e di difficile applicazione", motiva Battistini.
Infatti, "stila una lista nera di razze e non tiene conto degli incroci possibili. Il fatto che sia stata rivista, prova la sua difficile gestione". Cosi', prende la parola Berardi, "stiamo elaborando un articolato piu' idoneo alla nostra realta'". Di fatto, "San Marino non e' mai stato interessato da fenomeni distorsivi, come l'utilizzo di pitbull per scommesse -prosegue il ministro- i rischi sono minori che altrove".
La convivenza uomo-animale resta comunque al centro delle attenzioni delle istituzioni: nei prossimi giorni, arrivera' infatti per posta a tutti i cittadini, l'opuscolo che riporta le "norme per una corretta convivenza con i piu' comuni animali di affezione". In pratica, si tratta del decalogo per il perfetto 'padroncino' che attraverso linguaggio e immagini adatte anche ai piu' piccoli, illustra i suoi diritti e doveri, come previsti dalla legge sulla prevenzione del randagismo, del 1991.
"La legge compie 16 anni- spiega Battistini- in realta', la convivenza perfetta non si ottiene solo con le regole, ma con una cultura sull'interesse delle persone per gli animali che con Apas stiamo promuovendo da anni". E i frutti del lavoro di sensibilizzazione sono le cifre snocciolate da Emanuela Stolfi, presidente dell'associazione che gestisce il canile di San Marino: "Negli ultimi anni gli arrivi nel nostro Rifugio sono diminuiti. Da una situazione insostenibile, con 180 cani ospitati, oggi il numero e' sceso a 128, piu' un'ottantina di gatti". In piu' Apas, solo nel 2006, e' riuscita ad affidare 50 cani e un centinaio di felini. Il trend in flessione, per Berardi, e' "sintomo che la scelta di un animale e' diventata piu' consapevole".
(Cri/ Dire)
sono numerose. Tra queste, si inserisce una proposta di legge sui cani pericolosi, ancora allo studio, che a differenza dell'attuale normativa italiana sulla materia, non mettera' all'indice le razze ritenute piu' aggressive. Lo hanno annunciato oggi Fabio Berardi, segretario per la Sanita', e Maurizio Battistini, responsabile del servizio veterinario, nel corso della presentazione della campagna informativa sulla 'perfetta convivenza', promossa da Iss, istituto sanitario sociale e Apas, associazione per la protezione degli animali sammarinese. Ministro e responsabile Iss bocciano la legge italiana: "E' troppo ampia e di difficile applicazione", motiva Battistini.
Infatti, "stila una lista nera di razze e non tiene conto degli incroci possibili. Il fatto che sia stata rivista, prova la sua difficile gestione". Cosi', prende la parola Berardi, "stiamo elaborando un articolato piu' idoneo alla nostra realta'". Di fatto, "San Marino non e' mai stato interessato da fenomeni distorsivi, come l'utilizzo di pitbull per scommesse -prosegue il ministro- i rischi sono minori che altrove".
La convivenza uomo-animale resta comunque al centro delle attenzioni delle istituzioni: nei prossimi giorni, arrivera' infatti per posta a tutti i cittadini, l'opuscolo che riporta le "norme per una corretta convivenza con i piu' comuni animali di affezione". In pratica, si tratta del decalogo per il perfetto 'padroncino' che attraverso linguaggio e immagini adatte anche ai piu' piccoli, illustra i suoi diritti e doveri, come previsti dalla legge sulla prevenzione del randagismo, del 1991.
"La legge compie 16 anni- spiega Battistini- in realta', la convivenza perfetta non si ottiene solo con le regole, ma con una cultura sull'interesse delle persone per gli animali che con Apas stiamo promuovendo da anni". E i frutti del lavoro di sensibilizzazione sono le cifre snocciolate da Emanuela Stolfi, presidente dell'associazione che gestisce il canile di San Marino: "Negli ultimi anni gli arrivi nel nostro Rifugio sono diminuiti. Da una situazione insostenibile, con 180 cani ospitati, oggi il numero e' sceso a 128, piu' un'ottantina di gatti". In piu' Apas, solo nel 2006, e' riuscita ad affidare 50 cani e un centinaio di felini. Il trend in flessione, per Berardi, e' "sintomo che la scelta di un animale e' diventata piu' consapevole".
(Cri/ Dire)
ECOMAFIA: TRE REATI L'ORA, CINA NUOVA META. ANCHE ANIMALI NEL MIRINO
26/04/2007 19:27
L'ambiente terra di conquista della criminalita'.
L'emergenza Ecomafia non allenta la morsa: tre
reati contro l'ambiente ogni ora, un giro d'affari
di 23 miliardi di euro, una montagna di rifiuti
alta come il Gran Sasso sparita nel nulla ogni
anno, traffico di animali selvatici per oltre 3
miliardi ogni anno, migliaia di case abusive.
Questi i numeri della criminalita' ambientale raccolti nel 'Rapporto Ecomafia 2007' di Legambiente presentato a Roma.
Nel 2006 sono state accertate dalle forze dell'ordine 23.668 infrazioni e le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) sono stabilmente ai primi quattro posti della classifica con il 45,9% degli eco-reati. E' allarme rosso per i rifiuti: spariti nel nulla almeno 26 milioni di tonnellate, circa il 25% del totale prodotto. Il business della 'Rifiuti Spa' cresce in un anno del 38%. La Cina nuova meta delle ecomafie ma i tentacoli colpiscono anche India, Siria, Croazia, Austria, Norvegia, Francia e paesi nordafricani.
A livello regionale, alla Campania il record delle violazioni delle leggi ambientali con il 13,5% del totale nazionale.
Un'emergenza, l'Ecomafia, sulla quale e' intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, in un messaggio ha sottolineato la necessita' di 'uno sforzo sempre piu' mirato nella lotta al devastante fenomeno'. Contro gli eco - reati, il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha annunciato 'tempi rapidi per il ddl del Governo' auspicando anche un lavoro serrato in Parlamento 'per avere entro il 2007 i delitti ambientali nel codice penale'. Intervento necessario visto che in Italia, ha detto il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, 'le mafie hanno introdotto stabilmente nei loro traffici il business ambientale'.
Ecco nel dettaglio tutti i numeri di Ecomafia 2007: - BILANCIO TOTALE: nel 2006 accertate 23.668 infrazioni (contro le 23.660 del 2005). Le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Sicilia, Calabria, Puglia e Campania sono stabilmente ai primi quattro posti della classifica con il 45,9% dei reati ambientali - RIFIUTI: spariti nel nulla almeno 26 milioni di tonnellate, circa il 25% del totale prodotto, e il business della 'Rifiuti spa' cresce in un anno del 38%. Da questo fronte pero' arrivano anche notizie positive: il 2006 e' l'anno dei record, per il numero d'inchieste (18), di arresti (126) e di persone denunciate (417) - TRAFFICI INTERNAZIONALI: nel 2006 sequestrati circa 286 container con oltre 9.000 tonnellate di rifiuti. La Cina si conferma meta privilegiata dei traffici illeciti: lo smaltimento legale di un container di 15 tonnellate di rifiuti pericolosi costa circa 60 mila euro, per la stessa quantita' il mercato illegale d'oriente ne chiede solo 5.000. Tra le mete dei traffici illegali anche India, Siria, Croazia, Austria, Norvegia, Francia e alcuni paesi del Nord Africa.
- CEMENTO: diminuisce il numero di nuove case abusive, che scendono a quota 30 mila e comunque ogni nuove 10 costruzioni almeno una e' abusiva, per un giro d'affari annuo stimabile in circa 2 miliardi di euro. Escalation in Campania e Lazio.
- ANIMALI: business traffico e sfruttamento da 3,1 miliardi di euro (700 milioni da combattimenti clandestini, 1,2 mld da corse illegali, 500 milioni da macellazione illegale e 700 milioni da traffico di specie protette). Per il commercio internazionale illegale di fauna (causa di estinzione di circa 100 specie di animali ogni anno), l'affare ogni anno 350 milioni di esemplari.
- FURTI OPERE D'ARTE: in lieve aumento, 1.212, contro i 1.202 del 2005. La regione piu' colpita sempre il Piemonte, seguita da Lazio, Lombardia e Campania.
(ANSA)
Questi i numeri della criminalita' ambientale raccolti nel 'Rapporto Ecomafia 2007' di Legambiente presentato a Roma.
Nel 2006 sono state accertate dalle forze dell'ordine 23.668 infrazioni e le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) sono stabilmente ai primi quattro posti della classifica con il 45,9% degli eco-reati. E' allarme rosso per i rifiuti: spariti nel nulla almeno 26 milioni di tonnellate, circa il 25% del totale prodotto. Il business della 'Rifiuti Spa' cresce in un anno del 38%. La Cina nuova meta delle ecomafie ma i tentacoli colpiscono anche India, Siria, Croazia, Austria, Norvegia, Francia e paesi nordafricani.
A livello regionale, alla Campania il record delle violazioni delle leggi ambientali con il 13,5% del totale nazionale.
Un'emergenza, l'Ecomafia, sulla quale e' intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, in un messaggio ha sottolineato la necessita' di 'uno sforzo sempre piu' mirato nella lotta al devastante fenomeno'. Contro gli eco - reati, il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha annunciato 'tempi rapidi per il ddl del Governo' auspicando anche un lavoro serrato in Parlamento 'per avere entro il 2007 i delitti ambientali nel codice penale'. Intervento necessario visto che in Italia, ha detto il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, 'le mafie hanno introdotto stabilmente nei loro traffici il business ambientale'.
Ecco nel dettaglio tutti i numeri di Ecomafia 2007: - BILANCIO TOTALE: nel 2006 accertate 23.668 infrazioni (contro le 23.660 del 2005). Le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Sicilia, Calabria, Puglia e Campania sono stabilmente ai primi quattro posti della classifica con il 45,9% dei reati ambientali - RIFIUTI: spariti nel nulla almeno 26 milioni di tonnellate, circa il 25% del totale prodotto, e il business della 'Rifiuti spa' cresce in un anno del 38%. Da questo fronte pero' arrivano anche notizie positive: il 2006 e' l'anno dei record, per il numero d'inchieste (18), di arresti (126) e di persone denunciate (417) - TRAFFICI INTERNAZIONALI: nel 2006 sequestrati circa 286 container con oltre 9.000 tonnellate di rifiuti. La Cina si conferma meta privilegiata dei traffici illeciti: lo smaltimento legale di un container di 15 tonnellate di rifiuti pericolosi costa circa 60 mila euro, per la stessa quantita' il mercato illegale d'oriente ne chiede solo 5.000. Tra le mete dei traffici illegali anche India, Siria, Croazia, Austria, Norvegia, Francia e alcuni paesi del Nord Africa.
- CEMENTO: diminuisce il numero di nuove case abusive, che scendono a quota 30 mila e comunque ogni nuove 10 costruzioni almeno una e' abusiva, per un giro d'affari annuo stimabile in circa 2 miliardi di euro. Escalation in Campania e Lazio.
- ANIMALI: business traffico e sfruttamento da 3,1 miliardi di euro (700 milioni da combattimenti clandestini, 1,2 mld da corse illegali, 500 milioni da macellazione illegale e 700 milioni da traffico di specie protette). Per il commercio internazionale illegale di fauna (causa di estinzione di circa 100 specie di animali ogni anno), l'affare ogni anno 350 milioni di esemplari.
- FURTI OPERE D'ARTE: in lieve aumento, 1.212, contro i 1.202 del 2005. La regione piu' colpita sempre il Piemonte, seguita da Lazio, Lombardia e Campania.
(ANSA)
CACCIA A FOCHE PRATICA CRUDELE, OK DIVIETO DA SENATORI
26/04/2007 19:26
"Vietiamo la vendita in Italia delle pellicce fatte
con le foche, dei prodotti alimentari contenenti
olii e tutto quello che, derivante da questi
mammiferi, potrebbe essere commercializzato". Lo
chiede il senatore del Prc Tommaso Sodano,
presidente della commissione Ambiente, che ha
presentato un disegno di legge per la protezione
delle foche. "La pratica crudele utilizzata in
alcuni paesi per la caccia a questi animali,
finalizzata alla vendita delle pelli e dei prodotti
derivati- sottolinea- non deve trovare nel nostro
nessun mercato o vantaggio economico. L'ordinamento
comunitario ha disciplinato solo parzialmente la
materia".
Particolare attenzione normativa in materia "e' stata posta anche dagli Stati Uniti, dal Belgio e dall'Olanda- conclude Sodano- e noi vorremo fare la stessa cosa".
(Com/Ran/ Dire)
"Bene il ministro Pecoraro Scanio che ha annunciato il disegno di legge che prevede il totale bando delle importazioni dei prodotti derivati dalle foche canadesi. Ora l'impegno e' quello di calendarizzarlo subito in parlamento dopo l'approvazione da parte del Cdm". Lo afferma la senatrice dei Verdi Loredana De Petris, che oggi ha preso parte alla presentazione del video della Lav al Senato.
"Questo disegno di legge fa seguito alla mozione 1-0076, da me presentata e approvata dall'aula del Senato, che impegna il governo ad attuare la Raccomandazione n.1776 del Comitato permanente del Consiglio d'Europa per il divieto d'importazione e commercializzazione delle pelli di foca". Il governo canadese "giustifica la caccia alle foche con le esigenze dei nativi. In realta' l'esigenza dei nativi e' assai esigua, interessando solo 4000 famiglie, alle quali il governo canadese potrebbe destinare un finanziamento di circa 1000 euro a famiglia. La caccia alle foche, invece vede l'uccisione di 270.000 esemplari destinati all'esportazione e alla commercializzazione".
Inoltre "presentero' un disegno di legge piu' generale che punti ad una protezione piu' ampia e soprattutto contenga l'obbligo di etichettatura di tutti i capi realizzati, di tutte le pelli e pellicce importate fatte con mammiferi ed ogni capo e pelle di rettile".
(Com/ Val/Dire)
Particolare attenzione normativa in materia "e' stata posta anche dagli Stati Uniti, dal Belgio e dall'Olanda- conclude Sodano- e noi vorremo fare la stessa cosa".
(Com/Ran/ Dire)
"Bene il ministro Pecoraro Scanio che ha annunciato il disegno di legge che prevede il totale bando delle importazioni dei prodotti derivati dalle foche canadesi. Ora l'impegno e' quello di calendarizzarlo subito in parlamento dopo l'approvazione da parte del Cdm". Lo afferma la senatrice dei Verdi Loredana De Petris, che oggi ha preso parte alla presentazione del video della Lav al Senato.
"Questo disegno di legge fa seguito alla mozione 1-0076, da me presentata e approvata dall'aula del Senato, che impegna il governo ad attuare la Raccomandazione n.1776 del Comitato permanente del Consiglio d'Europa per il divieto d'importazione e commercializzazione delle pelli di foca". Il governo canadese "giustifica la caccia alle foche con le esigenze dei nativi. In realta' l'esigenza dei nativi e' assai esigua, interessando solo 4000 famiglie, alle quali il governo canadese potrebbe destinare un finanziamento di circa 1000 euro a famiglia. La caccia alle foche, invece vede l'uccisione di 270.000 esemplari destinati all'esportazione e alla commercializzazione".
Inoltre "presentero' un disegno di legge piu' generale che punti ad una protezione piu' ampia e soprattutto contenga l'obbligo di etichettatura di tutti i capi realizzati, di tutte le pelli e pellicce importate fatte con mammiferi ed ogni capo e pelle di rettile".
(Com/ Val/Dire)
PELLICCE: BELGIO,CROAZIA E MESSICO GIA' DICONO NO A QUELLE DI FOCA
26/04/2007 19:26
In Europa, il Belgio ha gia' adottato il bando
all'importazione e alla commercializzazione di
prodotti di foca; analogo provvedimento vige in
Croazia e in Messico. La Germania ha votato una
risoluzione parlamentare che impegna il governo a
bandire tale commercio. Sono dati che fornisce la
Lav sollecitando l'adozione di un smile
provvedimento anche in Italia. Gli Stati Uniti
hanno vietato l'importazione e la
commercializzazione di qualsiasi prodotto derivante
dalle foche con una legislazione estremamente
restrittiva in vigore fin dal 1972. Il Parlamento
Europeo ha approvato una dichiarazione scritta che
impegna la Commissione Ue a proporre una
legislazione di bando del commercio. Anche il
Consiglio d'Europa lo scorso settembre ha votato
una risoluzione di condanna della caccia e l'invito
ai Governi nazionali a bandire tali commerci.
Ecco una scheda sui provvedimenti in vigore nei vari paesi e dei passi compiuti dalle Assemblee europee.
- Stati Uniti. Nel 1973 gli Usa adottano il Marine Mammal Protection Act che proibisce l'import, l'export e la commercializzazione di prodotti derivati da mammiferi marini (foche e cetacei). Con regolarita' quasi annuale il Congresso Usa emana risoluzioni che condannano la caccia alle foche in Canada.
- Messico. Nel gennaio 2006 il Messico adotta una legislazione similare a quella Usa sui mammiferi marini e introduce quindi la proibizione al commercio di prodotti di foca. Aprile 2007: il Parlamento adotta una risoluzione di condanna della caccia alla foca in Canada.
Continua la lista dei paesi che hanno detto 'no' all'import di pellicce di foca e prodotti derivati.
- Croazia. Marzo del 2006: la Croazia adotta un regolamento che probisce l'import, l'export e la commercializzazione di prodotti derivati dalle foche.
- Belgio. Gennaio 2007: il Belgio adotta una legislazione che probisce l'import, l'export e la commercializzazione di prodotti derivati dalle foche. E' il primo paese Ue ad introdurre tale divieto.
- Olanda. Febbraio 2007: a seguito del largo consenso ad una proposta di legge parlamentare sul modello belga (proibizione al commercio dei prodotti di foca), il governo la converte in disegno di legge governativo. Tale proposta e' in agenda per il voto finale in Parlamento nel mese di maggio 2007.
- Germania. Ottobre 2006: il Parlamento tedesco adotta all'unanimita' una Risoluzione che invita il Governo ad introdurre un bando nazionale sui prodotti di foca. La federazione dei veterinari tedeschi publica un rapporto e una Dichiarazione che invitano il Governo a sostenere la richiesta del Parlamento. Febbraio 2007: il Ministro competente annuncia pubblicamente che il disegno di legge e' in via di elaborazione.
- Regno Unito. Febbraio 2007: il ministro per il Commercio Estero rilancia una dichiarazione pubblica, evidenziando il supporto del Governo alla chiusura del mercato europeo dei prodotti do foca e condannando la caccia alle foche in Canada.
Ecco le decisioni e i passi intrapresi, per limitare l'import di pellicce di foca e derivati, dalle Assemblee parlamentari europee e dagli organismi comunitari.
- Parlamento europeo. Settembre 2006: il Parlamento Europeo adotta una Dichiarazione Scritta che chiede la chiusura del mercato europeo dei prodotti di foca. Ottobre 2006: il Parlamento Europeo adotta una Risoluzione sul Piano di Azione Ue sul benessere animale, che richiede, tra altre cose, la chiusura del mercato europeo dei prodotti derivati dalle foche.
- Assemblea del Consiglio d'Europa. Novembre 2006: Il Consiglio d'Europa dotta una Risoluzione che chiede ai governi di introdurre legislazioni nazionali e/o europee che proibiscano la commercializzazione di prodotti di foca.
- Commissione europea. Marzo 2007: il commissario all'Ambiente, Stavros Dimas, viene invitato dal Parlamento di Strasburgo a riferire sulle intenzioni della Commissione Ue in materia. Nel suo discorso ufficiale, il commissario Dimas invita i membri del Parlamento Europeo a sollecitare l'adozione di legislazioni nazionali che proibiscano la commercializzazione dei prodotti di foca. Tali legislazioni nazionali costituiranno la base giuridica per un futuro strumento europeo di armonizzazione, volto a chiudere il mercato europeo di tali prodotti. Inoltre il Commissario annuncia che l'Agenzia Ue per la sicurezza alimentare (Parma) svolgera' uno studio sulla crudelta' della caccia alle foche.
(Ran/ Dire)
Ecco una scheda sui provvedimenti in vigore nei vari paesi e dei passi compiuti dalle Assemblee europee.
- Stati Uniti. Nel 1973 gli Usa adottano il Marine Mammal Protection Act che proibisce l'import, l'export e la commercializzazione di prodotti derivati da mammiferi marini (foche e cetacei). Con regolarita' quasi annuale il Congresso Usa emana risoluzioni che condannano la caccia alle foche in Canada.
- Messico. Nel gennaio 2006 il Messico adotta una legislazione similare a quella Usa sui mammiferi marini e introduce quindi la proibizione al commercio di prodotti di foca. Aprile 2007: il Parlamento adotta una risoluzione di condanna della caccia alla foca in Canada.
Continua la lista dei paesi che hanno detto 'no' all'import di pellicce di foca e prodotti derivati.
- Croazia. Marzo del 2006: la Croazia adotta un regolamento che probisce l'import, l'export e la commercializzazione di prodotti derivati dalle foche.
- Belgio. Gennaio 2007: il Belgio adotta una legislazione che probisce l'import, l'export e la commercializzazione di prodotti derivati dalle foche. E' il primo paese Ue ad introdurre tale divieto.
- Olanda. Febbraio 2007: a seguito del largo consenso ad una proposta di legge parlamentare sul modello belga (proibizione al commercio dei prodotti di foca), il governo la converte in disegno di legge governativo. Tale proposta e' in agenda per il voto finale in Parlamento nel mese di maggio 2007.
- Germania. Ottobre 2006: il Parlamento tedesco adotta all'unanimita' una Risoluzione che invita il Governo ad introdurre un bando nazionale sui prodotti di foca. La federazione dei veterinari tedeschi publica un rapporto e una Dichiarazione che invitano il Governo a sostenere la richiesta del Parlamento. Febbraio 2007: il Ministro competente annuncia pubblicamente che il disegno di legge e' in via di elaborazione.
- Regno Unito. Febbraio 2007: il ministro per il Commercio Estero rilancia una dichiarazione pubblica, evidenziando il supporto del Governo alla chiusura del mercato europeo dei prodotti do foca e condannando la caccia alle foche in Canada.
Ecco le decisioni e i passi intrapresi, per limitare l'import di pellicce di foca e derivati, dalle Assemblee parlamentari europee e dagli organismi comunitari.
- Parlamento europeo. Settembre 2006: il Parlamento Europeo adotta una Dichiarazione Scritta che chiede la chiusura del mercato europeo dei prodotti di foca. Ottobre 2006: il Parlamento Europeo adotta una Risoluzione sul Piano di Azione Ue sul benessere animale, che richiede, tra altre cose, la chiusura del mercato europeo dei prodotti derivati dalle foche.
- Assemblea del Consiglio d'Europa. Novembre 2006: Il Consiglio d'Europa dotta una Risoluzione che chiede ai governi di introdurre legislazioni nazionali e/o europee che proibiscano la commercializzazione di prodotti di foca.
- Commissione europea. Marzo 2007: il commissario all'Ambiente, Stavros Dimas, viene invitato dal Parlamento di Strasburgo a riferire sulle intenzioni della Commissione Ue in materia. Nel suo discorso ufficiale, il commissario Dimas invita i membri del Parlamento Europeo a sollecitare l'adozione di legislazioni nazionali che proibiscano la commercializzazione dei prodotti di foca. Tali legislazioni nazionali costituiranno la base giuridica per un futuro strumento europeo di armonizzazione, volto a chiudere il mercato europeo di tali prodotti. Inoltre il Commissario annuncia che l'Agenzia Ue per la sicurezza alimentare (Parma) svolgera' uno studio sulla crudelta' della caccia alle foche.
(Ran/ Dire)
L'USO DI COLLARI ELETTRICI E' MALTRATTAMENTO
26/04/2007 19:26
L'uso del collare elettrico antiabbaio 'a
prescindere dalla specifica ordinanza m¡nisteriale
e dalla sua efficacia, rientra nella previsione del
codice penale che vieta il maltrattamento degli
animali'. Lo afferma la Cassazione, secondo la
quale 'costituisce incrudelimento senza necessita'
nei confronti di animali, suscettibile di dare
luogo quanto meno al reato di cui all' articolo 727
Codice penale, ogni comportamento produttivo nell'
animale di sofferenze che non trovino
giustificazione nell' insuperabile esigenza di
tutela non altrimenti realizzabile di valori
giuridicamente apprezzabili'.
La vicenda sulla quale si e' pronunciata la terza sezione penale della Cassazione (con sentenza n.15061 resa nota dalla Lega Antivivisezione) ha origine dal provvedimento con il quale il Gip del tribunale di Vicenza aveva disposto il sequestro preventivo di un cane meticcio 'maltrattato dalla proprietaria abusando del collare coercitivo di tipo elettrico antiabbaio apposto sul collo dell'animale'.
La proprietaria del cane propose ricorso immediato, chiedendo l'annullamento dell'ordinanza di sequestro, ma il Tribunale per il riesame ritenne che il collare in questione, di tipo elettrico, 'e' un congegno che causa al cane un'inutile e sadica sofferenza, rendendolo aggressivo nei confronti di chiunque' e confermo' il provvedimento del Gip.
La Cassazione ha definitivamente confermato questo orientamento, respingendo il ricorso dell'interessata e affermando che 'deve ritenersi legittimo il sequestro preventivo avente lo scopo di evitare il protrarsi di una situazione di inutile sofferenza dell'animale costituente reato'. Sui collari elettrici per cani, dice il responsabile nazionale Lav maltrattamenti Ciro Troiano, ci sono alcuni procedimenti penali in corso, nei quali la Lav e' parte lesa. Di recente e' stata anche emessa una importante ordinanza di sequestro, su tutto il territorio nazionale, del collare elettronico. Cosi' la Lav sollecita l'emanazione di "una disciplina normativa organica e non provvisoria che vieti l'uso, la detenzione, la vendita o l'uso di collari elettrici o similari". La diffusione di questi collari e', purtroppo, capillare in Italia. Sono utilizzati non solo per l'addestramento e per la caccia, ma anche come discutibile sistema antiabbaio nonostante recenti sentenze riconoscano l'abbaiare come un diritto esistenziale del cane e i collari antiabbaio uno strumento lesivo dei diritti dell'animale.
I cittadini possono segnalare l'utilizzo di collari elettrici per animali al numero Lav "sos maltrattamenti" 848.588.544 (attivo il lunedi', mercoledi' e venerdi' dalle ore 10 alle ore 17), istituito per dare un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono intervenire contro i soprusi a danno degli altri animali, diffondere la conoscenza della legge sulla protezione degli animali, aiutare coloro che intendono presentare una denuncia o un esposto alle autorita' per fatti riguardanti il maltrattamento di animali e selezionare i casi piu' delicati per la costituzione di parte lesa e di parte civile della Lav. (ANSA)
La vicenda sulla quale si e' pronunciata la terza sezione penale della Cassazione (con sentenza n.15061 resa nota dalla Lega Antivivisezione) ha origine dal provvedimento con il quale il Gip del tribunale di Vicenza aveva disposto il sequestro preventivo di un cane meticcio 'maltrattato dalla proprietaria abusando del collare coercitivo di tipo elettrico antiabbaio apposto sul collo dell'animale'.
La proprietaria del cane propose ricorso immediato, chiedendo l'annullamento dell'ordinanza di sequestro, ma il Tribunale per il riesame ritenne che il collare in questione, di tipo elettrico, 'e' un congegno che causa al cane un'inutile e sadica sofferenza, rendendolo aggressivo nei confronti di chiunque' e confermo' il provvedimento del Gip.
La Cassazione ha definitivamente confermato questo orientamento, respingendo il ricorso dell'interessata e affermando che 'deve ritenersi legittimo il sequestro preventivo avente lo scopo di evitare il protrarsi di una situazione di inutile sofferenza dell'animale costituente reato'. Sui collari elettrici per cani, dice il responsabile nazionale Lav maltrattamenti Ciro Troiano, ci sono alcuni procedimenti penali in corso, nei quali la Lav e' parte lesa. Di recente e' stata anche emessa una importante ordinanza di sequestro, su tutto il territorio nazionale, del collare elettronico. Cosi' la Lav sollecita l'emanazione di "una disciplina normativa organica e non provvisoria che vieti l'uso, la detenzione, la vendita o l'uso di collari elettrici o similari". La diffusione di questi collari e', purtroppo, capillare in Italia. Sono utilizzati non solo per l'addestramento e per la caccia, ma anche come discutibile sistema antiabbaio nonostante recenti sentenze riconoscano l'abbaiare come un diritto esistenziale del cane e i collari antiabbaio uno strumento lesivo dei diritti dell'animale.
I cittadini possono segnalare l'utilizzo di collari elettrici per animali al numero Lav "sos maltrattamenti" 848.588.544 (attivo il lunedi', mercoledi' e venerdi' dalle ore 10 alle ore 17), istituito per dare un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono intervenire contro i soprusi a danno degli altri animali, diffondere la conoscenza della legge sulla protezione degli animali, aiutare coloro che intendono presentare una denuncia o un esposto alle autorita' per fatti riguardanti il maltrattamento di animali e selezionare i casi piu' delicati per la costituzione di parte lesa e di parte civile della Lav. (ANSA)
FILMATO PER LA PRIMA VOLTA RARISSIMO RINOCERONTE
24/04/2007 14:05
Uno dei rinoceronti più rari al mondo è stato
filmato per la prima volta nell'isola malaysiana
del Borneo: lo hanno annunciato esponenti
dell'organizzazione ambientalista WWF secondo i
quali l'animale é stato ripreso mentre mangiava,
gironzolava e annusava l'obiettivo della
telecamera.
Secondo Mike Chong, capo del team che cura il progetto di conservazione dei rinoceronti in Malaysia, il video dura due minuti ed è stato realizzato con una telecamera nascosta nella giungla all'inizio dell'anno; è l'unico che fornisca immagini del 'timido' e inavvicinabile rinoceronte dai due corni nel suo ambiente. Nell'impenetrabile giungla di Sabah nel Borneo, secondo gli esperti del WWF vi sono ancora tra i 25 e i 50 esemplari di questo pachiderma di cui esiste una sola fotografia al mondo scattata lo scorso anno. Il video mostra l'enorme animale che mangia e respira pesantemente mentre si avvicina alla telecamera nascosta in modo da poterne scorgere gli occhi e il suo lungo corno frontale, i peli del mento e le rugosità del dorso. ANSA
Secondo Mike Chong, capo del team che cura il progetto di conservazione dei rinoceronti in Malaysia, il video dura due minuti ed è stato realizzato con una telecamera nascosta nella giungla all'inizio dell'anno; è l'unico che fornisca immagini del 'timido' e inavvicinabile rinoceronte dai due corni nel suo ambiente. Nell'impenetrabile giungla di Sabah nel Borneo, secondo gli esperti del WWF vi sono ancora tra i 25 e i 50 esemplari di questo pachiderma di cui esiste una sola fotografia al mondo scattata lo scorso anno. Il video mostra l'enorme animale che mangia e respira pesantemente mentre si avvicina alla telecamera nascosta in modo da poterne scorgere gli occhi e il suo lungo corno frontale, i peli del mento e le rugosità del dorso. ANSA
UNA 'RUOTA' PER EX CAVIE E TROVATELLI
21/04/2007 07:57
A prima vista sembra una fattoria come tutte le
altre: ci sono le pecore, i conigli, le galline,
persino un maiale. In realta' pero' a Vallevegan
gli animali anche a Pasqua non vengono mangiati, ma
salvati. Ognuno di loro ha una storia particolare
da raccontare, e molti sono arrivati in questo
piccolo paradiso in provincia di Roma dopo essere
stati usati negli esperimenti dei laboratori di
ricerca.
Il progetto, e' nato circa un anno fa, intorno a una tenuta di 11 ettari a Bellegra in provincia di Roma che e' diventata subito il centro di riferimento per il centro-sud Italia dell'iniziativa internazionale I-Care, che si propone di recuperare e riabilitare gli animali utilizzati dai centri di ricerca. A costituire la fondazione con lo stesso nome che la gestisce sono stati tre volontari animalisti, ma il centro e' il punto di riferimento per centinaia di volontari che arrivano da tutta Italia. Attualmente Vallevegan ospita cavie, ratti, conigli e gerbilli, e si sta preparando a ricevere anche i cani.
'Gli animali che arrivano hanno grossi problemi psicologici, - spiega Pietro Liberati, uno dei responsabili del centro - hanno cosi' paura degli spazi larghi che se vengono semplicemente liberati muoiono d'infarto. Inoltre non riconoscono i predatori, e non sono in grado di interagire con i propri simili'. Quelli che arrivano a Vallevegan sono animali che non sono stati usati in esperimenti su malattie: vengono da test comportamentali, o da laboratori chiusi per irregolarita', o sono cavie comprate ma non usate. Nonostante questo, la riabilitazione e' complessa: 'Il recupero passa attraverso diverse fasi - spiega ancora Liberati - per i primi giorni li si mette in mezzo agli altri, ma sempre in una gabbia, perche' si sentano al sicuro. Quando l'olfatto e la vista si sono abituati li si libera, prima da soli in spazi piccoli e poi insieme agli altri in ambienti via via piu' grandi. Quando sono recuperati pero' non li si puo' lasciare liberi, perche' non sanno difendersi dai predatori. Li teniamo qui o li diamo in adozione'.
A fare compagnia alle cavie da laboratorio ci sono decine di altri animali arrivati a Vallevegan nei modi piu' disparati.
Uno degli ultimi ospiti e' un capretto giunto a fine dicembre in circostanze 'esoteriche'.
'Mi hanno chiamato nel cuore della notte il 21 dicembre - racconta Liberati - alcune persone che avevano salvato un capretto che era stato comprato per essere sacrificato in un rito celtico per il solstizio d'inverno. Cosi' e' arrivato Geppo'. Il migliore amico di Geppo e' un maiale che e' gia' assurto agli onori delle cronache.
Trovato mentre vagava in una piazza di Brescia, non e' stato mai reclamato, e attraverso diversi passaggi e' 'sbarcato' a Vallevegan: 'All'inizio lo tenevamo da solo, perche' era irrequieto.
Una notte e' riuscito a sfondare la porta della gabbia, ma lo abbiamo trovato che dormiva tranquillo in mezzo alle galline. Voleva solo un po' di compagnia, tant'e' vero che da allora sta in mezzo agli altri animali senza nessun problema, a dispetto di quello che si dice sull'aggressivita' di questa specie'.
Ironia della sorte, il casale dove sorge Vallevegan in passato era abitato da bracconieri e allevatori, i cui 'ferri del mestiere', sono stati conservati dai volontari in una stanza.
'Adesso invece e' un posto dove si cerca di far tornare gli animali per quanto possibile ad uno stato naturale - spiega Liberati - adesso stiamo cercando di aprire altri centri simili a questo, e di coordinare altre iniziative animaliste.
Una di queste, che va avanti gia' da qualche anno, sono i campi antibracconaggio sull'isola di Ponza, che e' un punto di passaggio fondamentale per decine di specie di migratori.
Al prossimo partecipera' anche il Noa (nucleo operativo antibracconaggio) del Corpo Forestale'.
(ANSA)
Il progetto, e' nato circa un anno fa, intorno a una tenuta di 11 ettari a Bellegra in provincia di Roma che e' diventata subito il centro di riferimento per il centro-sud Italia dell'iniziativa internazionale I-Care, che si propone di recuperare e riabilitare gli animali utilizzati dai centri di ricerca. A costituire la fondazione con lo stesso nome che la gestisce sono stati tre volontari animalisti, ma il centro e' il punto di riferimento per centinaia di volontari che arrivano da tutta Italia. Attualmente Vallevegan ospita cavie, ratti, conigli e gerbilli, e si sta preparando a ricevere anche i cani.
'Gli animali che arrivano hanno grossi problemi psicologici, - spiega Pietro Liberati, uno dei responsabili del centro - hanno cosi' paura degli spazi larghi che se vengono semplicemente liberati muoiono d'infarto. Inoltre non riconoscono i predatori, e non sono in grado di interagire con i propri simili'. Quelli che arrivano a Vallevegan sono animali che non sono stati usati in esperimenti su malattie: vengono da test comportamentali, o da laboratori chiusi per irregolarita', o sono cavie comprate ma non usate. Nonostante questo, la riabilitazione e' complessa: 'Il recupero passa attraverso diverse fasi - spiega ancora Liberati - per i primi giorni li si mette in mezzo agli altri, ma sempre in una gabbia, perche' si sentano al sicuro. Quando l'olfatto e la vista si sono abituati li si libera, prima da soli in spazi piccoli e poi insieme agli altri in ambienti via via piu' grandi. Quando sono recuperati pero' non li si puo' lasciare liberi, perche' non sanno difendersi dai predatori. Li teniamo qui o li diamo in adozione'.
A fare compagnia alle cavie da laboratorio ci sono decine di altri animali arrivati a Vallevegan nei modi piu' disparati.
Uno degli ultimi ospiti e' un capretto giunto a fine dicembre in circostanze 'esoteriche'.
'Mi hanno chiamato nel cuore della notte il 21 dicembre - racconta Liberati - alcune persone che avevano salvato un capretto che era stato comprato per essere sacrificato in un rito celtico per il solstizio d'inverno. Cosi' e' arrivato Geppo'. Il migliore amico di Geppo e' un maiale che e' gia' assurto agli onori delle cronache.
Trovato mentre vagava in una piazza di Brescia, non e' stato mai reclamato, e attraverso diversi passaggi e' 'sbarcato' a Vallevegan: 'All'inizio lo tenevamo da solo, perche' era irrequieto.
Una notte e' riuscito a sfondare la porta della gabbia, ma lo abbiamo trovato che dormiva tranquillo in mezzo alle galline. Voleva solo un po' di compagnia, tant'e' vero che da allora sta in mezzo agli altri animali senza nessun problema, a dispetto di quello che si dice sull'aggressivita' di questa specie'.
Ironia della sorte, il casale dove sorge Vallevegan in passato era abitato da bracconieri e allevatori, i cui 'ferri del mestiere', sono stati conservati dai volontari in una stanza.
'Adesso invece e' un posto dove si cerca di far tornare gli animali per quanto possibile ad uno stato naturale - spiega Liberati - adesso stiamo cercando di aprire altri centri simili a questo, e di coordinare altre iniziative animaliste.
Una di queste, che va avanti gia' da qualche anno, sono i campi antibracconaggio sull'isola di Ponza, che e' un punto di passaggio fondamentale per decine di specie di migratori.
Al prossimo partecipera' anche il Noa (nucleo operativo antibracconaggio) del Corpo Forestale'.
(ANSA)
TAR RIBADISCE NO A DIVIETO USO COLLARI ELETTRICI PER CANI
21/04/2007 07:57
Il Tar del Lazio torna a dire no al divieto d'uso
di collari elettrici, confermato dal recente
decreto del ministero della salute, come gia' aveva
fatto con riferimento al precedente decreto in
materia emesso il 5 luglio 2005.
Con una ordinanza emessa nei giorni scorsi il Tar ha sospeso l'applicabilita' dell'art.4 dell'ordinanza del ministero della salute dello scorso 12 dicembre sulla tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione di cani. L'articolo concerne il divieto dell'uso 'di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani' in quanto 'procura paura e sofferenza e puo' provocare reazioni di aggressivita' da parte degli animali stessi'. L'impiego di tali strumenti, afferma il decreto, 'si configura come maltrattamento e chiunque li utilizzi e' perseguibile'.
Il Tar, accogliendo un ricorso della societa' Canicom, che commercializza articoli e accessori per l'educazione animale, ha ritenuto 'che sussistono le ragioni richieste dalla legge per l'accoglimento della domanda cautelare in quanto l'ordinanza impugnata appare la mera reiterazione della precedente ordinanza annullata, e peraltro e' stata adottata senza alcuna nuova istruttoria e senza la sopravvenienza di alcun evento nuovo'.
Il riferimento del Tar e' alla sentenza con la quale lo scorso mese di settembre era stata annullata la precedente ordinanza ministeriale in materia.
Rimangono salvi, dopo l'ordinanza del Tar, i principali articoli del decreto che prevedono tra l'altro il divieto di addestramento inteso ad esaltare l'aggressivita' dei cani.
(ANSA)
Con una ordinanza emessa nei giorni scorsi il Tar ha sospeso l'applicabilita' dell'art.4 dell'ordinanza del ministero della salute dello scorso 12 dicembre sulla tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione di cani. L'articolo concerne il divieto dell'uso 'di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani' in quanto 'procura paura e sofferenza e puo' provocare reazioni di aggressivita' da parte degli animali stessi'. L'impiego di tali strumenti, afferma il decreto, 'si configura come maltrattamento e chiunque li utilizzi e' perseguibile'.
Il Tar, accogliendo un ricorso della societa' Canicom, che commercializza articoli e accessori per l'educazione animale, ha ritenuto 'che sussistono le ragioni richieste dalla legge per l'accoglimento della domanda cautelare in quanto l'ordinanza impugnata appare la mera reiterazione della precedente ordinanza annullata, e peraltro e' stata adottata senza alcuna nuova istruttoria e senza la sopravvenienza di alcun evento nuovo'.
Il riferimento del Tar e' alla sentenza con la quale lo scorso mese di settembre era stata annullata la precedente ordinanza ministeriale in materia.
Rimangono salvi, dopo l'ordinanza del Tar, i principali articoli del decreto che prevedono tra l'altro il divieto di addestramento inteso ad esaltare l'aggressivita' dei cani.
(ANSA)
50MILA RANDAGI A SOFIA, C'E' CHI SI OPPONE ALL'UCCISIONE
21/04/2007 07:57
La proliferazione dei cani randagi a Sofia e'
diventata una vera emergenza e per venirne a capo
la citta' ha scelto una strada radicale, la
castrazione o sterilizzazione di migliaia di
quadrupedi.
Il Servizio nazionale veterinario (Snv) e l'impresa comunale di Sofia 'Ekoravnovesie' che gestisce il randagismo, si bisticciano da tempo alla ricerca di una soluzione del problema dei 'pomiari', come i bulgari chiamano i cani randagi che affollano soprattutto le periferie.
Nessuno sa dire con esattezza il loro numero ma le stime parlano di 30.000 e persino di oltre 50.000 cani randagi, su un milione e mezzo di abitanti della capitale. Il loro numero cresce in progressione geometrica.
Il direttore dell'Snv, Jeko Baycev, insiste che si applichi l'articolo 35 della legge per l'attivita' veterinaria. Questo stabilisce che i cani catturati per strada e portati al canile municipale che non vengono rintracciati o adottati entro 15 giorni debbano essere eliminati.
Il direttore di 'Ekoravnovesie', Miroslav Naydenov, cita invece altre leggi secondo cui l'eliminazione puo' intervenire solo con animali con malattie incurabili o bastardi, e ha lanciato l'idea della castrazione. In una recente conferenza stampa, Naydenov ha annunciato che 'Ekoravnovesie' ha avviato un programma di castrazione dei 'pomiari' che nell'arco di quattro anni dovrebbe mettere sotto controllo il problema. Il programma e' stato approvato anche dall'Organizzazione mondiale per la sanita'. Negli ultimi sei mesi, ha detto, sono state sterilizzate 2.000 cagne randagie il che significa che finora e' stata evitata la nascita per strada di altri 5-10.000 cuccioli.
Nello stesso periodo sono stati eliminati 400 cani, tra malati e bastardi, e circa 300 sono stati adottati.
La gestione del randagismo e' da anni il tallone d'Achille del Comune di Sofia. Attualmente nella capitale c'e' solo un canile municipale per 200 cani. Secondo le statistiche ogni tre giorni in media a Sofia una persona viene morsa da cani randagi.
Inoltre l'impresa comunale 'Ekoravnovesie' e' accusata di poca efficienza: dalla sua nascita nel 1998 a oggi avrebbe speso oltre tre milioni di euro per gestire il randagismo a Sofia con risultato zero. Vi e' poi un altro aspetto del problema: dal primo gennaio un'ordinanza del comune di Sofia fa obbligo ai proprietari di cani di registrarli all'anagrafe canina e pagare una tassa annuale di 12 euro a cane. Il risultato e' che al 31 marzo, degli oltre 100.000 cani domestici a Sofia, ne sono stati registrati appena 193. Tenendo presente che per la cattura, i vaccini e gli antiparassitari e la castrazione di un cane randagio vengono spesi circa 25 euro, gli esperti calcolano che per poter gestire efficientemente il fenomeno nella capitale basterebbe che almeno la meta' dei proprietari di cani domestici pagassero la tassa annuale.
(ANSA)
Il Servizio nazionale veterinario (Snv) e l'impresa comunale di Sofia 'Ekoravnovesie' che gestisce il randagismo, si bisticciano da tempo alla ricerca di una soluzione del problema dei 'pomiari', come i bulgari chiamano i cani randagi che affollano soprattutto le periferie.
Nessuno sa dire con esattezza il loro numero ma le stime parlano di 30.000 e persino di oltre 50.000 cani randagi, su un milione e mezzo di abitanti della capitale. Il loro numero cresce in progressione geometrica.
Il direttore dell'Snv, Jeko Baycev, insiste che si applichi l'articolo 35 della legge per l'attivita' veterinaria. Questo stabilisce che i cani catturati per strada e portati al canile municipale che non vengono rintracciati o adottati entro 15 giorni debbano essere eliminati.
Il direttore di 'Ekoravnovesie', Miroslav Naydenov, cita invece altre leggi secondo cui l'eliminazione puo' intervenire solo con animali con malattie incurabili o bastardi, e ha lanciato l'idea della castrazione. In una recente conferenza stampa, Naydenov ha annunciato che 'Ekoravnovesie' ha avviato un programma di castrazione dei 'pomiari' che nell'arco di quattro anni dovrebbe mettere sotto controllo il problema. Il programma e' stato approvato anche dall'Organizzazione mondiale per la sanita'. Negli ultimi sei mesi, ha detto, sono state sterilizzate 2.000 cagne randagie il che significa che finora e' stata evitata la nascita per strada di altri 5-10.000 cuccioli.
Nello stesso periodo sono stati eliminati 400 cani, tra malati e bastardi, e circa 300 sono stati adottati.
La gestione del randagismo e' da anni il tallone d'Achille del Comune di Sofia. Attualmente nella capitale c'e' solo un canile municipale per 200 cani. Secondo le statistiche ogni tre giorni in media a Sofia una persona viene morsa da cani randagi.
Inoltre l'impresa comunale 'Ekoravnovesie' e' accusata di poca efficienza: dalla sua nascita nel 1998 a oggi avrebbe speso oltre tre milioni di euro per gestire il randagismo a Sofia con risultato zero. Vi e' poi un altro aspetto del problema: dal primo gennaio un'ordinanza del comune di Sofia fa obbligo ai proprietari di cani di registrarli all'anagrafe canina e pagare una tassa annuale di 12 euro a cane. Il risultato e' che al 31 marzo, degli oltre 100.000 cani domestici a Sofia, ne sono stati registrati appena 193. Tenendo presente che per la cattura, i vaccini e gli antiparassitari e la castrazione di un cane randagio vengono spesi circa 25 euro, gli esperti calcolano che per poter gestire efficientemente il fenomeno nella capitale basterebbe che almeno la meta' dei proprietari di cani domestici pagassero la tassa annuale.
(ANSA)
PECORARO, PRONTO DDL STOP IMPORTAZIONE PELLI
21/04/2007 07:56
Pronto un disegno di legge per mettere al bando
l'importazione di prodotti derivati dalla caccia
alle foche 'e presto lo portero' in Consiglio dei
Ministri'. Lo ha annunciato il ministro
dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, in un
messaggio diffuso nel corso della conferenza stampa
della Lav, svoltasi ieri mattina a Roma per
presentare un nuovo video sulla caccia alle foche.
'Il Ddl - ha riferito il ministro - recependo le indicazioni della direttiva europea, prevede il totale bando delle importazioni dei prodotti derivati dalle foche canadesi'.
'L'impegno preso nei confronti delle sollecitazioni delle diverse associazioni animaliste italiane ed internazionali, impegnate da anni contro il massacro delle foche in Canada - ha aggiunto il ministro - si e' cosi' tradotto in un atto concreto'.
Le due specie foca groenlandica e foca dal cappuccio che ora sono oggetto della caccia sulla costa est del Canada, sono minacciate anche dal degrado dell'habitat causato dai mutamenti climatici che negli ultimi anni ha subito il ridursi progressivo del pack.
'Presto - ha concluso il ministro Pecoraro Scanio - incontrero' l'Ambasciatore Canadese al quale rinnovero' la mia grande preoccupazione per quanto sta accadendo in questi mesi sulla costa est canadese'.
(ANSA)
'Il Ddl - ha riferito il ministro - recependo le indicazioni della direttiva europea, prevede il totale bando delle importazioni dei prodotti derivati dalle foche canadesi'.
'L'impegno preso nei confronti delle sollecitazioni delle diverse associazioni animaliste italiane ed internazionali, impegnate da anni contro il massacro delle foche in Canada - ha aggiunto il ministro - si e' cosi' tradotto in un atto concreto'.
Le due specie foca groenlandica e foca dal cappuccio che ora sono oggetto della caccia sulla costa est del Canada, sono minacciate anche dal degrado dell'habitat causato dai mutamenti climatici che negli ultimi anni ha subito il ridursi progressivo del pack.
'Presto - ha concluso il ministro Pecoraro Scanio - incontrero' l'Ambasciatore Canadese al quale rinnovero' la mia grande preoccupazione per quanto sta accadendo in questi mesi sulla costa est canadese'.
(ANSA)
API SPARITE
18/04/2007 22:54
Che fossero laboriose e organizzatissime lo si
sapeva, e anche che rappresentassero un indicatore
ambientale straordinariamente sensibile. Le api non
apprezzano ad esempio i campi Ogm, li evitano
accuratamente e a quanto pare trasmettono messaggi
di allarme anche alle loro compagne che non hanno
ancora sorvolato coltivazioni transgeniche. Ma che
fossero gravemente minacciate anche dalle onde
elettromagnetiche dei nostri cellulari è una
spiacevole novità, annunciata da alcuni studiosi
tedeschi dell'Università di Landau: gli insetti,
secondo le loro ricerche, rifiutano di rientrare
negli alveari se nei paraggi vengono piazzati
ripetitori o congegni elettromagnetici. Il loro
sistema di «navigazione» ne verrebbe sconvolto, al
punto che non riuscirebbero più a ritrovare la
strada per le arnie.
Sarebbe questa - benché ancora controversa - la spiegazione della recente moria di sciami in molte parti del mondo, imputata finora alla presenza di parassiti o alla carenza di polline. I telefonini provocherebbero quello che in termini scientifici viene definito «Colony collapse disorder», ovvero la morte degli insetti lontano da casa. Il fenomeno, registrato dallo scorso autunno negli Usa, è stato segnalato anche in Europa, dapprima in Spagna, ora anche in Germania e Inghilterra. La misteriosa malattia sta decimando le api americane, mettendo a repentaglio l’impollinazione di molte colture e provocando danni per centinaia di migliaia di dollari. Negli ultimi tempi gli apicoltori di una ventina di Stati americani hanno registrato perdite fino all’80 per cento della popolazione di api. Un fenomeno inconsueto per diffusione e gravità.
Le api sono una risorsa economica, enorme e «a libro paga» della natura. Un alveare contiene fino a 50.000 insetti, in Europa ci sono miliardi di api e ogni volta che una esce dall’alveare impollina un centinaio di fiori, «lavoro» che produce, solo nell’Unione Europea, miliardi di euro. L'importanza dell’impollinazione è incommensurabile per l’ecosistema: senza api centinaia di piante scomparirebbero. Eppure i miracolosi insetti scompaiono dai campi a ritmo serrato. Gli apicoltori ne trovano sempre di più morte sotto gli alveari e la produzione di miele cala in tutto il mondo. Colpa della chimica in agricoltura, certamente, e anche dei cambiamenti climatici. Secondo un rapporto del World Watch Institute un terzo degli alveari di ape domestica è già scomparso e la stessa sorte tocca alle specie selvatiche. Al danno naturale si aggiunge quello economico perché il valore dell’impollinazione delle piante è stimabile intorno ai 10 miliardi di euro l’anno nel mondo.
Ulteriori dubbi, dunque, si addensano su ripetitori e cellulari: che siano dannosi lo si sospetta da tempo, e molte ricerche, anche se contrastate da studi di segno opposto, lo affermano. Un’indagine finlandese di qualche anno, per esempio, affermava che l’uso eccessivo e decennale del telefono cellulare può aumentare del 40 per cento il rischio di sviluppare un tumore al cervello. Una ricerca svedese dice invece che le onde elettromagnetiche sono in grado di distruggere le cellule cerebrali. L’allarme nei confronti dei più giovani, comunque, sia bambini che adolescenti, è diffusamente accettato.
Gli studi proseguono e una risposta definitiva la potremo avere soltanto con analisi che prendano in esame «trend» di lungo termine. Nel frattempo, comunque, sarebbe in ogni caso saggio applicare di più il «principio di precauzione».
Tornando alle api, qualunque sia la spiegazione di uno degli eventi ecologicamente più misteriosi degli ultimi anni, speriamo di non essere in procinto di vedere il finale di una specie di film dell'orrore: «Se le api scompariranno - aveva scritto Einstein - all'uomo resteranno solo quattro anni di vita». LA STAMPA
Sarebbe questa - benché ancora controversa - la spiegazione della recente moria di sciami in molte parti del mondo, imputata finora alla presenza di parassiti o alla carenza di polline. I telefonini provocherebbero quello che in termini scientifici viene definito «Colony collapse disorder», ovvero la morte degli insetti lontano da casa. Il fenomeno, registrato dallo scorso autunno negli Usa, è stato segnalato anche in Europa, dapprima in Spagna, ora anche in Germania e Inghilterra. La misteriosa malattia sta decimando le api americane, mettendo a repentaglio l’impollinazione di molte colture e provocando danni per centinaia di migliaia di dollari. Negli ultimi tempi gli apicoltori di una ventina di Stati americani hanno registrato perdite fino all’80 per cento della popolazione di api. Un fenomeno inconsueto per diffusione e gravità.
Le api sono una risorsa economica, enorme e «a libro paga» della natura. Un alveare contiene fino a 50.000 insetti, in Europa ci sono miliardi di api e ogni volta che una esce dall’alveare impollina un centinaio di fiori, «lavoro» che produce, solo nell’Unione Europea, miliardi di euro. L'importanza dell’impollinazione è incommensurabile per l’ecosistema: senza api centinaia di piante scomparirebbero. Eppure i miracolosi insetti scompaiono dai campi a ritmo serrato. Gli apicoltori ne trovano sempre di più morte sotto gli alveari e la produzione di miele cala in tutto il mondo. Colpa della chimica in agricoltura, certamente, e anche dei cambiamenti climatici. Secondo un rapporto del World Watch Institute un terzo degli alveari di ape domestica è già scomparso e la stessa sorte tocca alle specie selvatiche. Al danno naturale si aggiunge quello economico perché il valore dell’impollinazione delle piante è stimabile intorno ai 10 miliardi di euro l’anno nel mondo.
Ulteriori dubbi, dunque, si addensano su ripetitori e cellulari: che siano dannosi lo si sospetta da tempo, e molte ricerche, anche se contrastate da studi di segno opposto, lo affermano. Un’indagine finlandese di qualche anno, per esempio, affermava che l’uso eccessivo e decennale del telefono cellulare può aumentare del 40 per cento il rischio di sviluppare un tumore al cervello. Una ricerca svedese dice invece che le onde elettromagnetiche sono in grado di distruggere le cellule cerebrali. L’allarme nei confronti dei più giovani, comunque, sia bambini che adolescenti, è diffusamente accettato.
Gli studi proseguono e una risposta definitiva la potremo avere soltanto con analisi che prendano in esame «trend» di lungo termine. Nel frattempo, comunque, sarebbe in ogni caso saggio applicare di più il «principio di precauzione».
Tornando alle api, qualunque sia la spiegazione di uno degli eventi ecologicamente più misteriosi degli ultimi anni, speriamo di non essere in procinto di vedere il finale di una specie di film dell'orrore: «Se le api scompariranno - aveva scritto Einstein - all'uomo resteranno solo quattro anni di vita». LA STAMPA
SEQUESTRATI 5 CANI-ACCATTONI A ROMA, NO ELEMOSINE
17/04/2007 13:56
Cinque cani, una madre con 4 cuccioli, che alcune
persone sfruttavano per chiedere l'elemosina
davanti ad un grande magazzino, a Trastevere, sono
stati sequestrati dal Nae (Nucleo assistenza
emarginati), del primo Gruppo dela polizia
municipale, e il consigliere comunale delegato ai
Diritti animali Monica Cirinna' ha invitato i
romani 'a non dare neanche un centesimo' a chi usa
cani e gatti per chiedere l'elemosina.
'Chi usa gli animali per l'accattonaggio -ha detto Cirinna'- cerca di fare leva sulla pieta', sulla solidarieta' di questa citta' che ha un grande cuore, da sempre sensibile al sociale, e all'avanguardia per la difesa e la tutela dei nostri migliori amici'.
I cani sequestrati dai vigili, assieme all'Ufficio Diritti animali del Comune, ha reso noto il consigliere, sono al canile Muratella, la madre li sta ancora allattando, e andranno probabilmente alla Valle dei Cuccioli del Bioparco, ' a disposizione di chiunque li volesse adottare'.
Cirinna' ha aggiunto che 'se la gente smettesse di commuoversi, e pensasse al benessere dei cani, come a quello dei bambini costretti a mendicare, forse il problema non esisterebbe piu''.
(ANSA)
'Chi usa gli animali per l'accattonaggio -ha detto Cirinna'- cerca di fare leva sulla pieta', sulla solidarieta' di questa citta' che ha un grande cuore, da sempre sensibile al sociale, e all'avanguardia per la difesa e la tutela dei nostri migliori amici'.
I cani sequestrati dai vigili, assieme all'Ufficio Diritti animali del Comune, ha reso noto il consigliere, sono al canile Muratella, la madre li sta ancora allattando, e andranno probabilmente alla Valle dei Cuccioli del Bioparco, ' a disposizione di chiunque li volesse adottare'.
Cirinna' ha aggiunto che 'se la gente smettesse di commuoversi, e pensasse al benessere dei cani, come a quello dei bambini costretti a mendicare, forse il problema non esisterebbe piu''.
(ANSA)
NATI IN DIRETTA ON-LINE PICCOLI DI FALCO SUL DUOMO DI FIRENZE
16/04/2007 19:44
Sono nati i pulli di Giotto e Monna Tessa, i due
falchi pellegrini che hanno fatto il nido sulla
Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore di
Firenze. Le uova si sono schiuse stamani.
''Appena possibile - dice una nota - sara' comunicato il numero esatto dei nuovi nati''. I due falchi che vivono ora con tanto di prole sotto le tegole del Brunelleschi sono monitorati da una webcam per un progetto voluto da Provincia di Firenze, Opera del Duomo, vigili del fuoco e ornitologi dell'Ornis Italica. ''Un momento senz'altro simpatico, un bel segno di speranza per tutto il centro di Firenze'' ha detto Matteo Renzi, presidente della Provincia.
Per seguire on line il ''reality' della famiglia di falchi del Duomo di Firenze: www.florence.tv (video), www.provincia.fi.it.falco (tutto su ''Giotto'' e i pellegrini), www.birdcam.it (le immagini dalla webcam). ANSA
''Appena possibile - dice una nota - sara' comunicato il numero esatto dei nuovi nati''. I due falchi che vivono ora con tanto di prole sotto le tegole del Brunelleschi sono monitorati da una webcam per un progetto voluto da Provincia di Firenze, Opera del Duomo, vigili del fuoco e ornitologi dell'Ornis Italica. ''Un momento senz'altro simpatico, un bel segno di speranza per tutto il centro di Firenze'' ha detto Matteo Renzi, presidente della Provincia.
Per seguire on line il ''reality' della famiglia di falchi del Duomo di Firenze: www.florence.tv (video), www.provincia.fi.it.falco (tutto su ''Giotto'' e i pellegrini), www.birdcam.it (le immagini dalla webcam). ANSA
RACCOLTA FONDI
15/04/2007 17:20
Raccolta fondi per le pubblicazioni di Campagne
degli Animali del 2007, è ora mettere in pratica
uno stile di vita senza crudeltà verso gli animali
La pagina scelta per la prima uscita del 2007, che avverra’ su Il Venerdi di Repubblica, tratta in particolar modo il tema dell’antispecismo. Due primissimi piani di due esseri sorridenti, un maialino ed un bambino sono messe a confronto e sorprendono per la loro somiglianza. Innocenti, gioiosi e fiduciosi verso chi li guarda invitano il lettore ad una riflessione: hai mai pensato che gli altri animali non sono molto diversi da noi animali umani? Troppo spesso non pensiamo o rifuggiamo dal pensiero che gli altri animali, come noi, provano gioia e dolore. Non pensiamo che, come accade per noi, anche loro vorrebbero creare forti legami con i propri simili. Come fra le madri e i propri cuccioli, che invece separiamo, alleviamo e uccidiamo.
Questo il primo messaggio che Campagne degli Animali vuole lanciare ma come sempre le nostre campagne invitano i lettori ad agire, da subito, per cambiare le cose. E come sempre tengono legati tutti gli argomenti, perche’ il trattamento che la la societa’ umana riserva agli altri animali e’ sempre lo stesso, che si tratti di allevamenti per ricavarne cibo, pelle, lana, pellicce, oppure laboratori di vivisezione: riserviamo loro solo maltrattamenti e morte.
Il compito di Campagne degli Animali e’ di informare e lo fa anche attraverso il sito www.campagneperglianimali.org dove e’ possibile vedere filmati e immagini che ci raccontano la verita’ sul trattamento che viene riservato agli animali dalla nostra societa’ ma anche e soprattutto informarsi su come mettere in pratica uno stile di vita senza crudelta’ guardando la sezione “Live Vegan”.
La raccolta fondi e’ dunque iniziata e ci rivolgiamo a tutti coloro che sono convinti, come noi, che non e’ piu’ tempo di tacere sulla sofferenza degli animali che e’ arrivato il momento di farsi sentire, di farsi vedere, di farsi ascoltare. Se la pensate come noi date il vostro contributo a Campagne degli Animali: ccp 26559518 intestato a: Associazione Progetto Vivere Vegan Onlus, causale: Campagne per gli animali. Sul sito www.campagneperglianimali.org e’ possibile seguire la raccolta fondi e vedere tutti i nominativi di chi contribuisce, all’insegna della trasparenza. Per saperne di piu’ visita il sito: www.campagneperglianimali.org
Progetto Vivere Vegan ::: www.viverevegan.org
Campagneperglianimali ::: www.campagneperglianimali.org
Happy Vegan Official Website ::: www.happyveg
La pagina scelta per la prima uscita del 2007, che avverra’ su Il Venerdi di Repubblica, tratta in particolar modo il tema dell’antispecismo. Due primissimi piani di due esseri sorridenti, un maialino ed un bambino sono messe a confronto e sorprendono per la loro somiglianza. Innocenti, gioiosi e fiduciosi verso chi li guarda invitano il lettore ad una riflessione: hai mai pensato che gli altri animali non sono molto diversi da noi animali umani? Troppo spesso non pensiamo o rifuggiamo dal pensiero che gli altri animali, come noi, provano gioia e dolore. Non pensiamo che, come accade per noi, anche loro vorrebbero creare forti legami con i propri simili. Come fra le madri e i propri cuccioli, che invece separiamo, alleviamo e uccidiamo.
Questo il primo messaggio che Campagne degli Animali vuole lanciare ma come sempre le nostre campagne invitano i lettori ad agire, da subito, per cambiare le cose. E come sempre tengono legati tutti gli argomenti, perche’ il trattamento che la la societa’ umana riserva agli altri animali e’ sempre lo stesso, che si tratti di allevamenti per ricavarne cibo, pelle, lana, pellicce, oppure laboratori di vivisezione: riserviamo loro solo maltrattamenti e morte.
Il compito di Campagne degli Animali e’ di informare e lo fa anche attraverso il sito www.campagneperglianimali.org dove e’ possibile vedere filmati e immagini che ci raccontano la verita’ sul trattamento che viene riservato agli animali dalla nostra societa’ ma anche e soprattutto informarsi su come mettere in pratica uno stile di vita senza crudelta’ guardando la sezione “Live Vegan”.
La raccolta fondi e’ dunque iniziata e ci rivolgiamo a tutti coloro che sono convinti, come noi, che non e’ piu’ tempo di tacere sulla sofferenza degli animali che e’ arrivato il momento di farsi sentire, di farsi vedere, di farsi ascoltare. Se la pensate come noi date il vostro contributo a Campagne degli Animali: ccp 26559518 intestato a: Associazione Progetto Vivere Vegan Onlus, causale: Campagne per gli animali. Sul sito www.campagneperglianimali.org e’ possibile seguire la raccolta fondi e vedere tutti i nominativi di chi contribuisce, all’insegna della trasparenza. Per saperne di piu’ visita il sito: www.campagneperglianimali.org
Progetto Vivere Vegan ::: www.viverevegan.org
Campagneperglianimali ::: www.campagneperglianimali.org
Happy Vegan Official Website ::: www.happyveg
NEWS SUI CANI DA SLITTA IN GROENLANDIA
13/04/2007 14:03
Continua l’attività dell’OIPA e delle
leghe membro in tutto il mondo per svelare la
triste realtà dei cani da slitta in Groenlandia e
il dialogo con le autorità groenlandesi al fine di
cercare una soluzione applicabile nel lungo
periodo.
In questi giorni il Ministero dell’Industria, il quale si sta interessando attivamente alla vicenda e sta collaborando al fine di migliorare la situazione dei cani, ha comunicato che è stato predisposto un piano d’azione per il 2007 per contrastare gli abusi sui cani da slitta.
Il piano d’azione è stato redatto al fine di assicurare maggiori informazioni, un coinvolgimento a livello locale e una più stretta cooperazione tra le varie parti per assicurare il benessere degli animali.
Ora più che mai gli animali hanno bisogno di tutto il sostegno possibile, qualcosa si sta muovendo, facciamo in modo che il piano d’azione si traduca, il prima possibile, in attività concrete.
Troppo a lungo questi cani sono stati dimenticati, continuiamo a dargli voce.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/groenlandia.html
In questi giorni il Ministero dell’Industria, il quale si sta interessando attivamente alla vicenda e sta collaborando al fine di migliorare la situazione dei cani, ha comunicato che è stato predisposto un piano d’azione per il 2007 per contrastare gli abusi sui cani da slitta.
Il piano d’azione è stato redatto al fine di assicurare maggiori informazioni, un coinvolgimento a livello locale e una più stretta cooperazione tra le varie parti per assicurare il benessere degli animali.
Ora più che mai gli animali hanno bisogno di tutto il sostegno possibile, qualcosa si sta muovendo, facciamo in modo che il piano d’azione si traduca, il prima possibile, in attività concrete.
Troppo a lungo questi cani sono stati dimenticati, continuiamo a dargli voce.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/groenlandia.html
LO ZOO DI BELGRADO
13/04/2007 14:02
Animalisti da tutta la Serbia hanno scritto
all’OIPA per chiedere aiuto per gli animali
dello zoo di Belgrado.
Le condizioni nello zoo sono a dir poco atroci: le gabbie e i recinti sono lontani da qualunque standard, estremamente piccoli e non offrono alcun stimolo agli animali. L’ambiente in cui trascorrono la loro vita non ha nulla in comune con quella naturale e ciò crea nell’animale comportamenti ripetitivi e psicosi.
Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/zoo/appelli/belgrado.html
Le condizioni nello zoo sono a dir poco atroci: le gabbie e i recinti sono lontani da qualunque standard, estremamente piccoli e non offrono alcun stimolo agli animali. L’ambiente in cui trascorrono la loro vita non ha nulla in comune con quella naturale e ciò crea nell’animale comportamenti ripetitivi e psicosi.
Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/zoo/appelli/belgrado.html
SCOPERTI 60 GATTI IN PESSIME CONDIZIONI IN UNA CASA A ROMA
11/04/2007 19:32
Sessanta gatti tenuti in pessime condizioni
igienico-sanitarie sono stati scoperti e
sequestrati dagli uomini del Nucleo investigativo
dei Reati in danno degli animali del Corpo
Forestale dello Stato, in un'abitazione in zona
Trionfale a Roma.
I felini erano custoditi nel giardino di una casa abitata da due anziane che sono state denunciate all'autorita' giudiziaria per maltrattamento di animali.
Lo rende noto lo stesso Corpo Forestale in un comunicato in cui si legge inoltre che i gatti, tutti adulti e cinque cuccioli, erano tenuti in spazi ristretti e sono quasi tutti ciechi a causa di una grave malattia virale molto contagiosa che colpisce gli esemplari non vaccinati. Dopo aver ricevuto le prime cure da parte del veterinario dell'Asl, i gatti sono stati consegnati ai responsabili dell'Ufficio Diritti Animali del Comune.
In merito a questa operazione di salvataggio, effettuata in collaborazione con l'Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma, con L'Asl Rmd e l'Associazione Anpana, e' intervenuta anche la Delegata del Sindaco ai diritti degli animali, Monica Cirinna', spiegando che 'le due signore non facevano entrare nessuno in casa. Abbiamo dovuto chiedere l'autorizzazione del magistrato per poter entrate e constatare uno scenario raccapricciante. Le due signore - ha aggiunto Cirinna' - sono state prontamente assistite da alcuni operatori del 118: il maltrattamento c'e', ma queste persone vanno aiutate'.
(ANSA)
I felini erano custoditi nel giardino di una casa abitata da due anziane che sono state denunciate all'autorita' giudiziaria per maltrattamento di animali.
Lo rende noto lo stesso Corpo Forestale in un comunicato in cui si legge inoltre che i gatti, tutti adulti e cinque cuccioli, erano tenuti in spazi ristretti e sono quasi tutti ciechi a causa di una grave malattia virale molto contagiosa che colpisce gli esemplari non vaccinati. Dopo aver ricevuto le prime cure da parte del veterinario dell'Asl, i gatti sono stati consegnati ai responsabili dell'Ufficio Diritti Animali del Comune.
In merito a questa operazione di salvataggio, effettuata in collaborazione con l'Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma, con L'Asl Rmd e l'Associazione Anpana, e' intervenuta anche la Delegata del Sindaco ai diritti degli animali, Monica Cirinna', spiegando che 'le due signore non facevano entrare nessuno in casa. Abbiamo dovuto chiedere l'autorizzazione del magistrato per poter entrate e constatare uno scenario raccapricciante. Le due signore - ha aggiunto Cirinna' - sono state prontamente assistite da alcuni operatori del 118: il maltrattamento c'e', ma queste persone vanno aiutate'.
(ANSA)
3 MILA ANIMALI SALVATI DA LABORATORI CON I-CARE/SCHEDA
09/04/2007 09:13
Solo in Italia, il progetto I-Care (International
Centre for Alternative in Research and Education)
ha gia' recuperato dai laboratori di ricerca piu'
di 3 mila animali, fra cani, gatti e roditori. Nato
nel 2005 in India, si e' esteso a diversi paesi
soprattutto europei. Ecco obiettivi e identikit
degli ospiti: - OBIETTIVI I-CARE: diffondere metodi
alternativi alla vivisezione sfruttando le
esperienze dei singoli paesi e una volta evitato
l'utilizzo degli animali da parte dei laboratori,
recuperarli e reinserirli in una vita normale -
DOVE IN ITALIA: in Italia finora i centri che
accolgono gli animali sono a Milano, Monza, Torino,
Genova, Parma e Trieste, oltre a quello di Roma che
fa da punto di riferimento per il centro-sud. Sono
gestiti da volontari, e si finanziano
prevalentemente con donazioni private. La
riabilitazione puo' durare fino a sei mesi,
soprattutto nel caso di cani e gatti che hanno
psicologie piu' complesse - ANIMALI SALVATI IN
ITALIA: piu' di 3.000 fra cani, gatti e roditori -
IDENTIKIT OSPITI: gli animali da riabilitare, che
devono essere tassativamente non infetti da alcuna
malattia, sono ceduti dal laboratorio secondo i
seguenti criteri: animali ceduti dal laboratorio al
rifugio al termine di un progetto specifico oppure
nel caso di chiusura del laboratorio; animali
salvati dal laboratorio a causa di irregolarita'
riscontrate nel laboratorio stesso; animali
coinvolti in studi non terminali (cioe' che non
prevedono la soppressione finale dell'animale);
animali usati per studi comportamentali; animali
non piu' necessari perche' il laboratorio adotta
dei metodi alternativi; animali in sovrappiu',
comprati ma mai usati; cuccioli provenienti da
studi di teratogenicita' (cioe' test in gravidanza
per studiare l'effetto delle sostanze sotto test
sulla prole) che sopravvivono al parto - LA LEGGE:
la legge attuale lascia a completa discrezione dei
centri di ricerca la fine di questi animali.
L'affidamento non e' facile e avviene sempre sotto
garanzia di anonimato dei laboratori. Attualmente
c'e' una proposta di legge alla Camera per rendere
obbligatoria la cessione a strutture specializzate.
(ANSA)
ORSA JURKA DESTINATA A ESSERE STELLA IN GABBIA
05/04/2007 13:35
Il Governatore del Trentino Lorenzo Dellai ha
formalizzato al ministero dell'Ambiente la
richiesta di cattura dell'orsa Jurka e del suo
successivo ricovero in una struttura in provincia
di Trento. Gia' oggi a Spormaggiore, tra la val di
Non e l'Altopiano della Paganella, esiste un
recinto dove sono ospitati degli orsi in
cattivita'. La struttura fu teatro la scorsa estate
di una scorribanda di Joze - il padre di tutti i
cuccioli di Jurka compreso Bruno, abbattuto lo
scorso anno in Baviera - che si voleva accoppiare
con le orse presenti. Per questo non si esclude,
dopo la sua cattura, anche la sterilizzazione di
Jurka. L'orsa era stata liberata il 4 maggio 2001,
dopo il suo trasferimento dalla Slovenia
nell'ambito del progetto Life Ursus per il
ripopolamento del Trentino. La richiesta
formalizzata da Dellai segue le razzie effettuate
dal plantigrado negli ultimi giorni in varie zone
della provincia di Trento. Gia' in gennaio l'orsa e
i suoi cuccioli furono protagonisti di una
scorribanda sulle piste di sci a Campiglio, per la
gioia di centinaia di turisti che la immortalarono
con i telefonini.
La situazione e' precipitata nelle ultime settimane quando Jurka ha nuovamente confermato la sua spiccata attitudine ad avvicinarsi ai centri abitati in cerca di cibo, entrando spesso in contatto diretto con le persone, in alcuni casi in stretta vicinanza delle abitazioni e penetrando all'interno di stabili di pertinenza regolarmente frequentati dall'uomo. Per questo la scorsa estate era stata catturata in val di Sole e dotata di un radiocollare satellitare per monitorarne gli spostamenti. Era stata addormentata con una siringa di sonnifero sparata da uno speciale fucile. Al seguito aveva tre cuccioli rimasti nascosti nel bosco, poco lontano, per tutto il tempo in cui la madre era rimasta addormentata. Proprio per evitare le razze e le confidenze di Jurka con l' uomo era stato messo a punto un fucile ad aria compressa in grado di sparare proiettili esplodenti in grado di spaventare il plantigrado ma senza rischi fisici. Lo avevano presentato i tecnici della Provincia autonoma di Trento ai funzionari del ministero dell'Ambiente ma la novita' non e' servita a dissuadere l'invadente orsa dall'avvicinarsi troppo ai centri abitati. Di qui la lettera di oggi al ministero nella quale si ipotizza di ricollocare Jurka in una struttura da individuare di concerto con l'Istituto nazionale per la fauna selvatica. (ANSA)
La situazione e' precipitata nelle ultime settimane quando Jurka ha nuovamente confermato la sua spiccata attitudine ad avvicinarsi ai centri abitati in cerca di cibo, entrando spesso in contatto diretto con le persone, in alcuni casi in stretta vicinanza delle abitazioni e penetrando all'interno di stabili di pertinenza regolarmente frequentati dall'uomo. Per questo la scorsa estate era stata catturata in val di Sole e dotata di un radiocollare satellitare per monitorarne gli spostamenti. Era stata addormentata con una siringa di sonnifero sparata da uno speciale fucile. Al seguito aveva tre cuccioli rimasti nascosti nel bosco, poco lontano, per tutto il tempo in cui la madre era rimasta addormentata. Proprio per evitare le razze e le confidenze di Jurka con l' uomo era stato messo a punto un fucile ad aria compressa in grado di sparare proiettili esplodenti in grado di spaventare il plantigrado ma senza rischi fisici. Lo avevano presentato i tecnici della Provincia autonoma di Trento ai funzionari del ministero dell'Ambiente ma la novita' non e' servita a dissuadere l'invadente orsa dall'avvicinarsi troppo ai centri abitati. Di qui la lettera di oggi al ministero nella quale si ipotizza di ricollocare Jurka in una struttura da individuare di concerto con l'Istituto nazionale per la fauna selvatica. (ANSA)
LAV: BASTA ALLA MACELLAZIONE DI AGNELLI E CAPRETTI PER CELEBRARE QUESTA RICORRENZA
04/04/2007 19:58
Ogni anno con l’avvicinarsi delle festività
pasquali si è costretti ad assistere
all’uccisione di centinaia di migliaia tra
agnelli e capretti, sacrificati in nome di una
tradizione che li vede vittime di suntuosi pasti
organizzati per celebrare la ricorrenza.
E’ proprio durante questo periodo infatti, che si verifica il maggior incremento nella macellazione di ovini e caprini, agnelli primi fra tutti.
Secondo l’Istat (Istituto Nazionale di Statistica), durante la Pasqua dello scorso anno (aprile 2006), sono stati macellati 685.225 agnelli (in leggero aumento rispetto alla Pasqua del marzo 2005 in cui erano stati 676.376), 89.268 agnelloni (98.582 nella Pasqua 2005), e 317 castrati contro i 2.325 del marzo 2005.
Il numero di capretti e caprettoni macellati nell’aprile del 2006 è stato di 65.864 animali (nella Pasqua 2005 erano stati 84.914), per un totale di 867.625 tra ovini e caprini, rispetto ai 928.261 del marzo 2005.
La Federconsumatori ha stimato che nella Pasqua 2006 i consumatori sono stati disposti a spendere fino al 7% in più rispetto all’anno precedente pur di comprare carne di agnello.
Secondo i dati annuali forniti da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), lo scorso anno sono stati macellati 5.360.118 agnelli (5.148.245 nel 2005), e 601.814 agnelloni, per un totale di 6.898.882 tra ovini e caprini; nel 2005 erano stati 6.848.805.
La LAV chiede di essere sostenuta nella scelta etica e morale di adottare un menu alternativo, privo di ingredienti di origine animale, e proprio per questo ancor più sano e gustoso. Sono molte le pietanze con le quali ci si può sbizzarrire senza la necessità di uccidere degli animali, in questo modo le festività potranno essere ancora più serene. Per questa Pasqua la LAV propone: Fantasia di verdure crude marinate, Trofie alla crema di carciofi e noci, Champignon ripieni di tofu con puré di soia verde, Colomba vegan.
Le gustose ricette per un menu di Pasqua vegetariano sono disponibili anche sul sito della LAV: www.lav.it, dove sono presenti anche informazioni e consigli per coloro che decidano di avvicinarsi a questa scelta, completa dal punto di vista nutrizionale. E’ stato ormai accertato che il consumo di carne e grassi animali può causare, direttamente o indirettamente, numerose malattie (alcuni tipi di cancro, patologie cardiocircolatorie, ecc.), ecco perché l’alimentazione vegetariana è adatta a tutte le fasce di età e attività.
Gran parte degli agnelli e dei capretti che giungono in Italia, provengono da paesi dell’Est Europa (soprattutto da Ungheria, Romania e Polonia). Spesso i trasporti presentano gravi irregolarità, gli animali sono tenuti in condizioni precarie, senza cibo, acqua, senza la possibilità di muoversi regolarmente, costretti in spazi minuscoli per lunghissime tratte che non prevedono soste. E ad aspettarli, dopo tanta sofferenza non c’è un futuro migliore, bensì la morte. Si ricorda inoltre, che da gennaio è in vigore il nuovo Regolamento sulla protezione degli animali, destinati alla macellazione o all’ingrasso, durante il trasporto, approvato dall’Unione Europea per il quale si attende con urgenza il Decreto Legislativo relativo alla definizione delle sanzioni: il rischio, infatti, è che pur potendo rilevare le violazione al Regolamento, non si possa procedere a un sanzionamento dei responsabili, rendendo di fatto inapplicabile il Regolamento stesso.
La carne che finisce sulle tavole dei consumatori a volte è frutto di furti e/o macellazioni clandestine, con animali importati in maniera non regolare, feriti, esausti. La legge prevede la possibilità di macellazioni “fai da te” (che presumono sempre e comunque lo stordimento dell’animale per legge), solo per autoconsumo familiare proibendone la vendita (in base ai Decreti Legislativi 286 del 1994 e 333 del 1998 i trasgressori devono essere sanzionati).
Ufficio Stampa LAV 064461325 – 3391742586 www.lav.it
E’ proprio durante questo periodo infatti, che si verifica il maggior incremento nella macellazione di ovini e caprini, agnelli primi fra tutti.
Secondo l’Istat (Istituto Nazionale di Statistica), durante la Pasqua dello scorso anno (aprile 2006), sono stati macellati 685.225 agnelli (in leggero aumento rispetto alla Pasqua del marzo 2005 in cui erano stati 676.376), 89.268 agnelloni (98.582 nella Pasqua 2005), e 317 castrati contro i 2.325 del marzo 2005.
Il numero di capretti e caprettoni macellati nell’aprile del 2006 è stato di 65.864 animali (nella Pasqua 2005 erano stati 84.914), per un totale di 867.625 tra ovini e caprini, rispetto ai 928.261 del marzo 2005.
La Federconsumatori ha stimato che nella Pasqua 2006 i consumatori sono stati disposti a spendere fino al 7% in più rispetto all’anno precedente pur di comprare carne di agnello.
Secondo i dati annuali forniti da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), lo scorso anno sono stati macellati 5.360.118 agnelli (5.148.245 nel 2005), e 601.814 agnelloni, per un totale di 6.898.882 tra ovini e caprini; nel 2005 erano stati 6.848.805.
La LAV chiede di essere sostenuta nella scelta etica e morale di adottare un menu alternativo, privo di ingredienti di origine animale, e proprio per questo ancor più sano e gustoso. Sono molte le pietanze con le quali ci si può sbizzarrire senza la necessità di uccidere degli animali, in questo modo le festività potranno essere ancora più serene. Per questa Pasqua la LAV propone: Fantasia di verdure crude marinate, Trofie alla crema di carciofi e noci, Champignon ripieni di tofu con puré di soia verde, Colomba vegan.
Le gustose ricette per un menu di Pasqua vegetariano sono disponibili anche sul sito della LAV: www.lav.it, dove sono presenti anche informazioni e consigli per coloro che decidano di avvicinarsi a questa scelta, completa dal punto di vista nutrizionale. E’ stato ormai accertato che il consumo di carne e grassi animali può causare, direttamente o indirettamente, numerose malattie (alcuni tipi di cancro, patologie cardiocircolatorie, ecc.), ecco perché l’alimentazione vegetariana è adatta a tutte le fasce di età e attività.
Gran parte degli agnelli e dei capretti che giungono in Italia, provengono da paesi dell’Est Europa (soprattutto da Ungheria, Romania e Polonia). Spesso i trasporti presentano gravi irregolarità, gli animali sono tenuti in condizioni precarie, senza cibo, acqua, senza la possibilità di muoversi regolarmente, costretti in spazi minuscoli per lunghissime tratte che non prevedono soste. E ad aspettarli, dopo tanta sofferenza non c’è un futuro migliore, bensì la morte. Si ricorda inoltre, che da gennaio è in vigore il nuovo Regolamento sulla protezione degli animali, destinati alla macellazione o all’ingrasso, durante il trasporto, approvato dall’Unione Europea per il quale si attende con urgenza il Decreto Legislativo relativo alla definizione delle sanzioni: il rischio, infatti, è che pur potendo rilevare le violazione al Regolamento, non si possa procedere a un sanzionamento dei responsabili, rendendo di fatto inapplicabile il Regolamento stesso.
La carne che finisce sulle tavole dei consumatori a volte è frutto di furti e/o macellazioni clandestine, con animali importati in maniera non regolare, feriti, esausti. La legge prevede la possibilità di macellazioni “fai da te” (che presumono sempre e comunque lo stordimento dell’animale per legge), solo per autoconsumo familiare proibendone la vendita (in base ai Decreti Legislativi 286 del 1994 e 333 del 1998 i trasgressori devono essere sanzionati).
Ufficio Stampa LAV 064461325 – 3391742586 www.lav.it
BBC: KILL IT, COOK IT, EAT IT
02/04/2007 13:26
Questo è il titolo di una serie di trasmissioni che
la BBC inglese sta mandando in onda in questi
giorni (dal 5 al 7 marzo, "Kill It, Cook It, Eat
It"), che mostrano la vita negli allevamenti, il
trasporto verso il macello, la macellazione, lo
squartamento dei corpi e la preparazione della
"carne", di vari animali (agnelli, maiali, bovini,
ecc.).
Quello che la BBC dichiara di voler fare è semplicemente mostrare cosa avviene "prima" che la bistecca, il prosciutto, la costoletta d'agnello, finisca nei nostri piatti. Il pubblico (di ogni genere ed età: adulti, ragazzini, fanatici della carne, vegetariani) è fisicamente presente dentro al macello, per vedere come vengono uccisi gli animali. Il tutto viene filmato e mandato in onda. Il pubblico guarda attraverso un vetro, alcuni piangono quando il maiale viene gettato nell'acqua bollente e scuoiato. Pochi minuti prima un filmato aveva mostrato quello stesso animale da cucciolo, un tenero e affettuoso maialino rosa. Gli allevatori ovviamente non ne sono molto contenti...
Maggiori informazioni: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=171
Quello che la BBC dichiara di voler fare è semplicemente mostrare cosa avviene "prima" che la bistecca, il prosciutto, la costoletta d'agnello, finisca nei nostri piatti. Il pubblico (di ogni genere ed età: adulti, ragazzini, fanatici della carne, vegetariani) è fisicamente presente dentro al macello, per vedere come vengono uccisi gli animali. Il tutto viene filmato e mandato in onda. Il pubblico guarda attraverso un vetro, alcuni piangono quando il maiale viene gettato nell'acqua bollente e scuoiato. Pochi minuti prima un filmato aveva mostrato quello stesso animale da cucciolo, un tenero e affettuoso maialino rosa. Gli allevatori ovviamente non ne sono molto contenti...
Maggiori informazioni: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=171